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Cachemire rosso
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Moreau, Christiana - Boi, Roberto

Cachemire rosso

Casa Editrice Nord, 03/09/2020

Abstract: "Un romanzo sublime, dalla penna di una scrittrice di cui sentirete parlare a lungo. Scritto con maestria e sensibilità. "Radio Dunes"L'autrice dona a questo romanzo una forma autentica. Questo rosso non acceca, apre gli occhi."L'Alsace"Uno splendido omaggio al coraggio delle donne."Les Veilees"Un romanzo che ci trascina nelle steppe e ci fa vivere gioie e dolori dei suoi protagonisti. Consigliatissimo. "Maxx"Cachemire rosso è un'ode alla ricerca della libertà. "Le Mag du CineDue donne. Due destini intrecciati come fili rosso cachemire.Nel caleidoscopio di colori del mercato di Ordos, in Cina, ce n'è uno che spicca su tutti. È il rosso, brillante e purissimo, di un maglione di cachemire. Alessandra se ne innamora subito: è quella la perla rara che le permetterà di risollevare le sorti della sua boutique di Firenze. A venderglielo è una ragazza di nome Bolormaa, e lo fa a malincuore. Perché per lei quel maglione è casa. Lo ha infatti realizzato con l'ultima lana del suo allevamento, prima che l'estate troppo torrida e l'inverno eccezionalmente rigido sterminassero il gregge e la costringessero a lasciare la Mongolia. È un incontro fugace, eppure l'immagine di quella signora, libera ed elegante, rimane scolpita nella mente di Bolormaa. A poco a poco, quel ricordo fa maturare in lei il sogno di una nuova vita in Italia. Armata solo del biglietto da visita che Alessandra le ha lasciato, Bolormaa s'imbraca allora in un viaggio rischiosissimo, che la porterà da Pechino a Oulan-Oude, in Mongolia, poi a Mosca lungo la Transiberiana e da lì in Italia, là dove il filo rosso del suo coraggio si ricongiungerà con quello di Alessandra, che ormai sta perdendo la speranza di salvare il suo negozio. E sarà proprio Bolormaa a darle la forza di cambiare un destino che sembra segnato…

Introduzione allo studio della bibliografia
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Capaccioni, Andrea - Zaganelli, Giovanna

Introduzione allo studio della bibliografia

Editrice Bibliografica, 23/01/2020

Abstract: La bibliografia è una disciplina alla continua ricerca di identità. Un problema ben noto agli studiosi, almeno a partire dal XVIII secolo, e ancora oggi dibattuto. Con il tempo si è affermata l'idea di suddividere la bibliografia in enumerativa (o dei repertori) e analitica (legata allo studio materiale del libro). In realtà il suo tratto fondamentale consiste nello svolgere un ruolo rilevante all'interno dell'organizzazione del sapere. Essa ha infatti, come ha scritto Luigi Balsamo, una precisa funzione di mediazione fra la produzione editoriale e i lettori.Questo volume si propone di fornire un profilo aggiornato della disciplina fornendo al lettore una guida per orientarsi all'interno dei principali temi: dalla discussione sulle definizioni ai legami con le altre discipline (prima fra tutte la biblioteconomia), a questioni di storia della bibliografia, fino al rapporto con internet e il nuovo ambiente digitale.

La pazienza dell'arrostito
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Ceronetti, Guido

La pazienza dell'arrostito

Adelphi, 13/02/2020

Abstract: Ancora una volta, e come fosse per la prima volta, seguiamo Ceronetti nella sua perenne irrequietezza. Ma ormai i vagabondaggi nello spazio e nella mente si sono amalgamati. E anche ""Il mondo si va unificando"... Sì, ma "nel" male e "in vista" del male". Viaggiare è ormai un'attività da "collezionista di ripugnanze". Oggi i roghi di invisibili inquisitori "ci arrostiscono con tacita, misteriosa lentezza". E non rimane allora che esercitare la pazienza, rivaleggiando vanamente con la "pazienza del tempo", che sa offrirci, in una piccola chiesa sperduta, "fiori di plastica in tuniche di polvere". Mentre è sempre un segnale di vitalità il guizzo del comico: basta allora che Ceronetti elenchi i regali ricevuti nel corso degli anni, o anche gli animali che si vedono sempre meno (anche le zanzare sono in diminuzione...).Così appare una nuova forma: una sorta di monologo interiore-esteriore, dove si prende nota delle scritte sui muri, dei nomi sulle lapidi e dei prezzi ai ristoranti, mentre continuano a ripresentarsi altri fantasmi: Giorgione, un versetto dei profeti, Goya, un libro appena letto, la guerra civile spagnola, Velázquez. Questa forma, in cui Ceronetti ci invita a leggerlo, la forma di questo libro, che forse è il suo più intimo, e perciò anche il più esposto, corrisponde a quella in cui egli stesso ne legge ogni altro: "Il frammento che si accende all'improvviso come un Intero accessibile e concentrato, e che sommandosi con altri, prossimi e lontani, del medesimo testo, crea l'immagine di una nuova, screpolata Totalità testuale: non ho, coi più importanti autori a me noti, altra relazione che questa. La storia del pensiero, come l'altra, è storia di amputazioni e di amputati: l'Intero e il Tutto si adunano e brillano nel moncone, come tutta quanta la Legione si riconosce nella mano di legno del capitano Danjou".

