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Trovati 1361 documenti.

Guida allo studio del greco del Nuovo Testamento
Libri Moderni

Corsani, Bruno <1924-2008>

Guida allo studio del greco del Nuovo Testamento / Bruno Corsani, in collaborazione con Carlo Buzzetti, Girolama De Luca, Giorgio Massi

2. ed

Roma : Società biblica britannica e forestiera, 1994

Emilio Paolo
Libri Moderni

Plutarchus <50-dopo il 120> - Plutarchus <50-dopo il 120>

Emilio Paolo ; Timoleonte / Plutarco ; introduzione, traduzione e note di Alberto Barzanò [per Emilio Paolo] ; introduzione di Marta Sordi [per Timoleonte] ; traduzione e note di Anna Penati [per Timoleonte] ; con contributi di Barbara Scardigli e Mario Manfredini

5. ed.

BUR, 2019

Abstract: Si pubblicano qui le vite del corinzio Timoleonte, che liberò Siracusa dal tiranno Dionigi riordinandone quindi la costituzione e assicurando alla cità l'egemonia sul territorio della Sicilia; e quella del generale romano Emilio Paolo, caduto nella battaglia di Canne, la storica sconfitta romana ad opera di Annibale.

I geroglifici
Libri Moderni

Horapollo

I geroglifici / Orapollo ; introduzione, traduzione e note di Mario Andrea Rigoni e Elena Zanco

[Milano] : Rizzoli, 1996

Abstract: Gli Hieroglyphica di Orapollo costituiscono l'unica trattazione sistematica sui geroglifici egiziani che ci sia mai stata tramandata. E' attraverso questo testo che si è determinato il mito dell'Egitto e della sua misteriosa scrittura nella cultura e europea. Storicamente ritenuta una composizione antichissima capace di rivelare i più nascosti significati morali e religiosi, l'opera conobbe una immensa popolarità nei secoli. E' questa la prima traduzione italiana di un testo raro ma molto citato.

Edipo re
Libri Moderni

Sophocles <496 a.C.-406 a.C.>

Edipo re / Sofocle ; introduzione di Franco Rella ; traduzione e cura di Laura Correale

16. ed.

Feltrinelli, 2013

Abstract: Tragedia della conoscenza: Edipo è colui che sa ma resta accecato dalla sua volontà di sapere. Tragedia degli affetti: la ricerca delle proprie origini famigliari si risolve in loro distruzione. Tragedia politica: Edipo è il pharmakos, il rimedio, che va scacciato perché divenuto esso stesso causa di male. Il testo di Sofocle è qui tradotto e commentato evidenziandone la ricchezza e ambiguità semantica. Un'ambiguità - il doppio significato negativo e positivo delle parole - che sta a fondamento di quella che è per eccellenza la tragedia greca. Un modello ancor oggi indispensabile per interpretare i conflitti che attraversano l'esistenza, nei suoi aspetti privati e pubblici.

I presocratici
Libri Moderni

I presocratici : testimonianze e frammenti da Talete a Empedocle / con un saggio di Walther Kranz ; a cura di Alessandro Lami

8. ed.

BUR, 2012

Poema sulla natura
Libri Moderni

Parmenides <sec. VI a.C.-V a.C.>

Poema sulla natura / Parmenide ; saggio introduttivo e commentario di Luigi Ruggiu ; traduzione di Giovanni Reale

Milano : Bompiani, 2010

Parmenide
Libri Moderni

Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Parmenide / Platone ; introduzione, traduzione e note di Franco Ferrari

[Milano : Rizzoli], 2004

Abstract: In questo che è uno degli ultimi suoi dialoghi, Platone sottopone a una severa critica la propria dottrina delle idee confrontandola con le posizioni di Zenone e di Parmenide. Zenone sostiene l'impossibilità dell'esistenza del molteplice, confermando la tesi di Parmenide secondo la quale solo l'Uno, immutabile ed eterno, esiste. Socrate obietta che quanto sostiene Zenone è errato, in quanto si limita solo all'ambito del molteplice sensibile e non a quello del molteplice ideale. Parmenide interviene ammettendo la validità delle affermazioni di Socrate, ma facendo notare come sia impossibile accettare il molteplice anche nel mondo delle idee, in quanto l'idea di uomo riassume una molteplicità infinita di uomini.

