Trovati 855068 documenti.
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Bompiani, 24/11/2014
Abstract: Sei drammi in cui il sentimento tragico dell'avventura, sempre al centro delle opere della Yourcenar, emerge con una forza espressiva e una capacità inventiva degne dei suoi migliori romanzi.
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Bompiani, 24/11/2014
Abstract: Un uomo riceve l'incarico di andare alla Casa dei Matti, padiglione I, per far compagnia ai degenti.Ed ecco spalancarglisi di fronte il mondo dell'ex manicomio, diverso da quello riformato coraggiosamente da Franco Basaglia, ma al tempo stesso sempre uguale, come un mito che non tramonta. Qui tutti hanno un'identità e una storia, anche se in frantumi. Tra l'odore del disinfettante e quello degli alimenti si aggirano Amalia, che si crede nobile, Anita, la "donna down" sempre col cappotto addosso, Maria che non fa che cantare, Olga, senza denti e con la mania religiosa, Berto, fissato con le parole crociate. E poi Cecilia: una donna molto anziana, di novantasei anni, di cui molti, troppi, trascorsi in manicomio, non si sa neppure perché.Cecilia è litigiosa, solitaria, bizzarra. Ma forse ha solo bisogno che qualcuno riconosca che lei "è". Allora l'io narrante le offre una cioccolata. Lei si scioglie, cominciano a parlare. Gli racconta la sua vita, di quando faceva la commessa in una pasticceria e guadagnava settanta centesimi alla settimana. Altri tempi: ora lei, come gli altri, non sa più cosa accade nel mondo. E per quanti sforzi si facciano, non si può più tornare indietro, recuperare il tempo ormai trascorso. Si può solo ballare: un ballo reale e metaforico insieme, perché sulle note scorrono come in un sogno gli anni non vissuti da questi degenti, Cecilia compresa: gli anni perduti.Pino Roveredo si cala nella realtà dei "matti", li fa parlare, sognare in diretta, si emoziona insieme a loro e poi li lascia al loro destino, che è diverso da quello dei normali, ma non troppo, in fondo. Il ballo della vita è sempre uno solo, e qui ne vengono fornite, in punta di piedi, con passione eleganza e dolore, le note e le movenze.
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Bompiani, 24/11/2014
Abstract: Calende greche si dice, comunemente, di giorni che non verranno mai. Qui è inteso come giorni che non furono mai, o furono altrimenti. A imitazione di quelle stampe popolari che rappresentano le varie età della vita dell'uomo dalla culla alla tomba, quest'opera di Bufalino sviluppa la parabola di una vita immaginaria, le cui stereotipe vicende vengono contraffatte con tanta abilità da apparire più spesso favole che memorie: testimonianze corrotte al servizio di un'ipotesi di romanzo...
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Bompiani, 24/11/2014
Abstract: "Saldi d'autunno si presenta come un episodico taccuino di viaggio attraverso i maggiori autori della Sicilia, una miscellanea di saggi, svaghi e corsivi d'argomento letterario e no, come ad esempio sul sentimento dell'isola e delle sue maschere fantastiche.", Gesualdo Bufalino
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Mishima o la visione del vuoto
Bompiani, 24/11/2014
Abstract: Se mai un uomo portò in sé i germi del suo tragico destino, questi fu Yukio Mishima. Si tolse la vita a 45 anni, il giorno in cui terminò l'ultimo romanzo della tetralogia Il mare della fertilità, capolavoro e testamento di un'opera letteraria vasta, policroma, spesso sconvolgente, che gli aveva meritato una fama mondiale. Mishima si diede una morte terribile, che punto per punto eseguiva il seppuku, il suicidio rituale della tradizione. Ma morte appagante: tramite essa i "quattro fiumi" della sua esistenza – la scrittura, il teatro, il corpo, l'azione – rifluivano insieme in quel "vuoto metafisico" che da sempre lo attraeva. All'atto supremo del suicidio si riferisce Marguerite Yourcenar per rivelare il senso dell'avventura umana di Mishima. E come la sua creazione letteraria le appare tutta votata alla morte, così quella morte volontaria le appare l'ultima delle sue opere: l'atto che soddisfava la sua ansia crudele di assomigliare ad esse annullandovisi, l'estremo e paradossale tentativo di unire arte e vita. In queste pagine, una grande scrittrice d'Occidente smonta i meccanismi della psicologia di un grande scrittore d'Oriente, illuminandone le ambizioni, i trionfi, le debolezze, i disastri interiori e infine il disperato coraggio.
