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Giuseppe Dossetti
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Bruno, Fernando

Giuseppe Dossetti

Bollati Boringhieri, 27/02/2014

Abstract: "Se Dossetti avesse continuato a fare politica, la DC si sarebbe spezzata". È l'explicit lapidario che Gianni Baget Bozzo, suo vecchio sodale, appose nel 1977 a una storia iniziata quattro decenni prima e conclusa da tempo. Quando venivano scritte queste parole, Giuseppe Dossetti era ormai un monaco di sessantaquattro anni votato allo studio e alla preghiera, lontano dalla scena pubblica. Ma nell'immediato dopoguerra, da laico, fu il giovane protagonista di una stagione di rinnovamento che coinvolse le forze più vive del cattolicesimo politico italiano e il partito in cui, conflittualmente, cercarono rappresentanza. Sembrava che di quel tentativo poi naufragato si conoscesse ogni singola mossa, ogni posizione in gioco, ogni retroscena. Non è così. Lo si scopre nel documentatissimo saggio di Fernando Bruno, che ha il merito di guardare all'intera vicenda da un punto di osservazione finora non abbastanza messo a profitto: la rivista "Cronache Sociali" (1947-51), organo politico quindicinale del gruppo dossettiano, ossia della sinistra democristiana nella sua espressione più alta e significativa. Gli articoli di Dossetti, Lazzati, La Pira, Caffè, le grandi inchieste, l'osservatorio interno e internazionale erano modelli di un giornalismo civile, colto e incalzante, dove veniva allo scoperto l'alternativa alla leadership di De Gasperi. Tra lui e Dossetti la distanza di temperamento, di cultura politica, di visione del partito e dello Stato non avrebbe potuto essere maggiore. Al tatticismo degasperiano risucchiato nella "manovra governativa" e nel "patteggiamento di gabinetto", e sospinto a destra, Dossetti contrappose un'azione "formativa e suscitatrice, in strati sempre più vasti, di uno slancio collettivo vitale". Le sue reiterate cooptazioni al vertice della Democrazia Cristiana, e le dimissioni che ogni volta ne seguirono, fino alle definitive del 1952, testimoniarono l'impossibilità di "agglutinare" due modi di intendere l'agire politico. Sappiamo quale prevalse e con quali conseguenze.

Il taccuino di Bento
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Berger, John - Nadotti, Maria

Il taccuino di Bento

Neri Pozza, 27/02/2014

Abstract: Forse non tutti sanno che il filosofo Baruch Spinoza – detto Bento –, uno degli esponenti del razionalismo del XVII, antesignano dell'Illuminismo e sommo conoscitore dell'esegesi biblica, disegnava. Anzi, era intimamente ossessionato dal disegno. Dopo la scomunica e la cacciata dalla comunità ebraica di Amsterdam, si dedicò al disegno con un trasporto così assoluto che, quando non lavorava come tornitore di lenti, si rinchiudeva nel suo studio ad abbozzare figure o paesaggi, a tracciare centinaia di schizzi a matita e a china. Quando morì, i suoi amici recuperarono le sue lettere, i manoscritti, gli appunti, ma non trovarono nessuna traccia dei suoi disegni.Molti anni dopo, a John Berger viene regalato un vecchio taccuino da disegno e l'autore, mosso da un impulso segreto e convincente, sente che quel libricino è proprio quello di Baruch Spinoza. Inizia così un dialogo a due voci e a quattro mani in cui l'autore e saggista inglese – convinto che nella silenziosa pratica del disegno risieda la chiave per accedere al senso del mondo e delle cose – immagina di rileggere le parole del filosofo olandese, e di osservare il mondo con i suoi occhi. Il risultato è un libro che, con una prosa limpida e delicata, crea un ponte tra l'Olanda del XVII secolo e il tempo inquieto in cui viviamo. Una mappa stupefacente che aiuta a orientarsi nel nostro incerto presente, a indagare la sostanza profonda delle cose, e la relazione che ci lega a esse.

