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Grande guerra, piccoli generali. Una cronaca feroce della prima guerra mondiale
UTET, 02/02/2014
Abstract: Alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale, i più immorali pensavano soltanto di ricavare dei guadagni per potersi adeguatamente arricchire. Gli idealisti, invece, credevano di offrire all'Italia l'opportunità di conquistare peso e prestigio internazionale, in modo da restituirle quel ruolo che vagheggiavano ma che, dopo i fasti della Roma dei Cesari, era rimasto incartato nei libri della storia classica. Negli ultimi dieci anni, prima di quel 1914, i soldati erano cresciuti alle direttive del generale Paolo Spingardi, ottimo oratore parlamentare, e del generale Alberto Pollio, ottimo scrittore. L'uno e l'altro - con tutto lo stato maggiore - coltivavano il mito di Napoleone del quale leggevano con avidità biografie, recensioni, commenti strategici e valutazioni tattiche. Anche culturalmente, gli ufficiali erano rimasti con i piedi e con la testa nelle pastoie del secolo precedente. Come se il tempo fosse trascorso senza lasciare traccia. Al momento dell'entrata in guerra, l'esercito italiano venne affidato a Luigi Cadorna che, se avesse ottenuto risultati proporzionali alla sua presunzione, avrebbe conquistato il globo terracqueo. I guai maggiori di chi combatteva per l'Italia vennero dagli stessi italiani che dimostrarono di non aver maturato alcuna idea e che, tuttavia, a quel nulla, si aggrapparono con convinzioni incrollabili. Si armarono di ordini assurdi. Pretesero di mandare le truppe all'assalto anche quando ogni logica l'avrebbe sconsigliato. Insistettero nello sfidare le leggi della fisica per fortificare posizioni insostenibili. Per ottenere un'obbedienza supina, fucilarono quelli che apparvero più riottosi o anche solo meno pronti a sacrificarsi. Instaurarono un regime di oppressione che sarebbe risultato odioso per una qualunque dittatura, pur spietata. E provocarono la morte di un numero imprecisato di loro uomini, piazzando le mitragliatrici dei carabinieri dietro le file destinate all'assalto con la disposizione di aprire il fuoco alla schiena dei soldati, se avessero appena ritardato a lanciarsi fuori dalle trincee.
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UTET, 22/04/2014
Abstract: Coronamento di una serie di riflessioni sul tema dell'amicizia elaborate in molti decenni, il dialogo Laelius de amicitia (44 a.C.) è una testimonianza importante dello spiccato interesse di Cicerone per la filosofia e della sua vasta cultura. Il tema gli stava particolarmente a cuore: già nel De natura deorum aveva trattato della benevolenza umana come fondata su quella divina, in polemica con la concezione epicurea che, negando ogni interesse degli dei verso gli uomini, aveva eliminato anche l'autentico fondamento dell'amicizia umana, lasciando spazio soltanto a una concezione utilitaristica dei rapporti interpersonali. Tematiche e polemiche che ritornano in questo dialogo sull'amicizia, dove sono messe maggiormente a fuoco e ricevono una più ampia e specifica trattazione. L'attenzione specifica per questo argomento, unita all'esplicito invito di Attico ("Spesso mi sollecitavi a scrivere qualcosa sull'amicizia"), indussero Cicerone alla composizione del dialogo, nel quale, accanto ad elementi tratti dai filosofi greci, ve ne sono altri che manifestamente derivano dalla personale esperienza di amicizia di Cicerone con lo stesso Attico. Possiamo ritenere che l'amicizia tra Lelio e Scipione, che è il fulcro del dialogo, sia immagine di quella tra Cicerone e il suo amico di sempre, dalla giovinezza alla morte, Tito Pomponio Attico, a cui l'opera è dedicata.