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TEA, 27/11/2014
Abstract: "Un istinto innato per arpionare il lettore."il Venerdì di Repubblica"James Patterson è un fuoriclasse."The GuardianRagazze belle. Ragazze intelligenti. Ragazze sparite. Qualcuno sta trasformando la costa orientale degli Stati Uniti in un macabro terreno di caccia. "Il suo obiettivo non è uccidere – dicono i profilers – lui è un collezionista." Anche sull'altra costa, a Los Angeles, qualcuno sembra avere un debole per le studentesse. Costui, però, le stupra e le massacra. Perché la polizia tarda a collegare i casi? Cosa spinge i due serial killer in quella che sembra un'orrenda competizione? O forse è uno solo? Per il detective psicologo Alex Cross è il caso più difficile della sua vita.Da questo romanzo è stato tratto il film Il collezionista, con protagonista Morgan Freeman.
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Feltrinelli Editore, 05/06/2015
Abstract: Mai come nella Lettera al padre, scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero"; agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio disederato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.
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Berlino. In fuga dal muro. Storie e imprese spettacolari
Effatà Editrice, 25/11/2014
Abstract: Epiche, geniali, studiate o estemporanee. Così avventurose da sembrare romanzesche, tra dramma e commedia. Sono le fughe da Berlino Est.Dal 1961 fino alla storica caduta nel novembre '89, il Muro di Berlino non è stato solo il simbolo della guerra fredda, della divisione della Germania e dell'Europa, ma anche lo spettatore di storie e imprese di uomini assolutamente normali che tentarono di riprendersi la vita superando quella barriera, inviolabile come una montagna, con la forza dell'immaginazione e del desiderio di libertà.Alcuni di loro pagarono con la vita, ma molti riuscirono nell'impresa. Queste pagine raccontano le fughe più spettacolari e assieme più genuinamente umane.---"Non volevo rimanerci neanche sottoterra a Berlino Est. L'ultima parte della vita almeno la volevo vivere da uomo libero".Max ThomasEffatà Editrice pubblica libri di qualità dal 1995, con lo stesso spirito si occupa di editoria digitale: eBook D.O.C. pensati per chi ama i libri. Il testo di questo eBook è stato completamente riadattato alla lettura digitale con l'aggiunta di link per una rapida navigazione.
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Cuori di panna. Un romanzo tra i dolci
Effatà Editrice, 25/11/2014
Abstract: Per Alberto, professore di matematica e fisica, riallacciare i rapporti con Marco, dopo vent'anni, è bellissimo, così come entusiasmarsi per il lavoro dell'amico: un artigiano della pasticceria e della cioccolateria che vive per il suo laboratorio di dolciumi straordinari, prodotti con i migliori ingredienti reperibili al mondo. E poi in negozio c'è Laura, con i suoi occhi meravigliosi che sembrano promettere ad Alberto di spezzare la sua solitudine. Alle quotidiane avventure educative vissute tra i ragazzi del liceo si mescolano così le ore passate alla scoperta dei segreti del mondo dei dolci, finché una strana e inaspettata recensione al lavoro di Marco mette a rischio il futuro della sua piccola azienda e di chi ci lavora. Occorre passare all'azione, per svelare il mistero e sventare il pericolo. Chi meglio di Salvatore, il rozzo, affascinante ed efficace amico dalle mille risorse, potrebbe aiutare Alberto nell'impresa?Un critico disonesto, un hacker timido, un pasticciere afgano, un edicolante filosofo, una dottoressa conturbante, una telefonista incauta e una simpatica insegnante di lettere popolano la vicenda sugli scenari di Torino, Susa, Stresa e Ginevra. E sarà proprio nella città svizzera che, con il contributo inconsapevole ma decisivo dei reali del Belgio, Marco ritroverà la strada, grazie alla sua nuova creazione: il Cuore di Panna.---Esistono cuori di panna in cui occhi tristi desiderano tuffarsi. Sono nascosti nel petto di molte persone di strada che non sanno di averli. Sono ricchi di zucchero e aria raccolta. Sono pronti a proteggerti e sorgenti di felicità, ma sei tu a doverli scoprire, come fa chi entra nel posto in cui Marco crea le sue praline e Laura dona i suoi sorrisi.Effatà Editrice pubblica libri di qualità dal 1995, con lo stesso spirito si occupa di editoria digitale: eBook D.O.C. pensati per chi ama i libri. Il testo di questo eBook è stato completamente riadattato alla lettura digitale con l'aggiunta di link per una rapida navigazione.