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Il cane di Picasso e altre storie di amicizia
SEM Libri, 19/11/2020
Abstract: "Sii la persona che il tuo cane pensa che tu sia" recita un adagio. Questo libro ci regala nuovi particolari sugli animali di diversi personaggi celebri, spaziando dal re prussiano Federico il Grande, che teneva una corrispondenza con la sorella come se fossero i loro rispettivi cani a scrivere, a Sigmund Freud e la sua cagnolina chow chow, sempre presente durante le sue sedute, che si sistemava accanto al paziente se era tranquillo e si rifugiava al lato opposto della stanza se invece dava segni di agitazione. E poi ci sono Pablo Picasso, secondo cui l'amato bassotto Lump non era né un cane né una persona ma gli "ricordava ogni sorta di cose", Winston Churchill, perdutamente innamorato del suo barboncino, e Peggy Guggenheim, che è stata sepolta accanto ai suoi quattordici cagnolini. Per non parlare di Michel Houellebecq e del suo corgi Clément, che lo scrittore definiva "una macchina per amare".Quella di Anja Rützel è una divertente carrellata in cui compaiono anche Marilyn Monroe, Richard Wagner, Arthur Schopenhauer e la regina Elisabetta II.Un libro godibile e leggero, destinato sia agli amanti dei cani sia agli appassionati di storia. Un mix di informazioni e intrattenimento, affidato a una scrittura brillante e scorrevole.
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Dizionario delle religioni del Sudamerica
Jaca Book, 23/11/2020
Abstract: Il Dizionario delle religioni del Sudamerica è dedicato alla trattazione dei fenomeni religiosi, o connessi alla religione, che si sono sviluppati nell'America del Sud. Il suo indice rispecchia la particolare storia religiosa del continente, alternando ampie voci generali dedicate alle grandi tradizioni indigene e voci sulla presenza e lo sviluppo delle grandi religioni monoteistiche in quei territori. Sono presenti, inoltre, numerosi lemmi più specifici dedicati alle credenze e alle pratiche religiose di singole popolazioni o gruppi di popolazioni della Mesoamerica (Aztechi, Huichol, Maya, Nahua, Olmechi, Taraschi, Tlaxcaltechi, Toltechi, Totonachi) e dell'America meridionale (Cuna, Inca, Ge, Mapuche, Muisca, Quechua, Selk'nam, Warao). Alcuni prendono in esame le principali figure divine e mitologiche della Mesoamerica (Coatlicue, Huitzilopochtli, Quetzalcoatl, Tezcatlipoca, Tlaloc) e dell'America meridionale (Bochica, Inti, Viracocha, Yurupary). Un ampio gruppo di voci è dedicato alle tradizioni religiose delle popolazioni di origine africana presenti nel continente, come quelle sui culti afrobrasiliani, le religioni afroamericane, afrosurinamesi, dei Caraibi, la Santería e il Vudu. Si aggiungono, infine, alcuni lemmi sulle particolari modalità di espressione che nel Sudamerica hanno caratterizzato fenomeni o concezioni universalmente diffusi nel mondo delle religioni, come "Iconografia" e "Musica", e qualche voce che descrive tradizioni culturali di estrema rilevanza per la definizione della struttura dei sistemi religiosi americani (come "Calendari", "Etnoastronomia", "Fumo").Nella bibliografia dei lemmi, redatti dai più qualificati esperti internazionali della materia, è stata posta particolare attenzione alle indicazioni delle edizioni originali e delle eventuali traduzioni italiane.
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Baldini+Castoldi, 26/11/2020
Abstract: Quella di Liana Orfei non è stata certo una vita ordinaria: nata "per miracolo" dentro un caravan in una notte di tempesta, di salute gracile e precaria, da bambina ha sofferto a causa di una malattia che l'ha costretta a letto per molti anni. Tuttavia, il suo temperamento e la sua buona stella (è nata con la cosiddetta "camicia della Madonna") non le hanno mai permesso di lasciarsi andare e anzi l'hanno portata a cimentarsi in sfide sempre nuove. Dal mondo del circo, suo ambiente naturale, insieme ai fratelli Nando e Rinaldo, alla vita difficile durante la guerra; dall'esperienza del cinema, quando Fellini la scoprì, al teatro e alla televisione; dall'Europa al Nuovo Mondo e all'Oriente, sempre alla ricerca di nuove avventure e di stimoli per il suo amato circo. Oggi, guardandosi alle spalle, Liana Orfei si racconta con minuzia di particolari e un misto di tenerezza e nostalgia. In questo memoir, come in un romanzo, appunto, scorre la storia di una donna tanto reale quanto, al tempo stesso, iconica, una vicenda in cui perdersi e ritrovarsi.
