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Adelphi, 11/06/2014
Abstract: "Rileggendo uno dopo l'altro questa sessantina di saggi che Pietro Citati ha scritto tra i venticinque e i quarant'anni, il lettore ... s'accorge che non è più il critico che sta visitando ma uno scrittore d'invenzione, un narratore. Distaccati dall'attualità dell'informazione bibliografica e dai giudizi di valore letterario, gli articoli si danno qui per quello che in fondo sono sempre stati: racconti che mettono in scena città sontuose dell'Egitto e del Messico, Costantinopoli e Micene, o personaggi di varie mitologie ... Non diversamente procedeva nel comporre le sue "vite immaginarie" Marcel Schwob". Così, nel 1972, Italo Calvino individuava acutamente la cifra di questa splendida raccolta che il tempo non ha intaccato. Né poteva essere altrimenti, giacché lo stesso titolo, preso a prestito da Lewis Carroll ("Adesso, sono sempre le sei del pomeriggio" dice il Cappellaio ad Alice), sembra alludere a un tempo negato, immobile: come osserva ancora Calvino, "Lo scrittore auspicato dal critico Citati come voce diretta del mondo viene assomigliando sempre di più allo scrittore che Citati è diventato nel frattempo, il bibliotecario visionario che esplora continenti sterminati nei margini di pagine già scritte".
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Adelphi, 11/06/2014
Abstract: Nella carrozza semideserta di un treno che corre attraverso la campagna siede un uomo dalla grande testa calva, forte di torace e con un paio di gambette sottili su cui ricadono i calzini allentati di lana scarlatta a losanghe lilla. Il passeggero solitario altri non è che il professor Timofej Pavlovic Pnin, esule negli Stati Uniti e titolare di un corso di lingua russa all'Università di Waindell, in viaggio per recarsi a tenere una conferenza presso il circolo femminile di un'altra località della sterminata provincia americana. Ma il professor Pnin – tradito dalla sua passione per gli orari ferroviari, che lo ha indotto a ignorare ogni suggerimento e a elaborare personalmente il proprio itinerario – si trova sul treno sbagliato.Comincia così, in modo emblematico, il ritratto ironico e affettuoso, esilarante e patetico di uno di quei personaggi che Nabokov sa disegnare con arte insuperata: un buffo émigré caparbiamente determinato a ricercare l'impossibile adattamento a un'altra civiltà, in lotta impari con un mondo in cui tutto – lingua, ambiente, gli oggetti stessi – pare rivoltarglisi contro. Perde tutte le sue battaglie, Pnin: con l'ex moglie Liza, ormai inesorabilmente "americana"; con il figlio Victor, nel cui personalissimo e un po' lunare universo non riesce a far breccia; con le beghe e mene e manovre accademiche del campus, dalle quali uscirà sopraffatto; persino con la piccola comunità dei suoi compatrioti, chiusa nelle proprie diatribe meschine e nel disperato tentativo di reiterare un passato irripetibile. Anche Pnin si rifugia talvolta, oniricamente, in quel passato: e sono pagine mirabili, affidate a una gamma di intonazioni che trascorre dalla pura comicità alla malinconia.
