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Le magnifiche vite precedenti del Buddha. I jataka
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AA.VV., - - Pecunia, Tea - Pecunia, Genevienne

Le magnifiche vite precedenti del Buddha. I jataka

BUR, 09/09/2025

Abstract: Il ciclo delle reincarnazioni è uno dei cardini del buddhismo, una catena che si può spezzare solo raggiungendo l'illuminazione. E quali esistenze ha vissuto il Buddha, l'Illuminato, prima di nascere come Siddhartha Gautama? È proprio a questo interrogativo che rispondono i jataka, racconti sapienziali contenuti nel Canone pali, la più importante raccolta di testi del buddhismo Theravada. In queste storie, basate su elementi favolistici del folklore indiano, vengono raccontati valori come la compassione, l'altruismo e la sincerità, incarnati nella figura del Buddha, che di volta in volta agisce nella storia come un mercante, un nobile, un mendicante o persino una antilope, un toro, una scimmia, una pernice, uno spirito arboreo. Questa raccolta, tradotta dal pali da Genevienne Pecunia e curata assieme a Tea Pecunia, fa scoprire al lettore testi affascinanti e divertenti, in cui gli insegnamenti che si dipanano sulla ruota dell'esistenza incontrano gli elementi più universali, freschi e vitali della narrativa popolare.

Io, guerriero
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Acerbi, Francesco

Io, guerriero

Rizzoli, 16/09/2025

Abstract: "A forza di combattere, inciampare, guarire, ricominciare... ho capito che non sono diventato forte quando ho vinto, ma quando ho smesso di avere paura di perdere." C'è un prima e un dopo. Un evento che cambia tutto. Per Francesco Acerbi è stata la malattia: la scoperta, nel 2013, di un tumore. Prima, è un bambino cresciuto in provincia "a botte e pallone": ginocchia sbucciate, la polvere dei campetti che brucia gli occhi e in gola, porte segnate a terra con zaini e felpe. Poi la gavetta da giovane calciatore di talento dal futuro brillante: il Pavia, la Reggina in Serie C, il Chievo, una breve parentesi al Milan, il Sassuolo. Qualche errore, qualche bevuta, qualche allenamento saltato e partite perse. Infine, la diagnosi. Dopo, inizia un viaggio fatto di sofferenza, fatica, notti insonni e attese strazianti. Il corpo tradisce e la paura striscia nella mente e nelle ossa. E il calcio - così importante, così vitale - sembra sbiadire nel ricordo. Ma è da qui che Francesco decide di ripartire, di raddrizzare la sua vita e farne un capolavoro di resilienza e riscatto. Fino al ritorno in campo, più forte di prima. Fino al gol in semifinale di Champions League e al ruolo di difensore nella Nazionale italiana. Acerbi si racconta senza filtri, con lucidità e ironia: la famiglia, l'angoscia, l'impegno, il rapporto con il proprio corpo, la solitudine, l'adrenalina della partita, la fede nella rinascita. Io, guerriero non è solo la storia di un calciatore. È la testimonianza di un uomo che ha dovuto smettere di essere atleta per riscoprirsi guerriero. Di chi ha sbagliato, ha lottato e ha continuato a inseguire un pallone anche quando sembrava perduto. È la prova che un corpo ferito può tornare a correre e che un'anima spersa può ritrovare se stessa.

Il libro del tè. L'arte giapponese della cerimonia del cha no yu
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Okakura, Kakuzo - Stucky, Silvia - Spagnoli, Tania

Il libro del tè. L'arte giapponese della cerimonia del cha no yu

BUR, 30/09/2025

Abstract: Okakura Kakuzo ha ricoperto un ruolo centrale nella diffusione in Occidente di una conoscenza autentica, approfondita e non idealizzata, delle tradizioni nipponiche. Il libro del tè è probabilmente la sua opera più importante, e di certo la più famosa. Ci presenta non solo i complessi rituali e simbolismi legati al cha no yu, la cerimonia del tè, ma ci introduce soprattutto al senso profondo di una pratica secolare che vuole essere uno stile di vita, tra confucianesimo, taoismo e buddhismo zen: quello che l'autore definisce efficacemente teismo. Partendo dalle prime testimonianze sull'uso del tè in Cina, Okakura ci guida alla scoperta di una vera e propria Via, un rituale zen codificato dal grande maestro giapponese Sen no Rikyu e mirato a raggiungere l'illuminazione attraverso l'attenzione alle piccole cose e alla profonda presenza di corpo e mente in ogni gesto. Il risultato è un'opera imperdibile per ogni appassionato di cultura orientale, presentata oggi in una nuova traduzione e con l'introduzione attenta e suggestiva di Silvia Stucky, artista italiana e maestra del tè con il nome Sou.