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Il libro nero della magistratura
Baldini+Castoldi, 26/11/2020
Abstract: Nomine, spartizioni, accordi sottobanco fra le correnti. Tutto avvilente, per carità. Ma c'è ben altro, ben altre infezioni, nel corpo malato della corporazione togata. Comportamenti e azioni davanti a cui si resta interdetti e si fatica a trovare parole adeguate. Ci sono giudici che hanno depositato sentenze con mesi e mesi di ritardo e altri che hanno dimenticato in cella gli imputati per 51 giorni. Ci sono giudici che hanno chiamato i carabinieri per non pagare il conto al ristorante e altri che hanno smarrito pratiche e fascicoli, vanificando anni di processi. Tutti giudici processati dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Molti sono stati assolti perché c'è quasi sempre una scappatoia: troppo lavoro, il sistema che non funziona, la separazione dalla moglie, la malattia grave di un congiunto. Altri, invece, non sono sfuggiti alla condanna del "Tribunale" dei colleghi con verdetti più di una volta di manica extralarge: l'ammonimento o la censura. Più di rado ecco la perdita di anzianità e, ancora meno, l'espulsione dalla categoria. Sono centinaia i procedimenti disciplinari che i svolgono davanti al CSM: a volte i media ne parlano, della maggior parte invece si tace. Processi celebrati nel silenzio e che nel silenzio si chiudono. Il libro nero della magistratura, il nuovo libro di Stefano Zurlo, traducendo dal burocratese le sentenze della Sezione disciplinare del CSM, illumina un versante sconosciuto della giustizia italiana: i peccati inconfessati delle toghe.
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Solferino, 12/11/2020
Abstract: Siamo nel 1963. I Beatles cantano Please, Please Me; in Italia le elezioni vedono uno spostamento di voti dal centro a sinistra e le trattative per formare il governo stentano. In una Milano di case di ringhiera, tram e osterie, si muove sulla sua Vespa Carlo Passi, trentenne diviso tra passione e cinismo. Lavora in un quotidiano nato da poco che sta cambiando il modo di fare giornalismo. È stato appena lasciato dalla bellissima collega Enrica Sala che lavora alla tv di Stato. Indagando sull'omicidio di due camionisti legato al traffico di petrolio, inciampano tutti e due in qualcosa di più grosso e inquietante. La Giulietta Spider di Carlo viene bruciata, qualcuno sta cercando una cartellina affidata al protagonista da un magistrato, ma la trama è destinata a infittirsi dando vita a un giallo che si svolge nell'arco di pochi giorni in mezzo a rapimenti, drammi sentimentali, confessioni dal passato e continui colpi di scena. Sullo sfondo: la morte di Enrico Mattei e le strutture parallele di una fragile democrazia. Tra storie d'amore, di servitori e traditori delle istituzioni, di faccendieri e coraggiosi idealisti, si dipana un noir avvincente che è anche un'incursione nel mondo del giornalismo nel cuore di una città che sta rinascendo e di un Paese che sta perdendo la sua innocenza.