Tra pensieri
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Ceronetti, Guido

Tra pensieri

Adelphi, 06/02/2020

Abstract: Nel febbraio del 1991 (la coincidenza con la guerra del Golfo è tutto fuorché casuale), Paolo Mieli, allora direttore della "Stampa", affidò a Guido Ceronetti uno spazio quotidiano sulla prima pagina del suo giornale. Con quelle poche righe Ceronetti immetteva, come lui stesso dice, "una goccia di pensiero" proprio là dove, per definizione, il pensiero medesimo tende a latitare: in una sede, dunque, del tutto incongrua e inadatta ad accoglierlo. Era una pausa di refrigerio – per usare ancora le sue parole – destinata a funzionare da "antidoto", e che diventò in brevissimo tempo un appuntamento atteso da tutti i lettori. Ora, ripresi e ampliati (completati, nei casi in cui il pensiero era stato compresso e limitato dalle regole dell'impaginazione), questi pensieri di altri – gli altri più disparati e imprevedibili, da Confucio a Campanile, da Heidegger a Šalamov a Yeats – divenuti per una sorta di osmosi tanto più "ceronettiani" in quanto chiamati a rappresentare, in sintesi, le passioni, gli sdegni, le idiosincrasie del "raccoglitore" di questa singolare antologia, vengono dallo stesso Ceronetti riuniti in volume: li precede una nota in forma di viatico per un viaggio, o vagabondaggio, appunto, tra pensieri.

Il Libro di Giobbe
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Ceronetti, Guido - Ceronetti, Guido

Il Libro di Giobbe

Adelphi, 13/02/2020

Abstract: Tutti sanno che Giobbe, "uomo di perfetta purità", fu colpito da sventure e, infine, ulcerato nel corpo dal Male, circondato da tre amici, si rivolse al Signore per chiedere ragione delle sue sofferenze. "Iob dice che i buoni non vivono e che Dio li fa ingiustamente morire. Gli amici di Iob dicono che i cattivi non vivono e che Dio li fa giustamente morire". Lo scandaloso processo che Giobbe, il giusto, osa intentare al Signore è una immensa pietra d'inciampo che è fatale incontrare e che ogni lettura obbliga ad aggirare, con fatica e meraviglia. Guido Ceronetti, con la sua versione e il suo commento, ha cercato, nell'oscurità e nell'enigma, di offrire in tutta la loro forza oscurità e enigmi, perché questo testo, che nessuna ragione potrà mai accettare, appaia "nuovamente" inaccettabile, arricchito dalla scomparsa di quelle tante mitigazioni esegetiche nelle quali secoli di devozione e di empietà lo hanno avvolto. Testo principe sul male, "Il Libro di Giobbe" ci rassicura che il male non è quella burocratica 'privazione del bene' a cui teologi grandissimi lo hanno voluto ridurre, ma inarrestabile ruota del mondo; che vera offesa recano innanzitutto gli zelanti, in quanto hanno la risibile pretensione di bonificare l'esistenza, e con ciò portano morte; che "la salvezza del bene è edificante, quella del male essenziale".Ma innumerevoli sono le maschere del testo sacro, e l'inflessibile manifestarsi della necessità del Male si congiunge – è uno dei segreti del "Libro di Giobbe" – con l'affermazione assoluta del possesso di Dio presente. Così l'accusato Dio, a cui Giobbe può rivolgersi col suo tu brutale (di una brutalità quale forse nessun'altra religione che l'ebraica ha tollerato) grazie soltanto alla grandiosa finzione di essere l'Odiatissimo-Amatissimo, speciale oggetto, per assurdo, della potenza divina e perciò specchio della sua divina doppiezza – l'accusato Dio, quando alla fine del Libro, dopo i discorsi di Giobbe e dei suoi amici spaventati dall'audacia del sofferente, prenderà la parola, non risponderà con spiegazioni pacificanti, ma congiungerà di nuovo violenza a violenza, come amore a amore, evocando l'immagine dei suoi mostri, Behemòt e Leviatàn, che toglie a Giobbe la parola e gli fa sentire la presenza della perpetua testimone di questo perpetuo processo, "Ḥokhmah", la Sapienza.

