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Il vecchio al mare
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Starnone, Domenico

Il vecchio al mare

EINAUDI, 19/03/2024

Abstract: "Nel corso della mia vita ho fatto di tutto, proprio di tutto, per smania di racconto". Sulla spiaggia di un ottobre caldissimo c'è un vecchio signore che legge, scrive, passeggia. Una mattina qualcosa gli leva il respiro, gli sfugge. Cosa se ne sta andando per sempre? Muove da questo istante di smarrimento un racconto vorticoso e raffinatissimo, teso e scanzonato, che insegue Rosa, ombra di madre sarta, morta troppo presto, e Lu, giovane commessa di boutique che, nel tempo libero, coltiva la passione per la canoa. Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull'amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura. Gli ultimi sessant'anni di Nicola sono stati una corsa. Ha amato, ha promesso molto e dato molto meno, inseguendo un'idea tutta sua di felicità svagata. Ora ha ottantadue anni, e da tredici giorni ha preso in affitto una casa al mare tra le dune. Ogni mattina va a sedersi in spiaggia, in camiciola e calzoncini, quaderno e matita in mano, e osserva una ragazza pagaiare con eleganza tra le onde. Lu ha vent'anni e quando non va in canoa fa la commessa nella boutique di Evelina. A Nico fa venire in mente sua madre, anche se non le somiglia, come del resto nessuna delle donne della sua vita. Una madre morta troppo presto, reinventata dalla memoria e dalla fantasia, una madre che si faceva bella come un'attrice anche solo per uscire a fare la spesa, che cuciva abiti per le sue clienti, ma soprattutto per sé, quasi una disobbedienza, una fantasia peccaminosa, contro la gelosia furibonda del marito. Per questo gli abiti femminili per Nicola sono tuttora una festa, il segno di una passione ancora viva per le donne. Cosí nella boutique di Evelina assiste incantato, sedotto, al susseguirsi di blazer e caban, taffettà e seta damascata, che le amiche di Evelina prima e Lu poi si scambiano entrando e uscendo dai camerini. In una cittadina ventosa in cui sembra non accadere nulla, Nicola prova a districare le matasse di un variegato catalogo umano fatto di dispetti e pettegolezzi. E allora forse comprarsi un kayak, alla sua età, e andare a caccia di piovre giganti insieme al piccolo figlio di Lu diventa il modo per imbastire la trama di un'infanzia ancora tutta da scrivere, nell'inesausto tentativo di "trovare le parole giuste per dare un senso a ciò che mentre vivi viene giú a vanvera". Il vecchio al mare ha la malinconia di certi orizzonti meravigliosamente lontani visti la sera da terrazze piene di salsedine, e di quegli incontri casuali, un mattino d'ottobre sul bagnasciuga, che a distanza di tempo ricordiamo con gratitudine. Il nuovo romanzo di Domenico Starnone è un perfetto congegno di erotismo, crudeltà, sottigliezza.

Aut-Aut
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Batuman, Elif - Aceto, Federica

Aut-Aut

EINAUDI, 12/03/2024

Abstract: 1996. Selin è l'unica della sua famiglia turca a essere nata negli Stati Uniti e tanto fortunata da frequentare Harvard. Ora che è al secondo anno, sente di dover compiere qualcosa di straordinario. Ma prima ha un paio di questioni da risolvere. Come decifrare gli eventi dell'estate passata nella campagna ungherese o definire il rapporto con Ivan, la sua fiamma che brucia in una non-relazione a distanza. E soprattutto trovare al piú presto un modo - o meglio qualcuno - che le consenta di raggiungere l'obiettivo fondamentale della giovinezza: (fare) l'amore. Tra party universitari, pagine di libri e rocambolesche prime volte, riuscirà Selin a diventare finalmente l'eroina del romanzo della sua vita? "Batuman ha il dono di far sembrare l'universo quel corso di letteratura piacevole e divertente che vorresti che fosse..." "The New York Times" 1996. Selin ha superato, in tutti i sensi, il primo anno di Harvard ed è tornata dalla campagna ungherese dove ha soggiornato per un programma estivo illuminante sotto molti punti di vista, tranne l'unico che le interessava: Ivan. Il brillante matematico ungherese, l'enigmatico, impossibile Ivan con cui Selin ha avuto un'insolita relazione online (ante litteram), ormai volato a Berkeley per proseguire gli studi. Ma ora che è iniziato il secondo anno, Selin è decisa a non perdere tempo - ogni cosa alla sua età ha un carattere d'urgenza - e a non lasciare nulla di intentato. Per iniziare al meglio, sceglie di seguire le lezioni di letteratura sul caso. Cercando in libreria i testi per il corso, Selin nota Aut-Aut e rimane colpita dall'affermazione che campeggia in quarta: "E quindi, o si vive esteticamente o si vive eticamente". Selin non crede ai propri occhi: ci sono davvero libri che parlano di lei e della sua amica Svetlana, che fin dai primi tempi dell'università si servono del binomio "etica ed estetica" per sviscerare le rispettive differenze. Selin esce dalla libreria con l'opera di Kierkegaard e, per necessità curriculari, Nadja di Breton, convinta che quei libri le cambieranno la vita. Prima che si compia qualsiasi straordinario rivolgimento, però, Selin deve risolvere la complicata crisi di coppia con Ivan - che si annuncia irrisolvibile in quanto bisognerebbe prima di tutto essere una coppia -, fare chiarezza su certi strani eventi, come i tentativi di contattarla da parte dell'ex del suo amato, o dare un senso alle dinamiche dei pranzi in mensa e delle feste alcoliche. E in queste ultime trovare un'ispirazione, possibilmente in carne e ossa, che la aiuti a disfarsi dell'ingombrante peso della verginità. Forse sarà il sesso a restituire a Selin la capacità di vedere la sua vita come un racconto. Oppure sarà un avventuroso viaggio in Turchia a regalarle un'esistenza romanzesca. Ma come evitare di trasformarsi nella protagonista ferita e disperata, mediamente folle, tanto cara alla letteratura (non a caso prodotta da uomini per secoli e secoli)? Tra incredibili party universitari, pagine spietate e rocambolesche prime volte, riuscirà Selin a diventare l'eroina del romanzo della sua vita, e magari a esserne anche l'autrice?

