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Cosa vogliono le donne
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Jong, Erica

Cosa vogliono le donne

Bompiani, 02/07/2014

Abstract: Un percorso alla scoperta delle donne di oggi: chi sono, cosa vogliono e soprattutto cosa non vogliono. In un viaggio che esplora i lati nascosti della condizione di donna, di madre, di scrittrice, si toccano miti del contemporaneo e fascinazioni letterarie, Bill Clinton e Charlotte Brontë, Nabokov e Lady Diana, Anaïs Nin e il Viagra, l'Italia e Henry Miller. Si manifestano curiosità, si rivelano segreti, si sollevano questioni fondamentali, si dipanano temi quali il rapporto madre-figlia, il fascino del potere e il suo esercizio, l'immaginario erotico delle donne, il femminismo e sopra ogni altra cosa la consolazione offerta dalla letteratura, perché, come dice Erica Jong, "la poesia ha salvato la mia vita. Penso che possa salvare anche la vostra". Pagine dense di amore per la vita e per la scrittura, con cui l'autrice di Paura di volare compone un appassionato ritratto delle donne di oggi.

Paracadute & baci
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Jong, Erica

Paracadute & baci

Bompiani, 02/07/2014

Abstract: Acclamata da Henry Miller, che definì Paura di volare il corrispondente femminile di Tropico del cancro, e da Ingmar Bergman, che rimase profondamente colpito dalla intelligenza e dalla vitalità di quello stesso romanzo, Erica Jong ha conquistato con le sue opere, anche autobiografiche, l'ammirazione del grande pubblico. Paracadute & baci è la terza parte (dopo Paura di volare e Come salvarsi la vita) di una grande vicenda in cui Isadora ritorna e ha ormai tutto: successo, maternità e vita amorosa liberata. Dopo i sogni degli anni Sessanta Isadora è approdata alla sua condizione di "single" emancipata e freneticamente divisa tra una figlia, molti amanti e una sessualità senza incubi.Ma l'amore, la confusione sentimentale, la precarietà sono di nuovo in agguato: sarà un ragazzo molto più giovane di Isadora a incrinare questa struttura, o anche lui sarà solo uno dei tanti?

Due vendette
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Shalev, Meir - Loewenthal, Elena

Due vendette

Bompiani, 02/07/2014

Abstract: In una buia e piovosa notte del 1930 un giovane contadino della terra d'Israele muore per un suicidio che tale non è, una giovane donna si addormenta per disperazione, un paio di stivali fatti da un ciabattino di Costantinopoli cambia proprietario, una vendetta si consuma.E altre seguiranno, in una catena di eventi, storie e sentimenti che molti anni dopo di allora toccherà a Ruta Taburi raccontare con uno straordinario miscuglio di ironia e malinconia, dolore e leggerezza. Lei è la nipote di nonno Zeev, il capostipite della famiglia nonché protagonista di questa vicenda piena di colpi di scena, di odio e amore, nostalgia e disperazione. Lui arriva dai monti della Galilea a deporre la prima pietra del paese – basalto nero e tenace: e tutto comincia con un toro smisurato che tira un carretto dove ci sono un fucile, una vacca, un albero e una moglie.Di questo è fatta la storia, e di tanto altro, come dice Ruta, che ne è l'indimenticabile voce narrante e la custode fedele: "di amori e odii e nascite e morti e vendette, e famiglie – papИ e mamma, fratello e sorella, marito e moglie, nipoti e pronipoti".Elena Loewenthal

Buttanissima Sicilia
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Buttafuoco, Pietrangelo

