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Neri Pozza, 18/10/2018
Abstract: È la notte del 16 giugno del 1816 a Villa Diodati, sul lago Lemano a Ginevra, quando Mary Shelley concepisce il racconto che segnerà una svolta radicale nella tradizione del romanzo gotico o del terrore. Le circostanze in cui tutto ciò accade sono a dir poco eccezionali. Il 10 aprile dell'anno prima in Indonesia il vulcano Tambora si è reso protagonista di una delle più catastrofiche eruzioni che l'umanità ricordi. Le stagioni sono sconvolte ovunque nel mondo. In Svizzera il freddo è glaciale, la pioggia incessante. L'allegra brigata rifugiatasi in Villa Diodati si annoia, e l'ospite, Byron, in una sera più tempestosa di altre, cerca di rallegrarla con un'idea brillante: perché non inventare storie di fantasmi? Racconti da brivido? Sono in quattro, Byron, Percy Shelley, Mary e il medico John Polidori. A portare a termine l'impresa sono, però, soltanto Polidori, che scriverà Il Vampiro, e Mary che scriverà Frankenstein, o il moderno Prometeo. È noto come le conversazioni "filosofiche" condotte in quei giorni sugli esperimenti di Darwin, e sulla teoria di Galvani sull'elettricità intrinseca al corpo animale, abbiano avuto, per Mary, un peso non indifferente nell'invenzione e nell'elaborazione del racconto. Frankenstein, tuttavia, si svela subito come un'opera originalissima sull'antico sogno della creazione della vita da parte dell'uomo, una storia in cui l'orrore non è soltanto legato al fatale sviluppo tecnologico della civiltà, ma è profondamente morale e religioso. Dopo vari tentativi di pubblicazione, l'1 gennaio 1818 l'opera appare in sole 500 copie presso una piccola casa editrice, la Lackington. Le vendite sono quasi nulle e il romanzo, con la sua vicenda di uno scienziato pazzo che crea la vita e il racconto di una relazione tra cugini, anziché destare apprezzamento, suscita uno scandalo tale che, nel 1831, Mary Shelley decide di dare alle stampe un'edizione emendata, con dei tratti particolarmente neri e distopici. Versione che è stata negli anni a venire quella di riferimento per i lettori di tutto il mondo. Con il presente volume viene riproposta l'edizione integrale e non censurata del 1818, in cui i lettori possono imbattersi nell'opera di una ragazza giovanissima che, con l'irruenza e l'assoluto candore della giovinezza, dà inizio a qualcosa di assolutamente nuovo, una favola fantascientifica che diventerà nel Novecento un genere letterario di grande rispetto e che, come scrive Nadia Fusini nell'introduzione, suscita tuttora l'orrore della "scoperta che "la cosa di tenebra" è dentro di noi".
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Guanda, 04/10/2018
Abstract: "Eccezionale. La storia commovente di un'infanzia traumatica, raccontata con magistrale bravura intrecciando passato e presente"Penelope Lively"Senza le famiglie, non ci sarebbero storie." Ed è proprio dal passato della famiglia di Bart van Es che emerge una storia mai raccontata prima: la vicenda di Lien, una bambina ebrea che i nonni dell'autore accolsero in casa loro durante l'occupazione nazista, crescendola come se fosse una figlia, ma con la quale misteriosamente interruppero ogni contatto molto tempo dopo la fine della guerra. Che cosa ne era stato di Lien, e quale era stato il motivo di quello strappo? Che cosa impediva di pronunciare perfino il nome di Lien, bambina cancellata dalla memoria? Inizia così la ricerca dell'autore, un viaggio nei ricordi personali e del suo paese d'origine, l'Olanda, che lo porterà a esplorare il periodo più buio del secolo scorso e le contraddizioni nascoste in seno alla sua stessa famiglia. Scoprirà che Lien è viva e abita ad Amsterdam, e dal loro incontro nascerà un'amicizia speciale e profonda. Nel raccontare la sua storia Van Es non tace sulle sofferenze che Lien ha patito durante la clandestinità, affidata a adulti non sempre limpidi nei loro propositi, né sul lungo percorso che, come molti altri sopravvissuti alla Shoah, ha dovuto affrontare anni dopo la fine della guerra per trovare un senso a tutto il dolore vissuto.
