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Trovati 15312 documenti.

L'uomo che fissa le capre
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Ronson, Jon - Saulini, Fabrizio

L'uomo che fissa le capre

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Un gregge di capre è chiuso in un centro di comando delle forze speciali americane, le truppe le fissano cercando di stordirle con gli occhi. Soldati americani cantano al nemico canzoncine per bambini. Il direttore dei servizi segreti militari statunitensi si lancia contro un muro convinto di poterlo attraversare, e si spacca il naso. Jon Ronson ricostruisce la storia vera delle incredibili attività tuttora praticate dalla Sicurezza Interna americana, svelando gli aspetti piú sconcertanti del conflitto made in Usa in un libro tanto esilarante quanto agghiacciante. Dopo la traumatica esperienza in Vietnam, il colonello Jim Channon propose al Pentagono di rivoluzionare l'esercito americano attraverso il suo Manuale del Primo Battaglione Terra: un testo new age che sostituiva i classici strumenti bellici di distruzione e morte con espedienti piú etici. Musiche ambient per placare gli animi del nemico, agnellini per sciogliergli il cuore, schiuma appiccicosa immobilizzante, strumenti divinatori, manipolazione psichica. Gli uomini di Channon erano certi di poter attraversare i muri o di uccidere con la sola forza dello sguardo. E facevano sul serio. Tanto che le loro tecniche sono state impiegate dopo l'11 settembre nella guerra al Terrore.

I malcontenti
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Nori, Paolo

I malcontenti

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Ecco, intanto che scrivevo I malcontenti mi è venuto da pensare che io stavo cercando di raccontare la storia della relazione tra due quasi trentenni che provano a entrare, come si dice, nel mondo, e che questo tentativo, che ha a che fare con un festival strampalato, viene raccontato da uno che abita sotto di loro, uno che di questo tentativo vede in un certo senso solo i riflessi, i raggi che partono da quell'appartamento e arrivano fino a lui in forma di suoni, confessioni, reticenze e richieste d'aiuto. E m'è tornata in mente la scena centrale di un film di Lubitsch, che è una scena in cui il protagonista maschile, innamorato di una donna misteriosamente scomparsa, invitato a pranzo da un amico, scopre che la moglie del suo amico è la donna di cui lui è innamorato. Questo pranzo viene raccontato da Lubitsch senza riprendere i protagonisti né la sala da pranzo: viene raccontato dalla cucina, in modo perfettamente esaustivo, attraverso i commenti di cuoco, cameriere e maggiordomo sullo stato in cui tornano indietro le varie pietanze, e lo spettatore ha l'impressione di essere davanti a un triplo salto mortale molto ben eseguito. Ecco, intanto che scrivevo I malcontenti mi è venuto da pensare che la relazione tra Nina e Giovanni, a esser capaci, bisognava raccontarla come quel pranzo di Lubitsch. Il mondo in cui si muovono Nina, Giovanni e gli altri personaggi che ci son nel romanzo è un mondo stranissimo, un mondo nel quale il compito di chi ha meno di quarantacinque anni non è di contribuire a un perfezionamento del mondo stesso, né (ci mancherebbe) a un ribaltamento o a un qualsivoglia cambiamento di rotta. In questo mondo, quello che da venticinque anni si chiede a chi a questo mondo si affaccia, è di mettersi lì e di non rompere troppo i maroni. E loro, bravissimi, si mettono lì e non rompono troppo i maroni". La storia di un amore che frana raccontata da un vicino di casa. La storia di una generazione viva e irrisolta. La storia di un festival meraviglioso e impossibile: il festival dei Malcontenti. "Si ricordava che era occupato a pensare a una cosa alla quale non aveva mai pensato, che camminare con una finestra sottobraccio ti toglie tutto l'imbarazzo che uno ha di solito nel camminare. È come se tu avessi una guida, - diceva Giovanni, - avendo una finestra sottobraccio, è come se il tuo andare avesse un senso".

