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Il bacio della vertigine. Un'ascensione esistenziale
Ponte alle Grazie, 12/05/2022
Abstract: Il richiamo dei picchi alpini e del sole accecante d'alta quota è forte, una passione che accompagna Arthur Lochmann sin dai suoi vent'anni, parallelamente agli studi in Filosofia. In questo libro, il racconto del suo ritorno in montagna in compagnia dell'amica Juliette è scandito da spazi di riflessione che dilatano e approfondiscono il rapporto con la pratica dell'alpinismo. Il sentiero che porta al rifugio Alberto 1° – itinerario del percorso narrativo di Lochmann – culmina con una vista vorticosa sulla cima dell'Aiguille du Tour (del gruppo Chardonnet-Tour) sul versante francese del Monte Bianco: è quella la salita che lui e Juliette dovranno affrontare. I riferimenti alla filosofia permettono all'autore di accostarsi alle intense sensazioni che dominano il suo corpo durante lo sforzo dell'ascesa, acuito dagli agguati della vertigine – di cui l'autore soffre. La separazione fra mente e corpo che si è prodotta con Cartesio, il sublime di Kant, l'esistenzialismo di Sartre e l'angoscia di Kierkegaard, le voci di questi pensatori risuonano sulla roccia al punto da confondersi con essa e – grazie alla scrittura limpida e vivace di Lochmann – diventano parte integrante della scalata, fornendo ulteriori punti di appoggio per proseguire. Ciò che troveremo una volta raggiunta la vetta sarà il senso di una profonda unità con il mondo sensibile, il gusto inestimabile di ogni minimo passo e inaspettatamente, una trasformazione della vertigine da ostacolo in risorsa.
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Bollati Boringhieri, 12/05/2022
Abstract: "Sara Fruner è una maga della parola."André AcimanUn giorno, in treno, scocca il colpo di fulmine fra Ettore ed Elena. Un passato anomalo li unisce: Ettore abbandonato in fasce dalla madre, e adottato all'età di cinque anni; Elena bambina sparita nel nulla per tre giorni, e poi ritornata. Due anime perdute che si trovano. Ma se il caso può incastrare tutto alla perfezione, può anche, in un soffio, scatenare il caos: un figlio fuoriprogramma che sconvolge gli equilibri di singoli e coppia, lo smarrimento identitario per Elena, e guai sul lavoro per Ettore, trascinato in un intrigo che mette a repentaglio la sua integrità etica.In ufficio gli è accanto Matilde, vedova di mezza età con un passato ingombrante e un amore impossibile sospeso fra Stati Uniti e Caraibi.E se un padre non amasse il proprio figlio? E se una donna diventata madre, si perdesse completamente nel passaggio da donna a mamma? La notte del bene ruota attorno a queste domande, esplorando l'abisso che può spalancarsi tra un uomo e una donna posti davanti a una genitorialità imprevista. Attorno a quest'universo di coppia, un mare di storie da ogni dove, fra passato, presente, architettura, schiavitù, razzismo e verità nascoste.Raccontando il blackout di un progetto famigliare convenzionale, e intravedendo il profilarsi luminoso di un sistema affettivo che si apre a nuovi mondi, La notte del bene permette a Sara Fruner di riprendere i nodi affrontati ne L'istante largo, e di lavorarli con maturità e potenza nuove, attraverso la scrittura essenziale e ricchissima che è una delle cifre distintive di questa autrice, definita da André Aciman "una maga della parola".
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Salani Editore, 05/05/2022
Abstract: IL LIBRODI CUI HAI BISOGNO PER SCOPRIRE IL TUO POTENZIALE"La zona di comfort che ci costa più fatica superare è proprio l'immagine che abbiamo di noi e che corrisponde alla nostra identità, a chi crediamo di essere davvero." Il segreto per trasformare le sfide in straordinarie opportunità di crescita personale è affrontarle con entusiasmo e sicurezza. Questo manuale ci mostra aspetti sorprendenti e spesso trascurati dell'affascinante relazione tra la mente e ciò che ci succede ogni giorno. Resettare la mente è il primo passo per incrementare l'autostima e allenare capacità come intelligenza, intuito, creatività, leadership e intraprendenza e buttarci alle spalle tutto ciò che ci limita, migliorando la nostra vita e quella di chi ci accompagna in questo sorprendente cammino di rinascita.
