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L'assassinio di Pitagora
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Chicot, Marcos

L'assassinio di Pitagora

Salani Editore, 17/04/2014

Abstract: IL LIBRO IN SPAGNOLO PIU' VENDUTO AL MONDO NEL 2013. L'assassinio di Pitagora è stato il caso del self publishing del 2013. Pubblicato in un primo momento solo in edizione digitale, il thriller è stato per 5 mesi al primo posto assoluto delle classifiche ebook spagnole. In breve tempo L'assassinio di Pitagora diventa un fenomeno del passaparola ed è stato tradotto in oltre 10 paesi. Ogni uomo ha le sue maschere. Ogni omicida ha i suoi numeri. Ogni assassino ha la sua geometria. Il Thriller storico che ha conquistato la Spagna. 510 a.C. Un'ombra incombe sulla comunità pitagorica di Crotone. Mentre il filosofo, ormai anziano, sta cercando un successore in grado di dirigere con la sua stessa autorevolezza la scuola da lui fondata, una serie di omicidi efferati colpisce i collaboratori a lui più vicini. Ogni morte avviene in un modo sconcertante e imprevedibile, che sembra indicare una mente oscura e potentissima, in grado di superare quella del maestro stesso. Quale eversivo disegno porta avanti l'uomo che nasconde il suo volto e la sua identità dietro una maschera? Per venire a capo del mistero, Pitagora chiama dall'Egitto Akenon, un uomo dall'acume eccezionale, che inizia a indagare con discrezione all'interno della comunità, affiancato da Arianna, la bellissima e geniale figlia del filosofo, che nasconde nel suo passato un terribile segreto. Insieme Akenon e Arianna scopriranno una spaventosa verità, perché il male si nasconde nel luogo più impensato... Un affascinante viaggio nella Magna Grecia, un avvincente thriller storico che intreccia sapientemente realtà e fantasia, per far vita a una storia che avvince e seduce fino all'imprevedibile finale. "Un thriller appassionante, una magnifica ambientazione storica, originale e ben documentata: Marcos Chicot è un autentico talento". ILDEFONSO FALCONES "È l'anno dell'Assassinio di Pitagora". Babelia- El Paìs "Un thriller avvincente che ci trasporta nella culla della nostra civiltà tra intrighi e passioni". Booklist "Una narrazione sul filo della tensione che in crescendo di suspense coinvolge il lettore nel terrore per la minaccia mortale che rischia di distruggere i protagonisti". Qué Leer "Crimini, mistero e romanticismo in un romanzo dall'azione travolgente". Historia National Geographic

Tutti gli uomini del K2
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Tenderini, Mirella

Tutti gli uomini del K2

Corbaccio, 17/04/2014

Abstract: 1954-2014: 60° ANNIVERSARIO DELLA PRIMA SALITA AL K2. C'è il K2 del Duca degli Abruzzi, quello di Houston, quello di Desio, di Bonatti, di Diemberger, di Viesturs... Ogni salita è una storia a sé, un'avventura diversa da tutte le altre. In questo libro, invece, Mirella Tenderini racconta la montagna; è lei la protagonista e l'artefice del destino di centinaia di uomini che da secoli l'hanno ammirata, idolatrata, salita, esplorata, oppure ancora conquistata, espugnata. In quest'ultima accezione il K2 è la montagna degli italiani e la spedizione guidata da Desio nel 1954 è uno spartiacque nella storia del K2 e delle spedizioni alpinistiche. Il modo in cui fu condotta e le polemiche che ha scatenato sono tutt'ora materia incandescente che ha ancora tanti lati oscuri e che l'autrice riesce a mettere a fuoco ripercorrendo tutte le tappe che portarono al raggiungimento della vetta. Una storia di uomini, di rivalità, di generosità e di contrasti, di nazionalismi e individualismi. Una storia sportiva, politica, ma soprattutto la storia dell'Ottomila più difficile della Terra.

