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Sperling & Kupfer, 24/03/2015
Abstract: Essere autistici è un po' come essere alieni: in testa si hanno le regole di un mondo, però si vive in un altro. Che magari non capisce l'importanza di allineare i telecomandi, tenere tutte le finestre chiuse o tutte aperte, toccare la pancia per fare amicizia. Andrea Antonello, il protagonista di Se ti abbraccio non aver paura, spiega a modo suo cosa significa convivere con gli umani, spesso un po' ottusi perché si affidano solo alle parole per capirsi. Come se gesti, colori e stati d'animo non potessero bastare. Allora è lui che deve cercare un canale di comunicazione: anche se può sembrare un'impresa titanica, con il costante supporto della famiglia Andrea ci sta riuscendo. Ora scrive, sa destreggiarsi nelle complesse regole per ordinare la colazione al bar (ricordarsi le frasi giuste, scandire le parole, ringraziare, pagare, centellinare anziché inghiottire), non si perde mai (semmai sono gli altri a perdere lui), ha trovato amici veri e forse una strada per il suo futuro. E, più importante, si è costruito un ruolo sul pianeta Terra: quello di testimone di una condizione diversa che non deve essere emarginata e di "guru per pochi", perché con il suo sguardo alternativo arriva subito nel cuore delle cose. Questo libro per la prima volta racconta il mondo dal punto di vista di un ragazzo autistico: la difficoltà di accettarsi e di farsi accettare, l'impegno costante per adattarsi e controllarsi, le facili incomprensioni e i loro esiti, a volte buffi, a volte preoccupanti, e quegli incredibili momenti di grazia in cui un alieno e un umano riescono a incontrarsi.
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Sperling & Kupfer, 31/03/2015
Abstract: A volte un incontro può cambiarti la vita. Lo sa bene James, musicista di strada con un passato di droga e alcol, che ha raggiunto la popolarità grazie al suo amico Bob, un irresistibile gatto rosso che un giorno ha bussato alla sua porta e non ha più voluto andare via. Si dice infatti che siano i gatti a sceglierti e non viceversa. Correva l'anno 2007 e da allora i due non si sono mai più separati: due anime gemelle pronte ad aiutarsi per curare le ferite di una vita non sempre facile. James ha dato a Bob la sua amicizia, un posto caldo in cui dormire e lo ha nutrito. In cambio però ha ricevuto molto di più: una nuova speranza e un obiettivo nella vita. Il suo amico a quattro zampe gli ha infatti donato lealtà, amore, allegria e una voglia di andare avanti che James non aveva mai provato prima. Grazie a lui, si è fissato degli obiettivi da raggiungere ed è lentamente tornato a vivere. Giorno dopo giorno, Bob si è dimostrato un impareggiabile compagno di vita, e il racconto di questa inaspettata e incredibile amicizia è diventato un successo internazionale: "A spasso con Bob" è stato pubblicato in 30 Paesi e ha venduto a oggi oltre 1 milione di copie nel mondo. Tuttora ai vertici delle classifiche inglesi e tra i libri più venduti su Amazon, in America è stato bestseller del New York Times. Con "Il mondo secondo Bob", James torna a scrivere delle loro avventure e di tutte le volte in cui Bob si è rivelato un prezioso angelo custode, aprendogli gli occhi sull'amore, l'amicizia, la lealtà e sul vero significato della felicità.