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Guanda, 04/10/2018
Abstract: Per i moltissimi affezionati di Jacques Prévert, ecco una scelta di sue poesie tra le più famose e consacrate. Una raccolta che mette in luce "la sorprendente naturalezza del vero talento poetico di Prévert" scrive Maurizio Cucchi nella sua introduzione a questo volume, "la sua capacità rarissima di invenzione a ruota libera, l'apparente gratuità dei suoi giochi, dei suoi lunghi, interminabili cataloghi, il surrealismo 'popolare' di tanti suoi versi. Appunto una questione di talento naturale, di tocco, di classe innegabili e, con il passare del tempo e l'acquisizione di un grande mestiere, una questione inconfondibile di stile. Uno stile e una personalità che lo portano a muoversi sempre con noncurante disinvoltura tra l'arrogante e il tenero, tra l'aristocratico e il plebeo, nell'insieme di composizioni che costituiscono sempre un accortissimo artificio, un paradosso perfettamente riuscito, un meccanismo affascinante."
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Neri Pozza, 25/10/2018
Abstract: Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de l'Horloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Stato provenienti da tutto il mondo, ha luogo l'evento che, nelle dichiarazioni dei suoi promotori, è destinato a segnare "una data nuova nella storia dell'umanità": la Signature du pacte générale de renonciation à la guerre. Maestro di cerimonie è Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, vincitore nel 1926 del premio Nobel per la pace per essere stato il mediatore degli accordi di Locarno, un insieme di intese volte a impedire alle maggiori potenze europee di farsi guerra l'un l'altra. Assieme al suo omologo americano, Frank Kellogg, il segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, nei due anni precedenti, Briand si è lungamente adoperato per diffondere lo "spirito di Locarno" nel mondo intero. La firma del trattato, che segna la fine della "guerra egoista e volontaria", è annunciata dal ministro degli Esteri francese con toni solenni e trionfalistici. Il patto viene presentato come "un attacco al male nella sua stessa radice" poiché toglie alla guerra "la sua legittimità". Undici anni dopo, tuttavia, quasi tutti gli Stati accorsi a Parigi per rinunciare alla guerra si ritrovano in guerra, nel conflitto più letale che la storia conosca. Dal 1945 in poi il documento, noto come patto Briand-Kellog, diventa perciò oggetto di aperta derisione: viene definito "puerile, semplicemente puerile" da strateghi della guerra fredda come George Kennan, "singolarmente vacuo" da storici come Ian Kershaw, "una roba ridicola" da diplomatici come Kenneth Adelman. Un trattato dunque destinato a figurare nel fatuo libro dei sogni dell'umanità? La tesi contenuta in questa pagine è che l'accordo di Parigi sia tutt'altro che un'illusione perduta. Proibendo agli Stati di ricorrere alla guerra per risolvere i contenziosi, i rappresentanti di Stato riunitisi nella capitale francese nel 1928 non soltanto sancirono la fine dell'ordinamento giuridico adottato nel xvii secolo dagli Stati europei, ma diedero il via a una cascata di eventi che avrebbe portato alla nascita del moderno ordine globale. A quella nuova mappa del mondo caratterizzata dalla rivoluzione dei diritti umani, dall'uso delle sanzioni economiche quale strumento di applicazione della legge e dall'incremento esponenziale delle organizzazioni internazionali che regolano oggi un gran numero di aspetti della nostra vita quotidiana. Attraverso una minuziosa analisi delle relazioni internazionali dal xvii secolo in poi, e del pensiero di grandi giuristi come Grozio e Carl Schmitt, Gli internazionalisti è un libro indispensabile per comprendere il nostro presente e, ad un tempo, un'opera che mostra come la forza delle idee sia capace di plasmare il mondo.