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Narratori settentrionali dell'Ottocento
UTET, 15/05/2013
Abstract: Una sistemazione della narrativa italiana post-manzoniana, dalle opere di Emilio Praga a quelle di Arrigo e Camillo Boito, passando per diversi altri autori che hanno dato il loro contributo all'evoluzione del genere dopo il romanzo storico del Manzoni. In questo sforzo antologico, oggi disponibile in un'inedita veste digitale, ogni testo si completa di un adeguato compendio critico consultabile in modalità ipertestuale.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Scrittore e drammaturgo vissuto nella Germania del XVIII secolo, Lessing è stato un importante esponente dell'Illuminismo. Di Lessing oggi Utet pubblica, in forma di ebook, gli scritti di carattere filosofico. L'edizione digitale si compone della traduzione italiana e di un adeguato compendio critico connessi fra loro tramite ipertesto.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: I tre volumi delle Storie di Tito Livio, curati da Luciano Perelli, racchiudono in sé un'opera ambiziosa, iniziata nel 27 a.C. con l'idea di narrare la storia di Roma dalle origini alla morte di Druso nel 9 a.C.. Dei 142 libri dell'origine a noi ne sono giunti integri solo 35 libri. Oggi Utet le rende disponibili, insieme a vari frammenti pervenuti in modalità sparsa, in un'inedita versione ebook, completa di note critiche e del testo originale navigabile ipertestualmente. Nel secondo volume si possono leggere e studiare i libri dal XXI al XXX.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Sir Francis Bacon (1561 - 1626), filosofo, politico e giurista inglese, ha lasciato un corpus di opere eterogenee che toccano svariati temi, dalla religione alla natura fino alla morale, ed è ricordato soprattutto per il suo apporto alla rivoluzione scientifica e l'attenzione posta sul metodo induttivo. Del suo lavoro oggi Utet propone un'edizione digitale completa di apparato critico fruibile tramite ipertesto.
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Tragedia classica dalle Origini al Maffei
UTET, 15/05/2013
Abstract: La Sofonisba di Giangiorgio Trissino, la Rosmunda di Giovanni Rucellai e diversi altri esempi del nuovo teatro tragico e comico sono raccolti in quest'opera oggi edita da Utet anche in formato digitale, con i testi e il relativo compendio critico fruibile in maniera ipertestuale.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Giuseppe Giusti nasce a Monsummano Terme nel 1809. Il ricordo di lui come poeta d'epoca risorgimentale è legato al componimento lirico intitolato Sant'Ambrogio. Opera che, secondo lo stile proprio dell'autore, si distingue per l'umorismo pungente e la sottile vena di malinconia. Alle poesie si accompagna una produzione in prosa che comprende le Memorie, pubblicate post mortem nel 1890 col titolo di Cronaca dei fatti di Toscana, una raccolta di Proverbi toscani e il ricco Epistolario, dal quale emerge la sua convinta adesione alle tesi manzoniane sulla lingua. All'opera di Giusti dà rinnovato lustro Utet con questa edizione digitale, impreziosita da un importante apparato critico fruibile mediante collegamenti ipertestuali.
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UTET, 29/04/2014
Abstract: L'Odissea di Omero e le Storie di Erodoto: due tra le più antiche opere di viaggio della letteratura occidentale, entrambe espressione del mondo greco, eppure straordinariamente diverse l'una dall'altra. Il poema di Ulisse tratteggia l'itinerario simbolico e introspettivo di un uomo alla ricerca di se stesso, ed è la grande metafora che sta alle radici della letteratura occidentale e del nostro immaginario collettivo. Le Storie, invece, anche se permeate di informazioni favolose e poco veritiere, sono i resoconti delle ricerche e delle esplorazioni che Erodoto ha effettivamente compiuto lungo le rotte e le strade del Mediterraneo e dell'Antico Oriente. In Omero, il mondo selvaggio, al di là dei confini dell'Egeo occidentale, popolato da maghe seduttrici, giganti cannibali e Ciclopi, . modello negativo di barbarie, contrapposto ai valori della civiltà greca: a questi Ulisse, tra mille peripezie, e non senza indugiare, desidera infine fare ritorno. In Erodoto, l'orizzonte geografico si allarga a luoghi lontani e meravigliosi - la Libia, l'Iran, il Caucaso - e ai popoli che li abitano. Lo storico li osserva con l'atteggiamento di un moderno antropologo, che non crede all'esistenza di valori assoluti e civiltà superiori, ma sa che "se si proponesse a tutti gli uomini di scegliere, tra tutte, le usanze migliori, ciascuno dopo un'attenta riflessione indicherebbe le proprie". Eva Cantarella ci accompagna tra luoghi fantastici, come l'isola dei Feaci e il palazzo della maga Circe, e regni realmente esistiti, come l'Egitto e la Persia. Fra le sirene ammaliatrici da cui Ulisse deve fuggire e gli ippopotami del Nilo che Erodoto racconta con curiosità agli Ateniesi, che non li hanno mai visti, l'autrice ci insegna a ricostruire una mappa, geografica e ideale al tempo stesso, dell'incontro e dello scontro fra civiltà e barbarie, di mondi diversi che imparano a conoscersi, e del percorso che l'uomo compie alla ricerca dell'uomo.