Il cerchio dei giorni
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Follett, Ken - Raffo, Annamaria

Il cerchio dei giorni

Mondadori, 23/09/2025

Abstract: Il romanzo epico della costruzione di Stonehenge, ancora oggi uno dei più grandi misteri del mondo.Un cavatore di selce con un dono. Una sacerdotessa che crede nell'impossibile. Un monumento che definirà una civiltà. Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l'inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni. Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all'interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche. Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all'apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta... "Stonehenge è uno dei monumenti più iconici e riconoscibili al mondo, ma in realtà se ne sa molto poco. Come è stato costruito? Perché è stato costruito? Chi lo ha costruito? Ho raccontato in precedenza grandi conquiste umane e sono sempre stato attratto dalle storie di persone comuni che fanno cose apparentemente impossibili, e cosa c'è di più straordinario che la costruzione di questo monumento enorme? È un'impresa incredibile ed è uno dei più grandi misteri di tutti i tempi: un binomio fantastico per una storia." Ken Follett

La persecuzione delle sorelle Mansfied
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Purvis, Xenobe - Mastruzzo, Francesca

La persecuzione delle sorelle Mansfied

Mondadori, 09/09/2025

Abstract: A Little Nettlebed si raccontano molte storie sulle sorelle Mansfield: che sono arroganti, bugiarde, indisciplinate. Ciascun abitante del piccolo villaggio ha da dire la propria sul loro conto, ma su una cosa tutti concordano: le ragazze sono strane, e, quindi, pericolose. Con l'arrivo di una delle estati più torride di sempre, poi, comincia a verificarsi una serie di eventi singolari: un enorme pesce argentato - o forse un mostro di fiume - si arena sulla riva del Tamigi, gli animali si fanno frenetici, gruppi di corvi si radunano sui tetti delle case, e qualcuno giura di aver visto le cinque sorelle trasformarsi in un branco di cani e latrare nella notte. I sospetti viaggiano in fretta di bocca in bocca, portando a galla paure, pregiudizi e anche un pizzico d'invidia. Cosa nascondono le ragazze Mansfield? Qual è la loro vera natura? Che le voci siano fondate o meno, a Little Nettlebed sta accadendo qualcosa di innaturale, e, come sempre capita in questi casi, serve un capro espiatorio. Un romanzo d'esordio magnetico e dalle atmosfere avvolgenti, che si muove sulla soglia tra allegoria, realismo magico e un'acuta critica sociale. Purvis trascina il lettore nell'Oxfordshire del XVIII secolo e lo spinge simultaneamente verso riflessioni senza tempo sul rapporto tra maldicenza e verità, sulla diffidenza nei confronti di ciò che è diverso e su cosa voglia dire essere una giovane donna fuori dagli schemi.

Le storie dipinte
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Buzzati, Dino - Viganò, Lorenzo

Le storie dipinte

Mondadori, 08/09/2025

Abstract: "Il fatto è questo: io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie." Le Storie dipinte, appunto, com'era il titolo della prima personale tenuta da Buzzati nel 1958 nella milanese Galleria dei Re Magi. Da quell'esposizione prende avvio questo volume, una raccolta che presenta cinquantatré dipinti narrativi, scene accompagnate da brevi didascalie, apologhi figurati (figli della stessa ispirazione dei romanzi e delle cronache). Racconti da guardare, scritti col pennello, che aprono un'ulteriore porta sull'universo poetico, talvolta inquietante, del grande autore.

I nostri estranei
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Davis, Lydia - Guerzoni, Gioia

I nostri estranei

Mondadori, 09/09/2025

Abstract: Una nuova raccolta di narrativa breve dell'acclamata maestra della forma, vincitrice del Man Booker International Prize, Lydia Davis. Nel corso della sua straordinaria carriera di scrittrice, Lydia Davis ha affinato delle capacità davvero uniche nell'individuare le sorprese apparentemente casuali e insignificanti che costellano la nostra vita quotidiana per poi esaminarle con un'attenzione quasi entomologica. In questa raccolta di storie ora lunghe, ora brevi, ora brevissime, troviamo conversazioni ascoltate per caso (e a volte fraintese) che si posizionano da qualche parte nello spettro tra il capriccio e la profondità (la bilancia è molto a favore del capriccio), una lettera che viene scambiata per una rara farfalla bianca, dei bambini che stanno imparando a parlare che identificano una pallina da ping-pong come un uovo, e lettere di reclamo. E poi ancora sogni, piccoli momenti di attrito domestico, e-mail di spam rese poetiche da interruzioni di riga, umorismo ironico ("Con eccellente maestria / eccolo lassù sulla sua scala, / a rovinare con cura / la casa più antica della città"), storie che parlano di invecchiamento e di morte. E molto molto altro. È così che, illuminati dai bagliori di questa incredibile capacità di osservare, gli estranei ci possono diventare familiari e i familiari estranei.