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Neri Pozza, 25/10/2018
Abstract: "Sparatoria con morto". La chiamata della volante arriva alle otto e mezza del mattino negli uffici della Terza Sezione della Questura di Milano, meglio nota come Squadra Omicidi. Ancora in piedi accanto all'attaccapanni, senza aver ottemperato al solito rito del caffè mattutino, il commissario Cavallo si rimette il loden e si dirige con l'ispettore Montano sul luogo del delitto. Quando arrivano, l'area della sparatoria non è stata ancora transennata. Il cadavere giace in una chiazza di sangue e terra, e il cappotto di cachemire della vittima ne è intriso. A mezzo metro dal corpo, una scarpa ancora allacciata, persa probabilmente nella caduta. Poco distante, una Mercedes parcheggiata di sbieco sul marciapiede. L'ispettore Montano si china sul cadavere e infila una mano nella giacca. Ne estrae un portafogli di coccodrillo, poi una patente che dice Giacomo Riva, nato a Milano, residente in via Compagnoni. È il 1990, e il commissario Cavallo sa che quelli sono gli anni dell'espansione delle grandi organizzazioni criminali a Milano: esecuzioni mafiose con tutti i crismi, e con delinquenti più o meno noti come vittime, si sono già succedute in discreto numero in città. Tutto fa supporre che l'assassinio dell'uomo che risponde al nome di Giacomo Riva sia maturato nell'ambito della criminalità organizzata, con un killer freddo e spietato piombato a Milano dal profondo della Sicilia o da qualche metropoli del Nord Europa. Una storia semplice, in cui l'unico testimone sembra essere il figlio della vittima che, rannicchiato sul sedile posteriore della Mercedes, ha assistito, impietrito dall'orrore, all'omicidio del padre. Ma il commissario Cavallo l'adagio lo conosce bene: mai fidarsi delle apparenze, seguire sempre l'istinto. L'istinto del vero poliziotto. Giacomo Riva ha infatti la tipica fedina penale immacolata di chi può coltivare senza ritegno amicizie pericolose con esponenti del crimine. Il suo tenore di vita era inoltre troppo alto per essere il titolare di una modesta agenzia immobiliare. Tuttavia, vantava anche amicizie altolocate con politici di lungo corso, e il suo passato presenta una zona d'ombra su cui ogni buon poliziotto dovrebbe indagare: durante gli Anni di piombo era scomparso… e i suoi amici con lui. Dopo lo sfolgorante esordio de Il nome del padre, Flavio Villani torna con il secondo capitolo di una serie che si inserisce a pieno titolo nella grande tradizione italiana del romanzo poliziesco e consegna al lettore una nuova, indimenticabile figura di commissario.
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Ponte alle Grazie, 08/11/2018
Abstract: "Fantastico. Volutamente irriverente. "The New York TimesFedele e saggia, Penelope ha atteso per vent'anni il ritorno del marito che, dopo aver vinto la guerra di Troia, ha vagato per il Mar Mediterraneo sconfiggendo mostri e amoreggiando con ninfe, principesse e dee, facendo sfoggio di grande astuzia, coraggio, possanza e notevole fascino, guadagnandosi così una fama imperitura di eroe. E intanto che cosa faceva Penelope, chiusa in silenzio nella sua reggia? Sappiamo che piangeva e pregava per il ritorno del marito, che cercava di tenere a bada l'impulsività del figlio adolescente, che si barcamenava per respingere le proposte dei Proci e conservare così il regno. Ma cosa le passava veramente per la testa? Dopo essere morta e finita nell'Ade, Penelope non teme più la vendetta degli dei e desidera raccontare la verità, anche per mettere a tacere certe voci spiacevoli che ha sentito sul suo conto. La sua versione della storia è ricca di colpi di scena, dipana dubbi antichi e suggerisce nuovi interrogativi, mettendo in luce la sua natura tormentata, in contrasto con la sua abituale immagine di equilibrio e pacatezza. L'autrice di culto Margaret Atwood, con la sua scrittura poetica, ironica e anticonvenzionale, dà voce a un personaggio femminile di grande fascino, protagonista di uno dei racconti più amati della Storia occidentale.
