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Einaudi, 01/12/2010
Abstract: John e Jacqueline Kennedy sfilano in un corteo di automobili "dentro il fuoco del mezzogiorno" di Dallas. Tutto sembra cosí dolorosamente chiaro, tutto è "luce e cielo". E tra i riflessi e i luccichii di automobili, lenti fotografiche e acciaio di armi, sotto il sole sfolgorante si compie il sacrificio: Lee Harvey Oswald, bene in vista nella grande vetrata del Texas School Book Depository, spara contro il presidente Kennedy, bene in vista sul sedile della Lincoln scoperta. Carnefice e vittima uniti nel fulgore, nel lampo che cambierà il mondo. Perché da quel 22 novembre 1963, per Don DeLillo, come per milioni di altre persone, l'America non è piú stata la stessa. Con una scrittura scabra e affilata, DeLillo penetra nei covi degli attentatori, nelle tenebre dell'inconscio degli ex agenti dell'Fbi e anche di Oswald, il loro burattino, il ragazzo dall'identità e dal passato incerti. Cosí viene alla luce tutto quello che sull'assassinio di Kennedy è stato detto e smentito, gridato e sussurrato, fino alla scena sacrificale di Dallas. *** "Libra è come il fermo immagine del fuoco incrociato, il fotogramma di un istante tremendo". The New Yorker
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: L'anziano critico letterario August Brill nelle notti di insonnia inventa un romanzo in cui l'America è lacerata da una nuova terribile guerra civile. Altri fantasmi però bussano alla sua porta e Brill capisce che non può sfuggire ai racconti veri, alla storia della sua vita. August Brill è un critico letterario in pensione e vive nel Vermont a casa della figlia per rimettersi da un incidente automobilistico. Soffre di insonnia. Per tenere occupati i pensieri nelle ore in cui giace immerso nel buio, si inventa storie che lo conducono lontano dalle storie vere che preferirebbe dimenticare: la morte recente della moglie Sonia e l'orribile assassinio in Iraq del ragazzo della nipote, Titus, che lavorava laggiú. Brill ha passato la vita a leggere i libri degli altri e adesso prova sollievo a inventare romanzi nella propria testa: immagina cosí un'America che si sfalda nel 2000, al momento della prima contestatissima elezione di George W. Bush. In questo paese parallelo, diviso tra stati che da quattro anni si combattono in una devastante guerra civile, non è avvenuto l'attentato dell'11 settembre 2001 e il conflitto in Iraq non è mai esistito. Nelle ore centrali della notte il percorso di Owen Brick, il protagonista di questa vicenda, un simpatico prestigiatore coinvolto suo malgrado in una trama alla quale non riesce a sottrarsi, si conclude tragicamente. E quando la nipote, Katya, anch'essa insonne, lo raggiunge nelle prime ore del mattino, Brill capisce che non può piú sfuggire alla realtà.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Tutto il mondo di Fante, dagli inverni dell'infanzia in Colorado alla conquista di Los Angeles, è presente in queste prose perfette, e non di rado esilaranti, che non hanno nulla da invidiare ai romanzi maggiori. Come Hemingway e come il suo grande amico Saroyan, Fante fu un maestro della short story, scrigno ideale della sua ironia e della sua umanità. Questo volume inoltre contiene una vera e propria gemma narrativa: il ciclo di racconti intitolato I piccoli fratelli, che è quanto rimane di un progetto di romanzo a lungo accarezzato da Fante. Protagonisti di questi racconti, una volta tanto, non sono piú gli italo-americani del Colorado e della California, ma i lavoratori stagionali filippini, che si guadagnano duramente il loro pane nei campi o nelle fabbriche dei sobborghi industriali di Los Angeles, aspirando a una vita migliore... ma soprattutto al Grande Amore, che prima o poi (o almeno si spera) arriva per tutti...
