Trovati 855186 documenti.
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BUR, 01/07/2013
Abstract: Perché io vi parlo sempre di me e della gente di casa mia? Per parlarvi di voi e della gente di casa vostra. Per consolare me e voi della nostra vita banale di onesta gente comune. Per sorridere assieme dei nostri piccoli guai quotidiani. Guareschi Margherita, Albertino, il gatto, e soprattutto la Pasionaria Questi sono i protagonisti delle cronache di Guareschi: la sua famiglia (vera, non inventata per i lettori!), gli amici, la gente che vive intorno a lui. E gli argomenti sono gli stessi che troviamo nella vita di tutti i giorni: il lavoro, la scuola, l'educazione dei figli, i problemi quotidiani E sono gli stessi come ieri, perché la vita, la vita di tutti i giorni della gente comune, in sostanza non cambia. Cambiano, naturalmente, gli ambienti, le "cornici", ma l'essenza della vita di famiglia, l'essenza di ognuno resta invariata: perché "Me non sono una persona. Me sono me", come afferma con saggezza la Pasionaria.
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BUR, 01/06/2013
Abstract: Non è facile, per un gentiluomo, essere amato da una giovane e bella arcimilionaria. Normalmente sembrerebbe vero il contrario Ma quando la fanciulla in questione si chiama Clotilde, la sua storia d'amore con l'aristocratico e squattrinato Filimario Dublè diventa un girotondo frenetico di ereditieri che si rifiutano di ereditare, di crociere di lusso, di naufragi, di gambe di legno, di pirati, di commissari di polizia, di furti e di molto, molto amore, che alla fine trionferà, e non senza un certo tornaconto economico. Un libro scritto in uno stile gustosamente parodistico, movimentato e intricato, che ci fa sorridere e divertire oggi come quando fu pubblicato per la prima volta, oltre sessant'anni fa.
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BUR, 01/06/2013
Abstract: La giovane e avvenente Carlotta Wonder, di nobilissima famiglia, si trova dinanzi a un difficile problema: si deve sposare nel giro di quarantotto ore, e con un uomo gradito allo zio Casimiro Wonder, altrimenti lo stesso zio Casimiro lascerà la sua fortuna agli orfanelli, gettando tutta l'augusta parentela sul lastrico. Di fronte a una così dura alternativa, la fanciulla ha ben chiaro il suo dovere: si sacrificherà per il bene della famiglia. Si dà da fare, ma il tempo è poco, e il difficile Casimiro respinge tutti i suoi pretendenti. Alla fine Carlotta sarà costretta a sottoporre all'attenzione dello zio un giovane e aitante artigiano, da sempre innamorato di lei, ma che nell'alta società proprio non si sa muovere. Bisognerebbe mandarlo in collegio
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Bianco e nero - Giovannino Guareschi a Parma 1929-1938
BUR, 01/06/2013
Abstract: Michelaccio era il nome di battaglia con cui Guareschi si firmava sulla "Gazzetta di Parma" e sugli altri periodici locali dove, a cavallo tra gli anni Venti e i Trenta, pubblicò i suoi primi pezzi giornalistici. Questo volume raccoglie quelle "cronache di Michelaccio" in cui il giovane cronista riportava avvenimenti - veri e verosimili - accaduti nella sua città. Tra ironiche chiose sulla vita di provincia, eventi mondani, resoconti stralunati di fatti reali o presunti e splendide illustrazioni di suo pugno, il reporter Guareschi rivela in nuce l'umorismo e le "scintille" che avrebbero fatto di lui uno scrittore amato da milioni di lettori.
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Piccolo mondo borghese - Il decimo clandestino - Noi del Boscaccio
BUR, 31/07/2013
Abstract: Giovannino Guareschi nel 1963 pensava a una raccolta di racconti del "Candido" non legati al Mondo piccolo di Don Camillo e Peppone. Ci pensava tanto che aveva già trovato il titolo e aveva compilato un indice dei racconti stessi. Ma non fece in tempo a realizzarlo. Ci pensarono, negli anni Ottanta, i figli Alberto e Carlotta, che avevano a cuore anche gli interessi dei Ventitré lettori di Giovannino: raggrupparono i racconti, ne aggiunsero altri del Mondo piccolo, sfornarono due titoli (Il decimo clandestino e Noi del Boscaccio) che infine presero la forma definitiva di Piccolo mondo borghese. Eccolo.
