Trovati 856029 documenti.
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Marsilio, 23/04/2015
Abstract: L'italiano di questo millennio è una lingua "pazzesca". I media digitali alterano scrittura e lettura: dalle k al posto di ch al senso di povertà che trasmette un testo senza emoticon. Aumenta il peso anglofono dell'economia ("spread" e "start up"); il francese e il latino sono residuali. Si rivalutano settori periferici o sconvenienti, come il fantasy (Troll, molestatore digitale) e la pornografia (MILF, le mamme sexy e Toy Boy). La politica, e il bisogno di rinnovare/difendere la società per età e genere, impongono parole come "rottamazione" e "femminicidio", mentre le ideologie sono sostituite da pure opposizioni: i partiti dei No (No Tav) e del Vaffa, che da insulto è diventato programma politico.
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Casa Editrice Nord, 23/04/2015
Abstract: Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l'esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l'occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all'insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d'indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi. Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole potrebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l'alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprirla solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità. Eletto dalla critica americana come uno dei migliori romanzi dell'anno, La luce dopo il tramonto ci coinvolge in una storia profondamente autentica, animata da due personaggi a loro modo straordinari − Tyler, un outsider che vede il mondo da una prospettiva spiazzante e senza ipocrisie, e Eve, una madre che ha rinunciato a tutto per dedicarsi al figlio −, e che solleva degli interrogativi che prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontare. Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere le persone che amiamo? Fino a che punto è giusto che le nostre paure condizionino la vita dei nostri figli?
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Abolire il carcere. Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini
Chiarelettere, 23/04/2015
Abstract: Non è una provocazione. Nel 1978 il parlamento italiano votò la legge per l'abolizione dei manicomi dopo anni di denunce della loro disumanità. Ora dobbiamo abolire le carceri, che, come dimostra questo libro, servono solo a riprodurre crimini e criminali e tradiscono i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutti i paesi europei più avanzati stanno drasticamente riducendo l'area del carcere (solo il 24 per cento dei condannati va in carcere in Francia e in Inghilterra, in Italia l'82 per cento). Nel nostro paese chi ruba in un supermercato si trova detenuto accanto a chi ha commesso crimini efferati. Il carcere è per tutti, in teoria. Ma non serve a nessuno, in pratica. I numeri parlano chiaro: la percentuale di recidiva è altissima. E dunque? La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia una prigione. Per questo la invoca, ma per gli altri. La detenzione in strutture in genere fatiscenti e sovraffollate deve essere quindi abolita e sostituita da misure alternative più adeguate, efficaci ed economiche, capaci di soddisfare tanto la domanda di giustizia dei cittadini nei confronti degli autori di reati più gravi (solo una piccola quota dei detenuti) quanto il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale al termine della pena, oggi sistematicamente disatteso. Il libro indica Dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti.
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Amo troppo la vita per riuscire a viverla
Bompiani, 24/04/2015
Abstract: Questa è la storia di un ragazzo normale, cresciuto in una famiglia normale, che a causa della sua fragilità interiore, della noia e di un mondo sbagliato diventa un drogato e un ladro e finisce col devastare la sua vita e quella di chiunque gli stia intorno.È anche la storia di un drogato e ladro in apparenza irrecuperabile che un giorno scopre la forza dell'amore e incredibilmente, faticosamente, riesce a rimettere insieme i pezzi della personache avrebbe potuto essere, e a ricostruirsi una vita.Amo troppo la vita per riuscire a viverla è troppo vero per essere un romanzo, troppo ricco di implicazioni per essere una memoria personale. È una testimonianza diretta, bruciante, che in certe parti si può leggere come una confessione, in altre come un'avventura.Dalla prefazione di Andrea De Carlo
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Bompiani, 23/04/2015
Abstract: Un imprenditore greco-tedesco si uccide ad Atene. Ma all'ambasciata tedesca giunge un biglietto, firmato "I Greci degli anni '50", in cui si sostiene che si è trattato di un omicidio. Ed ecco verificarsi altre morti a breve distanza di tempo: il proprietario di una scuola privata, un faccendiere che faceva da mediatore tra gli imprenditori e gli amministratori intascando e distribuendo bustarelle, e infine due proprietari agricoli. Ogni volta la "rivendicazione" via Internet arriva puntuale. Il commissario Charitos ha nuovo pane per i suoi denti. E adesso deve anche proteggere la figlia, aggredita da membri di "Alba dorata" a causa del suo impegno a favore degli immigrati. L'epilogo della serie sulla Crisi ci mette di fronte al consueto scenario di corruzione sociale e caduta libera dei valori. Presi per mano dagli eventi incontrollabili che Petros Markaris sa descrivere con la minuzia e la suspense del vero giallista, guardiamo con gli occhi del commissario come fossero i nostri, alla ricerca insieme a lui del bandolo della matassa. Quanto mai fitta, in questo episodio finale, e con sorprese a raffica, fra azione pura e ironia a denominazione di origine controllata.