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Mondadori, 31/03/2015
Abstract: "Ciao papà, non so se ti spedirò mai questa lettera, ma intanto la scrivo. Ti devo dire delle cose perché qua la vita si fa complessa ed è sempre più difficile capire, restare lucidi, trovare un senso, interrogarsi sulla felicità." Inizia così la lettera di Carlo G. Gabardini al padre. Una lettera che è il dialogo a lungo rimandato fra un figlio diventato adulto e un padre troppo esemplare e troppo amato a cui, chi scrive, deve dire addio per affrontare la vita ancora da vivere. Alternando ciò che è stato e ciò che è, Gabardini dà voce a un "romanzo famigliare" che prende avvio nella Milano degli anni Settanta-Ottanta in un appartamento nel quale i protagonisti - un padre, una madre e cinque figli, fra maschi e femmine - consumano cene "politicamente scorrette", si confrontano e si contano per scegliere la nuova auto da acquistare o il luogo dove trascorrere uno specialissimo compleanno, giocano partite di Trivial Pursuit, si danno appuntamento in cucina per tè notturni che diventano il momento più atteso e più intimo della loro quotidianità. È lì che Carlo deve imparare a poco a poco a districarsi fra le inquietudini, i sogni e le delusioni prima di bambino e poi di adolescente: le spavalderie infantili, le insicurezze liceali, la decisione di fare l'attore tradendo le aspettative di chi già lo immagina avvocato, i primi innamoramenti e turbamenti sessuali. E poi la morte del padre, inaccettata e inelaborabile, che scandisce il passaggio lacerante a una maturità a cui si sente impreparato. Allora non resta che ingolfarsi di lavoro (il teatro, il cinema, la televisione, la radio) e stordirsi di ogni possibile eccesso, togliendo spazio ad amori e affetti, ma soprattutto a se stesso. Fino a quel 31 ottobre 2013 quando il suicidio di un ragazzo omosessuale lo spinge a scrivere alla "Repubblica" una lettera in cui dichiara con fermezza che essere gay è bellissimo. Fossi in te io insisterei è un racconto intimo e coraggioso, ironico e struggente, in cui è impossibile non riconoscersi perché, come scrive Gabardini, "il coming- out non è un'esclusiva degli omosessuali, ma di tutti. Perché "venir fuori", mostrarsi per chi si è realmente, urlare cosa si desidera per la propria esistenza, non concerne solo la sfera sessuale, riguarda il nostro senso di stare al mondo. Fare coming-out significa cominciare a vivere". Un libro che è un invito a non aver paura, a uscire allo scoperto, a rivelare agli altri (e prima ancora a noi stessi) chi siamo realmente e cosa vogliamo per la nostra vita. Un invito a non mollare. A insistere. Perché solo così possiamo riprendere in mano il filo della nostra esistenza.
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La montagna del tuono e del dolore
Mondadori, 07/04/2015
Abstract: La mattina del 5 agosto 2010 gli uomini del turno A della miniera San José, nel deserto di Atacama, sentono degli strani rumori provenire dal cuore della montagna in cui lavorano. Nel primo pomeriggio, una lastra di pietra alta quanto un palazzo di quarantacinque piani precipita verso il basso, distruggendo il tunnel che collega il ventre della miniera alla superficie. Trentatré minatori rimangono intrappolati a settecento metri di profondità. Laggiù, senza cibo, acqua corrente, elettricità né contatti con la superficie, questi uomini ordinari si ritrovano in un vero inferno, con temperature che sfiorano i 40 gradi e un'umidità del 98 per cento. Il Cile intero si mobilita per loro, spinto anche dalle famiglie dei minatori, che si accampano fuori dalla San José, sotto l'occhio dei media di tutto il mondo. I giorni scorrono lenti, tra silenzio, terrore e passatempi improvvisati, mentre le speranze si affievoliscono. Ne passano diciassette prima che arrivino i soccorsi, addirittura sessantanove perché i minatori vengano tirati fuori. La loro salvezza si chiama Fénix, una speciale capsula d'acciaio, e l'intera operazione richiede ventisette ore. Una volta tornati in superficie, gli uomini sono accolti come eroi, anche se l'incubo che hanno vissuto continuerà a ossessionarli. Malgrado le insistenze dei media, siglano un patto: non riveleranno mai singolarmente alcun dettaglio sui primi diciassette giorni trascorsi sottoterra, ma solo come gruppo. Il premio Pulitzer Héctor Tobar li ha intervistati per ricostruire una vicenda unica, intessendo una trama complessa dai molteplici risvolti: la psicologia dei minatori, le famiglie in angosciosa attesa, le manovre politiche del governo cileno, gli studi condotti dal team di specialisti che hanno reso possibile la loro liberazione. Il risultato è un romanzo intenso, drammatico, umano e spietatamente vero.