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BUR, 01/09/2013
Abstract: Ho riscoperto la stessa emozione che, tanti anni fa, mi aveva imposto Se questo è un uomo di Primo Levi. Giampaolo Pansa All'indomani dell'8 settembre 1943 il trentacinquenne tenente d'Artiglieria Giovannino Guareschi viene catturato dai tedeschi e - avendo rifiutato di continuare a combattere nei ranghi del Reich - viene spedito in un campo di concentramento nazista. Ritornerà a casa solo due anni più tardi. Durante quella lunga prigionia lo scrittore annotò con scrupolo tutto ciò che gli accadeva: in pagine indimenticabili, di altissimo valore letterario e umano, ritroviamo la cronaca della vita quotidiana nei diversi Lager in cui Giovannino Guareschi trascorse la sua prigionia, con notazioni sull'ambiente, le condizioni di vita dei prigionieri, i suoi pensieri e i sogni. Nella prosa pacata ed essenziale di uno dei maggiori autori della letteratura italiana, Il grande diario ci offre una preziosa testimonianza della notte più lunga e più buia mai attraversata dall'Europa.
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BUR, 04/11/2013
Abstract: Mondo Candido 1948-1951 è la continuazione di uno spaccato di storia italiana del dopoguerra, oltre che dell'attività di scrittore, disegnatore e polemista di Giovannino Guareschi in un periodo ancora non pacificato, come quello compreso tra il 18 aprile 1948 e i primi mesi del 1951. Se, con la sconfitta del Fronte popolare, l'Italia si inseriva nel contesto delle democrazie occidentali, i pericoli per la libertà non erano comunque cessati. Continuavano infatti gli omicidi, le intimidazioni e le violenze dell'estrema sinistra. Perdurava, insomma, un clima che non si conciliava con la libertà. Su questo aspetto, Guareschi non si stancò di insistere. Come non si stancò di impegnarsi nella campagna sui prigionieri italiani in URSS, argomento tornato d'attualità a tanti anni di distanza allorché, con la caduta del comunismo, dalla stessa ex Unione Sovietica emerge quel che allora "Candido" scriveva. Ma non sono soltanto questi gli elementi di polemica e di battaglia che si trovano nel volume realizzato da Alberto e Carlotta Guareschi. Ci sono le preoccupazioni del padre per la corruzione dei politici, per le prime avvisaglie di bustarelle (le future tangenti), e ci sono le polemiche con intellettuali ex fascisti e con un certo mondo democristiano. Guareschi si conferma un aggressivo polemista controcorrente. A ragione o a torto, comunque da solo, sempre libero, contro tanti, a volte contro tutti, senza alcun secondo fine e senza altri interessi da difendere, se non quello della libertà. Anche in questo Mondo Candido 1948-1951 ci si imbatte infine in una serie di racconti fantasiosi, ricchi di humour e di umanità: da quelli ambientati in famiglia ai capitoli di un "Mondo piccolo" che, coi soliti don Camillo, Peppone, lo Smilzo e gli altri della Bassa, non fi nisce di stupire per varietà d'invenzione, profondità di sentimenti e sincerità di commozioni. - Giovanni Lugaresi -
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BUR, 01/05/2013
Abstract: Storie vere di gente vera, che per glorificare Dio o il Partito farebbe qualunque cosa, salvo una: dimenticare l'amicizia. Un'amicizia forte che lega da sempre i due personaggi più famosi e amati della nostra letteratura contemporanea. In 'Don Camilllo della Bassa' ritornano i racconti di 'Gente così' e 'Lo Spumarino pallido' in cui riscopriamo il calore dell'affetto, della complicità e del cameratismo di don Camillo e Peppone.
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BUR, 04/12/2018
Abstract: 'L'anno di don Camillo' raccoglie quaranta episodi scelti tra le centinaia e centinaia pubblicati da Guareschi su riviste e finora mai apparsi in un volume. In queste pagine ritroviamo i personaggi di sempre: il simpatico Don Camillo, l'irruente Peppone, il Brusco, lo Smilzo... Ed è un po' come ritrovarsi con vecchi amici che hanno ancora tante storie da raccontare. E noi li stiamo a sentire.
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BUR, 01/10/2013
Abstract: Autobigorafia della famiglia Guareschi, scritta con magistrale bravura da Giovannino.
