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L'isola dei cacciatori di uccelli
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May, Peter - Mioni, Anna

L'isola dei cacciatori di uccelli

Einaudi, 29/05/2012

Abstract: In un'isola spazzata dal vento, dura e inospitale come le rocce nere che la intrappolano, un omicidio sembra affondare le sue radici in rivalità e odi antichi. L'ispettore Fin Macleod è scappato da ragazzo dall'isola e dai suoi sanguinari, antichissimi rituali. Ora è costretto a tornare, e a fare i conti con il suo passato. L'ispettore Fin Macleod ha appena perso un figlio e il suo matrimonio sta andando letteralmente alla deriva. Quando, per indagare su un omicidio, viene spedito sulla sua isola natia, poco piú di uno scoglio al largo delle coste scozzesi, Macleod è costretto ad accettare. Il caso è la sua ultima chance per rimettersi in gioco e uscire dal totale isolamento in cui si è autorelegato. Anche se questo significa riprecipitare nel proprio passato, negli echi di una violenza aspra e senza redenzione che ogni anno trova sfogo nel massacro sistematico delle sule, uccelli che sull'isola vengono a nidificare. E a morire. *** "Una scrittura incredibilmente efficace, e un'atmosfera claustrofobica e vischiosa". "The Times" *** "Un romanzo che scandaglia perfettamente i recessi oscuri dell'animo umano. Un mistery eccezionale, di quelli che tengono incollati alle pagine". "Irish Independent"

Il rifiuto degli dèi
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Vitta, Maurizio

Il rifiuto degli dèi

Einaudi, 17/01/2012

Abstract: Il volume traccia una mappa delle arti contemporanee, dei nuovi modelli espressivi e dei domini estetici generati dallo sviluppo della tecnologia, dalla crescente complessità della produzione delle opere e dal diverso atteggiamento dei destinatari. Tesi centrale del libro è che anche le arti marcatamente industrializzate e di massa, prodotte in vista di una funzione d'uso e di una strategia di mercato, possono essere luoghi di produzione di forme, sensazioni, sentimenti al pari delle arti tradizionali. A cambiare sono i modelli progettuali e la diffusione delle opere: la relazione sempre piú organica con tecniche sofisticate, la figura dell'autore sempre piú sfumata, un rapporto con un pubblico di massa fondato non solo sulla funzionalità del prodotto tecnico, nel quale il piacere della forma e il senso delle cose scaturiscono dall'uso quotidiano, ma anche sul puro piacere estetico, colto in un'esperienza ineffabile e irripetibile. Il testo inizia con una panoramica sulla nascita delle arti industriali in epoca moderna, analizza l'atteggiamento di rifiuto o accettazione della cultura ufficiale nei loro confronti, descrive il loro rapporto con la tecnologia, esamina la trasformazione della figura dell'autore in tale contesto, approfondisce la complessa interazione fra l'opera d'arte industriale e il suo destinatario, e riflette infine sulla necessità di un rinnovamento della cultura estetica alla luce di queste novità ormai diffusi in tutto il mondo.

Sangue misto
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Smith, Roger - Massimi, Fabiano

Sangue misto

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: In fuga dalla polizia degli Stati Uniti, Jack Burn ha catapultato la famiglia a Città del Capo con la speranza di iniziare una nuova vita. Luogo di richiamo per turisti, molti dei quali americani, la città offre un riparo perfetto e permette un facile anonimato. Ma oltre le apparenze si rivela piena di rischi per chi non ne conosce le regole. Sul suo territorio non si è ancora rimarginata la separazione tra la zona dei bianchi ricchi e le aree circostanti, i sobborghi operai e i Cape Flats, il quartiere-ghetto nel quale era stata segregata la popolazione di colore ai tempi dell'apartheid. Burn si ritrova suo malgrado coinvolto nel conflitto tra le due realtà. Per proteggere la moglie incinta e il figlio piccolo è costretto a ricorrere alla forza uccidendo due gangster e attirando su di sé l'attenzione di Barnard, poliziotto folle e corrotto che per anni ha sfruttato il suo potere sulla povera gente. Contro questo nuovo nemico l'unico alleato è l'ex galeotto Benny Mezzosangue, assassino in cerca di una disperata quanto impossibile redenzione.

