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Neri Pozza, 26/11/2016
Abstract: È l'alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l'assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem. Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell'intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall'arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.Natan dovrebbe esplodere d'ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.Da eroe a brigante, da re amato a despota, tutti i volti di re David emergono in questo libro, in cui l'autrice di Annus mirabilis ripercorre l'appassionante storia di un uomo che oscilla tra verità e leggenda, creando un magnifico romanzo d'avventura e, insieme, una magistrale epopea sulla fede, il desiderio, l'ambizione, l'amore e il tradimento."Riempiendo gli spazi vuoti, dopo aver viaggiato in lungo e in largo Israele, studiato innumerevoli testi, Geraldine Brooks ha deciso di "evocare il giovane pastore di tre millenni fa che divenne re". Una lettura piacevolissima".Susanna Nirenstein, la Repubblica"L'armonia segreta convince e avvince. Il Davide che ne emerge e che rimane dopo la lettura è una figura affascinante ma inafferrabile, lontana e vicina al tempo stesso".Elena Loewenthal, TTL - La Stampa "L'armonia segreta costruisce uno storytelling che per ambizione e qualità rasenta la grande letteratura".Wlodek Goldkorn, l'Espresso"Un cristallo di narrazione secolare, quello di Davide, la cui luce non si fa mai fioca e in cui Brooks scorge la possibilità di un nuovo sviluppo in ampiezza e profondità, le tessere necessarie alla composizione romanzesca".Massimiliano De Villa, Alias Domenica (Il Manifesto) Il ritratto di uno dei leader più contraddittori e affascinanti della Storia in un "romanzo potente che riesce nell'impresa di ricostruire l'Età del Ferro mediorientale".New York Times"Geraldine Brooks ha un talento notevole nel riportare in vita il passato… e quello che più ci preme: l'amore e la perdita, il dramma e la tragedia, il caos e la brutalità".Alice Hoffman, Washington Post"Discostandosi dalla versione biblica… Geraldine Brooks offre nuove prospettive su un personaggio la cui storia ha catturato l'immaginazione occidentale per millenni".Chicago Tribune"Un romanzo che è già un classico".ALA Booklist
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Neri Pozza, 26/11/2016
Abstract: Guille non ha niente in comune con i suoi compagni di quarta elementare: è taciturno, non ama il calcio e ha sempre la testa tra le nuvole. Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antúnez, quando la maestra Sonia lo convoca d'urgenza in aula docenti. Sonia, però, scuote la testa. Quella mattina, prima dell'intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi. C'è chi ha risposto il veterinario, chi Beyoncé, chi ancora l'astronauta, Rafael Nadal o la vincitrice di The Voice. Guille ha risposto... Mary Poppins. E ha anche motivato la sua scelta: vuole essere Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali e, quando non lavora, può nuotare nel mare insieme ai pesci e ai polipi. Sonia consiglia a Manuel di affiancare al bambino una psicologa scolastica che lo aiuti ad aprirsi con i compagni e a non rifugiarsi in un mondo immaginario e strampalato, e il padre si dice d'accordo. Nessuno dei due adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d'incanto tutti i suoi problemi. Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere e la sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce... Guille è stufo che tutto il mondo continui a ripetergli che è soltanto un bambino e che i bambini non possono capire certe cose. Lui, invece, le capisce benissimo. Sa perfettamente che suo padre lo mette a letto e poi va a rimestare in una vecchia scatola nascosta sull'ultimo ripiano dell'armadio. Sa, soprattutto, che è un vero mistero che sua madre sia andata a lavorare a Dubai come hostess di volo e non sia ancora tornata… Con la sua prosa lieve, Alejandro Palomas – "un ritrattista dell'animo umano, uno degli scrittori più amati e promettenti della nostra letteratura" (Culturamas) – regala ai lettori una favola tenera e profonda che riflette sulla distanza emotiva che un dolore improvviso può instaurare tra un padre e un figlio. Un romanzo pieno di grazia e di speranza che parla al cuore di chi non vuole smettere di credere ai propri sogni. "Palomas si addentra nei suoi personaggi e nelle sue storie con una voracità e una forza tali [...] da condurci nelle profondità dell'animo umano".Mara Calabuig"Un libro che si legge tutto d'un fiato, ma che vorremmo non finisse mai".Maribel
