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Volo di paglia
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Fusconi, Laura

Volo di paglia

Fazi Editore, 30/08/2018

Abstract: Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant'anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d'esordio in cui l'attenzione all'infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione."La scrittura di questa autrice genera strani tremori".Luciano Funetta"Laura Fusconi ci racconta il dolore dei bambini con la misura degli scrittori di razza". Alcide Pierantozzi"È sempre più raro incontrare una nuova voce letteraria come questa". Gianluigi Ricuperati

Amatrice non c'è più
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Polidori, Elena

Amatrice non c'è più

Neri Pozza, 23/08/2018

Abstract: Amatrice, agosto 2016, sesto grado della scala Richter: da allora la città vive in altro modo. Nel ricordo, nella fantasia, nel dolore, nel vuoto. "Quella notte – ore 3,36 – ero lì con marito, figlia e cane. La scossa, la paura, la fuga, la casa lesionata e poi venuta giù con gli affetti e le sicurezze di un'intera vita, qui a Poggio Vitellino, una delle 69 frazioni di Amatrice: una ventina di anime d'inverno, dieci volte tanto d'estate, un'oasi persa per sempre. Ci siamo salvati, ma è una salvezza che assomiglia a un'altra realtà". Questo libro cerca di ricordare la realtà precedente, più vera di quella delle macerie. E si interroga su quel "per sempre", cui non danno risposte né la terapia post-traumatica, né le cronache degli spettacoli di solidarietà, né la speranza della ricostruzione. La risposta sta invece nella memoria che accerchia, accarezza e attraversa ciò che non esiste più. Questo è dunque un libro terapeutico, sconsolato e a suo modo perfino istruttivo. Parla di un piccolo lembo d'Italia, crocevia di tradizioni e sapori fra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche: un cratere di natura, di civiltà e di memorie annientate. Amatrice era un posto bellissimo, e forse continuerà a esserlo se gli dei e gli uomini sapranno tenerlo ancora nel cuore. Da quel poco che resta, le briciole ormai, può partire una rigenerazione che però tarda ad arrivare. Questo libro, infine, è un dono: per ricordare e per sostenere la rinascita di un luogo che non c'è più, ma c'è ancora. Perché il terremoto distrugge ciò che continua a vivere nell'anima.

Generi di conforto. Ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie per celebrare il lato buono della vita
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Sorelle Passera

Generi di conforto. Ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie per celebrare il lato buono della vita

Tea, 13/09/2018

Abstract: Siamo Marisa e Gigi, meglio conosciute come le Sorelle Passera, e da quando abbiamo memoria, cioè dall'era delle stelline in brodo con il formaggino, il cibo è stato il nostro abbecedario delle emozioni, il modo più naturale che conosciamo per dare e ricevere cura e amore. I generi di conforto per noi sono quei beni preziosi che riempiono gli occhi e la pancia e riscaldano il cuore: la ricetta più buona mai cucinata, una carezza al momento giusto, un picnic a sorpresa sul tappeto del salotto, la bellezza all'improvviso che incontriamo dentro e fuori casa, anche dove tutti ti dicono che bellezza non c'è. 

Gli amanti di Falun
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Hebel, Johann Peter - Hoffmann, Ernst T. A. - Spaini, Rosina

Gli amanti di Falun

Elliot, 19/07/2018

Abstract: Accade che un fatto di cronaca colpisca la fantasia degli artisti, dando vita a opere che a partire dal dato storico se ne distaccano, iniziando un dialogo tra loro ed entrando in modo indelebile nell'immaginario culturale. È ciò che è successo con i fatti di Falun: nel 1719, dopo cinquant'anni da un crollo in miniera, un corpo di ragazzo viene ritrovato intatto, ancora giovane e bello, ed è riconosciuto solo da una donna ormai anziana. Di questo hanno scritto J.P. Hebel, autore classico nei paesi mitteleuropei ma sconosciuto in Italia, e E.T.A. Hoffmann (e prima di loro G.H. von Schubert e dopo di loro Hofmannsthal e Wagner). Mentre Hoffmann in Le miniere di Falun ne esplora l'aspetto magico e psicologico, in Ricongiungimento insperato Hebel si concentra sulla forza dell'amore e della fedeltà, eterne quanto le forze della natura, creando un vero e proprio gioiello da riscoprire, che entusiasmò Goethe, Canetti e Benjamin, e di cui Franz Kafka arrivò a dire: "È la storia più meravigliosa che esista!".