L'amore filosofo
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Cruz, Manuel - Niola, Federica

L'amore filosofo

Einaudi, 07/02/2012

Abstract: Manuel Cruz ricostruisce le vicende esistenziali di alcune grandi figure della storia del pensiero, di cui è noto non solo l'interesse verso l'amore in quanto tema, ma anche il coinvolgimento personale nelle relazioni amorose. L'amore è percepito come l'esperienza universale per eccellenza. Pur declinandosi in modi molto diversi, alcune sue caratteristiche sono, per cosí dire, "costitutive": le esperienze del desiderio, dell'innamoramento e della passione rivelano, in tutte le epoche, la stessa forza dirompente, totalizzante, irrazionale. Ma, al contempo, portano in sé i semi dell'evanescenza e dell'ambiguità. Il che rende complesso parlarne, scriverne, spiegare. Proprio per questo risulta particolarmente prezioso l'apporto dei "pensatori di professione" presentati in questo libro. Secondo la prospettiva di Cruz, l'idea che abbiamo oggi dell'amore contiene dunque non solo il pensiero, ma il vissuto di chi ci ha preceduto: è la somma dell'amore come fonte di energia, pensato da Platone; del senso di colpa di cui soffriva sant'Agostino; della passione erotica esemplificata da Abelardo ed Eloisa; dell'amore come necessità, presupposto da Spinoza; dell'amore come impossibilità, vissuto da Nietzsche; degli esperimenti di Sartre e Simone de Beauvoir; della fusione appassionata conosciuta da Hannah Arendt; dell'amore come risultato di pratiche sociali, messo in luce da Foucault. Manuel Cruz dà conto di questa complessa eredità arrivando, in conclusione, a denunciare le contraddizioni e le lacerazioni che caratterizzano il sentimento amoroso nel mondo di oggi, cosí saturo di parole sull'amore.

Fantasmagonia
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Mari, Michele

Fantasmagonia

Einaudi, 24/01/2012

Abstract: C'è un demone che si aggira fra queste pagine, ed è quello della letteratura. Che sia esso esplicitamente riconoscibile o si nasconda fra le pieghe del quotidiano, è una presenza fantasmatica con cui ciascun personaggio - e dunque ciascuno di noi, nel corpo a corpo incessante che è la lettura - è costretto a fare i conti. Visioni, trasalimenti o semplici incubi: l'incerto confine tra invenzione e realtà, così come quello tra sonno e veglia, viene costantemente ridisegnato dai racconti che compongono Fantasmagonia, tutti in bilico tra il gioco e la divagazione colta, la fiaba macabra e il pastiche. Così accade di ragionare intorno a Il cielo in una stanza e poi di imbattersi in Omero e Borges, ciechi e in carrozzella, che commentano la finale dei mondiali Grecia-Argentina. Oppure di scoprire perché mai Crapa Pelada, dopo aver cucinato i famosi tortelli, non ne abbia dato nemmeno uno ai suoi fratelli... Michele Mari torna al racconto, e lo fa chiamando a raccolta tutte le ossessioni che hanno segnato il suo percorso di scrittura: l'infanzia, i mostri, le nevrosi numerologiche e la tassonomia di ogni singolo ricordo. Ma sopra di esse, intorno ad esse, aleggia stavolta una nube spettrale che fa precipitare il lettore - e l'autore stesso - in una dimensione dove le ombre sono destinate ad avere la meglio sui corpi che le proiettano. Ma anche questo cammino richiede un apprendistato, come dice il titolo dell'ultimo racconto: una fantasmagonia. Il candidato fantasma può imparare in diciannove tappe l'arte di "convertire l'annullamento del mondo nell'annullamento di sé, come insegna l'unica scienza esatta in materia: la letteratura". Setacciando con furia catalogatrice le latitudini spaziali e temporali più disparate, Michele Mari dà forma a un progetto in cui il destino di ogni creatura coincide con quello del suo creatore. Fino a scoprire che - mettendo insieme Cecco Angiolieri e il Piccolo Principe, Frankenstein e Kafka, Rimbaud e Pinocchio - nessun essere umano potrà mai sfuggire ai propri fantasmi, perché sin dalla nascita li contiene già tutti quanti dentro di sé.