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Triste America. Il vero volto degli Stati Uniti
Neri Pozza, 26/11/2016
Abstract: L'America riempie il nostro immaginario come nessun altro paese. Non vi è giorno in cui, in Europa e in altri luoghi del mondo, non venga celebrata la più grande democrazia del mondo, il paese della libertà dove tutto è possibile, la terra di principi dove tutti sono uguali davanti alla legge. Ma le cose stanno davvero così, oggi, a distanza di secoli da quel 4 luglio 1776 in cui nacque questo grande paese? Michel Floquet ha attraversato in lungo e in largo gli Stati Uniti d'America e, armato di fonti, testimonianze, documenti, ha scritto un libro che è il ritratto di un paese sull'orlo del disastro. I più ricchi, negli Stati Uniti, non sono l'1 ma lo 0,1 per cento della popolazione. Centosessantamila famiglie circa, che detengono da sole quasi un quarto della ricchezza nazionale. Una casta di nababbi che è unica al mondo, e ha equivalenti soltanto all'inizio del secolo scorso. Secondo il principio tutto americano "Meno pago le tasse, più sono ricco e più posso dare", i ricchi pagano tra il 15 e il 20 per cento delle tasse, mentre i loro dipendenti e i salariati in generale tra il 25 e il 30 per cento. Ogni giorno, nella vita quotidiana del paese, manca un milione e mezzo di uomini neri. Sono in prigione o morti prematuramente, per lo più per omicidio. Nella fascia d'età tra i venticinque e i cinquantaquattro anni manca addirittura un uomo su sei. È praticamente il tasso di perdite di un conflitto. In America, un adulto su cento si trova in carcere. Un prigioniero su quattro, nel mondo, è americano. Nessuno fa meglio di così. Né la Cina, né la Corea del Nord e neppure l'Iran. Vi sono undicimila morti in media all'anno per colpi di arma da fuoco. Circa novantamila feriti. Dal 1968 a oggi, più di un milione di persone sono state uccise con armi. Il tasso di abbandono scolastico supera il 50 per cento. Alla fine del ciclo scolastico, appena il 40 per cento degli allievi raggiunge il livello sufficiente per passare all'insegnamento superiore, col risultato che il paese è costretto a importare cervelli dall'estero. Ogni anno il governo americano, che non fa nulla per i più indigenti, lasciati alle benevole cure della carità defiscalizzata, spende la metà del budget del paese in campagne militari fallimentari. Riassumendo dati inoppugnabili, viaggiando nel cuore dell'America più profonda, Michel Floquet ritrae un paese che ha perduto la sua potenza creatrice… un impero in avaria, che inciampa sui suoi vecchi demoni, incapace di reinventarsi. Il ritratto di un impero in avaria."Il paese della corsa permanente al dollaro, del ciascuno per sé, senza pietà per i poveri".Le Monde"Michel Floquet scrive un libro che, lontano dai cliché sugli Stati Uniti, racconta una triste verità".Archibald Ploom, Culture-Chronique
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Neri Pozza, 26/11/2016
Abstract: Nel 1967, nel cuore di Bhabanipur, a Calcutta, fa bella mostra di sé una grande casa a quattro piani, con un prezioso giardino sul retro. È la casa dei Ghosh, gente scaltra e abile che viene da Calcutta nord e possiede aziende – come la Charu Paper & Sons, una rinomata cartiera – e, a detta di tutti, eccellenti entrature nelle alte sfere del Partito del Congresso. Al piano superiore vivono Baba e Ma e la famiglia di Adinath, l'erede designato del grosso della ricchezza dei Ghosh, il primogenito che segue docilmente il sentiero tracciato per lui dal padre. Al piano immediatamente inferiore Bholanath, il più giovane dei Ghosh che dirige la Charu Books, un'azienda i cui guadagni se ne vanno quasi tutti per sostenere l'istruzione