La ragazza sul divano
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Fosse, Jon - Perin, Graziella

La ragazza sul divano

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Questo testo teatrale del Premio Nobel, scritto nel 2002 per il Festival di Edimburgo, viene messo in scena da Valerio Binasco, debutto al Carignano di Torino nel marzo 2024. Un'occasione per conoscere la drammaturgia dello scrittore norvegese attraverso uno dei suoi testi piú acclamati e piú rappresentati nel mondo. Al centro della scena una donna di mezza età cerca di dipingere il ritratto di una ragazza seduta su un divano, lei stessa in anni passati. A poco a poco le si affiancano la stessa ragazza e altre figure della sua famiglia: la madre con la quale ha sempre avuto un pessimo rapporto, la sorella sessualmente disinibita che tanto ha invidiato, il padre marinaio che tanto ha amato, lo zio che ne ha preso il posto accanto alla madre in una situazione amletica. Al centro c'è una scena primaria: "Succede. Perché si vede una cosa e poi non si riesce piú a scordarla" dice la donna a un certo punto. Ma davvero la questione del tradimento della madre è il motore di tutto, o è un alibi che spiega solo parzialmente il fatto di non essere "molto brava a vivere"? La forza di questa pièce sta nei tempi mescolati: tutto sulla scena accade in modo simultaneo creando una serie di cortocircuiti esistenziali e rappresentativi molto spiazzanti. Le battute tra i personaggi del presente e quelli del passato non dialogano ma si richiamano per echi. "In un certo senso anche la vita è un'eternità" dice ancora la donna. Il tempo è il vero protagonista, ma è rappresentato come una gabbia paralizzante da cui non si esce. Tutto è fissato una volta per sempre e le opzioni per lacerare questo teatro di ripetizioni (accettare le proposte di un uomo innamorato, andare a vedere la madre morente) vengono sistematicamente e coerentemente rifiutate.

Bello Mondo
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Gualtieri, Mariangela

Bello Mondo

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Poesie essenziali eppure misteriose, aperte al mondo nella loro impenetrabilità, perfette per accompagnare l'attimo piú fugace e fragile dell'esistenza, sospeso tra l'infanzia e l'età adulta, tra il selvatico e l'addomesticato, in cui si vuole urlare tutto ma niente è mai chiaro.La poesia è qualcosa che fanno i morti, sembrano spesso pensare i giovani. Eppure sono proprio loro quelli piú affamati di poesia, quelli che possono accogliere la densità poetica con il cuore davvero spalancato. E questa silloge di Mariangela Gualtieri, che mai ha smesso di essere ragazza ardente, si compone delle poesie che lei stessa ha immaginato poter risuonare piú forti nelle loro anime spaesate, sole e assetate di vertigine. Dentro ci sono i suoi componimenti che piú bruciano, che parola dopo parola incidono solchi nella carne viva di ogni lettore, e che ne hanno fatto una delle poetesse piú lette e amate d'Italia; la poetessa che meglio può arrivare a toccare i sentimenti di chi attraversa quella stagione della vita in cui ogni cosa pare brillare di un amore piú intenso e piú vero.

Annali
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Tacito, Publio Cornelio - Oniga, Renato - Franco, Carlo - Lenaz, Luciano - Baldo, Gianluigi - Franzoi, Alessandro

Annali

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Testo latino a fronteL'opera del piú grande storico della letteratura latina, percorsa dalla triste constatazione che il governo del mondo sembra non potersi sottrarre all'inevitabilità del male.