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Neri Pozza, 08/11/2018
Abstract: È inverno a Praga, e la notte sta calando sulla città dalle mille guglie. Helen Franklin cammina con lo sguardo fisso sul selciato consumato dal tempo, mentre la neve le cade sulle spalle. Quarantadue anni, al polso l'orologio d'acciaio di sua madre, nella borsa una mela verde e la traduzione dal tedesco cui sta lavorando, Helen ha lasciato l'Inghilterra vent'anni prima. È a Praga, ma non perché abbia ceduto agli incantesimi della splendida città sulla Moldava, ma per una macchia scura, un fantasma mai sopito del suo lontano passato. All'improvviso, fra il trambusto dei coreani diretti verso i battelli, ode qualcuno gridare il suo nome. Solleva lo sguardo e, benché sia seminascosto dalla folla, riconosce subito Karel Pražan, una delle uniche due persone che frequenta in città. È in maniche di camicia, ha gli occhi infossati degli insonni, le labbra cianotiche per il freddo. Scosso da brividi, stringe al petto una cartellina di cuoio nero chiusa con tre giri di spago. In un caffè lontano dalla strada gremita di turisti, a un tavolo appartato, protetto da tende di velluto e vetrine appannate, Karel le porge l'involucro che fino a quel momento stringeva a sé con attaccamento misto a disgusto: un manoscritto in tedesco che ha ricevuto dalle mani di un uomo anziano conosciuto in Biblioteca e ora deceduto. Ha l'aria di un antico palinsesto proveniente dagli archivi di un museo, ma è datato 2016 e parla di Melmoth la Testimone, l'Errante, colei al cui cospetto si manifesta il male del mondo, colei che è pronta ad apparire dove regnano desolazione e morte. Helen ritiene che la storia di Melmoth non sia altro che una sciocca leggenda, ma quando Karel svanisce nel nulla, capisce che il male ha molti volti e che, per lei, il tuono non sarà più soltanto un tuono, e un'ombra non sarà più soltanto una macchia scura sulla parete… Dopo il grande successo de Il serpente dell'Essex, Sarah Perry ritorna con un romanzo audace e sorprendente, che "suggella il suo ruolo di precorritrice della rinascita gotica della letteratura" (Melissa Harrison).
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Il cuore delle ragazze arde più forte
Neri Pozza, 15/11/2018
Abstract: Una volta al mese, la giovane Poornima sale al tempio sull'Indravalli Konda a pregare per la madre, spentasi dopo una lunga malattia. Sedici anni, la pelle scura come il cielo della notte e cinque fratelli più piccoli di cui prendersi cura, Poornima trascorre le giornate a filare seduta al charkha e a immaginare per sé un destino migliore di quello che ha approntato per lei suo padre. Uomo brusco e autoritario che appartiene alla casta dei tessitori, il padre la vorrebbe infatti maritata il prima possibile, poiché dopo la morte della moglie ha bisogno di nuove braccia che lo aiutino nella tessitura di sari. Un giorno, entrando in casa, Poornima scorge una ragazza seduta al telaio di sua madre: indossa un modestissimo sari di cotone e sull'avambraccio destro ha una grossa voglia rotonda. Eppure, quella giovane sconosciuta brilla di una luce speciale. Savitha, questo il nome della ragazza, ha tre sorelle minori che passano la giornata a perlustrare i mucchi d'immondizia per raggranellare qualche rupia, la madre fa le pulizie nelle case altrui e il padre, dopo anni di alcolismo, ha smesso di bere quando la sua artrite reumatoide si è aggravata al punto da impedirgli di reggere in mano un bicchiere. Eppure, nonostante questo, Savitha non perde mai il sorriso. Tra le due ragazze si instaura una profonda amicizia, un legame fortissimo che accende in entrambe la scintilla della ribellione al mondo che le vorrebbe miti e sottomesse. Fino a quando, una notte, Poormina viene svegliata da un gemito sommesso che arriva dal capanno della tessitura… Da questo momento, l'esistenza che le due ragazze hanno sempre condotto verrà spazzata via, e soltanto l'amicizia che le lega l'una all'altra saprà condurle, in un pericoloso viaggio attraverso un'India sconosciuta e spietata, verso le difficili prove che la vita porrà loro davanti. Sorprendente esordio letterario di una nuova, potente voce dell'India contemporanea, Il cuore delle ragazze arde più forte "esplora i legami dell'amicizia e il modo in cui l'ambizione femminile sia in grado di scontrarsi con le restrizioni dettate dalla povertà e dalle società patriarcali" (The Huffington Post), donando al lettore due eroine il cui sentimento della vita è così forte da non poter essere spento dalla crudeltà del mondo.
