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L'azzurro nella vetrata
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Liala

L'azzurro nella vetrata

Sonzogno, 22/07/2013

Abstract: Doranna Gualdi, giovane architetto appassionata del proprio lavoro, è incaricata di ristrutturare la ricca dimora in cui Nelson Graziani andrà a vivere con la futura moglie Edmée Tamage, stella della lirica dal carattere prepotente. Doranna è l'esatto contrario di Edmée, e il suo temperamento forte e anticonformista non tarderà a far breccia nel cuore di Nelson. Ma Doranna cela nel proprio cuore un doloroso segreto. E nell'azzurro di una vetrata si specchierà un'emozionante schermaglia d'amore.

Donne d'Oriente
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Sinoué, Gilbert - Corà, Giuliano

Donne d'Oriente

Neri Pozza, 22/07/2013

Abstract: Si racconta che Aimée Dubuc de Rivery fosse più bella di una dea. Nata nell'isola caraibica di Martinica, nel 1776, da una famiglia di diplomatici parigini, la ragazza mostrò sin dalla più tenera età un'educazione e un'intelligenza fuori dal comune, e venne mandata a studiare in Francia. Alla morte dei suoi genitori, però, quando Aimée s'imbarcò per tornare a casa, la sua nave venne assalita dai corsari e lei, a soli quattordici anni, divenne dapprima schiava di un mercante slavo, poi prediletta dal dey d'Algeria, e infine sposa del sultano di Costantinopoli.Le donne d'Oriente che Gilbert Sinoué colleziona in questo libro, tuttavia, non sono tutte belle e di buona famiglia come Aimée, ma, che siano nate ricche o povere, in Egitto o in Marocco, in Siria o a Costantinopoli, che appartengano a leggende dimenticate o siano ancora vive nella memoria, sono tutte accomunate dall'essere riuscite a farsi strada da sole, e dall'aver lasciato un'impronta indelebile nella Storia. Basti pensare a Um Kalsum, la celebre cantante egiziana degli anni Venti, cresciuta nei campi di cotone e costretta a vestirsi da uomo per potersi esibire nei locali, dove affinò la voce unica e incantevole che avrebbe conquistato l'intero mondo arabo; e a Hoda Sha'rawi, la prima donna a togliersi il velo e a essere acclamata come femminista ante-litteram. Oppure a Shagarat, la schiava "dalle sopracciglia a mezzaluna e dalla grazia di un naso che evocava quel delizioso pasticcino che gli arabi chiamano balah el-sham" che tenne testa da sola ai Franchi nell'assedio di Mansura; ad Aisha ("colei che è viva"), la donna che apparve in sogno a Maometto e ne divenne poi la sposa preferita, e ancora a Hatshepsut che, con coraggio e scaltrezza, approfittando della minore età del nipote, divenne faraone e regnò per più di vent'anni.Donne d'Oriente riunisce dodici monografie essenziali e appassionanti che riescono nell'impresa di insegnare senza annoiare, attraverso informazioni storiche accurate e dettagli minuziosi che non sconfinano mai nella pedante erudizione. "Con lo stile poetico di un cantastorie egiziano" (Lire), in cui sogno, realtà e leggenda si mescolano in un esotico amalgama, Gilbert Sinoué ci regala il ritratto di alcune donne straordinarie che, anche a distanza di secoli, appaiono ancora come le più stupefacenti e attuali delle eroine.

Sete
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Ghatage, Shree - Oddera, Federica