Buttanissima Sicilia

Bompiani, 02/07/2014

Abstract: Un libro-pamphlet, un j'accuse radicale di uno scrittore sempre sul campo, e questa volta impegnato a dire il suo no deciso, irrevocabile, alle "cose" di Sicilia. Sul banco degli imputati la rivoluzione farlocca dell'attuale governatore, Rosario Crocetta, e lo Statuto d'Autonomia regionale da cui origina il malaffare e un costume politico che non può più essere accettato.La Sicilia sta affogando nell'indifferenza: per le spese, per il bilancio, per la mafia che a parole si combatte ma in realtà si lascia prosperare indirettamente, girandosi da un'altra parte e fingendo invece di guardare nella giusta direzione, che giusta non è. Lo aveva detto Sciascia, parlando di "professionisti dell'antimafia". E poi ancora: gli "enti mangiasoldi", il mare delle sovvenzioni che vanno e vengono, l'eccesso infernale di dipendenti pubblici, lo scandalo del Muos, il sistema di comunicazione militare approntato dagli americani: torri radio e antenne di diciotto metri per favorire la colonizzazione tecnologica ed economica della Sicilia. Anche la natura si è corrotta. Nella nuda terra siciliana, tra gli insetti laboriosi ecco spuntare le microspie delle procure. Un libro provocatorio, contro i padroni, i campieri e i sovrastanti, veri o presunti, a cui la Sicilia, quella vera e ancora memore della sua antica dignità, è stanca di dare ospitalità all'infinito.

Inventare la pace
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Wenders, Wim - Zournazi, Mary

Inventare la pace

Bompiani, 02/07/2014

Abstract: Inventare la pace muove dalla constatazione che noi, di solito, "guardiamo il mondo senza osservarlo", lasciandoci scorrere davanti agli occhi, magari con indifferenza o per mancanza di tempo, tutto ciò che di male ci accade intorno, quotidianamente: guerre, ingiustizie, sofferenze, violenza. Quali sono allora le conseguenze etiche di questo guardare senza vedere? E, soprattutto, che fine ha fatto la nozione di pace in tale contesto di non-attenzione, non-conoscenza?Un grande regista contemporaneo, Wim Wenders, e la filosofa Mary Zournazi dialogano su una delle questioni cruciali del nostro tempo, affermando la necessità non più differibile di reinventare un linguaggio visivo e morale finalizzato alla pacee alle strategie per costruirla insieme. Ecco la vera sfida intellettuale del Terzo Millennio, raccolta, nei modi della confessione più intima e avvincente, da un poeta della visione e Maestro del cinema contemporaneo.

Storia universale dell'infamia
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Borges, Jorge L.

Storia universale dell'infamia

Adelphi, 02/07/2014

Abstract: Simile a un enciclopedista cinese, Borges volle accostare una sequenza di destini tenebrosi come altrettanti "esercizi di prosa narrativa". Il tono è quello, impassibile, di chi intende "raccontare con lo stesso scrupolo le esistenze degli uomini, siano stati divini, mediocri o criminali", e ritrovarle tutte in una pura "superficie di immagini". Ma chi cercasse in questi ritratti dati certi e attendibili si ingannerebbe. Ispiratore occulto è qui Marcel Schwob, che nelle sue "Vite immaginarie" inventava le biografie di uomini "che erano realmente esistiti ma di cui non si sapeva pressoché nulla". Procedimento che in Borges si inverte: "leggevo la vita di un personaggio conosciuto e la deformavo e falsificavo deliberatamente secondo la mia fantasia". Comune a Schwob e a Borges rimane una certa scansione della frase, che "dà un'impressione di ironia per il naturale contrasto che si crea tra un fatto che ci sembra meraviglioso o abominevole e la brevità sdegnosa di un racconto". Con la sua usuale sprezzatura, Borges definì una volta queste storie "l'irresponsabile gioco di un timido". Di fatto erano il primo gioiello di una nuova specie di letteratura."Storia universale dell'infamia" apparve nel 1935.

Il libro di sabbia
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Borges, Jorge Luis