Sotto il mantello rosso
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Weyman, Stanley J. - Di Falco, Daniela

Sotto il mantello rosso

Castelvecchi, 18/07/2018

Abstract: E' l'autunno del 1630. Gil de Berault è un abile spadaccino, ma è anche un accanito giocatore d'azzardo, nonché un terribile attaccabrighe. Dopo l'ennesimo duello fuori legge consumato all'uscita da una bisca, il cardinale Richelieu non è più disposto a concedergli benevolenza, nemmeno in virtù dei suoi nobili natali. Per evitare il patibolo, de Berault dovrà quindi servire il cardinale in una missione riservata: la cattura del signore di Cocheforêt, imprendibile ribelle guascone. Vista la natura insidiosa del compito, però, non gli basterà la sua lama, dovrà invece far appello a tutta la sua furbizia. Non c'è scelta, eppure il mestiere della spia non è degno di un gentiluomo e approfittare della buona fede delle due giovani e belle nobildonne di Cocheforêt macchierebbe per sempre il suo onore. Un'avventura densa di intrighi, colpi di scena e passione, che corre incontro al destino preparato dalla Storia. Pubblicato originariamente nel 1894, Sotto il mantello rosso è uno fra i più avvincenti e divertenti romanzi della narrativa anglosassone.

Sei a zero
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Bolivar, Fabrizio

Sei a zero

Elliot, 20/07/2018

Abstract: Un giorno la vita sentimentale del quarantacinquenne Andrea Camatti, fino a quel momento piuttosto tranquilla, precipita, e Andrea è costretto a ripartire da zero. Pian piano, inizia a riflettere sugli errori che ha commesso da quando è venuto al mondo, e per farlo si avvale dell'osservazione di amici, colleghi, passanti occasionali, e perché no, anche del suo gatto. L'ostacolo principale, in questo processo di tardiva crescita interiore, è rappresentato dal suo carattere troppo accondiscendente. Nel corso di una narrazione leggera ma mai superficiale, scandita da un continuo susseguirsi di trovate comiche distillate in capitoli brevi e fulminanti, Andrea troverà parecchi alleati per riuscire a farcela: gli immaginari incontri di mutuo soccorso, le certezze monolitiche della madre, gli insospettabili travestimenti di suo padre, le velleità da Cupido della sua barista di fiducia, gli improbabili dialoghi col vicino di casa troglodita ma soprattutto il tennis, che per alcuni aspetti sembra incarnare una perfetta metafora della vita.

Apologia di un perdente
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Vetrugno, Marco

Apologia di un perdente

Elliot, 20/07/2018

Abstract: Ezra, per sfuggire a se stesso e al proprio passato, trascorre le giornate rintanato nelle sale di un museo. Fra le sue braccia stringe quello che sembra essere un neonato avvolto da un panno bianco. I sette atti sono contraddistinti da diverse opere d'arte (dal trittico di Bacon a quello di Bosch, dalle tele di Van Gogh e Soutine ai capolavori di Hopper e Schiele) con le quali il protagonista interagirà direttamente. Testimone unico del delirio è un anonimo teschio adagiato in una teca di vetro.

Sette baci prima di dormire
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Gazzini, Sara

Sette baci prima di dormire

HarperCollins Italia, 13/09/2018

Abstract: La felicità costa coraggio. Da oggi puoi cominciare a volare. È martedì sera e il tramonto sta illuminando di rosso l'acciottolato del Lungarno fiorentino. Florinda, detta Flò, cammina lungo le spallette, ma tutta la bellezza della città e le scintillanti luci del fiume non riescono a rischiarare i suoi occhi tristi. Flò ha divorziato ormai da un anno e mezzo, ma sembra che non sia passato nemmeno un giorno. È sempre disperata e non riesce a uscirne. A niente servono gli aperitivi con le sue amiche del cuore tutti i martedì al bar Spritztime in Oltrarno, a niente servono gli sguardi di Giovanni, l'affascinante barista che le prepara molti, troppi Negroni e nemmeno l'affetto del suo meticcio Osso che cerca di spingerla a fare lunghe passeggiate sulla battigia di Forte dei Marmi. Flò è distrutta e tale vuole restare. Un giorno nella raffinata boutique del centro di Firenze dove lavora, entra una donna: negli occhi ha la stessa disperazione di Flò, ma nei suoi gesti la determinazione di chi vuole uscirne. Tra le sue mani un bigliettino con un numero. È quello della love coach che ha istituito il gruppo di terapia delle Innamorate anonime, per salvarle dalle loro dipendenze amorose. Adesso c'è una nuova sfida per la dottoressa: aiutare Flò a capire che l'amore nel nostro cuore può sempre ritornare, basta sapere dove cercarlo. Dopo l'enorme successo di C'è chi dice di volerti bene, che ha conquistato i librai e il grande pubblico, Sara Gazzini ci regala un nuovo imperdibile romanzo per scoprire, forse, la verità sull'amore e i suoi disastri. Perché la felicità costa coraggio e riconoscere i propri desideri e stringerli forte può davvero farci spiccare il volo.