Londra. Una biografia
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Ackroyd, Peter - Cafiero, Luca

Londra. Una biografia

Neri Pozza, 28/02/2014

Abstract: Londra non è una città. I suoi vicoli sono vene, i suoi parchi polmoni. Nella nebbia, le strade di ciottoli brillano di sudore, mentre le bocche degli idranti gettano acqua come sangue da un'arteria. Le sue vecchie mura sembrano spalle enormi. I ponti che traversano il Tamigi gambe tozze e arcuate, e le luci di Westminster o le insegne di Trafalgar Square occhi sempre aperti. Negli anni c'è chi l'ha raffigurata come un giovane che sgranchisce le braccia, quasi si fosse appena svegliato, e altri che l'hanno paragonata a un mostro dalla testa enorme e dalle membra sottili. Comunque la si guardi, una cosa è certa: Londra non è una città, è un animale in costante mutazione.Partendo da questa irrefutabile verità, Peter Ackroyd, londinese di East Acton, ha concepito il più ambizioso e originale dei progetti: ricostruire il corpo di una terra che ha quasi cinquanta milioni di anni.La sua Londra è un saggio storico, un romanzo, un racconto gotico e, insieme, un incredibile trattato erudito. Trascinati dalla sua impeccabile scrittura, ci affacciamo dal ponte di Waterloo e immaginiamo il "letto di mare dell'era giurassica" che ricopriva un tempo quelle terre; leggiamo del ritrovamento del dente di Mammoth a King's Cross e camminiamo tra famiglie di animali estinti; riviviamo la campagna di conquista di Giulio Cesare, le guerre con i Sassoni e la nascita delle città medievali. Ci sediamo nei pub del centro, e riandiamo col pensiero ai bordelli ritratti da Charles Dickens. Saliamo sulla cupola della cattedrale di Saint Paul, e immaginiamo i tetti inghiottiti dalla nebbia di Jonathan Swift. Ci fermiamo all'incrocio tra Duke's Place e Bevis Marks e rivediamo "l'anello di ferro" che un tempo proteggeva più di trecento acri di città, oppurescoperchiamo la "piccola botola d'acciaio" sotto Leicester Square e ci ritroviamo tre piani sottoterra, in una stazione elettrica.Ma soprattutto passeggiamo come quotidianamente passeggia Peter Ackroyd per le strade della sua città: come un bambino in un parco giochi, con gli occhi sgranati e la bocca aperta, stupendoci continuamente, osservando strade, palazzi e alberi come se potessero raccontarci la loro storia, e, così, farci rivivere tutto daccapo.Londra è un labirinto stupefacente in cui il lettore si perde con piacere, per ritrovarsi alla fine con uno sterminato "compendio di fatti oscuri e di aneddoti decisamente curiosi" (London Review of Books); una "perla di non-fiction" (The Indipendent) che, grazie alla prosa accattivante ed eclettica di Ackroyd, si candida a essere il ritratto millenario e definitivo della capitale britannica.

Partenza in gruppo
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Green, Henry

Partenza in gruppo

Adelphi, 05/03/2014

Abstract: Siamo negli anni Venti. Una banda variopinta di esemplari della jeunesse dorée inglese, che il ricchissimo e affascinante Max ha invitato a sue spese a una partita di piacere in Francia, si è data appuntamento alla stazione. Un topos della narrativa, insomma. Ma – ci avverte V.S. Pritchett – Green appartiene alla "vena pazza" della letteratura inglese. Così una fitta nebbia grava sulla stazione (e sulla storia), una sostanza grigia che pervade subdolamente ogni cosa, provocando scompiglio e disorientamento: i treni infatti non partono, e ben presto si raduna una massa di pendolari potenzialmente pericolosi che induce i festaioli a rifugiarsi nell'albergo sopra la stazione. "Dalla prospettiva del capestro", costoro hanno modo di osservare quella che ha tutta l'aria di una mandria in attesa di essere macellata, con le valigie sparse e variamente pencolanti nell'oscurità come lapidi di un abnorme cimitero. E tutti si scoprono persi – ma non desisteranno dalla loro principale attività, che è civettare e sparlare, complici come sono nello sforzo di mantenere viva la conversazione. "Green" sono ancora parole di Pritchett "è dentro lo zoo umano, assorto, e di tanto in tanto lancia un'occhiata triste e stupefatta alle sbarre di cui si era momentaneamente dimenticato".