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Neri Pozza, 31/10/2018
Abstract: Un mese, l'estate, un luogo marino e boscoso che si chiama Qui: ecco gli elementi primi con i quali è composto questo racconto. E a movimentare il tutto un sentimento insieme arcaico e modernissimo come la paura. Il protagonista è un nuotatore. Ogni giorno congiunge a forza di bracciate due punti di una baia. Va a stile libero; e torna a dorso. Mentre il corpo è in movimento, i pensieri della paura si fanno largo. E accanto alle paure naturali, quelle di sempre, quelle che ci hanno fatti ciò che siamo, appaiono nel suo narrare le paure industriali, quelle fabbricate ad arte, che non hanno un oggetto preciso e si mettono tra noi e gli altri come un'erba infestante, separandoci e facendoci soli e dispersi: sudditi della dittatura della paura. A Qui le paure naturali vanno a piede libero. E proprio per questo è possibile scorgere, almeno per un mese, un modo diverso e relazionale di confrontarsi con il loro esistere. Nuotando, leggendo, ascoltando gli altri, raccogliendo racconti e poesie, facendosi accompagnare dalle favole, dal mare e dal vento, Silvio Perrella intarsia un libro in cui a ogni parola corrisponde un sentimento, come era già avvenuto in Giúnapoli. E scrive la sua opera piú sottile e sensuale, dove il racconto, la meditazione e l'azione si fondono in un solo gesto.
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ASP.NET Core 2. Guida completa per lo sviluppatore
Hoepli, 11/09/2018
Abstract: Scritta per guidare gli sviluppatori alla scoperta di ASP.NET Core 2, il nuovo framework per il web cross platform e open source rilasciato da Microsoft, questa guida completa include tutte le ultime novità introdotte da ASP.NET Core e dalle tecnologie a corredo di applicazioni web, come Angular o l'accesso ai database. Dalle basi di ASP.NET Core 2 ai concetti legati ad ASP.NET Core MVC, all'accesso ai dati, passando per identity e arrivando fino a JavaScript, Angular e tecnologie client-side, questo libro - con uno stile pratico e ricco di esempi - accompagna il lettore alla scoperta di tutte le caratteristiche che rendono ASP.NET Core uno dei toolkit più interessanti per sviluppare applicazioni web.
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Marsilio, 20/09/2018
Abstract: Anna-Karin Ehn è un'assistente sociale. Quando una sera non torna a casa, il marito, preoccupato, chiama la polizia. Le minacce, con il mestiere che fa Anna-Karin, sono all'ordine del giorno. L'indomani gli agenti trovano la macchina della donna vicino al bosco, appena fuori città. Accanto all'auto ci sono tracce di sangue. Le indagini vengono affidate a Petra Wilander e Christer Berglund della polizia di Hagfors, che in breve scoprono che la vita dell'assistente sociale non era in realtà così ordinaria e serena come una prima analisi lasciava credere. Anche Magdalena Hansson, tornata al suo lavoro da cronista per il Värmlandsbladet dopo il congedo per maternità, si tuffa nel caso, ma più si appassiona alla scomparsa di Anna-Karin e alla sorte delle persone coinvolte, più la sua stessa vita sembra in pericolo.
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Hoepli, 11/09/2018
Abstract: Dall'Iliade di Omero, la guerra di Troia ha da sempre affascinato l'umanità. Ma dove finisce il mito e dove comincia la storia? Questo libro investiga due questioni di base: la guerra di Troia ha avuto luogo e, se sì, dove? Cline parte dalle testimonianze, letterarie e archeologiche, per ricostruire il panorama di un conflitto causato non tanto dal rapimento della donna più bella del mondo, ma da motivi economici o politici ben più stringenti. Una vicenda che spazia da Oriente a Occidente: se ne parla già in una saga ittita, con versioni successive, alternative o a continuazione, fino all'Eneide di Virgilio. E attraverso gli scavi a Hissarlik in Turchia i suoi connotati si fanno sempre più concreti.
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La città perduta. I Numa files. Le avventure di Kurt Austin e Joe Zavala
Longanesi, 20/09/2018
Abstract: Kurt Austin è la nuova punta di diamante della Naval Underwater Marine Agency oggi diretta dal mitico Dirk Pitt. E insieme al fido Joe Zavala deve affrontare una serie di misteri apparentemente slegati tra loro ma che, se non risolti in tempo, potranno causare una catastrofe planetaria. Quale rapporto c'è tra il corpo di un aviatore d'inizio Novecento trovato congelato in un ghiacciaio e un elmo del XVI secolo? Chi o cosa sono le creature mostruose che massacrano i partecipanti a un reality show nelle isole Orcadi? Mentre a Kurt si avvicina una affascinante e temeraria fanciulla che potrebbe nascondere segreti pericolosi, la scoperta di una gigantesca cavità sul fondo dell'oceano, denominata la Città Perduta, sconvolge il mondo scientifico. Ma non basta. La diffusione di un'alga mutante particolarmente aggressiva e venefica diffonde terrore e imprevedibili sconvolgimenti nell'ecosistema marino.Tuttavia non si tratta solo di strani fenomeni naturali: Kurt e Joe scoprono infatti che c'è una grande multinazionale decisa a sfruttare la situazione per ottenere il controllo dei mari e, forse, anche della vita sulla Terra.