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Bollati Boringhieri, 19/05/2022
Abstract: "Sia nell'ebraismo che nel cristianesimo Dio è concepito come un'entità priva di fisicità. In Anatomia di Dio Francesca Stavrakopoulou mostra che non era ancora così nella Bibbia, dove Dio appare in una forma decisamente corporea. Questo lavoro provocatorio sorprenderà molti e potrebbe risultare scioccante, ma in effetti porta alla luce aspetti del racconto biblico di Dio che i lettori moderni raramente apprezzano."John Barton, professore emerito all'Oriel College di Oxford e autore di Il libro dei libri. Una storia della Bibbia"Il libro di Stavrakopoulou ripristina, organo per organo, il terrore e lo stupore del Tutto divino che era stato occultato dai traduttori e dai commentatori biblici nel corso dei secoli. Come ci riesce? Attraverso la provocazione e l'analisi erudita di prove materiali e di testi antichi, visti non come registrazioni di tradizioni culturali e religiose precise, ma come tesori accumulati per secoli di immagini incarnate del divino... Un'esperienza arricchente e inquietante, a volte divertente, sempre stimolante. "Literary Review - Simon YarrowTra la fine dell'Età del Bronzo e l'Età del Ferro, nei territori dell'antica Asia sud-occidentale vivevano popolazioni che adoravano un complesso pantheon di divinità. Quel pantheon era guidato da un dio padre chiamato El, che aveva settanta figli, uno dei quali (una divinità della tempesta) aveva nome Yahweh.Come tutti gli dèi dell'epoca, Yahweh aveva un corpo, una moglie, dei figli e dei compagni, combatteva contro i mostri e contro i mortali, si nutriva di cibo, beveva vino, scriveva libri, aveva una vita sessuale, faceva passeggiate e talvolta dormiva. E, sicuramente, era un maschio. Proprio questo dio avrebbe in seguito visto progressivamente svanire il proprio corpo e sarebbe, nel tempo, diventato qualcosa di diverso e di astratto: il Dio biblico delle tre grandi religioni monoteiste. Tuttavia, ci dice Francesca Stavrakopoulou, più di qualcosa del suo passato antico e della sua fisicità è rimasto, e torna periodicamente a visitarci ancora oggi.La Bibbia ha plasmato le nostre idee su Dio e la religione, ma anche le nostre preferenze culturali sull'esistenza, il nostro concetto di vita e di morte, il nostro atteggiamento verso il sesso e il genere, le nostre abitudini alimentari e la nostra comprensione della storia. Esaminando il corpo di Dio, dalla testa alle mani, dai piedi agli organi genitali, Anatomia di Dio ci mostra attraverso quali passaggi si è sviluppata, nell'arco di millenni, l'idea occidentale della divinità. E lo fa analizzando i luoghi e gli oggetti che hanno dato origine a questo Dio singolare, confrontandosi con le antiche religioni e le società del mondo biblico in un tour de force di erudizione, ironia e grande narrazione.
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Salani Editore, 28/04/2022
Abstract: Los Angeles, 1992. Ashley Bennet ha diciassette anni e non potrebbe desiderare di più dalla vita: bella, ricca, con le amiche giuste. L'estate è ormai alle porte e lei passa più tempo in spiaggia che in classe, in testa solo il ballo di fine anno. Ma un pomeriggio di aprile quattro agenti di polizia vengono assolti dopo aver picchiato brutalmente un ragazzo nero e tutto cambia. Perché quel ragazzo è Rodney King, e da quel momento anche Ashley non è più solo una ragazza come tante, ma una ragazza nera, respinta improvvisamente ai margini di un mondo che considerava il suo. Intorno a lei, Los Angeles brucia tra le fiamme di violente proteste, e Ashley cerca a tutti i costi di continuare la sua esistenza da privilegiata, anche se sua sorella Jo si fa coinvolgere nei disordini e l'illusione di famiglia perfettamente integrata che hanno costruito i suoi genitori inizia a sgretolarsi. E mentre la sua vita va in frantumi insieme alle vetrine dei negozi, Ashley dovrà farei conti per la prima volta con le sue origini e le conseguenze che il colore della sua pelle porta con sé. Sullo sfondo di uno dei momenti chiave della storia americana, in un passato che riflette un presente dolorosamente affine, il racconto intimo e autentico di una ragazza in cerca di se stessa e delle sue radici.