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: I lettori italiani sanno fare i loro conti, e conoscono bene la quantità di risate che Alan Bennett riesce a scatenare quando maneggia uno spunto anche elementare (la sgradita visita di topi d'appartamento, ad esempio), o ritrae personaggi familiari in situazioni incongrue (un'anziana regnante cui capita in mano, per la prima volta o quasi, un libro). Per calcolare quanto rideranno qui, basterà dunque fare la somma fra un compito apparentemente banale (correggere un libretto d'opera) e i due eccentrici, litigiosi e, com'è ovvio, spiritosissimi mostri sacri chiamati a svolgerlo, nel corso di un lungo battibecco immaginario ma tremendamente verosimile: W.H. Auden, nientemeno, e Benjamin Britten.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: Questa è la storia di Alessandro ed Ettore, due ragazzi genovesi a cui la vita ha tirato presto uno dei suoi colpi peggiori: la perdita del padre.Alessandro è ambizioso, egocentrico e fragile. A diciannove anni si ritrova già a essere un perdente: suo padre, il "faccendiere", si è ucciso dopo la scoperta di un giro di corruzione e malaffare, facendogli conoscere la povertà e il desiderio di ritrovare il suo posto nel mondo.Ettore è figlio del primo italiano morto a Kabul, ed è diventato un piccolo criminale irresponsabile a causa dell'abbandono e dei privilegi a cui l'ha abituato il fatto di avere avuto per genitore un "eroe" − il fatto che al posto di suo padre ci sia il poliziotto più marcio della città non aiuta.Alessandro ed Ettore sono due kickboxer che vengono da esperienze estreme, al margine della legalità, in una Genova in bianco e nero che è un porto delle nebbie, e non solo esteriori.Sono in guerra con il mondo, con le donne e con gli uomini. Il loro coraggio, la loro volontà di sacrificio sono sempre sul punto di trasformarsi in odio e risentimento. Due vite abbandonate a un vortice autodistruttivo che si incroceranno in un incontro decisivo di fronte a una platea molto più vasta di quanto potessero immaginare, sotto lo sguardo corrosivo dei media. Ma alla fine saranno loro due soli, uno di fronte all'altro sul ring, armati solo di se stessi, dei loro corpi mortali e delle loro esistenze scheggiate dal caso, dal destino, dagli amori incompiuti. Scorrerà del sangue, che altro? In definitiva è solo la lotta a decidere quel che si è davvero.Dalla voce di un autore emergente, il racconto di un mondo duro e caotico, al di qua o al di là dell'umano, senza scrupoli né sconti, sul confine fra il ridicolo e l'osceno, dove i colpi piombano addosso imprevedibili. Ganci in pieno volto, ganci che possono raggiungere l'anima.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: Viktor Zieman, quarantenne colto, poliglotta e un po' sciupafemmine, fa l'archivista: è specializzato nel ritrovamento di manoscritti perduti, falsificati, occultati. Il suo mestiere è salvaguardare la memoria, portare alla luce la verità. Improvvisamente, alla vigilia della sua partenza per la Fiera di Francoforte, riceve una telefonata: un'improbabile agenzia letteraria bulgara vuole vendergli i manoscritti del nonno, Semyon Zalusski, colui che nei primi sette giorni di maggio del 1945 ritrovò i tesori della pinacoteca di Dresda trafugati dai tedeschi, rischiando nell'impresa la sua stessa vita.Ora Viktor ha solo una settimana per recuperare i preziosi documenti legati alla storia della sua famiglia, una storia avvolta nel mistero. Ed ecco che ha inizio una rocambolesca avventura in cui passato e presente, suspense e comicità fluiscono senza sosta l'uno nell'altro in un vortice che coinvolge non solo il mondo dell'editoria, ma anche giornalisti, agenti del KGB e mafia russa. Con uno stile che coniuga ironia e cultura, scanzonatezza e lirismo, thriller e romanzo storico, Sette notti è una lettura unica nel suo genere, che avvince il lettore, lo fa ridere e lo fa piangere e, alla fine, lo lascia senza fiato.