Don't Worry
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Callahan, John - Maugeri, Giuseppe

Don't Worry

Garzanti, 30/08/2018

Abstract: ""Don't Worry" racconta una vita davvero straordinaria."Il Venerdì - la Repubblica - Luca Raffaelli"Una dose massicia di humour e tanta empatia senza retorica."Vanity Fair - Mattia Carzaniga "Ho dovuto impegnarmi con tutto me stesso per andare avanti... Dentro di me non c'è spazio per l'autocommiserazione. Voglio crescere." Si può fare umorismo – scorretto e irresistibile – sulla storia di un disegnatore di trentotto anni alcolizzato e costretto su una sedia a rotelle? Ed è poi possibile scriverci un libro capace di far ridere e commuovere? La risposta è sì, se il protagonista è John Callahan e se a raccontare la sua storia fatta di arte, dipendenze, amore e disabilità è lui in persona. A soli ventun anni John è infatti vittima di un incidente stradale causato dall'alcol, e perde totalmente l'uso delle gambe. Riesce però a rendere questa tragedia l'occasione per un'incredibile trasformazione personale: tra improbabili assistenti a domicilio nullafacenti e tossicodipendenti, degenze in ospedali con infermiere molto disinibite e istituti di riabilitazione con suore severissime, dopo una lunga terapia che gli permette di tornare a impugnare una matita decide una volta per tutte di smettere di bere e inizia a disegnare. E così tutto il suo mondo fuori dagli schemi e popolato di personaggi ai margini della società diventa protagonista di vignette taglienti e scorrette come mai si erano viste prima, e faranno di lui uno dei più famosi, amati e discussi disegnatori al mondo.

La morte si fa social
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Sisto, Davide

La morte si fa social

Bollati Boringhieri, 30/08/2018

Abstract: "Facebook, Instagram, WhatsApp sono il più grande cimitero del mondo. È tempo di ripensare filosoficamente la morte nell'epoca dell'intelligenza artificiale, di Black Mirror e della realtà virtuale."La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all'improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online. Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Mirror, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d'animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell'aldilà.E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l'esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall'avanzamento tecnologico. La morte si fa social è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l'era digitale. L'uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un'opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.

Le parole nell'aria
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McGill, Bernie

Le parole nell'aria

Bollati Boringhieri, 30/08/2018

Abstract: ""Le parole nell'aria è lirico, tenero e spietato… Bernie McGill scrive con tocco leggero e infinita empatia. È narrativa al suo meglio".""The Guardian"""Bernie McGill scrive della vita, dell'amore e degli albori del telegrafo senza fili con lo sguardo limpido di un poeta".""The Sunday Times"""Questo romanzo vi possiederà".""Sunday Mirror""Le parole nell'aria è lirico, tenero e spietato… Bernie McGill scrive con tocco leggero e infinita empatia. È narrativa al suo meglio."The Guardian"Bernie McGill scrive della vita, dell'amore e degli albori del telegrafo senza fili con lo sguardo limpido di un poeta."The Sunday Times"Questo romanzo vi possiederà."Sunday MirrorÈ l'estate del 1898 nella piccola isola irlandese di Rathlin, non lontana dalla costa settentrionale dell'Irlanda. La giovane Nuala Byrne, abbandonata dalla famiglia partita a cercare fortuna nel Nuovo Mondo, non vede altra possibilità per garantirsi la sopravvivenza se non sposare l'anziano sarto del paese. Un matrimonio scialbo, senza amore, con tanto duro lavoro in un'Irlanda rurale povera e gelida. Ma il vento del cambiamento soffia anche nella remota Rathlin: sull'isola sbarca uno scienziato italiano, Gabriele Donati, collaboratore di Guglielmo Marconi, cui sono affidati i primi esperimenti del telegrafo senza fili e della trasmissione di onde radio. E quando Nuala, mandata a servizio dal nuovo arrivato verrà invece da lui arruolata come apprendista, il mondo della scienza le aprirà nuovi, inimmaginabili orizzonti.Bernie McGill è bravissima a unire due mondi: l'arretratezza dell'isola e la modernità portata dagli uomini di Marconi. Se Nuala è una creatura imbevuta della tradizione locale e anche un po' magica – sa guarire con le erbe, sa captare le voci dei morti, sa vedere il futuro – la tecnologia avanzata di Gabriele in fondo fa la stessa cosa: capta voci, vince lo spazio e il tempo, rende possibile quello che sembrava inimmaginabile. Una comunione di anime, la loro, molto suggestiva che dà grande fascino a questo libro, rendendolo curiosamente scientifico e "magico" allo stesso tempo.