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Guanda, 12/05/2022
Abstract: Sotto il cielo terso della Marina vive un popolo che ha fatto tesoro della storia ed è arrivato a un felice equilibrio di organizzazione politica e sociale. Ma ai confini di questa contrada serena si addensano nubi cupe, sinistre. Annunciato da incerti messaggeri, il pericolo si insinua gradualmente, si fa reale e violento: i popoli barbari dei boschi circostanti riversano la loro volontà di potenza sull'armoniosa comunità, fomentano il disordine, minacciano il lavoro dell'uomo… In questo romanzo, pubblicato all'indomani della "notte dei cristalli", le autorità tedesche lessero un attacco all'ideologia del nazismo, ma al di là del fortissimo coinvolgimento nella vicenda politica dell'epoca, l'opera si fa portatrice di un valore più generale, e a essere rappresentata è tutta la storia dell'Occidente, minacciata dal male e dalla guerra.
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Guanda, 19/05/2022
Abstract: "Shteyngart è un patrimonio nazionale. Ha spesso scritto con grande humour e grande cuore, ma mai come in questo romanzo."Jonathan Safran Foer"Un romanzo perfetto per quest'epoca e per tutte le epoche, l'unico reperto testuale dell'era della pandemia da conservare e mettere in una capsula del tempo a futura memoria di tutto ciò che è buono, vero e bello nella letteratura."The New York Times"Otto amici, una casa in campagna e sei mesi di isolamento: una storia sull'amore, l'amicizia, la famiglia."USA Today"Un omaggio a Cechov in quattro atti, con un finale che vi spezzerà il cuore."The Washington Post"Il grande romanzo americano sulla pandemia che solo Gary Shteyngart poteva scrivere: autenticamente multiculturale, scritto con una penna assassina e attraversato da una vitalità selvaggia."Kirkus Reviews"Una favola potente per questo nostro tempo guasto."Salman RushdieNei mesi del lockdown, la tenuta di campagna degli immigrati ebrei sovietici Sasha e Masha Senderovsky diventa una destinazione ambita. Alla coppia e alla figlia adottiva Nat, una bambina di otto anni ansiosa e brillante, più interessata alla sua identità asiatica che alle lezioni di russo imposte dalla madre, si uniscono Dee, ex studentessa di Sasha specializzata nel provocare i benpensanti, L'Attore, divo hollywoodiano in incognito, e tre compagni di liceo di Sasha: Karen, multimilionaria creatrice di un'app di successo, Ed, erede di una ricca famiglia coreana, e Vinod, scrittore mancato. Nella piccola colonia lungo il fiume Hudson – rifugio dal virus come in un moderno Decameron, ma anche asfittica clausura da reality show, isola progressista sotto assedio nell'America trumpiana e decadente dacha cechoviana – si inseguono nostalgie e risentimenti, amori decennali inconfessati e nuove passioni scatenate da un Cupido digitale. Ma su tutto incombono la paura del contagio e i problemi finanziari del padrone di casa, la cui carriera di scrittore comico è tutt'altro che in ascesa. Per conservare l'adorata tenuta deve convincere L'Attore a trasformare la sua sceneggiatura in una serie televisiva, impresa per cui sembra disposto a sacrificare tutto: amicizie, dignità e perfino la moglie. In questo nuovo romanzo Gary Shteyngart scatena il suo umorismo caustico contro le paranoie, le ipocrisie e i vezzi di un gruppo di privilegiati, ma al tempo stesso coglie il clima universale di quei mesi, la sospensione di progetti e legami, la forza di ciò che davvero conta e ci unisce.