della figlia in una costosa scuola in lingua inglese, più sotto abita il secondogenito Priyo, e più sotto ancora Purba, la giovane vedova dell'ultimogenito.In una nicchia al centro della parete rivolta a est della casa, in uno sfavillio di seta rossa e oro, troneggia la divinità che regna sulla casa, la munifica dea della ricchezza, Lakshmi, col suo imperscrutabile mezzo sorriso. Prima di ogni pasto, la famiglia riunita attende, com'è costume della gente di Calcutta nord, che il primogenito deflori l'intonso monticello di riso cotto con un grosso cucchiaio. In casa Ghosh è, insomma, concesso a tutti il lusso di recitare la Grande Famiglia Felice.Quando cala il palcoscenico sulla recita, la realtà però svela il suo vero volto.Adinath cerca rifugio nella bottiglia di Johnnie Walker, nascosta in una libreria a vetri tra le opere complete di Rabindranath Tagore. Sa che la fortuna dei Ghosh è aggrappata a un'esile filo destinato inevitabilmente a rompersi. Tra le agitazioni sindacali, la fragilità del governo e del Partito del Congresso, la minacciosa ascesa del Partito comunista, la Charu & Sons non durerà a lungo: prima o poi crollerà sotto il ricatto dei creditori e dei sindacati.Nel chiuso della camera da letto Sandhya, sua moglie, si dispera ogni sera per le sorti di Supratik, il figlio scomparso. Animato da una sorta di incandescenza, che traspare dai suoi grandi e luminosi occhi neri, e, nello stesso tempo, da un'opacità interiore, quel figlio le ha sempre destato preoccupazione. Ora però, dopo aver preso parte ai moti studenteschi a Calcutta, si è pericolosamente unito ai militanti maoisti del Medinipur, nell'ovest del Bengala, dove imperversa la rivolta dei lavoratori delle piantagioni di tè, di coloro… la cui vita è un nulla destinato a tornare al nulla.Finalista al Man Booker Prize e vincitore dell'Encore 2015, La vita degli altri è un romanzo epico, coinvolgente e ricco di personaggi memorabili che, attraverso il declino di una famiglia, dipinge i turbolenti anni in cui il vento della modernità si è abbattuto sull'India."Commuove profondamente".Amitav Ghosh"Atterrisce e, nello stesso tempo, delizia".A.S. Byatt"Indimenticabile".Daily Telegraph"Il ritratto devastante di una società in declino, e dell'inevitabile e violenta ribellione che ne consegue. Un romanzo feroce, spietato e brutalmente onesto".Anita Desai"Mukherjee può ricordare Tolstoj per la capacità di dar vita a una serie diversificata e ampia di personaggi, e di evocare all'improvviso mondi interiori".New York Times Book Review"La vita degli altri non è solo l'ennesimo, magistrale ritratto della dissoluzione di una famiglia, ma anche un libro dal respiro epico".Francesca Frediani, D la Repubblica delle Donne
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Bollati Boringhieri, 12/01/2017
Abstract: ""Elizabeth Brundage tratteggia un paesaggio umano di rarissima precisione, in cui la vita è una trappola o una farsa, in bilico tra il paradiso e l'inferno". ""Il Fatto Quotidiano" - Fabrizio d'Esposito""Elizabeth Brundage riesce nel sapiente dosaggio dei colpi di scena che scandiscono un ritmo avvincente". ""La Repubblica" - Silvana Mazzocchi""L'apparenza delle cose si trasforma in uno stupendo noir letterario, colmo di suggestioni e delicatezza". ""La Stampa" - Piero Soria""Un matrimonio, un sociopatico, una famiglia distrutta, le cose che facciamo per amore... La Brundage è bravissima nel togliere uno a uno gli strati dell'emozione che definisce ogni rapporto". ""The New York Times Book Review""Fantasmi, omicidi, un terrificante psicotico all'apparenza normale e una scrittura straordinaria. Mi è piaciuto tantissimo".Stephen King"Un matrimonio, un sociopatico, una famiglia distrutta, le cose che facciamo per amore... Tutti i personaggi sono empatici e sospetti in egual misura, e la Brundage è bravissima nel togliere uno a uno gli strati dell'emozione che definisce ogni rapporto"."The New York Times Book Review"Un tardo pomeriggio d'inverno nello stato di New York, George Clare torna a casa e trova la moglie assassinata e la figlia di tre anni sola – da quante ore? – in camera sua. Da poco ha accettato un posto di insegnante