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Hoepli, 11/09/2018
Abstract: Gli Etruschi sono stati un popolo che ha avuto un ruolo determinante in Italia tra il 900 e il 400 a.C. e hanno lasciato un'eredità importante, come mostrano le testimonianze archeologiche, significative e affascinanti, dalle pitture tombali, alle sculture, ai gioielli. Ma la loro storia, insieme alla loro cultura, religione, lingua, è ancora piena di cose da scoprire, a partire dal controverso dibattito sull'origine. Andando oltre il mito dei 'misteriosi' Etruschi, Smith restituisce un ritratto sintetico e completo, esplorando come vissero e collocandoli nel loro contesto geografico, economico e politico. E indaga infine come siano stati percepiti nei secoli per valutare il loro impatto sulla nostra storia e sull'Occidente in generale.
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La stirpe di Salome. I Numa files. Le avventure di Kurt Austin e Joe Zavala
Longanesi, 20/09/2018
Abstract: Sulle tracce di un reperto che potrebbe cambiare la storia. Alla scoperta di una verità che costerà la vita a molti."È un magistrale protagonista dell'avventura, non solo scritta ma anche vissuta."Corriere della Sera"I romanzi di Clive Cussler sono come quei blockbuster cinematografici che vorresti snobbare ma no, devi ammettere che vincono loro."la Repubblica - Franco BolelliBaghdad, 2003: l'invasione americana apre la strada al saccheggio del museo nazionale, da cui spariscono capolavori di valore inestimabile. Ma c'è qualcuno che è interessato solo al Navigatore, una statua di bronzo fenicia senza particolari attrattive, che non compare nemmeno negli elenchi ufficiali. Eppure chi lo vuole è disposto a tutto, anche a uccidere. E la prima vittima non tarda ad arrivare: un losco trafficante di antichità, eliminato a sangue freddo. Il secondo bersaglio è Carina Mechadi, coraggiosa (e affascinante) funzionaria dell'Unesco, incaricata del recupero dei tesori scomparsi. Grazie al provvidenziale intervento di Kurt Austin e Joe Zavala, che incrociano la nave della ragazza mentre sono impegnati in un'entusiasmante caccia agli iceberg al largo di Terranova, Carina si salva e con lei il misterioso Navigatore… E a questo punto è inevitabile che scendano in campo Austin e gli uomini della NUMA. Quale segreto nasconde la statua? Alla ricerca di un bandolo della complicata matassa, Austin e i suoi si troveranno coinvolti in un'odissea nel tempo e nello spazio che li porterà sulle tracce del tesoro di Salomone, passando per un misterioso archivio di documenti cifrati del terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, fino a un piano top secret dai risvolti terribili. Una missione al limite dell'impossibile, perché il filo rosso che lega questi elementi è fatto del sangue di chi si avvicina troppo alla verità…
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Farò di tutto per tornare da te
Garzanti, 27/09/2018
Abstract: Una donna pronta a cambiare la sua vita.L'orrore della guerra che fa sentire la sua eco.Un amore che deve essere più forte di tutto."Una storia che celebra chi ha il coraggio di affrontare le difficoltà della vita a testa alta. "Publishers Weekly"Kristin Harmel ci ricorda come ognuno di noi ha l'opportunità unica di opporsi a un'ingiustizia. "Library Journal"Un romanzo avvincente che celebra la speranza e il coraggio quando si trovano di fronte al male. "Booklist"Kristin Harmel ci ricorda come ognuno di noi ha l'opportunità unica di opporsi a un'ingiustizia."Library Journal"Una storia avvincente che celebra la speranza e il coraggio