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Edizioni e/o, 25/05/2022
Abstract: A cento anni dalla marcia su Roma che diede inizio all'ascesa al potere di Mussolini, questo libro raccoglie i discorsi, gli articoli e gli interventi di Giacomo Matteotti, segretario del Partito socialista, il cui omicidio politico, avvenuto il 10 giugno 1924, sancì l'affermazione del regime fascista. Matteotti, originario del Polesine, vide da vicino la nascita del fascismo, contrastò gli atti di violenza squadrista e denunciò fino all'ultimo i brogli elettorali commessi dalle camicie nere. Insieme a Piero Gobetti, che all'indomani del suo brutale assassinio scrisse un magistrale ritratto di Matteotti, fu uno dei primi antifascisti che comprese il pericolo dell'ideologia eversiva fascista, definita "autobiografia della nazione". Fu pacifista e riformatore del movimento e del pensiero socialista italiano; il suo sacrificio politico ha rappresentato uno spartiacque della storia del Novecento italiana ed è entrato nella cultura popolare ispirando l'impegno politico di tanti attivisti e ribelli. "Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai".
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Editrice Bibliografica, 13/04/2022
Abstract: Tutti sono in grado di viaggiare, ma pochi sono in grado di raccontarlo. Che si voglia farlo per puro piacere oppure per trasformare la propria passione in un lavoro, questo libro è il manuale che ogni aspirante storyteller di viaggi dovrebbe leggere.Forti dell'esperienza di successo del loro blog "I viaggiascrittori" e delle testimonianze di altri professionisti del settore, gli autori svelano tutti i segreti per unire l'amore per i viaggi con quello per la parola scritta: giornalismo, reportage, guide turistiche, ma anche la scrittura di contenuti per agenzie, portali di viaggio ed enti turistici, programmi radiofonici e televisivi dedicati all'argomento.
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Laterza, 21/04/2022
Abstract: Oggi in Italia uno studente su due non raggiunge un livello adeguato di competenze al termine degli studi. Il sistema scolastico continua a essere solcato da profonde disuguaglianze territoriali, sociali e di genere. La scuola richiede cambiamenti sostanziali su ciò che si insegna, su come si insegna e su chi lo insegna. Perché è così difficile innovarla?
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Prigionieri, internati, resistenti. Memorie dell'"altra Resistenza"
Laterza, 21/04/2022
Abstract: L'8 settembre 1943, con l'occupazione nazista del nostro Paese, poco meno di un milione di militari italiani vennero disarmati e catturati dai tedeschi. Alcuni riuscirono a dileguarsi nel caos di quelle settimane, alcuni – una volta entrati nei campi di prigionia – aderirono alla Repubblica sociale italiana e tornarono in Italia. Ma la stragrande maggioranza, circa 600.000, preferì rimanere nei campi di prigionia piuttosto che aderire alla Rsi. Colpito dal rifiuto dei prigionieri, nell'estate del 1944 Hitler li trasformò in 'lavoratori volontari', ovvero coatti. Per le pessime condizioni di vita nei campi, circa 50.000 persero la vita. Gli Internati militari italiani (Imi), dunque, furono protagonisti del primo 'referendum antifascista', ma hanno sempre fatto fatica a trovare un riconoscimento nella memoria della guerra e della Resistenza e in questi ultimi anni sono diventati un oggetto di contesa politica. Il loro 'No' al fascismo di Salò è stato depotenziato di ogni valore morale e politico. Sono tornati a essere dei prigionieri e non dei 'resistenti senz'armi'. Un esempio di 'battaglia sulla memoria' nella quale la Resistenza rischia di essere di nuovo accantonata.
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Laterza, 21/04/2022
Abstract: Generazioni di lettori di tutte le età si sono innamorate della storia di Cipì, il passero coraggioso inventato negli anni Cinquanta da Mario Lodi e i suoi bambini. Pochi però ne conoscono la storia. Nel centenario della nascita di Mario Lodi, ripartiamo da Cipì per ricostruire la grande avventura della didattica democratica, una pratica che ha cambiato il nostro Paese.C'è un passero coraggioso, che fin dal primo giorno di vita vuole scoprire il mondo che lo circonda, scappa dal nido, si perde, prova e sbaglia, sbaglia e prova e, a un certo punto, si scopre una vocazione inaspettata: quella di aiutare i suoi compagni ad affrontare quanto di brutto incontrano nel corso della loro vita.Un passero chiamato Cipì, protagonista di una storia scritta da Mario Lodi e i suoi bambini della scuola elementare di Vho di Piadena, alla fine degli anni Cinquanta. Un testo che inaspettatamente diventerà uno dei classici più letti nella storia della letteratura italiana per l'infanzia. Un piccolo libro che per la prima volta dà forma alla voce di chi non è mai stato ascoltato da nessuno, cioè i bambini, dentro la scuola. Un atto politico che fa da modello, tra gli altri, a don Milani.Dietro Cipì c'è la riflessione di una generazione di maestri su Antonio Gramsci e John Dewey, ma anche su Giovanni Gentile e la tradizione idealistica, c'è il lavoro culturale di Gianni Bosio e la sua convinzione che debba essere annullato il distacco fra chi produce la cultura e chi la 'consuma'.Cipìracconta la storia di una pratica che ha cambiato dall'interno la scuola italiana, prima del Sessantotto, più delle riforme: quella della didattica democratica.