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Adelphi, 11/06/2014
Abstract: "Dalla A di Gianni Agnelli alla Z di Federico Zeri, alcune decine di conversazioni, interviste, dialoghi, e magari anche chiacchiere, con illustri contemporanei quali Roberto Longhi, Aldo Palazzeschi, Giovanni Comisso, Mario Soldati, Cesare Brandi, Federico Fellini, Luciano Anceschi, Luchino Visconti, Alberto Moravia. E notevolissimi coetanei, o quasi – da Calvino e Testori e Pasolini, a Parise e Manganelli e Berio –, coi quali ci si ripromettevano lunghe polemiche anziane davanti a un bel camino acceso, con vino rosso e castagne e magari cognac. Invece, la storia girò diversamente. E così, oltre ad alcuni coetanei vitali e viventi, eccoci qui con care e bizzarre memorie evidentemente prenatali: Dossi, Tessa, Puccini, D'Annunzio, e la mia concittadina vogherese Carolina Invernizio, nonna o bisnonna di mezza Italia letteraria".Alberto Arbasino
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Adelphi, 11/06/2014
Abstract: Nel romanzo che segna il suo ritorno dopo dieci anni di silenzio, Jamaica Kincaid, ormai lontana dai Caraibi, ci racconta la storia di un matrimonio – un matrimonio finito. Il suo, forse: l'epoca, la casa (nel Vermont), il marito (musicista), i figli (un maschio e una femmina), la professione della signora Sweet (scrittrice) corrispondono in tutto e per tutto alla vita reale dell'autrice. Come sempre, tuttavia, la sua corrosiva, inconfondibile prosa è più estranea all'autobiografismo di quanto non appaia a prima vista: la stessa Kincaid ha del resto dichiarato che "il protagonista di questo romanzo è il Tempo". E si potrebbe aggiungere che un'aura mitologica e visionaria irradia da una narrazione che è come un'invettiva infuocata – e a tratti esilarante –, dove non a caso i figli della signora Sweet si chiamano Eracle e Persefone. Ma poiché la casa è "un carcere con la secondina dentro", la moglie "quella brutta strega arrivata con la nave delle banane" e il marito "così piccolo che a volte la gente ... lo scambiava per un roditore", ci renderemo conto, pagina dopo pagina, che la signora Sweet, proprio come la Xuela dell'Autobiografia di mia madre, è soprattutto un'abitante di quell'inferno interiore che Jamaica Kincaid sa raffigurare in maniera inimitabile.
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Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli
Feltrinelli Editore, 11/06/2014
Abstract: "È superfluo fornire informazioni che non siano necessarie." (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana)Sarebbero uno spasso, queste leggi italiane, se tutte insieme, nella loro insensatezza logorroica, non pesassero come macigni sulla nostra vita quotidiana, i nostri cittadini, la nostra giustizia, le nostre istituzioni, la nostra economia.
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Feltrinelli Editore, 10/06/2016
Abstract: "Che strana la memoria: ci consente di ricordare ciò che non abbiamo vissuto.""Juan Gabriel Vásquez è l'avanguardia di una generazione di scrittori che sta reinventando la letteratura sudamericana per il 21esimo secolo." Jonathan Franzen"Juan Gabriel Vásquez è una delle nuove voci più originali della letteratura latinoamericana." Mario Vargas Llosa
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Neri Pozza, 11/06/2014
Abstract: 1860. Novembre. Mancano poche ore al risultato delle elezioni per il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d'America e a Washington la tensione è altissima. Le strade brulicano di uomini che fanno la spola fra taverne e alberghi in cerca di notizie o si assiepano davanti alle porte dell'ufficio del telegrafo. Le sale dei circoli che costellano il quartiere della Casa Bianca sono già piene di passanti accorsi numerosi per approfittare del whisky offerto gratuitamente.Soltanto una donna di colore, Elizabeth Keckley, si affretta a tornare alla sua pensione di mattoni rossi stringendo al petto il suo cesto da cucito. È una sarta specializzata in eleganti abiti femminili alla moda. A Saint Louis, dopo anni di sacrifici e risparmi, è riuscita a comprare la libertà per sé e per il figlio George, studente in una lontana università dell'Ohio. Si è trasferita a Washington, la capitale federale dell'Unione, animata da un solo intento: continuare a garantire al figlio quell'istruzione che a lei è stata preclusa. Nonostante il clima teso a causa delle dispute legate all'abolizione della schiavitù e ai propositi secessionisti del Sud, Lizzie lavora alacremente. Non importa se per orlare le tende di un hotel malandato riceva soltanto