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Mondadori Electa, 10/03/2015
Abstract: "LA GIUSTA BATTAGLIA PER RISPETTARE L'AMBIENTE RISIEDE ANCHE NEI PICCOLI GESTI QUOTIDIANI. SONO FELICE DI VIVERE NELL'EPOCA DELLA CONSAPEVOLEZZA: OGGI ESSERE "IGNORANTI" È UNA SCELTA PERSONALE. CONOSCIAMO I PROBLEMI E LE LORO SOLUZIONI, SI TRATTA SOLO DI DECIDERE DA CHE PARTE STARE. PROBABILMENTE NON RIUSCIRO' A SALVARE IL PIANETA, MA DI SICURO STO SALVANDO ME STESSA." Ha solo 16 anni e una voglia irrefrenabile di assecondare la sua passione: andar per mare. La città in cui vive le sta stretta. Un giorno le si presenta una grande occasione. Può salire a bordo della mitica Rainbow Warrior, la nave ammiraglia di Greenpeace che per qualche giorno è attraccata a Venezia. Inizia così l'avvincente percorso umano e professionale di Caterina Nitto, che ben presto trova nell'attivismo a favore delle cause in cui crede una ragione di vita. Dapprima cauta e un po' prevenuta, poi sempre più convinta, si mette al servizio dell'associazione internazionale e partecipa ad azioni dimostrative in difesa dell'ambiente e delle cause umanitarie. Si imbarca più volte per l'Antartico a ostacolare la caccia illegale delle balene. Né le condizioni di vita estreme, né il pericolo degli interventi per mare documentati nell'inserto fotografico di questo libro riescono a fermare la sua determinazione. Grazie alle sue competenze nautiche Caterina diventa la prima donna boat driver italiana di Greenpeace, poi è promossa ufficiale di rotta. Finché un giorno un incidente avvenuto durante un'azione contro le baleniere giapponesi le fa realizzare che in mare sono tutti uguali, non ci sono buoni né cattivi. E le sue certezze vacillano.
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Mondadori Electa, 10/03/2015
Abstract: Utilizzando come punto di partenza il famoso volume di Pellegrino Artusi, Don Pasta vuole creare un nuovo vero e proprio ricettario della cucina italiana, attualizzando il metodo e le riflessioni dell'Artusi Artista di fama internazionale, considerato dal New York Times come "uno dei più inventivi attivisti del cibo", donpasta si confronta, con l'eredità di Pellegrino Artusi, grazie al pregevole contributo del comitato scientifico di Casartusi. Questo libro non è una rilettura o una riscrittura dell'Artusi. E' un omaggio spassionato ad un uomo che fu uno dei padri della patria con il suo ricettario presente in tantissime case italiane. Il cibo è un linguaggio, è lo strumento attraverso cui si tramanda una storia, familiare, paesana, collettiva. Partendo da questi presupposti, Don Pasta, per scrivere l'Artusi Remix, ha raccolto centinaia di ricette nell'arco di un anno, viaggiando per l'Italia ad incontrar "nonnine" o utilizzando le nuove forme di comunicazione (blog, facebook) per comunicare con i loro nipoti. Sorta di censimento della cucina italiana domestica e familiare del tempo presente, in cui si cerca di capire cosa sia cambiato nella cucina tradizionale e nella sua geografia. Ne viene fuori un ricettario della cucina popolare italiana costruito a partire dalle testimonianze della gente, un collage intergenerazionale di come si cucini oggi e di cosa si sia conservato della cucina del passato. Donpasta parte dal rapporto affettivo personale che oggi hanno le persone con le ricette casalinghe e familiari e le riporta in questo ricettario, accompagnate da riflessioni e aneddoti dei giorni d'oggi. Un vero e proprio remix del Pellegrino Artusi.