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Laterza, 21/04/2022
Abstract: Provate a immaginare 12 film che hanno rivoluzionato la storia del cinema. Fatto? Poi concentrate tale incredibile talento e passione tra il 1959 e il 1960. Ecco che avremo 24 mesi da ripercorrere a rotta di collo tra sparatorie di cowboys e baci che risvegliano dalla morte. Film che raccontano il passato della settima arte e ne anticipano il futuro. Una storia del cinema come non l'ha mai raccontata nessuno.Tra il 1959 e il 1960 il cinema è nel mezzo del suo cammino. Per uno strano scherzo del destino, in quei 24 mesi vengono girati ed escono nelle sale una incredibile serie di film destinati a segnare per sempre la storia della settima arte: da Un dollaro d'onore di Hawks, trionfo del cinema americano, a Fino all'ultimo respiro di Godard, che segna la nascita della Nouvelle Vague; da La dolce vita di Fellini a La grande guerra di Monicelli; da Psyco di Hitchcock a I magnifici sette; da L'appartamento di Billy Wilder a La bella addormentata nel bosco della Disney. Questi film sono poi l'occasione per partire per altri viaggi, lungo percorsi che vanno all'indietro fino ai Lumière, e anche prima, e in avanti fino all'oggi, ai tempi delle piattaforme, della serialità, di un modo inedito e rivoluzionario di farsi raccontare storie attraverso le immagini. Non pensate però a un saggio di critica cinematografica bensì a un vorticoso e appassionante racconto di 'dietro le quinte' di grandi film, di incontri personali, di ritratti dei personaggi che hanno immaginato e realizzato queste pellicole con la loro genialità, le loro debolezze, i loro sogni e le loro follie.
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Gli ultimi italiani. Come si estingue un popolo
Solferino, 14/04/2022
Abstract: "La terra era deserta e disadorna", si legge nella Genesi. E così rischia di diventare l'Italia tra cinquant'anni o, al più, alla fine del secolo. Non sarà facile per un viaggiatore di allora imbattersi in un suo simile attraversando la Maremma toscana, gli altipiani lucani, le distese del vercellese, il foggiano, il cuore della Sicilia e più ancora della Sardegna. Né gli andrebbe meglio in qualche celebrato piccolo borgo, nel frattempo disabitato, se non proprio invaso dalle erbacce, e persino in certe città quasi svuotate.Anche togliendo dal computo i morti per Covid, perdiamo abitanti a una velocità che ridurrà a zero la popolazione della Penisola in un secolo e mezzo. Come siamo arrivati a questa situazione? È come se sul piano riproduttivo ci fossimo lasciati travolgere dai diritti conquistati tra il 1967 e il 1978 – dalla pillola al divorzio, dalla piena parità tra i coniugi alla legalizzazione dell'aborto – che hanno rivoluzionato i costumi degli italiani. La conseguenza è lo scenario, che potrebbe sembrare apocalittico e invece è scientifico, dipinto in queste pagine: la denatalità è in ascesa dal 1974, di coppie se ne formano poche e tardi, la famiglia è in declino. Ed emerge un vero e proprio mutamento antropologico, generato da una sorta di fobia del concepimento, che si traduce in un'inattesa selezione della razza. Nemmeno il movimento migratorio invertirà la rotta, e lo spopolamento accentuerà ancor più le classiche "distanze" italiane: il Sud perderà più abitanti del Nord, dei tanti comuni di montagna e collina se ne salveranno pochi, la grande città, troppo complessa ed entropica, rischia di entrare in crisi. È troppo tardi per evitare il tramonto italiano?