Sulle spalle di un gigante
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Odifreddi, Piergiorgio

Sulle spalle di un gigante

Longanesi, 08/05/2014

Abstract: Ultimo sognatore, ossessionato alchimista, paranoico pensatore intollerante alle critiche, profondo filosofo della Natura per il quale la verità era figlia del silenzio e della meditazione. Nessuna di queste definizioni riesce però, da sola, a dare l'idea della sua prodigiosa e multiforme attività. Chi fu, veramente, Isaac Newton? Piergiorgio Odifreddi risponde alla domanda con questo libro strutturato in due parti: la prima dedicata all'uomo, con le sue asperità di carattere, dove non mancano i riferimenti alla vasta aneddotica fiorita intorno alla sua figura; la seconda allo scienziato e all'impressionante lavoro da lui compiuto, quasi sempre in perfetta solitudine (era restio a comunicare i suoi risultati, non di rado resi pubblici dopo decenni), nei più svariati campi del sapere. L'autore ce lo presenta quasi calandosi nei panni di un segreto compagno di viaggio, che osservi la sua mente al lavoro da un angolo della stanza al Trinity College, dove Newton visse gran parte della vita. Lo fa sembrare quasi un nostro contemporaneo, con le ossessioni e il metodo implacabile di un genio assoluto, probabilmente il più grande di ogni tempo. E così, anche le più ardue equazioni riguardanti le leggi del moto, la gravitazione universale, le orbite dei pianeti e il calcolo infinitesimale (per l'invenzione del quale ebbe una lunga e accanita disputa con Leibniz) parranno al lettore meno impervie. Come scrive Odifreddi, "brancolare fra le sue realizzazioni ci costringerà a riconoscere modestamente che di fronte ai Principia e all'Ottica, e al loro autore, si può solo ascoltare e tacere".

Progettare paesaggi quotidiani. Una ricerca/azione. Ediz. illustrata
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Olivetti, Maria Livia - Metta, Annalisa - Lambertini, Anna - Lambertini, Anna - Metta, Annalisa - Olivetti, Maria Livia

Progettare paesaggi quotidiani. Una ricerca/azione. Ediz. illustrata

Gangemi Editore, 4/7/2015

Abstract: Questo libro narra della prima esperienza di ricerca-azione organizzata per conto del programma di ricerca LUS-Living Urban Scape da Maria Livia Olivetti, Annalisa Metta e Anna Lambertini, svolta sotto forma di workshop per studenti e abitanti a Roma nel quartiere di Pietralata nei mesi di aprile e maggio 2013. LUS è un progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare proposte e operazioni reali per la rigenerazione degli spazi aperti negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. Finanziato nel 2011 dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca(MIUR) tramite bando FIRB per giovani ricercatori, è condotto da un gruppo interdisciplinare di paesaggisti, urbanisti, architetti e sociologi nelle sedi di Roma Tre e dello IUAV di Venezia. Il libro si articola in due sezioni. Trasformare racconta le due settimane di workshop attraverso riflessioni critiche e narrazioni fotografiche. Fare Luoghi raccoglie le testimonianze su quanto è accaduto, dei progettisti coinvolti nel condurre gli interventi di trasformazione in nuovo spazio pubblico di un tratto di paesaggio urbano prima in gran parte dimenticato.

Invecchiare in giardino
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Osti, Gian Lupo