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Corbaccio, 23/04/2015
Abstract: CON UNA PREFAZIONE DI ANDREA VITALI. Alpinista, viaggiatore, navigatore ed esploratore, Carlo Mauri fu soprattutto un uomo dalla curiosità insaziabile nei confronti del mondo e degli uomini che lo abitano. Quando il rischio è vita, pubblicato nel 1975 e oggi riproposto in una nuova edizione con una prefazione di Andrea Vitali, nuove fotografie e un'appendice sulla sua esperienza in Unione Sovietica, a quarant'anni di distanza nulla ha perso della freschezza e del fascino originari: proprio come tutti i grandi classici.
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Corbaccio, 23/04/2015
Abstract: "DA ANNI ASPETTAVAMO UN PERSONAGGIO COME L'ISPETTORE DI POLIZIA HELEN GRACE!" JEFFERY DEAVERNotte, periferia di Southampton, una zona malfamata, frequentata solo dai reietti della società. Un uomo giace tra i rifiuti in una casa abbandonata, barbaramente ucciso. L'assassino gli ha strappato il cuore, che viene poi consegnato, in un macabro pacchetto, alla moglie e ai figli sconvolti. La vittima è un irreprensibile padre di famiglia: come e perché è finito in un posto del genere? Il caso è di quelli che fanno gola alla stampa e fanno tremare le autorità: tutto fa pensare che si tratti di un serial killer e la conferma arriva puntuale con il ritrovamento di un altro cadavere orribilmente mutilato. I media parlano di uno Jack lo Squartatore al contrario: un assassino che dà la caccia a uomini stimati e apparentemente irreprensibili con una doppia vita, una sorta di angelo vendicatore senza pietà.Per Helen Grace, ispettore della polizia di Southampton è l'inizio di un incubo. A lei sono affidate le indagini, e nella sua corsa contro il tempo dovrà guardarsi non solo dalle trappole mortali di una mente perversa, ma anche da giornalisti senza scrupoli, da un capo che non vede l'ora di farla fuori e, soprattutto, dai fantasmi del passato, dal suo vissuto personale che emerge con prepotenza e che, come può accadere ad ognuno di noi, rischia di essere il suo peggiore nemico.