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Chiedi alla polvere è un romanzo costruito su tre storie. Prima: un ventenne sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa. Seconda: un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico. Terza: un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e cerca di sposarla. Il tutto a bagno nella California. Immaginate di fondere le tre storie facendo convergere i tre ventenni (lo scrittore, il cattolico, l'italoamericano innamorato) in un unico ventenne e otterrete Arturo Bandini. Fatelo muovere e otterrete Chiedi alla polvere. Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale". Alessandro Baricco "Cosí l'ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro". John Fante nel Prologo a Chiedi alla polvere
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Questo romanzo è un gioiello. DeLillo ci conduce in un viaggio sconvolgente intorno alle versioni ufficiali della nostra storia quotidiana, a tutte quelle facili rassicurazioni su chi è chi. E lo fa con una voce cosí espressiva e diretta da non somigliare a nessun'altra". Thomas Pynchon Che cosa unisce seimilacinquecento coppie di uno sposalizio di massa nello Yankee Stadium, un famoso scrittore ostinatamente misantropo e un funzionario svizzero ostaggio a Beirut? Dai funerali di Khomeini al massacro di Tienanmen, la realtà del mondo è che sette uomini senza nome posseggono tutto e ci muovono come trottole. La vita dello scrittore Bill Gray di colpo s'intreccia con il terrorismo internazionale mentre una fotografa cerca di catturare le immagini della sua esistenza solitaria. In uno spietato confronto fra destino personale e perpetuo movimento delle masse, DeLillo ritrae il mondo in una prospettiva planetaria la cui sorte sembra un'inevitabile, spontanea apocalisse collettiva. Lo fa con la sua solita ironia, elegante e tremenda, e con una beffarda voglia di provocazione.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Eccoli quindi raccolti tutti e cinque nello stesso volume: Canto di Natale, Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita, Il patto col fantasma. Racconti per il Natale (più che racconti sul Natale) in cui Dickens affrontò temi sempre diversi - dall'altruismo come missione al sacrificio in nome dell'amore, dalla dignità di ogni creatura alla necessità della memoria - ma accomunati da un'unica, irripetibile magia: quella di mostrarci la vita com'è, facendoci sentire alla fine un po' migliori.
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Einaudi, 01/10/2013
Abstract: Giancarlo De Cataldo insegue nella Neve sporca di Courmayeur un tesoretto che accende i sogni di tutti quelli che lo intravedono. Tranne uno. Massimo Carlotto fa squarciare all'ispettore Giulio Campagna la cortina del Little Dream per rivelarci la ferocia dietro il sogno del Nord-Est. Gianrico Carofiglio cerca nella periferia di Bari La doppia vita di Natalia Blum e trova una realtà del tutto imprevista. Un uomo scende dal treno ad Asti: tutto è normale, nulla è normale nelle agghiaccianti simmetrie di Per conto terzi di Giorgio Faletti, governate dalla vendetta. L'industria del porno emerge dietro la scomparsa di una ragazza in Sesso Sui Sassi, nella Matera di Sandrone Dazieri. Un chirurgo, un'anestesista, un amore forse sbagliato, una richiesta difficile da esaudire e da rifiutare: e Campobasso diventa teatro del piú inquieto racconto di Diego De Silva: Non è vero. Luce del Nord risplende nella Genova del contrabbando di Giampaolo Simi. Che cosa c'entra il leggendario Sarti Antonio, sergente - in Il confine del crimine di Loriano Macchiavelli - con Suv e "altre bestie del tipo"? Torna un'altra vecchia conoscenza di Crimini, il Curreli di Dove? di Marcello Fois, in un commissariato altoatesino "che sembra una clinica svizzera". A "Gambianise" la vera indagine sulla morte di Momodou, immigrato, è condotta in un vertiginoso meccanismo alla rovescia da Wu Ming. Niente di personale, verrebbe da dire alla fine, con il protagonista di Carlo Lucarelli: un killer improbabile nell'aspetto e micidiale nell'azione, che vede minacciato il suo onesto lavoro di criminale italiano... Niente di personale, è tutto vero.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Nuoro, fine Ottocento. Filippo Tanchis è il piú giovane di tre fratelli orfani, cresciuti con le zie materne. Finito in carcere con l'accusa di aver ucciso Bobore Solinas, individuo piuttosto ambiguo, Filippo si toglie la vita. Ma si tratta veramente di suicidio? Dopo l'indagine in Sempre caro ritroviamo l'avvocato e poe-ta Bustianu Satta, al secolo Sebastiano Satta (1867-1914), impegnato in un caso difficile quanto misterioso, che lo porterà a confrontarsi con se stesso, le sue debolezze e le sue certezze. A fare da sfondo al romanzo una pioggia incessante, fin quando, come scrive nella sua prefazione Vásquez Montalbán "l'epilogo schiarisce l'orizzonte e il colore azzurro del cielo chiude il chiaroscuro di un'indagine che ha danneggiato soprattutto la pace dello stesso personaggio".