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico
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Nixey, Catherine

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico

Bollati Boringhieri, 23/08/2018

Abstract: "Nixey ha una grande storia da raccontare e la racconta in maniera eccezionale."The Guardian - Tim Whitmarsh"Questo libro rivela quel che abbiamo perduto quando il cristianesimo ha vinto."The Times"Il testo elegante e feroce di Nixey dipinge un'immagine oscura ma avvincente della vita all'epoca del "trionfo" del cristianesimo, rammentandoci non solo le vicende del nostro passato, ma anche quanto quell'eco riverberi ancora nel nostro presente. "Michael Scott, autore di Mondi antichi"Un libro devastante, scritto con prosa vivida e scorrevole. Catherine Nixey svela un livello di intolleranza e di anti- intellettualismo che ricorda i notiziari di oggi, e invece è vecchio di secoli."BBC - Anita Anand"Catherine Nixey ha scritto un libro coraggioso, illuminante e provocatorio, che mette in crisi le idee comunemente accettate sul primo cristianesimo e spiega come e perché, ai suoi esordi, quel credo si diffuse tanto velocemente ovunque. Nixey è una guida brillante e iconoclasta in un mondo che a molti risulterà sconosciuto, sorprendente e inquietante. "Peter Frankopan, autore di Le vie della setaNel nome della croce parla dell'affermazione del cristianesimo nel IV secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da quella prospettiva, non c'è niente di eroico da celebrare e non mancano i documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno molti fra loro, fossero molto più intolleranti e – più spesso di quanto ci si aspetterebbe – violenti.L'autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità, portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne religione di Stato nell'impero, le leggi finirono l'opera di rimozione della cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e condannando all'oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo.Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi, roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del "trionfo", ma per chi desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell'odierno Medio Oriente.La storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro coraggioso, che scuote le coscienze e rovescia le prospettive, e lo fa con una prosa serrata e incalzante, tenendo incollato il lettore alla pagina, mentre racconta un trionfo di crudeltà, violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.

Cose
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Cimatti, Felice

Cose

Bollati Boringhieri, 06/09/2018

Abstract: ""Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere".""Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere."C'è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L'umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se "parlano" lo fanno solo perchénoi ci abbiamo infilato dei dispositivi per "comunicare", fra loro e con noi.Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro.Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.

Psicoterapia di Dio
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Cyrulnik, Boris