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Chico e altri racconti - 33 storie di bambini e un fumetto
BUR, 01/07/2013
Abstract: In quella Bassa padana, un tempo popolata dal prete e dal sindaco più amati d'Italia, ritroviamo una generazione tutta nuova: Chico, Gigino, Giacomino, Cesarino, la Gisa e Paolino I grandi rivali dell'epica di Guareschi, don Camillo e Peppone, si fanno da parte per lasciare spazio ai loro figli, nipoti e piccoli amici che scorrazzano per il Boscaccio: una masnada di ragazzini alle prese con gli aspetti più duri della vita, raccontati con sentimento e tocco poetico. Trentatré storie, scritte tra il 1942 e il 1966 e scelte dai figli dello scrittore, e il fumetto Ciccio Pasticcio e i due compari, ideato e disegnato dallo stesso Guareschi, diventano un grande libro di favole in grado di affascinare i lettori di ogni età.
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BUR, 04/12/2018
Abstract: Questo Diario clandestino, come scriveva Guareschi, "è talmente clandestino che non è neppure un diario". Ma sono pagine che erano state scritte nel Lager e per il Lager, e lette da Giovannino passando da baracca a baracca per regalare un sorriso o un motivo di riflessione ai compagni di prigionia. Pagine che possono dare un'idea di quei momenti, di quei pensieri, di quelle sofferenze. Guareschi in quei giorni tragici non cedette, né materialmente né, soprattutto, spiritualmente. Diceva: "Non muoio neanche se mi ammazzano". Non morì. E oggi è più vivo che mai.
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Storie per chi non vuole dormire
Sperling & Kupfer, 13/11/2018
Abstract: Miami 2003. John è solo, come sempre, nel suo appartamento arroventato da una torrida estate. Un uomo e una donna bussano alla sua porta con una proposta che non si può rifiutare. Un lavoro pagato profumatamente e all'apparenza innocuo: sbobinare delle registrazioni e metterle su una chiavetta. Ma c'è una condizione inquietante: non dovrà MAI rivelare a nessuno ciò che ascolterà. E la condizione non è negoziabile. John ha pochi soldi, un lavoro che non gli piace e una "maledizione" che tormenta le sue notti. Così accetta, e la trascrizione comincia. Voci inquietanti raccontano storie che lo terrorizzano, lo sconvolgono ma che allo stesso tempo lo attirano in modo irresistibile in un mondo al confine della realtà, in una discesa incontrollabile verso paure inimmaginabili. Novelle dell'orrore, incubi dannatamente reali, agghiaccianti esperimenti: nove creepypasta destinate a invadere il web più profondo e a penetrare nei recessi più nascosti dell'animo e della mente del lettore, lasciando un'orma incancellabile.
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Depurati con acqua e limone secondo il tuo biotipo Oberhammer
Mondadori, 27/11/2018
Abstract: Quante volte avete sognato di svegliarvi energici, riposati e soprattutto leggeri? Pancia gonfia, digestione difficile, alitosi, gambe pesanti, pelle rovinata, raffreddori frequenti, corpo poco riposato, oscillazione del peso: a ognuno di noi piacerebbe avere a disposizione un rimedio semplice, naturale ed economico in grado di aiutarci a risolvere i piccoli ma fastidiosi disturbi che ci fanno sentire a disagio con noi stessi e con gli altri. Siamo spesso convinti che non esista una soluzione facile perché, nonostante tutti gli sforzi, non abbiamo mai ottenuto benefici duraturi.È qui che interviene la lunga ricerca di Simona Oberhammer, la naturopata autrice di numerosi bestseller, che molte volte si è sentita chiedere se esistesse un passo introduttivo per cominciare ad avere risultati. Il rimedio lo trovi in questo libro e si basa su un concetto fondamentale: non bisogna solo occuparsi della "pulizia esterna" del proprio corpo ma anche della "pulizia interna" dell'organismo per depurarlo quotidianamente. Un organismo disintossicato è infatti un organismo sano. Simona Oberhammer ha quindi ideato il metodo della doccia interna con acqua e limone, un rimedio che però offre veri risultati solo se assunto seguendo indicazioni precise e ricette personalizzate in base al proprio biotipo Oberhammer (la struttura corporea e psichica che caratterizza ognuno di noi e condiziona il nostro benessere), lavando via dal corpo le scorie che vi si depositano.La sferzata di energia e i benefici regalati da questa abitudine mattutina cambieranno il vostro modo di affrontare la giornata: con un corpo in forma e libero dalle tossine, finalmente il percorso verso la salute potrà cominciare con il sorriso.