Invecchiare in giardino

Ponte alle Grazie, 31/12/2010

Abstract: Coltivare la terra, prendersi cura di creature viventi, stare all'aria aperta, fare un lavoro manuale, ascoltare i ritmi delle stagioni, comprendere le esigenze profonde di un fiore: gesti che ci fanno sentire bene e che ci aiutano a capire meglio il nostro percorso. Sagge e silenziose compagne di viaggio, le piante hanno molte cose da insegnarci.Gian Lupo Osti (1920-2012) è stato protagonista nel dopoguerra della riorganizzazione dell'industria italiana e, dopo essersi ritirato da ogni attività industriale, si è dedicato alla natura e in particolare alla ricerca delle peonie arboree nel loro habitat naturale in Cina; a una specie nuova, trovata in queste spedizioni, i botanici cinesi hanno dato il suo nome, Paeonia ostii. Appassionato di natura, della montagna, di alberi, ha scritto vari libri e articoli su questi argomenti. Assieme ad altre persone e istituzioni italiane e britanniche ha fondato e presieduto per vari anni l'Associazione degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury, per il rilancio di questo giardino botanico al confine occidentale della Riviera ligure. La Royal Horticultural Society britannica gli ha assegnato, unico italiano, la Medaglia d'Oro per il contributo dato al progresso della botanica e dell'orticultura.

Il segreto delle donne
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Brune, Élisa - Ferroul, Yves

Il segreto delle donne

Ponte alle Grazie, 12/05/2011

Abstract: Un punto cieco, un mito, un mistero, un problema. Un segreto. Ecco che cos'è, ancora oggi, l'orgasmo femminile. E non è bastata la rivoluzione sessuale, non sono stati sufficienti i passi avanti scientifici e sociali: il crollo dei tabù morali non ha spalancato le porte del piacere, e il divario tra godimento maschile e godimento femminile è ancora il segno di una differenza che è venuto il momento di colmare. Ma è difficile uscire dal labirinto quando non si conosce il disegno generale e non si osa chiedere informazioni. Élisa Brune e Yves Ferroul fanno proprio questo: attraverso un'accurata raccolta di tutte le conoscenze attuali, partendo dalla preistoria e arrivando ai giorni nostri, mescolando sapientemente ricerca, inchiesta e testimonianze, forniscono la mappatura per orientare l'universo femminile nelle anse dell'estasi, pongono le domande che nessuno osa fare, danno le risposte che tutti cercano. Il loro filo d'Arianna riporta la felicità dei corpi all'ordine del giorno, ridonando piacere al piacere e contribuendo a svelare una volta per tutte le fragili geometrie di quell'appagamento sessuale che sta al cuore del Segreto delle donne.

La commissario non ama la poesia
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Flipo, Georges

La commissario non ama la poesia

Ponte alle Grazie, 09/06/2011

Abstract: Viviane Lancier è il commissario, pardon "la" commissario, della Terza divisione della polizia giudiziaria di Parigi. Prossima ai quarant'anni, reduce dall'ennesimo naufragio sentimentale e afflitta da qualche chilo di troppo, Viviane è tuttavia quel che si dice una donna di polso, a capo di una squadra di soli uomini, che non disdegna di strapazzare alla prima occasione. Ultimamente, poi, tende ad accanirsi sul suo nuovo tenente, Augustin Monot - un tipo fascinoso, peccato quella sua fastidiosa passione per la letteratura -, soprattutto da quando l'ha trascinata in un caso davvero indigesto: la morte di uno strano mendicante noto come Victor Hugo, trovato in possesso di un sonetto inedito di Baudelaire. Stavolta, però, la commissario dovrà ricredersi e, nonostante l'avversione per la poesia, andare al fondo del mistero che si nasconde dietro versi seminatori di morte. Ricco di colti riferimenti letterari, La commissario non ama la poesia è un raffinato poliziesco con una protagonista di profonda umanità, che conquista per l'abilità investigativa e le debolezze umane. Uno stile di scrittura incalzante e ironico, che accompagna il lettore tra le pieghe di un caso intricato e di un sottobosco inesplorato di collezionisti di autografi e grafologi frustrati, che Flipo mette impietosamente a nudo in tutte le loro velleità intellettuali, sullo sfondo di una seducente Parigi di grande atmosfera e fascino.