Assunta e Alessandro
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Asor Rosa, Alberto

Assunta e Alessandro

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Alessandro ha sempre la testa fra le nuvole: è impiegato alle Ferrovie dello Stato ma scrive racconti per il "Corriere dei Piccoli", è marito e padre di famiglia ma sembra dare il meglio di sé negli scherzi e nelle chiacchiere con gli amici. Nella sua vita però, quando è stato necessario, non sono mancati piccoli atti di eroismo, come quando, durante la prima guerra mondiale, è riuscito coraggiosamente a evitare una tragedia in caserma, o come quando diffondeva l'"Avanti!" nella Roma occupata dai tedeschi. Assunta ha sempre i piedi per terra: concreta, precisa, volitiva, per non dire testarda. Ama la campagna, le persone umili, gli animali. Ama il lavoro silenzioso e le cose essenziali, il figlio prima di tutto. La storia di Assunta e Alessandro è la vicenda umana di due italiani lungo gran parte del Novecento. È la storia delle loro origini, delle loro formazioni, del loro incontro, del loro matrimonio, della loro felicità e delle loro delusioni. Raccontata dal figlio, che un po' fa lo storico familiare, un po' divaga e commenta con ironia: due strategie complementari per distanziare la commozione. Così come il ricordo doloroso della vecchiaia dei genitori, e delle loro morti, mantiene tutto il calore affettivo ma riesce a trasformarsi in alta meditazione di stampo classico, cercando di inseguire il senso che si cela dietro alla vicenda di ogni esistenza. Ma nel libro c'è, fortissima, la presenza di un ulteriore protagonista dopo Alessandro, Assunta e l'ombra del narratore. È la città di Roma, che pulsa nelle descrizioni e nei ricordi dando ritmo a tutta la narrazione. Una Roma non da cartolina, collettore affettivo, legame fra generazioni diverse e simbolo difficilmente superabile degli infiniti avvicendamenti umani.

Il meccanico delle rose
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Ziarati, Hamid

Il meccanico delle rose

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Dice che solo lui conosce i ghiribizzi delle sue rose, solo lui capisce, dal colore dei petali, di quale attenzione hanno bisogno. Le annaffia ogni giorno, e tiene più puliti quei cespugli che le sue unghie, sempre sporche di grasso. Usa un oliatore a becco lungo per concimarle alla base e una pistola per la verniciatura contro i parassiti. Quel giardino è il suo paese dei balocchi, dove tornare a essere un bambino che gioca a fare il meccanico delle rose". Il protagonista di questo libro si nasconde letteralmente tra le righe. Abita non più di una frase del primo capitolo, e negli altri fa la sua comparsa a tempo debito. Eppure al centro del romanzo c'è lui: il protagonista assente, che proprio restando ai margini delle vite degli altri acquista una paradossale centralità. La sua storia è raccontata attraverso le storie delle persone che sono state importanti per lui, nell'Iran dagli anni Venti ai giorni nostri: il padre, il cugino, la moglie, la figlia, una donna amata. Chinandosi su ognuno di questi personaggi, e narrando le loro vicende come se fosse sulla loro spalla, l'autore riesce a farci entrare in profondità nelle tante vite che formano una vita, e un mondo. Akbar - che vive in un paese ai bordi del deserto dove si estrae la migliore essenza delle rose di Persia - è un capofamiglia religioso e rispettato e trova un modo tutto suo per rimediare ai torti del destino che gli ha rubato un figlio. Khodadad è appena un ragazzino quando fugge di casa in cerca di se stesso, nei giorni dell'anniversario del martirio dell'Imam Hossein e dei suoi settantadue seguaci. Donya ha conosciuto la felicità e la disperazione, prima di andare in sposa a un uomo che ha il doppio dei suoi anni. Mahtab stava per laurearsi in medicina e iniziare una nuova vita, quando è incappata nei Guardiani della Rivoluzione. Laleh ha il nome d'un fiore - quello del martirio - e forse è una "pazza d'amore": è lei, dal letto di un ospedale, in un lucido delirio, a tirare inconsapevolmente i fili di tutte le storie, e a restituire il volto contraddittorio del suo amato, il meccanico delle rose. Il quadro dunque è compiuto. Ma chi è al centro di quel quadro? L'uomo che dà il titolo al libro ha creduto - come tutti - di essere protagonista della sua vita, ed è stato una comparsa in quella degli altri. Quel che è certo è che sullo sfondo, dietro le tante figure, resta un Paese riconoscibilissimo ma mai nominato, per rispetto di chi - vivendo nei suoi confini - non può nominarlo.