di Storia dell'arte in un college locale, e si è trasferito con la famiglia in una fattoria che le voci di paese vogliono "stregata": pochi anni prima, è stata al centro di un altro fatto di sangue, la morte di una coppia di agricoltori, che ha lasciato tre figli adolescenti.George diventa subito il sospettato numero uno, e mentre i suoi genitori tentano di salvarlo dalle accuse, e lo sceriffo cerca prove di colpevolezza, la cittadina opta per un intervento soprannaturale, che sembra confermato da strane apparizioni di oggetti e improvvise, gelide folate di vento. I tre ragazzi orfani si ritrovano presto invischiati nel mistero, visto che l'omicidio è avvenuto in quella che era la loro vecchia casa d'infanzia.In questo appassionante noir ricco di riferimenti artistici e filosofici, seguiamo la storia di due famiglie, l'intreccio delle loro vite, il ritratto complesso di un matrimonio, e uno studio delle ferite che segnano un'intera comunità.Con una scrittura semplice e suggestiva, Elizabeth Brundage ci regala un thriller straordinario, un romanzo dai tocchi gotici potente e bellissimo, capace di incantare il lettore fino all'ultima pagina.Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film Netflix (2021) con Amanda Seyfried, candidata al Golden Globe e all'Oscar per Mank, e F. Murray Abraham, premio Oscar per l'interpretazione di Salieri in Amadeus."Elizabeth Brundage riesce nel sapiente dosaggio dei colpi di scena che scandiscono un ritmo avvincente".Silvana Mazzocchi, "La Repubblica" "L'apparenza delle cose si trasforma in uno stupendo noir letterario, colmo di suggestioni e delicatezza". Piero Soria, "La Stampa" "Elizabeth Brundage tratteggia un paesaggio umano di rarissima precisione, in cui la vita è una trappola o una farsa, in bilico tra il paradiso e l'inferno". Fabrizio d'Esposito, "Il Fatto Quotidiano"
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Bollati Boringhieri, 02/02/2017
Abstract: Quattromila anni di battaglie per il controllo di una città-simbolo.La prima battaglia documentabile per la conquista di Gerusalemme deve essere avvenuta attorno al 1350 a.C. e riguarda un certo Abdi-Heba, piccolo monarca di una località che gli egizi chiamano Urushalim, sulle colline oltre il deserto al di là del Mar Rosso; il re probabilmente viene circondato da qualche popolo cananeo e chiede aiuto al faraone, implorando: "Sono come una nave nel mezzo del mare!". È la prima volta che viene scritto, ma la sindrome da accerchiamento si ripeterà ancora e ancora, molte volte nel corso dei secoli, sulle colline di Yerushalàim, Jerusalem, Al Quds "la santa". La prima conquista documentata della città è quella di re Davide, mille anni prima dell'èra volgare, e da lì in poi non passerà secolo, spesso neppure decennio, senza che qualcuno abbia combattuto attorno alle mure della città. Verrà Hazael, re di Aram, Sennacherib l'assiro e Nabucodonosor il babilonese; verrà Tolomeo, poi Antioco, i maccabei e Ircano; verranno i parti e Erode, Tito e poi Adriano; verrà il califfo Umar, poi gli abbasidi e a seguire i fatimidi; verranno i selgiuchidi e i Crociati, Saladino e Federico II, i damasceni, i mongoli e i mamelucchi; verranno gli ottomani e poi gli inglesi del generale Allenby con i primi carri armati; fino a giungere ai giorni nostri e agli scontri sanguinosi tra israeliani e palestinesi. Sullo sfondo di tutto ciò c'è la città che il salmista chiama "città della pace", il simbolo sfortunato di troppi interessi e di infinite contese, la città "d'oro, di rame e di luce" cantata in una celebre canzone.Eric Cline, dopo averci raccontato – da archeologo e storico – delle guerre di Meghiddo, la Armageddon della Bibbia, si cimenta qui con quelle di Gerusalemme. Ma Meghiddo è un sito archeologico, una città morta da molti secoli; Gerusalemme invece è una città viva e pulsante, ancora oggi epicentro di mille cose, non solo di guerre, ma anche speranze, cultura e bellezza. E così Cline ce ne racconta l'importanza, quella della storia militare, certo, ma anche quella simbolica e spirituale, e lo fa attraverso la sua storia tormentata, che è la strada maestra e obbligata per conoscerne l'attualità.