Sun Tzu e l'arte della seduzione
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Fayard, Pierre

Sun Tzu e l'arte della seduzione

Ponte alle Grazie, 30/06/2011

Abstract: "Lo stratega" scrive l'autore di questo libro, andando al nocciolo del pensiero di SunTzu, "mira a conquistare non tanto le fortezze e le armate del nemico, quanto il suo spirito". Se ciò è vero in materia di generali e di guerra, lo è tantopiù quando si parla di seduzione. La seduzione - non solo quella amorosa, ma anche quella che deve saper mettere in opera il manager, il politico, il comunicatore, il formatore - è un terreno privilegiato di applicazione del pensiero strategico cinese: il suo scopo è conquistare l'altro, non sconfiggerlo né tantomeno distruggerlo, e i suoi strumenti d'elezione sono esattamente gli stessi elencati nel trattato stilato 2500 anni fa e giuntoci con il titolo L'arte della guerra. Proprio come il buon condottiero, il seduttore deve saper analizzare il contesto e i suoi punti favorevoli e sfavorevoli, scegliere i modi più appropriati per avvicinarsi alla preda, leggerne e interpretarne bisogni e desideri, instaurare con lei una relazione aperta e in continuo divenire. Che si tratti di conquistare un nuovo mercato, convincere un consiglio di amministrazione o presentare un progetto, il seduttore è colui che coglie nella realtà i germi del possibile cambiamento e sa scegliere, caso per caso, il modo più efficace per trasformarla, naturalmente a proprio vantaggio. Il generale migliore non usa mai le armi; il vero seduttore fa credere alla preda che solo tra le sue braccia troverà la felicità. "Non si seduce mai da soli, ma grazie all'eco che si risveglia nell'altro e che risuona in noi"

E ora si Ikrea
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Acanfora, Massimo

E ora si Ikrea

Ponte alle Grazie, 19/06/2014

Abstract: Impugniamo il martello, costruiamo qualcosa! Ecco un motto rivoluzionario. L'abilità del fare, del costruirsi le cose è antica come il mondo, quindi attuale e imprescindibile, ma pare essere stata un po' messa da parte. La civiltà industriale ci ha riforniti di oggetti già fatti, il nostro compito è di pagare e leggere il libretto di istruzioni. Proviamo invece a tornare all'antico: torniamo a dare valore al fare, all'agire, al pensare attraverso le mani, a non comprare più oggetti di cui non conosciamo i natali, ma che facciamo venire noi alla luce. Questo libro ci insegna a fare e a trasformare, nel segno del bello e dell'utile: impareremo a costruire mobili fatti con materiali di riciclo, mobili economici, divertenti, ecosostenibili. Ma soprattutto fatti dall'intelligenza delle nostre mani.

Il libro nero dell'umanità
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White, Matthew

Il libro nero dell'umanità

Ponte alle Grazie, 09/10/2014

Abstract: Si può scrivere una storia universale delle atrocità? E se ne può stilare una classifica? Come confrontare misfatti avvenuti in tempi e contesti tanto diversi? Secondo Matthew White, bibliotecario statunitense, ricercatore indipendente specializzato in "atrocitologia", un criterio perfetto non c'è, dunque non rimane che il nudo numero delle vittime: come dice l'autore, "il numero di cui si ha sempre voglia di discutere". Utilizzando le migliori fonti di statistica storica, e compiendo uno studio comparativo senza precedenti, White ricostruisce così i cento avvenimenti più sanguinosi, per un totale di mezzo miliardo di morti, dalla seconda guerra persiana del V secolo avanti Cristo fino al Congo e al Sudan dei nostri anni, passando per decine di eventi meno noti: quanti di voi avrebbero immaginato al sesto posto la rivolta ottocentesca dei Taiping in Cina, con venti milioni di vittime? A ciascuna "atrocità" White dedica un capitolo, e in ogni capitolo avvolge i numeri grezzi con una cronaca militare, politica e sociale di grande utilità e ricca di aneddoti e curiosità inedite, spesso intrisa di ironia e sarcasmo verso l'umana crudeltà e stupidità. Faceto, profondo, duramente realistico, mai ideologico - sfidiamo i lettori a intuire le simpatie politiche dell'autore! - eppure sempre schierato dalla parte delle vittime, Il libro nero dell'umanità, già in corso di traduzione in una dozzina di Paesi, promette di appassionare in tutto il mondo non solo gli amanti della storia, ma chiunque nutra dubbi sulle nostre "magnifiche sorti e progressive".