quando si trovano di fronte al male."Booklist"Una storia che celebra chi ha il coraggio di affrontare le difficoltà della vita a testa alta."Publishers WeeklyPer le strade illuminate di Parigi, Ruby si era immaginata una vita piena di fascino e magia. Ma nulla è andato come sperava. Ormai non è più il tempo di scambiarsi confidenze e sogni con Charlotte, la bimba ebrea che vive nel suo palazzo, mentre ammirano Notre-Dame e il lento scorrere della Senna. Perché l'eco minacciosa della guerra si fa sentire sempre più vicino e Charlotte è presto costretta a indossare la stella di David, un simbolo che per lei significa molto e che ora le appare all'improvviso incomprensibile. Niente intorno a Ruby è più lo stesso. Tutto le fa paura. Fino al giorno in cui un uomo ferito bussa alla sua porta: è Thomas, un pilota della raf in cerca di aiuto per non cadere nelle mani naziste. Grazie a lui, Ruby scopre l'esistenza di una rete nascosta di uomini e donne pronti a rischiare la propria vita per salvare gli altri. Le basta un attimo per decidere di unirsi a loro. Vuole prendersi cura di Thomas. Ma non solo: la famiglia di Charlotte è stata deportata in un campo di concentramento, insieme a migliaia di altri ebrei. Ora Ruby deve fare di tutto per proteggerla. In un mondo sconvolto, giorno dopo giorno, Ruby e Thomas si avvicinano sempre di più e aprono il loro cuore, per permettere all'amore di vincere. Ma in quei tempi bui non c'è spazio per le emozioni. C'è spazio solo per l'orrore. E Ruby si trova davanti a scelte difficili: salvare Charlotte o rinunciare alla propria felicità, perdendo Thomas per sempre. Scelte che lasciano sul cuore una cicatrice che forse non scomparirà mai.Dopo lo straordinario successo di Finché le stelle saranno in cielo, per anni in vetta alle classifiche, Kristin Harmel regala ai suoi lettori un nuovo romanzo in cui il secondo conflitto mondiale mostra un risvolto inaspettato. Nel periodo più oscuro della storia una rete di aiuti ha portato speranza dove sembrava perduta. E soprattutto l'amore non ha mai smesso di battere forte le sue ali.
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Garzanti Classici, 20/09/2018
Abstract: Con una testimonianza di Paul GauguinTraduzione di Lorena Paladino"Le lettere di Vincent Van Gogh al fratello Theo sono uno dei più bei momenti dell'arte epistolare del Diciannovesimo secolo, e una chiave per conoscere il pittore."Le Monde"Per Van Gogh la scrittura è parte essenziale del dipingere"la Repubblica"La prova della lucidità intellettuale dell'artista olandese è racchiusa nelle sue lettere."La StampaDelle 820 lettere scritte da Van Gogh nell'arco della sua breve esistenza ben 651 sono indirizzate al fratello Theo: il primo a comprenderne il talento e a incoraggiarne la vocazione, e il solo che non gli negò mai l'indispensabile sostegno morale e finanziario. Pochi artisti hanno rivelato così tanto di sé stessi nei propri scritti. Lettera dopo lettera, il toccante scambio epistolare fra Vincent e l'amato Theo, non solo fratello, ma amico e confidente, delinea la parabola di un genio inquieto e originalissimo e getta luce sulla sua vita e sulla sua personalità: i rovelli della fede, la strenua ricerca di un amore corrisposto, l'ansia di veder riconosciuto il proprio lavoro, il timore e la conferma della follia. Nella loro immediatezza e profondità emotiva, le Lettere a Theo (1872-1890) compongono un ricchissimo diario, un eccezionale documento umano e artistico, e un'avvincente autobiografia che si è conquistata a pieno titolo il rango di classico moderno della letteratura.