Il corpo umano
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Giordano, Paolo

Il corpo umano

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Un romanzo di guerra, anzi, un romanzo sulla guerra, nelle sue molteplici incarnazioni: la guerra propriamente detta, quella in Afghanistan; la guerra piú sfuggente ma altrettanto dolorosa dei rapporti intimi, affettivi e famigliari; e la guerra, invisibile e pericolosissima, della rabbia contro se stessi. Un romanzo che ci ricorda cosa significa essere umani."Tutto quello che finiremo col leggere ci coinvolge e ci riguarda".Antonio Gnoli, "la Repubblica" "Pagine splendide e inesorabili".Massimo Gramellini, "La Stampa" "Il corpo umano si legge come un romanzo d'avventura che però continuamente ci ricorda che il tempo dell'epica e degli eroi è irrimediabilmente finito".Elisabetta Rasy, "Il Sole 24 Ore" Nella vita di un soldato, il "corpo militare" è una seconda casa, la divisa una seconda pelle che uniforma chi la indossa. Sotto la divisa però i "corpi umani" sono tutti diversi, battono cuori spesso giovani, ognuno con le proprie contraddizioni, le proprie fragilità. Lo sa bene il tenente medico Alessandro Egitto, che è in Afghanistan da centonovantuno giorni. Lo sanno bene i ventisette ragazzi del terzo plotone della compagnia Charlie comandati dal maresciallo Antonio René. Lo sa benissimo Roberto Ietri, l'ultimo arrivato, che ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per loro, la missione nella valle del Gulistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, ignorano che la regione a cui sono destinati è una delle piú pericolose di tutta l'area del conflitto, dove il nemico c'è ma non si vede, al riparo di una montagna che incombe sulla base militare "Ice" e sembra mostrare a tutti i costi la propria innocenza: difficile credere che ospiti una miriade di anfratti dai quali i talebani spiano ogni movimento, mentre al campo base i soldati, stremati dal caldo e dalla convinzione strisciante che la minaccia sia irreale, trascorrono le giornate tra turni di guardia e distrazioni di ogni tipo. Finché la guerra non esplode sotto i piedi e grandina sopra le teste. Allora il corpo militare si frantuma in tanti corpi umani: alcuni passano all'azione, altri si paralizzano; alcuni compiono scelte giuste, altri scellerate; alcuni vivono, altri muoiono. Per chi rimane, la vita cambia in un istante. E al ritorno a casa, avrà superato irreversibilmente la linea d'ombra che separa la giovinezza dall'età adulta.

Il femminismo non è un brand
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Guerra, Jennifer

Il femminismo non è un brand

EINAUDI, 05/03/2024

Abstract: Negli ultimi dieci anni il femminismo è tornato a essere un fenomeno di massa, colorando di rosa i simboli dell'emancipazione femminile e delle nobili cause a essa associate. Spesso però sotto questo colore si nascondono operazioni opache. Un femminismo addomesticato, affine agli interessi di politici e aziende, è davvero femminismo? Ma soprattutto questa versione mainstream è una variante del femminismo o una strategia del capitalismo? Oggi a un'adolescente basta aprire Instagram per imbattersi in riflessioni femministe (o pseudofemministe), risparmiandosi la necessità di unirsi a un collettivo o a un gruppo di autocoscienza. Brand di abbigliamento si improvvisano femministi e producono magliette in serie con frasi inneggianti al girl power. Pagine social e piattaforme digitali graficamente accurate alternano post o storie motivazionali a inserzioni pubblicitarie. Innumerevoli servizi immateriali propongono corsi sull'empowerment, sulla valorizzazione femminile, su come rendere piú women friendly il proprio business. Inoltre l'ossessione recente per le celebrity femministe promuove l'idea che un certo tipo di femminismo sia da mettere in soffitta per fare spazio a un femminismo nuovo, egemonico, che nasconde sotto il tappeto i pensieri piú radicali e si fa portatore di valori positivi, anche se profondamente contraddittori. Come scrive Jennifer Guerra in questo saggio acuto, la recente riemersione del soggetto politico femminista in un paradigma economico che non si fa scrupoli a capitalizzare i temi sociali in nome del profitto ci pone di fronte a delle sfide nuove. Il primo nodo da sciogliere è se le aziende e i marchi si meritino il "patentino" del femminismo e il secondo, forse piú impegnativo da sbrogliare, riguarda l'influenza che la nuova postura della brand identity esercita sulla pratica femminista. Per tentare di dare una risposta a queste domande, è necessario capire come si è arrivati a questo punto.