La vita apparente
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Ceronetti, Guido

La vita apparente

Adelphi, 06/02/2020

Abstract: Forse nessuno scrittore italiano di oggi è riuscito a stabilire un rapporto di complicità con i suoi lettori come Guido Ceronetti. Da qualche anno la terza pagina della "Stampa" è diventata per molti una sorta di casella postale, dove si va a controllare ogni giorno se è arrivato un biglietto dal solito, generoso, estroso mittente. Di che cosa ci parlerà questa volta? Di Mosè o di Barbara Stanwyck, dell'avanspettacolo torinese o di Zola, di Goya o dell'andropausa, di Santa Caterina o di Santa Teresa, di Clemenceau o di Orazio? Ci parlerà di queste e di tante altre cose, ritornerà sui suoi temi, ne introdurrà di nuovi e disparati, ci racconterà qualche viaggio, qualche lettura, ci darà consigli su come fare il tè – e sarà, volta a volta, fedele e libertino, ma sempre roso dal "verme metafisico". Ceronetti, anima "naturaliter gnostica", ama mescolarsi a tutto, perché a nulla appartiene, marionettista fantomatico che "non c'è", ma "è". Filologo e curioso, lettore di libri di "ogni" specie e insieme "lettore di strade, porte, vetrine, gente, cortili, insegne", trasforma l'articolo di giornale in giornale delle sue avventure. Il suo culto di devoto senza paramenti, ma con un dizionario sempre a portata di mano, è innanzitutto fondato sulla precisione della parola e dell'orecchio. Tutto – la letteratura o la storia o la filologia o la politica – è per lui ugualmente centrale, in quanto si riferisce a un unico centro che non ha nome. Così, con pari sicurezza, con pari vigore Ceronetti ci mostra il sovrapporsi di qualche austera parola latina di Spinoza e di un verso "incarnato" di Racine; o si addentra nelle viscere minerarie della "dannata, massiccia, cruciale seconda metà dell'Ottocento"; o colpisce la viltà del nostro mondo dinanzi al risucchio del "vuoto russo". In queste sue prose, che raccolgono articoli pubblicati quasi tutti fra il 1975 e il 1978, parla chi ha lottato per anni con le radici semitiche, per trarne le uniche memorabili versioni dalla Bibbia che siano apparse in lingua italiana, ma parla anche il vincitore di "appassionanti gare di tango, in compagnia di torinesi straordinarie, migliori delle bonaerensi del quartiere di Evaristo Carriego". Imprese ormai del tutto improbabili – eppure Ceronetti le ha compiute, e questo ci incoraggia a salire sulla sua agile "canoa che risale i fiumi sterminati dei crimine e della morte", sulle cui sponde crescono le foreste della "vita apparente".

La scuola e l'arte di ascoltare
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Sclavi, Marianella - Giornelli, Gabriella

La scuola e l'arte di ascoltare

Feltrinelli Editore, 19/02/2022

Abstract: "Serve uno sguardo allenato a mettere a proprio agio l'altro perché ci parli"Ascolto attivo, mediazione creativa, un tocco di umorismo: ecco gli ingredienti che oggigiorno permettono a ragazzi e insegnanti di comunicare fra loro in modo non superficiale e soporifero, di trasformare gli attriti e le difficoltà in occasioni di crescita e di conoscenza e di mettere in atto leadership che promuovono l'intelligenza collettiva. Sono questi gli ingredienti presenti e necessari in ogni scuola ad alto tasso di apprendimento.Le due autrici, con generosità, sapienza e allegria, offrono in questo libro un insieme di strumenti messo a punto nel corso di una lunga esperienza professionale nel mondo della scuola e in quello extrascolastico. Una vera e propria arte, che va acquisita e praticata, poiché mediare le differenze e risolvere i conflitti e le tensioni che nascono tra i ragazzi e tra loro e gli educatori è una condizione preliminare a qualsiasi discorso didattico, ed estremamente utile per la società e nella formazione delle future classi dirigenti.

