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Marekiaro. La mia autobiografia
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Hamsík, Marek

Marekiaro. La mia autobiografia

Mondadori Electa, 11/09/2018

Abstract: CON UN TESTO DI MAURIZIO DE GIOVANNI "Il Napoli è una seconda famiglia, nella quale ho assunto la mia parte di responsabilità. Non sono napoletano, ma ho il sangue azzurro." Lo chiamano Marekiaro, anche se è nato e cresciuto ai piedi dei Carpazi, nella città slovacca di Banská Bystrica. È stato il capitano del Napoli di Benítez e del Napoli di Sarri. Dopo undici anni da protagonista è stato a un passo dall'addio, ma ora è pronto a guidare in campo il nuovo Napoli di Carlo Ancelotti. Uno dopo l'altro, Marek Hamšík ha battuto tutti i record individuali per un calciatore del Napoli: ha superato persino il più forte di tutti, il dios del calcio Diego Armando Maradona, per numero di gol segnati con la maglia azzurra. Una maglia che si è cucito addosso resistendo alle sirene dei club più ricchi e titolati, perché più dei soldi e dei trofei conta quello che resta nel cuore. Giocare nel Napoli significa giocare per tutta la città: Marekiaro, come racconta Maurizio de Giovanni nel testo che accompagna questa autobiografia, è il Capitano della città, un uomo in missione per conto del suo popolo. Con poche parole e molti fatti - con l'esempio dimostrato sul campo - Hamšík ha conquistato Napoli e se ne è fatto conquistare. In queste pagine racconta la sua storia: il calcio nel destino, i sacrifici dei genitori, l'amore precoce e incondizionato per il pallone, il rapporto con la famiglia e la gente comune di Napoli, oltre che con i compagni e gli allenatori, le partite memorabili, i gol, le gioie e le delusioni di una carriera straordinaria, vissuta con serenità e umiltà in ogni sua tappa. Marekiaro è un uomo che davanti a uno striscione, un murales o un coro a lui dedicato reagisce imbarazzato, chiedendosi come può ricambiare l'affetto e le speranze di Napoli; un calciatore che ha saputo conciliare geometrie e creatività, rigore tattico e intuizione, timidezza e audacia per diventare un capitano vero, un leader a cresta alta.

Noi siamo immortali
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Cupidi, Giovanni - Femminino, Veronica

Noi siamo immortali

Mondadori Electa, 18/09/2018

Abstract: Prefazione di Lorenzo Jovanotti "Ognuno ha la propria storia, che è unica, e questo è il bello. Non racconto la mia perché è più speciale di quella degli altri ma proprio perché è diversa. Adoro il concetto di diversità, che include l'unicità di ognuno e di ogni cosa." Giovanni Cupidi non è nato per arrendersi. Questa convinzione lo accompagna da sempre, soprattutto da quando, all'età di tredici anni, è diventato tetraplegico. Da quel giorno tutto è cambiato, tutto è diventato più difficile - alzarsi dal letto, vestirsi, spostarsi - e di colpo la vita si è trasformata in una sfida continua. Ma nonostante questo Giovanni è andato avanti e ha affrontato la sua difficile situazione con coraggio, forza e determinazione. Ha studiato, lavorato e viaggiato, e sulla sua sedia a rotelle ha raggiunto traguardi ai quali nessuno pensava potesse approdare nella sua condizione. In questo libro Giovanni racconta la sua storia: il prima e il dopo, la spensieratezza dell'infanzia, il rapporto con i genitori e gli amici, fino alla malattia e alla rinascita. Ma non solo. In queste pagine l'autore ci parla della sua battaglia per i diritti dei disabili, del suo ruolo di attivista e dell'impegno costante profuso per dare voce a chi troppo spesso viene dimenticato dalle istituzioni. E poi gli obiettivi raggiunti, i desideri, i sogni e le ambizioni verso cui tendere da una carrozzina elettronica, che da impedimento può diventare un mezzo per "muovere" il mondo. Noi siamo Immortali è un omaggio alla vita, alla forza di volontà e all'orgoglio. Perché la storia di Giovanni è la storia di tanti che non hanno voglia di nascondersi e pretendono di mostrarsi per quello che sono: esseri unici e irripetibili.