Il libro di sabbia

Adelphi, 02/07/2014

Abstract: Nel febbraio del 1969, a Cambridge, su una panchina davanti al fiume Charles, Borges incontra un uomo che ha la sua stessa voce e gli è più intimo di un figlio nato dalla sua carne. L'uomo è Borges ventenne, a Ginevra, seduto su una panchina davanti al fiume Rodano. Comincia così, con un vertiginoso ritorno al "vecchio tema del doppio" e alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta, "Il libro di sabbia", che raccoglie tredici, memorabili, racconti – cui se ne aggiungono qui, in appendice, altri quattro mai radunati in volume. Racconti di carattere fantastico. O forse sogni. O forse incontri con apparizioni spettrali: Ulrica, alta e lieve, labile riflesso di una saga nordica; una casa inconcepibile e il suo terrificante ospite; un vecchio, pallido e severo, venuto da un futuro dove si insegna l'arte di dimenticare. Ma anche incontri con oggetti da incubo, da cui paiono sprigionarsi il caos o la divinità: il disco di Odino, a un solo lato e invisibile, che un taglialegna strappa al re dei Secgens e poi cercherà invano; il diabolico libro di sabbia, che non ha né inizio né fine né centro né ordine, e infama e corrompe la realtà; le "tigri blu", pietruzze lisce e rotonde capaci di riprodursi e di minare la scienza della matematica. Incontri, tutti, destinati a "ramificarsi nell'ospitale immaginazione" di chi li legge, quasi fossero scaturiti, miracolosamente, dai suoi stessi sogni. "In questi esercizi da cieco" scrive Borges "ho voluto essere fedele all'esempio di Wells: la congiunzione di uno stile piano, a volte quasi orale, con una trama impossibile" – e il risultato è una prosa pacata ed essenziale, ma come non mai modulata e musicale.

Finzioni
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Borges, Jorge Luis

Finzioni

Adelphi, 02/07/2014

Abstract: Un falso paese scoperto in "un'enciclopedia pirata", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito da uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita Biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le combinazioni possibili della ventina di simboli ortografici ... cioè tutto ciò che è dato di esprimere: in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dai sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme; il perspicace detective Lönnrot, che risolve una serie di delitti grazie a un triangolo equilatero e a una parola greca, "Tetragrammaton", e si condanna a morte; lo scrittore ebreo Jaromir Hladìk, cui Dio concede di portare a termine una tragedia in versi davanti al plotone di esecuzione tedesco, in un immoto istante che dura un anno.Sono i lemmi di un'enciclopedia illusoria e al tempo stesso, non diversamente da quella di Tlön, di arcana, irresistibile potenza. Un'enciclopedia che ha scompaginato le nostre certezze in materia di letteratura e che tuttavia sembra riflettere il nostro paesaggio interiore – come un'antica mappa che, riaffiorata d'improvviso alla luce, riveli segni e simboli inspiegabilmente familiari. Un'enciclopedia che, forse, avevamo già sognato. "Finzioni" (1944) giunse in Italia nel 1955, e la traduzione di Franco Lucentini fu la prima di un'opera di Borges. Ora, a distanza di quasi cinquant'anni, lo presentiamo in una nuova versione, che tiene conto delle varianti e delle aggiunte introdotte nella seconda edizione, del 1956: basterà ricordare che furono inclusi tre nuovi racconti – "La fine", "La setta della Fenice" e "Il Sud" –, fra gli ultimi scritti da Borges prima della lunga pausa narrativa che si concluderà con "Il manoscritto di Brodie".

Casi
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Charms, Daniil I.

Casi

Adelphi, 02/07/2014

Abstract: Fra i grandi russi del Novecento, Daniil Charms è forse sinora il meno conosciuto. Un po' per il carattere frammentario di questi testi, un po' per le infelicissime sorti editoriali che essi hanno subìto, solo in questi ultimi anni ci si è potuti rendere pienamente conto della loro rilevanza e unicità. Dotato di un debordante talento comico, unito a un perverso rigore metafisico, Charms è maestro nel vanificare qualsiasi realtà gli accada di nominare. Racconti di pochi istanti, trame incongrue e persecutorie, irrisioni sistematiche: questo è il terreno della sua prosa. Verrebbe da pensare al dada, come alla "poetica dell'estremismo" più affine a Charms. Ma la sua singolarità è tale da non tollerare inquadramenti. Charms rimane soprattutto come uno stupefacente narratore di "casi", tanto gratuiti quanto ineluttabili. Rispetto alla gelida purezza dei suoi esperimenti di parodia sistematica di tutto, le versioni occidentali dell'assurdo – da Camus a Ionesco – appaiono timide. Charms stesso accennò una volta alla peculiarità del suo modo di essere con parole quanto mai semplici, dirette e precise: "A me interessano solo le "sciocchezze", solo ciò che non ha alcun significato pratico. La vita mi interessa solo nel suo manifestarsi assurdo. Eroismo, pathos, ardimento, moralità, commozione e azzardo sono parole e sentimenti che mi sono odiosi. Ma comprendo perfettamente e ammiro: entusiasmo ed esaltazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, gioia e riso".Questa raccolta di testi di Charms è la prima che esce in Italia e la più completa sinora in un paese occidentale.

