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Mondadori, 26/11/2013
Abstract: "Milano è la città ideale per andare a passeggio. Non ti aggredisce, non ti stuzzica, molesta, con l'esibizione delle sue meraviglie." Da queste considerazioni Maurizio Cucchi muove per la sua traversata di Milano: della città reale - di cui calca strade e piazze, mostra grandiosità e rivela segreti - e della città invisibile - fatta di voci, di memorie, di fantasmi vivissimi. Cucchi non ci illustra solo i monumenti più gloriosi, ma anche i parchi, le viuzze recondite, le periferie. Ridà voce ai tanti scrittori che nella città meneghina hanno trovato la loro musa, da Stendhal a Gadda, ma anche ai "milanesi qualunque", alle loro storie d'amore e di lavoro: una galleria di ritratti e di aneddoti che riempiono di sapore e di vita la città, e che la rendono familiare, nobile, ricca. Una guida letteraria e spirituale per gli amanti di Milano - coloro che vogliano coglierne l'anima, il genius loci che sopravvive anche quando accanto alle vecchie case di ringhiera sorgono i grattacieli.
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Mondadori, 05/11/2013
Abstract: Tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata "principessa ottomana "; delle "zie", amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante. Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. Questo libro è una dichiarazione d'amore a una città, Istanbul. Rossa come i melograni, come i vecchi tram, come i carrettini dei venditori di simit, come certi tramonti sul Bosforo che mischiano lo scarlatto al blu, come lo smalto sulle unghie di una madre molto amata. Ed è, insieme, un libro sull'amore, nelle sue mille sfumature. L'amore che non conosce età, paese, tempo, ragione, differenze di sesso. Che sceglie e basta. Una storia romantica, imprevista e nostalgica che racconta di un regista, di una città e di un ritorno. E poi, come una scatola magica, di una storia nella storia. Proprio come in un film di Ferzan Ozpetek, se decidesse di raccontare la sua.
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Mondadori, 26/11/2013
Abstract: "Quando Stephanie suonò il campanello e Nick andò ad aprire indossando solo un cappello da Babbo Natale e un grembiule con la scritta "Bacia il cuoco", lei non ebbe esitazioni. Lasciò cadere la borsa e gli saltò addosso".
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La caduta dell'Hotel Dumort. Le cronache di Magnus Bane
Mondadori, 05/12/2013
Abstract: New York, 1970: sono trascorsi ormai cinquant'anni dal giorno in cui Magnus Bane è stato testimone della trasformazione dell'Hotel Dumort e ora - nell'epoca scintillante della disco music e del trucco glamour - di quell'albergo sontuoso non restano che polvere e decadenza. Ma la decadenza dell'arredamento è l'ultimo dei problemi per i vampiri che abitano nell'hotel... Il settimo racconto delle "Cronache di Magnus Bane" ci svela un nuovo segreto nel passato del più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.
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Gli elefanti hanno buona memoria
Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Il caso è stato risolto e archiviato molti anni fa: duplice suicidio. Quando però Celia Ravenscroft decide di sposarsi, l'inquietante interrogativo sulla sorte dei suoi genitori, trovati morti su una scogliera nei pressi della loro villa in Cornovaglia, torna d'attualità, e l'inchiesta si riapre. È ancora valida la tesi del suicidio? Oppure è stata la madre a uccidere il padre, o viceversa? Ariadne Oliver, amica della defunta e celebre scrittrice di gialli, si sente in dovere di intervenire. L'intraprendente signora prova a ricostruire i fatti interrogando tutti i vecchi testimoni, che si rivelano persone dotate di una memoria da elefante... Anche questa volta, però, per risolvere l'intricato puzzle, si renderà necessaria la genialità di Hercule Poirot.