La traversata
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Biancheri, Boris

La traversata

Adelphi, 05/03/2014

Abstract: "È una strana ragazza" dicono di Eileen i suoi stessi genitori: singolare incrocio anglo-si­­ci­liano, cresce taciturna e solitaria, "poco portata alle cose terrestri e più adatta a quelle del cielo e del mare". Per la luna nutre infatti un attaccamento "intenso e appassionato", e l'acqua è il solo luogo dove si senta "veramente a suo agio". Quando una giornalista inglese le propone di attraversare la Manica in solitaria, Eileen accetta la sfida.

Sindbad torna a casa
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Márai, Sándor

Sindbad torna a casa

Adelphi, 05/03/2014

Abstract: Sindbad era lo pseudonimo sotto il quale si celava il narratore ungherese Gyula Krúdy, dandy tenebroso, personaggio leggendario della bohème letteraria di Budapest del primo Novecento, celebre autore di numerose novelle e romanzi. Márai lo considerava suo maestro, e lo amò a tal punto che non solo gli dedicò un gran numero di scritti e citazioni sparse, ma ne fece anche il protagonista di questo libro. Dove, in una mattina di maggio, Sindbad esce dalla sua abitazione nel sobborgo di Óbuda con l'intenzione, una volta tanto, di tornare presto e provvisto di denaro e regali per la figlia e la moglie, la donna che "aveva portato nella vita di Sindbad, che stava diventando vecchio, tutto ciò che per cinquantacinque anni il marinaio aveva cercato invano negli ambienti dei caffè, delle stanze riservate ai giocatori di carte, delle bettole impregnate dell'odore di salnitro". Ma dopo aver ceduto alla tentazione di salire su una carrozza pubblica – una delle ultime –, i buoni propositi cominciano impercettibilmente a svaporare, perché "nel rollio di quelle vecchie carrozze a due cavalli di Pest, con le loro molle rotte, c'era ancora qualcosa che ricordava il ritmo fluttuante e oscillante dell'altra vita", il mondo dell'Ungheria di un tempo. E come in sogno, lasciandosi scivolare in una morbida flânerie, Sindbad rivisita quel mondo scomparso vagabondando e indugiando nei luoghi che ancora ne conservano le tracce: dal bagno turco, dove "Occidente e Oriente si confondevano nella nebbia bollente", ai caffè – "pacifiche isole della solitudine, della meditazione, della memoria e dei passatempi silenziosi" –, a uno di quei ristoranti dove ancora si avverte, "nel profumo dello spezzatino e nell'acidulo odore di birra", la sensazione di vita che pervade l'ungherese allorché legge i grandi poeti nazionali. Per imboccare infine la via di casa solo verso l'alba – prendendo congedo, forse per sempre, da quella città dove tutto pare dimezzato, "come se il piccone del tempo avesse demolito il nobile, prestigioso edificio del passato".