Sete

Neri Pozza, 22/07/2013

Abstract: È soltanto durante la cerimonia di nozze che Baba vede per la prima volta la sua sposa Vasanti. Precisamente quando il sacerdote abbassa lo scialle di seta che separa la ragazza da lui. Lunghi capelli neri raccolti in uno chignon, pallida e così timida da non riuscire a guardarlo in faccia, Vasanti appare molto più giovane, nell'aspetto, dei suoi diciotto anni. E Baba si scopre a interrogarsi sulle ragioni che l'hanno indotto a piegarsi alla volontà della sua famiglia, accettando di prendere in sposa quell'ingenua ragazza rimasta orfana di entrambi i genitori.Nei mesi successivi, tuttavia, la grazia e la bellezza di Vasanti, la sua leggiadria nel giocare a volano, i suoi seducenti riposi pomeridiani, con il fondo del sari sollevato a svelare piedi e polpacci pallidi in modo sorprendente, e la lunga treccia, sfuggita alla crocchia, arrotolata in disordine intorno alla testa, aprono unaprofonda breccia nel cuore di Baba. E quando il giovane affonda per la prima volta il viso nei morbidi capelli della sua sposa, l'attrazione si trasforma in un amore così struggente che Baba sente vacillare il suo fermo proponimento di lasciare l'India e raggiungere l'Inghilterra.Il ventiquattrenne ultimogenito del bramino Nanashib, tuttavia, parte. Troppo forte è il desiderio di diventare un avvocato, frequentando una di quelle prestigiose associazioni professionali inglesi che abilitano alla professione.Londra, però, non è la città che ha immaginato: distrutta dai bombardamenti nazisti, le strade sono intasate dalle macerie, i muri delle case sventrati, i negozi chiusi e l'università deserta.Lontano migliaia di chilometri da casa, in una terra devastata dalla guerra e dalla miseria, Baba sente di aver commesso un terribile erroree tornerebbe da Vasanti, se non sapesse che la prima nave per Bombay non salperà prima di un mese. Non gli resta che aspettare. Ma quando lascia la capitale per visitare il Galles,alle pendici del monte Snowdon resta vittimadi un incidente e perde la memoria.Seguendo l'incredibile vicenda di un ragazzo indiano a cavallo tra l'India caotica e opulenta e la plumbea Londra della Seconda guerra mondiale, Shree Ghatage dipinge "un impeccabile ritratto di famiglia, oltre che di una cultura e di un paese" (The Chronicle-Herald) e, con una prosa intensa e commovente, ricompone i pezzi di una struggente storia d'amore.

I Pitard
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Simenon, Georges

I Pitard

Adelphi, 24/07/2013

Abstract: Finalmente, dopo tanti anni passati a comandare quelle degli altri, il capitano Lannec è riuscito a comprarsi una nave; e nonostante le proteste della suocera e le lacrime della moglie l'ha chiamata "Fulmine del Cielo", a evocare la sua imprecazione preferita. Ma dei soldi della suocera – dei soldi dei Pitard, con la loro spocchia di piccoli borghesi normanni arricchiti –, della sua malleveria, per comprarla ha pur avuto bisogno. Ed è perciò che Mathilde, sua moglie, ha preteso di fare la prima traversata insieme a lui – anche se tutto le sembra sporco, e soffre il mal di mare, e rimane quello che è: una vera Pitard! Ma non basta: alla partenza Lannec ha ricevuto un avvertimento anonimo e minaccioso: "il "Fulmine del Cielo" non arriverà mai in porto...". A poco a poco, come per un'inappellabile sentenza del tribunale che gli antichi chiamavano Fato, quello che doveva essere il primo, trionfale viaggio del "Fulmine del Cielo", si trasformerà in un incubo... "Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei "Pitard", per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni" (Louis-Ferdinand Céline).

Gli intrusi
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Simenon, Georges