Mediterraneo in guerra. Atlante politico di un mare strategico
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Mini, Fabio

Mediterraneo in guerra. Atlante politico di un mare strategico

Einaudi, 22/05/2012

Abstract: Il generale "insolito", la "voce fuori dal coro" della saggistica geopolitica italiana traccia il profilo del Mediterraneo mettendo a fuoco nell'ottica della potenza militare le terre che lo circondano e i popoli che ci vivono. Il risultato è tutt'altro che scontato e rassicurante. In quarantatre anni di servizio militare Fabio Mini è venuto a contatto diretto con tutti gli apparati di sicurezza del mondo. Ha avuto il Mediterraneo come area di responsabilità quando è stato capo di stato maggiore della Nato del sud Europa, ha percorso i luoghi della sicurezza cinese e del suo "mediterraneo ", ha comandato un corpo internazionale di pace nei Balcani. Avrebbe potuto raccontare il Mediterraneo con un memoriale, oppure con un saggio storico-politico. Si sarebbe forse compiaciuto nel ricordare il passato ma non sarebbe stato stimolato a capire il futuro. In questo libro ha utilizzato perciò la propria esperienza per scoprire qualcosa che chi scrive di geopolitica in genere trascura: l'influenza della guerra, dei mezzi della guerra, della storia della guerra sulle vicende dei popoli e delle terre in cui vivono. La scoperta è banale e sorprendente al tempo stesso: il Mediterraneo non è un mare e non ha una frontiera liquida che si può espandere a piacimento. È un insieme di terre, popoli e culture diverse impregnati di sentimenti e atti di guerra. Basta guardarsi intorno per vedere i segni indelebili delle guerre, da quelle puniche a quella post-nucleare. È sorprendente perché unendo l'ottica militare a quella socio-politica si scoprono le ragioni delle infinite guerre mediterranee e i possibili sviluppi di quelle a cui stiamo assistendo.

Numero sconosciuto
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Besa, Giulia

Numero sconosciuto

Einaudi, 28/06/2011

Abstract: Gli Dèi incarnano le passioni piú feroci dell'indole umana. Emanano frequenze che intossicano. Esercitano un fascino irresistibile su chi li avvicina, ne accendono i desideri piú turpi. Se un Dio sceglie la tua Materia, tu stesso diventerai un Dio. Sei pronto a farti corrompere? Sara ha vent'anni, vive a Roma e lavora come barista. Nel tempo libero caccia nei boschi per sfogare la sua rabbia e fa regolari visite in ospedale a Marco, l'uomo che un anno fa, in un incidente stradale, ha ucciso i suoi genitori, e da allora è in coma. Un giorno inizia a ricevere sms da un numero sconosciuto, che le impartisce ordini. La paura di mettere in pericolo la sorella costringe Sara a seguire le direttive del Numero sconosciuto. E la costringe a lottare contro gli Dèi. Forme delle passioni umane piú spietate, gli Dèi agiscono nel mondo a loro piacimento e corrompono ogni Materia di cui prendano possesso. Sara si trova a fronteggiare, in un serrato corpo a corpo, Artemide, fascinosa arciera dai denti di squalo, Persefone, bambina che divora e si strugge, Marte, dal bacio sanguigno e sensuale... Ma chi è il numero sconosciuto che ricatta Sara e le ordina di dare la caccia a una divinità dopo l'altra? Che cosa ha a che fare con Marco? Cos'è successo davvero il giorno dell'incidente, e perché Sara non riesce a ricordarlo? L'esordio della giovanissima Giulia Besa è un urban fantasy dalle atmosfere dark che ipnotizza come un thriller psicologico.