Truciolo
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Márai, Sándor

Truciolo

Adelphi, 02/07/2014

Abstract: "Márai sorride!" potremmo annunciare oggi (come la MGM, quando distribuì "Ninotchka", annunciava al mondo che la Garbo rideva). Che Sándor Márai, la cui voce ci aveva soggiogati in romanzi intensi e drammatici come "Le braci" o "Divorzio a Buda", si riveli in questo libro anche umorista sottile e arguto moralista, sarà per tutti una piacevole sorpresa. D'altronde, ci confessa lo stesso Márai nella sua premessa in forma di burlesca autodifesa, "non si può pretendere da uno scrittore che se ne vada in giro perennemente in abito togato, che assuma sempre pose tragiche": arriva un momento in cui questi "non ha più alcuna voglia di restare fedele al genere umano", e – sfidando lo sdegno dei "profeti dal volto arcigno" che lo esortano a dedicarsi ai gravi problemi che affliggono l'umanità – decide di scrivere la storia di un cane. Il cane che il "signore" regala alla "signora" la vigilia di Natale, ancora sudicio di fango e paglia, ha un pedigree quanto mai incerto e un gran brutto carattere: non è quel che si dice una bestiola mansueta, e dimostra sin dalla più tenera età una radicale insofferenza per qualsiasi disciplina. E sarà proprio a causa del suo caratteraccio se i rapporti fra lui e il signore, inizialmente improntati a una virile, calda complicità, giungeranno a un epilogo inatteso – e tutt'altro che edificante. Sfuggendo a ogni forma di sentimentalismo, e perfettamente conscio dell'ipocrisia che c'è molto spesso nel cosiddetto "amore per gli animali", Márai ci regala un piccolo capolavoro, pieno di vivacità e ironia, e un personaggio, il cane Truciolo, vero e forte, uno di quelli che non si dimenticano facilmente. Scritto nel 1932 e riedito nel 1940, "Truciolo" è uno dei libri in cui più apertamente si manifesta la vena autobiografica di Sándor Márai (1900-1989).

Mahahual
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Cacucci, Pino

Mahahual

Feltrinelli Editore, 02/07/2014

Abstract: Più conosco il Messico e più mi convinco che non basta una vita per assaporarlo tutto. Troppo vasto, troppo intenso, per giunta mutevole: mi capita di tornare in luoghi dove sono stato e riscoprirli diversi da come li ricordavo. Mahahual ha i ritmi sonnacchiosi di sempre, silenziosa e sgangheratamente genuina, il Messico come l'ho conosciuto trent'anni fa.

Un'estate fa
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Tummolini, Stefano

Un'estate fa

Fazi Editore, 02/07/2014

Abstract: •L'intreccio sapientemente intessuto di Un'estate fa ricorda le migliori atmosfere de La donna in bianco di Wilkie Collins. Come lui, Stefano Tummolini sfrutta l'intrigante e attualissimo espediente del racconto a più voci per rappresentare gli aspetti più ambigui e le numerose sfaccettature della realtà: il risultato è una storia avvincente e di assoluta contemporaneità, che mette a nudo la freddezza e il disincanto delle nuove generazioni. •L'estate, quando finisce, porta sempre qualcosa via con sé. Immagini, sensazioni, momenti, che nello splendore d'agosto sembravano leggendari, si perdono come le onde sulla battigia: e prima di avere il tempo di accorgercene, li abbiamo già dimenticati. Un gruppo di ragazzi della Roma bene s'immerge nelle languide giornate di fine estate. Sono giovani, belli e inconsapevoli. Hanno una gran voglia di divertirsi e l'occasione per poterlo fare. Tutto sembra perfetto, finché uno di loro non scompare misteriosamente nel nulla. Cos'è successo? Che ne è stato di lui? Cosa hanno visto gli altri? Accusarli della sparizione sembra davvero impensabile: ma le apparenze, si sa, spesso ingannano… Interrogati dalla polizia, i ragazzi riportano ciascuno la propria versione dei fatti – finendo così per rivelare ognuno il proprio peccato e il proprio lato oscuro. Deposizione dopo deposizione, l'equilibrio comincia a incrinarsi: una alla volta cadono le maschere e si delinea un quadro sempre più torbido. Spuntano gelosie, seduzioni incrociate, egocentrismi e giochi di potere, spietate dinamiche di gruppo. Nessuno si salva e la soluzione lascia inevitabilmente l'amaro in bocca.