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Piemme, 31/03/2015
Abstract: Il lupo carpisce il nostro sguardo e ce lo restituisce.Simbolo spirituale per i nativi indiani, cacciatore alla pari per gli eschimesi, ricettacolo di paure irrazionali per molti popoli, il lupo occupa un posto speciale nel nostro immaginario. Da sempre il suo rapporto con l'uomo è un rapporto complesso, fatto di paura e di ostilità, ma anche di sorprendenti affinità. Con grande competenza, sensibilità e passione, Barry Lopez, il più grande scrittore americano di natura, traccia un ritratto inedito di questo straordinario animale. Ci conduce in un appassionante viaggio alla scoperta dei suoi comportamenti, della sua psicologia, della complessa struttura sociale del branco e del difficile rapporto con l'uomo. Ne emerge un ritratto a tutto tondo, considerato ormai negli Stati Uniti un classico, dedicato a uno degli animali più temuti, perseguitati e affascinanti che popolano la terra."Mentre scrivo, mi trovo in una piccola baita a qualche chilometro da Fairbanks, in Alaska. Fuori, a trenta gradi sotto zero, al solo tocco dell'accetta la legna per la stufa si spacca letteralmente in due. Quando esco nella luce grigia del giorno, riesco a vedere in lontananza attraverso la taiga. Dovreste essere qui. Nel cuore dell'inverno sembra tutto immobile. Guadagnarsi da vivere è estremamente difficile, eppure il lupo mangia. Caccia nell'oscurità, si tiene al caldo. Qui, ci vive.È possibile guardare un lupo grigio nella neve del crepuscolo invernale e non vederlo affatto. Potreste pensare che vi stia prendendo in giro; non è così.Ho attraversato il Dakota, il Montana e il Wyoming. Ho letto ciò che gli uomini pensavano del lupo centinaia di anni fa, ho consultato gli archivi di associazioni storiche sui lupi fuorilegge e sugli indiani, ho partecipato a studi di biologi sul campo, insieme agli eschimesi. Ho parlato con persone che amavano i lupi e con altre che li odiavano. Il lupo esercita una forte influenza sull'immaginario umano. Carpisce il nostro sguardo per poi restituircelo. Gli indiani credevano che qualcuno, una volta, avesse cercato di trasformare tutti gli animali in uomini, ma solo una cosa era riuscito e rendere umana: gli occhi del lupo".
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Benvenuti in Accademia. Le cronache dell'Accademia Shadowhunters
Mondadori, 30/03/2015
Abstract: Simon Lewis non avrebbe mai pensato di diventare uno Shadowhunter e invece è arrivata la sua grande occasione. Il suo addestramento in Accademia ha inizio qui... Il primo inedito episodio delle "Cronache dell'Accademia Shadowhunters".
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Sperling & Kupfer, 31/03/2015
Abstract: Con "L'arte di far accadere le cose" Mike Dooley ha svelato ai lettori i segreti per trasformare la vita in un viaggio meraviglioso e ci ha insegnato che siamo noi, attraverso i nostri pensieri, azioni e intenzioni, a determinare chi siamo. Ora, con questo nuovo libro, ci dimostra che il nostro mondo va ben oltre i confini fisici percepiti e che chi ci ha amato continua a stare vicino a noi anche dopo la morte, per trasmetterci un grande messaggio di speranza. Attraverso dieci rivelazioni fondamentali sulla vita e sulla morte, scopriamo verità che hanno il potere di cambiare per sempre le nostre convinzioni. Chi non è più fra noi vuole farci capire che la nostra permanenza sulla terra è un continuo percorso di crescita, un tempo da vivere con entusiasmo e da cui trarre gioia e insegnamenti da condividere con gli altri. Dobbiamo quindi affrontare le sfide con serenità, senza rimanere ancorati al passato, né cercare con ostinazione di cambiare gli altri. L'amore non ha confini se non quelli che noi stessi ci imponiamo: ascoltare le voci dei nostri cari ci aiuterà a migliorare la nostra vita a cominciare da adesso.
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La persuasione nell'era di Internet
Mondadori, 31/03/2015
Abstract: Stiamo vivendo una svolta epocale. Da un lato ci sono tantissimi professionisti e imprese in grande difficoltà, dall'altro persone che stanno realizzando capolavori imprenditoriali partendo con risorse minime. Il mondo del marketing e della comunicazione, in particolare, è radicalmente cambiato negli ultimi anni. Però abbiamo a disposizione uno strumento sensazionale: il web. In queste pagine ci vengono presentate le più aggiornate metodologie di persuasione online. Perché, alla faccia della crisi, questa è l'età dell'oro per il nuovo marketing, quello che mette il cliente al centro e crea una sana alleanza tra imprese e consumatori. Basta sapere come muoversi in uno scenario nuovo ed entusiasmante.