Sway (versione italiana)
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Lazar, Zachary - Palmieri, Carla

Sway (versione italiana)

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Col suo parlare di omosessualità, satanismo, tossicodipendenza, promiscuità, nichilismo e decadenza in generale, il superbo romanzo di Zachary Lazar, Sway, interpreta quanto i vostri genitori temono vi accadrebbe se vi lasciaste stregare dal rock'n'roll". The New York Times La famiglia Manson, Mick Jagger, Keith Richards, Marianne Faithfull e tutti gli altri. L'indimenticabile ritratto collettivo di una generazione di rock star, registi e visionari che in un crescendo di violenza e follia collettiva trasformò nel'69 l'Estate dell'Amore nell'Estate dell'Orrore. Come una sequenza montata col genio e la sregolatezza di Kenneth Anger, le immagini di Sway si susseguono in un crescendo inquietante e magnetico, raccontando il sogno hippy e la sua deriva demoniaca. Dall'innocenza e il glamour dei Rolling Stones degli esordi, alla morte di Brian Jones annegato nella piscina di casa, dagli omicidi Manson al tragico concerto di Altamont. "Joseph Conrad diceva che la narrativa è prima di tutto un'arte visiva; per questo gli sarebbe piaciuto molto Sway: per i mille indelebili dettagli visivi di grandissima originalità e per la capacità di Lazar di far luce nel cuore nero della contemporaneità". Edmund White "Una penetrante, fantasiosa ricostruzione del lato oscuro del sogno hippy e della violenza degli ultimi anni Sessanta. Sway racconta poco che non fosse già noto ma il libro è comunque disgustosamente intigrante e rivela il considerevole talento di Lazar". Michel Faber

Io, Jean Gabin
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Sapienza, Goliarda

Io, Jean Gabin

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Quanti vizi i Sapienza, penso, e rabbrividisco all'idea di crescere ed essere costretta ad affrontarli tutti". Può una bambina - lasciata interi pomeriggi nel ventre sicuro di un cinematografo - arrivare a identificarsi totalmente con Jean Gabin? Sì, se quella bambina è Goliarda Sapienza. L'attore simbolo di un certo modo di stare al mondo, l'icona anarchica del cinema francese, le calza a pennello. Goliarda bambina, non appena esce dal Cinema Mirone, è Jean Gabin, e scorrazza per i vicoli di Catania traboccanti di vita e di malaffare come Jean per quelli di Algeri. Incontra prostitute filosofe, pupari, la vita pullulante della Civita in tutte le sue forme, comprese quelle magmatiche dei "corpi lunghi di draghi neri scolpiti nella lava sotto i balconi". E quando rientra a casa, trova un'altra forma di vita altrettanto disordinata e imprendibile: quella della sua famiglia senza fine. Un padre avvocato "amato dai poveri e odiato dai fascisti, ma da tutti rispettato e temuto"; una madre socialista impegnata durante il Ventennio a trasformare il suo appartamento catanese in un focolaio di resistenza e di controcultura; una tribù di fratelli acquisiti, ognuno intento a seguire i suoi sogni, contagiosamente. Io, Jean Gabin racconta tutto questo raccontando un pugno di giorni. È un tassello di quella che Goliarda Sapienza chiamava "autobiografia della contraddizioni": l'idea - bellissima ed eccentrica - era quella di tornare a distanza di anni su alcuni momenti della propria vita, per capire cosa combina il tempo con la memoria, e la memoria dentro di noi. Perché il passato non è mai cristallizzato, proprio come la coscienza di chi è troppo vivo per stare fermo. In Io, Jean Gabin - romanzo postumo e assolutamente inedito - c'è la stessa energia stilistica dell'Arte della gioia, ci sono il piglio, lo slancio, la spavalderia di Modesta bambina: la "carusa tosta" che è divenuta un personaggio indimenticabile della letteratura del Novecento.

Peyton Place
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Metalious, Grace - Pellegrini, Adriana

Peyton Place

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Una piccola città del New England, negli anni Quaranta. Gente perbene, famiglie solide, religione e lavoro, educazione e rispetto reciproco. Il volto pulito del sogno americano, una facciata pronta a crollare. Violenza familiare, tradimenti, moralismo e intransigenza, le speranze e le disillusioni degli adolescenti, le sconfitte degli adulti: niente è come sembra, a Peyton Place. Un romanzo che è stato letto di nascosto, scandalizzando milioni di persone e vendendo milioni di copie, e che ha dato vita all'industria dei sequel e degli adattamenti, con due serie televisive e due film leggendari. Tra incesto, morte e passione, oscenità e pettegolezzi, Grace Metalious - "Pandora in blue jeans", come veniva chiamata - ha lasciato un'opera che è al tempo stesso pop e trash, rivoluzionaria e imprescindibile.