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Rizzoli, 20/11/2018
Abstract: "Nel cuore dell'uomo la speranza è come una fiammella: e uno dei più grandi peccati contro lo spirito avviene proprio quando viene cancellata o spenta. Ci vuole molto coraggio per cercare sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, per osare la ricerca del cane che salva l'uomo e non di quello che lo azzanna." È questo l'augurio di Antonia Arslan: che la fiammella della speranza non si spenga mai. In tempi troppo spesso bui, la segreta bellezza dell'altro è la sola fonte di salvezza, l'unica luce che possa liberarci dalle tenebre dell'intolleranza. E così non esiste crescita interiore senza condivisione, non c'è cammino senza incontro, non c'è amore per il Paese senza memoria delle origini. Lo sa bene la testimone diretta dello scambio tra popoli: lei che attendeva nella sua casa di Padova i parenti sparsi e divisi dalla diaspora, davanti ai quali spalancava gli occhi incuriosita dai racconti dei cibi armeni e dei colori vivaci delle miniature. O sempre lei che scopriva che il nonno Yerwant aveva dato ai suoi figli quattro nomi armeni ciascuno, nonostante avesse compreso che l'antica patria era perduta per sempre e avesse deciso di dedicarsi a quella nuova con inesauribile energia. Dopo esili e diaspore, partenze e abbandoni che hanno segnato indelebilmente il destino di Oriente e Occidente, navigare verso la tregua è l'unica direzione accettabile; e proprio attraverso queste pagine che narrano di meravigliosi mondi lontani, ancora una volta la scrittrice della Masseria delle allodole ci conduce verso l'intimo equilibrio degli affetti e la scoperta dell'altro.
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Vivere con i libri. Un'elegia e dieci digressioni
Einaudi, 20/11/2018
Abstract: "Manguel ha tracciato una cartografia dell'eros della lettura. È il Don Giovanni delle biblioteche"."The Guardian""Uno scrittore scrive quello che può, un lettore legge quello che vuole", disse una volta Jorge Luis Borges. Intendeva che il lettore gode di una libertà che allo scrittore è preclusa: libertà di immaginare e di imparare, certo, ma anche libertà di leggere o non leggere un libro, di decidere cosa è o non è un classico, di ignorare le mode o gli obblighi di lettura. Un lettore o è libero o non è. Forse non è eccessivo definire Alberto Manguel, scrittore, traduttore, critico, direttore della Biblioteca nazionale argentina, il "lettore definitivo". E infatti nel corso di una vita intera dedicata ai libri ha costruito una biblioteca personale di oltre 35 000 volumi. Ma cosa succede quando si ritrova a dover traslocare dalla sua casa nella Loira a un piccolo appartamento newyorkese? Succede che deve scegliere quali volumi portare con sé e quali lasciare in un deposito, passarli in rassegna, uno dopo l'altro, e ascoltare la loro voce. La biblioteca di Manguel, a parte una manciata di esemplari, non possiede volumi particolarmente rari: è composta tanto di umili tascabili quanto di volumi rilegati in pelle, di novità luccicanti e di malconci libri che si porta dietro in ogni trasloco fin da quando era bambino, libri belli e libri brutti. Il fatto è che i libri raccontano tutti una storia. Non solo quella che c'è scritta dentro (che a volte non è nemmeno la piú importante), ma quella che si portano dietro. Perché ogni biblioteca è un luogo di memoria: sugli scaffali si succedono non solo i volumi ma anche il ricordo di quando leggemmo quel determinato testo, la città in cui l'abbiamo comprato, la persona che ce lo consigliò, il piccolo o grande dolore che quella lettura ha saputo lenire. Una libreria è una collezione di malinconie e di gioie, un repertorio di persone amate o dimenticate, un tributo alla speranza (o all'illusione) che quell'inerme massa di carta possa in qualche modo restituirci l'immagine degli individui che siamo. Cosí, mentre imballava la sua biblioteca e ne ascoltava la voce, Manguel ha scritto questa luminosa elegia con "dieci digressioni" che è tanto un diario di letture quanto una meditazione appassionata e urgente sulla lettura nel tempo presente; un'autobiografia e una riflessione sull'importanza delle biblioteche pubbliche e delle librerie per cucire insieme il tessuto civile di una comunità; una storia d'amore e di libertà degna di Eco e di Borges.
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Einaudi, 20/11/2018
Abstract: "Quello che tenevo compresso dentro di me, nell'ora di educazione fisica o durante i film di Maciste, o certe sere quando andavo a dormire e avevo paura, era l'angoscia di dimostrare di essere maschio. Doverlo far vedere a tutti, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana. E ogni volta misurare la mia inadeguatezza". "Se c'è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada - ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo". Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco - e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l'uomo che si vorrebbe essere e l'animale che ci si porta dentro. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c'è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. "Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?" In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare piú in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra - Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l'amore e il matrimonio, l'egoismo e la tenerezza - in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.