Racconti
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Malamud, Bernard - Mantovani Vincenzo - Affinati Eraldo - Balacco Luisa - Legati Igor - Migone Donata - Omboni Ida

Racconti

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Quattro o cinque dei migliori racconti americani che io abbia mai letto (e mai leggerò). Nonché altri racconti per nulla malvagi". Philip Roth "Ho scoperto un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me". Flannery O'Connor "In Malamud le colpe trascorse restano sulle spalle degli esseri umani come fardelli inamovibili, pratiche da sbrigare, richieste inevase, se non addirittura rendiconti falsi, alibi perniciosi, scuse infantili. Prima o poi busseranno alla nostra porta i loro spiriti segaligni e austeri, simili ai funzionari resi immortali da Franz Kafka. Non potremo far altro che andargli dietro, senza protestare, scolaretti tristi, sfiduciati, a capo chino, anche se avremo compiuto settant'anni. Eppure in tutta questa sofferenza s'annida un germoglio prezioso: la forza speciale dello scrittore fa sì che noi possiamo apprezzare, in mezzo agli scorpioni impegnati a guerreggiare, tesori inestimabili di tenerezza, commozione e speranza. (...) Forse l'unica forma di felicità concessa all'uomo consiste nella pienezza dell'esperienza vissuta". Dalla prefazione di Eraldo Affinati

La casa degli incontri
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Amis, Martin - Granato, Giovanna

La casa degli incontri

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Probabilmente è il romanzo migliore di Amis. Un'opera spietata e commovente: è come un treno lanciato a folle velocità nel cuore di tenebra dei gulag sovietici". The New York Times Nel campo di lavoro di Norlag c'era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano "la casa degli incontri". Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag. Ma le conseguenze di questi incontri erano spesso fatalmente tragiche. Sarà così anche per due fratelli innamorati della stessa donna, divisi da un conflitto che neanche la prigionia riuscirà a sanare, un risentimento che si proietta oltre la morte dei protagonisti e si riflette nel declino di un'intera nazione. Il protagonista di questa bruciante confessione non può proprio definirsi un eroe: è un uomo istintivo e violento, che durante la Seconda Guerra Mondiale "si è fatto strada in quella che sarebbe stata chiamata Germania Est a suon di stupri", ma allo stesso tempo è un individuo capace di grandi slanci emotivi e dotato di una sensibilità che può solo definirsi "tipicamente russa". Ormai è vecchio e l'antica autoindulgenza ha lasciato il posto al rimorso e all'amarezza: decide di tornare in patria - da cui era fuggito vent'anni prima - e intraprendere un ultimo disperato viaggio attraverso la Siberia, nei luoghi che lo videro internato in un gulag da dopo la guerra fino al mutamento del clima politico successivo alla morte di Stalin. Le giornate al suo interno sono scandite da un implacabile calendario di violenze: nel campo la vita nuda si rivela in tutta la sua crudeltà e quell'esperimento chiamato Unione Sovietica viene a reclamare il suo costo in vite umane. A Norlag, un inferno artico "poco sopra il sessantanovesimo parallelo", è rinchiuso anche il fratellastro del narratore, Lev. A dividerli non sono solo le inclinazioni - Lev è un poeta e un pacifista - ma anche l'amore di Zoya, una giovane ragazza ebrea, bellissima e sensuale, che con la sua scelta decide il destino dei due uomini. La casa degli incontri è stato acclamato dalla critica inglese e americana come il romanzo migliore di Martin Amis, in cui il dettaglio della ricostruzione storica si fonde con una delle più sorprendenti e coinvolgenti immersioni nell'anima di un popolo. Una storia di risentimento e amore fraterno, di disperazione e disgusto per se stessi, di sopravvivenza ai propri tradimenti e alla morte di una nazione. Ma soprattutto la cronaca terminale di un lento e velenoso declino, perché: "quello che non ti uccide non ti rende più forte. Ti rende più debole, e ti uccide in un secondo momento".