Sherlock Holmes (Einaudi)
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Doyle, Arthur Conan - Oggero, Margherita - Lamberti, Luca

Sherlock Holmes (Einaudi)

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Nel 1887 un medico scozzese, Arthur Conan Doyle, dà vita a uno dei detective piú famosi di ogni tempo e letteratura. Eccentrico, arrogante, geniale, Sherlock Holmes, insieme con il suo fidato amico, il dottor Watson, tra le pareti del confortevole appartamento al 221B di Baker Street, risolve con logica deduzione i casi piú misteriosi, gli enigmi piú oscuri, gli omicidi piú agghiaccianti, servendosi di ogni piú piccolo e apparentemente insignificante dettaglio. Storia dopo storia, Holmes mette a segno la sua brillante intelligenza smascherando un insospettabile omicida in Uno studio in rosso, occupandosi di un misterioso fatto accaduto molti anni prima a migliaia di chilometri di distanza ne Il segno dei quattro, svelando una strana e antica maledizione ne Il mastino dei Baskerville, districando il bandolo di un inspiegabile delitto in La valle della paura.

Sangue misto
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Smith, Roger - Massimi, Fabiano

Sangue misto

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: In fuga dalla polizia degli Stati Uniti, Jack Burn ha catapultato la famiglia a Città del Capo con la speranza di iniziare una nuova vita. Luogo di richiamo per turisti, molti dei quali americani, la città offre un riparo perfetto e permette un facile anonimato. Ma oltre le apparenze si rivela piena di rischi per chi non ne conosce le regole. Sul suo territorio non si è ancora rimarginata la separazione tra la zona dei bianchi ricchi e le aree circostanti, i sobborghi operai e i Cape Flats, il quartiere-ghetto nel quale era stata segregata la popolazione di colore ai tempi dell'apartheid. Burn si ritrova suo malgrado coinvolto nel conflitto tra le due realtà. Per proteggere la moglie incinta e il figlio piccolo è costretto a ricorrere alla forza uccidendo due gangster e attirando su di sé l'attenzione di Barnard, poliziotto folle e corrotto che per anni ha sfruttato il suo potere sulla povera gente. Contro questo nuovo nemico l'unico alleato è l'ex galeotto Benny Mezzosangue, assassino in cerca di una disperata quanto impossibile redenzione.

Racconti
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Malamud, Bernard - Mantovani Vincenzo - Affinati Eraldo - Balacco Luisa - Legati Igor - Migone Donata - Omboni Ida

Racconti

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Quattro o cinque dei migliori racconti americani che io abbia mai letto (e mai leggerò). Nonché altri racconti per nulla malvagi". Philip Roth "Ho scoperto un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me". Flannery O'Connor "In Malamud le colpe trascorse restano sulle spalle degli esseri umani come fardelli inamovibili, pratiche da sbrigare, richieste inevase, se non addirittura rendiconti falsi, alibi perniciosi, scuse infantili. Prima o poi busseranno alla nostra porta i loro spiriti segaligni e austeri, simili ai funzionari resi immortali da Franz Kafka. Non potremo far altro che andargli dietro, senza protestare, scolaretti tristi, sfiduciati, a capo chino, anche se avremo compiuto settant'anni. Eppure in tutta questa sofferenza s'annida un germoglio prezioso: la forza speciale dello scrittore fa sì che noi possiamo apprezzare, in mezzo agli scorpioni impegnati a guerreggiare, tesori inestimabili di tenerezza, commozione e speranza. (...) Forse l'unica forma di felicità concessa all'uomo consiste nella pienezza dell'esperienza vissuta". Dalla prefazione di Eraldo Affinati

La casa degli incontri
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Amis, Martin - Granato, Giovanna