Il mondo dello zucchero
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Bosma, Ulbe - Palombi, Valentina

Il mondo dello zucchero

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Rovesciare una bustina di zucchero nel caffè è un gesto tanto comune da essere quasi invisibile. Eppure non c'è niente di scontato nella straordinaria ascesa dello zucchero: la sua è una storia d'ingegno e potenza che nasconde un lato oscuro fatto di sfruttamento, razzismo e distruzione ambientale."Bosma ha preso un minuscolo cristallo di zucchero e ne ha fatto un prisma attraverso cui osservare e capire il mondo in cui viviamo"."Los Angeles Review of Books" Prendere una bustina di zucchero e rovesciarla nel caffè è un gesto quotidiano, naturale, lo facciamo piú volte al giorno, senza dargli alcun peso. Eppure lo zucchero bianco da tavola ancora fino a duecento anni fa era un bene di lusso, perché in realtà è tutt'altro che un elemento naturale: ci vogliono creatività e pazienza per arrivare ad estrarlo dalla molecola vegetale e poi un ulteriore sforzo per raffinarlo. La sua vicenda storica, proprio per via di questa difficoltà produttiva, è relativamente recente, non ha piú di 2500 anni. In particolare, la vicenda dello zucchero bianco e cristallino, quello a cui siamo abituati, inizia mille anni piú tardi, in Asia, dove viene consumato, a piccolissime dosi, nei grandi banchetti e nelle cerimonie di corte, oppure come medicinale miracoloso. Dai palazzi regali comincia una diffusione lenta e capillare in tutto il continente, che lo porta a raggiungere anche il Nordafrica. E infine l'Europa, dove si trasforma in una merce globale e il suo destino si lega a doppio filo con la schiavitú: si stima che piú della metà dei 12,5 milioni di africani deportati dall'altra sponda dell'Atlantico fossero impiegati nelle piantagioni di zucchero. Oggi quella merce globale abbonda sulle tavole di mezzo mondo, nascosta anche dove non ci si aspetterebbe di trovarla, con costi ambientali e sociali che rischiano di essere devastanti.

Social
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Taddeo, Gabriella

Social

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Siamo dominati dal potere dei social, una condizione che ci appare ineluttabile e allo stesso tempo poco comprensibile. Da strumenti ideati per favorire le relazioni, i social negli anni sono diventati sempre piú mezzi di informazione, di intrattenimento e di crescita personale. Allo stesso tempo, con pari o maggiore intensità, li interpretiamo come zone franche, in cui allentare la morsa sociale per lasciarci andare al divertimento infantile, al narcisismo, all'esaltazione tribale o alla semplice apatia. Essi sono, oggi, una vera e propria "industria delle relazioni". In questa industria, i mezzi di produzione appartengono a pochi, ultrapotenti monopolisti mondiali, che concepiscono e dettano le regole del gioco. Con la conseguenza, spesso, di farci sentire succubi, se non vittime, di dinamiche costruite per noi e allo stesso tempo senza di noi. Ma come funzionano veramente queste "macchine di socialità"? In che modo sono riuscite in pochi anni a catturarci e a invischiare cosí tanto le nostre vite con le loro interfacce e algoritmi?

Bagai
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Cornalba, Samuele

Bagai

EINAUDI, 05/03/2024

Abstract: "Un giovane protagonista impara l'insensatezza del mondo; un giovane scrittore scopre la propria insopprimibile vocazione. Da questa accoppiata nascono la tremenda semplicità e la tremenda forza dell'esordio di Cornalba". WALTER SITILo spaesamento, la paura, il desiderio. Il libro dei vent'anni.Elia non è molto bravo a provare sentimenti. Se ne va in giro con il pollice sulla rotella dello Zippo e dentro ha un dolore che non finisce mai. Poi arriva Camilla, che si avvicina "come se lui le dovesse una spiegazione, un posto vicino sul pullman, un po' d'affetto". E arrivano dal passato dei segni che sono come schiaffi, o carezze. Forse dall'inquietudine e dalla provincia non ci si salva neanche con l'amore travolgente dei vent'anni; a volte, però, ci sono persone e pensieri e dettagli che possono rendere il futuro un luogo meno spaventoso. Bagai è l'esordio di uno scrittore nato nel 2000, ma non è un romanzo generazionale: è un urlo potentissimo. La dimostrazione che il talento non aspetta, esiste e basta."Bagai è lui, bagai è Andrea, bagai sono i ragazzi di Pandino, della provincia, quelli che corrono senza direzione, che scappano da un mondo incendiato". Di cose da offrire a un ragazzo di diciott'anni, Pandino non ne ha poi molte: novemila abitanti, quindici bar, dieci parrucchieri, cinque pizzerie d'asporto, una torre dell'Enel dove s'intrecciano i graffiti d'intere generazioni, due chiese, un santuario, neanche una libreria. Elia vive da sempre nei confini di questo perimetro: la scuola, qualche festa, il migliore amico attivista che cerca invano di scuoterlo con le sue battaglie politiche, il padre che ce la mette tutta anche se non basta mai. Quando all'improvviso fa capolino nella sua vita, Camilla può sembrare un lampo di luce, ma con lui - e con la sua apatia, con il muro che anno dopo anno ha costruito tra sé e il mondo - è tutto piú difficile. Perché dentro gli brucia un dolore incontrollabile, che pulsa sempre. Una sofferenza che sommerge ogni cosa, anche le poche a cui tiene davvero. Elia è uno che ferisce chi gli è vicino, inavvertitamente; vorrebbe aprirsi, ma non sa da dove iniziare. E Camilla, con le sue unghie smangiate, con il suo sguardo che è "come un'infezione", con la musica, con i libri, questo ghiaccio prova a scioglierlo: la fine della scuola però è dietro l'angolo, e subito dopo bisognerà inventarsi un futuro lontano da lí, perché in fondo nessuno "sprecherebbe tutta la vita in una merda di palude". Difficile, comunque, immaginare il dopo: "Metà di noi finirà in un'università olandese, l'altra metà a servire in un pub a Londra, che adesso esce pure dall'Europa... vabbè, facciamo Berlino". Samuele Cornalba ha poco piú di vent'anni e nel suo primo romanzo ha semplicemente raccontato ciò che conosce meglio: come funziona la testa di un ragazzo nato nel 2000. Ci trascina nella storia di Elia con naturalezza, a colpi di immagini poetiche e dialoghi di un'autenticità spiazzante. Basta un attimo per specchiarci tutti, giovani o meno, nella sua scrittura. Per riconoscerci.

