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Feltrinelli Editore, 29/04/2016
Abstract: "Io ho un sogno, che un giorno i miei figli vivano in una nazione che non li giudicherà per il colore della pelle"Quella di Martin Luther King è una vita che bisogna continuare a raccontare. Arnulf Zitelmann lo fa con semplicità e rigore fondendo biografia, storia e leggenda. Torna così a giganteggiare, imponente e limpida, una delle figure nodali del nostro secolo, con la sua eredità morale e politica, ancora intatta per le generazioni future. Dall'infanzia privilegiata fra i neri benestanti di Atlanta alla lotta di cui è stato saldissima guida spirituale, dalle contraddizioni in seno al movimento per i diritti civili dei neri al Nobel per la pace – nonostante i tanti ostacoli frapposti dall'Fbi per impedirgli di andarlo a ritirare –, sino al proiettile che, nel 1968, lo colpì a morte, emerge il carattere dell'uomo, la sua esemplarità. Zitelmann mette a fuoco il personaggio e la scena nazionale e internazionale in cui si è mosso, scena che ha visto destarsi quel "I have a dream", quel sogno che mai nessuno piegherà.
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Neri Pozza, 11/02/2015
Abstract: "Maudit": quando Paul Verlaine scrisse per primo la parola non definì un carattere ma creò una specie. Diede cittadinanza ai crudeli, agli eccessivi, ai distruttivi e autodistruttivi che, come Arthur Rimbaud, affrontavano a muso duro il mondo con l'altera grandezza della loro arte.Era il 1884. Da allora, diramandosi da Parigi, il maledettismo ha bruciato le frontiere e ottenuto ovunque il proprio scandaloso certificato di identità. In questo modo anche l'Italia ha potuto dare un nome a quei suoi artisti che, dinamitardi nell'animo, hanno sconvolto le regole, le tradizioni e perfino un modo di pensare.Questo libro è un viaggio all'inferno. Infernali sono state le esistenze di Amedeo Modigliani, Dino Campana, Carmelo Bene. Nel nome dell'arte essi non hanno esitato a distruggere quel che avevano intorno e ad annientare se stessi nutrendosi di utopie, di alcol, di droghe, di sesso. Passaporti per il paradiso creativo? Forse. In questo loro dannarsi non sono stati soli. Nella loro scia maledetta sono entrati lo scultore Vincenzo Gemito, il pittore Franco Angeli con gli amici romani di piazza del Popolo Mario Schifano e Tano Festa; gli scrittori Curzio Malaparte, Pitigrilli dalle otto vite, l'anarchico agro Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco che di vite se ne creava una per ogni interlocutore; gli uomini di spettacolo Walter Chiari e l'inventore misconosciuto della canzone d'autore: Piero Ciampi. A questi è necessario aggiungere un personaggio impensabile: la provincia italiana vista come inarrestabile incubatrice di maledettismo. Ne sono state espressione due donne: Elvira Bonturi, moglie di Giacomo Puccini, e Leonarda Cianciulli, che le cronache ricordano come la saponificatrice di Correggio.In forma narrativa e non saggistica, ma fedele alla verità documentaria, Col diavolo in corpo è perciò un catalogo di vite estreme, picaresche, scontrose e magari buttate al vento, vite d'esaltazione e di tormento, senza le quali, però, non sarebbe mai nata una certa idea del mondo, dell'arte, della letteratura e persino di noi stessi.