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UTET, 14/09/2015
Abstract: In un momento in cui la crisi economica impone un ripensamento profondo del nostro vivere insieme, l'arte di condividere diviene una strategia importante e di grandissima attualità. Lo sharing - come la rete ci ha insegnato a chiamare la condivisione - diventa a tutti gli effetti un'opportunità per ridefinire il nostro presente, forse l'ultima possibilità che abbiamo per affrontarne le contraddizioni. Nel contributo del filologo e linguista Luca Serianni l'analisi della condivisione linguistica nel nostro paese prende l'avvio dal passato, dall'"italiano pidocchiale" del XVI secolo. Profondamente radicata nel presente è invece l'idea di una rivendicazione etica dell'Europa immaginata da Marco Aime. La possibilità di colonizzare galassie e trasferirvi il genere umano, prima che la Terra diventi inabitabile, proietta infine il ragionamento del teorico della "decrescita felice" Serge Latouche nel futuro. I lettori curiosi alla ricerca di nuovi strumenti di comprensione troveranno stimoli inaspettati e originali anche nei contributi della scrittrice Laura Bosio, del filosofo Remo Bodei, del sociologo Alain Caillé e degli antropologi Matteo Aria e Adriano Favole. La condivisione, il mettere in comune risorse e opinioni, è alla base della convivenza civile. Elemento costitutivo dell'umanità e di molti aspetti della contemporaneità, il condividere si contrappone all'individualismo possessivo, alla competizione e al consumismo. All'arte della condivisione, tra passato, presente e futuro, dedicano qui le loro riflessioni otto acuti osservatori del mondo di oggi. Interventi nel libro: MARCO AIME Europa da condividere MATTEO ARIA, ADRIANO FAVOLE La condivisione non è un dono! REMO BODEI Un mondo condiviso: un'utopia? LAURA BOSIO Eyes wide open. Guardare, vedere e condividere con gli altri ALAIN CAILLÉ Vivere insieme contrapponendosi senza massacrarsi. Il progetto convivialista SERGE LATOUCHE Ritrovare il senso della misura e scongiurare la mancanza di limiti LUCA SERIANNI Da quando l'italiano è una lingua condivisa?
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Una selezione dei poemi più belli che la cultura mesopotamica ha lasciato, curata dallo storico e assiriologo Giovanni Pettinato. Il volume comprende, fra gli altri, l'Enuma Elis, il poema della creazione, e l'Epopea di Gilgames. Utet oggi pubblica l'ebook di quest'opera con l'apparato critico di riferimento integrato e collegato in modalità ipertestuale.