Gli intrusi

Adelphi, 24/07/2013

Abstract: Una piovosa sera di ottobre, in una quieta cittadina di provincia dove ogni cosa sembra immersa "in un'atmosfera stagnante". In casa Loursat de Saint-Marc tutto si svolge esattamente come ogni altra sera: dopo aver cenato con la figlia senza mai rivolgerle la parola, Hector Loursat si chiude a chiave nel suo studio dalle pareti tappezzate di libri in compagnia di una bottiglia di bourgogne, la terza della giornata, e si sprofonda nella lettura. Sono ormai diciott'anni, da quando sua moglie se n'è andata lasciandolo solo con una bambina piccola, che vive così. Un orso di quarantotto anni, sciatto e trasandato, questo è ormai il brillante rampollo dei Loursat de Saint-Marc, imparentato con tutti quelli che contano in città – e questo gli altri pensano di lui: che è un talento sprecato, un avvocato che non patrocina più cause, un burbero e inutile ubriacone rintanato in casa come un animale ferito. Ma quella notte, improvvisamente, accade qualcosa che costringe l'orso ad abbandonare la tana: un colpo di arma da fuoco, un'ombra che si dilegua in fondo a un corridoio, e in una stanza in disuso del secondo piano un uomo che muore sotto i suoi occhi. Che cosa ci fa quell'intruso in casa sua? Chi lo ha ucciso? Quali segreti nasconde la vecchia dimora dietro le antiche mura sonnolente? E che cosa tormenta sua figlia, altra sconosciuta, dietro quell'apparenza placida e remissiva? Qualcosa – qualcosa che assomiglia alla vergogna, alla compassione e al bisogno di amore – spingerà Loursat a uscire dalla sua solitudine fatta di nausea e di pensieri inaciditi, e ad assumere la difesa del giovane che è l'amante di sua figlia – insomma, a calarsi nuovamente nella vita: almeno per un po'. Scritto nel 1939, "Gli intrusi" apparve a stampa l'anno successivo.

Giulio Cesare
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Carcopino, Jérôme

Giulio Cesare

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: Carcopino ha dipinto un ritratto di Giulio Cesare che ne delinea la varietà di aspetti che ne formano la complessa personalità: non solo un testo storico, ma un libro di eccellente fattura letteraria, che si fa leggere come un romanzo.

Breve Storia del teatro
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Lunari, Luigi

Breve Storia del teatro

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: Una storia del teatro che sia seria ed esauriente al tempo stesso è francamente impossibile, poiché nessuno può pretendere di coprire l'arco di conoscenze necessarie a narrare 2500 anni di vita, articolati in civiltà estremamente diverse, e in almeno venti lingue irrinunciabili. Questa Breve storia adotta un criterio diverso, e racconta il teatro quale noi lo conosciamo collegando sinteticamente quegli aspetti, quei momenti, quei movimenti e quei nomi che hanno contribuito a farne quello che è. Non tanto dunque una storia del teatro nella sua inabbracciabile estensione e sovrumana complessità, quanto la storia del "nostro" teatro come logico punto di arrivo del passato.

La bella vita
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Moravia, Alberto

La bella vita

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: "… Dovremo d'ora in poi includere la precarietà tra le categorie dell'arte moraviana, quale matrice del suo inestinguibile bisogno di attualità. Moravia è uno scrittore perennemente "precoce", necessitato a bruciare senza sosta un passato sempre "breve", volto e per così dire condannato all'attualità …"Geno PampaloniLa bella vita è la prima delle tante raccolte moraviane di racconti. Testimonia perciò la nascita di un grande scrittore, il suo esordio letterario con Cortigiana stanca del 1927, che proviene dal cantiere ancora in costruzione de Gli indifferenti (1929), e la successiva ricerca, fino alle soglie del secondo romanzo Le ambizioni sbagliate (1935). Presenta dunque allo stato nascente le figure, le problematiche, i modelli di una esperienza letteraria tra le maggiori del Novecento italiano E mentre il giovane scrittore ripensa la propria vita e il proprio ambient, in piccoli capolavori come Inverno di malato illumina anche i molti vizi e le poche virtù della realtà italiana negli anni del fascismo, e getta a grande profondità uno scandaglio sui nodi oscuri dell'esistenza.

Una brava ragazza
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Oates, Joyce Carol