Il rogo di Berlino
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Schneider, Helga

Il rogo di Berlino

Adelphi, 05/03/2014

Abstract: Vienna, 1971. In un appartamento nel cuore della città una giovane donna sta per incontrare sua madre. Non si vedono da trent'anni. Helga era bambina quando, in una Berlino già sventrata dalle bombe, la madre aveva abbandonato il marito e i figli per entrare volontaria nelle SS. Ora, dopo pochi formali abbracci, la conduce verso un armadio dentro al quale è riposta una perfetta uniforme nazista. Sospira, nostalgica. E Helga scappa, corre per le scale, si allontana per sempre da lei e da quella implacabile fedeltà.Passeranno altri vent'anni prima che Helga Schneider si decida a ripercorrere la sua infanzia. Ne è nato un libro diversamente implacabile, dove la memoria, anziché stendere un velo di pietà o di perdono, sembra liberare una rabbia troppo a lungo taciuta; un libro che ci fa rivivere i morsi della fame, la solitudine dei collegi, le angherie di una matrigna, la paura dei bombardamenti, la voce del Führer che echeggia nel bunker della Cancelleria, la lunga reclusione in una cantina: fino al giorno in cui i primi soldati russi avanzano in una Berlino ormai completamente distrutta.

Lasciami andare, madre
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Schneider, Helga

Lasciami andare, madre

Adelphi, 05/03/2014

Abstract: In una stanza d'albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell'ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?"Verso di lei provo un rancore tenace, ma temo di non avere ancora rinunciato a trovare in lei qualcosa che si salva. Di qui il dubbio: è stata davvero spietata come dice o si mostra irriducibile perché io la possa odiare, liberandomi dell'incubo?". (H. Schneider)

Job revolution. Trovare lavoro nell'era dei social media
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Camporesi, Aristea - Mossenta, Sabrina

Job revolution. Trovare lavoro nell'era dei social media

Hoepli, 05/03/2014

Abstract: Il tema della scelta professionale per i giovani sta diventando una questione sempre più spinosa, in una società in rapida evoluzione, con un mercato del lavoro che ha subito drastici cambiamenti negli ultimi decenni, un'università che fatica ad adeguarsi alla realtà e i titoli di studio che perdono progressivamente valore.Bombardati da messaggi e slogan contraddittori, idealizzati o colpevolizzati a seconda dell'occorrenza, i giovani, e i loro genitori, sono confusi e faticano a trovare obiettivi, entusiasmo e passione.Nell'era della globalizzazione, della multiculturalità e dei social network, il libro si propone come una guida che, attraverso un percorso di orientamento strutturato a fasi ed esercizi, accompagna gli studenti e i neolaureati alla definizione del loro profilo professionale, in un mercato del lavoro in continua evoluzione e in cui la carriera non è più affidata all'azienda ma è divenuta una responsabilità personale.Il testo è corredato di numerose indicazioni pratiche per la corretta gestione della presenza online e dei processi di selezione, in modo da affrontare la ricerca del primo lavoro con idee chiare e fiducia in sé stessi e nel futuro.

Fare e-commerce con Joomla! Virtuemart 2 vs Joomshopping e J2store
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Chimenti, Roberto

Fare e-commerce con Joomla! Virtuemart 2 vs Joomshopping e J2store

Hoepli, 05/03/2014

Abstract: Negli ultimi due anni le applicazioni di e-commerce supportate dalla piattaforma Joomla! si sono notevolmente evolute, adeguandosi alle nuove e potenti funzioni incluse nel CMS a partire dal rilascio delle versioni stabili 2.5 e 3.5.Questo libro ha come obiettivo quello di spiegare passo passo tutte le fasi che portano alla creazione di siti e-commerce tramite l'impiego di tre diversi componenti gratuiti, tutti disponibili in lingua italiana: Virtuemart, Joomshopping e J2Store, presentati in ordine di importanza, in modo che il lettore possa comprenderne le differenze e operare una scelta oculata del miglior software da utilizzare in base alle proprie esigenze.Anche se Virtuemart è quello più utilizzato, ognuno di questi componenti occupa una sezione a parte nella quale l'autore descrive i comandi e le modalità di impiego, iniziando dalla semplice installazione per arrivare alla creazione di un negozio elettronico completo in ogni sua parte. L'intento è dunque quello di andare oltre al solito manuale su Virtuemart, in modo da consentire al lettore un confronto critico con altriprodotti concorrenti, come appunto Joomshopping e J2Store, che potrebbero essere preferiti per la maggiore fruibilità, semplicità di utilizzo e per le caratteristiche peculiari di cui ogni componente è dotato.