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Neri Pozza, 11/02/2015
Abstract: Gente strana i Torinesi. Agli occhi del paese sono musoni, faticatori, obbedienti fino all'autolesionismo, squadrati come le vie della loro città. Poi si scopre che sanno essere anche allegri, vitaioli, inventivi. Con Cavour hanno fatto l'Italia in diciassette mesi; dopo di che, senza clamori com'è nel loro costume, hanno fatto gli Italiani, trasferendo su di loro un "modello" non rintracciabile altrove. Hanno avuto santi di caratura piú sociale che mistica, la cui opera ha sollevato le condizioni di un popolo conservatosi a lungo miserabile, affamato, preda di epidemie e di disperazione. Quando Torino ha perduto il ruolo di capitale, hanno trovato un nuovo motivo d'orgoglio trasformandola da città di caserme e di ministeri a capitale della scienza. Hanno inventato l'industria automobilistica e il cinema. La televisione è nata qui, qui è apparsa l'industria della moda come la maggior parte delle discipline sportive. Come in un paradosso, i figli delle montagne hanno dato vita al primo Yacht Club italiano. E quanti Torinesi sono andati alla conquista del mondo con la loro genialità visionaria o tremendamente concreta: per esempio il "pomologo artificiale" Garnier Valletti; per esempio Marcel Bich, l'inventore della penna a sfera; per esempio Riccardo Gualino, il grande Gatsby della finanza spericolata e del collezionismo d'arte; senza dimenticare Francesco Cirio, che riuscí a mettere in scatola la natura, o la signora Lenci che popolò il mondo di bambole. I Torinesi sono stati inarrestabili fino a quando, liquidata la monarchia, si sono dati come principe Gianni Agnelli, considerandolo il vero signore d'Italia e il suo ambasciatore.È una storia di grandezze ma anche di bassezze quella raccontata da Osvaldo Guerrieri.Santità, criminalità, densità sublimi del pensiero politico, altezze dell'arte, svenevolezze crepuscolari, rivelazioni ultrasensibili si intrecciano in questo libro cosí come si sono intricate in centocinquant'anni di rimescolamenti. È la narrazione non di uno storico ma di un turista davanti alle vetrine della storia, che al termine della sua passeggiata faziosa, approdando al sovvertimento delle identità, si domanda: esistono ancora i Torinesi?
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Fazi Editore, 11/02/2015
Abstract: L'ultimo titolo di Castle, scrittore e protagonista della serie TV omonima, ormai arrivata alla sesta stagione, in onda su Rai2. Una nuova avventura tra il medio Oriente e il centro America per il James Bond del XXI secolo. Tre aerei di linea precipitano in circostanze misteriose e Derrick Storm, eroico consulente della CIA, 007 del nostro tempo, è chiamato ad indagare sul caso e a ricostruire i fatti. È improbabile che si tratti di una semplice casualità; ciò che non convince è che molte delle vittime appartenevano a gruppi di potere politico, economico o religioso. Ben presto Storm comprende che un estremista ancora senza identità si è procurato una quantità sufficiente di un raro elemento chimico, il Prometeo, con il quale ha messo a punto un sistema per abbattere aerei da terra. Il problema diventa d'un tratto più grande quando altri quattro velivoli precipitano nel deserto dell'Arabia Saudita. Alcuni indizi, insieme alla sua intuizione e al suo coraggio, portano Storm a Monaco, Panama City e in Egitto dove incontrerà belle donne, monterà cammelli irascibili e salverà vittime innocenti nel suo valoroso tentativo di sconfiggere il progetto di una mente malata.