Medea
Libri Moderni

Euripides <485 a.C.-407/406 a.C.> - Euripides <485 a.C.-407/406 a.C.>

Medea ; Troiane ; Baccanti / Euripide ; introduzione di Vincenzo di Benedetto ; premessa al testo e note di Franco Ferrari ; traduzioni di M. Valgimigli (Medea); E. Cetrangolo (Troiane); C. Diano (Baccanti)

Milano : Rizzoli, 1982

Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».

Tutte le opere
Libri Moderni

Epictetus

Tutte le opere / Epitteto ; con in appendice le versioni del Manuale di Angelo Poliziano e Giacomo Leopardi ; saggio introduttivo, parafrasi e prefazioni di Giovanni Reale ; traduzione e apparati di Cesare Cassanmagnago ; lessico dei termini greci di Roberto Radice ; impostazione editoriale, appendici e bibliografia di Giuseppe Girgenti

[Milano] : Bompiani, 2009

Abstract: Giuseppe Tornasi di Lampedusa, nel suo Gattopardo, scrive che il principe Salina, in una delle sue riflessioni, pensò ad una medicina scoperta da poco negli Stati Uniti d'America, che permetteva di non soffrire durante le operazioni più gravi, e di rimanere sereni fra le sventure. E soggiunge: Morfina lo avevano chiamato questo rozzo sostituto dello stoicismo antico.... È uno splendido paragone, che meglio di qualsiasi altro illustra analogicamente l'essenza del messaggio stoico: esso vuole essere appunto il farmaco spirituale che lenisce i dolori e che permette la serenità anche nelle sventure. Epitteto (ca. 50-1 38 d.C), lo schiavo-filosofo, più e meglio di qualsiasi altro stoico del mondo antico, ce lo ha dimostrato in queste splendide pagine che hanno avuto, nella storia dell'Occidente, una delle più grandi fortune che siano toccate a scritti di filosofia. Il filosofo frigio riesce, in effetti, a toccare il fondo del problema e a scoprire ciò che può rendere libero e felice, oppure schiavo ed infelice l'uomo. Le cose - egli insegna - si bipartiscono in due grandi classi: quelle che dipendono da noi e quelle che non dipendono da noi. Abbiamo il potere solo sulle prime e non sulle seconde, e di conseguenza dobbiamo comportarci. Purtroppo le cose che alla moltitudine interessano e per cui vanamente i più si battono sono proprio le seconde: donde i mali - tutti i mali senza distinzione - di cui soffre l'umanità.

Storie di streghe
Libri Moderni

Storie di streghe / H. Wire ... [et al.] ; a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco

Ed. integrali

Roma : Newton Compton, 1994

Abstract: La figura della strega, questa donna che fa uso di arti magiche per piegare la realtà al proprio volere, ha stimolato l'immaginazione di artisti e scrittori oltre che essere oggetto di studi storici, religiosi e antropologici. In questa antologia sono stati raccolti alcuni dei più emblematici ed inquietanti racconti che la vedono come protagonista: che viaggi di notte, sullo sfondo di una falce di luna a cavallo di una scopa, o che balli in una radura in mezzo alla foresta al ritmo delle musiche diaboliche del Sabba, seguita, tra le nuvole, da uragani e cicloni, o si trovi nella sua capanna circondata da teschi piantati su pali, giovane o vecchia, brutta o bellissima, la strega è comunque malvagia e la sua Magia Nera è sempre foriera di guai.