due dollari e mezzo o se, per ultimare il vestito della moglie del senatore Davis, rientri così tardi da avere a malapena il tempo per un pasto e un bagno. Bravissima a confezionare i corpetti complicati e aderenti per i quali le dame del tempo impazziscono, Lizzie vede la sua fama accrescersi e farsi largo a poco a poco tra i circoli più in vista della città. Finché un giorno non si trova al cospetto di una donna sulla quarantina dai capelli scuri, con una bella carnagione e limpidi occhi azzurri che denotano acume e intelligenza: Mrs Mary Lincoln, la moglie del presidente appena eletto, la first lady nota per le sue bizze e i suoi improvvisi accessi d'ira. Lizzie le sistema magnificamente un abito rosa di moiré antico che Mary sfoggia con successo al primo grande ricevimento in onore dell'insediamento del marito. Da quel momento diviene non soltanto la sarta personale di Mrs Lincoln, colei che si occupa di vestirla e acconciarla per balli, cene e ricevimenti, ma anche la ex schiava cui l'inquieta, volubile Mary confida le sue angustie e i suoi rancori, il suo disappunto di first lady oggetto di malevolenze, invidie e gelosie. Un sodalizio che da parte della fedele Lizzie non verrà mai meno, neanche quando Mary Lincoln, sola e abbandonata da tutti, dopo aver perso il figlio Willie, a causa di una malattia, e poi il marito, vittima di un attentato, rivolgerà il suo risentimento contro di lei, scambiando un estremo gesto d'amore per un insulto alla sua dignità di ex first lady dell'Unione.Con uno stile avvincente e una trama arricchita da splendide descrizioni che restituiscono tutto il fascino dell'epoca, La sarta di Mary Lincoln, New York Times bestseller, "porta alla luce, con stile, grazia e rispetto, gli scatti dimenticati di un'America passata" (Book Reviews), raccontandoci la storia vera di Elizabeth Keckley: ex schiava, sarta della Casa Bianca e autrice di un libro di memorie che scandalizzò l'intera nazione."L'avvincente storia di Mary Todd Lincoln, first lady, e di Lizzie Keckley, ex schiava diventata confidente e sarta di Mrs Lincoln".New York Post"Jennifer Chiaverini immagina gli eventi più privati della first lady attraverso gli occhi di una confidente". Harper's Bazaar"Un raffinato romanzo storico". Publishers Weekly
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Svegliamoci pure, ma a un'ora decente
Neri Pozza, 11/06/2014
Abstract: Paul ORourke vive a New York in un appartamento su due livelli con vista sulla Brooklyn Promenade. Va a cena tre o quattro volte a settimana da chef che hanno parecchie stelle Michelin, infanzie trascorse nella valle del Rodano e show televisivi tutti loro. Si aggira in luoghi dove le scorte di vino, da sole, fannosembrare lImpero romano una zona depressa del Kansas. Ha uno studio di dentista che occupa metà del piano terra di un condominio dietro Park Avenue, la strada piú elegante del mondo, dove i portieri si vestono con tanto di guanti e berretto e aprono le porte ad anziane vedove con cagnolino. È capace di lavorare in cinque postazioni situate in cinque sale diverse, e di fare, cosí, soldi a palate. Tifa per i Red Sox che, nel 2004, soffiarono persino il titolo agli Yankees e vinsero le World Series. In una sola estate, per due mesi, ha anche profuso tutte le sue energie migliori nel golf.E, tuttavia, Paul ORourke ha un grave problema: tutte queste cose che racchiudono la sua vita gli appaiono soltanto parti. E le parti e qui viene la fregatura non sono tutto. Uno studio di dentista di successo non è tutto, i Red Sox, il lavoro, lo svago, gli chef, niente può essere veramente tutto, se ciascuna cosa riesce a occupare perfettamente il tempo soltanto per un certo periodo. Persino Connie, la ragazza con cui ha avuto unintensa relazione, non può essere tutto. Ipocrita come tutte le anime poetiche, Connie in America non metterebbe mai piede in una chiesa, ma in Europa si precipita subito dalla pista dellaeroporto al transetto, come se il Dio di Dante e di Bach non aspettasse che il suo arrivo da secoli.Paul ORourke avrebbe lassoluta certezza di aver sprecato la sua vita, se una serie inaspettata di eventi non mutasse radicalmente il corso della sua insignificante esistenza, destinata a trascinarsi nellabisso come un pallina da golf sullorlo della buca.Un giorno capita nel suo studio un tipo bizzarro che, dopo essersi fatto estrarre un dente rovinato da una maldestra otturazione, gli sussurra con lalito acre da anestetico: "Sono un ulm, e lo è anche lei!". Qualche tempo dopo qualcuno crea un sito web del suo studio, completo di profili di tutti i suoi collaboratori e diuna sua biografia colma di citazioni tratte dallAntico Testamento. E lo "sputtanamento online" appare tuttaltro che tale. Chi parla a nome del "Dottor Paul C. ORourke, medico dentista", inviando messaggi sui blog e sulle bacheche facebook di mezzo mondo, lo fa non con idiozie inframmezzate da incomprensibili geroglifici, ma con pensieri profondi sullo stato presente e sulle cose ultime del mondo.Svegliamoci pure, ma a unora decente, splendida conferma del talento dellautore di E poi siamo arrivati alla fine, è una delle opere piú attese sulla scena letteraria internazionale, "il primo grande romanzo sul furto didentità in rete".