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Racconti di Malá Strana e altre storie praghesi
Marsilio, 26/11/2014
Abstract: Racconti di Malá Strana e altre storie praghesi contiene, in una nuova traduzione, i più bei racconti della celebre raccolta, nei quali il lettore ritroverà personaggi nerudiani indimenticabili, come i nemici-amici Ryšánek e Schlegl, il nobile mendicante Vojtíšek, il commerciante Vorel con la sua pipa, la piagnucolosa signora Ruska, dedita ai funerali.Accanto a queste vecchie conoscenze, presentiamo inoltre alcuni altri testi nerudiani finora inediti in italiano: ambientati a Praga, ne esprimono anch'essi l'inconfondibile atmosfera, allo stesso tempo razionale e misteriosa, senza rinunciare a una buona dose di umorismo. Di tutti gli scritti qui selezionati è tratto saliente la maestria stilistica e narrativa, unita a una penetrante capacità di osservazione e di comprensione della vita, storica e interiore. Ne emerge un ritratto vivido e intenso della società e della cultura centroeuropea a metà del XIX secolo, raffigurata nella sua prospettiva praghese.
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Semiologia del paesaggio italiano
Marsilio, 26/11/2014
Abstract: Il paesaggio di cui si parla in questo libro - che esce ora in una nuova veste - non è soltanto lo scenario fermo, acquisito, apparentemente immutabile con cui si confronta il vivere quotidiano, ma anche e soprattutto il paesaggio che vive e si trasforma nel tempo col mutare delle forme di vita, dei modi di produrre e di rapportarsi delle società con il proprio territorio. Tanto il primo è spesso carico di suggestioni, quanto il secondo può stravolgere ogni immagine sotto la spinta di nuove attività e iniziative. Così è accaduto in Italia nei decenni trascorsi, quando la violenza delle trasformazioni ha sconvolto, cancellato o devastato paesaggi tra i più celebrati. È stato un salto di civiltà o una corsa illusoria e distruttiva? La domanda può trovare risposta solo attraverso una storia di come è cambiata l'Italia, Paese di tensioni, frenesie, fantasia, dove non è spesso riconosciuto il valore semantico del paesaggio. Ancora oggi assistiamo alla difficoltà di assumere la pianificazione paesistica quale strumento-guida delle trasformazioni. Laddove un tempo il paesaggio si configurava attraverso interventi esperti e secolari che esprimevano per intero una cultura, quello dell'Italia d'oggi sembra il risultato di interventi caotici, incoerenti, improvvisati, espressione di una società priva di disegni ideali, trascinata solo dalle regole del gioco economico e delle sue scenografie consumistiche, soggetta a un potere politico che non si è mai preoccupato di saldare presente e passato, come base dell'identità nazionale, di costruire architetture territoriali efficienti, di guidare consapevolmente le trasformazioni. Spesso complotti invisibili hanno operato e operano nel paesaggio italiano, cosicché riesce difficile oggi leggerne il senso, cogliere quel rapporto tra natura e cultura che dovrebbe essere la prima rivelazione semantica del paesaggio e offrire un'indicazione sul futuro di una società che, bene o male, ha fatto il suo ingresso nella cosiddetta età post-industriale. A meno che non sia proprio questo il senso del post-industriale o del post-moderno.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: Nel 1943, nell'Italia occupata dai nazisti, uno studente in Legge sloveno – Rudi – getta la divisa e si rifugia sui monti. Preso il treno per andare verso la sua città natale, incappa in un commando di tedeschi a cui sfugge miracolosamente trovando rifugio in campagna.È qui che viene accolto dalla diciottenne Vida, una ragazza sognante, pervasa da ideali forse ingenui ma profondi e da un desiderio irresistibile di andarsene, di cambiare l'orizzonte della sua vita. Rudi si sente molto attratto da lei, ma non tollera il fatto che Vida rinneghi la propria slovenità. Il senso di inferiorità culturale che la ragazza esprime con le sue scelte lo irrita profondamente e lo spinge a riaffermare, per contrasto, le proprie radici, rievocando episodi e aneddoti che hanno segnato la sua vita e quella della comunità slovena in Italia dopo la fine della Grande Guerra e l'avvento del fascismo. A confondere ancor di più sensazioni e sentimenti sopraggiunge una ragazza che Rudi aveva conosciuto in treno: Majda, una staffetta partigiana, incaricata di portarlo da suo fratello. Rudi entra così in contatto con la lotta armata. Ma è questa lotta, dalla cui fascinazione non riesce a liberarsi, che lo condanna all'isolamento. La sua vita non può concedersi all'amore, tutti i ruoli imposti dalla Storia non possono essere dismessi, ad ogni costo.Affresco della Resistenza e moderna epopea dell'uomo umiliato e offeso, ma capace di rinominare le cose proprio mentre si guarda alle spalle e traendo forza da quello sguardo per vedere un futuro davanti a sé, inizia con questo romanzo la riproposta delle opere di un grande narratore contemporaneo, che ha posto al centro del suo scrivere i dilemmi dell'identità nazionale e storica.