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Un bambino pastore sui monti di Sardegna, il padre amato lontano e perduto, tradito da una falsa lettera d'accusa. Il ragazzo sa e cresce, educato dal nonno all'osservanza di un codice primitivo. In un giro di vite implacabile, quel codice lo porta a scegliere di essere bandito. Un ritmo che mozza il respiro, un romanzo secco e nervoso che è insieme azione, western, struggente storia d'amore. Con la Sardegna bella com'era, intatta e scabra, tra nebbie e squarci altissimi di azzurro, mentre sopra suoni di greggi e raffiche di mitra trascorrono gli elicotteri dell'antimalaria, e sui casolari e i paesi del dopoguerra si accende il miracolo dell'energia elettrica. Ciò che Fiori racconta, dietro le scene indimenticabili di vita da bandito, è anche la tragedia di un ragazzo qualunque e della sua energia vitale volta al bene e sprecata, distrutta: e proprio la scrittura è la cifra, ambigua e chiarissima, di questo dramma.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: La Roma dei vagabondaggi di Lodoli non esiste in nessuna guida turistica: è una città di piccole "isole" che fanno capolino in una domenica di pioggia o in un pomeriggio di sole, e che soltanto un occhio spalancato può cogliere. Una piazza che è "un romanzo sociale a cielo aperto"; un prezioso quadro dimenticato in una chiesetta poco frequentata; un bar che la notte diventa un'odissea di solitudini, amori, vite che si incrociano; la statua piú brutta del Rinascimento mondiale, "un delirio di marmo, una figura sghemba, arricciata, indimenticabile": sono le piccole scoperte che Roma offre a chi è in grado di accorgersi dei dettagli ed è pronto a "scantonare, fuggire via dalla pazza folla e imboccare un vicolo a caso, gettare l'occhio in un cortile, frugare tra le pietre nascoste della città alla ricerca di un'isola nascosta". Lodoli girovaga per la città eterna naso per aria, lasciandosi stregare da piccole magie cittadine. È anche questa la "dolce vita", e bisogna saper fermare il tempo e pulire lo sguardo per assaporarla fino in fondo.
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Einaudi, 08/05/2012
Abstract: Quattro scrittori alle prese con un gioco serissimo: passandosi il testimone della nostra tragicomica esistenza nazionale - e intrecciandola al loro privato - danno vita a un impasto unico, un diario a staffetta che racconta gli aspetti piú impensati di quello che chiamiamo "presente". Cosí, domandandosi se sia vero che i bambini amano leccare i pavimenti, scopriamo che nella lingua italiana i tempi verbali sono molti più di quelli che possiamo immaginare. E se qualcuno prova a elencare le infinite sfumature che può avere la mancanza, qualcun altro si interroga sul momento esatto in cui ha smesso di cercare di far bella figura. Intanto, fuori dalla finestra, scorrono le istantanee di un Paese che cerca la propria direzione all'interno di un mondo che cambia. Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori e Giorgio Vasta raccontano il 2011, un anno della loro e della nostra vita. Ciascuno indaga con curiosità ogni fenomeno che vede (o sente) accadere, e ne distilla materiale narrativo incandescente. Attraverso una cronaca quotidiana, appassionata, ironica e sentimentale, un mese dopo l'altro si compone il disegno collettivo di un tempo intimo e civile. Presente diventa così un irresistibile diario pubblico che parla a e per tutti noi.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Paladino della giustizia e difensore dei deboli, arciere infallibile e astuto, Robin Hood è il principe dei ladri, l'incontrastato signore della foresta di Sherwood. Privato ingiustamente dei suoi beni da un nobile senza scrupoli, il giovane Robin è un eroe invincibile, l'ultimo sassone che, con la sua banda di fedelissimi amici, tenta di opporsi alla dominazione dei normanni, lottando tenacemente contro le ingiustizie degli usurpatori. Dalla fervida fantasia di Alexandre Dumas nasce uno dei ritratti piú vivaci del leggendario fuorilegge inglese e dei suoi fedeli compagni, dall'imponente e saggio Little John al coraggioso e allegro frate Tuck, alla bella lady Marian, senza dimenticare il perfido barone Fitz Alwine, il famigerato sceriffo di Nottingham.