La felicità
Libri Moderni

Epicurus <341 a.C.-270 a.C.>

La felicità / Epicuro ; cura e traduzione di Antonangelo Liori

Roma : Newton & Compton, 2002

Abstract: In questo volume sono state raccolte le massime e i pensieri di Epicuro, uno dei più raffinati filosofi dell'antichità. Epicuro insegna all'uomo del nostro tempo a non avere timori e pregiudizi, a non temere il male e la morte, a non sorprendersi mai e a vivere seguendo soltanto gli insegnamenti dettati dalla propria coscienza.

Dialoghi
Libri Moderni

Lucianus <circa 120-180/192> - Lucianus <circa 120-180/192>

Dialoghi / Luciano di Samosata ; introduzione di Ruggero Guarini ; cura e traduzione di Giovanni Caccia e Ugo Montanari

Roma : Newton Compton, 1995

Abstract: I quindici brevi Dialoghi delle cortigiane sono forse l'opera più originale e curiosa di Luciano di Samosata. Servendosi di uno stile semplice e diretto, l'autore ritrae magistralmente il mondo equivoco delle cortigiane, con i suoi amori, le sue gelosie, i suoi interessi, le sue maldicenze. A differenza di altri scritti di Luciano, insieme alla consueta vena pungente e corrosiva, troviamo qui una particolare delicatezza nella descrizione dei caratteri e dei sentimenti, che oltre a rendere più realistici e credibili i personaggi dei vari dialoghi, contribuisce a fare di quest'opera un gioiello di equilibrio e grazia.

Poesie
Libri Moderni

Sappho <630 a.C.-570 a.C.>

Poesie / Saffo ; a cura di Ilaria Dagnini

2. ed

Roma : Newton Compton, 1996

Iliade
Libri Moderni

Homerus <poeta greco>

Iliade / Omero ; traduzione e saggio critico di Guido Paduano ; introduzione e note di Francesco Morosi

Einaudi, 2025

Abstract: Ambientato ai tempi della guerra di Troia, narra gli eventi accaduti nei cinquantuno giorni dell'ultimo anno di guerra, in cui l'ira di Achille è l'argomento centrale del poema.

Vangelo di un pagano
Libri Moderni

Porphyrius <233/234-305>

Vangelo di un pagano / Porfirio. Seguito da, Vita di Porfirio / di Eunapio ; presentazione di Giovanni Reale ; introduzione, traduzione, note e apparati di Angelo Raffaele Sodano

[Milano] : Bompiani, 2006

Abstract: Fedele interprete e diffusore della filosofia di Plotino, Porfirio (233-305 ca.) è conosciuto per aver organizzato e pubblicato tutti gli scritti del maestro dividendoli in sei gruppi di nove trattati, da cui il nome Enneadi. Come filosofo è stato sempre trascurato e solo negli ultimi decenni ne è stata rivalutata l'originalità e gli influssi sul pensiero cristiano e pagano dei primi secoli. In questo volume sono raccolte quattro opere: Lettera a Marcella, che rappresenta il testamento spirituale del filosofo greco; i nove frammenti del Contro Boeto, Sull'anima che raccolgono e criticano le varie posizioni dei filosofi sul difficile tema della natura e della funzione dell'anima; i tre testi Sul conosci te stesso nei quali è contenuta una serie di interpretazioni dell'oracolo delfico in chiave metafisica ed etica; chiude il volume la Vita di Porfirio di Eunapio, che offre notizie utili e dirette sulla vita e l'opera del filosofo.