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I tre giorni di Pompei: 23-25 ottobre 79 d. C. Ora per ora, la più grande tragedia dell'antichità
Rizzoli, 26/11/2014
Abstract: Il 24 ottobre del 79 d.C. sembra un venerdì qualsiasi a Pompei, una città abitata da circa dodicimila persone che, come innumerevoli altre nell'Impero, lavorano, vanno alle terme, fanno l'amore. Ma alle 13 dal vicino Vesuvius si sprigiona una quantità di energia pari a cinquantamila bombe atomiche e, in meno di venti ore, sotto un diluvio ustionante di ceneri e gas, Pompei è soffocata da sei metri di pomici, mentre la vicina Ercolano viene sepolta sotto venti metri di fanghi compatti. Migliaia di uomini e donne cercano di scappare, invocano gli dèi, ma trovano una morte orribile. E solo in epoca moderna saranno scoperti alcuni dei loro corpi, contorti nella disperazione della fuga. Dopo molti anni passati a studiare la zona vesuviana, con il supporto di archeologi e vulcanologi Alberto Angela ricostruisce come in presa diretta i giorni che ne segnarono il tragico destino.Per farci respirare le atmosfere di quei momenti, individua alcuni personaggi storicamente esistiti – la ricca matrona Rectina, un cinico banchiere, un politico ambizioso… – e li segue passo dopo passo, in un percorso che si può fare ancora oggi, per strade, campagne, case o locali pubblici. In questo modo, non solo ci fa scorrere davanti agli occhi la vita quotidiana (prima) e la morte (poi) come in un film mozzafiato, ma dà anche nuove, illuminanti risposte a intriganti interrogativi: perché nessuno si era accorto di vivere alle pendici di un vulcano-killer? Come mai alcune eleganti domus erano diventate laboratori artigiani? E che cosa legava Plinio il Vecchio, naturalista e ammiraglio scomparso nella tragedia, all'affascinante Rectina?Dettagliatissimo e aggiornato con gli studi più recenti, è un viaggio emozionante nel mondo antico, lo sconvolgente reportage di una tragedia, un libro unico che si legge come un romanzo e ha la profondità di un grande saggio. È il 79 d.C., benvenuti a Pompei.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: Per non andare a combattere in Algeria – siamo ai primi degli Anni Sessanta – un giovane francese di cui sappiamo molto poco, va a rifugiarsi in una stazione termale affacciata su un lago dell'Alta Savoia, a pochi chilometri dalla Svizzera. Volendo nascondere la sua identità, si presenta come un discendente di una nobile famiglia russa: il conte Chmara. Dopo qualche tempo, incontra una ragazza molto affascinante che ha qualche anno più di lui: Yvonne. Lei dichiara di essere una attrice che ha appena finito di partecipare al film di un regista tedesco, girato proprio da quelle parti. I due si innamorano e, nella località turistica che col suo Casino, i ricevimenti, i campi da tennis, i concorsi di bellezza, sembra essere attrezzata di tutto punto per proporsi come una imitazione sbiadita e volgare della Costa Azzurra in cui un tempo avevano folleggiato Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, e W.S. Maugham avrebbe sfogato fino all'ultimo il suo pessimo umore, vivono una lunga estate di passione e di bugie. Yvonne fa parte di quegli esseri misteriosi – sempre gli stessi – che, come sentinelle, se ne stanno ai bivi della nostra esistenza e, nel momento stesso in cui li incontriamo, ci travolgono. Il finto conte Chmara è un apolide della vita, alla ricerca del passato e del tutto. Sono, entrambi, protagonisti di "quel momento della giovinezza in cui tutto è sul punto di precipitare e presto sarà troppo tardi per tutto". È inevitabile che, insieme, costruiscano una vicenda drammaticamente esemplare. Villa triste, il romanzo che Patrick Modiano scrisse quando ancora non aveva compiuto trent'anni, è un romanzo inquietante, a tratti ironico e "cattivo", fascinosamente rétro, percorso da una potente vena d'erotismo. Modiano, in questo, è un maestro. Conosce perfettamente la misura. E quali sono i gesti, quali sono le parole, quali sono i luoghi, in cui si nasconde il desiderio. Giorgio Montefoschi