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Il teatro ai tempi della peste. Modelli di rinascita
Jaca Book, 16/11/2020
Abstract: Nella millenaria Storia del Teatro, non è nel 2020 la prima volta che le sale sono state chiuse, con il divieto di rappresentare pubblici spettacoli. La peste colpisce come un flagello fin dall'antichità e la reazione dei popoli e dei governi alla sua devastazione ha spesso comportato la scelta, dolorosa ma forse inevitabile, di sospendere ogni occasione di assembramento, prima fra tutte lo spettacolo dal vivo. La reazione scomposta e irrazionale che abbiamo sperimentato nasce dal fatto che a memoria d'uomo i teatri d'Occidente non erano mai stati chiusi. Ma, si sa, la nostra memoria è corta, mentre la storia del teatro di secoli ne ha compiuti venticinque, attraversando epoche in cui le epidemie colpivano con più frequenza e incontravano popoli più preparati – soprattutto dal punto di vista psicologico – ad affrontare gli inevitabili periodi di quarantena. Tutte le epidemie hanno sconvolto il mondo che hanno trovato, senza eccezioni. Ma il teatro, da sempre, si trasforma e si reinventa, trovando la forza di resistere e rinascere, animato da resilienza, creatività e passione. Il libro racconta il passato per immaginare prospettive future, che sappiano trasformare la crisi in un'occasione di rinascita.
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Solferino, 12/11/2020
Abstract: Nella Milano del 1630 infuria la peste, ma Alma Osio non ha paura, è convinta che non morirà prima di aver compiuto la sua missione: vendicare sua madre e suo padre. Alma infatti è figlia della relazione proibita tra Virginia de Leyva, la Monaca di Monza, murata viva, e Giovan Paolo Osio, signore di Usmate, torturato e ucciso nelle segrete di un traditore.Dopo una vita di fughe e molti compromessi con il destino, oggi Alma è una donna libera e ricca che può permettersi il maggiore dei lussi, la verità. Per trovarla però dovrà scendere nell'anima nera della città, tra feste equivoche in palazzi nobiliari, intrighi di aristocratici e prelati alla corte del Borromeo, delitti di artisti avidi di sangue quanto di ispirazione, mentre il suo passato la insegue a sua volta. Al suo fianco Dulce, l'amica e amante conosciuta in una casa di tolleranza spagnola, e un coraggioso cacciatore di lupi e di uomini che lei ha salvato dalla morte.Marina Marazza firma l'ideale seguito del suo Io sono la strega, la vicenda di una donna decisa a placare la propria sete di giustizia. Intorno a lei, lo scenario straordinariamente vivido di una città travolta dal panico per un morbo che uccide senza distinzioni di classe o di censo. Personaggi di fantasia e figure realmente esistite si alternano in una Milano insieme manzoniana e incredibilmente contemporanea, in un romanzo storico che cattura come un noir.
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Solferino, 12/11/2020
Abstract: Dannie Kohan conta fino a 25 ogni mattina, prima di aprire gli occhi. È lo stesso tempo che David, il suo ragazzo, impiega per preparare il caffè. Ci mette 36 minuti per prepararsi, 18 per andare al lavoro. È convinta che una convivenza con speranza di successo debba cominciare dopo 24 mesi, che 28 anni sia l'età giusta per fidanzarsi e raggiunti i 30 arrivi il momento per sposarsi. Sogna di lavorare alla Watchell, uno dei più prestigiosi studi legali di New York, da quando ha dieci anni e suo padre la portava in giro per Manhattan. E mentre si prepara per il colloquio decisivo mangiando il bagel riservato alle occasioni importanti, David le ronza attorno con fare sospetto.Lei è sicura che il motivo del suo invito a cena sia una proposta di nozze. È il 15 dicembre del 2020, lei ha 28 anni: i suoi numeri sembrano non fallire mai. Quello che Dannie non può immaginare è che, tornata dal ristorante e stordita dallo champagne, non farà sesso con il suo promesso sposo come da programma, ma si addormenterà. E che nel sonno vivrà un'ora intensissima in un altro appartamento,con un altro uomo e un altro anello al dito. E che questa visione la porterà avanti nel tempo, di cinque anni esatti, in un futuro in cui nulla, ma proprio nulla, combacia con i suoi progetti.Che sia uno scherzo di Bella, la sua amica del cuore, l'artista fantasiosa e volubile che non si sveglia mai prima di mezzogiorno e s'innamora perdutamente ogni minuto? Al risveglio, David è al suo fianco, tutto ricomincia a scorrere come di consueto, la parentesi con lo sconosciuto relegata in un anfratto della mente. Fino al giorno in cui un destino impazzito sembra impadronirsi della sua vita, mettendo in discussione ogni certezza.Sullo sfondo di una New York scintillante e spietata, tra tacchi alti che trafiggono i piedi e un guardaroba sempre pronto per ogni occasione, una storia commovente che mette due donne, con la loro indissolubile amicizia, di fronte al più terribile degli imprevisti: perdere ciò che ami.