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Storia dopo storia le protagoniste di questi racconti finiscono per sembrare tante variazioni di un unico personaggio centrale: la giovane donna indiana immigrata negli Stati Uniti alle prese con progetti matrimoniali, obblighi coniugali, questioni patrimoniali. Tutte ugualmente "in bilico", le donne della Divakaruni vivono sulla propria pelle il conflitto fra l'antica società patriarcale e le nuove vite dove sperimentare soddisfazioni e angosce inedite. Molte di loro sceglieranno di deludere le aspettative tradizionali, di andare a convivere, di liberarsi di un marito crudele o piú semplicemente di indossare abiti occidentali. Ricomporre le loro esistenze secondo nuovi schemi non sarà né facile, né indolore.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: - I funerali... - ripeté. - Dunque è morto qualcuno nella villa? - Sissignore: è morta la signora contessa... Il romanzo piú celebre di una scrittrice "dalla fama sicura", come scrive nella prefazione al libro Antonia Arslan, "inossidabile, anche se eccentrica". Un testo che in piú di cento anni, "ha sopportato, praticamente senza difese, ogni genere di dotta dissezione, è stato imitato e tradotto, mille volte ristampato, perfino messo in scena con ironia... L'organizzatissima struttura mentale e il robusto ingegno di sceneggiatrice della Invernizio, hanno creato trame che sfidano le mode, e toccano qualcosa nel nostro profondo, un bisogno che non sappiamo di avere".
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Guido, uno dei figli della signora Traversari, rientra a casa un giorno con un bambino per mano. Salvino ha dieci anni e un passato segreto. Dei suoi genitori non si sa nulla, né Guido fornisce spiegazioni, anche se tra lui e il piccolo sembra esserci una confidenza costruita nel tempo. Per tutti l'arrivo di Salvino è un tornado interiore. Non solo e non tanto perché è difficile accettare l'estraneo, l'intruso che irrompe nelle nostre esistenze e le sconvolge, un po' le brucia e un po' le rigenera. Le ragioni per cui la sola presenza di quel bambino è sufficiente a modificare gli equilibri di una famiglia e degli individui che la compongono sono in gran parte oscure: ed è proprio questa zona buia, questo luogo di verità in movimento, che il romanzo di De Silva attraversa senza dare né chiedere spiegazioni.
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Einaudi, 08/05/2012
Abstract: L'estraneo è un mezzosangue. È figlio della Roma di periferia ma non ci è nato, è cresciuto nella Roma bene senza mai sentirsi accolto. Quando finisce la sua storia con Alba, il giovane guarda in faccia la propria estraneità e decide di azzerare tutto, e ricominciare. Nella "Roma di Quaresima", estrema periferia. Affitta una stanza nell'appartamento occupato di Andrea, suo coetaneo, che si fa le maschere di bellezza e di sé non racconta nulla, a parte il sogno di avere una Ferrari. Palazzina G di un comprensorio affacciato sul Viale. Qui, in un territorio per il quale ha il passaporto ma del quale non conosce la lingua, l'estraneo prova disarmato e maldestro a "dare del tu alla vita". Tra maniaci del body-building e riti d'iniziazione in gloria al consumismo, tra pellegrinaggi per il Lupo Liboni e guardie devote allo Stato, incontra Marianna. E se ne innamora perché ha bisogno del suo sguardo, per vedersi. Per cercare ostinatamente un'identità. Un ragazzo di oggi, allevato dalla Roma bene ma partorito dalla borgata. Quando la città "delle Rovine" lo