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Mondadori, 31/03/2015
Abstract: La notte fra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati entravano in piazza Tienanmen per porre fine a quella che il Partito comunista cinese aveva definito una "sommossa controrivoluzionaria". Migliaia di studenti, intellettuali, operai e semplici cittadini, che per settimane, con le loro manifestazioni pacifiche, avevano inneggiato alla libertà e alla democrazia galvanizzando il paese e tenendo il mondo intero con il fiato sospeso, venivano massacrati dalle truppe dell'Esercito popolare di liberazione. Sfioriva così, in un bagno di sangue, la "primavera di Pechino". In quelle stesse ore Liao Yiwu, giovane poeta "individualista e indifferente alla politica", sconvolto dalle notizie provenienti dalla capitale, componeva un breve poema intitolato Massacro. Non poteva certo immaginare che quei versi - il suo j'accuse contro un regime omicida - lo avrebbero precipitato per quattro anni nell'incubo delle carceri della Repubblica popolare cinese. Un canto, cento canti è il resoconto di quell'incubo, un viaggio nell'orrore di un sistema penitenziario disumano, scandito dalle tappe di una vera e propria discesa agli inferi. Dai riti di iniziazione agli abusi sessuali, dagli interrogatori estenuanti alle torture fisiche e psicologiche, Liao Yiwu descrive, con un linguaggio vorticoso, lirico e al tempo stesso concreto e sensoriale, un universo brutale fatto di corpi martoriati, di arbitrio e di violenza, di regole e punizioni inflitte al solo scopo di umiliare i detenuti. Un universo dove il tempo sembra essersi fermato e le ore interminabili si consumano in occupazioni inutili e assurde. Dove un evento inatteso e fugace come un tiepido raggio di sole primaverile, un temporale improvviso o le note struggenti di un flauto, può riaccendere la speranza o al contrario ucciderla per sempre. E dove, nonostante i piccoli gesti di solidarietà e gli istanti di vera gioia - una lettera da casa, una doccia calda, un libro da leggere nel silenzio della notte -, la perdita della dignità umana sembra essere l'unico modo per riuscire a sopravvivere. Riscritto più volte, sequestrato dalle autorità di polizia, uscito clandestinamente dal paese e pubblicato dapprima a Taiwan e poi in Germania - dove l'autore vive attualmente, dopo una rocambolesca fuga attraverso il Vietnam -, Un canto, cento canti non è solo una raggelante testimonianza proveniente dal sistema carcerario cinese. È prima di tutto l'occasione per guardare negli occhi la Cina di oggi, "un regime" come scrive Herta Müller nella Prefazione "che amministra le sue prigioni e i suoi campi di lavoro sul modello del Gulag, una reliquia maoista travestita da miracolo economico, dove a pagare è la gente, con la privazione dei diritti e la repressione".
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Nella notte ci guidano le stelle. La mia storia partigiana
Mondadori, 14/04/2015
Abstract: "Io non combatto per la mia patria, combatto per mia madre, per rivedere il suo viso." A settant'anni dalla Liberazione, queste parole del diario partigiano inedito di Angelo Del Boca gettano nuova luce sulla storia, il dramma e le ragioni dei molti giovani nati tra le due guerre che, ricattati e mandati allo sbaraglio dalla Repubblica sociale, scelsero la montagna come estremo gesto di fedeltà ai più profondi valori umani e affettivi, contro la retorica fascista del credere-obbedire-combattere, gli orrori della guerra civile e la barbarie dell'occupazione tedesca. Aspirante scrittore che affonda lo sguardo in sé stesso e in ciò che lo circonda, il diciannovenne Del Boca annota scrupolosamente ogni fase delle peripezie del giovane alpino rimpatriato nell'estate del 1944 dall'addestramento militare in Germania nelle file della divisione Monterosa, schierata nell'appennino ligure-emiliano come forza antiguerriglia: la scelta della libertà e la fuga, l'impatto traumatico con la diffidenza e il disprezzo del capo di una formazione garibaldina, l'arrivo a Bobbio (Piacenza) e l'inserimento nella 7a brigata alpini Aosta del comandante Italo. Il diario parla di marce, pioggia, neve, fame, freddo, sonno, paura, vergogna, e