Psicoterapia di Dio

Bollati Boringhieri, 20/09/2018

Abstract: "Riconosciamo la zampata del famoso neuropsichiatra, ciò che ha determinato il successo dei suoi best seller precedenti, lasua umanità, la sua capacità di arare nuovi campi per renderli comprensibili a tutti. "La Vie - Jean-Pierre Denis"Credere in Dio modifica il funzionamento del cervello, specialmente a livello delle emozioni e – come dimostrano molti studi – della resilienza."Le Matin - Anne-Sylvie SprengerSulla Terra, ogni giorno, miliardi di esseri umani si rivolgono a Dio in cerca di aiuto. Che sia il Dio dei cristiani, quello degli ebrei o quello dei musulmani, che sia una presenza benevola percepita nella natura o che sia un equilibrio cosmico di ascendenza orientale, resta il fatto che moltissime persone – la maggioranza – si rivolgono a Dio offrendo il proprio tempo e le proprie risorse "per provare la gioia di donare gioia". La spiritualità ha un ruolo importante e positivo per i credenti del mondo. Esiste una spiegazione a questo stato di grazia?In questo libro, Boris Cyrulnik, il più noto neuropsichiatra francese, si pone questa domanda cruciale in cerca di una risposta originale. Il tema è immenso e non scevro da valenze politiche in un momento storico come il nostro, nel quale masse di persone compiono crimini efferati proprio in nome di un cieco credo religioso. Ma resta il dato positivo: l'ambiente pacifico, calmo e fiocamente illuminato delle cattedrali gotiche, il cantillare salmodiante delle liturgie ebraiche, la voce rassicurante del muezzin che chiama i fedeli in preghiera sono tutti esempi del lato consolatorio della religione, in cui così tanti esseri umani cercano riparo.Con gli strumenti delle neuroscienze e con i concetti chiave di attaccamento e di resilienza, Cyrulnik ci mostra come la religione sia effettivamente in grado di avere effetti psicoterapeutici, spesso visibili.L'approccio scientifico e psicologico dell'autore porta a comprendere come il cervello del bambino instauri con Dio un rapporto affettivo paragonabile a quello che si instaura coi genitori. Il mondo della mente in via di sviluppo si struttura e nel cervello si scolpisce un sé neurologicamente e psicologicamente legato all'ambiente di crescita, che spesso aiuta, e molto, a combattere le inevitabili avversità della vita. Dio e psicoterapia sembrerebbero dunque alleati, almeno fintanto che Dio viene percepito come un padre buono e accogliente. I problemi iniziano, a livello psicologico e neurologico, quando l'ambiente della crescita presenta ai bambini un Dio vendicativo e intransigente. Proprio come avviene coi padri violenti.

La mente estesa. Il senso di sentirsi osservati e altri poteri inspiegati della mente umana
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Sheldrake, Rupert - Massignan, Marco

La mente estesa. Il senso di sentirsi osservati e altri poteri inspiegati della mente umana

Feltrinelli Editore, 30/08/2018

Abstract: La maggior parte di noi conosce bene quella sensazione quasi fisica di essere l'oggetto dell'attenzione di qualcun altro. È una sensazione che sta solo nella nostra testa? E che dire di fenomeni analoghi, come la telepatia o le premonizioni? In questo libro Rupert Sheldrake esplora le complessità della mente umana e scopre che le nostre capacità percettive sono molto più potenti di quanto si pensi. Per lui questi fenomeni sono reali e normali componenti della natura umana, non "paranormali". E sostiene queste sue idee con rigorose sperimentazioni scientifiche. Ognuno di noi almeno una volta ha indovinato, sentendo squillare il telefono, chi lo cercava dall'altra parte del filo. Quante volte un nostro presentimento si è poi rivelato reale? Sheldrake sostiene che la mente non è confinata entro il cervello: essa si estende attraverso "campi mentali" (simili ai "campi morfici" che sembrano caratterizzare alcuni processi biologici). Proprio l'esistenza di questi campi e la loro interazione potrebbe essere alla base di fenomeni apparentemente inspiegabili come la telepatia e la premonizione. L'autore descrive numerosi esperimenti che hanno dimostrato l'esistenza dei "campi mentali" e propone ai lettori una serie di progetti semplici da realizzare per investigare casi di questo tipo, come le e-mail telepatiche, le chiamate silenziose agli animali e la sensazione di essere osservati.

Tormenti della cattività
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Riccardi, Antonio