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Neri Pozza, 11/02/2015
Abstract: In Etichette, apparso per la prima volta nel 1930, Evelyn Waugh delinea, tra il serio e il faceto, una sorta di casistica del viaggiatore nordeuropeo che, nel corso dei secoli, si è avventurato dalle nostre parti. Si comincia col superstite del Grand Tour: un giovanotto bennato e facoltoso, come Goethe, Alexis de Tocqueville e Stendhal, che sfida sempre qualcuno a duello, ha parecchie avventure erotiche e alla fine torna a casa, pronto per incarichi legislativi. Si passa poi al viaggiatore borghese, che dà avvio all'orrendo traffico di chincaglierie e oggetti dozzinali da portare a casa come souvenir e trova piú economico e conveniente vivere all'estero. E si finisce col viaggiatore novecentesco, che parla con la povera gente nelle osterie lungo la via e vede nella diversità dei tipi la struttura e l'unità dell'Impero romano.Viaggiatori diversi, ma tutti con la medesima convinzione di trovarsi in un paese dalla smodata quantità di bellezza, cosí eccessiva e straripante da sperperarsi e perdersi.La parola "bellezza" è il leitmotiv di tutti i Grand Tour che, dalla fine del Settecento, hanno esplorato, interpretato, e in definitiva creato, l'identità italiana, quell'altro da sé che lo straniero decide a un certo punto di far proprio. "La bellezza circostante" ha scritto una volta Brodskij, "è tale che quasi subito si è presi da una voglia assolutamente incoerente, animalesca, di tenerle testa, di mettersi alla pari".Con il suo sguardo "attento e straordinariamente inedito", Mario Fortunato indaga la natura mimetica di questo desiderio che, da Wilhelm von Glöden fino a Norman Douglas e a Wystan Hugh Auden, ha spinto illustri scrittori sulle nostre coste, convinti di essere approdati nella terra della piú sorprendente libertà sessuale ("tutti lo fanno per divertimento", scrisse Auden a un'amica da Ischia). Lo stesso desiderio mimetico che ha permesso a Frederic Whyte, disegnatore di giardini inglese, di creare in Sabina un perfetto giardino all'italiana, e che, sempre in quel lembo di terra, ha allietato gli ultimi anni del grande editore Giulio Einaudi, il quale con dedizione assoluta curava, potando, innestando e concimando, le rose del suo piccolo giardino all'inglese. Quello che traspare, infatti, da queste pagine non è soltanto che i luoghi comuni sui popoli sono interessanti per il rovescio che nascondono, ma soprattutto perché rivelano che l'attrazione per "il diverso che ci svela a noi stessi" è "la prima regola del discorso amoroso" che da secoli perdura tra la nostra Italia e l'Italia degli altri.
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Fazi Editore, 11/02/2015
Abstract: Il primo grande romanzo di un indimenticabile poeta e cantautore Julien, trent'anni, è un rital, ovvero figlio di emigrati italiani in Belgio. Dopo essere stato licenziato dal grande magazzino in cui lavora, passa per caso davanti all'agenzia di pompe funebri del signor Legay e lì viene assunto, iniziando così una quanto mai improbabile carriera di aiuto becchino. Julien, infatti, ha un animo gentile e sensibile, ama la musica e la pittura e si consuma di passione per Charlie, un'affascinante ragazza dal passato oscuro con la quale ha vissuto un'intensa storia d'amore, scomparsa all'improvviso senza lasciare tracce. E in uno snodarsi di vicende talvolta cupe talvolta esilaranti, dove incontriamo un'infinità di personaggi pittoreschi e il presente si intreccia ai ricordi dell'infanzia italiana, passando da un Belgio brumoso in cui la polvere di carbone sembra avere coperto ogni cosa a una Sicilia inondata di sole, il racconto di tutta una vita accompagna il lettore pagina dopo pagina come una melodia bellissima. Tenero, poetico, venato di nostalgia, ma al contempo ironico, brillante, con delle punte di pura comicità, La notte… l'attesa è un romanzo insolito, un omaggio dell'autore alle sue origini e all'Italia che ci svela come Adamo, oltre a essere un cantautore geniale, sia anche un raffinato scrittore.