Una brava ragazza

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: La diciassettenne Katya Spivak sta camminando con i due dei bambini a cui fa da baby sitter per Bayhead Harbour, New Jersey, quando viene avvicinata da Marcus Kidder, un uomo gentile, dai capelli grigi, uno dei cittadini più in vista della zona. All'inizio le sue attenzioni verso Katya sembrano innocue, disinteressate; al contrario quelle della ragazza sembrano precocemente manipolatorie. La sua bellissima casa in riva all'oceano, il suo essere un artista, i libri per bambini che ha scritto, la musica classica che le fa ascoltare, i suoi generosi regali: la vita di Kidder non ha nulla a che vedere con l'ambiente da cui proviene Katya, che ha una famiglia di bassa estrazione sociale e vicina alla piccola criminalità. Gradualmente, però, a piccoli passi, la relazione tra Katya e Marcus Kidder cambia, e fargli da modella non ha più l'aura romantica dell'inizio. Cosa vuole davvero un uomo così ricco e misterioso da Katya, abbastanza giovane da essere sua nipote? E cosa è pronto a rischiare per ottenerlo? Come sempre nello stile di Joyce Carol Oates, Una brava ragazza è un racconto ambiguo e inquietante in grado di coinvolgere il lettore, trascinandolo con crescente suspense nell'oscurità dell'animo umano.

Milano d'Italia
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Pezzotta, Alberto - Gilardelli, Anna - Veca, Salvatore - Cazzullo, Aldo

Milano d'Italia

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: "Partendo dal Risorgimento sino alla Seconda repubblica, siamo andati alla ricerca di 150 luoghi milanesi legati ad altrettanti eventi che hanno segnato la storia dell'Italia unita.Ci siamo imbattuti in tanti eventi obbligatori e irrinunciabili, ma abbiamo cercato di dare spazio anche a un'altra storia: quella della cultura, delle idee e del costume. Quindi non solo sommosse e fucilazioni, arresti e bombardamenti, atti terroristici e stragi; ma anche case editrici, riviste, gallerie d'arte, agenzie di pubblicità, industrie, festival, canzoni, film, fumetti, innovazioni tecnologiche, attraverso luoghi emblematici come il caffè e il salotto, la sala cinematografica e il bordello.Il risultato è una suggestiva cartografia, una mappa cronologica della città, un percorso nel tempo e nei luoghi reali e dell'immaginario da cui traspare la storia d'Italia."dall'introduzione di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli

Io sono il diavolo-Ipocrita 1943
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Zavattini, Cesare

Io sono il diavolo-Ipocrita 1943

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: Io sono il diavolo una raccolta di quarantadue racconti editi nel 1941, e Ipocrita 1943, un magma di riflessioni, confessioni, rimuginamenti, iniziato nel 1943 – completato negli anni successivi e pubblicato, nel 1955, in volume presso Bompiani -, segnano una svolta epocale nella creatività di Zavattini.Il suo umorismo diviene più impegnato e riflessivo, rispecchia la coscienza di crisi di un intellettuale sfibrato dal fascismo e appena uscito dalla guerra. La formula fulminante del racconto breve, la spregiudicatezza del genere surreale-umoristico, permettono a Zavattini di smascherare il buon senso qualunquista, di confessare la sua passione civile e politica e di restituire in immagine i suoi conflitti profondi. Come scrive Silvana Cirillo, nell'Introduzione, "ci sono dei momenti in cui c'è la parola e la vita, ci sono dei momenti in cui la parola è la vita".

Il buon soldato
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Ford, Ford Madox - Materassi, Mario

Il buon soldato

Bompiani, 24/07/2013

Abstract: Due coppie si incontrano, nasce un'amicizia che dura per ben nove anni e che sembra basata sull'affetto e sul rispetto reciproci. La morte di Florence, la moglie del protagonista, John Dowell, pone fine a questo sodalizio. E sarà proprio John, ricostruendo con l'aiuto della memoria quegli anni trascorsi, a scoprire che quelli che sembravano esseri puri e innocenti altro non erano che demoni corrotti e portatori di corruzione. Il buon soldato è innanzi tutto un romanzo che si fa leggere in quanto tale, in quanto racconto di casi umani avvincenti e insieme disperanti nella loro tragica imprevedibilità. Sarà in un secondo momento, a una riflessione successiva, che si potrà vedere nel vuoto emotivo e morale al centro di questa storia uno dei paradigmi importanti di tanta letteratura contemporanea.