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Il monaco che non voleva avere ragione. L'arte di prendere la vita con leggerezza
Vallardi, 05/05/2022
Abstract: Immagina come andrebbero le cose se riuscissimo a ricordare a noi stessi, nel mezzo delle difficoltà e dei conflitti quotidiani, che forse non abbiamo ragione, che le nostre verità sono solo proiezioni sul futuro, che le nostre convinzioni possono essere, semplicemente, sbagliate. Immagina la sensazione di libertà con cui affronteremmo le nostre giornate, le relazioni, le difficoltà: quanta pace con noi stessi, quanta armonia con gli altri.In un libro in cui il percorso spirituale si intreccia con una straordinaria storia personale, Björn Natthiko Lindeblad, ex monaco della foresta e maestro di saggezza, ci ricorda che praticare l'umiltà è un principio fondamentale per una vita felice, una vera e propria ancora di salvezza nei momenti bui. Prendere la vita con leggerezza – e non con superficialità – ci insegna che vivere è sempre, in ogni caso, un regalo meraviglioso da godere fino all'ultima goccia."Nulla dura. Tutto passa. Ecco la cattiva notizia. Ma anche quella buona."Quando, dopo 17 anni vissuti come monaco nella foresta, senza soldi, senza sesso, senza serie TV o romanzi, senza alcol, senza comodità moderne, senza poter scegliere cosa o quando mangiare, Björn Natthiko Lindeblad torna in Svezia per problemi di salute, capisce che l'insegnamento più prezioso del suo periodo di ascetismo è racchiuso in un mantra piccolo ma potente: "Potrei avere torto". Partendo da questa scintilla di liberazione, Björn Natthiko Lindeblad ci accompagna in un viaggio attraverso la bellezza dell'essere vivi, fino a raggiungere quel nocciolo duro, sereno e immutabile di noi stessi che chiama consapevolessenza. Perché accettare di non avere sempre ragione significa prima di tutto imparare a non soccombere alle aspettative altrui e a non farsi schiacciare da pensieri catastrofisti. Björn Natthiko Lindeblad, monaco della foresta per 17 anni, ha scritto questo libro consapevole di una malattia terminale che l'avrebbe portato via di lì a breve: il risultato è una guida luminosa che, partendo dalla semplice ammissione della nostra fallibilità, ci insegna l'arte della leggerezza anche in piena tempesta, perché ammettere che "non sappiamo un bel niente" è il primo passo verso un pieno e gioioso amore nei confronti della vita. "Björn Natthiko Lindeblad ci dimostra che tutti abbiamo il potenziale per raggiungere uno stato di pace interiore. Il suo libro può essere di grande beneficio per tutti."Sua Santità il Dalai Lama
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Vallardi, 05/05/2022
Abstract: TUTTI NOI SIAMO STATI, ALMENO PER UN GIORNO, LA SIGNORINA NESSUNO.UNA STORIA DI VITA E D'AMORE STRUGGENTE, TENERA E FEROCE.Non avere pauraaccartocciamiincendiami.La magia dell'amoreè che non sarò mai cenere.Tornerò semprea essere me stessae mi ritroveraisorridente, ad aspettarti.Perché tra tutte le formequella che s'incastra megliotra le braccia tuesono io.La difficoltà di amare in silenzio, l'arte di saper aspettare, di desiderare a distanza. Ma anche la fatica di vivere entro i confini del proprio corpo, le battaglie di tutti i giorni, la perdita e il dolore sono i temi che Giorgia Soleri esplora nel suo primo libro, in cui poesia, prosa e illustrazioni si avvicendano come in un canto e controcanto. Intrecciando nei suoi versi i fiori con le spine, l'ardore con la disperazione, il desiderio con la quotidiana sconfitta, l'autrice riesce a creare scorci di insperata, abbagliante luminosità. Perché i versi di Giorgia fanno "il rumore dei fiori quando crescono" e allo stesso tempo urlano come una chitarra distorta. Con parole che creano spazio e alzano il volume, Giorgia Soleri rivela una voce nuova e potente, in grado di cantare l'amore toccando le corde più profonde e intime di tutti noi.
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Come fare per avere più tempo?