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Neri Pozza, 11/02/2015
Abstract: Ayyappam sorride come sorridono i semplici. E scuote la testa con quel movimento dolcissimo, da cane di pezza nel vetro posteriore, che hanno gli indiani per dire sì.È ad Ayyappam, l'allegro-dentro, la guida coi pantaloni occidentali, la camicia candida e i piedi nudi, che si addormenta sempre sorridendo sul pavimento dei templi, che Sandra Petrignani svela, nelle prime pagine di questo libro, il senso del suo viaggio in India. È da quando ha letto Kim, a dodici anni, che, come il vecchio lama Teshu, ha deciso di recarsi nel paese di Shiva a cercare il Fiume della Salvezza nato là dove cadde la freccia lanciata dal giovane Buddha per liberarsi dalla Ruota degli Accadimenti.Trovare il Fiume della Salvezza è, per Sandra Petrignani, liberarsi dalla libertà dal dio dell'Occidente, allontanarsi dal regno dove la natura è ormai una belva addomesticata e dio è morto. Dalla giungla del Periyar a Benares, dal favoloso parco dei templi di Khajuraho a Bombay, da Pondicherry all'agognato incontro con Sai Baba, da Cochin a Sarnath, da Matangesvara alla città-utopia di Auroville, Ultima India descrive le tappe simboliche di un soggiorno spirituale che ci restituisce tutto il fascino dell'India, innanzi tutto la vertigine che, nel "paese dell'anima", afferra il viaggiatore occidentale "nell'abbandonare la presa, nel lasciarsi spogliare di tutto, nel diventare agnello". E, parallelamente alla descrizione reale dei luoghi, si confronta con le mille stratificazioni culturali, da Kipling a Hesse, da Henri Michaux a Pasolini, da Manganelli a Tabucchi, a Moravia che hanno creato un'India parallela, un'India dell'immaginario altrettanto reale di quella vera. Ricognizioni, colloqui, insegnamenti, cedimenti, attese, impressioni, sensazioni, rimpianti, immagini terribili e lievi, Ultima India è uno straordinario intreccio di riflessione letteraria e reportage che appartiene alla grande narrativa di viaggio, capace di muoversi tra fascinazione e tenera ironia, voglia di abbandono a risposte rassicuranti e l'imperativo del dubbio, ultimo ma irrinunciabile retaggio della cultura occidentale.
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Neri Pozza, 11/02/2015
Abstract: È l'estate del 2002, un'estate fresca nella torre in riva al lago dove Olga e Marin trascorrono le vacanze con la famiglia e gli amici di famiglia: Caròl e Cristiano, i figli di Olga, Patrizia, sua nuora, Padma, che dà una mano in casa e vive con la piccola Shamira nella casetta del custode, Ada, la figlia di Cristiano, Alex, il giovane, bellissimo cubano, Hitoshi, il cineasta giapponese, Gregorio, Gianna… Una piccola comunità accampata nelle numerose stanze della torre diroccata che Olga e Marin hanno reso solida e accogliente, come solo una costruzione romantica in riva a un lago può esserlo.Ora, a causa della sadica fantasia di Ada - una bambina che inventa storie spaventose per mettere alla prova la credulità della piccola Shamira: mostri nascosti in qualche armadio, animali domestici che si trasformano in belve, cartoni animati che addentano i piedi di bambini addormentati - una strana mania ha preso gli abitanti della torre: si sono messi tutti a inventare storie di fantasmi.Ha cominciato Ada, appunto, costruendo la storia della Casa dell'impiccata, una storia terrorizzante, così perfetta e credibile, che lei stessa ne è restata sconvolta. Poi ha continuato Caròl con la storia di Gawain e del Cavaliere Verde e via via, a turno, gli altri. Ecco allora la storia della Donna dai capelli bagnati, della Bella senza cuore, dello Spettro pieno di vento, della Danza macabra finché… finché non è toccato a Olga raccontare la sua storia e allora ogni barriera, ogni confine è apparso incerto. Chi sono davvero gli spettri, e chi i vivi? Chi sono coloro che "trottano, danzano, vanno e vengono", le care presenze della nostra vita?Con Care presenze, Sandra Petrignani ci restituisce il piacere della narrazione pura, dove i fantasmi ci riportano il brivido dell'ignoto e arcane paure che credevamo dimenticate.