rigetta come un corpo estraneo, decide di immergersi nell'estrema periferia, di provare a impararne il ritmo. Ma se è proprio questa la Roma che suo padre gli ha inscritto nel Dna, e da cui voleva affrancarlo col suo impiego da portinaio in centro, non è detto che osservare la città da questa nuova angolazione ribalti la prospettiva. E salvi dal fallimento. Nella grande tradizione letteraria che indaga il rapporto mai risolto tra periferia e centro, Tommaso Giagni aggiunge la sua personalissima voce. Una lingua contaminata e piena d'invenzione, che raccontando le periferie degli anni Zero, disadorne e vivissime, rivela lo spaesamento di un uomo senza appartenenza.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Se diventare grandi può rivelarsi un'illusione o uno strazio, l'infanzia - perduta o ritrovata che sia - resta per sua natura qualcosa di intimamente sanguinoso: un'età ferita". Mario Barenghi "Nel suo fanatismo rimembrante Mari fa spesso scoccare scintille di poesia. Ma le pagine dedicate a Urania sono per noi il massimo: mai ci siamo sentiti tanto gratificati". Carlo Fruttero e Franco Lucentini "Otto scrittori è un racconto che si legge con una commozione che dura dall'inizio alla fine, e nella quale entrano malinconia, gioia e ammirazione. Chi come me fa il critico letterario prova una grande invidia per chi lo ha scritto, uno dei più bei racconti italiani degli ultimi dieci anni". Domenico Scarpa "La mitologia di Michele Mari è quella del grande romanticismo tenebroso. Ama la tenebra: attraversata da lampi e da sottili scie luminose. Attorno ad essa, la sua sapiente retorica forma una interminabile eco, facendo risuonare la sua voce attorno alle voci molteplici della letteratura". Pietro Citati E se da qualche parte nel tempo fosse custodito tutto ciò che abbiamo amato da bambini? Il passato raccontato da Michele Mari è quello mitico e irrecuperabile dell'infanzia, eroso negli anni da una diaspora di oggetti e sentimenti il cui ricordo continua a sanguinare. Ma in questi racconti non c'è mai il rimpianto di una perduta età dell'oro, perché la violenza immaginifica dell'autore opera un recupero altissimo di emozioni infantili legate a un universo in cui le sole figure amiche sono quelle dei propri personali mostri e di pochi, semplici ma "fatidici" giocattoli. "Ciò che hai amato anche un solo mattino, tenertelo stretto fino alla morte" diventa un imperativo totalizzante, e così un album di Cocco Bill può avere più valore dell'Iliade, mentre la gelosia per una compagna di classe continua a suscitare struggimenti e antagonismi senza fine. Ogni pagina spalanca abissi di malinconia dove fanno irruzione visioni fantastiche e terrificanti, in cui riecheggiano nitide le voci degli autori più amati - Stevenson, London, Poe, Melville. Così i giardinetti che accolgono gli svaghi pomeridiani dei bambini diventano lande inospitali, dove s'aggirano tremende creature mitologiche come le Antiche Madri; così un puzzle segna l'iniziazione a un'ascesi quasi monastica, così le copertine di Urania o le canzoni degli alpini diventano la palestra di ossessive elucubrazioni mentali, e tutto è tanto più feticisticamente inventariato quanto più la vita sembra cosa riservata ad altri. Una narrazione di trasalimenti e precoci nevrosi, condotta con commozione ma anche con feroce umorismo dalla voce inconfondibile di Michele Mari. Il ritorno di un libro uscito da Mondadori nel 1997, e già considerato da molti un piccolo, imprescindibile classico.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Il loro incontro è come una bomba guasta che non esplode mai. Una mattina Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo piú. Di cosa è fatto l'interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz'altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l'uomo ha dentro? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?