Il cammino del morto
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McMurtry, Larry - Emo, Margherita

Il cammino del morto

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: Una distesa insieme maestosa e spietata, dove né il viaggiatore ben armato né il bisonte piú robusto sanno per certo se arriveranno a sera: ecco l'Ovest americano alla metà dell'Ottocento. Gus e Call - l'avventato e il giudizioso, il fanfarone e il taciturno, il donnaiolo e il riluttante - sono come il giorno e la notte, ma hanno una cosa in comune: tanta voglia di avventura. Perché, allora, non entrare nei Texas Ranger? Tutti sono stati giovani, anche gli induriti cowboy protagonisti di Lonesome Dove: questa è la storia di come tutto ebbe inizio."Larry McMurtry, qui in gran forma, è uno dei migliori romanzieri americani di sempre"."Los Angeles Times" Tutti sono stati giovani, anche Gus e Call, gli induriti venditori di bestiame protagonisti di Lonesome Dove. A quell'epoca, gli anni Quaranta dell'Ottocento, le praterie a ovest di San Antonio erano ancora selvagge e dominate dagli indiani. Dunque chi meglio di due ragazzi sbandati e un po' ingenui per rimpolpare la compagnia di Texas Ranger in partenza per El Paso? Un fucile, un cavallo, la promessa di una paga e si va. Ma in giro c'è Buffalo Hump, l'abile e brutale capo comanche, e il battesimo della strada si celebra con il sangue. La vita in città è senz'altro piú sicura, ma anche piú noiosa. Ecco, quindi, che Gus e Call si rimettono in viaggio unendosi a una spedizione per la conquista di Santa Fe, florida città del New Mexico. A guidarli c'è un ex pirata che della terraferma non si intende molto. È un male, perché stavolta la lista dei pericoli è davvero lunga: ai Comanche con la passione degli scalpi si aggiungono Apache amanti delle torture, messicani piú combattivi del previsto e una natura inospitale fatta di orsi inferociti, fiumi in piena e siccità estrema, che mostra il suo lato peggiore nel famigerato "cammino del morto". A partire sono in duecento, ma non tutti faranno ritorno. Il cammino del morto fa parte della quadrilogia del West che ha reso celebre McMurtry: pubblicato dopo Lonesome Dove e Le strade di Laredo, è il prequel che racconta come tutto ebbe inizio.

Il diario del respiro
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Scelzo, Cristina

Il diario del respiro

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: Ti senti mai come se avessi perso la rotta?Ti capita mai di sentirti disorientato, inerme nel marasma caotico della tua esistenza, che comunque, nonostante tutto, va avanti?Hai presente quei momenti in cui non sai cosa vuoi, in cui ogni scelta sembra quella giusta ma allo stesso tempo sembra anche sbagliata?RESPIRA. Giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio, pagina dopo pagina, con questo diario pratico imparerai a gestire il tuo respiro, a controllare tristezza, ansia, vergogna, solitudine, senso di colpa, senso di inferiorità, disorientamento. Si consiglia di leggere questo ebook su un dispositivo che permetta di scrivere, oppure tenendo a portata di mano un quaderno.