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Oltre il possibile. Un soldato, quattordici vette. La mia vita nella zona della morte
Solferino, 12/11/2020
Abstract: Nims Purja è stato un bambino assetato di avventura e di giustizia, partito da un villaggio nepalese per diventare un soldato gurkha e trasformatosi poi, tra combattimenti e scalate, in un alpinista inarrestabile con una sfida da vincere. E con qualcosa da dimostrare: che possiamo spingere più avanti, e più in alto, i confini dell'impensabile.Sotto lo sguardo degli dèi della montagna si svolge così la sua missione impossibile: salire in sette mesi tutti gli Ottomila della Terra ("settimana più, settimana meno": e saranno meno). Sette mesi, quattordici vette nella Zona della Morte. Per battere ogni record, per parlare al mondo da lassù.Un'avventura trascinante fra valanghe e crepacci, ladri di ossigeno e scontri a fuoco, terroristi e forze speciali, sherpa e diplomatici, prove infernali e catastrofi ambientali, sbronze e salvataggi, promesse e delusioni. Sempre in bilico tra azzardo ed eroismo, tra morte e gloria. Per poi ricominciare.
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Saffo. Sperimentazioni artistiche filosofiche fuori orbita. Qual è l'origine dell'opera d'arte?
Jaca Book, 12/11/2020
Abstract: Il seminario intitolato a Saffo nasce dal desiderio di riportare le idee alla loro scaturigine esistenziale, in una riunificazione di elementi palpabili e sottili che le discipline hanno via via svincolato e dissolto, ma che si presentano unite nell'esperienza della vita. Come dice la poesia che celebra l'amore – massima potenza dell'umana esperienza conoscitiva – al culmine del piacere pare di morire: un "convergere di opposte passioni" permette di cogliere, con tutto l'essere, il significato della vita. Saffo ci invita a pensare col corpo, al cui centro batte il cuore, dispensatore di impulsi poetici. Se Eros è la via della conoscenza filosofica, la poesia celebra questo cammino e il teatro lo rappresenta. Stare sul crinale della passione conoscitiva forse vuol dire correre il rischio di andare fuori orbita, come l'asteroide, o alla deriva, come la nave di Platone verso Siracusa, perché la salvezza è continuare a percorrere quelle stesse rotte antiche e ricordare perché si misero in mare Ulisse e i suoi compagni, oltre le colonne d'Ercole, alla ricerca della propria umanità, sempre da venire, da fare, da inseguire in versi. Il canto echeggia come nostalgia di casa a cui voler tornare sempre, senza potervi dimorare mai.
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Solferino, 12/11/2020
Abstract: "Sono sempre stato un uomo difficile, che si esaltava negli scontri. Ma con certi avversari la battaglia è più dura." A luglio del 2019 Siniša Mihajlovic´ scopre di avere la leucemia e comincia la sua lotta in ospedale: tre ricoveri e un trapianto. Ma un mese dopo è di nuovo, coraggiosamente, in panchina. L'allenatore del Bologna è fatto così, mette sempre tutto se stesso in ogni cosa che fa: "Ho affrontato ogni partita come fosse la vita e la vita come fosse una partita". E in queste pagine si racconta per la prima volta senza reticenze al vicedirettore della "Gazzetta dello Sport" Andrea Di Caro ripercorrendo le tappe di una vita.Nato a Vukovar da madre croata e padre serbo, diventa calciatore e milita nella Stella Rossa di Belgrado con cui vince ventenne una Coppa dei Campioni, distinguendosi per un sinistro micidiale sui calci piazzati. Sono anche gli anni dell'inizio delle guerre balcaniche, degli orrori e del dolore vissuti in prima persona. Dal 1992 comincia la carriera italiana – con Roma, Sampdoria, Lazio e Inter – che lo porta a vincere due scudetti, quattro Coppe Italia e quattro trofei europei. Nel 2006 si ritira e inizia la carriera di allenatore all'Inter come vice di Roberto Mancini. Proseguendo poi con Bologna, Catania, Fiorentina, Nazionale serba, Sampdoria, Milan, Torino e di nuovo Bologna.Un racconto lungo trent'anni e ricco di aneddoti, personaggi, successi, fallimenti, polemiche, rivelazioni, partite oscure, gioie e drammi personali che scorrono in queste pagine tra sport, famiglia, politica e amicizie pericolose come quella con il criminale serbo Arkan. Con un filo conduttore che è stato sempre la sua forza: l'attaccamento ai valori, ma anche il coraggio di cambiare e di riscoprire una vita diversa dopo ogni battaglia.