Risorgere e vincere
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Montano, Aldo - Nardone, Giorgio - Sirovich, Giovanni

Risorgere e vincere

Ponte alle Grazie, 10/05/2012

Abstract: Trionfare alle Olimpiadi non è cosa da tutti. Ma affrontare una crisi durissima e risorgere ai massimi livelli nonostante gli infortuni è forse un'avventura irripetibile per uno sportivo. Il protagonista di questa impresa è Aldo Montano, campione indiscusso della scherma italiana e internazionale degli ultimi anni. È una storia di rivalsa, di vittorie, costellata anche di profondi timori e delusioni, che culmina con l'esaltante conquista che ha portato Montano sul gradino più alto del podio ai Campionati mondiali di Catania del 2011. Il racconto è una cronaca sportiva avvincente, e insieme un moderno romanzo di cappa e spada - incruento e spesso ironico - raccontato da un punto di vista privilegiato, "dietro le quinte", dalle voci dei tre personaggi: il campione Aldo Montano, il commissario tecnico della nazionale di sciabola Giovanni Sirovich e Giorgio Nardone, "psicologo e stratega". Rispettivamente talento, tecnica e forza della mente: al di là delle doti naturali e della potenza muscolare dell'atleta, la performance richiede modelli percettivi e reattivi elevatissimi, in cui la tecnica si fa fluida, spontanea, fino alla "trance agonistica". Così il Problem Solving Strategico, l'ipnosi e gli stratagemmi suggeriti diventano strumenti altamente efficaci a disposizione dello sportivo - e determinanti nel caso di Montano. Il testo, infatti, rappresenta anche una sorta di manuale di scienza della performance. Ma l'autentica bellezza di queste pagine, la loro profonda umanità, è che può riguardare tutti noi da vicino, e insegnarci che il coraggio e il sacrificio sono risorse insostituibili in qualunque situazione.

Il taccuino del naturalista
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Mabey, Richard

Il taccuino del naturalista

Ponte alle Grazie, 25/10/2012

Abstract: I nostri sensi sono uno strumento privilegiato di conoscenza e di comunicazione con la natura, da cui nemmeno lo scienziato può prescindere. Ne è pienamente convinto il famoso botanico inglese Richard Mabey, tanto da dedicare a ognuno di essi un saggio di questa sua raccolta. Riuscendo nell'ardua impresa di coniugare la visione romantica della natura con la scrupolosità dell'osservatore scientifico, Mabey ci regala una raffinata serie di meditazioni poetiche e soprattutto ci guida in un viaggio alla scoperta del mondo naturale in cui siamo immersi, per un godimento sensoriale e intellettuale a tutti gli effetti.

Fare colpo con le parole
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Leith, Sam

Fare colpo con le parole

Ponte alle Grazie, 19/09/2013

Abstract: La retorica è intorno a noi: è nella relazione che facciamo a un importante cliente, nella richiesta di un buon tavolo al ristorante, nella supplica ai nostri figli affinché mangino le verdure. La retorica imprime forza alle parole: persuade, blandisce, motiva e raggira, appassiona e depista... Uno strumento raffinato, dalle molteplici potenzialità, che per molto tempo è stato considerato solo appannaggio dei politici, ma che in realtà usiamo tutti nel quotidiano, probabilmente senza rendercene conto, quindi senza sfruttarne appieno le possibilità. Ed è proprio per imparare a conoscerlo e a padroneggiarlo meglio che Sam Leith ricostruisce le tappe fondamentali della storia – dalle sue origini in Attica fino a Obama, passando per Cicerone, Elisabetta I, Hitler e Jennifer Lopez – in un viaggio unico che, unendo passato e presente, cultura pop e cultura classica, attraverso esempi pratici, ci porterà a conoscere un'arte che è più che mai utile e fondamentale per fare davvero colpo nella vita.