Il misantropo di Molière
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Magrelli, Valerio

Il misantropo di Molière

Mondadori, 30/09/2025

Abstract: Valerio Magrelli, uno dei nostri maggiori poeti, ci sorprende scegliendo di dare la propria voce a un grande classico del teatro e della poesia. Commedia dal contenuto profondamente tragico, come riconobbe Goethe che si chiedeva "se mai un poeta avesse rappresentato il proprio animo in modo più perfetto", Il misantropo di Molière andò in scena la prima volta nel 1666, con le musiche di Jean-Baptiste Lully. Nella vicenda, suddivisa in cinque atti e narrata in 1808 versi alessandrini in rima baciata, spicca Alceste, un "innamorato atrabiliare", figura autobiografica nel suo moralismo severo e di ispirazione giansenista. Ecco dunque il protagonista alle prese con un sedicente poeta e con l'ipocrisia dei cortigiani - in un contesto sociale che, in fondo, potrebbe non risultare estraneo a tanti aspetti del nostro presente. Ed ecco poi l'oggetto del suo geloso amore, Célimène, donna vivace e brillante ma non certo intransigente rispetto alla dimensione di ipocrita leggerezza in cui è immersa. Affascinato dalla letterarietà del testo, considerato la pièce meno teatrale di Molière e la più congeniale alla lettura, Valerio Magrelli - lo dichiara nell'Apologia della rima - ha voluto riproporre nella sua versione l'uso del metro tradizionale e, appunto, della rima, quel "miracolo acustico di incontenibile vitalità capace di tenere in sua "mercé" un'intera poesia". Soluzione troppo spesso affrettatamente considerata frutto di un atteggiamento antiquato, quasi alla stregua di un falso, di una contraffazione, la rima ha consentito a Magrelli di mettere in atto una sorta di sfida strutturale, quella di lavorare à contrainte mirando a realizzare nel corpo di un'altra lingua, la nostra lingua dell'oggi, le stesse costruzioni e costrizioni formali presenti in quella di partenza. L'esito felicissimo dell'operazione ci affida un capolavoro che dopo aver attraversato i secoli risplende nuovo in virtù di una personale rilettura e di una altrettanto accurata riscrittura.

Ridipingere tutto di blu
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Halzan, Marie - Bianco, Marco

Ridipingere tutto di blu

Mondadori, 16/09/2025

Abstract: Sakura ha da poco superato la soglia dei trent'anni, fa la controllora di volo e vive a Parigi con Igor, artista carismatico e inquieto, che è il centro di tutto il suo mondo. La loro relazione è appassionata, travolgente, ma anche instabile, fatta di slanci estremi e abissi profondi, che hanno lasciato sul corpo di lei i segni di un amore che non sa più distinguere tra dedizione e possesso. Dopo l'ennesima lite, Sakura capisce che deve andarsene, e si rifugia nella casa del padre, nella baia di Mont-Saint-Michel. Tra le maree e i silenzi di quel paesaggio sospeso, cerca di lasciarsi alle spalle Igor e il sentimento totalizzante che l'ha tenuta finora incatenata a lui. Nuovi incontri diventano spiragli attraverso cui tornare a respirare: c'è Jeanine, un'artista che ricompone oggetti rotti con la tecnica giapponese del kintsugi; Ismaël, un giovane esperto di uccelli e maree; e Luis, con la sua saggezza a tratti mistica, stella del locale dove si esibisce come drag queen. Ma guarire non è facile. I sogni la trascinano ogni notte verso ombre ricorrenti, e, per quanto cerchi di allontanarlo, Igor continua a invadere i suoi pensieri. Quando tutto sembra crollare di nuovo, Sakura capisce che, per riuscire a chiudere il cerchio, deve affrontare il passato e viaggiare fino in Giappone, sulle orme di sua madre, scomparsa quando lei era bambina in circostanze mai del tutto chiarite. In quella terra sconosciuta, tra montagne e visioni di antiche sciamane, Sakura entrerà in contatto con una memoria più profonda - non solo familiare, ma spirituale e ancestrale - che le mostrerà come iniziare, finalmente, a ridipingere la sua vita con nuovi colori. Con questo intenso romanzo d'esordio, Marie Halzan racconta una storia di rinascita e riconciliazione, che celebra il coraggio di immaginare un futuro diverso, anche nei momenti più bui.