Epigrammi
Libri Moderni

Callimachus

Epigrammi / Callimaco ; traduzione di Alceste Angelini

Torino : Einaudi, copyr. 1990

Poema sulla natura
Libri Moderni

Parmenides <sec. VI a.C.-V a.C.>

Poema sulla natura : i frammenti e le testimonianze indirette / Parmenide ; presentazione, traduzione con testo greco dei frammenti del poema a fronte e note di Giovanni Reale ; saggio introduttivo e commentario filosofico di Luigi Ruggiu ; quest'opera è stata curata dal Centro di ricerche di metafisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Milano : Rusconi, 1991

Abstract: Il poema di Parmenide, indicato dai commentatori posteriori con il titolo di Sulla natura, o Intorno alla natura a seconda delle traduzioni, può essere considerato il primo vero e proprio testo filosofico della storia del pensiero occidentale

Le baccanti
Libri Moderni

Euripides <485 a.C.-407/406 a.C.>

Le baccanti / Euripide ; a cura di Giulio Guidorizzi

Venezia : Marsilio, 1989

Abstract: Dioniso vuole diffondere in Grecia il suo culto, a cominciare da Tebe. Qui il vecchio re Cadmo ha chiamato a succedergli il nipote Penteo, figlio di sua figlia Agave. Dioniso per punire Agave e le donne della città della loro poca fede nella sua divinità, le ha invasate. Anche Cadmo e Tiresia sono invasati. Dioniso si presenta in città come un mago. Penteo cerca di far arrestare il falso mago, ma ormai è anch'egli completamente soggiogato e viene convinto ad andare sul monte Citerone a spiare i riti delle baccanti, travestito da baccante. Lì Agave e le donne lo fanno a pezzi credendolo un leone. Cadmo riporta Agave alla coscienza e così la donna scopre di portare come trofeo la testa del figlio. La vendetta del dio è compiuta.

Simposio
Libri Moderni

Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Simposio / Platone ; introduzione, traduzione, note e apparati di Giovanni Reale ; appendice bibliografica di Enrico Peroli

Milano : Rusconi, 1993

Abstract: Uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.