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Bollati Boringhieri, 02/02/2017
Abstract: ""Se volete comprendere le grandi idee che stanno modellando la cosmologia contemporanea, dovete leggere questo libro". "Adam G. Riess, premio Nobel per la Fisica 2011"Se volete comprendere le grandi idee che stanno modellando la cosmologia contemporanea, dovete leggere questo libro". Adam G. Riess, premio Nobel per la Fisica, 2011Per millenni l'universo è stato sinonimo della volta stellata che ci sovrasta e noi ne eravamo il centro. Con la modernità si sono sviluppate nuove idee, sono state intraprese molte strade e si è iniziato un cammino di osservazioni e mappature del cosmo, sempre più precise, che ha mutato la nostra comprensione del mondo. Negli ultimi cento anni, poi, un'improvvisa accelerazione delle ricerche scientifiche ha radicalmente trasformato le nostre conoscenze. Ma il cammino per arrivare all'immagine attuale della struttura dell'universo non è stato per nulla lineare, tutt'altro. Gelosie, vicoli ciechi, ambizioni e frustrazioni dei protagonisti di questa avventura hanno costellato il cammino della conoscenza, e se oggi sappiamo infinitamente più cose di quelle che si sapevano anche solo all'inizio del Novecento, certo non possiamo dire di sapere tutto: molto altro ancora ci stupirà in futuro, forse tra breve.In questo libro, scritto da una protagonista assoluta della mappatura del cosmo, possiamo seguire le più importanti e affascinanti scoperte dell'astrofisica contemporanea. L'universo che conosciamo oggi non sta più fermo: è in accelerazione costante, contiene immensi buchi neri – una delle strutture più misteriose che l'uomo abbia mai scoperto –, riverbera di un'eco dell'esplosione che lo originò oltre 13 milardi di anni fa, e forse è solo uno degli infiniti possibili universi. A complicare il quadro vi è la scoperta del fatto che ciò che vediamo rappresenta un misero 4% di tutto cio che c'è, mentre il 96% restante è costituito di materia oscura ed energia oscura, di cui sappiamo pochissimo (e proprio l'autrice di questo libro è una delle protagoniste della mappatura dettagliata di questo nuovo mondo misterioso). Infine, abbiamo scoperto ormai centinaia di esopianeti, Terre orbitanti attorno a Soli lontani che potrebbero un giorno far svanire la nostra convinzione di essere soli nel cosmo.Solo la scienza, con tutta la sua provvisorietà e la sua incompletezza, ha potuto darci un quadro tanto grandioso.
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Essere genitori non è un mestiere
Bollati Boringhieri, 23/02/2017
Abstract: Uno sguardo critico sulla moderna genitorialità "professionale".Un bambino in età prescolare fa in media 75 domande all'ora. È un vulcano di curiosità, di tentativi ed errori, di invenzione di mondi alternativi, di "facciamo finta che" e di mille cose ancora. E ogni bambino lo è in modo diverso e peculiare, un modo tutto suo. A fronte di questa esuberante diversità, propria di tutti i bambini, la nostra società ha sempre di più prodotto una pletora di rigide "ricette" per educare nel modo "giusto" i nostri figli, proponendo "metodi" infallibili per farne adulti di "successo". La sezione in lingua inglese di Amazon, sotto l'etichetta "Genitori", contiene qualcosa come 60.000 titoli, e quella italiana, coi suoi circa 35.000 libri, non è certo da meno. In inglese la tendenza è resa particolarmente evidente dall'uso del tutto recente del verbo to parent, derivato dal sostantivo parent, genitore: qualcosa che suona come "genitorare", cioè un'azione, come fosse un mestiere, appunto. Ma essere genitori non è un mestiere, sostiene in questo libro con forza Alison Gopnik. Prendersi cura dei bambini è naturalmente importantissimo, ma non dovrebbe essere inteso come un compito il cui scopo sia quello di produrre un particolare tipo di individuo; piuttosto, significa lasciare che quei piccoli esseri confusionari, imprevedibili e tanto diversi dai genitori siano liberi di svilupparsi secondo le loro caratteristiche. È la differenza che c'è tra un falegname e un giardiniere, sostiene Gopnik, in una felice metafora continuamente richiamata nelle pagine di questo magnifico libro. Un falegname è mosso da uno scopo, assembla il legno, lo taglia e lo modella in modo da raggiungere la forma necessaria a soddisfare una funzione precisa. Il suo è a tutti gli effetti un "mestiere". Un giardiniere invece si confronta con la natura propria delle piante con cui si relaziona; il suo compito è quello di creare attorno a loro l'ambiente migliore perché queste si sviluppino al meglio seguendo le proprie caratteristiche.