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Mondadori, 03/12/2013
Abstract: C'è un popolo che vive di stenti in una terra ostile. Una terra in cui nevica sempre, anche d'estate, le valanghe incombono dalle giogaie dei monti e le api sono bianche. E gli uomini hanno la carnagione pallida, il carattere chiuso, le parole congelate in bocca. Però è gente capace di riconoscenza, di solidarietà silenziosa, uomini e donne con un istinto operoso che li fa resistere senza lamentarsi, anzi, addirittura lavorare con creativa alacrità, con una fierezza gioiosa, talvolta, pronti a godere dei rari momenti di requie, della bellezza severa del paesaggio, della voce allegra del loro "campo liquido", il torrente che, scorrendo sul fondo della valle, dà impulso a segherie e mulini. Il torrente è una delle voci di questi uomini freddi solo all'apparenza, ed è l'acqua - neve allo stato liquido, si potrebbe dire, - che, se da un lato mette in moto tutte le attività, dall'altro innesca il dramma che sta sospeso su quelle vite grame eppure, in qualche modo, felici. Corona ci ha abituato alle narrazioni corali, alle epopee umili di gente che avanza compatta con le proprie storie senza storia solo perché nessuno ha voluto abbassare l'orecchio al livello del suolo per ascoltarne la voce flebile eppure emozionante. Vite che, come scriveva Ungaretti dei morti: "Non fanno più rumore del crescere dell'erba, lieta dove non passa l'uomo". All'armonia di una vita aspra ma equilibrata si contrappone il ritmo disumano delle "città fumanti", dove ci sono tanti meno disagi ma nessuno di quei valori che nascono dalla comune sofferenza. Il lettore ritroverà, nella voce di questi uomini freddi, temi cari alla contestazione dello sviluppo a tutti i costi, ma senza l'asprezza della rivendicazione e della denuncia. Questo romanzo è soprattutto una fiaba. Sotto la sua trama è facile riconoscere una storia molto amara e molto nota, la tragedia del Vajont, il bruciore di una ferita reale e incurabile che solo spostandosi su un altro piano, quello dell¿invenzione, dell'apologo, della creazione fantastica riesce a ricomporsi, a rendersi dicibile, a diventare superamento, speranza, catarsi.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Un giorno come tanti, nell'ufficio del signor Fortescue. Alle dieci, come sempre, la sua segretaria personale, la signorina Grosvenor, gli prepara il tè. Ma subito dopo aver bevuto, il signor Fortescue muore in preda a terribili dolori. Nelle sue tasche viene ritrovata una manciata di chicchi di segale. Che cosa significa? Le indagini, subito avviate da Scotland Yard, si concentrano intorno al Villino dei Tassi, la casa che Fortescue divideva con alcuni familiari, dove ben presto si verifica un secondo omicidio. La vittima è una conoscente di Miss Marple, e sarà proprio lei, con la sua logica implacabile, a risolvere l'intricata e bizzarra vicenda.
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Mondadori, 04/12/2013
Abstract: Quando la scialuppa della missione scientifica atterra sul pianeta dove vive Lant, il suo pilota (chiamiamolo Purple) non sospetta che i nativi lo scambieranno per uno stregone piovuto dal cielo, né che il locale sciamano tenterà di distruggere l'astronave dalla simbolica forma a uovo. Segue una piccola esplosione atomica e addio navetta: per sopravvivere, l'antropologo venuto da un altro mondo dovrà adattarsi a fare il mago presso una delle tribù, avendo come principale alleato il peloso Lant. Ma il suo obiettivo è un altro, tornare sul luogo dell'atterraggio e comunicare con l'astronave madre, in modo da poter essere salvato. Tra scienza e magia, anzi, ai confini di una scienza tanto avanzata da poter essere scambiata per stregoneria, torna il brillante romanzo scritto a quattro mani da Niven e Gerrold, veri "maghi" della moderna sf americana.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: La caccia al deforme e sanguinario Jean-Baptiste Chandonne, il "lupo mannaro" accusato dell'omicidio di nove donne, sembra essersi conclusa con il suo arresto. Chandonne, però, continua a dichiararsi innocente. E se fosse vero? Se esistesse un secondo uomo? Una sottile inquietudine inizia a farsi strada in Kay Scarpetta. Mentre i vecchi amici sembrano abbandonarla, e il procuratore Jaime Berger pare addirittura sospettarla dell'assassinio dell'ultima vittima attribuita a Chandonne. Kay dovrà affrontare molti interrogativi, professionali ed esistenziali. Inizia infatti a indagare sulla morte di due sconosciuti i cui cadaveri portano i segni di orribili ustioni, tra indizi che sembrano riportarla sulle tracce del lupo mannaro e altri che la conducono altrove. La famosa patologa dovrà fare appello a tutta la sua forza interiore per non cadere nel baratro che le si è spalancato davanti e fare i conti con i fantasmi di un passato che continuano a tormentarla.