Il cammino immortale
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Rufin, Jean-Christophe

Il cammino immortale

Ponte alle Grazie, 24/10/2013

Abstract: Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale "apprendistato del vuoto". Ottocento chilometri da Hendaye, all'estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l'autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell'Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l'ha percorsa. Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un' "alchimia dell'anima" che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

L'arte di mentire a se stessi e agli altri
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Nardone, Giorgio

L'arte di mentire a se stessi e agli altri

Ponte alle Grazie, 27/03/2014

Abstract: "Non si dicono le bugie!" Quante volte i nostri genitori ce l'avranno ricordato? Chi non ha mai mentito a fin di bene a familiari o amici? Quanti fra di noi non hanno mai taciuto certi segreti scomodi o inconfessabili al partner o, al contrario, giurato un amore eterno quanto irrealistico? "In amore la sincerità a piccole dosi è pericolosa, a grandi è micidiale" diceva Oscar Wilde. Insomma, la sincerità assoluta è una pia illusione. Mentiamo in continuazione, e soprattutto a noi stessi, convincendoci che la realtà non è come è, ma come vorremmo che fosse. Al di qua di ogni moralismo ed evitando una rigida contrapposizione logica o etica tra "vero" e "falso", la menzogna non va condannata in assoluto, ma unicamente nelle sue manifestazioni truffaldine o criminali: mentire non è solo un processo percettivo fisiologico, ma un comportamento intrinseco in ogni forma di comunicazione – affettiva, professionale, politica – di cui dovremmo prendere consapevolezza e sfruttarne le potenzialità. Giorgio Nardone propone un atteggiamento realistico e pragmatico, per cui una bugia va sempre valutata alla luce delle circostanze, delle intenzioni, dei suoi obiettivi e dei suoi effetti. Ognuno di noi dovrebbe imparare l'"arte della menzogna", conoscerne gli stratagemmi e la loro corretta applicazione, trasformandola in un'importante risorsa relazionale. Allora sì potremo ammettere serenamente, e nel senso più autentico dell'espressione, di aver detto una bugia "a fin di bene". Il nostro e quello degli altri.

Fuoco pallido
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Nabokov, Vladimir

Fuoco pallido

Adelphi, 23/04/2014

Abstract: Nel dicembre del 1961, sei anni dopo la pubblicazione di "Lolita", Nabokov termina "Fuoco pallido", prodigio di invenzione e, per alcuni, summa della sua opera: romanzo audace e segreto, che risulta anche più sconcertante quanto alla forma, poiché è costituito da un magistrale poema di 999 versi con relativo commento.Al centro del poema il sessantunenne John Shade, celebre poeta nonché professore al Wordsmith College di una immaginaria cittadina americana della Costa orientale. In quest'opera i ricordi di una vita si mescolano a interrogativi metafisici sull'"abisso immondo, intollerabile" della morte, divenuti sempre più pressanti dopo il suicidio della giovane figlia. Eppure il poema si chiude su un'ironica quanto serena dichiarazione di fede in un vago aldilà di cui l'arte, con la sua armonia, rappresenta una tacita promessa. Shade ignora che la morte, beffarda, è di nuovo in agguato.Al centro del commento, invece, lo snob, egocentrico, bizzarro, importuno Charles Kinbote, visiting professor nella medesima università, nonché amico ed estimatore di Shade. Le sue note – ora pettegole, ora accademiche, ora nostalgiche – vorrebbero condurre il lettore a una corretta interpretazione del poema ricostruendo le affascinanti avventure del suo presunto ispiratore, vale a dire Kinbote stesso, esule di alto lignaggio da Zembla, regno immerso nelle brume di un'esotica Europa. Ma quelle note finiscono per suonare come un'esilarante parodia di due mondi contrapposti, l'aristocratica Zembla precipitata nella Rivoluzione Estremista e la borghese, prosaica, benpensante America che ha accolto il fuggitivo in pericolo.Mirabile mimesi della realtà, "Fuoco pallido" ci guida così alla ricostruzione di uno scenario complesso attraverso tortuosi e frammentari percorsi che aprono interrogativi sempre nuovi: Kinbote è un re in esilio, un pedante profugo di terre lontane, o un soggetto psichiatrico afflitto da monomania? E il poema stesso è autentico, o non piuttosto una parodia, o magari un plagio?Plurimi sono i livelli di realtà che si intersecano nel libro, i falsipiani che moltiplicano le prospettive dell'intreccio rendendolo vertiginoso: "Fuoco pallido" si avvia sereno come una pastorale, esplode in commedia festosa, si inerpica fino al culmine dolente di un'elegia, prende il largo sotto le sembianze di racconto avventuroso, ma la sua nota dominante resta quella tragica della solitudine."Fuoco pallido", scritto in inglese tra il 1960 e il 1961, apparve nel 1962.