Il bambino indaco
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Franzoso, Marco

Il bambino indaco

Einaudi, 07/02/2012

Abstract: Forse non è cosí vero che l'istinto materno non sbaglia mai. A volte scegliamo di non dare peso a una piccola crepa, un'incrinatura impercettibile, che a poco a poco scalfisce, fino a squarciare. Cosí succede a Carlo, che all'improvviso si ritrova inerme "come chi è rimasto dalla parte sbagliata di un fiume dopo il crollo di un ponte". Perché Isabel, sua moglie, lotta contro i propri demoni nell'accanito inseguimento di una purezza assoluta. Che svuota, logora, annienta. Anche il loro bambino. Marco Franzoso ha scritto una storia attuale e sovversiva, che sfida molti luoghi comuni. Una storia dura raccontata in punta di penna, che non ti togli piú dalla testa. "Quando infine mi passarono il bambino, una fitta di felicità mi lacerò il petto. Respirai forte per non crollare. Lo tenni in braccio e pensai che ce l'avevamo fatta. Almeno fino a lí ce l'avevamo fatta".

La malattia
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Barrera Tyszka, Alberto - Tomasinelli, Paola

La malattia

Einaudi, 24/01/2012

Abstract: "Sono loro due. Da che ha memoria, sono loro due. Sua madre è morta quando lui aveva dieci anni. Da che Andrés ricorda, è figlio unico di un vedovo, un uomo forte, capace di combattere con il dolore piú immenso, con una grande perdita. Sua madre morí in un incidente aereo, su un volo Caracas-Cumaná. L'aereo rimase in aria pochi minuti e poi cadde in picchiata. Fu una tragedia nazionale. [...] Quella notte suo padre tornò a casa pallido, stravolto. Rimase per un po' in cucina a discutere con altri membri della famiglia, poi uscí, prese il bambino in braccio e se ne andarono. Andrés sapeva già cos'era successo. Per quanto le zie avessero cercato di proteggerlo, lui era riuscito a sgusciare via e, di nascosto, aveva visto l'accaduto alla televisione. Suo padre, con gli occhi rossissimi, fece un grosso sforzo per comunicargli la notizia e dirgli che la mamma era andata via, la mamma era partita per un viaggio lungo, molto lungo, la mamma era partita per un viaggio senza ritorno; senza aver capito del tutto, Andrés, impaurito, confuso, gli domandò solo se la madre fosse su quell'aereo caduto in mare. Il padre lo guardò, indeciso, ma alla fine gli disse di sí. E lo abbracciò. Andrés non ricorda bene, ma crede che a quel punto abbiano pianto insieme".

La signora Dalloway
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Woolf, Virginia - Nadotti, Anna

La signora Dalloway

Einaudi, 22/05/2012

Abstract: 13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell'alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto. Il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole. Con La signora Dalloway, qui proposta in una nuova traduzione, Virginia Woolf ci regala un grande romanzo lirico, capace di rivelare tutta la precarietà degli esseri umani, feriti dalle circostanze, inermi di fronte alle correnti della sofferenza e della gioia.

Se hai bisogno, chiama
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Carver, Raymond - Duranti Riccardo - Gallagher Tess

Se hai bisogno, chiama

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Era la metà di agosto e Myers era sospeso a metà tra una vita e l'altra". Comincia così Legna da ardere, la storia di un uomo che, sobrio da ventotto giorni e in fuga da un matrimonio fallito, decide di andare a vivere in una camera in affitto a casa di due sconosciuti. Myers, si intuisce, è anche uno scrittore, uno di quelli che non riescono più a scrivere. Il nuovo inquilino si aggira per le stanze di Sol e Bonnie, i padroni di casa, silenzioso e tormentato come un fantasma. Fino a che, un giorno, non avviene qualcosa: un gesto minimo e l'improvvisa, dolorosa presa di coscienza di fare finalmente la cosa giusta nel modo giusto. Una conquista. È il racconto che apre il volume, questo, e, fin dalle prime pagine, conferma al lettore di essere a casa. Se hai bisogno, chiama raccoglie - per la prima volta in Italia e fedele all'edizione originale - tanto i racconti postumi, quelli su cui Carver stava lavorando poco prima di morire, quanto quelli giovanili, pubblicati su piccole riviste all'inizio degli anni Sessanta e a volte addirittura sotto pseudonimo. Si scoprono così due Carver ugualmente inediti e sorprendenti, rinvenendo nel contempo le tracce di quei momenti "sospesi a metà tra una vita e l'altra" che sempre accompagnano la carriera di uno scrittore. C'è quindi il Carver poco più che ventenne, un autentico "Carver prima di Carver", prima di Vuoi star zitta, per favore? e Principianti, prima di Gordon Lish e Cattedrale: uno scrittore ancora in lotta con i maestri - Joyce, Faulkner e, soprattutto, Hemingway - ombre dalle quali non è ancora riuscito a liberarsi. E poi c'è il Carver maturo, sicuro di sé e dei suoi mezzi espressivi, padrone di una lingua che controlla con la stessa concentrata serenità di un uomo che taglia della legna da ardere come se da quell'unico gesto dipendesse tutta la sua vita. Eppure, per quanto diseguali negli esiti e lontani nel tempo, tutti questi racconti possiedono una medesima luce: quella in grado di illuminare, per usare le parole di Carver, "ciò che ci rende e ci mantiene, spesso a dispetto di grosse difficoltà, riconoscibilmente umani".