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Gallucci, 12/11/2020
Abstract: Ti presento Barnabus. È metà topo e metà elefante. Vive in un laboratorio dove si creano animaletti perfetti. Lui, però, tanto perfetto non è. Per questo l'hanno scartato e lo tengono nascosto. Finché un giorno il desiderio di libertà porta lui e i suoi amici "difettosi" a fuggire e conquistare la propria vita!
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Feltrinelli Editore, 12/11/2020
Abstract: Isabel parte dalle origini, dai dati biografici di un'infanzia e di un'adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L'istinto di ribellione in lei è una sorta di reazione naturale a questa esistenziale forma di discriminazione che genera l'attitudine filosofica che l'ha portata negli anni a schierarsi sempre con i deboli, con gli emarginati e con tutte le donne, vittime di una mancata emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, la consapevolezza dell'importanza dell'indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che ha significato per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.
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Feltrinelli Editore, 12/11/2022
Abstract: Cosa spinge una giovane ricercatrice universitaria, con una carriera avviata e un marito premuroso, a lasciarsi travolgere dalla passione per un coetaneo del padre?La placida vita di Yaara subisce una svolta improvvisa quando uno sconosciuto le apre la porta della casa dei suoi genitori. È Arieh, enigmatico amico di gioventù del padre, assente da molti anni da Israele, il cui atteggiamento arrogante la affascina e al contempo la disgusta. Si ritrova suo malgrado a esserne ossessionata, spinta a cercarlo con sempre maggiore insistenza, e a iniziare con lui una relazione in cui il piacere si mischia a crudeli umiliazioni, precipitando in una spirale distruttiva. Pur di far parte della vita di Arieh, Yaara accetterà qualunque forma di sottomissione e tutte le sue menzogne, arrivando a rischiare di rovinare la carriera accademica e minare la solidità del proprio matrimonio.Una relazione intima è un corso accelerato sull'ossessione, con una scrittura provocatoria e febbrilmente lirica grazie alla quale Shalev racconta con i toni del thriller la lotta di una giovane donna per afferrare i propri desideri, le radici della propria identità e le verità sul passato che a lungo le sono state taciute.Vincitore del Golden Book Prize e dell'Ashman Prize.
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Quando i figli crescono e i genitori invecchiano.
Feltrinelli Editore, 12/11/2022
Abstract: Ci sentiamo esasperati dai nostri genitori? Oppure, da madre o da padre, siamo delusi, feriti, dai comportamenti dei nostri figli, o contrari alle loro scelte? Ci annoiamo o ci irritiamo quando andiamo a far visita ai nostri genitori? Siamo schiacciati dai sensi di colpa o di impotenza? Questi sono segnali che ci dicono che dovremmo apportare un cambiamento alla nostra relazione, con tutto l'amore possibile. Ma come svolgere il nostro ruolo di figlio o di figlia, una volta raggiunta l'età adulta? E come essere genitori di adulti? Sylvie Galland affronta questi temi, basando le sue riflessioni su più testimonianze. Presenta gli adattamenti necessari nella relazione tra genitori e figli durante le diverse età della vita, che possono arrivare, con l'invecchiamento dei primi, fino all'inversione dei ruoli. Descrive le condizioni che ostacolano il progresso reciproco e suggerisce possibili vie d'uscita da compiti, lealtà e sistemi relazionali costrittivi. Qual è l'obiettivo dell'evoluzione desiderata? Che i genitori e i loro figli adulti, insieme, possano trovare un sano distacco che permetta l'ascolto e il riconoscimento reciproco, degli incontri autentici e una comunicazione vivace.