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Mondadori, 07/11/2013
Abstract: Nonna Aida è l'ispiratrice di questo singolarissimo libro di Bruno Vespa, radicalmente diverso da tutti i suoi precedenti best seller. Una nonna che faceva di nascosto provviste di sale, zucchero e caffè per non lasciarsi sorprendere da imprevedibili emergenze come quelle della guerra, viziava il nipote prediletto, ma lo ammoniva a frequentare soltanto persone più brave e migliori di lui, contribuendo in modo determinante alla sua primissima formazione. Nel ricordo di questa donna straordinaria, Vespa racconta la storia d'Italia - dalle rovine della guerra ai recenti sussulti imposti alla politica dalla condanna di Berlusconi - nella sua personalissima visione, prima di spettatore e poi, fin da giovanissimo, di testimone professionale di settant'anni di vita nazionale. I sacrifici di un paese in ginocchio, le ansie per la mamma maestra che raggiungeva i paesini del Gran Sasso in bicicletta, la morte prematura del padre, la rinascita e il miracolo economico vissuti nel microcosmo della provincia, l'emozione per l'arrivo degli elettrodomestici e del televisore in un'Italia che sembrava avviata alla crescita infinita, il ruolo decisivo di una scuola in cui l'autorità del sapere assicurava agli insegnanti una posizione centrale nella società. La prima giovinezza sacrificata a un giornalismo troppo precoce, la diffidenza verso Roma e, poi, l'abbandono sensuale al suo fascino irresistibile. L'incredibile vicenda del concorso alla Rai nel 1968 e, da quel momento, la partecipazione da testimone-attore ai principali avvenimenti della storia italiana, dalla strage di piazza Fontana a oggi. Vespa narra, senza reticenze e rivelando molti retroscena, luci e ombre delle sue vicende personali e professionali, il predominio della politica in cui tutto cambia perché nulla o poco cambi, la fragile e longeva continuità della Prima Repubblica, la burrascosa nascita e l'esaurirsi della Seconda - che ha avuto in Berlusconi il protagonista assoluto e controverso - sotto i colpi populisti di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, fino all'ingovernabilità sancita da un risultato elettorale paralizzante e ai sacrifici (e ai compromessi) richiesti dalla Grande Coalizione. Gli incontri con i pontefici e tutti i capi di Stato e di governo dell'ultimo cinquantennio si alternano a quelli con persone semplici, sofferenti e coraggiose che sono state la vera colonna portante dell'Italia nei momenti più difficili. Ma anche al racconto degli aspetti divertenti e leggeri del mestiere di giornalista televisivo, e delle "polemiche" all'interno di una famiglia in cui il ruolo del notissimo conduttore è sempre stato giustamente ridimensionato perché i figli non avessero una visione distorta del suo ruolo nella società. Un diario a cuore aperto per conoscere meglio i chiaroscuri di quello che - nonostante tutto - rimane un grande paese, con il diritto alla speranza.
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L'arcangelo degli scacchi. Vita segreta di Paul Morphy
Mondadori, 23/04/2013
Abstract: Sessantaquattro caselle. Trentadue figure. E una possibilità combinatoria pressoché infinita. Nessuna partita di scacchi è uguale a un'altra. Ognuna è una sfida unica, giocata su quel quadrato magico che è la scacchiera: quasi un mondo fuori dal mondo. Paul Morphy è stato un autentico artista della scacchiera, forse il più grande. Nella sua brevissima parabola, sospesa sull'esile filo che separa la genialità dalla follia, ha incarnato alla perfezione l'essenza del "nobile gioco". Paul nasce a New Orleans, da una famiglia facoltosa, nel 1837. Ha solo quattro anni quando rivela il proprio straordinario talento. A dodici anni è già il più forte giocatore della Louisiana e, non ancora maggiorenne, si laurea campione degli Stati Uniti con una facilità disarmante. A quel punto non gli resta che affrontare i più famosi campioni europei, e soprattutto quello che molti considerano il migliore al mondo: Howard Staunton. A nulla valgono le suppliche della madre, e neppure della sua amata Adele. L'ambizione di Paul non conosce ostacoli. Come un cavaliere, sprezzante di qualunque premio che non sia la gloria, Morphy parte per la sua missione accompagnato da un ambiguo scudiero, il giornalista Frederick Milnes Edge, lasciando la solatia città natale per smarrirsi nelle nebbie londinesi. Chi era in realtà Paul Morphy? Quali accadimenti