L'umiliazione
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Roth, Philip - Mantovani, Vincenzo

L'umiliazione

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Simon Axler, uno dei piú grandi attori teatrali della sua generazione, ha perso la capacità di recitare. I suoi Falstaff, Peer Gynt e Vanja, tutti i ruoli importanti, "si sono sciolti in aria, in aria sottile", la magia è finita. Potrà un singolare desiderio erotico consolarlo per quella vita ridotta all'osso? Un lungo viaggio verso la notte, in cui Roth racconta i mezzi che usiamo per convincerci della nostra solidità, le rappresentazioni che nella vita diamo di noi stessi: talento, amore, sesso, speranza, energia, reputazione.

Lo spagnolo senza sforzo
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Pedullà, Gabriele

Lo spagnolo senza sforzo

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: La lingua segreta degli amanti possiede una grammatica tutta sua, che ha ben poco a che fare con le parole. Ma in fondo ogni legame ha un suo codice di gesti intimi perché condivisi, e ci costringe a inventare un nuovo linguaggio. Imparare a vedere con le mani da un'amica cieca, insegnare a un'enigmatica turista tedesca un italiano che funziona soltanto sotto le coperte, apprendere lo spagnolo senza sforzo ma con notevoli imprevisti... I protagonisti di questi cinque racconti vivono parlando, come tutti noi: usano le parole per giocare, per ferire, per sedurre, per spiegare, per confondere. E a volte non si accorgono che quelle stesse parole finiscono per "usare" loro, portandoli dove non sapevano di voler andare. Cinque racconti che sono innanzitutto una fenomenologia dell'amore. L'amore che si rivela inaspettato, quello che si fa giocando insieme, quello che si conquista nascondendosi dietro alle parole, quello che si consuma e si reinventa calandosi letteralmente nei panni altrui. Ma siccome ogni storia impone che ci si metta in gioco, e non c'è gioco che non sia pericoloso, ciascuno di noi dispone di un armamentario di difese per non lasciare che gli altri penetrino troppo facilmente nella nostra esistenza. Sono barriere linguistiche, reali o metaforiche, che frapponiamo come ostacoli ma spesso aprono nuove strade. Sono anche esercizi intorno a una mancanza, esorcismi per non dire il vuoto che ci spaventa portarci dentro. Miranda per esempio con gli occhi non ci vede, ma scorge con le mani colori e forme davvero imprevedibili: un giro per vetrine in sua compagnia può diventare un'avventura rischiosa ed eccitante. E quando Lele incontra Ulla, durante un'indolente vacanza a Stromboli, la trova fascinosa come una ninfa dei boschi, lievemente altera e irrimediabilmente tedesca: tra giochi erotici e giochi di parole, il non capirsi sarà soltanto un'altra forma del desiderio. Mentre Mara e Michele, una passione per i viaggi e per Polanski, niente figli e molti anni di vita in comune, credono di aver trovato la formula del matrimonio perfetto: fino a quando all'aeroporto non ritirano la valigia sbagliata... O forse sono cinque racconti fantastici, in cui la sola traccia di soprannaturale sta nella capacità di raccontare i segni magici, le piccole possessioni diaboliche, il potere di creare le cose semplicemente nominandole: la scrittura di Gabriele Pedullà procede nitida ed esatta come un'arma a orologeria, la cui crescente tensione stilistica accompagna il lettore, per piccoli smottamenti, direttamente sul precipizio.