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Fazi Editore, 11/10/2018
Abstract: Chi è Nola Brown?Nola è un mistero.Nola è un problema.E Nola dovrebbe essere morta.Il suo corpo è stato trovato su un aeroplano misteriosamente precipitato dal cielo mentre lasciava una base militare segreta in Alaska. L'ufficiale comandante conferma: è morta. Anche il governo US conferma. Ma Jim "Zig" Zigarowski ha appena scoperto la verità: Nola è ancora viva. E sta fuggendo. Zig lavora alla base militare aeronautica di Dover, dove cerca di sistemare i corpi dei militari caduti nelle missioni segrete dell'Esercito americano. Nola era un'amica della figlia di Zig, e una volta le aveva salvato la vita. Mentre scava nel suo passato, scopre che i problemi seguono Nola ovunque. Artista di guerra dell'Esercito americano e soldato addestrato, durante la sua ultima missione Nola ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che le ha fatto guadagnare un nemico: uno che farà di tutto per farla stare zitta. Insieme, Nola e Zig hanno due possibilità: svelare un gioco di prestigio ai più alti livelli del potere, oppure morire nel tentativo di smascherare il segreto più misterioso dell'Esercito americano – una cospirazione che affonda le proprie radici secoli prima e che arriva fino alla storia del più grande artista della fuga: Harry Houdini.Il thriller che ha sconvolto l'America. La consacrazione definitiva di Brad Meltzer, che con questo romanzo mozzafiato ha conquistato la scena in maniera definitiva catturando l'attenzione di tutti, dai maestri del thriller ai lettori."L'artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l'eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!". Michael Connelly"Questo romanzo è come un siluro che per 400 pagine squarcia le acque più profonde prima dell'impatto. Godetevi uno dei migliori thriller di sempre". David Baldacci"Meltzer è un maestro e qui è al suo apice. Era dai tempi di Uomini che odiano le donne che non si vedeva un personaggio del genere. Preparatevi a conoscere Nola"Harlan Coben
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Fazi Editore, 18/10/2018
Abstract: Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all'ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l'amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un'appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s'intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d'interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell'amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d'epoca di un mondo che non c'è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d'appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d'oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista...Quattro donne, un secolo di storia: Figlie di una nuova era è il primo capitolo di una nuova, avvincente trilogia tutta al femminile."La saga della Korn sa immergerci nella Germania del secolo scorso coi suoi traumi oscuri e le sue zone rimosse...". Leonetta Bentivoglio, "Robinson – la Repubblica""Le mille storie del libro e i personaggi che vi si alternano sono scanditi in brevi, incalzanti sequenze, come incastonate in una travolgente sceneggiatura. Lo stile richiama non a caso serie televisive (come, ad esempio, Downton Abbey), ma anche, per talune analogie, La saga dei Cazalet della scrittrice Elizabeth Jane Howard".Luigi Forte, "TTL – La Stampa"
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Ascesa e declino dell'Europa nel mondo
Garzanti, 04/10/2018
Abstract: Nessun altro periodo della storia è stato altrettanto fitto e denso di esperienze nuove, profonde, vaste, sconvolgenti, esaltanti e terribili."Lo sguardo di Gentile scorge le linee dei grandi avvenimenti d'inizio XX secolo, ma è nello stesso tempo capace di cogliere il dettaglio."Il Venerdì - la Repubblica - Corrado Augias"Lo sguardo di Gentile scorge le linee dei grandi avvenimenti d'inizio XX secolo, ma è nello stesso tempo capace di cogliere il dettaglio."Il Venerdì - la Repubblica - Corrado Augias"Un grande affresco storico e sociale. "Il Sole 24OreCi fu un tempo in cui l'Europa era il centro del mondo. La sua supremazia si estendeva su tutto il pianeta, in ogni campo del sapere e dell'agire. Accadeva cento anni fa, all'apice di un'ascesa iniziata quattro secoli prima, con la scoperta del nuovo mondo e la circumnavigazione dei continenti da parte di intrepidi navigatori. All'inizio del Novecento la guerra appariva un rischio evitabile con la diplomazia, dopo oltre quarant'anni di pace e di progresso che sembravano destinati a durare e a diffondersi nel mondo. Improvvisamente, con la Grande Guerra, l'ottimismo crollò e l'Europa mondiale naufragò nella tempesta che essa stessa aveva scatenato. Con verve narrativa e affascinante erudizione, Emilio Gentile ricostruisce l'apogeo dell'Europa e il ruolo di vero e proprio laboratorio che l'Italia giocò in quegli anni: il nostro fu uno dei paesi in cui si manifestarono i primi segnali della crisi di un intero continente e i sintomi del crepuscolo di una civiltà di cui ancora oggi, a distanza di un secolo esatto, viviamo le conseguenze. Ricostruire quel che accadde in quella stagione può aiutare a comprendere quel che succede oggi nel mondo del terzo millennio, in un momento in cui l'Europa, sempre più indecisa, rischia di scivolare verso una definitiva e pericolosa marginalità.