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La verità del giudice meschino
Garzanti, 23/04/2015
Abstract: La pioggia battente scende rumorosa, mentre il cadavere di un uomo giace con la testa all'ingiù in una fossa sul litorale calabrese. È Marco Morello, figlio di un noto capobastone della zona. Tutti sono convinti che sia un delitto di mafia, una resa di conti. Tutti tranne Alberto Lenzi. Il "giudice meschino" preferirebbe continuare a tormentare il nuovo tirocinante e a flirtare con le colleghe, ma il caso gli è stato affidato e la pista mafiosa non lo convince. Lui sa chi può dirgli come stanno le cose, anche se questo significa uscire dalle indagini ufficiali: don Mico Rota, ex capobastone a mezzo tra onorata società e 'ndrangheta e suo miglior nemico. L'uomo si mostra ugualmente scettico. Quando un altro cadavere viene trovato, le indagini subiscono una brusca accelerazione. Si tratta di un poliziotto che tutti credevano corrotto e colluso con la 'ndrangheta. I giochi sembrano fatti, tanto più che gli omicidi paiono legati a un rituale simbolico delle cosche malavitose. Eppure a Lenzi qualcosa non quadra ancora. Brancolare nel buio per seguire una propria intuizione non è mai una bella sensazione per un magistrato, ma il fato a volte arriva ad aiutare i più audaci. Una telefonata anonima getta una luce nuova sul caso. Una svolta inquietante, sordida, losca. Una svolta che pare quasi impossibile. Ora quello che manca è solo il movente, il "sangue" che don Mico dice a Lenzi di cercare. E quando finalmente la soluzione dell'intreccio viene trovata, quello che lascia in bocca al "giudice meschino" è un amaro molto più pungente di quanto avrebbe mai immaginato. Dopo il successo del Patto del giudice, Mimmo Gangemi torna nella sua Calabria e al suo personaggio tanto amato, Alberto Lenzi. Il "giudice meschino" ha conquistato anche il pubblico televisivo nella nota fiction interpretata da Luca Zingaretti. La verità del giudice meschino è un nuovo caso in cui la corruzione incontra la sete di verità e la giustizia si mostra in tutti i suoi possibili risvolti.
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Longanesi, 23/04/2015
Abstract: Non è facile comprendere il sacro furore che ha preso di mira le mamme. Le mamme delle ragazze anoressiche, per essere precisi. A loro, negli ultimi decenni, è stata data addirittura la colpa di essere la causa di questa malattia che, tra i disturbi della psiche, è quella con il più alto tasso di mortalità. A loro la croce del dramma. A loro il senso di impotenza. A loro. Ma non a Marta. Marta De Bellis non ci sta. Ha una figlia di sedici anni, Loredana, che un giorno decide di lasciare a metà il suo piatto di spaghetti e si infila dentro quel tunnel che ha un nome ben definito ma un'origine ancora oggi enigmatica: l'anoressia. Marta si trova a combattere. Contro la malattia di Loredana, ovviamente. Ma anche contro una montagna di stereotipi che le crollano letteralmente addosso, giorno dopo giorno. Medico dopo medico. Stereotipi che vogliono la mamma colpevole dell'anoressia della figlia. Stereotipi che Marta respinge puntualmente al mittente, come in una partita di tennis. Una partita mortale. Non c'è tempo da perdere. Perché il peso di Loredana scivola fino a raggiungere i trentuno chili. E l'ago della bilancia non accenna a fermarsi... Continuazione ideale di Briciole, primo romanzo italiano a portare l'anoressia all'attenzione del grande pubblico e successo editoriale che dura da più di vent'anni, Non più briciole torna a raccontare quel dramma scegliendo questa volta il punto di vista di una madre che, mentre lotta ogni giorno per salvare la propria figlia, lotta anche contro una terribile condanna senza appello che incombe su di lei e su tutte le madri.
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Il piccolo libro della Mindfulness
TEA, 23/04/2015
Abstract: "Quando sei in viaggio, è sicuramente utile sapere dove stai andando, ma ricorda la sola e unica cosa che davvero conta è il passo che stai facendo ORA. È solo e unicamente questo." Il segreto per stare bene, psicologicamente e fisicamente, è racchiuso nella parola stessa, mindfulness, attenzione piena: al momento presente, a ciò che si sta facendo qui e ora. Attraverso tecniche di meditazione, esercizi sul respiro, consigli di benessere quotidiano, questo libro ci guida in un percorso volto a liberare la mente dall'ansia e dallo stress per recuperare il controllo della propria vita e viverla con pienezza e positività.