La differenza cristiana
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Bianchi, Enzo

La differenza cristiana

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: È ancora possibile una chiesa che sia presidio di autentico umanesimo, spazio di dialogo e di recupero di principî condivisi, luogo di confronto tra etiche e atteggiamenti individuali e sociali diversi? E la laicità dello stato sa essere l'ambito in cui tutti, anche gli stranieri, si possono sentire accolti, capiti e rispettati nella loro diversità di cultura e religione? Una grande sfida attende oggi la nostra società complessa: la quotidiana lotta contro il ritorno della barbarie e la scomparsa di principî condivisi e fecondi di senso. Queste riflessioni accolgono gli stimoli che vengono da eventi ordinari, ma vorrebbero aiutare a "pensare in grande", a cogliere nel frammento qualcosa del tutto, a ridare dignità e ampiezza di visione a prospettive troppo spesso tentate di ripiegarsi su un angusto cortile.

Il buon ladro
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Tinti, Hannah - Raimondi, Valeria

Il buon ladro

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: New England, intorno alla metà del XIX secolo. Cattolico tra i protestanti, orfano accolto appena nato nel convento di Saint Anthony, a undici anni Ren è ancora in attesa di qualcuno che lo adotti, risparmiandogli così l'arruolamento forzato nell'esercito. Ma come sperarci, con quella sua diversità tanto lampante? Ren, in compenso, ha già scoperto di possedere un innegabile talento: quello per il furto. Quando il misterioso Benjamin Nab, sedicente ex soldato e avventuriero dal sorriso irresistibile, viene a reclamarlo sostenendo di essere suo fratello, per Ren avrà inizio una serie di peripezie travolgenti in cui mettere a frutto il suo "dono". Benjamin, in compagnia di Tom, maestro in disgrazia e alcolizzato, lo coinvolgerà in una sfilza di affari loschi infarciti di tonici miracolosi, esibizioni pietose per abbindolare i gonzi, fino ad arrivare all'esumazione di cadaveri da rivendere agli ospedali per le autopsie. Sarà proprio in una di queste sortite che Ren farà amicizia con il gigantesco e "frankesteiniano" Dolly, assassino letteralmente risorto dalla tomba. E il ragazzo avrà bisogno di tutti loro per andare incontro al suo destino, nella città ferita di North Umbrage, sotto l'ombra dell'enorme e tetra ciminiera della fabbrica di trappole per topi del temibile contrabbandiere McGinty e dei suoi scagnozzi in cappello e guanti rossi. Con una ricostruzione storica vivida e puntuale senza mai essere invasiva, tra echi di Dickens, Mark Twain e Stevenson, la storia di Ren ci porta alla scoperta di un mondo marginale e picaresco, dove ciascun individuo ha una storia inattesa alle spalle e dove un "piccolo ladrone" può davvero aver modo di dimostrare tutto il suo buon cuore. In un alternarsi di episodi commoventi e situazioni esilaranti, Ren andrà alla ricerca della famiglia che ha sempre desiderato e scoprirà - oltre alle storie edificanti delle Vite dei santi e alle avventure del Cacciatore di cervi - nei momenti in cui lui e Benjamin avranno bisogno di trarsi d'impaccio, il potere inarrestabile e il fascino irresistibile di una storia raccontata bene. "Oscuro e trascinante... Nel Buon ladro il lettore trova un romanzo ricco di virtù tradizionali: struttura solida, estrema lucidità, un impeto viscerale e una totale assenza di manierismi stilistici. Hannah Tinti ambienta in America un racconto dickensiano con tratti di humour e fantasia alla Harry Potter, e un tocco macabro d'inquietante storia del New England". The New York Times "Davvero un bel libro... Ti fa ricordare perché ti sei innamorato della lettura tanto tempo fa... L'immaginazione fervida della Tinti... ci fa riscoprire la nostra. È un dono da tenere caro...". Boston Globe