Tormenti della cattività

Garzanti, 20/09/2018

Abstract: "La poesia di Riccardi è sempre in bilico tra ciò che si può dire e ciò che non si può."La Lettura - Corriere della Sera - Daniele Piccini"Uno dei più forti libri sul senso di orfanità in epoca postmoderna: "la cattività"."Avvenire - Davide RondoniConsidera chi siamo e cosa no.Cosa non più, diresti tucorreggendomi sottovocee cosa volevamo diventare.Speculari, pronosticavi. Adesso però considera lo stranoe notevole ruolo della manonel discorso. Sei sempre e solo tua mimare cronofasi e feritenella nostra cronologia. A dieci anni dalla sua ultima raccolta di versi, Antonio Riccardi torna alla poesia con un libro compatto e insieme variegato, ricco di accenti e sfumature. Tormenti della cattività, che deve la sua ispirazione più profonda alla poesia di Vittorio Sereni e a quella di Attilio Bertolucci, racconta ciò che nella vita di ogni giorno si oppone, più o meno duramente, al desiderio di libertà. Ognuno, sembra dire l'autore, affronta le diverse condizioni della propria esistenza – la memoria dei luoghi e delle cose, l'erotismo, il lavoro e infine la morte – con fatica, spesso con insofferenza. E a volte aspira a tagliare i legacci che lo costringono. All'incrocio tra vero e falso, tra verosimile e incerto, come se la scena della vita fosse un diorama, il poeta fa agire e pensare una figura che lo "interpreta" e dice che l'esistenza è un enigma, di cui i "tormenti della cattività" sono la rappresentazione figurata, i racconti allegorici in miniatura. Così Riccardi, lavorando la parola come un'arte sapienziale che salva i nodi di senso dal corso mutevole della storia e li rende esemplari, dà le sembianze di un museo di scienze naturali a uno dei luoghi fondativi della sua poesia, il podere di famiglia a Cattabiano, sull'Appennino emiliano; ripercorre le dinamiche delle relazioni d'amore come un interprete di significati araldici; allude al lavoro editoriale nello spettro di una crittografia; e riflette sul mistero della morte nell'estetica impassibile del cenotafio.

Cambio di rotta
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Howard, Elizabeth Jane

Cambio di rotta

Fazi Editore, 06/09/2018

Abstract: Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo carisma; complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a temere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata…Dall'autrice della saga dei Cazalet, un romanzo dalle atmosfere tutte nuove: con la finezza e l'eleganza che ben conosciamo, Elizabeth Jane Howard racconta la mondanità, la vita agiata dell'élite culturale, il mondo sfarzoso e nevrotico del teatro di fine anni Cinquanta. È attualmente in fase di lavorazione un film tratto da questo romanzo; regista e protagonista sarà l'attrice inglese Kristin Scott Thomas.All'uscita, nel 1959, questo romanzo fu incluso insieme a Lolita di Nabokov fra i migliori libri dell'anno da "The Sunday Times"."Cambio di rotta è un quartetto d'archi, plasmati e interconnessi in maniera meravigliosa. Alberta ha il guizzo di un'eroina di Turgenev. Questo non è un libro da donne, è un libro per tutti noi". "The Observer""Howard è un'osservatrice davvero acuta del comportamento umano. I suoi volumi sono costruiti con tocchi minuscoli e brillanti… È questa la vera magia di Howard: la sua umanità trascende l'individuo". "The Sunday Times""Una narratrice trascinante, avveduta e accurata nell'osservazione umana, con un orecchio affilato per il dialogo, che ha eletto la lingua inglese come suo oggetto di piacere"."The Guardian"

Mato grosso
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Manook, Ian

Mato grosso

Fazi Editore, 27/09/2018

Abstract: Jacques Haret, autore francese di un bestseller ambientato in Brasile, arriva a Rio de Janeiro, dove è stato invitato da un editore brasiliano suo ammiratore. Alloggerà a casa sua, a Petropolis. Dormirà nella stessa stanza in cui Stefan Zweig – il suo scrittore di culto – e la moglie Lotte si sono tolti la vita. Ma dietro all'invito c'è un piano ben orchestrato: presto Haret scopre che l'editore non è altri che Figueiras, un ex poliziotto conosciuto trent'anni prima durante un soggiorno di alcuni mesi nel Mato Grosso, soggiorno che, avvenuto al tempo di un'inondazione storica del Pantanal, è l'argomento del suo celebre Romanzo brasiliano, nel quale il protagonista racconta la vicenda che lo ha portato a uccidere un uomo per puro orgoglio. Di mezzo, naturalmente, c'era una donna. Haret è caduto in una trappola: Figueiras vuole solo vendicarsi.La bellezza velenosa della giungla in cui si affonda fino ad annegare; la violenza del cielo e l'umidità delle notti; l'amore che fa impazzire e morire... È per fare pace con se stesso che Haret è tornato dopo trent'anni di esilio? O è perché sente che è l'ultima volta?Mato Grosso è il nuovo, attesissimo bestseller dell'autore della trilogia di Yeruldelgger. Ian Manook abbandona la Mongolia per portarci in un Brasile lussureggiante e soffocante, popolato da avventurieri, trafficanti e poliziotti corrotti. Un noir di grande qualità, che ammalia e sorprende."Questo polar intriso di saudade è assolutamente da consigliare". "Lire""Una storia impregnata di un clima di follia tropicale che fa di Mato Grosso un romanzo più letterario – ma altrettanto avvincente – della trilogia di Yeruldelgger"."Paris Match""Un libro da grande scrittore, senza dubbio. Colpi di scena garantiti. Boa viagem!"."L'Echo""L'autore di Yeruldelgger questa volta confeziona un romanzo ombroso, sull'esistenza e sui sentimenti che costellano la nostra vita: l'amore, la morte, l'aldilà... in sottofondo, la samba. Un romanzo che fa sentire vivi, da scoprire al più presto"."Paris-Normandie""Un romanzo sensuale ed epico, in cui Jacques Haret, uno scrittore giramondo, torna in Brasile per misurarsi con le tentazioni febbrili di questo paese che ha segnato per sempre Ian Manook. Hemingway non è lontano..."."Notre Temps"