(Yuko Shimizo, GQ)"Svegliamoci pure, ma a unora decente è meravigliosamente scritto.È divertente, provocatorio e toccanteVi sono dei libri che catturano per la forza della visione del mondo dellautore. Questo è uno di quei libri".Stephen King"La prosa di Ferris è impertinente, stravagante e spaventosamente bella".The New Yorker"Joshua Ferris ha saputo coinvolgeree sedurre i lettori giovani [...] e i letteratiche soppesano le virgole e sannoquando è il caso di inchinarsi al cervellounito alla buona scrittura".Corriere della Sera"Un giovane narratore che ama in egualmisura la cultura classica e quellapopolare, e concentra il proprio sforzocreativo sulla sincerità e lumanitàdei suoi personaggi".la Repubblica"Joshua Ferris è un vero scrittore, perchéanche la sua scrittura racconta".Daria Bignardi, Vanity Fair
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Corbaccio, 12/06/2014
Abstract: IN ATTESA DELLA NUOVA SERIE, LA PASSIONE SI SCATENA IN CUCINA. Miranda Storme mai si sarebbe aspettata di incontrare di nuovo Gavin Luciano. Tre anni prima avevano avuto una storia molto intensa, ma lui l'aveva improvvisamente abbandonata lasciandola a pezzi. Adesso Gavin è tornato sui suoi passi e Miranda può concedersi il piacere di vendicarsi... stroncando il ristorante di Gavin sul giornale per il quale lei scrive. Praticamente un incubo per Gavin, che da pochi mesi ha assunto la gestione del ristorante di famiglia per salvarlo dal fallimento. Ma non è tutto, il fatto è che Gavin è rimasto folgorato da questo nuovo incontro e ha deciso di chiedere un'altra chance: otto settimane per dimostrare di essere un buon cuoco in cucina e per riconquistarla... a letto. Una proposta decisamente allettante!
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A occhi aperti. Le relazioni Blackstone
Corbaccio, 12/06/2014
Abstract: IL TERZO CAPITOLO DELLA SERIE HOT: "LE RELAZIONI BLACKSTONE". CONTINUANO GLI INTRIGHI...Una perdita devastante e la promessa di una nuova speranza aprono gli occhi di Ethan e Brynne su ciò che veramente conta. Ma riusciranno a liberarsi dal passato che ancora li tiene prigionieri? Un criminale si muove nell'ombra approfittando della confusione creata dalle Olimpiadi del 2012 a Londra. Riusciranno Brynna e Ethan, travolti come al solito dall'incontenibile passione che li unisce, a non perdere il controllo e a lottare fino allo stremo per riuscire finalmente a stare insieme per sempre?
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Perché esiste il Tutto e non il Nulla? Una passeggiata nel mondo della filosofia
Garzanti, 12/06/2014
Abstract: Sono i bambini, o almeno così si dice, i veri filosofi. Con la loro inesauribile curiosità e le loro mille domande spesso mettono gli adulti in seria difficoltà. Come si fa a spiegare il mondo a un bambino? Per un'intera estate Richard David Precht ha fatto una serie di passeggiate in giro per Berlino insieme con suo figlio Oskar – allo zoo, alla torre della televisione, al Museo di scienze naturali, al Parco del Muro – rispondendo alle sue domande: "Come fanno i gorilla a essere invisibili?", "Perché gli uomini hanno preoccupazioni?", "È giusto uccidere zia Bertha?, "Io sono veramente Io?". Fino alla domanda fondamentale: "Perché esiste il Tutto e non il Nulla?". "Be'", risponde Precht, "è una domanda che noi esseri umani ci siamo già posti almeno un miliardo di volte. Forse la più antica domanda della filosofia in assoluto. In ogni epoca, in ogni paese, c'è stato qualcuno che ha cercato di rispondere, finendo quasi sempre con l'inventarsi una storia." In questi colloqui tra padre e figlio si toccano alcune delle questioni che Precht ha trattato nei suoi libri, ma che qui trovano una nuova formulazione, più adatta al giovane interlocutore, e che proprio per questo svelano aspetti inediti e si arricchiscono di ulteriori sfumature. Sono le grandi questioni che tutti, indipendentemente dall'età, ci siamo posti almeno una volta nella vita.