Global Gay
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Martel, Frédéric

Global Gay

Feltrinelli Editore, 24/06/2016

Abstract: Frédéric Martel è entrato nei gay bar arabi e nei love hotels di Tokyo, nelle habitaciones cubane e nelle comunità indiane, per raccontare i successi e le sconfitte dei gay, trendy a New York e condannati a morte in Iran. Un racconto coloratissimo, drammatico, pieno di vita.

Trust in Me. Ti fidi di me?
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Armentrout Jennifer L. (J. Lynn)

Trust in Me. Ti fidi di me?

Casa Editrice Nord, 03/07/2014

Abstract: J. Lynn, pseudonimo di Jennifer L. Armentrout, è l'autrice bestseller della serie: Ti aspettavo- Ti aspettavo- Ti fidi di me?- Stai qui con me- Rimani con me- Torna con me- Per sempre con me- Sei tutto per meL'università è il suo nuovo inizio. Dopo quasi un anno trascorso in un limbo di malinconia, Cameron Hamilton vuole lasciarsi il passato alle spalle, riprendere gli studi e, finalmente, tornare a divertirsi. Tanto lui è abituato a ottenere sempre ciò che vuole, in particolare quando si tratta di ragazze. Ma tutto cambia il giorno in cui, per caso, si "scontra" con Avery. E non solo perché lei sembra essere immune al suo fascino (sebbene Cam ci provi in ogni modo...), ma soprattutto perché è una ragazza diversa dalle altre, così sensibile e sfuggente, eppure allo stesso tempo determinata e sicura di sé. In brevissimo tempo, Cam si innamora perdutamente di lei, senza sapere che l'atteggiamento ostentato da Avery è in realtà una maschera dietro la quale lei nasconde le sue paure e i suoi segreti, una maschera che le impedisce di confessargli ciò che prova davvero per lui.Però Cam non ha nessuna intenzione di rassegnarsi, ed è pronto a tutto pur di fare breccia nell'armatura che protegge il cuore di Avery e guadagnare la sua fiduciaRomantico e coinvolgente, Ti fidi di me? racconta la storia di Ti aspettavo dal punto di vista di Cam, svelandoci episodi inediti e facendoci rivivere un amore straordinario e unico come fosse la prima volta.

Il riscatto di Capo Rosso
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O. Henry

Il riscatto di Capo Rosso

Guanda, 03/07/2014

Abstract: Il riscatto di Capo Rosso è uno dei racconti più noti di O. Henry, che insieme a Mark Twain è il maggiore interprete dello humour americano tra Ottocento e Novecento. Il suo è un umorismo amabile, mai sarcastico, un umorismo da "contafavole", come lo definisce Giorgio Manganelli. Basti dire – per non guastare il piacere della lettura – che sotto il nome altisonante di Capo Rosso si cela un ragazzino tanto pestifero da far perdere la pazienza ai propri rapitori, uno dei quali lo scuote finché le lentiggini non cominciano a tintinnare. E i personaggi di questi racconti sono francamente malintenzionati o anche solo malevoli, maliziosi; sono piccoli truffatori praticamente innocui, cowboy da strapazzo, senzatetto e sfaccendati di città, signorine di buona famiglia, magari figlie di un generale sudista vittima di un rovescio di fortuna. Spesso ci raccontano le loro storie in prima persona, colorendole con un linguaggio autentico che mescola colloquialismo e retorica al servizio dell'effetto comico, paradossalmente culminante nell'anticlimax finale, cifra distintiva del miglior O. Henry.