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Longanesi, 23/04/2015
Abstract: Alice Salmon è piena di passione e di vita. Ha un lavoro che la appassiona, una città come Londra ai suoi piedi, molti interessi e molti amici. E Alice, come ognuno di noi, ha un segreto. Solo che non può più tenerlo per sé. O forse non vuole, anche se rivelarlo sarebbe pericoloso. Un giorno Alice fa ritorno alla cittadina in cui è cresciuta e dove ha studiato, e la mattina dopo il suo corpo viene riportato a galla dalle acque del fiume. Appare presto chiaro che la sua morte non è stata un incidente. Ma davvero il suo segreto è morto con lei? Davvero la sua storia finisce quando finisce la sua vita? Forse le storie non muoiono mai se c'è qualcuno che le racconta. A ricostruire minuziosamente la vita di Alice, nella speranza di chiarire le circostanze della sua morte, è un suo ex professore, l'anziano scrittore Jeremy Cooke. Cooke si dedica anima e corpo al progetto e raccoglie documenti, lettere, diari, testimonianze di amici e parenti, e perfino frammenti tratti dai social media, dai blog, dai siti internet su cui Alice scriveva. Tutte le tracce fisiche e soprattutto virtuali che Alice, come ormai tutti noi, ha lasciato. Tutto ciò che componeva l'universo di una vita apparentemente quieta e normale. Perché la verità è nascosta non in ciò che è scomparso, ma in tutto ciò che resta. Ma qual è il vero motivo per cui Cooke si dedica con tanta tenacia a questo progetto, anche contro la volontà dei famigliari di Alice? E se anche lui avesse qualcosa di oscuro e terribile da nascondere? E se tutto ciò che resta non fosse la verità, ma un'immensa menzogna?
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Longanesi, 23/04/2015
Abstract: Non è solo il mondo ad andare comunque "avanti" sulla base di vecchie e nuove pessime ragioni: la cosa accade anche ai Libri di Murphy. Il motivo non sfugge a nessuno. Il signor Arthur Bloch, per esempio, è lieto di aver raggiunto una fama planetaria e di incassare sempre più cospicui diritti d'autore. I suoi editori sono altrettanto lieti: con poca spesa e nessuno sforzo hanno conquistato un mercato che si conquista da solo. Ma i più lieti di tutti sono i suoi lettori: gli imprevedibili ma comunque riconoscibili acquirenti dell'estensibile Opera di Murphy; un clan, una setta, una mafia che non conosce frontiere e si muove sotto l'unico segno dell'intelligenza. Ne volete una dimostrazione? Quando provate istintiva simpatia per qualcuno, quando per varie ragioni vi sembra la persona "giusta", capace di entusiasmi e di realismi, che sapientemente alterna fortune e sfortune, parlategli de La legge di Murphy e vi risponderà: "La conosco". Forse il murfista non conosce Il secondo libro di Murphy: regalateglielo e vi sarete conquistati un amico. Poi, dal momento che già impugnerete questo terzo libro (altrimenti come fareste a seguire il consiglio?), inducetelo ad affrettarsi in libreria. La diffusione di Murphy procede così, con un potenziale sterminato, di pari passo con l'altrettanto sterminato sapere di Murphy. Si possono forse porre limiti all'umana provvidenza, alla sua continua capacità di ideare nuove Leggi in grado di spiegare la verità della nostra esistenza quotidiana, assurdità, idiozie e fonti di risate comprese?
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TEA, 23/04/2015
Abstract: Il nostro corpo e il nostro spirito non mentono mai e sanno perfettamente distinguere cos'è amore e cos'è attrazione fisica, cos'è desiderio disteso di unione e voglia urgente di contatto. Il loro linguaggio autentico, quello dell'energia, produce messaggi chiari, semplici, inequivocabili. Sono moltissimi tuttavia gli elementi, dentro e fuori di noi, che confondono queste informazioni e fanno sì che le interpretiamo male, le distorciamo, o semplicemente le ignoriamo. Si tratta di condizionamenti culturali, di secoli e secoli di educazione religiosa, di attese sociali; e poi c'è la pressione dei mezzi di comunicazione, l'onnipresenza della società del consumo; e, ancora, ci sono le nostre storie personali, a volte luminose, a volte invece segnate da paure, traumi psicologici infantili, brutte esperienze, durezze di ogni tipo; e infine ci siamo noi, con i nostri desideri, i nostri bisogni, le nostre aspirazioni. E con la nostra profondissima fame d'amore. Proseguendo nel suo percorso di analisi esistenziale dal punto di vista dell'energia, Rossella Panigatti affronta uno dei grandi equivoci emotivi di oggi: la confusione tra amore e sesso, e ci aiuta a reimparare il linguaggio dell'energia, per leggere correttamente i messaggi che il nostro sistema energetico-spirituale ci manda e vivere in equilibrio, armonia e gioia. Con noi stessi e con gli altri.