Come scrivere atti e pareri. Dall'esame di abilitazione alle prime attività di studio. Civile
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Cecchella, Claudio - Paladini, Mauro

Come scrivere atti e pareri. Dall'esame di abilitazione alle prime attività di studio. Civile

IlSole24Ore, 24/07/2013

Abstract: Nel presente volume dedicato al diritto civile, sono state selezionate le sentenze della Cassazione più significative degli ultimi anni e costruito attorno ad ognuna di esse un mosaico completo: il parere, l'atto, la rassegna giurisprudenziale e l'inquadramento teorico degli istituti rilevanti toccati dalla sentenza.

La monaca
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Diderot, Denis

La monaca

Garzanti Classici, 25/07/2013

Abstract: Pur nella sua spiccata originalità, La monaca rivela l'influenza dei romanzi di Richardson – Clarissa e Pamela – di cui Diderot fu grande ammiratore. Figlia adulterina di una famiglia aristocratica, Suzanne è costretta a diventare monaca. La sua incrollabile volontà di ribellione e infine la fuga non sortiscono però liberazione: la sventurata è perseguitata e torturata dalla sprezzante riprovazione della società. La società delle famiglie fondate sul denaro, dei conventi fondati sulla violenta complicità tra guardiane e giovani recluse, della religione a garanzia della frustrazione dei bisogni vitali. Sostenuto da un'analisi psicologica straordinariamente audace e penetrante, focoso e misurato a un tempo, ravvivato da una profonda umanità, è considerato fra i migliori racconti di Diderot.

Sotto la pressa del sole
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De Luca, Erri

Sotto la pressa del sole

Feltrinelli Editore, 24/07/2013

Abstract: "In altre città ero stato uno di Napoli, bastava agli altri e a me quella provenienza. A Napoli non mi era accreditata. Tra gli operai della mia lingua ero accolto come un forestiero. Ero per loro uno di altre città" ritornato a Napoli per un amore, Erri De Luca si ritrova a rivivere la città dell'infanzia e della fanciullezza con altri occhi, gli occhi di un manovale che suda ogni giorno sotto la pressa del sole, che ritorna a casa con sottobraccio Viaggio al termine della notte, che conosce l'amore e la tentazione amara di accettare un conto che ci è presentato sotto spoglie ingannevoli. Tratto da "In alto a sinistra"e "Il contrario di uno" pubblicati da Feltrinelli. Numero di caratteri: 24297.

Genova. Ediz. illustrata
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Maggiani, Maurizio

Genova. Ediz. illustrata

Feltrinelli Editore, 24/07/2013

Abstract: Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall'impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l'affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell'acquario e quelle strane "m" tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da "Mi sono perso a Genova" pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308

Stonehenge
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Cornwell, Bernard

Stonehenge

Longanesi, 25/07/2013

Abstract: "Gli dei parlano per mezzo di segni: il cadere di una foglia in estate, il lamento di un animale in agonia o uno squarcio tra le nubi. Quel giorno gli dei mandarono una violenta tempesta, di quelle che restano impresse nella memoria; fu il giorno in cui a Ratharryn giunse lo Straniero. E con lui le losanghe d'oro. E con esse la fine della pace. Gli dei non si limitarono a parlare, quel giorno: gridarono." È un giorno d'estate, quello in cui lo Straniero giunge a Ratharryn e viene ucciso nel Vecchio Tempio. Eppure non è la sua morte a cambiare la vita degli abitanti del villaggio, bensì la prodigiosa quantità di losanghe d'oro ritrovate accanto al suo corpo, in apparenza un dono del cielo, il tanto atteso segno di benevolenza del temibile Slaol, il dio del sole, la cui ira ha causato a Ratharryn indicibili sofferenze. E invece sarà proprio quella miracolosa, inaspettata ricchezza a provocare altre sciagure, scatenando un conflitto insanabile tra i figli del capo tribù. Per mezzo dell'oro, infatti, Lengar, il guerriero, intende spodestare il padre e ridurre in schiavitù i popoli vicini, e ciò a dispetto del fratello, il temutissimo mago Camaban, il quale non soltanto ha avuto la " visione " di un tempio imponente che inaugurerà un nuovo mondo di pace, ma ha anche previsto che sarà il fratello più giovane, Saban, "il Favorito ", a portarne a termine la costruzione. Ma alla profezia che indica Saban come nuovo capo di Ratharryn non si possono piegare né Lengar né lo stesso Camaban, geloso dell'amore che lega Saban alle proprie spose, la potentissima maga Derrewyn e la splendida Aurenna. Eppure sarà proprio grazie alla determinazione di Saban che il tempio sarà costruito, diventando non solo un luogo caro agli dei, ma anche un'imperitura testimonianza di grandezza della tribù che l'ha concepito e edifìcato... Stonehenge: un nome che, lungo quaranta secoli di storia, è diventato sinonimo di mistero; un luogo che ha alimentato ogni sorta di ipotesi e leggende; ora, grazie a Bernard Cornwell, una saga appassionante intorno a uno dei monumenti più inquietanti (e proprio per questo più ricchi di fascino arcano) costruiti dall'uomo.