Che
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Anderson, Jon Lee - Matullo, Marianna - Nicoli, Valentina

Che

Feltrinelli Editore, 19/02/2022

Abstract: "Il compito per me più difficile fu infrangere l'aura di santità che circondava la memoria del Che"Nel 1995 un generale boliviano rivela a Jon Lee Anderson che il corpo del Che era stato sepolto segretamente in una fossa scavata sotto la pista di atterraggio di Vallegrande, in Bolivia. La notizia, uscita poco dopo sul "New York Times", dà inizio alla ricerca del corpo, i cui resti verranno ritrovati solo un paio di anni dopo. La scoperta condurrà alla riesumazione e a una nuova sepoltura, con gli onori statali di Cuba.Jon Lee Anderson ha vissuto per tre anni a L'Avana e ha viaggiato in Sud America, in Europa e in Russia per intervistare i compagni del Che, alcuni dei quali parlano per la prima volta in questa biografia, e anche gli uomini della Cia che, con l'aiuto degli ufficiali boliviani, hanno dato la caccia a Che Guevara per poi ucciderlo. Ha avuto accesso esclusivo agli archivi personali del Che, curati dalla vedova Guevara, e a molti documenti prima sconosciuti del governo cubano. Diversi dettagli delle vicende che hanno coinvolto il Che sono rimasti a lungo avvolti nel mistero. La biografia di Anderson narra la sua vita straordinaria, dall'infanzia in Argentina ai campi di battaglia della Rivoluzione cubana e all'assassinio nella giungla boliviana, in un resoconto che è anche la narrazione della storia dell'America latina durante gli anni drammatici della Guerra fredda.Oggi, il bestseller internazionale che ha raccontato la vita di Che Guevara torna in una nuova edizione rivista e aggiornata.

L'eresia del Cannonau
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Némus, Gesuino

L'eresia del Cannonau

Elliot, 03/02/2020

Abstract: Nei giorni in cui l'ultima coda dell'estate lascia la Sardegna orientale, a Telévras una bambina di dieci anni sparisce nel nulla. Non parla, teme il latrato dei cani e le urla degli uomini, ed è nera, come i suoi genitori, venditori ambulanti di passaggio in terra sarda. Tutta la comunità si stringe solidale alla famiglia nelle ricerche: dal maresciallo Ettore Tigàssu al mitico centenario Aedo Pistis, fino agli sgangherati avventori della mescita del paese, devoti al vino Cannonau. Un microcosmo a cui il lettore avrà accesso a poco a poco insieme al personaggio dello "straniero", al suo primo incontro (e scontro) culturale con la gente del posto: Ferruccio, milanese, che ha finito di scontare ventisei anni di prigione e deve riprendere con­fidenza con il mondo. Nel nuovo romanzo di Gesuino Némus ambientato nella immaginaria - e ormai leggendaria - Telévras, nel cuore dell'Ogliastra, il mistero si dipana percorrendo vie mai battute, itinerari irrazionali, in un baccanale di cibo, vino, gioia di vivere e tradizioni sacrileghe.

Desiderio
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Montefoschi, Giorgio

Desiderio

La nave di Teseo, 13/02/2020

Abstract: "Il vero protagonista del libro è il desiderio allo stato puro, irragionevole e cieco, senza età e senza amore. Desiderio tra un uomo e una donna che saranno amanti sempre e comunque, anche nelle vite in cui si reincarneranno. Matteo e Livia sono due personaggi che rimangono nell'anima, con un languore, una scia di dolorosa malinconia, come la Micol di Bassani, come certi amanti di Moravia. Come capita con i classici, che diventano esperienze nella vita del lettore. Livia è un sogno sfuggente che appare e scompare, seduttiva come seduttivo è Matteo nella sua fedeltà assoluta e cieca al desiderio di Livia, per cui è pronto a mettere tutto in discussione, anche la stessa Livia che non è all'altezza della sua passione. Nei tre tempi del romanzo risalta la permanenza del desiderio contro l'impermanenza della vita 'ufficiale': non che quest'ultima sia falsa e l'altra vera. Ma la vita ufficiale cambia e passa, il desiderio, immutato, rimane identico a sé… Hai scritto un romanzo bellissimo."E. S.