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Adelphi, 12/02/2015
Abstract: Patrick Leigh Fermor è la massima approssimazione all'archetipo del viaggiatore di cui disponga il nostro mondo. Lo ha dimostrato fin dal 1933, quando, con un leggero zaino, si è lanciato in una traversata a piedi dell'Europa, da Londra a Istanbul, che ancora oggi non ha finito di raccontare. Ma il suo libro esemplare è dedicato a un luogo, il Mani – ultima propaggine del Peloponneso, magnifica e strana, che si distacca dal resto della Grecia per la sua natura aspra e allucinatoria e per la sua storica inaccessibilità. Quasi sempre a piedi, e per anni (come il suo grande amico, Bruce Chatwin), Leigh Fermor ha percorso la parte estrema del Peloponneso, descrivendone i paesaggi fascinosi, quasi lunari – e insieme segnati dalla più intensa mediterraneità –, facendone rivivere, con vena felice di narratore, storie, leggende e personaggi, e insegnandoci a viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo. Che entri in una torre costruita per respingere i pirati turchi, chiarisca a quali nuovi usi si pieghino le icone custodite nelle centinaia di minuscole chiese che punteggiano le montagne, o semplicemente disegni la rosa dei venti che le spazzano, Leigh Fermor riesce in poche righe a farci vedere quello che ha visto e sentire quello che ha sentito, trasmettendo istantaneamente al lettore un germe benefico: quello del nomadismo.
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Adelphi, 12/02/2015
Abstract: Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l'Inghilterra e un curriculum scolastico scellerato con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo "come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante", dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. "Fra i boschi e l'acqua" è il racconto della seconda parte di quel viaggio, e prende avvio dal punto esatto in cui era terminato "Tempo di regali": il ponte di Mária Valéria, al confine tra Cecoslovacchia e Ungheria, che di lì a dieci anni sarà minato dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruito fino al nuovo millennio. Ma i mille chilometri successivi – dalla Grande Pianura ungherese, lungo il corso del Tibisco e del Maros e attraverso la Transilvania, fino alle Porte di Ferro, dove collidono i Carpazi e i Balcani – aprono una parentesi idilliaca e precaria nel secolo più violento della storia: il ritmo del viaggio rallenta, il passo si fa più pigro, la percezione del tempo svanisce, come in "un felice e gradito incantesimo". Con sapienza lirica, vigore muscolare e superbo talento per la digressione, Leigh Fermor racconta incontri con cervi e boscaioli, ritrae manieri isolati e villaggi di montagna, fienagioni e favolose biblioteche, rievoca notti passate sotto le stelle e amori estivi, riferisce leggende di spiriti, fate e lupi mannari e conversazioni con un'aristocrazia votata all'estinzione. Immagini sparse che compongono un quadro dalla grazia impareggiabile e suscitano nel lettore una sorta di incantamento: segno distintivo, questo, dell'appartenenza di Leigh Fermor alla medesima dinastia di Robert Byron e Bruce Chatwin.
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Adelphi, 12/02/2015
Abstract: Nella Premessa a "La provincia dell'uomo" Canetti rivela che dedicarsi ai quaderni di appunti lo salvò dalla opprimente concentrazione su un'unica opera, "Massa e potere", e da "un irrigidimento fatale". Una "valvola di sfogo", dunque, che col tempo conquistò tuttavia sempre più spazio, sino a diventare uno dei pilastri della sua opera, giacché l'acutezza e l'intensità di pensiero che vi sono dispiegate annoverano Canetti fra i più grandi autori di aforismi. Si può allora capire quale meraviglia e quale sensazione abbia suscitato la scoperta di un manoscritto autografo dove sono radunati centoventinove 'aforismi' risalenti al settembre ottobre 1942: testi non solo in gran parte sconosciuti ma che, come ha notato Jeremy Adler, "contengono già le linee fondamentali della prosa breve di Canetti". Redatto in inchiostro blu scuro, con titoli e dedica in pastello giallo, e rilegato da un cordoncino dorato, il manoscritto fu offerto come dono di compleanno alla pittrice Marie-Louise von Motesiczky, con la quale Canetti aveva avviato in Inghilterra una relazione destinata a durare oltre mezzo secolo. E fu offerto il 24 ottobre 1942, mentre i tedeschi ingaggiavano contro i russi la terribile battaglia di Stalingrado e in Inghilterra – dove Canetti e la Motesiczky erano esuli – giungevano incessanti le notizie delle violenze perpetrate nei paesi occupati. Non stupisce quindi che più esplicitamente, rispetto ad altri testi coevi e già noti, gli "Aforismi per Marie-Louise" ruotino intorno all'orrore della guerra: "Combattono fra le dita dei piedi, nell'ombelico, dentro le narici, combattono nel didietro, sotto le ascelle, dentro le orecchie e in bocca, non c'è luogo nascosto, non c'è palmo, non c'è poro, nelle cui profondità non combattano l'uno contro l'altro all'ultimo sangue".