Fotografia digitale. Raccontare con le immagini. Tecniche e strategie per creare storie fotografiche
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Foster, Jerod

Fotografia digitale. Raccontare con le immagini. Tecniche e strategie per creare storie fotografiche

Hoepli, 05/03/2014

Abstract: È straordinario quante immagini producono i fotografi nel mondo!Professionali o meno, le foto ci circondano nella vita di tutti i giorni. Cosa permette ad alcune di svettare tra le altre? Che cosa ci spinge a osservare in continuazione le stesse fotografie?Tutte le immagini raccontano una storia. Che siano prodotte in forma di "opera d'arte", per un incarico del National Geographic o come parte delle nostre vacanze, le fotografi e ci dicono molto di più che la semplice velocità dell'otturatore o delle impostazioni ISO. Realizziamo immagini per un motivo ben preciso.Questo libro, unico nel suo genere, si focalizza sul visual storytelling e su come una conoscenza approfondita dei vari processi e della visione personale possano definire immagini più forti. Lo storytelling spesso richiede l'uso di particolari ottiche, aperture o modificatori della luce, ma è la storia quella che unisce il tutto. Scritto e illustrato in modo professionale, il volume di Jerod Foster vi aiuterà a connettere i temi tecnici con il chi, cosa, dove e perché dello storytelling, per dare vita alla vostra visione e alle vostre fotografie.

I filosofi di Hitler
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Sherratt, Yvonne

I filosofi di Hitler

Bollati Boringhieri, 06/03/2014

Abstract: I filosofi che furono al servizio di Hitler nel progetto di dominazione del mondo. Una ricostruzione approfondita e documentata, un libro importante e inquietante che farà discutere. Il programma politico di quello che di lì a poco si sarebbe chiamato Partito nazionalsocialista tedesco era ben noto fin dal 1925, delineato fin nei particolari nel Mein Kampf, che ebbe da subito una straordinaria fortuna commerciale. Nel 1933, anno dell'ascesa al potere di Hitler, l'ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva già nelle università e nei centri di ricerca. Molti intellettuali non esitarono a mettersi al servizio del Terzo Reich. Filosofi, scrittori, scienziati, storici, cineasti rafforzarono ideologicamente e politicamente il regime hitleriano. Ma non tutti si comportarono allo stesso modo. Mentre figure di spicco della cultura come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Walter Benjamin, Ernst Cassirer, Hannah Arendt, Karl Löwith, Theodor Lessing, Karl Jaspers e vari altri furono ridotti al silenzio o costretti all'esilio, altri eminenti filosofi, tra i quali spiccano i nomi di Martin Heidegger, Carl Schmitt, Alfred Rosenberg, Wilhelm Grau e Max Boehm, contribuirono nel dare al nazismo una facciata di rispettabilità che gli mancava e che non avrebbe mai dovuto avere. Fu anche grazie al loro concreto appoggio, talora fervido e incondizionato, che il nazismo poté attuare il suo programma criminale quasi per intero. Frutto di anni di ricerche negli archivi internazionali, questo libro affascinante e appassionato ricostruisce minuziosamente il complesso rapporto tra quei filosofi e il nazismo, descrive il loro profilo etico e intellettuale, scandaglia le loro vicende umane fin negli aspetti più torbidi e meno noti. Un libro importante che farà discutere.