La casa degli incontri

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Probabilmente è il romanzo migliore di Amis. Un'opera spietata e commovente: è come un treno lanciato a folle velocità nel cuore di tenebra dei gulag sovietici". The New York Times Nel campo di lavoro di Norlag c'era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano "la casa degli incontri". Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag. Ma le conseguenze di questi incontri erano spesso fatalmente tragiche. Sarà così anche per due fratelli innamorati della stessa donna, divisi da un conflitto che neanche la prigionia riuscirà a sanare, un risentimento che si proietta oltre la morte dei protagonisti e si riflette nel declino di un'intera nazione. Il protagonista di questa bruciante confessione non può proprio definirsi un eroe: è un uomo istintivo e violento, che durante la Seconda Guerra Mondiale "si è fatto strada in quella che sarebbe stata chiamata Germania Est a suon di stupri", ma allo stesso tempo è un individuo capace di grandi slanci emotivi e dotato di una sensibilità che può solo definirsi "tipicamente russa". Ormai è vecchio e l'antica autoindulgenza ha lasciato il posto al rimorso e all'amarezza: decide di tornare in patria - da cui era fuggito vent'anni prima - e intraprendere un ultimo disperato viaggio attraverso la Siberia, nei luoghi che lo videro internato in un gulag da dopo la guerra fino al mutamento del clima politico successivo alla morte di Stalin. Le giornate al suo interno sono scandite da un implacabile calendario di violenze: nel campo la vita nuda si rivela in tutta la sua crudeltà e quell'esperimento chiamato Unione Sovietica viene a reclamare il suo costo in vite umane. A Norlag, un inferno artico "poco sopra il sessantanovesimo parallelo", è rinchiuso anche il fratellastro del narratore, Lev. A dividerli non sono solo le inclinazioni - Lev è un poeta e un pacifista - ma anche l'amore di Zoya, una giovane ragazza ebrea, bellissima e sensuale, che con la sua scelta decide il destino dei due uomini. La casa degli incontri è stato acclamato dalla critica inglese e americana come il romanzo migliore di Martin Amis, in cui il dettaglio della ricostruzione storica si fonde con una delle più sorprendenti e coinvolgenti immersioni nell'anima di un popolo. Una storia di risentimento e amore fraterno, di disperazione e disgusto per se stessi, di sopravvivenza ai propri tradimenti e alla morte di una nazione. Ma soprattutto la cronaca terminale di un lento e velenoso declino, perché: "quello che non ti uccide non ti rende più forte. Ti rende più debole, e ti uccide in un secondo momento".

Se hai bisogno, chiama
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Carver, Raymond - Duranti Riccardo - Gallagher Tess

Se hai bisogno, chiama

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Era la metà di agosto e Myers era sospeso a metà tra una vita e l'altra". Comincia così Legna da ardere, la storia di un uomo che, sobrio da ventotto giorni e in fuga da un matrimonio fallito, decide di andare a vivere in una camera in affitto a casa di due sconosciuti. Myers, si intuisce, è anche uno scrittore, uno di quelli che non riescono più a scrivere. Il nuovo inquilino si aggira per le stanze di Sol e Bonnie, i padroni di casa, silenzioso e tormentato come un fantasma. Fino a che, un giorno, non avviene qualcosa: un gesto minimo e l'improvvisa, dolorosa presa di coscienza di fare finalmente la cosa giusta nel modo giusto. Una conquista. È il racconto che apre il volume, questo, e, fin dalle prime pagine, conferma al lettore di essere a casa. Se hai bisogno, chiama raccoglie - per la prima volta in Italia e fedele all'edizione originale - tanto i racconti postumi, quelli su cui Carver stava lavorando poco prima di morire, quanto quelli giovanili, pubblicati su piccole riviste all'inizio degli anni Sessanta e a volte addirittura sotto pseudonimo. Si scoprono così due Carver ugualmente inediti e sorprendenti, rinvenendo nel contempo le tracce di quei momenti "sospesi a metà tra una vita e l'altra" che sempre accompagnano la carriera di uno scrittore. C'è quindi il Carver poco più che ventenne, un autentico "Carver prima di Carver", prima di Vuoi star zitta, per favore? e Principianti, prima di Gordon Lish e Cattedrale: uno scrittore ancora in lotta con i maestri - Joyce, Faulkner e, soprattutto, Hemingway - ombre dalle quali non è ancora riuscito a liberarsi. E poi c'è il Carver maturo, sicuro di sé e dei suoi mezzi espressivi, padrone di una lingua che controlla con la stessa concentrata serenità di un uomo che taglia della legna da ardere come se da quell'unico gesto dipendesse tutta la sua vita. Eppure, per quanto diseguali negli esiti e lontani nel tempo, tutti questi racconti possiedono una medesima luce: quella in grado di illuminare, per usare le parole di Carver, "ciò che ci rende e ci mantiene, spesso a dispetto di grosse difficoltà, riconoscibilmente umani".