Sottopelle
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Bernardo, Luca - Maisano, Francesca

Sottopelle

Mondadori Electa, 18/09/2018

Abstract: Un centro di eccellenza pediatrico, dove si curano disagi adolescenziali in un ambiente sereno e quasi familiare, fa da sfondo alla storia di Celeste, giovane paziente fortemente problematica, ricoverata per abuso di droghe, episodi di autolesionismo e spiccata aggressività. Quattordici anni, minuta ma molto forte, non ha avuto una vita facile e pare scivolare lungo una china senza ritorno, almeno fino al ricovero nella struttura del "Prof". Già, il Prof, quell'uomo dai modi spicci che ti travolge con le sue parole, che ti squadra impietoso e distaccato quando sbagli ma sa anche trattarti come un padre e come un padre amarti e perdonarti. E poi gli altri ragazzi, ricoverati come lei: Rocky, il bullo, in apparenza feroce e anaffettivo, Anita, che si ferisce da sola, Antonio, quel goffo ragazzone che sta sempre con i più piccoli, Emma, che non si fida di nessuno e non mangia, e infine Tommy, il piccolo guerriero che non si arrende a una diagnosi impietosa e riuscirà a stemperare la rabbia di Celeste e Rocky. I piccoli pazienti condividono la loro quotidianità tra alti e bassi, amori e incomprensioni, momenti di spensieratezza e tragici abbandoni, sostenuti dal Prof e da tutto il personale dell'ospedale, con cui instaureranno finalmente un rapporto sano. Ma la vita è la loro e nessuno può proteggerli davvero da loro stessi

Un marito
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Vaccari, Michele

Un marito

Rizzoli, 25/09/2018

Abstract: Patrizia e Ferdinando sono sposati da più di vent'anni e nella loro vita tutto si ripete uguale. Insieme gestiscono una rosticceria a Marassi, in quella periferia genovese dove il mare s'intravede da lontano e la luce, per sopravvivere, è costretta a farsi strada tra muraglie di cemento. Nel negozio, la routine è consolidata: lui sorride ai clienti, lei si divide tra cucina e cassa; le ricette sono quelle della tradizione ligure, intoccabili; gli orari d'apertura fissi, impensabile concedersi ferie. È Ferdinando a sconvolgere i piani con una proposta: presto compirà cinquant'anni e ha voglia di fare "qualcosa di pazzo". Una vacanza, la prima e l'unica, tre giorni a Milano per concedersi un po' di svago. Ma quando arrivano in piazza Duomo, con la cartina in tasca e gli occhi rivolti alle guglie bianche, una bomba esplode sotto la cattedrale: un attentato, che si lascia dietro una scia di fumo, paura e caos. Quel giorno diverso segna l'inizio di un cambiamento inevitabile. Per tutti, Patrizia è una delle tante vittime della Tragedia. Per Ferdinando no: adesso non ha più nulla da temere, perché i suoi incubi si sono trasformati in realtà. Un marito è un romanzo provocatorio e originale, la storia di un amore ostinato che difende anche ciò che la realtà, nella sua follia, vorrebbe distruggere. Rivelando angosce e inquietudini che appartengono a tutti noi, Michele Vaccari ci racconta cosa succede quando la paura di cambiare si scontra con il bisogno di andare avanti.

Cent'anni da leoni
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Soffientini, Paolo

Cent'anni da leoni

Mondadori, 02/10/2018

Abstract: Come conciliare i principi di una vita sana con la nostra quotidianità, fatta di spuntini veloci, scarsa attività fisica, stress da multitasking, intossicazione digitale, aperitivi alcolici, cene fuori con gli amici e nottate da leoni?Basandosi sui risultati dei più recenti e attendibili studi scientifici, Paolo Soffientini, ricercatore IFOM - centro di ricerca dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base della formazione e dello sviluppo dei tumori, fondato da FIRC e AIRC - svela quali sono le regole da seguire e le buone pratiche da introdurre per vivere in modo sano senza però rinunciare alla socialità e ai piaceri della vita.Passando in rassegna diversi stili di vita, Soffientini ci spiega perché le cose che amiamo possono farci del male e ci indica in che modo possiamo toglierci di dosso alcune vecchie abitudini sbagliate. Ci mostra quali sono i limiti scientificamente tollerabili dal nostro organismo per ogni sostanza con cui interagiamo, volontariamente o meno, delineando il confine tra il giusto e il troppo.E, quando non si può fare a meno di peccare, propone di adottare una "dieta di compensazione" compatibile con la vita reale, da pianificare su un arco di tempo che non si limiti al singolo pasto ma ai giorni precedenti e seguenti: un'organizzazione settimanale che prevede alcuni accorgimenti, di cui godremo gli effetti quando, inevitabilmente, ci capiterà di cedere alle tentazioni. Potremo così toglierci qualche sfizio quando si presenta l'occasione, tranquilli di poterlo compensare al meglio senza preoccupazioni.