Zanna Bianca (Einaudi)
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London, Jack - Maffi, Mario - Lamberti, Luca

Zanna Bianca (Einaudi)

Einaudi, 07/02/2012

Abstract: Zanna Bianca è un incrocio tra un cane e un lupo. Quando nasce sa già che il mondo intorno a lui è duro e complicato, che dovrà uccidere per non essere ucciso. In terre desolate, tra foreste e montagne cariche di neve, addomestica la fame e la paura, imparando a non cedere di fronte alle trappole tese da quella natura di ghiaccio che odia ogni forma di esistenza e che trasforma la vita in una lotta per non soccombere. Ma, quando l'apprendistato sembra giunto a compimento, l'incontro con l'uomo, una divinità piú potente e spietata del selvaggio mondo, metterà a dura prova l'astuzia e gli istinti del giovane lupo. Attraverso i sensi di Zanna Bianca, fra stupore ammaliato e tragica percezione, London ci regala il racconto di una sfida, di una drammatica prova di forza che continua, a distanza di anni, a commuovere e rapire il lettore, incollandolo alle sue pagine come solo un classico sa fare.

A ovest di Roma
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Fante, John - Osti, Alessandra

A ovest di Roma

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Cinico impietoso struggente autoritratto di un John Fante alle soglie della maturità. Quattro figli scansafatiche dediti alla marijuana e alla musica di Frank Zappa, una moglie annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione, sembra destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche, quando una sorpresa - un vero dono dal cielo - si unisce alla sgangherata famiglia: un gigantesco cane testardo e ottuso - e frocio - il cui nome è una iscrizione sepolcrale: STUPIDO. Con lui il tran tran di Molise scivola verso un'allegra e tenerissima catastrofe.

Il Compito di un gatto di strada
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Oggero, Margherita

Il Compito di un gatto di strada

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Nella scia luminosa apparve una strana creatura, una specie di rocchetto piatto, a forma di stella, rivestito di filamenti colorati tutti ingarbugliati tra loro, con due zampe secche secche come bacchettine. - Come ti chiami, gatto? - chiese la creatura. - Ruggine. E tu? - Odradek. - È un nome difficile. - È un nome d'autore. - Ah, - fece Ruggine, che non sapeva cosa fosse un nome d'autore. E poi aggiunse: - Non avevo mai visto nessuno come te". Dopo una gioventù on the road, Rossana è diventata una gatta "condominiale": ha trovato rifugio in un cortile torinese, insieme ai suoi cuccioli, coccolata dalla portinaia Aurora e dalla vedova Esposito. A scombussolare le sue giornate ci pensa Ramon lo sciupagatte, bellissimo e fiero, con il brillio dei suoi occhi verde-semaforo e il sorriso abbagliante a ventotto denti. Compagno infedele e padre decisamente assente, una mattina, prima di sparire del tutto, Ramon le confida il suo segreto: è un discendente del mitico gatto del Cheshire - lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie - e ha ereditato il potere di rendersi invisibile, o quasi... Rossana dovrà scegliere tra i loro cuccioli l'erede giusto, trasmettergli il segreto e soprattutto imporgli di portare a termine il Compito. Inizia così l'avventura di Ruggine, catapultato verso il Nord contro la sua volontà, alla ricerca del luogo in cui dovrà assolvere l'importante missione. Tra mille peripezie e pericoli di ogni sorta, incontra Odradek, la strana creatura letteraria balzata fuori da un racconto di Kafka e, da quel momento, suo inseparabile compagno d'avventure. Attraverso l'esaltante scoperta della letteratura, e qualche incontro inaspettato, Ruggine e Odradek affronteranno un vero e proprio viaggio nella complessità del mondo, in cui il calore dell'amicizia sarà la vera rivelazione. Una favola moderna che dosa con ironia giochi di parole e citazioni letterarie. Un racconto di formazione, colto e divertente.