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Bollati Boringhieri, 23/04/2015
Abstract: Secondo le aziende costruttrici, quella della vita a termine degli oggetti di consumo, soprattutto elettrici ed elettronici, sarebbe soltanto una "triste leggenda", un sospetto infondato perché privo di riscontri fattuali. Sfidano a dimostrare l'esistenza di una difettosità deliberata, l'introduzione di qualcosa di simile a geni di mortalità in grado di far inceppare, a tempo debito, stampanti e lavatrici, televisori e computer, accorciandone la durata e costringendo gli acquirenti a sostituirli in modo sempre più compulsivo. Arrivano a negare ogni plausibilità all'idea stessa di "obsolescenza programmata", fenomeno - consustanziale alla nostra società della crescita illimitata - che invece è accertato e quantificato da ricerche indipendenti, testimoniato da progettisti che iniziano a parlare, combattuto da associazioni di consumatori, e sulla cui realtà tutt'altro che leggendaria Serge Latouche ci ha aperto gli occhi. Anche grazie al suo saggio, nei pochissimi anni trascorsi dalla prima edizione si sono smosse le acque in un ambito che coinvolge interessi colossali, e hanno preso consistenza iniziative a diversi livelli: rapporti conoscitivi, commissioni comunitarie, progetti di legge europei per proibire o scoraggiare la commercializzazione di prodotti tecnologici a scadenza occulta, e insieme azioni dal basso, siti dedicati e forme di resistenza conviviale per imparare a riparare ciò che altrimenti finirebbe nelle discariche. Latouche ce ne informa ampiamente in questa nuova edizione, senza appiattirsi sulla logica del complotto e del sabotaggio industriali, ma senza cadere neppure nel tranello delle pseudosoluzioni di ecoefficienza, che riversano sul mercato apparecchi meno energivori il cui risparmio tuttavia non compenserà mai i costi ambientali della rottamazione del vecchio. Simbolica, ossia effetto del declassamento indotto dalle mode, pianificata, diretta o indiretta, come nel caso dei software ormai incompatibili con i nuovi sistemi operativi, l'obsolescenza ha molti aspetti e una sola finalità: perpetuare l'economia di iperconsumo e spreco. Una sciagurata follia, per Latouche, che le contrappone la via virtuosa della decrescita, dove agli oggetti, e a noi tutti, sia data ancora una possibilità.
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Il profumo della pioggia nei Balcani
Bollati Boringhieri, 23/04/2015
Abstract: Le sorelle Salom vivono a Sarajevo, con una madre energica e affezionata ai valori tradizionali, e un padre che resta in secondo piano per tutto il romanzo. Ci sono anche due fratelli, ma la storia, fin dall'inizio, inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze, e soprattutto il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l'assassinio dell'arciduca Ferdinando e lo scoppio del primo conflitto mondiale. E che fanno poi scelte di vita anticonformiste e ribelli, fino all'invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale, e alla liberazione. Le due sorelle più interessanti, perché più libere, sono Blanki, la madre dell'autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, ricco e colto, di famiglia ortodossa, e resta testardamente legata a lui nonostante l'uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo; e nonostante l'ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa, e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. La Storia fa da sfondo a vicende personali raccontate nei dettagli, con i sentimenti, di amore o ribellione che siano, sempre in primo piano. Ma quello che fa di questo romanzo un vero tesoro è proprio la descrizione della vita, delle regole, dei riti, dei timori della comunità sefardita, che reagisce alla sfida del passato con un'energia, una forza e un coraggio straordinari. Energia, forza e coraggio che appartengono quasi unicamente alle donne del romanzo.