Negli occhi di Timea
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Poldelmengo, Luca

Negli occhi di Timea

Edizioni e/o, 05/09/2018

Abstract: È trascorso un anno da quando i gemelli Vincent e Nicolas Tripaldi sono stati costretti a fuggire in Albania per scampare all'arresto. A capo della Red, una squadra segreta di polizia che conduce le proprie indagini attraverso l'uso dell'ipnosi, erano stati risucchiati in un gioco di potere più grande di loro. Ora sono rientrati clandestinamente in patria, per andare incontro ciascuno al proprio destino. Nicolas vuole far evadere Sara Mancini, la loro ex collega che tra le mura del carcere è diventata mamma. Vincent invece è pervaso da un feroce desiderio di vendetta verso il premier Mattia Manera e il Professor Luca Basile, gli uomini che pur di assecondare i loro giochi di potere lo hanno strappato per sempre dal suo lavoro e dai suoi affetti, arrivando a uccidere. Vincent ha in mente un piano che lo costringe a enormi compromessi rispetto alla propria coscienza, talmente inconfessabile da tenerlo nascosto persino a suo fratello. La clandestinità dei gemelli è messa a rischio proprio dalla loro ex squadra, la Red, che preleva sistematicamente ignari cittadini e ne setaccia l'inconscio per usarli alla stregua di telecamere di videosorveglianza umane, al solo scopo di catturarli. Sullo sfondo di un intrigo che coinvolge i massimi livelli istituzionali e criminali e che ruota intorno al traffico internazionale di rifiuti, viene perpetrata una sanguinosa strage a cui assiste un'unica testimone, Timea, una bambina di cinque anni. Chi è Timea? Da dove viene? Cosa ci faceva lì? Ma soprattutto cosa hanno visto i suoi occhi?

Le rondini di Montecassino
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Janeczek, Helena

Le rondini di Montecassino

Guanda, 26/07/2018

Abstract: Autrice di La ragazza con la Leica vincitrice del Premio Strega 2018"Helena Janeczek scrive un romanzo potentissimo... Montecassino diviene la guerra di tutti, il luogo da cui tutti veniamo."La Repubblica - Roberto SavianoMontecassino, 1944. Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani, nepalesi, magrebini e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del Gulag che combattono in terra straniera per la libertà da Stalin e da Hitler. Fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. E ci sono i civili, tra due fuochi. Chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? E quali segni ha lasciato l'immenso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale? Helena Janeczek cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall'invenzione, sia dallo scavo nella memoria più personale. Partendo con un taxi da Milano, incontriamo John Wilkins, sergente texano, Rapata Sullivan, nipote di un veterano maori, Edoardo e Anand, ragazzi cresciuti a Roma che a Cassino vanno per spirito di avventura, e ancora, Irka, fuggita dal ghetto per ritrovarsi in Siberia dove finisce anche il soldato Milek, reduce ebreo-polacco, morto a Milano senza trasmettere ai suoi figli un'esperienza fatta di orrore e di coraggio.Balena così, da una vicenda all'altra, l'idea di fondo che ciò che ci lega al passato non sia l'imperativo di trarre lezioni dalla storia, ma la stessa sostanza di cui sono tessuti i nostri rapporti più veri e più vivi: quella per cui continuano a esserci per sempre coloro che abbiamo amato.