Le illusioni della certezza
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Hustvedt, Siri - Guerzoni, Gioia

Le illusioni della certezza

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: "Le illusioni della certezza è uno dei migliori libri sul problema mente-corpo che abbia mai letto. Siri Hustvedt ci accompagna in un viaggio affascinante al cuore di una domanda troppo spesso rimasta senza risposta: cosa significa essere umani?" Vittorio Gallese "In questo libro, tanto importante quanto godibile, Hustvedt riesce ad andare oltre il trito dibattito sulle "due culture": mostra i vantaggi di combinare insieme arte e scienza per indagare la condizione umana".Antonio Damasio Cosa significa per la mente interrogare se stessa? E cos'è, in fondo, la mente? Sono quesiti classici della filosofia, eppure è difficile dare risposte che non siano solo autorevoli, ma anche definitive. "Una delle poche verità universali quando si parla di idee può essere che le domande sono solitamente migliori delle risposte", suggerisce Siri Hustvedt, da tempo consapevole che la questione è molto piú complessa - e affascinante - di quanto non sembri. Armata dell'accuratezza di una studiosa e della passione di una scrittrice, decide di portare il problema mente-corpo sul banco degli imputati della filosofia. L'indagine si snoda tra questioni teoriche e storiografiche, ripercorre gli eventi essenziali per determinare le coordinate del dibattito contemporaneo, scandaglia i fondali della letteratura, scientifica e non. Ecco quindi chiamati a deporre personaggi solitamente trascurati o poco ascoltati - Margaret Cavendish con il suo strano ibrido di panpsichismo e panorganicismo; il Diderot de Il sogno di d'Alembert; il Vico de La Scienza Nuova; un conoscente qualsiasi colto alla sprovvista - nel tentativo di rendere cristallini alcuni aspetti chiave della condizione umana. Con l'incedere armonioso della narratrice, Siri Hustvedt interpella scienza, natura e cultura per esaminare l'immaginazione, i desideri, le credenze, i sogni che influenzano la coscienza e riempiono di vita gli esseri umani. Quale sarà il verdetto sulla mente, il cervello, il corpo, il pensiero? Impossibile emettere una sentenza: solo attraverso il dubbio si può osservare la realtà e imparare qualcosa in piú su se stessi e sul mondo. Dalle sensazioni del feto alle relazioni intersoggettive che plasmano la nostra persona, dall'esperienza dell'essere vivi ai tentativi di intelligenza artificiale: con Le illusioni della certezza Siri Hustvedt affronta coraggiosamente la questione irrisolta del problema mente-corpo che tanto a lungo ha distorto e confuso il pensiero contemporaneo."Esperta di neuroscienze e scrittrice, Hustvedt si pone le domande che nessuno ha mai osato fare su immaginazione, identità, epistemologia, diseguaglianze di genere, mortalità. Con sapienza e coraggio sfida tutte le certezze acquisite. Questo libro, in fondo, nasce dalla libertà".Rita Charon

Teatro
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Paravidino, Fausto - Quadri, Franco

Teatro

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Paravidino è affascinato dal comportamento dei suoi simili e dal gusto dell'improvvisazione, per questo tenta di scrivere ogni volta un testo di genere diverso, adattando e reinventando anche il linguaggio. Influenzato dal cinema, gli piace spezzare il nodo dell'azione in scene secondarie in cui si chiacchiera di nulla e non si dice quello che invece piú preme. Riesce a comporre lavori che partono sempre diversi ma sono destinati a conclusioni somiglianti, mettendo insieme opere in qualche modo complementari tra loro, come parti di un'unica commedia umana dai risvolti tragici in cui non manca di raccontare anche se stesso.