L'umiliazione
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Roth, Philip - Mantovani, Vincenzo

L'umiliazione

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Simon Axler, uno dei piú grandi attori teatrali della sua generazione, ha perso la capacità di recitare. I suoi Falstaff, Peer Gynt e Vanja, tutti i ruoli importanti, "si sono sciolti in aria, in aria sottile", la magia è finita. Potrà un singolare desiderio erotico consolarlo per quella vita ridotta all'osso? Un lungo viaggio verso la notte, in cui Roth racconta i mezzi che usiamo per convincerci della nostra solidità, le rappresentazioni che nella vita diamo di noi stessi: talento, amore, sesso, speranza, energia, reputazione.

Lo spagnolo senza sforzo
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Pedullà, Gabriele

Lo spagnolo senza sforzo

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: La lingua segreta degli amanti possiede una grammatica tutta sua, che ha ben poco a che fare con le parole. Ma in fondo ogni legame ha un suo codice di gesti intimi perché condivisi, e ci costringe a inventare un nuovo linguaggio. Imparare a vedere con le mani da un'amica cieca, insegnare a un'enigmatica turista tedesca un italiano che funziona soltanto sotto le coperte, apprendere lo spagnolo senza sforzo ma con notevoli imprevisti... I protagonisti di questi cinque racconti vivono parlando, come tutti noi: usano le parole per giocare, per ferire, per sedurre, per spiegare, per confondere. E a volte non si accorgono che quelle stesse parole finiscono per "usare" loro, portandoli dove non sapevano di voler andare. Cinque racconti che sono innanzitutto una fenomenologia dell'amore. L'amore che si rivela inaspettato, quello che si fa giocando insieme, quello che si conquista nascondendosi dietro alle parole, quello che si consuma e si reinventa calandosi letteralmente nei panni altrui. Ma siccome ogni storia impone che ci si metta in gioco, e non c'è gioco che non sia pericoloso, ciascuno di noi dispone di un armamentario di difese per non lasciare che gli altri penetrino troppo facilmente nella nostra esistenza. Sono barriere linguistiche, reali o metaforiche, che frapponiamo come ostacoli ma spesso aprono nuove strade. Sono anche esercizi intorno a una mancanza, esorcismi per non dire il vuoto che ci spaventa portarci dentro. Miranda per esempio con gli occhi non ci vede, ma scorge con le mani colori e forme davvero imprevedibili: un giro per vetrine in sua compagnia può diventare un'avventura rischiosa ed eccitante. E quando Lele incontra Ulla, durante un'indolente vacanza a Stromboli, la trova fascinosa come una ninfa dei boschi, lievemente altera e irrimediabilmente tedesca: tra giochi erotici e giochi di parole, il non capirsi sarà soltanto un'altra forma del desiderio. Mentre Mara e Michele, una passione per i viaggi e per Polanski, niente figli e molti anni di vita in comune, credono di aver trovato la formula del matrimonio perfetto: fino a quando all'aeroporto non ritirano la valigia sbagliata... O forse sono cinque racconti fantastici, in cui la sola traccia di soprannaturale sta nella capacità di raccontare i segni magici, le piccole possessioni diaboliche, il potere di creare le cose semplicemente nominandole: la scrittura di Gabriele Pedullà procede nitida ed esatta come un'arma a orologeria, la cui crescente tensione stilistica accompagna il lettore, per piccoli smottamenti, direttamente sul precipizio.

La differenza cristiana
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Bianchi, Enzo

La differenza cristiana

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: È ancora possibile una chiesa che sia presidio di autentico umanesimo, spazio di dialogo e di recupero di principî condivisi, luogo di confronto tra etiche e atteggiamenti individuali e sociali diversi? E la laicità dello stato sa essere l'ambito in cui tutti, anche gli stranieri, si possono sentire accolti, capiti e rispettati nella loro diversità di cultura e religione? Una grande sfida attende oggi la nostra società complessa: la quotidiana lotta contro il ritorno della barbarie e la scomparsa di principî condivisi e fecondi di senso. Queste riflessioni accolgono gli stimoli che vengono da eventi ordinari, ma vorrebbero aiutare a "pensare in grande", a cogliere nel frammento qualcosa del tutto, a ridare dignità e ampiezza di visione a prospettive troppo spesso tentate di ripiegarsi su un angusto cortile.