Vallardi, 28/04/2022
Abstract: FARE "TUTTO" OGGI NON SIGNIFICA CHE SAREMO LIBERI DOMANI"Con Burkeman l'attenzione del time management si sposta dalla massimizzazione dell'efficienza alla qualità dell'esistenza."The Wall Street Journal"Il miglior libro sul time management."The New York TimesTEMPO BEN SPESO E DOVE TROVARLO: LA GUIDA CHE INSEGNA A RIDEFINIRE IL RAPPORTO CON IL TEMPO E A LIBERARCI DALL'OSSESSIONE DEL "FINISCO TUTTO ENTRO STASERA"Diciamo le cose come stanno: la durata media della vita umana è scandalosamente breve. Chi tra noi raggiungerà gli 80 anni avrà vissuto poco più di 4000 settimane. Com'è possibile formulare piani ambiziosi in un lasso di tempo così effimero?Lo spettro delle caselle di posta elettronica stracolme, della pila di abiti da stirare e delle vacanze da prenotare aleggia sopra di noi, spingendoci a compilare liste, piani, cartelle per ottimizzare il nostro tempo. Ma così finiamo per dimenticare il nocciolo della questione: come spendere al meglio le nostre giornate.Oliver Burkeman, columnist del Guardian e scrittore bestseller, ripercorre il pensiero di filosofi, monaci, artisti e studiosi in un manuale che mira a liberarci dall'ossessione di "dover far tutto". Un invito pratico e insieme profondo ad abbracciare i nostri limiti e a lasciare andare l'illusione di controllare tutto, riconoscendo la gioia e l'importanza nascosta in ogni piccola scelta intrapresa.La brevità della vita umana ci induce necessariamente a mettere al centro dei nostri pensieri la gestione del tempo, il time management come dicono gli inglesi, escogitando stratagemmi che ci permettano di impiegarlo al meglio. Ma siamo sicuri che massimizzare la nostra produttività, costruire la perfetta routine quotidiana, incastrare tutti gli appuntamenti sia la strada che conduce a vivere un'esistenza piena e significativa? Lo scrittore e giornalista inglese Oliver Burkeman ha tentato in ogni modo di aumentare la propria efficienza per guadagnare tempo, ma ha finito per scontrarsi con una verità ineluttabile: se il tempo assomiglia a un nastro trasportatore inarrestabile, diventare più produttivi significa aumentare la velocità del nastro, incrementando lo scoramento davanti a sempre nuove liste di cose da fare. Finché ha avuto un'illuminazione: il problema non sta nella finitezza del tempo, ma nella nostra ossessione di avere tutto sotto controllo, nell'illusione che sia possibile fare tutto e anche di più in un tempo finito, posponendo indefinitamente il momento in cui potremo goderci la vita. Partendo da questa scintilla di consapevolezza, l'autore decostruisce le cattive abitudini – nostre, certo, ma alimentate dal sistema in cui viviamo – e creato un percorso dove i concetti di fallimento strategico (definire intere aree di vita in cui non ci aspettiamo di raggiungere l'eccellenza), valorizzazione dei traguardi anche piccoli, ricerca dell'originalità nel quotidiano e allenamento a "non fare niente" sono risposte brillanti e controcorrente alla tirannia delle lancette.Un bestseller che cambierà per sempre la nostra percezione dell'esistenza e ci insegnerà a "entrare del tutto nello spazio e nel tempo", per riuscire finalmente a realizzare, giorno per giorno, quanto di meraviglioso è davvero possibile.
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Garzanti, 12/05/2022
Abstract: "Ritorna Anita, dattilografa ribelle e intraprendente."Corriere Della Sera - Ida Bozzi"Anita ha già conquistato tutti, dalla stampa alle classifiche."Donna Moderna - Annalisa Piersigilli"La verve e la scrittura brillante di Alice Basso portano il lettore nella Torino degli anni Trenta."La Stampa"Una saga in giallo con sentimento."Chi - Nicoletta SiposTorino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su "Saturnalia", la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosa - re dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L'entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d'albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c'è anche qualcosa che inizia in quell'esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un'esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell'incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l'abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l'adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l'inevitabile. Non può passare un anno senza un nuovo romanzo di Alice Basso: lo sanno bene le migliaia di lettori che la seguono dagli esordi. Le sue protagoniste creano dipendenza. Una dipendenza buona, fatta di scrittura intelligente, sana leggerezza e immenso amore per la letteratura. Una dipendenza che tutti vogliono avere.