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Einaudi, 20/11/2018
Abstract: Marcello è cresciuto nelle baracche lungo la fiumara di Marrani, alla periferia di Reggio Calabria, ed è alla fiumara che da bambino passa i pomeriggi. Tra carcasse di auto, elettrodomestici rotti e confezioni di caramelle scadute, in quella discarica a cielo aperto la sua fantasia trasforma tutto in gioco. È lí che porta il suo cane pieno di zecche, che sfoglia riviste porno, che si nasconde quando la madre lo fa arrabbiare. A casa non c'è nemmeno il bidet e lui dorme nel letto dei genitori: il padre zappa, e la madre, personaggio indimenticabile, per quanto ci provi non riesce ad arginare le sue rivolte; di sette figli, è proprio il piccolino a dare piú problemi. Come accade solo nei migliori romanzi, comico e tragico si fondono nelle avventure di questo ragazzino sedotto e spaventato dalle cattive compagnie, troppo povero per sognare un riscatto, ma cosí capace di meraviglia che non può non cercarlo con tutto sé stesso."Dentro la pancia di Rosa c'ero io, che arrivavo insieme al giardino. Il nome fu tanto discusso, dato che i nonni erano stati accontentati tutti. Mamma si era fissata che mi voleva chiamare Maurizio, ma a papà questo nome suonava male. Gli venne in mente allora un amico di mio fratello Antonio, un ragazzetto buono, educato, che si chiamava Marcello. Sperava che se mi metteva il suo nome uscivo come lui. Invece no: focu fu".
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Mondadori, 27/11/2018
Abstract: "E a che ti serve?" "Devi forse imparare a fare il resto alla cassa del supermercato?" E giù, grasse risate, dando di gomito all'amico accanto. Ecco questa era solo una delle tipiche reazioni che suscitavo negli altri quando con ingenua naturalezza affermavo: "Studio matematica all'università".Il ganzissimo Lorenzo Baglioni, quello delle canzoni sulle leggi di Keplero e de Il congiuntivo, portata a Sanremo, ha scritto questo libro insieme al fratello Michele come risposta a anni e anni di sfottò. Cresciuto a Greve in Chianti (FI), ha coltivato la sua passione per le discipline scientifiche in un paese dove perlopiù si coltiva la vite per fare il vino. Liceo scientifico e poi laurea in matematica all'Università di Firenze, generando in amici e conoscenti un moto perpetuo rettilineo uniforme di sarcasmo dritto in faccia: "Roba inutile...", "Pippe mentali...", "Prr, io in matematica ho sempre avuto 3!", affermato con un certo orgoglio.E invece sapere la matematica aiuta davvero a vivere meglio, come si accorgerà il lettore di questo libro, grazie agli utilizzi pratici proposti dall'autore. Le disequazioni servono, ad esempio, a capire se lei/lui ci sta, semplicemente mettendo in rapporto le aree dei messaggi inviati in chat. I logaritmi ci spiegano come cambia la percezione che abbiamo della bellezza delle ragazze quando si muovono in gruppo, aiutandoci a trovare quella che ci ruberà il cuore. E che dire della distribuzione binomiale di probabilità, che ci spiega come mai non riusciamo mai a trovare il decimo giocatore per una partita di calcetto? O del fatto che, tramite l'utilizzo di vettori e funzioni, siamo in grado di calcolare in maniera più precisa quanto sono efficaci i nostri post sui social network?Questo libro, brillante e divulgativo, è la grande rivincita di tutti coloro che hanno studiato al liceo scientifico, erroneamente considerati inferiori a quelli che hanno fatto il classico. Baglioni dimostra che chi sa di logaritmi, funzioni, equazioni e disequazioni è in grado di descrivere la realtà come e più di chi sa il latino e il greco antico.
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Mondadori, 27/11/2018
Abstract: Gianluca Vialli, campione di Juventus e Sampdoria e poi allenatore di Chelsea e Watford, ha raccolto e raccontato 99 quotes e 99 storie sportive (l'ultima è autobiografica) che lo hanno ispirato e tuttora lo ispirano nella sua progressione di vita quotidiana. Ogni quote è strumento di meditazione e motivazione ed è collegato a ogni storia. "Goals" quindi va tradotto con "obiettivi" e non semplicemente con il suo significato meramente sportivo.