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UTET, 03/06/2014
Abstract: "Mettere in piedi una collezione significa trovare, acquisire, organizzare e immagazzinare oggetti in una stanza, una casa, una biblioteca, un museo oppure un deposito. È anche, inevitabilmente, un modo di pensare il mondo... Si potrebbe quindi affermare che collezionare è un metodo per produrre conoscenza." Come nasce una mostra? Qual è il ruolo del curatore? Perché possiamo considerarci tutti curatori? Intrecciando ricordi personali e professionali legati alla sua poliedrica attività in ambito artistico - dalla prima esposizione, allestita nella cucina di casa, fino alle celebri maratone culturali di ventiquattr'ore alla Serpentine Gallery di Londra - con esempi di curatela nel campo dell'architettura, delle scienze e nella vita di ogni giorno, Hans Ulrich Obrist spiega che curare, in fondo, è "un tentativo d'impollinazione fra culture, o un modo di disegnare mappe, che schiude percorsi nuovi attraverso una città, un popolo o un mondo". Magneticamente sospeso tra la narrazione autobiografica e la riflessione sulla curatela come pratica culturale nient'affatto limitata ai musei - l'impresario teatrale Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes ed eroe personale di Obrist, fu un curatore eccezionale per il suo talento nel coinvolgere sensibilità artistiche differenti -, Fare una mostra è un libero viaggio tra incontri e conversazioni brillanti e mai convenzionali con gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che più hanno ispirato Obrist. Rimbalzando vivacemente tra mostre, festival internazionali, continenti e secoli, ci restituisce il profilo di una professione tutt'altro che chiusa in se stessa, fino a suggerirci che la proliferazione di idee, informazioni e oggetti che qualifica il mondo contemporaneo non lascia alternativa: selezionare al meglio, curare i nostri contenuti è un esercizio irrinunciabile della quotidianità, un gesto di sopravvivenza che ci riguarda tutti. "Curare una mostra è importante, ma altrettanto importante è curare i modi di essere umani. Hans Ulrich Obrist, allo stesso tempo anarca gentile e consumato insider, intelligenza superba e levità di superficie, controllo e bulimia, spontaneità e diplomazia, coraggio e ipocondria, è uno dei pochi personaggi riusciti ancora capace di comprendere l'arco integrale della sottigliezza e della debolezza umane: dell'essere-umani-oggi incarna tutti i sintomi, molte malattie, e alcune medicine vivaci: e se glielo chiedete, sarà sempre in grado di ricordarvi tutto." - dal Ritratto di Hans Ulrich Obrist di Gianluigi Ricuperati "Un libro appassionante e colto che sostiene in modo convincente l'importanza della curatela, nel mondo dell'arte e nella vita di ogni giorno." - Ekow Eshun, The Independent "È un'autobiografia. E, insieme, un breviario. E un piccolo trattato. Per la prima volta Obrist parla di sé in prima persona." - Vincenzo Trione, Corriere della Sera "Molto intelligente e profondo, ci restituisce l'immagine di un professionista intensamente coinvolto nella circolazione delle idee nella cultura contemporanea." - Carl Wilkinson, Financial Times "Il profilo vivace, eclettico e a tratti esasperante della carriera di un curatore di mostre." - Brian Dillon, Literary Review
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Le Bucoliche, una raccolta di dieci egloghe sul modello di Teocrito; le Georgiche, poema didascalico dedicato al lavoro dei campi interpretato come metafora di una società umana ideale; l'Eneide, monumentale poema epico modellato come un'Iliade latina al fine d'essere presentato come manifesto dell'ideologia augustea. Sono queste le tre opere che hanno dato fama immortale a Virgilio. Di questi componimenti, Utet offre oggi un'edizione digitale comprensiva di testo originale, apparato critico e note colegate in modo interattivo.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Una raccolta di saggi critici curata da Carmelo Cappuccio, accomunati dalla loro appartenenza al periodo compreso tra il 1826 e il 1870, ossia tra la fine delle prime battaglie classico-romantiche e la pubblicazione della Storia della letteratura di De Sanctis. Una "scelta di minores" in cui figurano autori come Giovita Scalvini e Giuseppe Montani, oltre a Mazzini, Cattaneo, Gioberti, Tommaseo, e che Utet ripropone in un'inedita veste digitale arricchita da un valido compendio critico consultabile tramite ipertesto.