Vincere o niente
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Grover, Tim S. - Lesser Wenk, Shari - Sora, Alessandra

Vincere o niente

Mondadori, 19/03/2024

Abstract: Tim Grover nella sua carriera come coach ha allenato e aiutato a raggiungere il successo Michael Jordan e Kobe Bryant, i più grandi campioni della storia del basket. La sua formula è semplice: per vincere, nel lavoro, nella vita o nello sport, bisogna essere costantemente affamati di sfide, bisogna mettersi sempre in discussione, impegnarsi al massimo per eliminare tutti quei cliché e quei pensieri negativi che ci rendono mediocri. Che tu sia un atleta, un imprenditore, un dipendente, un libero professionista cambia poco o nulla; il mindset per raggiungere la vittoria deve essere lo stesso.Vincere o niente è un percorso che, attraverso 13 principi fondamentali, struttura uno schema infallibile per migliorare le tue performance, per abbattere tutte le piccole grandi bugie che ti costruisci, autosabotandoti, e che ti impediscono di esprimere il massimo del tuo potenziale. Prima di iniziare, però, devi essere pronto a buttarti nella mischia senza la paura di affrontare gli ostacoli e le sfide che il metodo di Tim Grover metterà sul tuo cammino. Non c'è spazio, infatti, per chi non crede davvero di voler cambiare, di voler migliorare, per chi non desidera raggiungere il successo con tutte le sue forze.Non sarà facile, ma se vi affiderete con convinzione a Tim Grover, come hanno fatto i più grandi atleti dello sport contemporaneo, capirete finalmente come innalzare il vostro livello e come diventare i campioni in quello che fate, senza aver più alcun timore nei confronti di possibili avversari, competitor o sfide che sembrano apparentemente impossibili da vincere.

Il carnefice. Storia di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine
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Iovane, Antonio

Il carnefice. Storia di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: C'è un uomo a Bariloche, ai piedi delle Ande, che ogni mattina raggiunge la scuola tedesca dove insegna, fa lezione ai ragazzi e per pranzo torna a casa dalla moglie. Vive lì da quasi cinquant'anni, è perfettamente integrato, rispettato, ha una solida rete di amicizie.Un giorno, fuori dalla porta trova ad attenderlo una troupe televisiva americana. "Signor Priebke?" gli chiede un giornalista. "Lei era nella Gestapo nel '44, giusto? A Roma?" L'uomo rimane impassibile, sembra non capire. Poi annuisce.Come ha fatto Erich Priebke, il capitano della polizia tedesca che il 24 marzo 1944 chiamava i nomi dei 335 uomini da condurre all'interno delle Fosse Ardeatine per essere fucilati, a fuggire in Argentina e vivere indisturbato per mezzo secolo senza che nessuno gli chiedesse ragione dei suoi crimini?Attraverso un monumentale lavoro di ricerca, un'appassionata serie di interviste ai protagonisti della vicenda e materiale del tutto inedito, Il carnefice racconta tre storie: quella della cattura del vecchio nazista grazie al lavoro di agenti internazionali, l'estradizione e i processi in un Paese profondamente diviso tra chi chiedeva giustizia e chi invocava clemenza per un uomo ormai anziano; quella della carriera di Priebke a Roma, del suo ruolo di predatore di partigiani e della fuga rocambolesca in Argentina dopo la caduta del Reich; e infine una storia di radici, quelle dell'Italia di oggi, con le sue contraddizioni e i suoi antagonismi mai superati, e di Antonio Iovane, che mentre scriveva, indagava ed entrava nel cuore nero della Storia, si è trovato davanti a una verità perturbante.

Frontiera
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Costa, Francesco

Frontiera

Mondadori, 05/03/2024

Abstract: C'è una storia che ascoltiamo da un po' di tempo, e descrive la più grande superpotenza del pianeta come in balìa di un irrimediabile declino.È la narrazione di un paese che balla sull'orlo del precipizio, dove la radicalizzazione non è arrestata, le differenze fra conservatori e progressisti si sono allargate e le donne hanno perso persino il diritto a interrompere una gravidanza. Tutto vero. L'aria che si respira oltreoceano è elettrica, le tensioni razziali si sono inasprite e c'è un ex presidente che ha cercato di restare al potere dopo la sconfitta, che deve rispondere di oltre 90 gravi capi d'accusa e che nonostante questo - o proprio per questo? - è venerato da un'agguerrita minoranza della popolazione.Eppure sta succedendo anche altro. Gli Stati Uniti hanno ampliato la forza lavoro come non era mai accaduto prima, stanno riducendo le diseguaglianze, hanno innescato una rinascita industriale, hanno approvato il più grande investimento di sempre contro il cambiamento climatico. Non hanno mai avuto così tante donne con un lavoro, così tante persone con disabilità con un lavoro; il reddito mediano non è mai stato così alto, le persone afroamericane sotto la soglia di povertà mai così poche. Il tutto mentre la Cina affronta una fase di grande incertezza e rinuncia al sogno del tanto atteso sorpasso.Gli Stati Uniti d'America stanno attraversando un momento affascinante e contraddittorio, poco compreso e per certi versi unico nella loro vicenda nazionale. Com'è possibile che queste cose accadano contemporaneamente, nello stesso posto? Cos'hanno in testa gli americani, al di là delle caricature che vanno forte sui media?Attraverso un racconto frastagliato e mai lineare, come la realtà che descrive, Francesco Costa ci accompagna in un sorprendente viaggio on the road nel Nuovo Mondo, procedendo frammento dopo frammento nell'esplorazione di un paese che trova sempre il modo di mostrarci le prove generali di quello che vedremo dalle nostre parti, nel bene e nel male. Buon viaggio.