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Casa Editrice Nord, 12/02/2015
Abstract: "La serie di romanzi di Andrzej Sapkowski ritorna (finalmente) ad essere un caso letterario."Mondo Fox"Leggere Sapkowski è come farsi ammaliare da un potente incantesimo."Time"Un mondo fantasy che gareggia per dimensioni e importanza con quello del Trono di Spade."la Repubblica"Un vero fenomeno letterario."Livres Hebdo"La saga completa di The Witcher è una delle pietre angolari di ogni collezione del fantastico che si rispetti. "tuttolibri – la Stampa - Pierdomenico Baccalario"Geralt di Rivia è il Witcher creato dalla penna raffinata di Andrzej Sapkowski, autore polacco di una delle saghe fantasy di maggior successo."Il Venerdì la Repubblica - Matteo Strukul"Uno dei migliori esempi di fantasy moderno."WiredScopri il sito dedicato al mondo di Andrzej SapkowskiNella notte dell'Equinozio d'autunno, una tempesta infernale si abbatte su Ellander. All'improvviso, alcune nuvole nere assumono la forma di guerrieri a cavallo e sorvolano con gran strepito il tempio della dea Melitele. La maga Triss Merigold non ha dubbi: è la Caccia Selvaggia narrata dalle leggende, portatrice di morte e di sventura. Qualcuno a lei molto caro è caduto vittima di un sortilegio o di un'imboscata. Non c'è un attimo da perdere: deve avvisare Geralt di Rivia... Tre giorni dopo, durante una battuta di caccia nelle paludi, Vysogota di Corvo trova una fanciulla priva di sensi e gravemente ferita. Senza esitare, il vecchio eremita la porta in casa e le presta le prime cure. Tra i deliri indotti dalla febbre, la ragazza rivela di essere sfuggita per miracolo a un manipolo di soldati di Nilfgaard, gli stessi uomini che ancora le stanno dando la caccia per ucciderla. E allora l'eremita capisce: lei è la principessa Ciri, l'ultima erede al trono di Cintra, colei che, secondo la profezia, causerà il crollo dell'impero e riporterà la pace tra i popoli della terra. La giovane ha bisogno di protezione. E c'è solo una persona che possa aiutarla a compiere il suo destino: Geralt di Rivia...