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L'azzurro del cielo non ricorda
Garzanti, 12/06/2014
Abstract: Sulle sponde del lago il cottage è quasi invisibile, nascosto dalla vegetazione. L'acqua sotto il pontile riflette i timidi colori della brughiera inglese. Un luogo incantato. Un luogo ideale per fuggire dal mondo. Il nascondiglio perfetto per un segreto. È questa la strana eredità che Lila, trent'anni, ha ricevuto in dono da un anonimo benefattore. In apparenza un lotto di terreno sperduto da qualche parte nell'Inghilterra settentrionale. In realtà una seconda occasione, la possibilità di lasciarsi alle spalle Londra, e con essa un dolore difficile da sopportare. È come se quel posto potesse parlare direttamente alla sua anima. È come se volesse raccontarle una storia. La storia di cinque amici che, trent'anni prima, in quello stesso cottage, hanno inseguito il sogno di un'esistenza libera e spensierata. Che tra quelle mura di pietra antica hanno conosciuto l'amore e la gelosia, il coraggio e la paura, l'entusiasmo e la sconfitta. Che lungo le rive di quel lago, durante un'estate riarsa dal sole, hanno costruito la loro personale idea di felicità. Fino a quando l'arrivo di un ospite inatteso ha spezzato l'incanto e trasformato il sogno di un'eterna giovinezza in qualcosa da nascondere a tutti costi. Via via che il cottage ritrova il suo splendore grazie agli amorevoli restauri di Lila, la voce del passato torna a farsi sentire, portata dal vento che soffia tra l'erba. Lila non ha scelta: se vuole comprendere il suo presente, se vuole guarire dalle ferite che l'hanno costretta a lasciare una vita che amava, deve capire chi è veramente e far luce sul segreto di quei cinque ragazzi. Perché il loro destino è inspiegabilmente intrecciato al suo e quella strana eredità viene da molto lontano. Perché soltanto quel luogo può rivelarle la verità e darle la forza di lottare per essere felice. Ancor prima della pubblicazione, L'azzurro del cielo non ricorda ha raccolto l'entusiasmo della critica e del pubblico. Dopo il successo delle Bambine che cercavano conchiglie, a lungo in classifica in Italia, Hannah Richell torna con un romanzo che conferma il suo indiscusso talento. La storia di una donna ferita, che ha il coraggio di perdonare. La storia di due sorelle e di un segreto inconfessabile. La storia di una madre e una figlia legate dal filo indissolubile della verità.
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Garzanti, 12/06/2014
Abstract: "Morchio ha saputo inventare un personaggio umano e pieno di ironia."Il Venerdì di RepubblicaUna rapina sulla Statale Carlo Felice, in Sardegna. Uno dei banditi viene ferito e arrestato, non parla. I suoi complici dividono il bottino. Sono passati diversi anni, quell'uomo è ancora in galera. Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Forse è partito per l'isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. Su incarico dell'avvocato del padre – la sua amica Gina Aliprandi – Bacci Pagano inforca la sua vecchia Vespa 200 PX color amaranto e parte per la Sardegna. A Tertenia sarà ospite di Virgilio Loi, il secondino che l'ha salvato quando era in carcere per terrorismo. Forse in Sardegna quella storia l'hanno dimenticata, forse non sta succedendo nulla. Forse quel soggiorno in riva al mare sarà solo una pausa riposante. O addirittura sarà una vacanza meravigliosa, perché potrebbe raggiungerlo Aglaja, sua figlia diciottenne: la ragazza rifiuta di vederlo da dieci anni, da quando Bacci si è dolorosamente separato da Clara, la sua ex moglie. O forse sarà una delle indagini di Bacci Pagano, pericolose appassionanti. Perché il detective inventato da Bruno Morchio è davvero un personaggio irresistibile: nelle sue indagini, come tutti i suoi colleghi, si scontra con il male e la stupidità del mondo. Ma non rinuncia al suo passato: è stato in carcere, più per ingenuità che per terrorismo, ama i piaceri della vita (a cominciare dalle donne), soffre per la lunga separazione dalla figlia, sta male quando è costretto a sparare... E soprattutto è ricco – anche nelle sue debolezze – di una umanità che si trasforma in quel fiuto che è la sua maggiore dote professionale.