Un mondo senza umani. Storie di animali, alberi, mari, cieli, montagne
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Manzini, Gianna - Savettieri, Cristina

Un mondo senza umani. Storie di animali, alberi, mari, cieli, montagne

Mondadori, 30/09/2025

Abstract: "C'è sempre stato un tema di fronte al quale mi sono impuntata. Il tema degli animali. Questo lo salvo e lo salverò finché campo. Non ci posso rinunciare." Così Gianna Manzini introduceva la sua raccolta Animali sacri e profani (1953), successivamente ampliata nell'Arca di Noè (1960), un'originale antologia di scritti a tema animale. Non era la sua prima incursione nel mondo "oltre l'umano", esplorato letterariamente sin dai tardi anni Venti: un'indagine "nel cuore delle cose" condotta attraverso una "prosa veramente poetica, non poetizzata" (Pasolini), capace di restituire lo sguardo a una natura brulicante, di far parlare non solo creature animate, ma anche alberi, montagne, l'acqua del mare, le nuvole. Sul sottile crinale tra invenzione narrativa e osservazione del vero, tra epifania modernista e gioia estetica, memoria e sogno, i testi qui raccolti danno conto per la prima volta della produzione "animista" di Manzini, ispirata a una poetica originalissima che annulla ogni distanza tra natura e cultura.

Rifugi per un tempo sospeso. Taccuino di vita e d'altura
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Corona, Marianna

Rifugi per un tempo sospeso. Taccuino di vita e d'altura

Mondadori Electa, 16/09/2025

Abstract: Marianna Corona, autrice di successo e voce autentica della tradizione montana, ci regala un viaggio intimo e profondo attraverso il suo legame indissolubile con la montagna, fonte di ispirazione e forza. Questo libro è un'opera unica, strutturata in brevi racconti non sequenziali che intrecciano la sua esperienza di vita con la natura montana, una natura che diventa specchio di emozioni e ricordi. Ogni capitolo prende vita da episodi apparentemente comuni - una passeggiata tra i sentieri, il risveglio della primavera, il lento sciogliersi della rugiada - per poi evocare momenti significativi della sua esistenza. Con delicatezza e lucidità, l'autrice rievoca l'infanzia trascorsa accanto al padre, Mauro Corona, attraverso passeggiate che segnano la sua crescita e l'intenso rapporto con la montagna. A ogni passo, il paesaggio diventa metafora di lotte interiori e trionfi: dalle difficoltà legate a una malattia oncologica affrontata con tenacia, alla riscoperta dell'equilibrio e della serenità grazie alla pratica dello yoga, che si fonde perfettamente con la maestosità delle vette. La narrazione si arricchisce di suggestive illustrazioni che catturano la magia e l'autenticità del contesto montano, sottolineando la meraviglia che la montagna riserva non solo a chi la percorre occasionalmente, ma soprattutto a chi, come l'autrice, la vive quotidianamente. Un libro che ci invita a guardare la montagna non solo come un luogo fisico, ma come un rifugio dell'anima, capace di donare forza, pace e speranza.

Il viaggio inatteso. Prendersi cura di sé
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Heming Willis, Emma - Repossi, Alessandra - Cosi, Francesca

Il viaggio inatteso. Prendersi cura di sé

Mondadori, 09/09/2025

Abstract: Il giorno in cui al marito di Emma Heming Willis, Bruce Willis, è stata diagnosticata la demenza frontotemporale, il medico ha offerto loro soltanto un opuscolo dicendo di tornare dopo qualche mese. Senza un briciolo di speranza né un'indicazione, Emma è uscita dallo studio paralizzata dalla paura e dalla confusione, con la sensazione che il loro mondo fosse andato in pezzi, i loro sogni infranti. Sarebbe stata in grado di prendersi cura del marito, l'amore della sua vita, mentre cresceva due figlie ancora piccole? In quel momento avrebbe soltanto voluto incontrare qualcuno che avesse vissuto la stessa esperienza e le dicesse: "Lo so, il mondo vi è crollato addosso, ma vedrai che andrà tutto bene. Ecco cosa puoi fare non solo per sopravvivere, ma per stare bene". Emma ha scritto esattamente il libro che avrebbe voluto ricevere quel giorno: una guida pratica e incoraggiante per affrontare l'esperienza complicata ma allo stesso tempo trasformativa del caregiving. Intrecciando il suo percorso personale con le ricerche più recenti e i consigli dei massimi esperti mondiali nel campo della demenza, dell'assistenza e della medicina integrativa, offre il sostegno e le conoscenze di cui i caregiver di tutto il mondo hanno disperatamente bisogno. Il viaggio inatteso vi spiegherà come prendervi cura di voi stessi mentre affrontate uno dei compiti più difficili che esistano. Perché occuparsi di sé non è un atto di egoismo, ma la condizione necessaria per essere in grado di occuparsi degli altri. A voi caregiver di persone affette da demenza, ma anche da altre patologie, Il viaggio inatteso mostrerà che non siete soli e che le vostre emozioni sono legittime. Come afferma Emma: "Non esistono due percorsi di assistenza uguali, ma tutti noi caregiver siamo legati dallo stesso filo, un filo che non abbiamo scelto. Questo percorso non è facile per voi, né per la persona amata o per la vostra famiglia, ma ci tengo a farvi sapere che non siete soli e che, con il tempo, troverete un equilibrio e un modo per andare avanti".