Corpi speciali
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D'Aloja, Francesca

Corpi speciali

La nave di Teseo, 13/02/2020

Abstract: In questo libro si raccontano le storie di uomini e donne di grande talento: alcuni molto famosi, altri ingiustamente dimenticati e talvolta incompresi, che trovano qui un meritato risarcimento. Tutti loro sono i "corpi speciali". Quali sono le persone straordinarie che hai incontrato nella tua vita? E quali altre avresti dato tutto per conoscere? In una galleria di personaggi memorabili, Francesca d'Aloja alterna ritratti dal vivo e ricostruzioni narrative appassionate. Da una parte abbiamo i volti raccontati attingendo a incontri, ricordi e aneddoti privati: da Vittorio Gassman all'amato suocero Dino Risi, da Laura Antonelli a Ray Charles, dalla timida figlia di Albert Camus, Catherine, a Franca Valeri, da Edith Bruck a Luciana Castellina e Claudio Caligari, il regista di film "maledetti". Ma il viaggio prosegue seguendo le piste di personaggi che sono tutti al limite della leggenda. Veniamo condotti in giro per il mondo, dalle montagne del Tibet, insieme al primo uomo occidentale diventato Lama, ai ghiacci dell'Antartide, dai palchi dove si esibisce la sfortunata e bellissima ballerina Lucia Joyce, figlia di James, alle arene dove volteggia il più grande torero vivente. Grandi verità inascoltate e bugie clamorose riprendono vita intorno alla testimonianza dei lager nazisti. Fino ad approdare alle palestre della Romania di Ceausescu, dove qualcuno nota una bambina che sta per diventare la prima stella della ginnastica mondiale: Nadia Comaneci. Con entusiasmo, pietà, divertimento e commozione, l'autrice, avendo per compagni d'avventura i propri miti, entra nelle esistenze di artisti, esploratori, donne di mondo e scrittori vagabondi segnati dalla stessa smania di vivere. Una galleria di vite "maiuscole" che stimolano la fantasia del lettore come personaggi di un grande romanzo.

Come non perdere mai più la calma
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Lieberman, David J.

Come non perdere mai più la calma

Tea, 13/02/2020

Abstract: Il metodo infallibile per non arrabbiarsi mai e mantenere il controllo di qualsiasi situazioneFai un respiro profondo e conta fino a dieci; visualizza un luogo dove ti senti felice; entra in meditazione: chissà quante volte amici, famigliari ed esperti ti hanno suggerito una di queste tecniche per mantenere la calma, ma, quando si tratta di affrontare davvero il momento in cui la rabbia esplode, è difficile centrare il bersaglio, soprattutto perché nessuno dei metodi indicati è in grado di generare consapevolezza. Perché mi arrabbio? Perché alcune situazioni mi esasperano, scatenando in me reazioni istintive di collera? L'intento di questo libro è spiegare dapprima le dinamiche fisiche e psicologiche all'origine della rabbia, e offrire poi un ventaglio di strumenti capaci di vincere la battaglia sul campo: i piccoli problemi della vita perderanno via via di importanza, e i conflitti più seri non sfoceranno più in incontrollabili scoppi di ira e frustrazione, ma verranno filtrati dalle lenti dell'accettazione e della saggezza. Come non perdere mai più la calma rappresenta un invito a osservare la rabbia attraverso una visione olistica che la scomponga nei suoi fattori emozionali, spirituali e fisici nascosti, donando ai lettori pratici e semplici strumenti per eliminarla ancora prima che sopraggiunga.

La ragazza con la macchina da scrivere
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Icardi, Desy