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VALLARDI, 12/02/2015
Abstract: UN ROMANZO DI ORDINARIA FOLLIA ADOLESCENZIALE"Mentre avanzi a tentoni attraverso l'adolescenza di tua figlia, dopo un po' cominci a temere che potrebbe durare più della Seconda guerra mondiale."Jan Weiler (il padre) si aggira nel regno del "suo" animale adolescente (la figlia Carla) con curiosità e titubanza, elaborando ogni sorta di esperimenti ed espedienti per arginare la tempesta che gli è piombata addosso.E mentre lui non riesce a non fare il padre – monitorando amicizie e umori della figlia "nascosto" su Facebook, portandole nottetempo l'apparecchio dentale quando la ragazza si ferma a dormire dagli amichetti, opponendo strenua resistenza all'acquisto di superalcolici per il suo 14° compleanno... –, lei si rivela un caso talmente enigmatico da far ritenere impossibile che un giorno da quel "letargico anfibio verrà fuori una persona impegnata e svelta, che inizia delle cose e le porta a termine per il bene della società e a dispetto della propria indole."Un libro che ogni genitore dovrebbe leggereper non perdere la speranza:dall'adolescenza si può guarire."Carla è bravissima a prendersela comoda, a rilassarsi, a distendersi, a riposarsi, a gingillarsi, ad ammazzare il tempo, in parole povere, a non fare nulla. Del resto, dal suo punto di vista non si tratta di sette variazioni della medesima attività, ma di azioni distinte, la peculiarità delle quali tuttavia continua a sfuggire alla mia comprensione."Jan Weiler
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Sonzogno, 12/02/2015
Abstract: Tradire il marito e scoprire che il nuovo amante è innamorato di un uomo. Il classico triangolo sentimentale, con qualche lato di troppo.Il rapporto tra Lea e Stefano si è, negli anni, adagiato in una routine che appare alla donna un po' opaca ma anche rassicurante. Un casuale incontro con Marco la turba, la destabilizza e le fa provare sensazioni sopite. Tra sensi di colpa e un po' di autoironia si lascia andare, ricambiata, a questo innamoramento. Nell'arco di un anno finisce per pensare di poter tenere insieme tutto: la vita vecchia e la nuova. Anche quando Marco le confessa di avere da tempo una relazione con un giovane uomo, che ama e a cui tiene molto, Lea fantastica di trovare un suo posto in questo bizzarro poligono di affetti in cui si è cacciata. Ma non può funzionare. Tutto, a un certo momento, pare crollare di colpo e Lea si trova da sola ad affrontare un universo di dilemmi a cui nessuno l'ha preparata e ai quali deve trovare una soluzione. E a fare scelte che le cambieranno, ancora, la vita.
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Marsilio, 12/02/2015
Abstract: Il secondo libro della Città rossa.Prima che Milano diventi la città da bere, qualcuno deve conquistarsi il proprio posto al sole sotto la Madonnina. In lizza ci sono tre banditi con le rispettive batterie, e uno sbirro cocciuto e implacabile pronto a contrastarli. Sullo sfondo, la Milano degli anni Settanta e Ottanta, la città rossa, teatro di una lotta senza quartiere fra grandi organizzazioni criminali e nascenti bande spietate. Ognuna col proprio sogno terribile e ambizioso: Faccia d'Angelo, il Catanese e il Bandito dagli occhi di ghiaccio, tre uomini molto diversi che si contendono la supremazia su una metropoli fatta di rapine e gioco d'azzardo, di bische e rapimenti, di bombe e morti ammazzati, di donne bellissime e pericolose, ma soprattutto di fiumi di cocaina e denaro. Un romanzo che è una corsa a perdifiato dal 1972 al 1984, dodici anni di storia criminale che hanno cambiato faccia alla città e all'Italia. Una vicenda epica e di straordinaria potenza narrativa: la travolgente e sanguinosa epopea della mala milanese nel "romanzo criminale" della metropoli lombarda.
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Marsilio, 12/02/2015
Abstract: Il primo libro della Città rossa.Anni Sessanta. Anche Milano aveva i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell'uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e i banditi rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e la presero con la forza. Milano criminale, prequel di Solo il tempo di morire, racconta la grande saga della malavita degli anni Sessanta e Settanta, le atmosfere noir e i leggendari protagonisti di una Milano da film. La cronaca di un'epoca e di una città che guarderete con occhi nuovi.
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Bompiani, 12/02/2015
Abstract: Fahim, 11 anni, racconta la sua storia, un'autentica favola moderna: immigrato clandestino dal Bangladesh in Francia insieme al padre Nura, Fahim si riscatterà dalla condizione di sans papiers grazie al suo innato e straordinario talento, non prima di aver affrontato difficoltà e patimenti.Una storia bella e commovente di emigrazione e redenzione, coraggio e fede, che tocca i temi universali dell'amicizia, dello spaesamento, della lotta per la vita, della ricerca dell'identità, ma che incrocia anche l'attualità più stringente: le condizioni di vita degli immigrati, la clandestinità, le politiche di integrazione.Dal libro verrà tratto un film che vedrà Daniel Auteuil come regista e nel ruolo di Xavier Parmentier, maestro di scacchi di Fahim.