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Salani Editore, 23/04/2015
Abstract: "Una Camilleri in gonnella!" — Marco Vichi"La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna".— la Repubblica"Avventure scritte molto bene, con grande freschezza... Spero che qualche produttore tv compri presto i diritti: i libri sono praticamente sceneggiature già pronte per fiction gialle divertenti e umane" —La Stampa"Sapere che Giorgio Gaber provava le canzoni nel salotto della signora Lanza, mentre Dario Fo le raccontava il suo teatro e Walter Chiari le faceva compagnia con le sue gag ci fa comprendere come l'autrice abbia coltivato a lungo la sua acuta capacità di osservatrice del mondo, mantenendo sempre ben vivo uno spirito innato per l'umorismo" — Luca Crovi, Il Giornale"Ho bisogno di parlarle di una cosa seria". Una voce di donna, al cellulare. Max Gilardi non conosce Lidia Morandi, ma è spaventata, così le promette che l'indomani sarà da lei. Non farà in tempo a parlarle: al suo arrivo Lidia è già morta, uccisa da sette coltellate nel suo stesso appartamento. Senza averla mai vista da viva, Gilardi sarà costretto a conoscerla tramite il suo passato, attraversato da grandi successi e uomini potenti, ma anche da tragedie crudeli e inspiegabili. Tra vicini impiccioni, architetti sfuggenti e giovani donne belle e misteriose, il caso si snoda tra colpi di scena, intrighi di quartiere e confessioni. E ancora una volta, sarà la sua Napoli il teatro delle indagini. La cliente sconosciuta inaugura una nuova serie di romanzi dal respiro più serrato, che raccontano alcuni casi risolti con straordinaria intuizione, competenza e impegno professionale da Max Gilardi, personaggio già amato da un vasto pubblico di lettori. Di scena esclusivamente vicende in cui episodi tratti dalla cronaca si intrecciano con la fantasia, il gusto e la scrittura avvolgente di Elda Lanza.
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Salani Editore, 23/04/2015
Abstract: Zoe ha quindici anni, e troppa fretta di innamorarsi. Ma, proprio quando crede di aver capito cosa significa conoscere l'attrazione e la passione si accorge, troppo tardi, che l'amore vero appartiene a un altro sguardo, a un'altra bocca, a un'altra persona. E di aver commesso un tragico, irreversibile, errore. Attraverso la voce fresca, brillante, commovente e pura di una quindicenne aggrappata alla sua umanità, Annabel Pitcher, autrice dell'indimenticabile Una stella tra i rami del melo, cattura indelebilmente la perdita dell'innocenza di Zoe così come il suo cammino, irto di dolore e desiderio, verso un futuro fatto di promesse.
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Adelphi, 23/04/2015
Abstract: "La veneziana" comprende una sequenza di racconti scritti in russo da Nabokov, quasi tutti fra il 1923 e il 1925. È questo il periodo che rimane in gran parte da scoprire della sua opera (fino a tempi molto recenti quattro di questi racconti, incluso "La veneziana", erano inediti anche in russo, mentre tutti lo sono per l'Italia). Qui Nabokov si mostra già maturo e gioca su mutevoli scenari: la Russia perduta, l'Inghilterra degli studi universitari, la Svizzera di brevi vacanze sulla neve, la Germania, nuova patria casuale e non amata. Ciascuno di questi scenari, che poi rimarranno inevitabili nella geografia mentale di Nabokov, è una sfida per una divorante vocazione narrativa, per una scrittura che sonda con felice stupore le sue latenti possibilità, i suoi molteplici toni e registri. Il giovane letterato russo in esilio sfodera le sue armi senza tremori o esitazioni: ha già individuato il nemico, e alle scontate ma sempre pericolose manovre del "realismo" oppone la gioiosa e massiccia offensiva di un iridato linguaggio ricco di accostamenti imprevisti, fulminee diversioni spazio-temporali, una già smaliziata strategia dell'illusione e del trompe-l'oeil. Così le minime cose dell'anima e del mondo vengono trionfalmente sottratte alla tirannia del tempo e ricomposte in un nuovo arabesco, in una nuova armonia dove nulla è brutto, casuale. Plumbeo e tremendo se guardato con l'austero e presuntuoso pince-nez dell'"obiettività", il reale rivela suoni e colori prodigiosi a chi lo osserva attraverso il diafano cristallo magico del gioco, dell'ironia, della pietà, dell'amore, della creazione artistica.