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Einaudi, 01/12/2010
Abstract: L'ostinato perdurare dell'amore di fronte alla malattia. Due sorelle diversissime, divise da anni di silenzi e incomprensioni. Un padre anziano che decide di risposarsi, costringendo la figlia a confrontarsi con il grigiore del proprio matrimonio. Da una giovane narratrice napoletana, tre racconti lunghi di sorprendente intensità. Tre storie di donne spaventate dalla libertà, abituate a vivere con lo sguardo rivolto all'indietro, perché in fondo "tutto quello che succede è un ricordo". Arriva un momento in cui il peso delle scelte compiute s'ingrossa fino a travolgerci. I fantasmi del passato chiedono il conto, seguendo un disegno oscuro e inarrestabile che s'intreccia con i legami famigliari e poi scende in profondità, per dare forma a "una solitudine dilagante che pian piano prende spazio nella carne, fino a diventare tessuto essa stessa". Lena ha accantonato la sua carriera accademica per dedicarsi interamente al marito, gravemente malato. Il giorno dell'inaugurazione della stazione faunistica che lei avrebbe dovuto dirigere, si trova faccia a faccia con quel mondo che credeva di aver chiuso fuori dalla porta. Silvana e Carmen hanno lo stesso padre, ma non potrebbero essere più diverse: sottomessa e rispettosa la prima, estroversa e calcolatrice la seconda. Fin da bambina Silvana ha vissuto all'ombra della sorella, e rivederla dopo tanti anni risveglierà in entrambe un rancore sordo, "simile a un conforto". Nice è intontita da una vita che le sembra una perdita di tempo, da un marito capitatole quasi per caso e poi accantonato in un angolo insieme a molti altri pensieri. Quando il vecchio padre si risposa con la signorina Teresa, Nice si sente tradita: accettare la felicità altrui le sembra un compito impossibile. Tre storie, tre destini, tre donne: ciascuna di loro è fotografata nel momento esatto in cui l'amore, la solitudine, il coraggio e il dolore, convergono in un unico punto. È allora che i ricordi diventano ciò che di più prezioso abbiamo, e confrontarsi con i propri errori e le proprie debolezze sembra l'unica via per affrontare le difficoltà del presente. "La memoria sola sopravvive. Se lo dice più volte, nella testa, lo ripete come un mantra, come un Padre Nostro, le serve una qualsiasi forma di preghiera che possa convincerla". Con una voce densa e profondamente istintiva, Rossella Milone riflette sulla vita e sulla morte, compiendo a ogni pagina una dissezione di memorie e affetti di straordinaria maturità. "Si chiede come ci sia finita lì, in quel posto bellissimo, quando sente che i suoi posti adesso sono altri. Certi luoghi li riempie per finta, per sbaglio, il suo corpo non possiede più gli strumenti per convivere col mondo".
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: L'estate del 1969 sembra interminabile, tra gli sceneggiati con Arnoldo Foà, le pagine dei romanzi d'avventura e il caldo immobile del lago Maggiore. Michelino ha tredici anni e ha già letto troppi libri, Felice ne ha sessanta e sta perdendo la memoria: il primo deve trascorrere le vacanze dai nonni, in una casa enorme e misteriosa di cui il secondo è da sempre il custode. Per ingannare la noia, Michelino si inventa un gioco: rimettere ordine fra i ricordi di Felice, "l'uomo del verderame" - incarnazione mitica e spaventosa di migliaia di mostri fantasticati. La memoria di Felice si sta sbriciolando: per tutta la vita si è occupato della grande casa di campagna dove Michelino trascorre le sue vacanze, dell'orto, del verderame da spargere sull'uva, dei conigli da ingrassare, poi uccidere e scuoiare. Ma adesso qualcosa sembra non funzionare più. I suoi ricordi riaffiorano sfalsati e contraddittori, componendo una geografia mentale sempre più inaffidabile. Felice all'improvviso si mette a raccontare una balzana storia di esuli russi, di francesi che parlano sottoterra, di scheletri in divisa nazista: e le lumache che appestano l'orto si trasformano in nemici invincibili, sentinelle di un mondo ctonio e minaccioso. Quale sfida migliore, per un ragazzino che si annoia, di un "viaggio al centro della testa" di quest'orco bonario che da sempre accende la sua immaginazione? Così Michelino si ritrova, come un piccolo Sancho Panza, scudiero nella lotta di Felice contro il mulinare impazzito della sua memoria, consigliere e compagno nella battaglia disperata che l'uomo sta combattendo dentro di sé. Giocando con la tradizione del romanzo d'avventura - e innestando nell'immaginario di Stevenson le ossessioni di Edgar Allan Poe - Michele Mari conduce il lettore lungo un percorso imprevedibile alla scoperta dei propri demoni. Con una passione affabulatoria mai così divertita e travolgente, illumina ancora una volta la natura "sanguinosa" dei ricordi d'infanzia. E riesce così a sfiorare un territorio altro, una zona d'ombra dove ciascuno di noi ha un doppio che lo attende, e poco importa se non sappiamo dargli un nome, "perché non ci dobbiamo preoccupare della storia delle cose e delle parole, dobbiamo usarle solo per il nostro comodo".