Addio fantasmi
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Terranova, Nadia

Addio fantasmi

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l'ha richiamata in vista della ristrutturazione dell'appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l'ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è piú tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un'identità fondata sull'anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell'assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d'infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.Fra il tramonto e la cena, l'assenza di mio padre tornava a visitarmi. Aprivo il balcone sperando che il temporale filtrasse dai soffitti e squarciasse le crepe sul muro, supplicavo la tramontana di trasformarsi in uragano e rovesciare in terra l'orologio e le sedie, all'aria il letto, i cuscini, le lenzuola. Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa?, chiedevo, e nessuno rispondeva.

Le origini della civiltà
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Scott, James C. - Ferrara, Maddalena

Le origini della civiltà

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: La maggior parte della gente crede che la domesticazione degli animali e la coltivazione abbiano alla fine permesso agli esseri umani di stabilirsi, formando villaggi, città e stati agrari, rendendo cosí possibile la civiltà, la legge, l'ordine pubblico e un modo di vivere presumibilmente sicuro. Tuttavia le prove archeologiche e storiche mettono in discussione questa narrazione. I primi stati agrari nacquero da un accumulo di domesticazioni: prima del fuoco, poi delle piante, del bestiame, ma anche delle persone assoggettate allo stato, dei prigionieri e infine delle donne all'interno della famiglia patriarcale, tutti elementi che possono essere considerati un modo per ottenere il controllo sulla riproduzione. James C. Scott analizza il motivo per cui per un periodo l'uomo evitò la sedentarietà e l'agricoltura con l'aratro, sfruttando i vantaggi della sussistenza mobile; considera le epidemie di malattie imprevedibili derivate dalla concentrazione di piante, animali domestici, granaglie; e spiega perché tutti i primi stati si basarono su miglio, cereali e schiavismo. Affrontando infine il tema della vita al di fuori dello stato, la vita dei "barbari", spesso piú facile, libera e sana di quella all'interno della civiltà.

Creare una società dell'apprendimento. Un nuovo approccio alla crescita, allo sviluppo e al progresso sociale
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Greenwald, Bruce - Stiglitz, Joseph Eugene - Chiesara, Maria Lorenza

Creare una società dell'apprendimento. Un nuovo approccio alla crescita, allo sviluppo e al progresso sociale

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Combinando una prosa accessibile con un'analisi economica raffinata, Stiglitz e Greenwald spiegano perché è importante eliminare il divario di conoscenza, se si vuole ridurre il divario nello sviluppo. Da tempo si è riconosciuto che un miglioramento degli standard di vita deriva dai progressi nella tecnologia e non dall'accumulazione di capitale. Ciò che separa veramente i Paesi sviluppati dagli altri non è solo un divario nelle risorse o nella produzione ma un divario nella conoscenza. La velocità in base a cui i Paesi in via di sviluppo crescono è funzione della velocità con cui riescono a colmare tale divario. Gli autori illuminano il significato di questa intuizione per la teoria economica e le politiche di intervento necessarie. Ci spiegano perché la produzione di conoscenza differisce da quella degli altri beni e perché le economie di mercato generalmente non producono e trasmettono conoscenze in modo efficiente. Ridurre il divario delle conoscenze e aiutare tutti i Paesi ad allungare il passo sono elementi centrali per la crescita e lo sviluppo.

Il fumo della falena
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Hamid, Mohsin - D'Antonio, Enzo

Il fumo della falena

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Daru Shezad è un giovane banchiere che cerca rifugio dalle proprie frustrazioni nel dolce intorpidimento dell'hashish. Quando però viene licenziato, dopo aver litigato con un cliente importante, la sua vita precipita agli inferi. Daru perde il suo posto già precario nella nuova élite di Lahore, e nel calore soffocante di un'estate al quale non può sfuggire s'innamora della bellissima e inquieta moglie del suo migliore amico. Una passione travolgente che lo porterà alla rovina. Pubblicato per la prima volta nel 2002 con il titolo Nero Pakistan, il romanzo d'esordio di Mohsin Hamid, Il fumo della falena, è il racconto che non lascia scampo di un mondo spietato, che nemmeno l'amore sembra in grado di redimere.