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Poeta fra i più celebri e influenti del suo tempo, dotato di un'eccezionale abilità letteraria, l'Ariosto è autore, oltre che del noto Orlando Furioso, anche di Commedie in prosa e in versi, che vengono oggi raccolte e proposte in formato digitale, accompagnate da un autorevole apparato critico accessibile mediante collegamenti ipertestuali. Una versione elettronica di valore che invita a una fruizione inedita di composizioni in prosa quali La Cassaria e I Suppositi e in versi come Il Negromante, La Lena e Gli studenti.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Le commedie dei comici dell'arte sono frutto dell'esempio e dell'insegnamento di Carlo Goldoni. Tra i principali autori, Flaminio Scala, Nicolò Barbieri, Silvio Fiorillo, Pier Maria Cecchini e il prolifico Giovan Battista Andreini. Le maggiori di queste commedie sono oggi proposte da Utet in un'inedita raccolta digitale, compendiata da un autorevole apparato critico accessibile mediante ipertesto.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Lucio Anneo Seneca (4 a.C. - 65 d.C.), filosofo e scrittore latino, rappresenta una delle personalità più ricche e complesse del mondo romano, destinata a esercitare un significativo influsso sul pensiero e sulla spiritualità dei secoli a seguire. La produzione di Seneca fu molto vasta e varia, legata all'importanza che la sua figura ha rivestito e riveste tuttora non solo nell'ambito della letteratura, ma anche in quello della filosofia, della scienza, della storia civile e politica. Il vasto corpus letterario da lui lasciato, viene riproposto da UTET in un'edizione digitale strutturata in cinque volumi integrali e dotati, accanto alla traduzione italiana, di un accurato compendio esegetico e del testo latino integrale, consultabile tramite un agile gioco di rimandi ipertestuali. In questo e-Book sono raccolte le Lettere a Lucilio, la summa del pensiero filosofico di Seneca. Composte tra il 62 e il 65, ossia nel periodo in cui Seneca si era accorto dell'impossibilità di frenare la crudeltà e l'insolenza di Nerone e si era ritirato dalla vita politica per raccogliersi in sé stesso e coltivare la sapienza. In questo contesto Seneca scrisse le sue Lettere a Lucilio che costituiscono una delle sue ultime opere e certamente la più significativa: essa ci permette di conoscere e di valutare con maggiore esattezza, rispetto alle altre, il pensiero, l'arte e l'anima dello scrittore, essendo caratterizzata da un accento di più viva e profonda persuasione proveniente dalla lunga ed intensa esperienza di un uomo giunto, dopo molti errori, delusioni e traviamenti, sulla via della salvezza. Nelle Lettere, Seneca, ispirandosi prevalentemente ai princìpi della saggezza stoica, cerca di illuminare il suo amico Lucilio, e insieme a lui tutti gli uomini, sul modo di comportarsi in ogni circostanza per mantenere intatta la serenità interiore, ponendosi da consigliere spirituale, ricco di profonda e vivissima esperienza umana, che maturò nel corso di lunghi anni e di attente meditazioni.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: La poesia satirica di Persio e Giovenale offre una delle migliori e più lucide prospettive sulla società romana. Aulo Persio Flacco (34 d.C. - 62 d.C.) compose 6 Satire in esametri dattilici, ispirate alla dottrina stoica e di chiaro spirito polemico contro i peggiori vizi dell'uomo. Decimo Giulio Giovenale (55 d.C. - 127 d.C.) fu il più importante poeta dell'epoca traianea e l'ultimo significativo rappresentante della satira latina. Nelle sue 16 Satire, pungenti e vivaci, il poeta si concentra sulla denuncia dei vizi della corrotta società contemporanea, esaltando con rimpianto le antiche virtù. L'intera produzione dei due autori esce oggi per Utet in un'edizione digitale che propone insieme al testo latino e alla traduzione un nutrito apparato critico consultabile tramite collegamenti ipertestuali.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Una raccolta preziosa di testimonianze biografiche e dei frammenti sopravvissuti delle opere di Zenone di Cizio, Cleante di Asso, di Crisippo e dei relativi discepoli. Un'opera in due volumi che oggi Utet rende disponibile sotto forma di un unico ebook con un apparato critico integrato in modalità ipertestuale.
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UTET, 15/05/2013
Abstract: Basilio Magno (329 - 379) fu vescovo e teologo, Dottore della Chiesa e primo dei Padri cappadoci. Ha lasciato una vasta produzione, per la maggior parte costituita da opere di carattere dogmatico e ascetico, oltre a discorsi, omelie e lettere, che nel loro insieme contribuirono in maniera fondamentale alla spiritualità cristiana e alla storia del monachesimo, oltre che alla liturgia. Delle opere ascetiche composte verso la fine della sua esperienza episcopale Utet pubblica un'edizione digitale, che si completa di un ricco apparato critico collegato ipertestualmente alla traduzione italiana.