Alzarsi all'alba
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Calabresi, Mario

Alzarsi all'alba

Mondadori, 16/09/2025

Abstract: Viviamo nel tempo della comodità, dove ogni cosa è studiata per sembrarci facile. Ci siamo illusi che ogni traguardo possa essere raggiunto con il minimo sforzo, che le scorciatoie siano vie preferenziali e la velocità un sinonimo di successo. Eppure, per milioni di persone la fatica non è solo una compagna di vita quotidiana, ma una cifra essenziale dell'esistenza, "figlia del senso del dovere, della responsabilità, dell'amore per la propria professione". È un giovane allenatore che insegna ai bambini la bellezza di essere tenaci, un marito che da venticinque anni si prende cura della moglie malata, un papà che corre le ultramaratone perché solo così ritrova la figlia che ha perduto, una donna che a 89 anni ogni mattina porta i fiori al marito e pulisce i bagni del cimitero perché tutti li trovino accoglienti e poi corre a infornare le focacce nel suo ristorante. E ancora, è un maestro di pianoforte che è salito nelle vigne del padre per non sprecare una vita di sacrifici, una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza, tutti coloro che fanno parte della pattuglia dell'alba che fa funzionare il mondo. "La fatica la devi adorare" ha detto Veronica, giovane atleta paralimpica, prima di sfidare la sabbia e l'acqua gelata del mare per allenarsi. Le sue parole, così audaci e controcorrente, sono state la scintilla che ha messo in moto questo libro. Nell'epoca del tutto e subito, Mario Calabresi ci invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso un mosaico di vite che meritano di essere viste e riconosciute, anche quando la fatica non è una scelta ma un gesto estremo d'amore. Ci conduce così, senza retorica, ma con lo sguardo attento e partecipe del grande giornalista, in un nuovo viaggio, pieno di speranza.

La ladra
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Tobino, Mario

La ladra

Mondadori, 23/09/2025

Abstract: In una cittadina toscana nell'immediato dopoguerra Assunta, aspra contadina "cresciuta sulla terra", inizia a lavorare come domestica in una casa borghese. La padrona, intrisa di ideali umanitari, decide di "educare quella donna, di elevarla", arrivando a includerla nel proprio testamento. Quando Assunta lo viene a sapere, la sua vita sembra finalmente animarsi, per la prima volta percepisce che ora "nel mondo c'era anche lei, esisteva". Sarà l'ossessione per il suo nome scritto su un pezzo di carta, alimentata dal folle timore di perdere quel bene inatteso, a spingerla verso il furto: ladra di gioielli, ma soprattutto di sentimenti, solo "per rimanere nel testamento, nell'affetto, nella protezione della signora". "La ladra" (1984), storia di un personaggio scolpito nella sua selvatichezza atavica, mette in scena l'incontro tra due codici culturali incompatibili: un universo arcaico, irrazionale, magico, e lo stile di vita moderno, rischiarato dalla razionalità. Ne emerge la potenza primigenia di una animalità elementare, la stessa indomabilità anarchica delle libere donne di Magliano.

La ballerina
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Modiano, Patrick - Caillat, Emanuelle