Sette contro Tebe
Libri Moderni

Aeschylus <525 a.C.-456 a.C.>

Sette contro Tebe / Eschilo ; a cura di Roberta Sevieri

Milano : La vita felice, 2003

Abstract: Preneto sa SAM - Srpska Anarhisticka MrezaNIN - 03/11/1995Moje misto - In MemoriamMiljensko Smoje (1923-1995)Goran Bezic / Stojan ObradovicAko postoji drugi sviti tamo ce novinara cekati makinjeta.Ja cu se javljat sa neba oli iz pakla,jebe me se, glavno da se javljan.Ali, ako je nebo demokracija, a pakalsocijalizam, potpuno mi je svejedno dice me sveti Petar bacit.Cak pri u pakal, sigurno je tamo viseinteresantnog svita za cinit intervjue i reportaze(Miljenko Smoje)Ima ljudi kojima na njihovom kraju nisu potrebni nekrolozi iosmrtnice. Kao onomada kad je umro Bajdo Vukas, tako se i 25. listopada posplitskim kaletama, po Rivi, Pjaci, ali i po novim betonskim kvartovimaradijskom brzinom rasitira tuzna vijest: Umro je Miljenko Smoje.Od 73 godine zivota, 48 je bio novinar. Mnogi su tvrdili za Smojuda je knjizevnik, scenarista, nenadmasni humoricar i satiricar, a on je odsvih optuzbi priznavao jedino da je novinar. I to novinar do poslednjegdaha.Poslednji put smo radili intervju prije skoro godinu dana(Kompanjo, ne da mi se govorit,ali stacu, moran pristat, znan ja tajjebeni kruv). Prije dve i po godine kad su se u u Slobodnoj Dalmacijidogodile vlasnicke promene, Smoje je prestao pisati - citava dva mjeseca -sve dok se nije pojavio Feral Tribjun i tada nam je dao intervju pun kaosipak. Ove godine nismo stigli... Zato se podsecamo na ono sto je govorioo sebi.S DEKAMA U REDAKCIJI - Ja sam u Slobodnoj od Informbiroa. Prije menisu tili primit jer nisan bija clan Partije. Jedva su me primili i 48.Mora san imat puste priporuke, veze... Uzeli su najprije na probu. Ali toonda nisu bile novine. To su bili bilteni. Ja di god dodjen, uzmen novinu,u bilo koji grad, bilo koju drzavu. Kakva ti je novina, takva ti je idrzava. Novina je ogledalo. A posli rata to u nas nije bila novina. Oli sismija mislit, govorit, pisat. Sican se kad me je tokalo pratit kongresAFZ-a Dalmacije. Cila novina je bila o tome. Nije bilo svita, njankeAmerike i Rusije. Nista se taj dan nije dogodilo nego AFZ. Nista tu nisiima mislit. Mi smo s dekama dolazili u redakciju jer za svaku galingu simoga svrsit na Goli Otok. Dodjes u redakciju, a ona puna onih sa cizmama ikoznim jaketan. Moj urednik je sam sebi brokvu utira u glavu, takva suvrimena bila. I odatle smo mi dosli do pristojne slobodne stampe - mi kojesu tukli, pritili, zatvarali, mi smo to izvojevali. Mi smo poceli slicit naprave novine, kakve su u svitu. Jer smo se tukli, opirali, riskirali.Zajebavali smo i te sekretare partije. NIje bilo lako.MALO MISTO ,- Mene su optuzivali da sam rezimski novinar, a janikada nisam bio clan Partije, a medju prvima sam poceo pisat kriticki.Prije cetrdeset godina san osnova gradsku rubriku Slobodne Dalmacije itamo san godina kao Aspalathos pisa kritike. A onda uzmi Malo misto kojesan pisa krajen sezdesetih godina. To je bila jedna razorna kritikakomunistickih gluposti. A sada oni koji su bili slugani, preuzimaju barjak.Ko? Oni koji su bili sekretari Partije, boljsevici koji su svima solilipamet... Sad oni pricaju da san ih ja progonija. Ludi svit. Ko to mozerazumit sta in se okrene u glavi i koju pizdariju pocnu govorit i cinit.ZIVILI SMO KA JUDI - Kad san pisa za novine s kontinenta, svaki jenapis pocinja s lipin brimenom, s bonacom ka uje i to san pisa za jidit ih.Da san pisa da je grubo vrime, da pada kisa, onda bi gustali. Koliko putisan isa na ribe, ostavidu me na siku i prokleja bi cas i dan kad se rodija.Sunce tuce, suva mi justa, nima vina, nima rakije, pucadumi usne, a ja opetnapisen sve najboje da jidin one gori kurvine sinove. Znalo je u nas bitisniga, bura dere, pitaju me kako je u Split a ja kazen - a evo ovi cas smose kupali. Ja san citaocima uvek dava fakta, ali san uvek preuvelicava onosto san ja gusta. Uvik su bili zubaci, uvik su bila najbolja