Un capitano
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Totti, Francesco - Condò, Paolo

Un capitano

Rizzoli, 27/09/2018

Abstract: L'infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L'esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmarès che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l'espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Francesco Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

Le stelle di Lampedusa
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Bartolo, Pietro

Le stelle di Lampedusa

Mondadori, 02/10/2018

Abstract: Quando Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, vide Anila per la prima volta rimase di sasso. Quella bambina non avrà avuto più di dieci anni. Che cosa ci faceva una creatura così piccola, da sola, in una nave piena di naufraghi disperati? Di solito, ragionò, i bambini di quell'età arrivano qui in Italia accompagnati dai genitori, o da un amico di famiglia o da qualche altro adulto conosciuto lungo il viaggio.Allo stupore di quel primo istante seguì una certezza: l'arrivo a Lampedusa per Anila non era la fine di un lungo viaggio ma solo una tappa intermedia, un nuovo punto di partenza verso il suo vero obiettivo, trovare la mamma "da qualche parte in Europa" e salvarla. Da tutto. Dalla prostituzione, dal vudù africano che la teneva in scacco, dalla non meno malefica burocrazia occidentale, ma soprattutto dai suoi stessi sensi di colpa.Pietro Bartolo accetta di accompagnare Anila lungo questo suo nuovo percorso. E, attraverso i suoi occhi neri e profondissimi, si proietta dentro l'interminabile incubo dei tanti migranti bambini che negli anni sono arrivati - da soli - sulle coste italiane: la miseria di Agades, la traversata del deserto, gli orrori delle carceri libiche, il terrore del naufragio nelle acque gelide di un Mediterraneo invernale e ostile.A metà strada esatta tra un romanzo di formazione e un documentario, queste pagine ci permettono di toccare con mano, di scoprire in prima persona che cosa c'è davvero dall'altra parte dell'"allarme immigrazione", quello che troviamo rilanciato negli slogan più beceri di questo medioevo permanente in cui la politica ci ha catapultati.Un libro per capire l'importanza di essere testimoni. Perché, alla fine, l'unico pericolo che corre davvero la nostra civiltà davanti al tumultuoso flusso migratorio di quest'epoca è quello dell'incomprensione e della stupidità.

Riunione di famiglia
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Hornak, Francesca

Riunione di famiglia

Mondadori, 09/10/2018

Abstract: La villa nel Norfolk piena di spifferi che Emma ha ereditato è perfetta per le festività natalizie e per la prima volta dopo anni è pronta ad accogliere la famiglia Birch al completo. Ci sarà miracolosamente anche Olivia, la figlia maggiore, che di solito è in giro per campi profughi come operatrice umanitaria. In realtà, il ritorno di Olivia non è voluto: in Liberia, durante la sua ultima missione, è scoppiata una terribile epidemia che la costringe a rientrare e a trascorrere una settimana in completo isolamento per assicurarsi di non aver contratto il virus. E quali compagni migliori per questo ritiro forzato che i propri familiari?Chiusi in casa per sette giorni, separati dal resto del mondo senza nemmeno una connessione wi-fi decente, i Birch devono condividere un'inusuale intimità. Resa via via più problematica dai piccoli e grandi segreti che nessuno vuole rivelare fino al termine della quarantena e dai preparativi di matrimonio della figlia più piccola che, all'opposto di Olivia, non è mai entrata in contatto con il benché minimo problema della vita vera. In un'atmosfera sull'orlo della crisi di nervi, che cosa potrebbe peggiorare le cose se non l'arrivo di un ospite decisamente inatteso?Un romanzo brillante che mette a nudo i cortocircuiti tra parenti e ci ricorda che non c'è niente di meglio - e di peggio - di una riunione di famiglia (a Natale). Una commedia divertente e sentimentale nella migliore tradizione inglese.

Breviario dei nostri giorni
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Ravasi, Gianfranco