Il quinto assassino
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Meltzer, Brad

Il quinto assassino

Garzanti, 03/07/2014

Abstract: Per quattro volte la più grande potenza mondiale si è trovata senza una guida. Per quattro volte, da Abraham Lincoln a John Fitzgerald Kennedy, un assassino è riuscito a colpire al cuore gli Stati Uniti. Ora un segreto gelosamente custodito per secoli rischia di far vacillare il delicato equilibrio tra i due poteri che da sempre si contendono il primato sull'umanità: stato e chiesa. Quando il rettore della chiesa più vicina alla Casa Bianca viene brutalmente assassinato, gli indizi sulla scena del crimine sono un autentico rompicapo. Incomprensibili per gli agenti deI servizio segreto, ma eloquenti per Beecher White, giovane e brillante bibliotecario che ha accesso agli archivi proibiti di Washington. I suoi occhi esperti sanno vedere al di là delle apparenze, riescono a leggere la sottile trama dell'assassino. Il "Cavaliere", questa la firma del misterioso killer, indossa una maschera di Lincoln e porta con sé delle preziose carte da gioco del xix secolo. Beecher non ha dubbi. Qualcuno sta ricreando le dinamiche dei quattro omicidi di presidenti che hanno sconvolto la storia degli Stati Uniti. Un nemico oscuro e potente vuole eliminare ogni possibile ostacolo alla realizzazione di un complotto progettato secoli prima. E mentre gli omicidi si susseguono secondo uno schema che ben presto si trasforma in un meccanismo di letale precisione, Beecher scopre che un antico manoscritto custodisce la chiave di lettura dell'intricato enigma. Un enigma così ben congegnato da mettere in pericolo la sua stessa vita. Quattro omicidi, quattro assassini apparentemente slegati tra loro. Il quinto è là fuori, pronto a colpire. Dopo lo straordinario successo dell'Archivio proibito, Brad Meltzer regala ai suoi lettori un altro elettrizzante romanzo con protagonista l'archivista Beecher White. Appena uscito negli Stati Uniti Il quinto assassino ha battuto ogni record di vendite, piazzandosi stabilmente in cima alle classifiche. Un romanzo dal ritmo travolgente, in cui l'eterna lotta tra il bene e il male si trasforma in una sfida mozzafiato per la conquista del potere.

Harvard Square
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Aciman, André

Harvard Square

Guanda, 03/07/2014

Abstract: Dall'autore di Chiamami col tuo nomeÈ l'estate del 1977 e Cambridge è quasi deserta. Gli studenti di Harvard vanno in vacanza o a fare esperienze di lavoro all'estero, e sono pochi quelli che rimangono nella città oppressa dal gran caldo di luglio. Tra questi c'è un dottorando che si sta preparando per gli esami. È un ebreo di origini egiziane, un outsider nel mondo accademico di una delle università più antiche e prestigiose degli Stati Uniti. Nella suggestiva Harvard Square, punto di riferimento della vita studentesca, c'è un locale dal sapore mediterraneo, il Café Algiers, completamente estraneo all'ambiente pretenzioso che lo circonda. È qui che lo studente fa l'incontro che potrebbe cambiare il corso di tutta la sua vita. Qui conosce Kalashnikov, un tassista tunisino, così soprannominato per la sua parlantina caustica e chiassosa, che non risparmia nessuno: uomini, donne, bianchi, neri, capitalisti, liberali, conservatori... I due, uniti da una lingua comune, il francese, dal profondo senso di sradicamento e dalla nostalgia per le atmosfere dei loro paesi d'origine, diventano inseparabili. Rinviata ogni decisione sul futuro, riempiono le afose giornate di chiacchiere, cibo, vino, caffé, gite al lago e belle donne. Fino a quando non ricomincia il semestre invernale ed entrambi vengono risucchiati dalle loro "vite di sempre", inconciliabilmente diverse. Un Aciman inedito, ironico e divertente, che attraverso il racconto di un'estate indimenticabile e di un'amicizia intensa e impossibile esplora i temi della ricerca dell'identità e del bisogno di appartenenza.