La ragazza con la macchina da scrivere

Fazi Editore, 20/02/2020

Abstract: Cosa ricordano le dita? Se la memoria scompare, possono gli oggetti aiutare a ritrovare i ricordi?Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti MP1 rossa.Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia tuttavia non si sono dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: gli amori, i dispiaceri e i mille espedienti attuati per sopravvivere, soprattutto durante gli anni della guerra, riemergono dal passato restituendole un'immagine di sé viva e sorprendente, la storia di una donna capace di superare decenni difficili procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico, importante ricordo, però, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso.La narrazione alla ricerca del ricordo perduto si arricchisce pagina dopo pagina di sensazioni e immagini legate a curiosi oggetti vintage: la protagonista del libro ritroverà la memoria anche grazie a questo tipo di indizi, che appaiono ogni volta in luoghi inaspettati, in una specie di caccia al tesoro immaginaria, tra realtà e fantasia.Dopo L'annusatrice di libri, sul senso dell'olfatto e la lettura, un romanzo appassionante sul tatto e la scrittura, un viaggio a ritroso nella vita di una donna sulle tracce dell'unico ricordo che valeva la pena di essere conservato.Su L'annusatrice di libri hanno scritto:"L'annusatrice di libri è un romanzo sorprendente, divertente e originale"Paola Mastrocola, "Il Sole 24 Ore""Tra pagine lette con il naso e storie scritte in tutte le lingue, L'annusatrice di libri racconta nei dettagli una città che oggi non c'è più".Giorgia Mecca, "Corriere della Sera""L'annusatrice di libri è un romanzo divertente, con un ritmo da commedia".Mario Baudino, "TTL – La Stampa""Infinite e ben distribuite le suggestioni libresche nel bel romanzo di Desy Icardi".Riccardo De Palo, "Il Messaggero""L'annusatrice di libri è un piccolo gioiello di delicatezza e spiritosaggine ma è soprattutto un omaggio alla forza della lettura".Giulia Ciarapica, "Il Foglio""Desy Icardi sviluppa un intreccio che prende le mosse da una fantasiosa congettura che sarebbe piaciuta a Calvino".Guido Caserza, "Il Mattino"

L'albero della vergogna
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Pinilla, Ramiro

L'albero della vergogna

Fazi Editore, 27/02/2020

Abstract: All'indomani della vittoria di Franco, il piccolo paesino di Gexto, nei Paesi Baschi, è un luogo paralizzato dalla paura: rappresaglie ed esecuzioni da parte di "quelli della Falange" sono all'ordine del giorno, e poco a poco gli uomini stanno scomparendo: alcuni sono caduti in guerra, altri vengono portati via in passeggiate dalle quali non si fa più ritorno, oppure fucilati di fronte alle loro famiglie, fra le grida delle loro donne. Ma chi c'è dall'altra parte? Altri uomini. Questa è la storia di Rogelio Cerón, uno di loro, un falangista ventenne che fa quello che fa senza sapere bene perché. Un giorno uccide un maestro repubblicano sotto lo sguardo del figlio, un bambino di dieci anni; per lui niente sarà mai più lo stesso, quegli occhi gli rimarranno impressi nella memoria per sempre: occhi fissi, freddi, che non piangono, ma che promettono vendetta.Trent'anni dopo, gli abitanti del paesino si chiederanno quale mistero si celi dietro la figura solitaria del "pover'uomo della baracca", che da molto tempo conduce una vita da eremita prendendosi cura di un albero di fico, sopportando in silenzio l'assedio di un vicino convinto che sotto la pianta ci sia un tesoro. Cosa si nasconde, realmente, sotto quell'albero? Qual è il suo significato?Per la prima volta nelle librerie italiane questo memorabile romanzo di Ramiro Pinilla, autore di culto del Novecento spagnolo riscoperto grazie a Fernando Aramburu. Un romanzo magistrale sulla vendetta e sul perdono, sulle sconfitte e le umiliazioni, sulla memoria di un popolo, le ferite di un'intera generazione e la forza dirompente della Storia, che entra nella quotidianità e la stravolge."Un romanziere di rango superiore. Dubito che ce ne siano molti come lui. Fra i suoi romanzi L'albero della vergogna è uno dei miei preferiti".Fernando Aramburu"Una confessione che ci gela il sangue ma che chiede il nostro perdono"."El País"

La forza della natura
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Leotti, Antonio