Quell'orribile forza
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Lewis, Clive S.

Quell'orribile forza

Adelphi, 23/04/2014

Abstract: Molti mondi il professor Elwin Ransom ha attraversato, nei primi due volumi della "trilogia cosmica" di C.S. Lewis che qui si conclude. E i racconti delle sue avventure si intrecciavano, per gli amici riuniti ogni giovedì sera nell'appartamento dell'autore al Magdalen College di Oxford, con i capitoli del "Signore degli anelli" che J.R.R. Tolkien stava contemporaneamente componendo.Ma ora Ransom, dopo tanti viaggi in universi misteriosi e remoti, è tornato sulla terra, nel microcosmo apparentemente ristretto e realistico di una piccola università. Quotidianità illusoria, come Lewis stesso volle precisare: "Se mi si chiederà perché comincio con scene e personaggi così prosaici, pur avendo intenzione di scrivere di maghi, di demoni, di animali da pantomima e di angeli planetari, risponderò che mi limito a seguire il metodo della favola tradizionale, metodo di cui non sempre siamo consapevoli, perché le casette, i castelli, i boscaioli e i re meschini con cui iniziano le fiabe ci sono diventati estranei quanto le streghe e gli orchi che entrano in campo subito dopo, ma non lo erano affatto per coloro che inventarono quelle storie o che per primi si divertirono ad ascoltarle".Così, a poco a poco, secondo il più classico tra i canoni della letteratura fantastica, il reale – Bracton College e i suoi edifici, l'Istituto nazionale per il coordinamento degli esperimenti, che è una anticipazione impressionante dei più recenti terrori tecnologici, l'amore coniugale, l'orso addomesticato, le campagne e i villaggi dei dintorni, all'apparenza così pacificamente inglesi – si modifica e si trasfigura assumendo quella dimensione profonda, davvero "sovrannaturale", che ne è per l'autore il vero volto misconosciuto. E allora si svelerà il vero tema magico di tutta la trilogia: il risveglio di Merlino.

I detective selvaggi
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Bolaño, Roberto