Territorio nemico
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Cornwell, Bernard

Territorio nemico

Longanesi, 25/07/2013

Abstract: All'inizio dell'Ottocento, l'occupazione britannica dell'India occidentale dilaga come un fiume in piena. Nel tentativo di arginarla, i rajah della Confederazione degli Stati maratti decidono di far fronte comune contro gli invasori, scatenando la guerra. Nell'agosto 1803, Sir Arthur Wellesley — il futuro duca di Wellington —, forte dell'alleanza con la Compagnia delle Indie Orientali e alcuni sovrani locali, muove la sua armata verso la città fortificata di Ahmadnagar, nell'Hyderabad. Tra i soldati inglesi c'è il giovane sergente Richard Sharpe, cui viene assegnato il rischioso compito di catturare il maggiore William Dodd, che ha tradito l'esercito di Sua Maestà e guidato un drappello di mercenari maratti nel massacro di un'intera guarnigione britannica. Unico sopravvissuto all'ecatombe, Sharpe è il solo in grado di riconoscere il criminale, che però, benché Ahmadnagar venga espugnata, riesce a far perdere le proprie tracce. Quando, in una missione diplomatica presso il comandante dei maratti, costui offre a Sharpe il grado di tenente — che lo metterebbe al riparo dalle trame di Hakeswill, suo perfido avversario —, il giovane sergente sarà costretto a scegliere tra la lealtà verso l'esercito — e l'amico McCandless in difficoltà — e il tradimento. Il suo futuro e le sorti della guerra si decideranno sull'assolato campo di Assaye, dove gli inglesi, in inferiorità numerica e in territorio nemico, dovranno affrontare l'esercito dei maratti in un'epica battaglia...

Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del Piccolo Principe. Ediz. illustrata
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Saint-Exupéry, Antoine de

Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del Piccolo Principe. Ediz. illustrata

Bompiani, 25/07/2013

Abstract: L'ultimo amore del Piccolo Principe "Quando la chiamo non c'è mai La sera non è più tornata Per giunta non mi chiama Con lei divento matto!"

All'ordine del giorno è il terrore
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Giglioli, Daniele

All'ordine del giorno è il terrore

Bompiani, 25/07/2013

Abstract: Gli attentati dell'11 settembre hanno messo all'ordine del giorno il Terrore. Ma più giusto sarebbe dire che ce l'hanno rimesso. Perché il Terrore costituisce fin dalle sue origini rivoluzionarie il compagno segreto della nostra modernità politica, il calco negativo delle sue speranze e delle sue promesse, l'alterità assoluta attraverso cui si legittima ogni ordine costituito. Una mitologia, più che una pratica, che il pensiero critico deve profanare – non esorcizzare come fanno i politici e i media – rifiutando la sua segregazione in una sfera separata, altra, sacra, e interrogandola invece nei suoi nessi con l'esperienza comune. È ciò che da secoli fa la letteratura di cui si occupa questo volume, da Sade a Don DeLillo, da Schiller ad Artaud, da Manzoni a Zola, da Dickens a Ballard, da Dostoevskij a Pamuk, da Conrad a Rushdie, da Turgenev a Ellroy, da Gidea Updike e a molti altri ancora: non per spiegare cosa sia o come funzioni il terrorismo, ma per mostrare quanto nel terrorismo siano in gioco l'identità e il destino di tutti noi.