Il buon ladro
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Tinti, Hannah - Raimondi, Valeria

Il buon ladro

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: New England, intorno alla metà del XIX secolo. Cattolico tra i protestanti, orfano accolto appena nato nel convento di Saint Anthony, a undici anni Ren è ancora in attesa di qualcuno che lo adotti, risparmiandogli così l'arruolamento forzato nell'esercito. Ma come sperarci, con quella sua diversità tanto lampante? Ren, in compenso, ha già scoperto di possedere un innegabile talento: quello per il furto. Quando il misterioso Benjamin Nab, sedicente ex soldato e avventuriero dal sorriso irresistibile, viene a reclamarlo sostenendo di essere suo fratello, per Ren avrà inizio una serie di peripezie travolgenti in cui mettere a frutto il suo "dono". Benjamin, in compagnia di Tom, maestro in disgrazia e alcolizzato, lo coinvolgerà in una sfilza di affari loschi infarciti di tonici miracolosi, esibizioni pietose per abbindolare i gonzi, fino ad arrivare all'esumazione di cadaveri da rivendere agli ospedali per le autopsie. Sarà proprio in una di queste sortite che Ren farà amicizia con il gigantesco e "frankesteiniano" Dolly, assassino letteralmente risorto dalla tomba. E il ragazzo avrà bisogno di tutti loro per andare incontro al suo destino, nella città ferita di North Umbrage, sotto l'ombra dell'enorme e tetra ciminiera della fabbrica di trappole per topi del temibile contrabbandiere McGinty e dei suoi scagnozzi in cappello e guanti rossi. Con una ricostruzione storica vivida e puntuale senza mai essere invasiva, tra echi di Dickens, Mark Twain e Stevenson, la storia di Ren ci porta alla scoperta di un mondo marginale e picaresco, dove ciascun individuo ha una storia inattesa alle spalle e dove un "piccolo ladrone" può davvero aver modo di dimostrare tutto il suo buon cuore. In un alternarsi di episodi commoventi e situazioni esilaranti, Ren andrà alla ricerca della famiglia che ha sempre desiderato e scoprirà - oltre alle storie edificanti delle Vite dei santi e alle avventure del Cacciatore di cervi - nei momenti in cui lui e Benjamin avranno bisogno di trarsi d'impaccio, il potere inarrestabile e il fascino irresistibile di una storia raccontata bene. "Oscuro e trascinante... Nel Buon ladro il lettore trova un romanzo ricco di virtù tradizionali: struttura solida, estrema lucidità, un impeto viscerale e una totale assenza di manierismi stilistici. Hannah Tinti ambienta in America un racconto dickensiano con tratti di humour e fantasia alla Harry Potter, e un tocco macabro d'inquietante storia del New England". The New York Times "Davvero un bel libro... Ti fa ricordare perché ti sei innamorato della lettura tanto tempo fa... L'immaginazione fervida della Tinti... ci fa riscoprire la nostra. È un dono da tenere caro...". Boston Globe

A ovest di Roma
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Fante, John - Osti, Alessandra

A ovest di Roma

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Cinico impietoso struggente autoritratto di un John Fante alle soglie della maturità. Quattro figli scansafatiche dediti alla marijuana e alla musica di Frank Zappa, una moglie annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione, sembra destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche, quando una sorpresa - un vero dono dal cielo - si unisce alla sgangherata famiglia: un gigantesco cane testardo e ottuso - e frocio - il cui nome è una iscrizione sepolcrale: STUPIDO. Con lui il tran tran di Molise scivola verso un'allegra e tenerissima catastrofe.