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Responsible leadership. Creare benessere, sviluppo e performance a lungo termine
Egea, 23/04/2015
Abstract: Manager e organizzazioni hanno oggi bisogno di leader capaci di garantire risultati organizzativi sostenibili nel lungo periodo e orientati al soddisfacimento di stakeholder interni ed esterni. Il progetto Responsible Leadership, sviluppato con la partecipazione attiva di oltre duemila persone e manager, e in collaborazione con numerose imprese, risponde all'esigenza di disegnare questa leadership orientata al futuro. A fronte della necessità di approdare a un concetto di leadership "responsabile", mette in luce le forze che spingono ad abbandonare i modelli che con la loro visione miope e di breve periodo hanno contribuito alla crisi economica, per tracciare i confini di un nuovo approccio multi-prospettico che includa individuo, team e pratiche organizzative. Il modello di Responsible Leadership così elaborato si declina in sei differenti profili di leader "responsabile", i cui comportamenti sono descritti in una logica di processo fatta di discussione e di esercizio, finalizzata ad attivare un circolo virtuoso di apprendimento continuo, e le cui caratteristiche si dispongono ai vertici di un ideale "pentagono della responsabilità". Alle prese con le principali sfide che deve affrontare nella dinamicità del contesto attuale, il leader "responsabile" dimostra la possibilità di una formazione che genera valore nel tempo, per le persone e le organizzazioni, e che, così fatta, attiva processi di innovazione e sostegno del business. Perché la leadership "responsabile" possa diventare patrimonio diffuso occorre però che lo sviluppo delle conoscenze e competenze che ne sono a fondamento sia considerato elemento necessario e urgente per il management, da inserire nell'agenda del quotidiano e non nella straordinarietà. Occorre crederci e provare: il leader "responsabile" può farlo.
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Adelphi, 23/04/2015
Abstract: Decisamente, il piccolo Yehoshua non è portato per la santità: le preghiere infinite del padre, i libri di morale della madre, l'onnipresenza della Torah che pesa "come un macigno" sulla sua famiglia, quel mondo in cui è attribuita più verità alle fiamme dell'inferno che alla natura circostante e agli uomini concreti che la abitano – tutto ciò suscita in lui solo una sensazione di soffocamento e accende un grande desiderio di fuga. Yehoshua anela ai pascoli, ai cavalli, ai giochi nei campi con i coetanei; alle letture della Bibbia preferisce le storie di ladri, briganti, soldati, vagabondi; ama usare sega e pialla nella bottega del falegname piuttosto che stare rinchiuso ore e ore a scuola, sottoposto alla dura disciplina dei maestri, e mal sopporta la tirannia del senso del peccato: "Qualsiasi cosa uno facesse era peccato. E ovviamente essere sfaccendati era peccato". Eppure, da questi irriverenti ricordi d'infanzia, che Singer ripercorre con la precisione e la brillantezza di una scrittura come sempre magistrale, traspare la nostalgia immedicabile per un mondo, quello dello shtetl, che ancor prima che il nazismo ne sancisse la definitiva cancellazione era già avviato al dissolvimento; di questo mondo, popolato da studenti di Talmud, macellai rituali, rabbini, artigiani, mendicanti, scaccini zoppi, maestri folli e scolari riottosi, Singer ci consegna un ritratto così vivido che ci pare di udirne le voci, di percepirne gli odori – e quasi saremmo tentati di scrollarcene di dosso la polvere.