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Bollati Boringhieri, 23/02/2017
Abstract: Notable Book del 2015 per "The New York Times"Miglior romanzo 2015 per Kirkus ReviewsFinalista al Kirkus Prize 2015Vincitore del Jerwood Fiction Uncovered Prize "Un romanzo caleidoscopico... Susan Barker tesse un impressionante ritratto della Cina e dell'influenza che il suo passato ha sul presente"."The New Yorker"Le reincarnazioni di un tassista di Pechino nel corso di mille anni si rivelano attraverso le lettere di una misteriosa anima gemella. Tessendo insieme folklore, storia, classici letterari e il concetto di reincarnazione, Ora sai chi sei rivela l'eterno ritorno della storia suggerendo che il passato non è mai definitivamente tale.Pechino 2008, vigilia delle Olimpiadi. Wang ha trent'anni, fa il tassista, è sposato con Yida, ha una figlia di nove anni, Echo.Dinastia Tang, 600. Radice Amara è un eunuco al servizio dell'imperatore, ha una figlia nata da un incesto che, dopo aver rifiutato un matrimonio combinato, è costretta a prostituirsi. Cos'hanno in comune due personaggi così diversi? Tutto. Wang è la reincarnazione di Radice Amara. Glielo comunica una lettera lasciata da qualcuno sul cruscotto del taxi. L'inesorabilità del potere, raccontata in questa lettera, come in tutte le altre che Wang riceve via via nello stesso modo misterioso, è al centro del romanzo: il tassista scoprirà di essere stato una concubina nell'harem di un tremendo imperatore Ming, un mozzo su una nave durante le guerre dell'oppio, una guardia rossa adolescente... che avrà un posto speciale nella sua vita.Parallelamente, Barker racconta le avventure e disavventure contemporanee di Wang, meno pittoresche ma altrettanto terribili di quelle dei suoi precedenti avatar: il padre, un importante quadro del partito, lo spedisce giovanissimo in un ospedale psichiatrico, dove si innamora di Zeng, un figlio del popolo rinchiuso perché gay, riuscendo poi a liberarsi e a sposare Yida, ma non a sfuggire del tutto alla persecuzione del genitore e della matrigna. L'ultima lettera che riceve svela il mistero dell'identità del loro autore. Attraverso le vite raccontate nelle missive, Susan Barker, in uno stile semplice e senza effetti speciali, ci permette di gettare uno sguardo sugli usi e costumi della Cina nei vari periodi storici, e di scoprire le radici passate di quella contemporanea: gli orrori inimmaginabili, quasi sempre illustrati attraverso i rapporti tra i sessi, mostrano come le strutture e la crudeltà del potere passino intatte da un'epoca all'altra. E quello che il potere reprime da sempre rispunta nella psiche disturbata dei personaggi contemporanei, suggerendo una lettura politica.Se credevamo che le nostre perplessità sulla Cina "moderna" fossero pregiudizi, il suo passato – che come sappiamo insegue il presente – ci suggerisce altro.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Per la generazione di Giampiero Mughini, che ha vissuto in prima linea gli anni della contestazione, i libri non erano semplicemente libri: erano l'obiettivo e lo stemma della vita stessa. E nelle biblioteche di quei ragazzi, pareti coperte di policromi dorsi Einaudi, era racchiusa la loro identità. Così è stato per Mughini, che per i libri ha sempre nutrito una passione smodata e che ora rifiuta il sapere liquido che scorre incessantemente sui nostri schermi. Come può una fruizione bulimica di nozioni comunicate a gran velocità e con grandi semplificazioni sostituire il rapporto profondo e riflessivo con testi accuratamente scelti, che vivono per molto tempo tra le nostre mani e che diventano parte di noi?