La ballerina

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: Dare l'illusione di prendere il volo: è alla ricerca di questa leggerezza che la ballerina prova i suoi passi instancabilmente. In una Parigi invernale di anni lontani, la giovane donna, affrancata da una nebulosa vita in provincia, insegue il sogno sul palcoscenico senza abbandonare il ruolo di madre del piccolo Pierre. Ma non si può sempre sfuggire ai fantasmi del passato. Quegli stessi fantasmi che oggi, in una Parigi molto diversa ostaggio dei turisti, riportano il narratore ai tempi dell'incontro con la ballerina, quando lui iniziava a librarsi nel mondo della letteratura... "Fin da subito il preciso e il vago si intrecciano, gli anni cancellano i punti di riferimento, pur lasciando riaffiorare intatti alcuni dettagli di un passato tumultuoso. Bastano poche semplici parole, e l'incantesimo ha effetto". "Le Monde" "Una disciplina che ti permette di sopravvivere": alla ballerina lo ripeteva sempre il suo insegnante Boris Kniaseff. Poi, altre parole. La diagonale, la variazione, il déboulé, la sbarra a terra. Qualcuno ora le sussurra. È il narratore senza nome che custodisce i frammenti della storia della ballerina. I loro destini si erano incrociati in un'epoca lontana, quando entrambi cercavano di spiccare il volo, lei sul palcoscenico, lui nel mondo della letteratura. Insieme, l'aspirante scrittore e la ballerina camminavano tra le strade di una Parigi invernale, rischiarata da quella luce che a volte si ritrova nei sogni, per rincasare quando lei finiva le lezioni di danza allo Studio Wacker, per raggiungere appartamenti in cui si tenevano misteriose riunioni, o semplicemente per passeggiare, tra confidenze taciute e fitti silenzi. La ballerina non parlava mai della nebulosa vita precedente, quando abitava in provincia, né tantomeno del padre di suo figlio, il piccolo Pierre. Il narratore badava spesso a quel bambino schivo con cui aveva un legame speciale, forse per via della sua stessa infanzia solitaria. Il volto di Pierre è l'unico che il tempo non ha offuscato. Il resto, solo "tessere di un puzzle, separate le une dalle altre per sempre". A distanza di anni, in una Parigi molto cambiata, estranea, chiassosa, un grande parco divertimenti per turisti, al narratore tornano in mente quegli istanti: diventa l'inizio di un viaggio a ritroso nelle nebbie della memoria, tra indirizzi perduti, luoghi clandestini, incontri con i fantasmi. Perché, ieri come oggi, non sempre si sfugge ai fantasmi del passato... In questa nuova indagine al cuore dei ricordi, Patrick Modiano si muove tra le pieghe di un presente vago e le profondità indecifrabili di ciò che è stato. Mentre tutto si cancella, l'amore, inafferrabile, resiste.

La gioia di ieri
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Stancanelli, Elena

La gioia di ieri

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: Siamo davvero sicuri che la gioia di ieri sia l'unica possibile? Dopo la fine della storia con Davide, Anna vuole cambiare tutto. Odia le coppie, la monogamia, i tradimenti, la gelosia. Giura che non ci cascherà piú. Ma non sa bene con cosa sostituire il modello sentimentale dentro il quale è cresciuta. L'amore potrebbe non riguardare due persone ma una piccola comunità, in cui si è liberi di entrare e uscire senza scacciare gli altri? E questo basterebbe a far sparire il dolore delle separazioni? Un raffinato romanzo in tre atti, sensuale e divertito, che racconta il cammino di una donna alla ricerca di una nuova felicità. La solitudine di Anna è una casa sempre aperta e piuttosto affollata. C'è la coinquilina Micol, vent'anni piú giovane di lei, irresistibile, votata all'artificio, dotata di un'intelligenza da volpe e di una fiducia entusiasta nella monogamia. E poi gli amanti e le amanti, gli indispensabili amici, una specie di foresta che resiste a tutte le tempeste. Ma soprattutto i cani: la sua adorata Mina, sdegnosa e vibrante, sette cuccioli rosa, i cani incontrati per strada e nei parchi, e un certo Frodo, dallo sguardo troppo umano, che un giorno d'inverno si lancia da una terrazza. È un prodigio? Un messaggio? Forse è solo il modo in cui un tempo nuovo si manifesta. Un tempo sfocato nel quale regna l'irrazionale, e le regole del desiderio, che hanno sempre salvato Anna dalla tristezza, non valgono piú. Proprio quando gli eventi del mondo impongono l'isolamento, a cinquant'anni Anna si trasforma. E si inoltra in questa sua nuova condizione, passeggiando con Mina nella città semideserta, schivando gli agguati della nostalgia, salutando chi ci lascia e aspettando chi torna sempre. Perché anche quando la vita sembra secca e immobile, è ancora possibile che qualcosa, qualcuno, accada. Con La gioia di ieri, Elena Stancanelli dà voce a una donna irriverente, autoironica, che si sforza di accogliere tutto quello che c'è. E racconta dell'età adulta una versione affettuosa e strampalata.