Breviario dei nostri giorni

Mondadori, 16/10/2018

Abstract: "Ieri mi sono comportata male nel cosmo. / Ho passato tutto il giorno senza fare domande, / senza stupirmi di niente." È con questi versi - un mea culpa che è anche una dichiarazione d'intenti - della poetessa polacca Wisława Szymborska che il cardinal Ravasi apre, il 1° gennaio, il suo Breviario dei nostri giorni, un testo che propone al lettore, di volta in volta, una frase, un detto, una citazione tratti da opere di autori di epoche, culture, fedi diversissime fra loro, o anche di nessuna fede, ma sempre capaci di condensare in poche, incisive parole una verità, un'esperienza, un insegnamento. Ogni citazione è seguita da una riflessione, che ne distilla, goccia a goccia, tutto il succo. Sono spunti che hanno la forza dell'aforisma, del detto essenziale, così brevi da poter essere letti nell'arco di cinque minuti, poiché, come il grande Cervantes, anche Ravasi si dice convinto che "non c'è buon ragionamento che sembri tale quando è troppo lungo".Nell'arco dell'anno si spazia da Plutarco a Oscar Wilde, da Kant a Woody Allen, da Voltaire a Gandhi, a Pavese, passando per Einstein e Wittgenstein. Dagli autori "impegnati" ai commentatori "leggeri", tutti offrono un'occasione preziosa per fermarsi un attimo a meditare, attività che non ha solo una valenza religiosa, anzi, "è un'esperienza radicale umana, una sorta di medicina dell'anima" capace di dare "una scossa al cuore intorpidito" da una malsana sonnolenza.E proprio come il breviario ecclesiastico, che raccoglie i testi della preghiera ufficiale quotidiana della Chiesa ed è chiamato anche "Liturgia delle Ore" perché scandito sulla trama delle ore della giornata e secondo lo svolgersi dell'anno liturgico - Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua -, anche questo breviario spirituale e laico accompagna il lettore durante tutti i 366 giorni dell'anno solare.È quindi un testo ritmato su una cadenza quotidiana, da leggere e meditare passo dopo passo: "un canto ogni giorno, un canto per ogni giorno" come recita un antico motto giudaico. Quelle che Ravasi fa scaturire da ogni singola citazione sono infatti riflessioni da centellinare, da prendere a piccole porzioni, assaporandole e meditandole con calma e tranquillità. Solo così, "all'eccesso che genera nausea si sostituisce il piacere piccolo ma intenso che imprime un fremito al palato dell'anima".

Guerrieri di sogni
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Mazza, Viviana

Guerrieri di sogni

Mondadori, 23/10/2018

Abstract: Il suo volo era appena iniziato, e l'avrebbe portata in territori inesplorati, ma Maud sapeva con certezza una cosa: la sua vita non era il prodotto delle circostanze ma delle sue decisioni, umili e gioiose, e del duro lavoro, consumato nella notte, mentre il resto del mondo dormiva.Se pensi all'anno prossimo coltiva il riso, se pensi ai prossimi dieci anni pianta alberi, ma se pensi ai prossimi cent'anni scommetti sulle persone, dice un proverbio cinese. Ed è proprio ciò che fanno i protagonisti di questo libro. Scommettono su se stessi, mettendosi in gioco per realizzare i propri sogni.Dal piccolo Wang Fuman, che in Cina percorre ogni giorno a piedi, nel gelo, la strada per andare a scuola, a Emma, che negli Stati Uniti combatte contro la libera vendita delle armi, dopo avere perso i suoi compagni di scuola durante una sparatoria; da Negin, che in Afghanistan studia per diventare direttore d'orchestra anche se nel suo paese la musica è considerata immorale, alla piccola Nojoud, sposa bambina yemenita, che si ribella e chiede il divorzio. Fino a Yacoub, profugo in Italia, che sta cercando da anni di ritovare sua madre. Loro, come tutti gli altri protagonisti di questi racconti sono sognatori e guerrieri, sono il nostro futuro.Tredici emozionanti storie vere, di ragazze e ragazzi di tutto il mondo, narrate dalla voce incisiva e vibrante di Viviana Mazza, con le raffinate illustrazioni di Paolo d'Altan.

Una yurta sull'Appennino
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Scolastici, Marco

Una yurta sull'Appennino

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Marco Scolastici era un ragazzo come tanti, iscritto alla facoltà di Economia a Roma, pieno di incertezze sul futuro. Poi un giorno, in un bar, si è imbattuto in una foto su un calendario: ritraeva il vecchio acero di Macereto, il Monte Bove, i pascoli in cui suo bisnonno Venanzio era cresciuto: curandoli, desiderandoli e infine comprandoli. Meno di una settimana dopo Marco ha lasciato la capitale. Il suo è stato un viaggio di ritorno verso casa difficile, talvolta doloroso, e quando pareva concluso la terra ha cominciato a tremare: era il 2016. Il buon senso gli suggeriva di scappare, ma quello sconosciuto altopiano delle Marche per lui era la vita. Non poteva abbandonare le sue pecore, i suoi asini, i maremmani. Cosí ha montato una yurta mongola accanto alla propria casa inagibile e ci ha trascorso l'inverno. Il sisma non sarebbe stato la fine di tutto, ma l'occasione per un nuovo inizio."Il silenzio è diluito in tutto ciò che fa parte dell'altopiano. Anche per questo il terremoto è stato sconvolgente: per la prima volta ho sentito le montagne urlare e, dopo l'urlo, i rumori sono diventati gli stessi che si sentono ovunque. È stato cosí per settimane, mesi, poi lentamente la natura ha cominciato a ricucire le cose, come è avvenuto milioni di volte nella storia di questa terra. Tra poco il silenzio tornerà a essere intatto come lo era nelle prime settimane in cui esploravo Macereto alla ricerca del suo sussurro".