di nostalgia di casa, di ricordi d'infanzia, di foto, occhi e sorrisi di ragazze che accendono la fantasia e il desiderio, di qualche bacio rubato, di una irresistibile e pervasiva sete di amore e normalità. Della costante insidia delle spie, della temibile offensiva dei "mongoli" della divisione Turkestan inquadrati nelle milizie nazifasciste, che nell'ultima decade di novembre investì e travolse le postazioni dei patrioti. E dell'odissea dei gruppi di ribelli impegnati in un massacrante andirivieni tra pianura e montagna per sottrarsi alla morsa dei rastrellatori, in un inverno nevoso e rigido, tra scontri a fuoco e lotta quotidiana per la sopravvivenza, sino al 31 dicembre 1944 e all'arrivo nel castello di Lisignano, dove il giovane partigiano trova finalmente un rifugio ospitale e, come in un bel sogno, la donna della sua vita. Nella notte ci guidano le stelle, un titolo ispirato alla suggestiva ballata russa Katiuscia che rende appieno il senso del viaggio dentro l'oscurità, orientato solo da luci lontane e da impulsi interiori, è un libro di grandissima intensità emotiva, perché è - anche - il racconto della straordinaria e tragica formazione di un uomo, lungo quel cammino tortuoso e straziante che portò alla conquista della libertà.
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Piemme, 31/03/2015
Abstract: Volete saperne di più su di me? Vi racconterò della mia famiglia, della mia amica del cuore Ottilia e di Tazio, il ragazzo che mi piace. Conoscerete anche Alice, la gattina che ho salvato! La mia vita è piena di avventure e con me non ci si annoia mai, ve l'assicuro!
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Piemme, 31/03/2015
Abstract: Sapete la novità? Parto per la Cornovaglia con Stefi, l'amica della mamma! Io adoro viaggiare. Quante storie, quanti incontri e nuovi amici in questa avventura tutta da raccontare, ambientata in un paese lontano e misterioso.
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Sherlock, Lupin & Io - 1. Il trio della Dama Nera
Piemme, 31/03/2015
Abstract: Cosa sarebbe successo se Sherlock Holmes e Arsene Lupin fossero stati amici da ragazzini, prima di diventare l'investigatore e il ladro più famosi di tutti i tempi? Ce lo racconta Irene Adler, l'intelligentissima compagna di tutte le loro avventure. I tre amici si incontrano per la prima volta in vacanza al mare in Francia nell'estate 1868 e risolvono un intricato caso che mescola fughe sui tetti, partite di bridge e un cadavere portato dall'alta marea.
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Sherlock, Lupin & Io - 2. Ultimo atto al teatro dell'Opera
Piemme, 31/03/2015
Abstract: Irene, Sherlock e Lupin hanno appuntamento a Londra. Ma Lupin non si presenta: suo padre Théophraste è in arresto, accusato di furto e dell'omicidio di Alfredo Santi, segretario del grande compositore Giuseppe Barzini. I ragazzi avviano un'indagine per scagionarlo e il salvataggio della celebre soprano Ophelia Merridew nel sordido quartiere di Bethnal Green è solo il primo dei colpi di scena che condurranno Sherlock e i suoi amici a smascherare il più insospettabile dei colpevoli.
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Sherlock, Lupin & Io - 3. Il mistero della Rosa Scarlatta
Piemme, 31/03/2015
Abstract: Riuniti tutti e tre a Londra, Irene, Sherlock e Lupin trovano sul Times uno strano problema scacchistico firmato "Il Frate Nero". È scritto in un codice sconosciuto e un leggero brillio si accende negli occhi di Sherlock... Il giorno successivo la città è scossa dalla notizia dell'assassinio di un ricco mercante. Sulla sua scrivania è stata ritrovata una rosa scarlatta: lo stesso fiore che venti anni prima era stata la "firma" di un audace gruppo di criminali. Che la Banda della Rosa Scarlatta sia tornata?
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Piemme, 31/03/2015
Abstract: Ciao, sono Valentina! Hai mai pensato a come sarai da grande? Io ci penso spesso e immagino di fare l'insegnante, di sposarmi con Tazio... immagino la vita di Ottilia, mi chiedo se saremo ancora amiche. E se tutto questo accadesse davvero? Se domani per magia mi svegliassi "grande"?