Sono una strega. Confessioni del sabba nel passato europeo
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Maifreda, Germano

Sono una strega. Confessioni del sabba nel passato europeo

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: Nel lontano passato europeo, persone di ogni estrazione sociale si accusavano di peccati gravissimi quanto implausibili, tra cui il volo notturno al sabba delle streghe e il patto col diavolo. Perché? Questo libro racconta una storia mai scritta: quella di donne e uomini europei che - nell'incerto confine tra medioevo ed età moderna - affermarono, senza subire pressioni, di avere volato e preso parte al sabba diabolico. Al di fuori di processi penali, senza coercizione o altra forma di tortura fisica o psicologica, queste persone rivelarono ai loro confessori di aver incontrato il diavolo e di avere stretto patti e intrattenuto rapporti sessuali con demoni, traendo da tutto ciò poteri ed emozioni inusuali e cospirando contro Dio e l'umanità. Indagando fra i documenti vaticani della Penitenzieria apostolica, Germano Maifreda ribalta il paradigma storiografico secondo cui il sabba fu principalmente una creazione intellettuale, poi imposta al popolo in sanguinose cacce alle streghe. La confessione dei peccati svolse un ruolo centrale nel legittimare "dal basso" le false credenze, rifondando - con alcune specificità nelle donne - la soggettività occidentale. In un giorno d'estate di metà Quattrocento, nei dintorni di Savona, una donna di nome Puria avvicinò un confessore e gli rivelò di aver commesso peccati gravissimi. Nel sacramento della penitenza, senza aver subíto alcuna tortura o costrizione, Puria ammise di avere fatto parte di una setta che si radunava nottetempo in luoghi segreti, dove, fra orge e balli, incontrava, e adorava, il demonio. Obbedendo ai comandi del diavolo, calpestando il crocefisso, Puria aveva rinnegato la fede. Aveva eseguito ordini malvagi, volti ad annientare la cristianità. Ma ora era pentita, pronta a rinnegare la sua esistenza precedente e a riconciliarsi con Dio. Le sue ammissioni non erano mosse da alcun'altra ragione: nessuno l'aveva infatti mai accusata di stregoneria, né alcun giudice l'aveva mai trovata colpevole. Questo libro intende mostrare che le confessioni sacramentali di patto col diavolo e coinvolgimento nel sabba come quella di Puria, finora trascurate dagli studiosi di stregoneria, possono aiutarci a spiegare la tenacia e la diffusione delle credenze diaboliche e della loro ossessione repressiva nel mondo moderno. Non solo i giudici dei tribunali inquisitoriali o laici, ma anche i confessori svolsero un ruolo decisivo nell'affermare e perpetuare il mito del sabba e del patto col diavolo: in un grande progetto di costruzione della coscienza individuale, e delle credenze irrazionali, i cui esiti giungono fino all'oggi.

La conquista dell'infelicità. Come siamo diventati classe disagiata
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Ventura, Raffaele Alberto

La conquista dell'infelicità. Come siamo diventati classe disagiata

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: Diventa quello che sei: ecco la promessa iscritta alle porte della modernità. Ma cosa succede quando nessuno riesce piú a diventare se stesso? Il mondo per il quale siamo stati preparati non esiste piú: ora è il tempo della delusione, delle promesse non mantenute. Della classe disagiata come destino dell'Occidente e della rivoluzione che la scuote. Questo libro è la guida per attraversare i nostri tempi difficili. E uscirne migliori? Adesso non esageriamo. Un decimo della popolazione mondiale consuma nove decimi delle risorse del pianeta: il problema è che quel decimo siamo noi. E allora come mai la conquista della felicità pare sempre piú lontana? L'idea di un ascensore sociale, che doveva elevare ognuno sopra tutti gli altri, si è rivelata per ciò che è: un errore logico e un inganno ideologico. In una società in cui tutto è permesso ma nulla è possibile, dobbiamo imparare a convivere con la certezza che nessuno diventerà mai se stesso. Un decennio dopo aver sconvolto la sua generazione con un libro di culto, Raffaele Alberto Ventura torna a raccontare la "classe disagiata". Lo fa mostrandone le origini - nella letteratura, nella filosofia, nel cinema, da Amleto a Fantozzi - e indicandone l'orizzonte tutt'altro che roseo. Perché nel frattempo la situazione non è affatto migliorata, anzi, e classe disagiata lo siamo tutti (o quasi). La storia umana alterna fasi d'illusione e fasi di disillusione, che inevitabilmente sfociano in qualche rivoluzione, dalla quale le civiltà escono radicalmente trasformate, talvolta distrutte. Accantonate le aspirazioni, falliti i buoni propositi di resilienza e troppo irrigiditi dall'angoscia per farsi bastare una seduta di yoga, segmenti sempre piú ampi della classe media occidentale vengono sedotti dal demone della rivolta. Ve li immaginate i disagiati che fanno la rivoluzione? Dovreste, perché è già iniziata.