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Garzanti, 12/06/2014
Abstract: L'investigatore privato Bacci Pagano non sa dire di no alla richiesta di Mara, una delle donne della sua vita: dovrà tenere a bada le inquietudini del dottor Nicolò Ingroia, detto il Gigante, lo psicoanalista che vive sulle alture che sovrastano Genova Nervi. In realtà avrebbe più di un motivo per rifiutare l'incarico: non è il suo mestiere occuparsi di un alcolizzato che ha tentato il suicidio; e poi il Gigante l'aveva già incontrato vent'anni prima, quando indagava sulla morte di un suo giovane paziente misteriosamente ucciso in Thailandia. Tra memoria e presente, dall'Estremo Oriente ai carruggi della città vecchia, Bacci Pagano deve mettere alla prova tutta la sua tenacia, in una vicenda in cui all'odio e alla disperazione si oppongono l'intelligenza e la ragione, alla ricerca di una verità elusa e sepolta.
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La lunga notte del signor Otto
Corbaccio, 12/06/2014
Abstract: IRONICO, SPIRITOSO, LEGGERO E ASSURDO: UN ESORDIO FOLGORANTE. Dalla morte della moglie, l'anziano Otto coltiva la solitudine, interrotta solo dagli spezzoni di vita dei vicini cui, inevitabilmente e con fastidio, assiste nel paesino in cui vive. Più passa il tempo però più l'inquietudine si impossessa di lui. Ora che non c'è più Ada a mediare i rapporti con il resto del mondo, Otto ha la sensazione che a sua insaputa sia avvenuto qualcosa di misterioso. Ma forse è solo l'inganno della mente di un vecchio solitario e amante dei polizieschi. Eppure con il ricordo continua a tornare a una notte del passato... Una notte in cui lui, solitamente insonne, ha dormito facendo dei sogni molto agitati. Sempre che fossero sogni... Ricco di personaggi tanto eccentrici quanto accattivanti e di situazioni paradossali, "La lunga notte del signor Otto" dipinge in modo delicato e divertente la vita di un uomo desideroso di rinchiudersi nel proprio passato e spaesato di fronte a un presente assurdo e incomprensibile.
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Corbaccio, 12/06/2014
Abstract: L'OPERA PIÙ COMPLETA DEL PIÙ GRANDE LIFE-COACH DI TUTTI I TEMPI. Dopo quarant'anni di attività come life coach, Wayne Dyer riflette sulle esperienze che hanno trasformato la sua vita. "Il mio sacro destino" è la storia di un uomo che ha mostrato la via all'autorealizzazione e alla felicità a milioni di persone, e al tempo stesso la guida per quanti cercano la strada verso l'illuminazione. Dyer, infatti, descrive la sua vita come un esempio dell'impronta del divino nei nostri destini individuali, a partire da ogni singola esperienza, negativa o positiva. Dall'infanzia trascorsa in orfanotrofio, al servizio nell'esercito, alla sua compiuta realizzazione come scrittore, Dyer attraverso la sua vita invita ciascuno di noi a guardarsi indietro per cercare di capire come siamo diventati quel che siamo e soprattutto come possiamo cambiare in meglio. L'importante è capire che il "caso" non esiste: anche se non siamo consapevoli di chi o cosa muove i destini del mondo, dobbiamo accettare che la vita ha uno scopo e che ogni tappa del nostro viaggio sulla Terra ha qualcosa da insegnarci.
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L'incredibile diario segreto di Maiale
Nord-Sud Edizioni, 12/06/2014
Abstract: Ciao. Io sono Maiale. Questo è il mio diario. È super top secret, ma io e Papera abbiamo deciso che tu devi leggerlo, così potrai aiutarci. Perché siamo un po' nei pasticci. Anzi, non è proprio così, la verità è che noi siamo in un GRAN pasticcio. Io spero che tu crederai a quello che ho scritto, perché Papera pensa che è INCREDIBILE. Ma non è vero. È la mia vita. Vedrai. Con affetto. Maiale. Età di lettura consigliata: 6-8 anni.