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Garzanti Classici, 26/11/2020
Abstract: Chadži-Murat è un traditore, un soldato ceceno che, durante la lotta del proprio popolo contro lo zar Nicola I, abbandona i compagni per unirsi al nemico russo, avviandosi lungo una parabola che lo condurrà a scontare le inevitabili conseguenze della propria scelta. Sullo sfondo della sua vicenda personale e drammatica c'è poi la devastazione della guerra: le case e i villaggi saccheggiati e distrutti, la morte, il pianto delle madri sui cadaveri dei figli fotografano con scioccante attualità gli strazi di una tragedia senza tempo e ci parlano di quella cosa – nota Paolo Nori – "della quale sentiamo parlare talmente tanto che anche il nome, conflitti razziali, non ci dice più niente". Scritto durante gli ultimi anni di vita di Tolstoj e pubblicato postumo nel 1912, Chadži-Murat è un'opera poco nota eppure imprescindibile, in cui ritroviamo intatta la grandezza di un capolavoro come Guerra e pace.
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L'ultima sfida. Gli ottomila d'inverno
Corbaccio, 26/11/2020
Abstract: Himalaysmo invernale: l'ultima sfida dell'alpinismoAlpinismo invernale. È la ricerca del limite definitivo, nelle condizioni più estreme per il corpo e per lo spirito. Solo una manciata di alpinisti è abbastanza forte da salire a più di 8000 metri di altitudine con temperature che scendono a 50 gradi sotto zero e venti che soffiano a 150 chilometri l'ora. È la prova suprema, è l'ultima frontiera, l'ultima sfida.Il recupero spettacolare di Élisabeth Revol sul Nanga Parbat a 8125 metri nel gennaio 2018 daparte di Denis Urubko e Adam Bielecki, così come il tentativo di salvataggio di Daniele Nardi e Tom Ballard del 2019, hanno portato alla ribalta dei media una pratica ancora poco conosciuta: l'himalaysmo invernale. Ma chi sono gli alpinisti che si dedicano a questa disciplina oltre ogni limite? Quali sono le motivazioni che li spingono e qual è la storia di questo modo di fare alpinismo?Pochi osano avventurarsi in Himalaya durante la stagione più ostile. E moltissime, per contro, sono le tragedie avvenute. Grandissimi alpinisti, come Anatolij Boukreev, Jean-Christophe Lafaille, Tomasz Mackiewicz, non sono mai più tornati indietro. Eloquente è la testimonianza dell'italiano Simone Moro, una delle figure di punta dell'alpinismo invernale, così come affascinanti sono i dialoghi con la Revol e i suoi soccorritori, instancabili "Guerrieri del ghiaccio", come sono stati definiti gli alpinisti polacchi, specialisti dell'inverno.Attraverso una minuziosa ricerca e interviste ai protagonisti diretti (come, ad esempio, Krzysztof Wielicki e Leszek Cichy, che per primi hanno salito un ottomila in inverno, l'Everest, ma anche la stessa Revol, Moro, e altri ancora), le autrici hanno deciso di entrare in questo universo insensato, restituendo un libro che si rivolge a tutti coloro che sono affascinati da questi "conquistatori dell'inutile".
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Garzanti, 26/11/2020
Abstract: "Una prosa scintillante, densa d'informazioni, ricca di humour."Il Venerdì - la Repubblica - Corrado Augias Chi non ci va, la provi;chi ci va, perseveri;chi le vuole male cambi idea echi la ama si stringa a coorte per difenderla. "Di tutte le seccature inventate dall'uomo, l'opera è la più costosa", diceva Molière. Ma per Alberto Mattioli questa geniale invenzione italiana è soprattutto una magnifica e folle ossessione. Ha assistito infatti a quasi 1.800 recite in tre continenti, decine di Paesi e centinaia di teatri; ovunque si alzi un sipario, per lui vale il viaggio perché l'opera lirica mantiene intatto il suo misterioso potere emozionale, la sua capacità di parlare al cuore e al cervello degli spettatori. Raccontando della sua inguaribile passione – o, a suo dire, malattia – l'autore descrive questo affascinante mondo non solo per chi all'opera ci va, ma anche per chi ci vorrebbe andare o ne è solo incuriosito: dai teatri italiani che hanno reso nazionalpopolare il melodramma, quando Rossini, Verdi e Puccini erano la colonna sonora della vita di molti, all'opera di oggi, fenomeno globale e multimediale. Mattioli ci mostra le ragioni di un amore irrazionale e sfrenato per uno spettacolo capace con i capolavori del passato di leggere il nostro presente e di continuare a farci piangere, ridere e riflettere. Perché finché c'è opera c'è speranza.