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: Un figlio cerca il padre che dieci anni prima lo ha abbandonato. Lo trova in uno dei villaggi più graziosi della Seine-et-Marne, ai margini della foresta di Fontainebleau, nel ristorante dell'albergo del Clos-Foucré, in compagnia di due individui orribili. Lui – un falsario vissuto di ogni tipo di imbrogli – è un uomo corpulento, di tipo orientale: sembra un enorme mollusco accasciato dalle vicende della vita. I due amici – dai quali è trattato malissimo, con irrisione e disprezzo – si barcamenano, uno dirigendo un giornale di pettegolezzi e articoli ricattatori, l'altro (ex legionario) cercando denaro col poker e il biliardo. Attorno a loro, una piccola corte di donne ambigue, ex prostitute, personaggi loschi, rappresentanti della Francia peggiore che odia i comunisti e gli ebrei. Questo il quadro all'interno del quale si muove la vicenda de I viali di circonvallazione, romanzo giovanile di Patrick Modiano. Sono sufficienti dieci anni perché un padre, trovandosi a tu per tu con il figlio, non lo riconosca? O dobbiamo pensare che finga di non riconoscerlo e aspetti il momento opportuno, per gettare la maschera e rivelare a se stesso, e a suo figlio, la propria abiezione morale? Modiano non si preoccupa, ovviamente, di sposare né l'una né l'altra tesi. A lui interessa il tempo: quello che precede la distanza dei dieci anni, e il figlio, lo sperduto Telemaco parigino, ricostruirà con infinita pazienza per raccontare la vita trascorsa insieme fino al momento dell'abbandono. È il racconto picaresco, struggente, a tratti inverosimile, di due sconfitte. E di un immenso amore: quello del figlio per il padre; quello finale del padre per il figlio disconosciuto. Ma anche questo amore ha bisogno di tempo per rivelarsi. E qui sta la bellezza del romanzo di Patrick Modiano: come affiora, come cresce, e poi sempre più è legittimato dal passato, il sentimento che nessuna avversità potrà mai distruggere. Giorgio Montefoschi
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: "Gente strana, che al passaggio lascia solo una scia di nebbia che prontamente svanisce. Con Hutte chiacchieravo spesso di questi esseri di cui le orme si perdono. Nascono un bel giorno dal nulla e al nulla ritornano dopo un fugace brillio. Reginette di bellezza, gigolos, farfalle. La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai." Chi parla è Pedro McAvoy Stern, protagonista-narratore di Via delle Botteghe Oscure, il romanzo con il quale Patrick Modiano, già noto al grande pubblico, vinse nel 1978 il Premio Goncourt. Hutte è il responsabile di una Agenzia di Investigazioni nella quale il narratore ha lavorato per alcuni anni: ora è stanco, lascia l'agenzia e si trasferisce a consumare la sua vecchiaia a Nizza. Pedro McAvoy Stern è un uomo che alcuni anni prima, per colpa di una amnesia, non sa più chi è. Gli "esseri di cui le orme si perdono" sono il suo passato. L'agenzia è chiusa. Lui può cominciare a investigare su se stesso. Giorgio Montefoschi
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Pubblicato nel 1960, ai tempi delle più pensose e tediose divagazioni sulla "letteratura industriale", questo romanzo le doppiava fulmineamente con uno sberleffo, proiettandosi in un paesaggio che molto somiglia a quello di oggi. Scandendo i tempi di una "ballata" sinistra ed euforica, la Spark ci racconta come la direzione di una fabbrica tessile ebbe la malaugurata idea di assoldare un "esperto in scienze umane" capace di "far andare a braccetto industria e cultura", di infondere "un'ampia visione del mondo" in impiegati e operai, infine di debellare l'assenteismo. Ma non fece i conti col diavolo, al quale compiti di questo genere sono quanto mai congeniali – oltre che produttivi di imbrogli, beffe, ricatti e occasionali assassinii. Con uno humour freddo e irresistibile, che si limita a mostrarci l'evidenza meccanica e incongrua dei comportamenti e delle parole, Muriel Spark si abbandona nella "Ballata di Peckham Rye" a un divertimento vizioso e lancinante, quasi un apologo che irride tutto, anche la propria morale.