I detective selvaggi

Adelphi, 23/04/2014

Abstract: "Anziché lo scrittore," ha detto una volta Roberto Bolaño "mi sarebbe piaciuto fare il detective privato. Sicuramente sarei già morto. Sarei morto in Messico, a trenta, trentadue anni, sparato per strada, e sarebbe stata una morte simpatica e una vita simpatica". Simpatica, eppure segnata già dalla sconfitta e dalla follia, dissipata e bohémienne, esaltante e allucinata, dopata di sesso, poesia, marijuana e mezcal, è sicuramente la vita dei protagonisti di questo libro, che Enrique Vila-Matas ha descritto come "il viaggio infinito di uomini che furono giovani e disperati, ma non si annoiarono mai". "I detective selvaggi" è infatti il romanzo delle loro avventure, ed è quindi un romanzo di formazione; ma è anche un romanzo giallo nonché, come tutti quelli di Bolaño, un romanzo sul rapporto tra la finzione e la realtà. Un libro, ha scritto un critico messicano, "simile a uno stadio dove la gente entra ed e­sce in continuazione", e dove, come avviene in "2666", si incrociano e si aggrovigliano, spesso contraddicendosi, le "versioni" di un'infinità di personaggi (tutta gente che "on the wild side" non si è limitata a farci un giro): poetesse scomparse nel deserto del Sonora e puttane in fuga, ex scrittori di avanguardia e magnaccia imbufaliti, architetti vaneggianti e poliziotti corrotti, cameriere libidinose e poeti bisessuali, e poi avvocati, editori, neonazisti e alcolizzati. "Credo" ha affermato Bolaño "che il mio romanzo possegga tante letture quante sono le voci che contiene. Lo si può leggere come un'agonia. Lo si può leggere anche come un gioco".

La via del lupo
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Ferrari, Marco Albino

La via del lupo

Laterza, 30/04/2014

Abstract: Il lupo è tornato, riconquistando gli antichi territori. Se quarant'anni fa in Italia la specie sembrava prossima all'estinzione, oggi il vento ha cambiato il suo giro e i tempi difficili sono finiti. Quello scritto da Marco Albino Ferrari non è solo un sorprendente libro di etologia, ma anche un inedito diario di viaggio in luoghi marginali, misteriosi, affascinanti: il grande corridoio ecologico della nostra Penisola dove la natura riassorbe i vecchi sentieri, i terrazzamenti, gli antichi paesi abbandonati. Claudio Visentin, "Il Sole 24 Ore"Ferrari parte dai Monti Sibillini e risale mezza Italia, raccontando il cammino del lupo che dall'Umbria e dalle Marche arriva fino in Valle d'Aosta percorrendo la dorsale appenninica e le Alpi occidentali. Attraversando le Foreste Casentinesi, le zone dei Cento Laghi, le Alpi Marittime e la Valsavarenche, Ferrari incontra uomini e donne che per mestiere e con passione hanno seguito la storia del lupo in Italia per molti decenni. "L'Indice"

Il nuotatore
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Zander, Joakim

Il nuotatore

Bompiani, 23/04/2014

Abstract: Damasco, primi anni '80. Una donna va verso un'auto, il suo compagno, un agente segreto, tenta di raggiungerla, e porta in braccio una bambina, tentando di proteggerla. La donna mette in moto l'auto, che esplode, inaspettatamente.Lei muore, il suo compagno si ritrova in terra, con il suo corpo protegge sua figlia, miracolosamente illesa. Ma è costretto ad abbandonarla presso l'ambasciata svedese, per salvarla. Bruxelles, trent'anni dopo. Klara Walldoen – assistente di una nota parlamentare europea – entra in possesso di informazioni sensibili e riservatissime. È in pericolo, quei file riservati e trafugati non devono per nessun motivo essere diffusi. E chi ne è a conoscenza deve essere eliminato.Sempre a Bruxelles, un giovane e rampante lobbista senza scrupoli, George Loow, riceve un incarico da una misteriosa e ambigua società americana: raccogliere informazioni su Klara Walldoen e il suo ambiente di lavoro.Tre personaggi coinvolti in una tela di ragno che pure contribuiscono, involontariamente, a tessere, da cui sembra impossibile liberarsi e che può costare la vita. Tre personaggi legati da fili oscuri e invisibili, vincoli di sangue e di interesse che devono decifrare per sopravvivere. Forse.Il nuotatore non è solo un thriller adrenalinico e serratissimo. È il conflitto di uomini e donne con il proprio passato e la ricerca di un riscatto. È il ritratto di una classe politica europea meschina e affaristica; e, soprattutto, è la storia di una donna, Klara, del suo coraggio e della sua sfacciata libertà.