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Estate 1991. Una bambina si risveglia in ospedale e non ha la minima idea di chi sia e da dove venga. Ventun anni dopo Jana Berzelius è un pubblico ministero di successo e con una promettente carriera davanti a sé. Per questo le viene assegnato un caso di alto profilo: l'omicidio di Hans Juhlén, direttore dell'Ufficio immigrazione di Norrköping. Insieme all'Ispettore capo Henrik Levin e alla detective Maria Bolander, Jana inizia le indagini e fin dal primo momento qualcosa sulla scena del crimine fa capire che non si tratta di una semplice rapina finita male. C'è molto di più. A complicare le cose, la scoperta di un altro cadavere. E più Jana scava più il suo passato torna a bussare alla porta.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Quella dei Crusich è la storia vera di una numerosa famiglia vissuta lungo l'intero arco del secolo scorso con due guerre mondiali, rivoluzioni, guerre civili e altri sconvolgenti avvenimenti sotto i cicli della luna a fare puntuale compagnia alla terra ruotante solitaria nell'universo. Tutti i Crusich vivono nell'ombra di una tenace malinconia, una sorta di ineluttabile preventiva nostalgia della vita che rende le loro esistenze particolarmente avventurose e intense. Ombra che spinge il capostipite a navigare per i mari nella vana ricerca di un introvabile altrove per approdare all'inizio del Novecento a Cofù, dove metterà al mondo sei figli. Li seguiremo, soli o con le famiglie, in Italia durante l'acclamata nascita del fascismo, in Africa durante la fondazione di un breve e fragile Impero, in storiche battaglie su aspre montagne abissine, in campi di concentramento per lunghe prigionie sotto il sole dei deserti egiziani. E poi di nuovo in Italia, a Milano, durante la faticosa ricostruzione della città uscita dalle macerie del secondo Grande Massacro Mondiale, a Roma nei movimentati, futili anni della Dolce Vita, in Sudamerica in cerca di vagheggiate fortune. Fino all'ultimo dei Crusich che si imbarcherà a sua volta per una navigazione solitaria lungo le coste della terraferma, i soli luoghi dove forse poter trovare, protetti dal mare e dalla luna, la perduta bellezza del mondo. Una storia di padri e figli che è insieme un'epica saga familiare e un romanzo storico del nostro tempo.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Un padre con l'esaurimento nervoso perché le vacanze di famiglia iniziano a prendere una piega sinistra; un critico del porno che, nonostante le migliori intenzioni, viene perseguitatodalla sua fama – oltre che dalla montagnadi oscenità che riempiono il suo appartamento; una banda di personaggi di vecchi fumetti bloccati su un'isola deserta; un neonato portato in salvo durante una tempesta di neve; un prigioniero politico in un buco di una strada cittadina...Benvenuti a Lethem-landia: nove racconti dove l'inspiegabile è in agguato nel quotidiano, dove la banalità diventa inquietante e l'assurdità del mondo in cui viviamo si fa tragica.
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Caro autore. Come rifiutare un capolavoro
Bompiani, 30/11/2016
Abstract: Cosa accadrebbe se i più grandi scrittori di tutti i tempi dovessero avere a che fare con l'industria editoriale così come si configura oggi, con le esigenze di marketing, autocensura e political correctness? È probabile che molti capolavori non avrebbero mai visto la luce.Questo libro prova a immaginare le lettere di rifiuto che autori come Shakespeare, Melville, Steinbeck, Dante, Leopardi, Manzoni, avrebbero potuto ricevere se fossero vissuti ai giorni nostri.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Tutti i bambini a un certo punto spariscono. Ma sono solo in pochi a sapere come. Il protagonista di Orfanzia lo sa. Lo sa a tal punto che si rifiuta con tutto se stesso di obbedire all'imperativo quotidiano dettato dai genitori: mangia. E così combatte una guerra che lo vede opporsi alle insistenze della madre, alla severità del padre, alle cure del pediatra. Perché lui lo sa, che cosa fanno gli adulti con i bambini troppo buoni. Lui lo sa, che tutti i genitori sono cattivi. E solo finché non cederà al cibo, anche a costo di rigettare il mondo che lo circonda, potrà salvarsi. Ma la vita ha un sapore al quale è difficile resistere, e crescere può essere una sfida, se gli altri hanno più fame di te. Un romanzo di crescita nella dissoluzione, un esordio forte e oscuro, nero come lo sono le fiabe, anzi, di più.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: È il 4 novembre del 1966: Firenze è colpita da una delle piùgravi alluvioni mai accadute in Italia. Nonostante gli invitialla tranquillità delle istituzioni, dopo giorni di maltempol'Arno straripa e con implacabile violenza sommerge le case,il patrimonio artistico e la vita della popolazione. Dall'Appennino al Tirreno una spaventosa, sterminata lagunanera di nafta e fango inghiotte tutto. Attraverso un racconto scandito ora per ora dei fatti di quel drammatico novembre, senza indulgere nei dettagli tragici, Giovanni Morandi offreuna cronaca accurata di quei momenti e fa un prezioso ritrattodi un'Italia ormai perduta fatta di solidarietà e voglia di ricostruire,di una generazione di giovani che a Firenze scoprirà l'impegnocivile e che anticiperà le grandi mobilitazioni del Sessantotto.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Quando i servizi sociali rintracciano la sua famiglia, Mary, anziana e smarrita dopo aver perso il compagno, si ritrova affidata alla figlia Caroline, che non vede da anni: e come in passato segreti e silenzi le dividono. In compenso la nipote Katie, diciassette anni, è incuriosita dalla nuova nonna. Katie, timida e insieme irruenta, è innamorata e non sa cosa fare dell'impulso che la spinge verso la persona sbagliata. Caroline deve confrontarsi con un passato che non le piace. E Mary sarà costretta a smettere di nascondere dietro la perdita della memoria che pure la incalza certi fatti che ricorda benissimo. Tre donne che litigano, si ignorano, si detestano eppure hanno molto da dirsi.