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Einaudi, 07/04/2015
Abstract: "Essere uno scrittore cosí capace e padrone dei propri mezzi è raro a questa età". Mario Vargas Llosa "Per quanto mi riguarda Barba è uno scrittore di cui non posso piú fare a meno". "Letra Internacional" "Un nuovo "grande" di Spagna. Non si deve aggiungere altro". "Lire" *** Un musicista che riscopre nel figlio tutte le ombre di un'infanzia che voleva dimenticare; la presenza schiacciante di una madre anziana e capricciosa; l'estate di una ragazza che non conosce l'amore, ma che - scoprendo il tradimento del padre - si accorge di aver già perso qualcosa; un uccello del paradiso che tenta una fuga impossibile e ostinata dalla cupola di vetro di un centro commerciale: nei quattro lunghi racconti di questo libro c'è tutto il talento di Barba, la sua scrittura precisa e sottile, fatta di scorci quotidiani il mondo in maniera diversa. Smette di piovere all'improvviso, quando senza fatica si abbandona un dolore, quando ci si può voltare e riprendere a camminare per andare da qualche parte invece di muoversi soltanto per allontanarsi. e imprevisti repentini, di rivelazioni capaci di illuminare all'improvviso il volto sconosciuto delle cose piú familiari. Sono tutti racconti che parlano di genitori e figli. E sono tutti, in modi sempre diversi, racconti crudeli: perché sembra inevitabile e crudele la distribuzione dei ruoli nella specie, tra chi nasce carnivoro e chi per forza deve essere preda, tra chi sembra senza rimorsi e chi deve accettare la propria inferiorità. Eppure, in questi racconti come nella vita, a un certo punto "smette di piovere". Smette di piovere e si alleggeriscono i pesi che premono sulle vite delle persone, quando uno scatto di consapevolezza regala la possibilità di guardare il mondo in maniera diversa. Smette di piovere all'improvviso, quando senza fatica si abbandona un dolore, quando ci si può voltare e riprendere a camminare per andare da qualche parte invece di muoversi soltanto per allontanarsi.
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Einaudi, 07/04/2015
Abstract: Capita a tutti di commettere errori di grammatica. Per distrazione, per un riflesso condizionato, non necessariamente per ignoranza. A volte, strano ma vero, a sbagliare è proprio la lingua, coi suoi paradigmi incoerenti, le sue prescrizioni illogiche, le sue regole irragionevoli. Questo libro spigliato e vivace vi aiuterà a scoprire gli errori degli italiani, ma anche quelli dell'italiano, ricostruendone l'epidemiologia, ripercorrendone la storia e utilizzando esempi vivi e attuali. Lungi dal considerarli una malattia, De Benedetti ci ricorda che gli "errori" sono innanzitutto sintomi da comprendere e interpretare. E che ciò che è sbagliato oggi potrebbe non esserlo piú domani. Un libro che vi aiuterà a fare pace coi vostri strafalcioni. E che vi riconcilierà finalmente con quella cosa "drammatica" di nome grammatica. "Il bello, che per quelli come te sarà forse il brutto, dell'ortografia è che, data una parola (o sequenza di parole), esistono infiniti modi di scriverla sbagliata e, di solito, uno solo di scriverla giusta. Non tutte le grafie scorrette possono tuttavia ambire al rango di errore. Se ad esempio scrivi ortogrtafia anziché ortografia si tratterà verosimilmente di una svista, di un lapsus calami, di una disattenzione occasionale imputabile al fatto che il tasto della r e quello della t sono confinanti e che può capitare, nella fretta, di digitarli inavvertitamente all'unisono. Se invece scrivi eccezzione invece di eccezione stai contravvenendo alla regola in maniera prevedibile e codificata: insomma, stai commettendo un errore... Commettere errori non è una colpa, ma lo diventa se non fai nulla per evitarli, se rinunci in partenza a vigilare su quello che dici e come lo dici, se l'errore non è un atto in qualche modo creativo ma è il frutto guasto di pigrizia e conformismo".