vina. A danisan gusta kad san bija mlaji - jesan. S Borisom Dvornikon san zna gustat,mi smo, enti gospu, zivili ka judi. U tri smo znali popit 25 litara vina.Lipo smo jili, pili, veselili se... Stali mi jedanput u ostariji negdi uBosni i gledan ja ima sampanje, bogati, ima i kavijara i ja to narucin. AOna mi kaze: Pa jesi li ti lud, u osan ujutru sampanju i kavijar? A jakazen, je, imas prav, pametnija si od boga: Najprije cemo Boris i ja dvaviskija.SPLICANIN I AJDUKOVAC - Ja san uvik govorija da nisan ni velikiSplicanin ni veliki Ajdukovac. Za to triba biti lud. Kad je neko niko inista, onda je ili veliki Ervat, ili zestoki Srbin... To su opasne stvari,to nisu normalna stanja i ona su nas dovela dovde. Ka sta su pisali oniBrana Crncevic i oni drugi, je li, ima samo velesrba, ne moze biti malihSrba. Ma nemoj - moze bit ludih, a ne moze bit malih. Dizala se ta umjetnaludost do tragedije i nasa stampa je junacki potpomogla sve ovo sto sedogodilo.LJEVICAR -Ja ne volin te njiove partije, stege, pokoravanja, alise smatran ljevicaron. Ja tu pripadan ka siromasko, ribarsko; splitsko deteiz Veloga Varosa. Po mome osjecaju pripadnosti - tamo je meni moje misto. Anisan se nikad organizira jer necu ja odit na sastanke, necu sezajebavat...BADNJI DAN I PRVI MAJ - Uvik san ima samo dva praznika - Badnjidan i Prvi maj. Za Badnji dan bi se spomenija pokojnoga oca i ija bianguju, neka je ne volin, jer bi je i on ija. A za Prvi maj bi volijazapivat: Kruva i rada. A, enti gospu, to nan sad piva i premijer Valentic.Sad je i on posta komunista. Sad je i on reka da ce bit kruva i rada. A kadsu splicani isli u demonstracije pre sto godin, to je bila prva parola. Aja se sican demonstracjuni kad se vikalo kruva, i rada, a jedan cotavi jeisa za kumpanjima i vika: I po litre!. A ovi kurbin sin nece da receI politre!KAD NE BUDE MENE - Ja sa svojin nacinon gledanja, pisanja,pripadan Austriji, Marku Uvodicu, starome Splitu. Ja se tamo naslanjan,tamo su moji izvori, ja ne znan sta je rock... Mene su pitali: Smoje, stace biti kad vas nestane, ko ce sta lipo napisat? Evo ih ova omladina izFerala, i neka njih citaju, sta ce mene citat.LIPO SE PROZIVILO - Nikad se nisan pokaja sto san novinar. Lipo seprozivilo. To je ipak jedna lipa, plemenita profesija. Mogu se pokajatjedino sto san cili zivot bija provincijski novinar - kreta san se odDubrovnika do Rijeke. Zivio san na lipome prostori pa nije bilo potrebe icdalje.Sarko je poceja bizat od pasa, a ja do judi - govorio je Smoje pred krajzivota. Sahranjen je u Zrnovnici, pokraj Splita. Ispracen tek od najbllizerodbine, najblizih prijatelja i kolega. Tako je Smoje htio. Sasvimrazlicito od nacina na koji je zivio.Kao da je sa Smojom, nezaobilaznim i neponovljivim kronicarom, otislo ijedno vrijeme - ona Dalmacija koju je svojim perom oslikao.DRUGO CITANJE: PASJA NOVELETA MILJENKA MLAÐEG O MILJENKU STARIJEMJergovic izmišlja desnicarsku urotu protiv SmojeMiljenko Jergovic ispisuje svoju pasju noveletu o Miljenku Smoji i brani ga od desnicara zato da bi pohvalio njegove nasljednike i sljedbenike, a ne da bi njega, Smoju, ocistio od desnicarske šporkice i uzvisio. Mogao je on Lucica, Dežulovica, Ivancica i Senjanovica hvaliti i na drugi nacin, nije u to ime i sam morao pribjeci upotrebi i zloupotrebi SmojeMiljenku Jergovicu se, blago kazano, privida. Možda mu je vid oslabio od prevelikog uslikavanja na televiziji gdje je Marica i ilustracija za sve, gdje je uz Slavena Leticu i još neke face — kako je to netko vec zamijetio — obvezatna naljepnica svih anketa, piše BOŽE V. ŽIGOJednoga proljetnoga jutra, ovih dana, Miljenku Jergovicu objavilo se — što je pohitao i objelodaniti u Jutarnjem listu — da je Miljenko Smoje pisac. Ali da nije veliki pisac. Ima nekih, medutim, koji rovare po Miljenku starijem i njegovu djelu, te ga hoce pošto-poto proglasiti velikim piscem. A rijec je o konzervativcima, desnicarima, proizvodacima splitske crnine i crnila. Te sipe od l