Il Compito di un gatto di strada
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Oggero, Margherita

Il Compito di un gatto di strada

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Nella scia luminosa apparve una strana creatura, una specie di rocchetto piatto, a forma di stella, rivestito di filamenti colorati tutti ingarbugliati tra loro, con due zampe secche secche come bacchettine. - Come ti chiami, gatto? - chiese la creatura. - Ruggine. E tu? - Odradek. - È un nome difficile. - È un nome d'autore. - Ah, - fece Ruggine, che non sapeva cosa fosse un nome d'autore. E poi aggiunse: - Non avevo mai visto nessuno come te". Dopo una gioventù on the road, Rossana è diventata una gatta "condominiale": ha trovato rifugio in un cortile torinese, insieme ai suoi cuccioli, coccolata dalla portinaia Aurora e dalla vedova Esposito. A scombussolare le sue giornate ci pensa Ramon lo sciupagatte, bellissimo e fiero, con il brillio dei suoi occhi verde-semaforo e il sorriso abbagliante a ventotto denti. Compagno infedele e padre decisamente assente, una mattina, prima di sparire del tutto, Ramon le confida il suo segreto: è un discendente del mitico gatto del Cheshire - lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie - e ha ereditato il potere di rendersi invisibile, o quasi... Rossana dovrà scegliere tra i loro cuccioli l'erede giusto, trasmettergli il segreto e soprattutto imporgli di portare a termine il Compito. Inizia così l'avventura di Ruggine, catapultato verso il Nord contro la sua volontà, alla ricerca del luogo in cui dovrà assolvere l'importante missione. Tra mille peripezie e pericoli di ogni sorta, incontra Odradek, la strana creatura letteraria balzata fuori da un racconto di Kafka e, da quel momento, suo inseparabile compagno d'avventure. Attraverso l'esaltante scoperta della letteratura, e qualche incontro inaspettato, Ruggine e Odradek affronteranno un vero e proprio viaggio nella complessità del mondo, in cui il calore dell'amicizia sarà la vera rivelazione. Una favola moderna che dosa con ironia giochi di parole e citazioni letterarie. Un racconto di formazione, colto e divertente.

Le Guerre del Mondo Emerso - 1. La setta degli assassini
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Troisi, Licia

Le Guerre del Mondo Emerso - 1. La setta degli assassini

Mondadori, 07/10/2010

Abstract: Sono passati quarant'anni dalla grande guerra che ha messo fine alla sete di conquista di Aster il Tiranno, ma ancora il Mondo Emerso non ha trovato pace. Dohor, Cavaliere di Drago, diventato Re della Terra del Sole, sta lentamente estendendo la sua influenza sul resto delle Terre Emerse. Ma non è l'unico a tramare per il potere. La misteriosa Gilda degli Assassini, i cui membri sono votati all'omicidio in tutte le sue forme, ha riportato in vita il culto sanguinario e terribile di Aster. Per compiere i propri oscuri piani, la Gilda ricerca ovunque sodali e guerrieri assassini come Dubhe, che, a diciassette anni, è la ladra più abile della Terra del Sole, capace di di entrare come un'ombra nelle case più protette e di sottrarvi quanto di più prezioso. E anche se la ragazza ha giurato che non avrebbe mai tolto la vita a un umano, la Gilda ha molti mezzi per convincere chiunque. Come un sortilegio, che dovrebbe trasformare Dubhe in una schiava pronta a uccidere a comando...

I segreti di Roma. Storie, luoghi e personaggi di una capitale
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Augias, Corrado

I segreti di Roma. Storie, luoghi e personaggi di una capitale

Mondadori, 07/10/2010

Abstract: I segreti di Roma racchiude un'insospettabile antologia di storie, una galleria di personaggi e di vicende. Sono le pietre e gli oggetti stessi a parlare, in uno snodarsi ininterrotto di ricordi: dal mito di Romolo e Remo alle origini della città, alla gloria intrisa di sangue del Rinascimento; dalla spregiudicatezza di Cesare alla tenebrosa genialità di Caravaggio; dal fascino di Lucrezia Borgia, alla procace sensualità di Anna Fallarino, marchesa Casati Stampa di Soncino, che fu al centro di uno dei più scabrosi delitti del dopoguerra. Rifacendosi alla storia di Roma, ma anche ad alcune esperienze personali vissute in momenti cruciali della nostra epoca (dall'occupazione nazista al boom degli anni Sessanta), Augias ricava da questa congerie di persone e di fatti il racconto complessivo di una città contraddittoria, insieme metropoli e villaggio, dove ogni sentimento umano - l'ardimento e la codardia, la generosità e l'ignavia, l'intraprendenza e la mollezza - ha trovato gli interpreti e la scena per la sua rappresentazione.