La forza della natura

Marsilio, 20/02/2020

Abstract: Quando Anna rimane vedova di Euclide è ancora giovane, è bella e, all'indomani del funerale, incredibilmente decisa a non rimettere mai più piede nel paesino della Toscana dove per anni il marito ha tenuto le redini dell'azienda di famiglia. Anna vuole restare a Roma, ai Parioli, ripensare all'uomo che ha amato, bere Martini in terrazza e dimenticare i contadini con i quali Euclide lavorava e che lei disprezza, considerandoli un inutile retaggio medievale. E quale modo migliore per dimenticare di vendere tutto, castello, terre e poderi? Tuttavia, tra Anna e la libertà si frappone la famiglia Ruccellai, contadini da duecento anni su un podere del quale, morto Euclide, reclamano la proprietà. Comincia così, per una lite che finisce in tribunale, la nuova vita di Anna che, costretta alla campagna, se ne innamora tanto da prendere in mano l'azienda di famiglia e avvicinarsi ai detestati contadini. In questo percorso di avvicinamento alle radici (non solo metaforiche), Anna si troverà a essere oggetto del corteggiamento di diversi uomini: un vecchio amico di infanzia, il figlio ribelle della famiglia Ruccellai, un ricco aristocratico piemontese e addirittura un piccolo malvivente romano. Chi sposerà Anna? E quanto tempo impiegherà a lasciar andare il suo Euclide?Quello di Antonio Leotti è un romanzo inglese ambientato in Toscana, ma più comico che tragico. Una commedia irresistibile che avanza per coincidenze ed equivoci, raccontando quanto le gioie della campagna e quelle della città – così come i disagi dell'una e dell'altra – non siano in fondo che luoghi comuni dei quali si può ridere insieme.

Delitto Neruda
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Ippolito, Roberto

Delitto Neruda

Chiarelettere, 06/02/2020

Abstract: Il poeta premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet– Cerchi pure, capitano! Qui c'è una sola cosapericolosa per voi.– Cosa?– La poesia!Pablo Neruda a un ufficiale durante la perquisizionea Isla Negra, tre giorni dopo il colpo di stato del 1973 "Chi uccide un poeta uccide la libertà.Roberto Ippolito firma un'inchiesta stringente eappassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda."Giancarlo De Cataldo "Ippolito raccoglie i fatti e li processa,li ricompone, li inchioda.Sembra di essere davanti a una fedele applicazionedel principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricercaintellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove."Diego De Silva Cile, 11 settembre 1973, l'instaurazione della dittatura militare di Pinochet, la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A dodici giorni dal golpe che depone l'amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell'amore e dell'impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clínica Santa Maríadi Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l'ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l'autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell'inchiesta giudiziaria volta ad accertare l'ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici e negazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l'autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e online, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia.Il libro è scritto con il rigore dell'inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di García Lorca, suo grande amico e illustre poeta, ucciso dal regime franchista.

La mischia
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Maini, Valentina

La mischia

Bollati Boringhieri, 20/02/2020

Abstract: "Ci sono scrittori che più che esordire irrompono sulla scena. Scrivono romanzi che, di colpo, sconvolgono le regole del gioco. Valentina Maini è una di questi."Andrea Bajani""Ci sono scrittori che più che esordire irrompono sulla scena. Scrivono romanzi che, di colpo, sconvolgono le regole del gioco. Valentina Maini è una di questi"."Andrea BajaniSiamo nel 2007 in una Bilbao psichedelica, sfinita dagli ultimi fendenti del terrorismo basco. Gorane e Jokin hanno venticinque anni, sono gemelli e figli di due militanti dell'ETA. Cresciuti senza regole, prendono direzioni opposte e complementari: del tutto accondiscendente e passivo, Jokin, batterista eroinomane, sembra ricalcare le orme dei genitori, mentre Gorane, ambigua e introversa, prova a scostarsi dal loro insegnamento rifugiandosi in un mondo astratto che prosegue dentro di sé. A unirli però c'è un sentimento viscerale, anarchico, incomprimibile. Quando Jokin – che non regge più alla pressione – fugge e i genitori vengono coinvolti in una tragica vicenda, Gorane è preda di strane allucinazioni che la costringono ad andare da uno psichiatra. A Parigi Jokin conosce Germana, una splendida ragazza italofrancese con bizzarre manie da piromane, e inizia a suonare in giro per locali con un gruppo drum'n'bass. Eppure, nonostante la distanza fisica, le vite dei gemelli sembrano destinate a non separarsi mai. Sarà infatti il romanzo di uno scrittore francese a ricongiungerli.La mischia è un'opera polifonica, un mondo che collega la realtà ai nostri sogni più reconditi, un mondo dove l'unica forza trainante sembra essere quella cieca della violenza.Può la libertà – fragile e illusoria conquista del nostro tempo – rivelarsi uno strumento di tortura che occulta gabbie che non avevamo previsto? Valentina Maini risponde con le pagine di questo esordio sorprendente – una rete di storie che coinvolgono famiglie borghesi, spacciatori, maniaci, scrittori, tagliatori di valigie, cartomanti e donne delle pulizie – e lo fa con la decisione di Roberto Bolaño e Mathias Énard: guardando il caos dritto negli occhi.