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Corbaccio, 12/02/2015
Abstract: IL MARITO PERFETTO ESISTE, ANZI, NE ESISTONO SEI! Il marito (ma anche la moglie) perfetto esiste! Ed è proprio quello che avete sposato! Sì, perché non è tanto importante trovare il partner perfetto, quanto riuscire con lui (o con lei) ad evolvere e cambiare insieme nelle varie fasi della vita di coppia. "Sei cambiato, non sei più quello di una volta!" La convinzione che questa frase sia di per sé negativa è sbagliata. La lunga esperienza come terapista di coppia di Steven Craig lo ha portato, anzi, a convincersi che le relazioni finiscono quando non si cambia, quando non si riesce a progredire insieme, a crescere. Ci sono almeno 6 stadi della coppia: il corteggiamento; il matrimonio; l'arrivo dei figli; la cura degli anziani genitori; la dipartita dei figli; la terza età. Per affrontare ogni stadio in modo brillante ed efficace sono necessari un cambiamento e la lettura di questo libro!
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Bollati Boringhieri, 12/02/2015
Abstract: Luna di miele con nostalgia è un viaggio di esplorazione nell'anima di personaggi plasmati dalle forze della Storia: dire che un padre assente, già dissidente nella Praga comunista, si spaventa all'idea che la figlia possa svelare i suoi lati peggiori in una pièce teatrale che le è stata commissionata, non rende la ricchezza di contenuti di L'uomo più silenzioso; o che in Luna di miele con nostalgia il protagonista, innamorato di una emigrata ucraina, si accorge di quanto gli manchi una consapevolezza delle proprie origini proprio durante la luna di miele, non basta a trasmettere il senso di smarrimento che prova anche il lettore.Il talento di Molly Antopol consiste proprio nel comunicare a chi legge questi racconti le emozioni dei vari personaggi, e la sua scrittura ha tutta la freschezza della migliore letteratura contemporanea. Una voce originale e ambientazioni rese con maestria.Una raccolta ricca, una lettura indimenticabile.
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Longanesi, 12/02/2015
Abstract: Somalia, una terra senza legge, ignorata dall'Occidente, lacerata dalla guerra civile e dalla carestia, invasa dai trafficanti di droga. Un paese di cui nessuno vuole occuparsi, se non quando tocca in qualche modo la vita di chi ha soldi e potere. Come ora che i pirati somali hanno sequestrato uno yacht di lusso al largo delle Seychelles, rapendo il giovane figlio di un oligarca russo. Il padre è disposto a tutto pur di riaverlo, ma tutto quello che ha tentato finora si è concluso con un fallimento. Ha bisogno di un uomo che abbia l'esperienza, i mezzi, ma soprattutto il coraggio di portare a termine la missione. Ha bisogno dell'ex SAS Nick Stone, che in quel momento è a Mosca, diviso tra il poligono e il riposo. Incaricato di ritrovarlo, Nick scopre che la storia lo riguarda molto da vicino. Insieme al ragazzo, infatti, è stata sequestrata Tracy, una donna alla quale è legato da una vecchia promessa fatta a un amico, morto in missione sei anni prima. Una donna che lui ha promesso di proteggere a ogni costo. Mentre cerca di ricostruire i fatti e le ragioni che hanno portato al rapimento, scopre che sono persino più intricati di quanto immaginava, e i suoi sospetti sembrano confermati dalla presenza di due uomini che seguono ogni suo passo, fino alla Somalia devastata dai combattimenti, alla scoperta di una verità che lo pone faccia a faccia con il suo recente passato...