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Bompiani, 24/11/2016
Abstract: Perché il bagno è sempre in fondo a destra? Perché oggi l'ombrello ci ricorda solo il gesto? Perché il tavolo balla anche senza musica? Perché chi si sveglia all'alba lo sottolinea fino al tramonto? E perché i conti non tornano mai? Ecco il primo libro con tante domande e con poche risposte che sa porre quesitinon essenziali ma essenzialmente veri.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Due donne camminano per le strade di New York.Due donne come tante: una madre e una figlia che ricordano il passato e inevitabilmente si scontrano. Poche volte, però, ci è dato di ascoltare da vicino una conversazione tanto intima, ma qui è possibile perché la figlia è Vivian Gornick e Legami feroci è il suo primo memoir, un libro diventato di culto e annoverato tra i più significativi del suo genere. È lei che ripercorre una vita segnata dalle continue lotte per l'indipendenza dalla madre, quella che le cammina accanto, intelligente pur se non istruita, prigioniera della perdita prematura del marito ma determinata ad affermare ancora e ancora il suo ruolo di leader non solo in famiglia, ma anche nella piccola comunità dove per anni hanno vissuto. Arguta, feroce, stravagante, questa madre è una gigantessa domestica con cui il confronto è sempre estremo.Vivian Gornick racconta in rigoroso disordine la sua vita con e contro una donna ingombrante, difficile, certo indimenticabile, in un libro che, come scrive Jonathan Lethem nella sua introduzione, "chiama l'applauso che si deve all'opera di un tecnico sopraffino."
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Feltrinelli Editore, 25/08/2018
Abstract: La trama di "Lisistrata" si svolge su due piani: il primo è quello dello sciopero del sesso che le donne dell'intera Grecia decidono perché i mariti mettano fine alla guerra; il secondo è quello della presa dell'Acropoli di Atene da parte delle donne stesse e del tesoro in essa custodito con il quale la guerra stessa si alimenta all'infinito. L'azione prende avvio all'alba: Lisistrata convoca le ateniesi, ma anche le spartane, le corinzie e le beote, per comunicare il suo piano, quello di non concedersi più ai mariti fino alla cessazione delle ostilità. Le donne piangono e tremano al pensiero, ma infine cedono e giurano di astenersi dal sesso con i mariti. Nel frattempo le donne più anziane hanno preso l'Acropoli e si sono chiuse dentro. Mentre le donne provenienti da tutta la Grecia tornano alle loro case per mettere in atto il piano, Lisistrata e le ateniesi più giovani si uniscono alle anziane sull'Acropoli. Qui, dopo un primo tentativo fallimentare di reduci e veterani ateniesi di riprendere il cuore della vita politica, arriva un probulo, una sorta di commissario del popolo, rappresentante del potere oligarchico, circondato da scherani e guardie del corpo, che ingaggia un corpo a corpo prima simbolico e poi fisico con Lisistrata stessa e le sue compagne, che lo vedrà miseramente soccombere. Ma l'astinenza fa breccia negli uomini. C'è un patto fra tutte le donne greche sul fatto di mettere fine alla guerra e di chiamare da Sparta e da Atene i massimi rappresentanti con pieni poteri. Una volta convenuti ad Atene, questi ascolteranno le sagge parole della protagonista, che rivendicherà il primato della saggezza femminile nel condurre le cose del mondo e farà tornare la pace, che coinciderà con la riconciliazione tra uomini e donne con una grande festa finale.