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Garzanti, 19/05/2022
Abstract: "Miranda Cowley Heller ha creato personaggi e luoghi a cui è impossibile non affezionarsi."The New York Times"Una storia intense sulla colpa e sul perdono."The Guardian"Un debutto mozzafiato che vi divorerà e lascerà a bocca aperta – vorrete che non finisca."The Independent"Un grande romanzo americano."Donna Moderna "Un'autrice esordiente già acclamata come linfa giovane che scorre nel grande albero del romanzo americano."Elle - Cristina De Stefano"Una scrittrice tosta, disinibita e matura."Tuttolibri – LA Stampa - Alessia Gazzola"Miranda Cowley Heller racconta la vita vera con dialoghi fulminanti e descrizioni minuziose. Nel romanzo incontriamo due generazioni dove segreti e stratificazioni familiari sono sinonimo di libertà ma generano anche risentimento e confusione. "La Lettura – Corriere della Sera - Patrizia VioliNessun rimpianto per quello che non ho fatto. Ora ho solo rimpianti per quello che ho fatto. Questa è la fine di una lunga storia. Una bracciata dopo l'altra, il viso esce dall'acqua per cercare aria e poi torna a inabissarsi. Elle adora nuotare davanti alla casa di famiglia a Cape Cod. Ma quel giorno è diverso dagli altri. Perché Elle la sera prima ha fatto una scelta che ha cambiato tutto. Ha fatto l'amore con Jonas, l'uomo che, se tanti anni prima le cose fossero andate diversamente, ora sarebbe il suo compagno. Eppure, quel futuro non si è realizzato e il cuore di Elle si è aperto a Peter, suo marito, con cui ha avuto tre figli meravigliosi. Con lui è felice, ma il pensiero di Jonas non l'ha mai abbandonata. Ora Elle ha solo ventiquattr'ore per prendere la decisione che potrebbe stravolgere la sua vita; per farlo, non può ignorare la colpa che la unisce e la divide da Jonas. È il loro passato, è ciò che li ha allontanati, ma è un segreto che riecheggia nel presente. E ora tutto potrebbe tornare a galla come il fondale sabbioso che, durante una tempesta, affiora in superficie. Elle sa che cosa comporterebbe. Sa che non è sola e che le conseguenze delle sue azioni peserebbero sulle persone che ama di più. Come sa che le scelte ormai alle spalle non sono giuste né sbagliate. Le scelte davvero importanti sono quelle che si hanno davanti. Per la stampa e la critica più autorevole c'è una nuova e sola regina del "romanzo americano": Miranda Cowley Heller. Erano anni che si attendeva un esordio come Il palazzo di carta. Un romanzo che ha superato tutti i record, in testa alle classifiche americane e inglesi per mesi. Non c'è lettore che non l'abbia amato. Perché, in fondo, tutti abbiamo domande che non hanno risposta. Tutti abbiamo fatto scelte e abbiamo rimpianti, tutti abbiamo un posto del cuore a cui vorremmo tornare. Tutti abbiamo un segreto che non abbiamo mai confessato. Tutti siamo Elle.
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Chiamateci per quello che siamo
Garzanti, 12/05/2022
Abstract: "il simbolo del cambiamento e di una generazione che vuole farsi sentire. "D la Repubblica - Lorenzo Ormando "Un libro di poesie così vivido che vorresti tenerlo tra le braccia e proteggerlo, leggerlo tutto in una volta, e poi rileggerlo subito."Malala YousafzaiIl lirismo di Amanda Gorman, la più giovane poetessa ad aver recitato una poesia alla cerimonia di insediamento presidenziale e autrice bestseller prima in classifica sul "New York Times", riesce a trasformare un momento di naufragio in un canto di speranza e guarigione. Nei suoi versi, ciò che sembra impossibile emerge con forza e ci porta in una dimensione altra, in cui tutto è più chiaro e vivido. In Chiamateci per quello che siamo, l'autrice esplora la storia, il linguaggio, l'identità e la cancellazione attraverso una raccolta fantasiosa e intima. Sfruttando il dolore collettivo inferto da una pandemia globale, queste poesie illuminano il momento della resa dei conti e rivelano che Amanda Gorman è diventata il nostro messaggero dal passato, la nostra voce per il futuro.