Notte di vento che passa
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Agus, Milena

Notte di vento che passa

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: Questa è la storia di Cosima e dell'anno più memorabile della sua vita, quello in cui compie diciott'anni e le succedono "tantissime cose per la prima o per l'ultima volta".Cosima è una sognatrice, fin da quando è piccola vive dentro i libri, anzi letterarizza tutto ciò che la circonda, e così anche le cose più squallide ai suoi occhi diventano poetiche e affascinanti. E lo stesso fa suo padre, un inguaribile idealista che affronta la povertà con allegria, mentre la madre lavora per mantenere tutta la famiglia e si dispera perché in paese si mormora che sono gente da poco, gentixedda. Fino a che non si decidono a lasciare la campagna e a trasferirsi nella vicina Cagliari. Qui, a Cosima piace molto andare al Poetto e frequentare il liceo classico, dove ha una prof di lettere che la incoraggia a scrivere e a considerare Calvino, Shakespeare e Deledda come degli amici, e un compagno di classe che odia i ricchi e sogna di trasformare la Sardegna nella Cuba del Mediterraneo. Ma Cosima sente spesso la nostalgia del paese, e durante uno dei suoi ritorni incontra Costantino, un pastore scontroso e tormentato che ama suonare la fisarmonica. Lo trova bellissimo, rivede in lui l'Heathcliff di Cime tempestose e, nonostante gli avvertimenti del suo miglior amico, se ne innamora rovinosamente.Quando il mondo reale comincia a incalzare coi suoi problemi, Cosima sarà costretta a scendere dall'albero su cui, come una baronessa rampante, avrebbe volentieri trascorso tutta la vita. Le toccherà piantare i piedi per terra e provare a capire che tipo di adulta vuole diventare e quale amore vuole inseguire. Di questa tensione universale tra il desiderio di sognare e l'esigenza di abitare la realtà si nutre la scrittura di Milena Agus, limpida e aerea ma frutto di una profonda ricerca linguistica: il suo sguardo è talmente originale e fanciullesco che leggerla fa ridere e meravigliare al tempo stesso, come talvolta accade quando i bambini o i saggi dicono la verità.

Non tutto è scritto nel DNA
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Martino, Gianvito - Lo Grasso, Jacopo

Non tutto è scritto nel DNA

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: Se per tutto il secolo scorso gli scienziati hanno indagato a fondo il ruolo del DNA nel determinare chi siamo, negli ultimi decenni lo sviluppo dell'epigenetica sta dimostrando quanto l'ambiente e il contesto psicosociale possano anch'essi rilevarsi fondamentali. Mappare il codice genetico di un organismo non è sufficiente per prevedere come si svilupperà, perché la funzione del nostro DNA è influenzata anche dagli stimoli esterni, come l'attività fisica e la dieta, le relazioni personali e le abitudini sociali.Questa prospettiva stravolge il paradigma riduzionista che ha caratterizzato lo studio della vita, per cui le cause delle malattie vanno ricercate sempre a livello molecolare, marginalizzando il ruolo della psiche e delle manifestazioni psicosomatiche nell'influenzare i processi biologici. Noi non siamo il prodotto di istruzioni fisse e invariabili, scritte nel nostro codice genetico: diventiamo chi siamo grazie all'interazione tra corpo e mente, individuo e ambiente. Sta dunque emergendo un approccio più olistico, in grado di spiegare l'effetto di fenomeni come l'isolamento sociale e lo stress, che molteplici studi correlano a esiti avversi sulla salute non solo mentale, ma anche fisica. Si fa così strada una nuova visione per la prevenzione e il trattamento delle malattie croniche che affliggono le società avanzate, dalla depressione al cancro.In un viaggio attraverso la storia e la filosofia della scienza, Non tutto è scritto nel DNA ci porta tra le pieghe della rivoluzione epigenetica e ci proietta nel futuro della medicina. Con l'auspicio che, grazie a un dialogo sempre più serrato tra discipline, "lo sguardo clinico si allarghi su orizzonti sempre più ampi e capaci di accogliere una nuova concezione della natura e della materia".