spensero la fiamma del suo genio, inducendolo ad abbandonare per sempre gli scacchi all'apice della carriera, e a ritirarsi in una grigia esistenza di solitudine? Questo romanzo è il suo memoriale perduto. Forse favorito da una curiosa consonanza onomastica, Paolo Maurensig si è calato nel suo personaggio come in un rito della New Orleans più profonda e misteriosa. Il suo racconto ricostruisce fedelmente le partite, i successi, le incredibili esibizioni di Morphy, e al tempo stesso svela le pieghe più segrete della sua vita, fino al duello dei duelli, la sfida che nessuno ha mai potuto vedere. Dopo La variante di Lüneburg, Maurensig firma un nuovo appassionante romanzo che restituisce tutto il fascino del gioco più complesso ed enigmatico che l?uomo abbia inventato, quasi a specchio della vita: dalla mossa di apertura allo scacco matto.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Scritto nel 1859 da un Tolstòj trentaduenne, La felicità domestica affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equilibri di coppia, del mutare dei rapporti coniugali, dalla piena, passionale sintonia di affetti agli equivoci, alle incrinature sempre più profonde, al distacco e all'indifferenza reciproca. Protagonisti sono una delicata fanciulla di diciassette anni, orfana, e il suo ben più maturo tutore, di cui lei s'innamora e che sposa. I primi anni di vita famigliare sono felici, allietati dalla nascita di due figli. Ma quando la moglie, ormai donna, scopre gli allettamenti della vita mondana, si allontana dal marito; per accorgersi poi, una volta superata la crisi, che lo sposo ha perso ogni interesse per lei. Con tocchi leggeri che ricordano la prosa di Turgenev e un fondo di ispirazione autobiografica - la storia giovanile con una ragazza sua vicina di casa in campagna, Valerija Arsèn'eva, che lo scrittore pensò effettivamente di chiedere in moglie -, Tolstòj tratta in queste pagine il delicato argomento dei rapporti coniugali con una finezza e un senso di inquietudine decisamente moderni, preparando la strada ai romanzi maggiori, da Guerra e pace a Anna Karenina.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: In un'aristocratica dimora, una giovane cameriera viene trovata uccisa in una stanza chiusa a chiave dall'interno. Un rompicapo per l'ispettore Dalgliesh, che durante le indagini troverà il tempo anche per un incontro molto particolare.
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Esercizi di sevizia e seduzione
Mondadori, 23/04/2013
Abstract: Ignazia, figlia di genitori siciliani, vive a Milano, dove fa l'architetta precaria e, senza averlo cercato, si imbatte in un ginecologo simpatico e gentile, che mangia vegetariano, fuma senza nicotina e la conquista in punta di piedi. Ma Ignazia ha anche una segreta, personalissima missione a nome di tutte le donne (e non solo), lontana sia dall'impegno collettivo dei cortei neofemministi sia dalla dimensione glamour alla Sex and the City: leggendo la letteratura di ogni tempo si è resa conto di come qualsiasi forma di violenza sul corpo delle donne sia considerata più che normale, mentre l'equivalente ai danni di un maschio fa inorridire, al punto di essere tacciato di inverosimiglianza. È così che, in solitudine, Ignazia si dedica a un esercizio che non è solo di stile: sceglie con cura pagine letterarie che descrivono la violenza sulle donne e le riscrive al maschile, con gli uomini come vittime. Ma non finisce qui. Senza troppa fatica Ignazia seduce e rapisce uomini in carne e ossa, scelti in quanto prototipi di maschilismo, e li costringe ad ascoltare le sue pagine fino a terrorizzarli, iniettandogli infine una potente dose di ossitocina, ormone che favorisce il rilassamento, la fiducia e l'amore. Ignazia non è un'eroina, non ha particolari traumi da vendicare, non si definisce una giustiziera: al massimo una serial scarer, una spaventatrice seriale. È una donna normale, semplicemente stanca dei luoghi comuni e delle discriminazioni che si annidano nell'immaginario di tutti, talvolta anche attraverso le pagine dei romanzi. Irene Chias scrive un libro brillante, arguto, che dà vita a una piccola galleria di donne fuori dal comune e traccia un caustico ritratto della Milano di oggi. Pagine ironiche e provocatorie, che si fanno denuncia proprio perché raccontano con grazia e senza acredine una storia femminile d'amore e ribellione, a tratti surreale, a tratti incredibilmente vicina ai nostri percorsi quotidiani.