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La morte è un sospiro nel silenzio
Casa Editrice Nord, 12/06/2014
Abstract: Il motorino che si rompe, la pioggia che le sferza il viso, il freddo che s'insinua tra i vestiti: Sandra Sahlmann desidera soltanto tornare a casa. Ma, non appena apre la porta, si sente sprofondare in un incubo. Suo padre si è impiccato. In un attimo, il salotto brulica di paramedici e agenti di polizia, che si affrettano ad archiviare il caso come suicidio. Soltanto la giovane Olivia Riviera ha l'impressione che qualcosa non vada. Innanzitutto Bengt Sahlmann non ha lasciato neppure un biglietto, pur sapendo che sarebbe stata la figlia a trovarlo. Inoltre lavorava all'Agenzia delle Dogane, da dove è scomparsa una grossa partita di droga sequestrata a un trafficante. Possibile che Sahlmann fosse coinvolto nel furto? O forse stava per smascherare il colpevole e perciò è stato messo a tacere? Nonostante il parere contrario dei colleghi, Olivia è determinata a scoprire la verità. E, avanzando da sola lungo un cammino costellato di velate minacce e di persone sparite nel nulla, ben presto si renderà conto che la morte di Bengt Sahlmann è solo la punta di un iceberg immerso in un mare nero di verità inconfessabili...
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Bollati Boringhieri, 12/06/2014
Abstract: Cosa può succedere se Ken, il fidanzato di Barbie, viene a sapere che la sua amata bambolina è la causa della deforestazione del Borneo? Succede che una campagna pubblicitaria lo denuncia e la casa produttrice è costretta a cambiare la filiera produttiva. Succede cioè che la vita dell'orango della foresta pluviale e quella dei nostri figli in Europa sono legate tra loro molto di più di quanto si pensi. Poi succede anche che un rapper di un quartiere chic di Seul lancia su YouTube il suo Gangnam Style, e la canzone finisce per essere cantata in dialetto trentino, magari dal pronipote di un irredentista antiasburgico; e succede che un senegalese che vive a Firenze vende un souvenir "etrusco" fatto in Cina a una turista americana. Insomma, è ovvio che l'etnologia e l'antropologia sono completamente da ripensare. Nel nostro mondo globalizzato, nello strano "frittatone planetario" nel quale viviamo, barriere, specificità e contorni sono semplicemente saltati. L'antropologo allora si interroga, cerca nei libri gli insegnamenti dei maestri, ma si vede costretto a rileggerli in chiave diversa, proprio come avviene nella copertina di questo volume, che è un misto di hi-tech e di antropologia ottocentesca (un tantino razzista). In pratica l'antropologia esce dall'università e entra nel mondo, si fa "pop", "antropop", perché è questo il mestiere degli antropologi: interpretare i popoli. E i popoli oggi sono un miscuglio inestricabile. Duccio Canestrini si diverte con gli stereotipi: la Venere ottentotta somiglia troppo a Rihanna per non raccontarlo, gli errori di traduzione sono talmente belli che è un peccato non dirli, il positivismo di Lombroso trova nel Django di Tarantino un magnifico contraltare e il piercing dei nostri ragazzi è un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. In chiave antropop.
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Rime di rabbia. Cinquanta invettive per la rabbia di tutti i giorni
Salani Editore, 12/06/2014
Abstract: "Sono strofe per i ragazzi, ma servono anche agli adulti. Curano. La rabbia serve. Non quella che schiuma e basta, quella avvelena. Serve la rabbia giusta, grazie Bruno per averlo detto così. La rabbia che ha ragione. Si chiama indignazione"Concita De Gregorio Cinquanta invettive per le grandi rabbie dei piccoli, e per piccole rabbie dei grandi. Poesie furiose, amare, esagerate, dolenti e spassose, che offrono ai bambini arrabbiati 'parole per dirlo'. Parole poetiche e belle, perché magari, dicendola bene, la rabbia fiammeggia meglio e sfuma prima. Poesie da leggere per ridere, o per piangere, o per consolarsi. E magari da copiare sul diario di un amico che ci ha offeso, su un bigliettino da inviare a un insolente. "Sono strofe per i ragazzi, ma servono anche agli adulti. Curano. La rabbia serve. Non quella che schiuma e basta, quella avvelena. Serve la "rabbia giusta", grazie Bruno per averlo detto così. La rabbia che ha ragione. Si chiama indignazione". Concita De Gregorio