Paolina
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Lodoli, Marco

Paolina

Einaudi, 25/09/2018

Abstract: Paolina ha quindici anni e la sensazione di averne diecimila. Di essere inutile eppure in qualche modo necessaria, come una montagna che fa da contrappeso al mondo impedendogli di precipitare. Con l'immensa fatica degli ultimi, di chi ha solo il posto che gli è stato assegnato e nient'altro, Paolina percorre la sua strada con la forza e la purezza di una creatura celestiale chiamata a un compito supremo: andare piú lontano e non essere mai infelice, neanche nell'infelicità. Quando Paolina scopre di essere incinta non ha niente e nessuno, solo tanti pensieri da mettere in fila, un giorno per decidere, e tre rose rosse ricevute in dono da una zingara. Investita di un compito piú grande di lei, s'incammina per le strade di Roma invisibile al mondo, alla ricerca dei tre ragazzi con cui ha avuto una breve storia d'amore. Il primo è un punk che suona in un centro sociale, il secondo è un borghese che tira di scherma, il terzo è un amico pieno di problemi. Quando li trova, è ogni volta un incontro difficile, vibrante, deludente. Nessuno di loro vuole essere il padre di suo figlio: sono infelici, fragili, confusi, ma sono soprattutto così rassegnati da sentirsi già la vita alle spalle. Paolina si trascina per la città ancora piú sola, in una giornata che sembra dilatarsi all'infinito, e che diventa ai suoi occhi attenti un immenso teatro in cui da sempre si ripete identica la stessa scena. Sarebbe bello sparire, pensa, o forse, nonostante tutto, incrociare uno sguardo "che la mantenga nel mondo", che le dica che in quel caos anche il suo esserci ha un senso. E cosí arriva la sera, il buio, la paura, e Paolina non può far altro che chiudere gli occhi, per difendersi dal mondo e rifugiarsi altrove, in un ricordo leggero che la porti via di lí. Ma all'alba, nella macchina parcheggiata in cui ha trascorso la notte, il cellulare suona. Ed è una telefonata assurda e miracolosa. Una voce sconosciuta che sa come proteggerla perché da sempre conosce la sua solitudine. E soprattutto quel vuoto incolmabile che la rende diversa eppure speciale, perché, le rivela, nel suo niente c'è coraggio, c'è il mondo intero, e tutta se stessa. Ancora una volta, con parole cariche di poesia, Lodoli cuce in una storia il finito e l'infinito, la fragilità e l'assoluto, il tempo e l'eternità.

Balle mortali
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Burioni, Roberto

Balle mortali

Rizzoli, 09/10/2018

Abstract: "Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo."In questo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un'otite curata con l'omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella - due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese - ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto "siero" anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra. E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l'AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell'intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

Buon pupazzo di compleanno!
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Stine, Robert L. - Bellini, Beatrice

Buon pupazzo di compleanno!

Mondadori, 09/10/2018

Abstract: "Un vero pupazzo da ventriloquo!Papà, lo aspettavo da anni!" I suoi genitori sorrisero compiaciuti."Wow! Questo tipo è piuttosto bruttino" disse Ian. "Cioè, sembra cattivo.Ha un'espressione quasi malvagia." Oggi è il compleanno di Ian: dodici anni e in programma una festa noiosa, in compagnia di sua sorella e dei pestiferi, dispettosi cugini Vinny e Jonny. Per fortuna tra i regali c'è Slappy, il pupazzo con cui Ian può finalmente esprimere le sue doti da ventriloquo. Ben presto però Slappy inizia a muoversi e parlare da solo, e il regalo di compleanno si trasforma in un terribile incubo