Pronomi
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Testa, Enrico

Pronomi

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: "Rivendico il diritto all'arte del saccheggio, alla 30 non-oggettività, alla contraddizione, al procedere non scientifico, al libero prelievo di testi altrui e al loro casuale sovrapporsi e pure al loro confliggere". Con grande sincerità e senza alcun timore di essere politically incorrect, un linguista si scompone nelle sue manie e passioni, idiosincrasie e valori. La poesia e il jazz, l'irritazione per i luoghi comuni ricorrenti e il pensiero unico, le parole e il destino delle lingue, i vivi e i morti, le differenze e le analogie, l'intelligenza artificiale e quella artificiosa, la filosofia grammaticale e l'ironica saggezza dell'interpunzione... tutto questo e molto altro ancora creano un indimenticabile "me stesso", castello di carte e di carta nell'infinito gioco del mondo. Mettiamo che un linguista, che è anche un poeta, decida di descrivere senza remore ciò che vede e pensa del mondo, osservandolo dalla sua finestra affacciata su un tramonto occidentale. E, per farlo, cominci con l'aprirla... Se perciò vi attendete che questo libro sia un monologo, o un soliloquio, abbandonate da subito l'ipotesi: l'io narrante non sarà mai solo. Perché i linguisti parlano, certo, ma soprattutto ascoltano. Se poi sono anche poeti sentono perfino i rumori bianchi, le pause, gli a capo. E da quella finestra d'Occidente entra davvero di tutto. E irrompe con una folla di voci. E interrompe io. Di continuo. Ma forse è per l'appunto nell'essere interrotti che si diventa davvero sé stessi: nella propria libera e liberatoria reazione a ciò che, da fuori (ma anche da dentro), ci avvolge costantemente di parole. Quella reazione che è un discrimine e un vaglio, un generatore di categorie, di dilezioni, di appartenenza, di rifiuto. E quindi di pronomi. Il fastidio tremendo di fronte alle vocette che blaterano parole alquanto cretine ma di moda; l'idiosincrasia per le astrusità pompose e spesso vuote di senso pronunciate in tono impostato (di solito un po' nasale); o, al contrario, l'incanto per frasi perfette di cui condividiamo i contenuti; la familiarità con le voci dei defunti che ci risuonano ancora nella mente; la consonanza con certi versi indimenticabili di poesie e canzoni... ecco, tutto questo finisce per creare il sospensivo loro di cui spesso poco ci fidiamo, l'ecumenico noi (ma non sempre è vero), il losco voi, l'intimo tu (con cui però ci apostrofa anche l'interlocutore che abbiamo dentro la testa, di solito contraddicendoci). La sintassi dell'io è l'esito di continue scelte grammaticali, meditate o divaganti, ci dice il linguista. E il poeta sorridendo aggiunge: fai attenzione alle autobiografie involontarie, perché potrebbero essere la tua.

A esequie avvenute. Una storia dell'Alligatore
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Carlotto, Massimo

A esequie avvenute. Una storia dell'Alligatore

EINAUDI, 16/09/2025

Abstract: A trent'anni dal primo romanzo che lo ha visto protagonista, torna l'Alligatore. Una leggenda del crime italiano.È un inverno gelido nelle paludi del Nordest. Una donna è stata rapita, ma il sospetto che l'abbiano uccisa cresce di ora in ora. E Marco Buratti, l'Alligatore, è determinato a ristabilire la verità a ogni costo, anche quando non interessa piú a nessuno. Loris Pozza è il classico criminale esperto in "magheggi": truffe, fatture false, capitali che finiscono nella banca cinese clandestina. Quando la sua amante moldava viene rapita, l'incarico di consegnare il riscatto è affidato a Marco Buratti, investigatore senza licenza, e ai suoi soci Max la Memoria e Beniamino Rossini. Ma qualcosa va storto e la donna, nonostante il pagamento di un milione di euro, non viene liberata. L'Alligatore inizia cosí un'indagine non autorizzata per impedire che una vittima rimanga senza giustizia, a dispetto di chi vorrebbe mettere tutto a tacere. Nel frattempo Rossini, che ogni tanto abbandona il suo vecchio mestiere di bandito per dedicarsi a salvare donne, libera una giovane ucraina sfruttata dalla mafia del suo Paese. Questa volta, però, la rappresaglia che si scatena è terribile. Una resa dei conti da cui nessuno uscirà indenne e che porterà l'Alligatore dove mai si era spinto. Per il ritorno dell'Alligatore, Massimo Carlotto scrive il suo noir piú doloroso. Suona il suo blues piú malinconico e sorprendente."Avevamo scelto un'esistenza molto diversa dalle altre, da quelle dei regolari. E quando hai il cuore fuorilegge non puoi pretendere che batta a un altro ritmo".