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La macchina della realtà (Urania)
Mondadori, 11/12/2013
Abstract: Prima venne la macchina a vapore, poi la Macchina della realtà: come sarebbe il mondo, se il computer fosse già stato inventato nel XIX secolo? La vera storia di Charles Babbage e del suo Calcolatore analitico è narrata in questo romanzo, insieme alle sue sorprendenti conseguenze. In un'Inghilterra tecnologicamente avanzata dove impera la dittatura tecnocratica di Lord Byron, l'unica rivale è la Francia; innovazioni come carte di credito e fast food sono pronte a rivoluzionare il mondo vittoriano. A Londra la civiltà informatica è già all'avanguardia, anche se il paesaggio urbano ricorda quello di un romanzo di Dickens... Un libro in cui l'invenzione non si ferma mai e il mondo del futuro si specchia in un passato credibilissimo, ricostruito nei più inquietanti particolari.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Carl Streator è un uomo solitario. Ha quarant'anni, è vedovo e fa il giornalista. Mentre lavora a un reportage sulla sindrome della morte improvvisa del neonato scopre qualcosa di terribile: la presenza in tutti i luoghi dove sono morti dei bambini piccoli del libro Poesie e filastrocche da tutto il mondo, immancabilmente aperto su una nenia africana usata per dare la "dolce morte". Il canto si rivela un'arma micidiale: basta leggerlo a voce alta o anche solo recitarlo a mente "dirigendolo" verso qualcuno e quel qualcuno finisce per tirare le cuoia. Carl diventa - più o meno involontariamente - un serial killer e si associa con un'agente immobiliare (tale Helen Hoover Boyle, specializzata nella compravendita di case "infestate" da spiriti e che anni prima ha perso un figlio piccolissimo per colpa della ninna nanna). Insieme solcano in lungo e in largo gli Usa, allo scopo di fare piazza pulita di tutte le copie esistenti del libro, nel timore che il mortale virus verbale si diffonda fino a cancellare ogni forma di vita umana. Ad accompagnarli sono l'assistente di Helen, Mona Sabbat, serissima aspirante strega, e il suo boyfriend Oyster, un ecoterrorista che vive di truffe e ricatti. Benvenuti nella nuova famigliola! Ninna Nanna è una raggelante parabola sul pericolo di infezioni psichiche in un'epoca di proliferazione spropositata dell'informazione. Ma è anche un thriller mozzafiato, con una trama ricca di suspence e di sorprese. Infine, trattandosi di un romanzo di Palahniuk, è anche una black comedy che lo impone una volta per tutte come il più divertente e visionario dei nichilisti di oggi.
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Mondadori, 29/11/2013
Abstract: "Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?" si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d'acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l'ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s'impenna funambolica, s'immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l'amore. Scortica pregiudizi, ci espone alla vertigine, ci libera. Ha la solitudine, l'audacia, la virulenza malinconica di tutti gli amori non perdonati, che inseguono l'illusione di uno splendore possibile. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d'amore non somiglia a nessun'altra storia d'amore. Ma la storia di Guido e Costantino è anche un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l'archeologia e la contemporaneità... una Roma ventriloqua, lacustre, gli echi della mitologia greca, e una Londra turbìna di stravaganze. Osa addentrarsi nelle pieghe più scomode dell'amore, che sovrasta gli uomini stessi che lo provano, quello che gli artisti da sempre cercano di catturare perché trova nella propria bellezza la ragione di esistere, al di sopra di ogni giudizio. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l'urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Altre storie della vita di provincia, altri personaggi commoventi o comici, altre indagini nella memoria in trenta racconti mai raccolti in volume.
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Mondadori, 15/10/2013
Abstract: Soltanto poche ore prima di morire Lisa Bayliss accetta di parlare alla figlia Rebecca della sua famiglia e della grande casa in Cornovaglia che abbandonò per seguire l'uomo di cui era innamorata. La ragazza, sorpresa e incuriosita, ma soprattutto desiderosa di riannodare i legami familiari, raggiunge Boscarva, la residenza dei Bayliss a Porthkerris. Ma la calorosa accoglienza che riceve nasconde più di un mistero. E Rebecca deve imparare alla svelta a distinguere la sincerità dalla menzogna, l'affetto dall'ipocrisia. Per chiudere i conti con il passato e per affidare all'uomo giusto il suo futuro.
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Mondadori, 29/10/2013
Abstract: Una rievocazione avvincente e documentatissima della vicenda umana e letteraria di un personaggio leggendario che l'autore considerava affine per il gusto per la vita e la propensione alla sensualità.