Che cosa è successo a Mr Dixon?
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Sansom, Ian

Che cosa è successo a Mr Dixon?

TEA, 03/07/2014

Abstract: È la vigilia di Pasqua. Oggi è il grande giorno: il primo giorno della mostra itinerante sulla storia del più importante emporio della città, il leggendario Dixon & Pickering's, che compie ben cento anni. E Israel Armstrong, bibliotecario itinerante di Tundrum e curatore dell'esposizione, è di ottimo umore. Anche se piove – a Tundrum piove sempre ¬–, lui non ha bevuto il suo caffè – ormai è un lontano ricordo – e la gente del luogo sembra fare di tutto per rendergli la vita impossibile. Insomma, ogni cosa va per il verso giusto. Almeno fino a quando si scopre che il proprietario dell'emporio è sparito. Dov'è finito Mr. Dixon? E cosa ne è stato delle centomila sterline che custodiva nella sua cassaforte? Inutile dire che il sospettato numero uno è proprio Israel, che nel giro di poche ore si ritrova ammanettato, accusato di rapimento e furto e per giunta senza lavoro – la biblioteca di Tundrum e Distretto non intende affatto infangare il suo buon nome annoverando tra le sue fila un pregiudicato. Riuscirà Israel a trovare la chiave di quella sparizione, salvare il posto e non trascorrere i prossimi anni in una cella dell'Irlanda del Nord? Perché Gloria non risponde mai alle sue telefonate? E si può sapere perché a Tundrum sembrano avercela tutti con lui? Ma, soprattutto, c'è nessuno qui che ha sentito parlare di Franz Kafka?

Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri). Le storie del Bibliobus di Tundrum
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Sansom, Ian

Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri). Le storie del Bibliobus di Tundrum

TEA, 03/07/2014

Abstract: Anche quest'anno, come sempre, a Londra si celebra il Mobile Meet, il raduno di tutte le biblioteche itineranti del Paese. E Tundrum non intende mancare a un simile appuntamento. Così, Israel si ritrova a bordo di un traghetto per Liverpool con l'ormai inseparabile compagno di avventure Ted, e il suo cane, alla guida del vecchio bibliobus alla volta della capitale. Ma l'entusiasmo di Israel, che non vede l'ora, finalmente, di incontrare di nuovo la sua fidanzata, Gloria, e di bere un caffè come si deve, è destinato a durare ben poco. Appena arrivati a Londra, infatti, il furgone scompare. Rubato. Ma chi può mai avere interesse a trafugare un Bedford arrugginito, vecchio di trent'anni, pieno di libri? E perché Gloria non si fa sentire né risponde alle telefonate? Ma, soprattutto, chi li aiuterà nelle indagini? Ha inizio, così, un paradossale viaggio nella campagna inglese alla ricerca del bibliobus scomparso, durante il quale Israel incontrerà parenti e amici, colleghi e luoghi di un tempo – Gloria invece è proprio sparita – ma solo per scoprire che tutto è cambiato, che Israel Armstrong non ha più un suo posto dove stare, lì a Londra, e che forse è giunto il momento di tornare a casa... a Tundrum.

Gratis
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Acanfora, Massimo

Gratis

Ponte alle Grazie, 03/07/2014

Abstract: La crisi insiste, non demorde, i soldi diminuiscono ma noi continuiamo ad avere non solo necessità ma anche desideri. Certo, possiamo diventare più zen, frugali, essenziali, "far decrescere" i nostri desideri. Questo libro racconta che è possibile però battere un'altra strada: cercare di procurarci quello che vogliamo senza spendere soldi (o quasi): dall'autoprodursi quello che una volta comperavamo, al baratto di beni materiali, allo scambio di prestazioni professionali, alla condivisione di risorse. Tornano in primo piano la generosità e la reciprocità, ovvero persone e organizzazioni che mettono a disposizione luoghi, spazi, corsi, servizi, materiali. Tra le tante soluzioni raccontate in queste pagine per vivere senza denaro emerge sempre lo stesso salutare e benvenuto concetto: la ricchezza può essere condivisa. E se c'è condivisione, non ci può mancare nulla.