Contratto finale
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Probst, Jennifer

Contratto finale

Corbaccio, 06/03/2014

Abstract: Le sue sorelle hanno avuto un matrimonio da sogno con il loro principe azzurro, ma Giulia Conte no. E nemmeno sembra importarle molto adesso: lavora come top manager nell'azienda di famiglia e questa è la sua vera passione, insieme al suo splendido appartamento di Milano, la città della moda, del lusso e delle nuove tendenze. Ha tutto per essere felice, almeno così crede lei, fino a quando non incontra Sawyer Wells, un uomo d'affari bello da morire che le propone una partnership nella sua catena di raffinatissimi lifestyle hotel. Giulia è reduce da una storia d'amore finita male, e fidarsi dell'amico di suo cognato, con quello sguardo che da solo la indurrebbe a trovare un utilizzo assai poco ortodosso per una sala riunioni... è una scelta più che rischiosa... Ma con la prospettiva di lanciare l'azienda sul mercato mondiale, troverà il coraggio di mescolare I freddi affari alla forza irresistibile della seduzione erotica?Jennifer Probst è l'autrice della serie dei Contratti, di cui fanno parte:Contratto indecenteContratto fataleContratto di passioneContratto finale

Quando leggerai questa lettera
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Gramaje, Vicente

Quando leggerai questa lettera

Longanesi, 06/03/2014

Abstract: "Un medico di campagna", così si definiva Víctor Monteoscuro, prima di perdere la donna che amava. E lui, che non è riuscito a diagnosticare in tempo il male che l'ha condannata, ha deciso di prendersi un anno di congedo, lontano da tutti, sperando di ritrovare un po' di pace. Mentre è in Nord Africa, seguendo orme di antichi viaggiatori, Víctor assiste a una strana scoperta: in un cantiere viene alla luce una fossa colma di ossa. Come scoprirà presto, sono i resti dei soldati caduti nella disfatta di Annual del 1921, nella quale la Spagna perse una guerra feroce nel tentativo di mantenere l'ultimo protettorato in Marocco. Tra quei resti, Víctor trova qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Qualcosa che parla d'amore. È una bottiglia che contiene una lettera, un messaggio d'addio che solo ora il deserto restituisce ai posteri. Sono le ultime parole di un capitano spagnolo rivolte alla donna che amava, una certa Noelia. Víctor non ne sa di più, non apre la busta e non legge la lettera, ma sente che deve consegnare a qualunque costo quel messaggio riemerso dal passato. Comincia così una ricerca appassionante nella quale coinvolge amici, parenti e soprattutto una preziosa compagna di avventure, Claudia Navarro, ufficiale dell'esercito spagnolo di stanza a Melilla, che insieme a lui rincorrerà tracce di vite sconosciute tra archivi polverosi, villaggi diroccati e scomodi segreti di famiglia, in un viaggio che costringerà Víctor ad affrontare anche i propri fantasmi...

La bionda dagli occhi neri
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Banville, John

La bionda dagli occhi neri

Guanda, 06/03/2014

Abstract: John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni" per "la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. A Los Angeles è un sonnolento pomeriggio d'estate, non si muove una foglia e il traffico, in strada, scorre al rallentatore, come gli affari di Philip Marlowe: sì, proprio quel Philip Marlowe, il più ruvido e solitario degli investigatori privati. Ma a volte basta un istante perché gli eventi prendano una piega imprevista, basta l'ingresso in ufficio di una bellezza mozzafiato, una bionda sensuale ed elegante, per scombussolare i piani e i pensieri. Clare Cavendish, erede della Langrishe Fragrances, impero dei profumi, è alla ricerca del suo amante scomparso, tale Nico Peterson, agente di spettacolo che vivacchia grazie a divi da quattro soldi e starlet di belle speranze. Certo, una strana coppia. Lei è ben consapevole che il suo uomo non fosse un granché, poco più di un manigoldo in abiti eleganti, eppure era suo, ed è decisa a riaverlo. Strani anche i posti che frequentavano, come l'esclusivo Cahuilla Club, con il muro di cinta ricoperto di buganvillea, l'imponente cancello dorato e un impeccabile maggiordomo dal marcato accento inglese che serve il tè. Immergendosi in questo mondo traboccante di ricchezza, Marlowe si trova alle prese con personaggi stravaganti e individui loschi, come i due messicani che compaiono all'improvviso, disposti a tutto pur di ritrovare Nico: chi li manda e perché? A disorientare Marlowe, oltre all'ambigua seduttività della bionda dagli occhi neri, si insinua il tarlo del dubbio e dei sentimenti, quanto mai aggrovigliati, che lo legano a più d'uno dei personaggi della storia. Una regia magistrale, sostenuta da una scrittura raffinata, capace di continui scarti e cambi di registro, per far rivivere il mondo di Raymond Chandler e uno dei detective più amati del noir di tutti i tempi."Banville è capace di una scrittura limpida e scorrevolmente pericolosa, come una lama, e possiede un talento quasi feroce nel leggere l'anima degli uomini."Don DeLillo"Un classico contemporaneo."La Stampa