Deviant. Cosmogonia (vol 3)
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Ellie B. Luin

Deviant. Cosmogonia (vol 3)

SPERLING & KUPFER, 12/03/2024

Abstract: MAVOR E VENUS SONO GUERRA E AMORE, DUE PIANETI IN ROTTA DI COLLISIONE IN UN UNIVERSO DANNATO. SONO PRONTI A METTERE LA PAROLA FINE ALLA LORO STORIA TORMENTATA? "Se al mondo esistono infinite regole, probabilmente io e te le infrangeremmo tutte." Siamo arrivati alla resa dei conti: Mavor Axford, l'avvocato più spietato di Londra, si trova di fronte a un bivio, in gioco c'è il destino della sua vita e del processo più importante dell'anno. Quello in cui Venus è la vittima, nonché testimone chiave. Le opzioni per lui sono due: seguire il proprio cuore, cedere una volta per tutte alla passione travolgente, oppure continuare dritto per la sua strada, come ha sempre fatto, mettendo a tacere i suoi sentimenti. Ma quella tra Mavor e Venus non è una favola e il lieto fine non è scontato. Quando le verità celate verranno svelate e i segreti caleranno la maschera, il passato tornerà a presentare il conto mentre tutto il loro mondo andrà in pezzi, come tanti piccoli frammenti di specchi. Perché in fondo, la linea che divide i colpevoli dagli innocenti è molto più sottile di quanto pensano. Riusciranno i due a restare uniti e a edificare il loro amore su un cumulo di macerie? Finalmente in libreria, l'attesissimo capitolo finale di Deviant, una delle serie dark romance più amate dalle lettrici del BookTok, con milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di copie vendute.

Un indizio sulla pelle
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Spotswood, Stephen - Faimali, Manuela

Un indizio sulla pelle

Mondadori, 19/03/2024

Abstract: New York, 1946. Lillian Pentecost, la detective privata più famosa e meno ortodossa in circolazione, e la sua assistente ed ex artista circense Will Parker ricevono una chiamata direttamente dal passato di quest'ultima. Il circo itinerante Hart and Halloway's, dove la ragazza è stata accolta dopo essere scappata di casa da adolescente, è sconvolto da un terribile evento: in un vicolo tra il tendone e le roulotte degli artisti, è stato trovato il corpo senza vita di Ruby Donner, l'Incredibile Donna Tatuata. Una spaventosa ferita le taglia la schiena, attraversando le decine di disegni di cui è costellata. A peggiorare ulteriormente la situazione, tutti i sospetti ricadono su Valentin Kalishenko, il lanciatore di coltelli della compagnia e vecchio mentore di Will, che lo ha ancora molto a cuore.Decise a scoprire l'identità del vero assassino e a salvare Kalishenko da un appuntamento con la sedia elettrica, Pentecost e Parker raggiungono il circo a Stoppard, una sonnolenta cittadina della Virginia, ma si ritrovano presto immerse in un groviglio di vecchi rancori, misteri e bugie. Nessuno dei membri della compagnia sembra completamente sincero e, a quanto pare, anche Ruby aveva qualcosa da nascondere, un segreto ben custodito da tutto quell'inchiostro. Schivando risse, proiettili e bombe incendiarie, le due eroine si mettono un'altra volta sulle tracce della verità.

Ladro di origami
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Purpura, Sara

Ladro di origami

Mondadori, 12/03/2024

Abstract: Sono passati due anni da quando la vita di Sofia è stata stravolta dall'orrore. Quella notte tutto è andato in pezzi, come una casa dopo il passaggio di un uragano. Ora, però, per lei è arrivato il momento di smettere di avere paura. È il suo giorno zero. Sofia sta tornando a casa, nella sua Palermo, il posto a cui appartiene, nonostante tutto. Farlo è necessario, perché è stanca di girare in tondo senza direzione, prigioniera del passato. L'unico modo per superare ciò che le è accaduto è affrontarlo una volta per tutte. Anche se è difficile e fa male. Anche se ogni volta che ci pensa si sente sprofondare in un baratro di inquietudini e incertezze. Tornare, infatti, significa anche sfidare il suo quartiere, un buco nero che ingoia le anime di chi lo abita, e riallacciare i rapporti con una famiglia che l'ha allontanata senza comprendere il suo dolore. E soprattutto rivedere Marco, il suo primo disperato amore, colui che si era preso ogni suo pensiero e sogno a occhi aperti, e che riusciva a scatenare in lei sentimenti talmente feroci da farle tremare l'anima.Tuttavia, quello che trova Sofia è una realtà profondamente cambiata e delle persone che fatica a riconoscere. Lo stesso Marco, che pure resta l'unico capace di farla sentire viva, non è più il ragazzo che si è lasciata alle spalle alla sua partenza. Arrabbiata e delusa, Sofia ha due possibilità. Potrebbe andarsene, e tentare così di ricominciare altrove, lontano da chi l'ha ferita, tra le braccia di un altro. Oppure restare, e combattere per avere indietro ciò che le è stato rubato. Compreso Marco. Perché, anche se le ha spezzato il cuore, lui resta sempre fuori da ogni equazione, ed è l'unico con il quale potrebbe generare quel fuoco ardente che non procura dolore, ma lenisce ferite e allevia ogni angoscia. E che le restituirebbe finalmente la vita.