Ricordati di me
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Sisto, Davide

Ricordati di me

Bollati Boringhieri, 20/02/2020

Abstract: "Attingendo con la stessa scrupolosità da Derrida come da Black Mirror, passando per Walter Benjamin o Simon Reynolds, Sisto sfida l'imbuto della distopia e cerca la risposta a queste domande senza pregiudizi. "Robinson - la Repubblica - Marco Bracconi""Attingendo con la stessa scrupolosità da Derrida come da Black Mirror, passando per Walter Benjamin o Simon Reynolds, Sisto sfida l'imbuto della distopia e cerca la risposta a queste domande senza pregiudizi". ""Robinson - la Repubblica" - Marco BracconiEcco che si avvicinano gli ultimi giorni di dicembre e puntualmente Facebook ci propone un video, colorato e un po' pacchiano, che si intitola "Il tuo anno su Facebook". Dura circa un minuto, e vi si alternano le immagini e i post che nei dodici mesi trascorsi hanno ricevuto il maggior numero di like e commenti. Alla fine del video leggiamo: "A volte, uno sguardo al passato ci aiuta a ricordare quali sono le cose più importanti. Grazie di esserci!". Proprio questo sguardo al passato – su cui sempre di più si concentrano i social network – offre a Davide Sisto lo spunto per riflettere su come cambia nell'era digitale il nostro rapporto con la memoria e l'oblio. Il passato non esiste realmente: è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. Ma cosa succede quando questa storia la raccontiamo non solo a noi ma anche ai nostri follower, registrandola, insieme ad altri milioni di utenti, all'interno dei nostri profili social e sul web, rendendola consultabile per sempre? I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva. Con gli strumenti della filosofia – che nelle mani di Sisto non ha paura di confrontarsi con i temi più caldi e controversi della cultura digitale – Ricordati di me ci aiuta a esplorare la rivoluzione digitale in corso, che lascerà agli storici del futuro un patrimonio di tipo nuovo. L'organizzazione collettiva dei testi e del linguaggio, che si verifica quotidianamente online, infatti, incoraggia una scrittura non creativa, che per la prima volta attribuisce valore al plagio, al furto, al copia e incolla, all'appropriazione dei testi altrui, ma anche alla cooperazione generale e alla solidarietà scientifica e letteraria.

Quando Mussolini non era il Duce
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Gentile, Emilio

Quando Mussolini non era il Duce

Garzanti, 13/02/2020

Abstract: "Il saggio di Emilio Gentile è di straordinario interesse e cordiale lettura. "la Repubblica - Corrado Augias"Lo storico più acuto e attento del fascismo."Corriere della Sera - Marcello Flores"Con questo libro persuasivo e godibile Gentile ci offre un tassello poco noto ma fondamentale per comprendere Benito Mussolini."Corriere della Sera - Marcello Flores"Emilio Gentile conferma di saper coniugare accurata ricerca documentale con grande scioltezza narrativa e ci mostra un Mussolini praticamente sconosciuto."Il Venerdì - la Repubblica - Corrado Augias"La storia, opera dell'uomo, talvolta compie salti catastrofici improvvisi e imprevedibili."A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore dell'"Avanti!", è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure "duce": un politico isolato, che si autodefinisce "avventuriero di tutte le strade". E che tre anni dopo, con spregiudicatezza, è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere. 

Essere vivi e basta
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Boncinelli, Edoardo

Essere vivi e basta

Guanda, 13/02/2020

Abstract: Quando si abbandona la retta via della salute il mondo appare più lontano, più consunto, e per penetrarlo si è costretti a uno sforzo maggiore. Edoardo Boncinelli racconta, con sguardo da scienziato e pensatore libero, la sua malattia: il vissuto di un Io che sente di perdere il controllo del proprio corpo, ma che mantiene una vigile capacità di analizzare e raccontare fatti e impressioni. Il lettore si trova così di fronte a un'opera singolare, le cui pagine navigano fra due acque: quella limpida della consapevolezza e della razionalità, e quella torbida dell'offuscamento e della progressiva perdita di lucidità. Essere vivi e basta è una testimonianza sincera e senza riserve, il dialogo con se stesso di un uomo abituato a osservare, soppesare e scandagliare il reale in ogni sua forma. Per trovare un senso e non smettere mai di credere nel presente.