Vintage dream
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Stephens, Erica

Vintage dream

Garzanti, 06/03/2014

Abstract: È impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C'è un'unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell'amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza di lottare per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate... Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore. Vintage Dream è un esordio che ha stupito la stampa americana e i lettori diventando un fenomeno del passaparola. Le fan dei vestiti vintage l'hanno adorato. Erica Stephens ci regala un romanzo indimenticabile in cui le storie di due donne si incrociano, tra presente e passato, tra un rammendo a un vestito elegante e una passeggiata nell'affascinante Manhattan. Un romanzo che insegna come, al di là del tempo, il destino di una donna sia quello di lottare affinché i propri sogni si avverino e di non rinunciare all'amore. Perché c'è sempre un filo capace di ricucire le ferite del cuore.

Il monastero delle consolatrici
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Pederiali, Giuseppe

Il monastero delle consolatrici

Garzanti, 06/03/2014

Abstract: Venezia, 1940. I raggi dorati del sole si riflettono nelle acque della laguna. Angelina, una giovane donna, bellissima, cerca di farsi largo nella calca che si assiepa lungo i moli. Con passo incerto entra nel salone d'onore dell'albergo Danieli. Uno scrigno di sfarzosi arredi, marmi scintillanti, preziosi tessuti. La guerra, che sconvolge l'intera Europa, è lontana. Su un divano, stretta in un elegantissimo turbante, vestita di un tailleur di stoffa grigia, siede la più famosa diva del cinema italiano. Per la ragazza, appena arrivata dalla Bassa emiliana, è l'occasione di trasformare un sogno in realtà. Cambiare vita per sempre, lasciare una terra dura, tanto amata quanto parca d'amore e di speranze. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Dopo aver calcato i palcoscenici dell'avanspettacolo, partecipato a concorsi di bellezza nella Milano della ricostruzione, posato per fotoromanzi di grido, Angiolina è rimasta sola. È ancora molto affascinante, nonostante l'età, quando, nella penombra del suo appartamento, riceve una visita inaspettata. Negli occhi di Nara, la donna che ha bussato alla sua porta, c'è tutto quanto Angiolina ha cercato di dimenticare. Ma c'è anche tutto quanto vale la pena di ricordare. È così che, tornata alla sua terra, si trova a presiedere una bizzarra comunità, fortunosamente accampata in un monastero sconsacrato. Una comunità in cui le differenze non contano e l'umanità viene prima di ogni altra cosa. Dove il calore di un pasto condiviso e di una conversazione offrono consolazione a chi, nel vortice del mondo, si è perso. O si è solo fatto trascinare. In questo "monastero delle Consolatrici" c'è ancora tempo per l'uomo. E anche per l'amore, per far pace con il proprio passato e per guardare con speranza al futuro. Opera postuma di Giuseppe Pederiali, Il monastero delle Consolatrici raccoglie l'eredità dei suoi romanzi più amati. Romanzi in cui, con gioia di raccontare, ironia e delicatezza, fa rivivere la storia di un'Italia fatta di aneddoti e di favole, di schiettezze giocose e di sogni d'amore. Storie affascinanti e senza tempo di uomini e donne che non si arrendono al destino, ma che del destino sono artefici.