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Chiarelettere, 26/11/2020
Abstract: Prefazione di Corrado FormigliCon un contributo di David Quammen"Non chiamatele fake news, sono disinformazione.Acque torbide per confondere le persone,manovrarle come marionette. Nulla è casuale.Questa è la matematica della manipolazione."Valentina Petrini "Le persone sono attratte da tutto ciòche ha una spiegazione drammatica,eccitante e sinistra. È come se le fake newsfossero lo zucchero che appaga i loro palati."David QuammenVirus e malattie, vaccini, riscaldamento globale ed emergenza climatica, 5G e campi elettromagnetici, economia e immigrazione, i grandi temi del nostro tempo sono accompagnati da un profluvio di informazioni non sostenute da dati né da una vera ricerca scientifica. Fake news e tesi complottiste sono sempre esistite, eppure non sono mai state così pericolose: la forza che hanno i dispositivi elettronici di amplificarle sembra del tutto incontrollabile. Sempre più persone si informano tramite i social e le piattaforme online, e a risultare minata è la credibilità dei media tradizionali. L'ondata di sfiducia che ha investito istituzioni, partiti e politici ha colpito anche il sistema dell'informazione e questa perdita di autorevolezza è terreno fertile per la diffusione di bufale di ogni tipo, come questo libro ben documenta.Valentina Petrini ha da sempre fatto della ricerca della verità la sua cifra giornalistica, fin dall'inchiesta sull'ex Ilva di Taranto, fra le prime a denunciare l'aumento dell'incidenza di tumori e malattie respiratorie nell'area dell'acciaieria. Oggi, con la trasmissione Fake - La fabbrica delle notizie, sottopone ad attenta verifica ciò che i media spacciano per verità.Questo libro racconta con passione e competenza un mondo troppo poco esplorato, anche attraverso testimonianze importanti, come quella di David Quammen, autore del libro Spillover che ha anticipato la vera natura della pandemia di Coronavirus, e di Avaaz, ong impegnata da anni contro la disinformazione.
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Ti auguro il sorriso. Per tornare alla gioia
pienogiorno, 18/11/2020
Abstract: Il tema della gioia è un riferimento centrale in tutto il magistero di papa Francesco, ancor più necessario in questi "tempi ammalati": Dio è gioioso, testimonia il pontefice in queste sue pagine che rappresentano un manifesto di rinascita, e la Misericordia – alla quale ha dedicato il Giubileo che è l'atto fondante di tutto il suo pontificato – altro non è che la manifestazione più profonda della gioia di Dio e il cuore dell'annuncio cristiano. È racchiusa qui la rivoluzione liberatrice del Vangelo, e in fondo tutto il cristianesimo: noi non siamo nel mondo per imporre obblighi né mortificazioni alle persone, o carichi più pesanti di quelli chegià hanno, ma per testimoniare e condividere un orizzonte bello, nuovo e sorprendente. Per condividere e testimoniare una gioia che è preparata per tutti.E che ci cambia nel momento stesso in cui siamo disponibili ad accoglierla. Per questo le parole del papa sono un costante invito ad abbracciare la bellezza autentica, ad aprirsi all'incontro e alla condivisione, a convertire gli atteggiamenti personali e sociali di esclusione, a smascherare l'insoddisfazione profonda di ogni chiusura in sé stessi, a lottare con fiducia e coraggio, senza farsi vincere dalla tristezza e dal pessimismo.La gioia vera non è un sentimento effimero, né illusorio antidoto di chi disconosce la sofferenza: nasce da una speranza concreta, che niente e nessuno ci potrà togliere.È una gioia che ha l'ultima parola, sempre. E l'augurio e la condivisione del sorriso è il primo piccolo, grande passo per sperimentarla, per rinnovarsi, per rinascere.