Le ragazze rubate
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Clement, Jennifer

Le ragazze rubate

Guanda, 06/03/2014

Abstract: Questo libro racconta la storia di Ladydi Garcia Martínez, che sua madre vuole far diventare brutta. Perché "in Messico essere brutta è la cosa migliore che possa capitare a una bambina". Ladydi e le sue amiche vestono da maschio, hanno i capelli corti e si colorano i denti con un pennarello perché sembrino cariati. Si tengono pronte a nascondersi nelle buche scavate dietro le loro case quando sentono il rumore di un SUV che si avvicina. Sono i narcos, che imperversano nei villaggi e "rubano" le ragazzine. Non se ne sa più nulla, nessuna fa ritorno. Così, alla prima occasione di lasciarsi alle spalle la giungla crudele dove è cresciuta per andare a lavorare ad Acapulco, Ladydi non ci pensa due volte. E finalmente trova l'amore, ricambiata. Ma non basta a proteggerla dalla sanguinosa realtà delle guerre di droga che torna a imporsi sulla sua vita, dandole una svolta cupa e disperata. Eppure, descrivendoci la situazione delle donne nelle aree rurali e nelle carceri messicane, con la sua voce ingenua e disincantata al contempo, Ladydi lascia entrare in questo spietato romanzo una nota di speranza: perché proprio lì sono possibili sentimenti veri.

Il cervello in cucina
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DiSalvo, David

Il cervello in cucina

Bollati Boringhieri, 06/03/2014

Abstract: Ogni giorno siamo posti di fronte a delle scelte: cosa mangiare, comprare, indossare e molte altre ancora. E spesso il cervello si trova a "saltare" da una decisione all'altra senza che noi comprendiamo tutte le sfaccettature delle nostre reazioni. David DiSalvo e il suo science help ci vengono ora in soccorso: affidandoci alle ricerche più avanzate nei campi della psicologia e delle neuroscienze possiamo imparare tutto ciò che serve sul bizzarro comportamento del cervello. Con queste semplici "ricette" impareremo finalmente a conoscerne il comportamento, le debolezze e i punti di forza e a districarci con facilità tra gli ingredienti dei cibi, in farmacia o tra gli scaffali di un supermercato.

L'amore in gioco
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Wright, Callie

L'amore in gioco

Bollati Boringhieri, 06/03/2014

Abstract: È l'estate del 1994, a Cooperstown, New York, quando Joanie Cole, amata matriarca della famiglia Obermeyer, muore nel sonno, lasciando solo e smarrito l'anziano coniuge, ospite riluttante della famiglia della figlia. Per la prima volta tre generazioni si trovano a vivere insieme sotto lo stesso tetto, e rapidamente le rispettive, fragili orbite cominciano a collidere. In casa della figlia Anne, l'ottantaseienne Bob si sente sperduto, mentre la stessa Anne nutre sempre maggiori sospetti verso le cene mancate e i rientri a tarda sera del marito Hugh. Hugh, dal canto suo, direttore di scuola materna, è terrorizzato all'idea che una goffa scappatella possa far scoppiare uno scandalo e devastare la sua vita. La quindicenne Julia è intrappolata in un triangolo amoroso con Sam e Carl, i suoi migliori amici e compagni di squadra di tennis, mentre il diciottenne Teddy, popolare lanciatore della squadra di baseball locale, è testimone di qualcosa che cambierà il destino della sua famiglia per sempre. Complice il ritrovamento di un vecchio libro-scandalo di tanti, tanti anni prima... Con un ironico e insieme commovente sguardo all'interno delle confuse imperfezioni della famiglia, dell'amore, dell'adolescenza e della paura di crescere, L'amore in gioco è un irresistibile racconto sul diventare adulti: a ogni età.