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Il narratore
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Benjamin, Walter - Solmi, Renato

Il narratore

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Note a commento di Alessandro Baricco. Il narratore è un breve saggio scritto da Walter Benjamin nel 1936 e destinato a rimanere nel tempo un testo di riferimento per qualunque riflessione sullo statuto del narrare. Il suo pretesto è l'opera di Nikolaj Leskov, scrittore russo contemporaneo di Tolstoj e Dostoevskij, ma lo scopo è ricostruire la figura del narratore, i grandi e semplici tratti autentici che lo contraddistinguono, riportarne alla luce il significato originario. Ma non solo. Raccontando con una precisa drammaturgia da dove mai venga il narratore, Benjamin ci lascia in eredità la descrizione ideale di che cosa ancora oggi dovrebbe rappresentare chi narra storie, una figura che, innalzata nella cerchia dei maestri e dei saggi, "sa orientarsi sulla terra senza avere troppo a che fare con essa". Ad accompagnarci alla scoperta di questo piccolo saggio è Alessandro Baricco che, con una nota introduttiva, una conclusiva e un commento puntuale a ogni capitolo, ci aiuta a comprendere perché Benjamin, meglio di ogni altro, può introdurci a riflettere su cosa mai veramente sia "il sortilegio della narrazione". "L'arte di narrare volge al tramonto perché vien meno il lato epico della verità, la saggezza. Ma si tratta di un processo che ha origini lontane. E nulla potrebbe essere piú sciocco che vedere in esso solo un "fenomeno di decadenza", per non dire un fenomeno "moderno"; mentre è solo un fenomeno concomitante di forze produttive storiche, secolari, che a poco a poco ha espulso la narrazione dall'ambito del discorso vivo e insieme fa percepire una nuova bellezza in ciò che svanisce".

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Benjamin, Walter - Cacciari, Massimo - Valagussa, Francesco - Filippini, Enrico

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: "L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia". Massimo Cacciari

Il malato immaginato. I rischi di una medicina senza limiti
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Bobbio, Marco

Il malato immaginato. I rischi di una medicina senza limiti

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Ogni individuo ha diritto alla cura migliore. Ma qual è la cura migliore? Marco Bobbio si interroga sulla pratica di una medicina sempre più invadente, che diffonde il timore, su basi meramente statistiche, di minacciose malattie, induce il bisogno di terapie anche quando si sta bene, non sa riconoscere i propri limiti e ci impone trattamenti standardizzati. Dati, numeri, trend hanno sostituito l'individuo, le sue preferenze e i suoi valori, ma questo castello di certezze mostra sempre più tutta la sua fragilità. Col risultato che siamo curati molto meglio rispetto a cinquant'anni fa, ma stiamo peggio. Attraverso le storie dei rapporti quotidiani tra medici e ammalati, emerge il disagio di una medicina che si allontana dalla persona sofferente, riducendola a un insieme di parametri alterati.

L'insicurezza sociale
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Castel, Robert - Galzigna, Mario - Mapelli, Maddalena

L'insicurezza sociale

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Un senso d'insicurezza domina le nostre vite. Temiamo di venir aggrediti per strada o in casa. Paventiamo di perdere il lavoro, di non ottenere la pensione, di cadere malati senza poterci curare. È vero che le protezioni dalla violenza e dai rischi dell'esistenza sono ancor oggi piú elevate di quanto non fossero un secolo fa. Accade però che ambedue i generi di protezione vengano oggi erosi da un'ideologia che attribuisce solo all'individuo la responsabilità dei suoi mali, e da un sistema produttivo che divide le persone - classificazione abbietta - in vincitori e vinti. Per accrescere la sicurezza materiale dei beni e delle persone, nota l'autore, bisogna difendere lo Stato di diritto. Per contrastare l'insicurezza dinanzi al futuro occorre salvare lo Stato sociale, dotandolo della capacità di far fronte alle contingenze generate dalla ipermobilità del lavoro e dall'anarchia dei mercati. A ricondurre entro limiti ragionevoli l'una e l'altra dovrebbe provvedere, potremmo aggiungere, lo Stato senza aggettivi. Luciano Gallino

Pensare l'Italia
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Schiavone, Aldo - Galli Della Loggia, Ernesto

Pensare l'Italia

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Due intellettuali, diversi per formazione, studi e storie culturali, ma uniti dalla volontà di capire, in un dialogo sul loro Paese. Ora che l'ondata di celebrazioni per l'anniversario dell'Unità italiana sta per concludersi, si avverte la necessità di un bilancio: dove siamo esattamente, e in che modo e perché ci siamo arrivati? Solo cosí potremo renderci conto di come sia forte e realistico il rischio di un declino già altre volte sperimentato nella nostra storia, e quanto sia ancora possibile mantenere aperte le porte del nostro futuro. *** "Discutono di tutto, senza essere d'accordo su niente (...) Eppure, proprio per questo, il dialogo tra Ernesto Galli della Loggia e Aldo Schiavone è prezioso (...) Il loro scambio però non è dettato da boria erudita, ma da una spinta civile: capire quale destino aspetta l'Italia (...)" Marina Valensise, "Panorama"

Centoquattro poesie
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Dickinson, Emily - Bre, Silvia - Bre, Silvia

Centoquattro poesie

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Curandomi di non togliere e, soprattutto, di non aggiungere nulla, ho cercato di aderire minuziosamente a ognuna delle grandi parole dai molteplici significati che incarnano l'intenso dialogo da lei intrattenuto con l'Altro. La struttura essenziale delle strofe mi ha spesso consentito di conservare senza forzature un'alta quota del ritmo e della musicalità così tipici del suo incedere, il tono austero che rende autorevole la voce e che fa di ogni sua poesia un incontro non tanto mediato dalle parole, quanto, immediato, nelle parole. dalla nota di Silvia Bre

Storia naturale di una famiglia
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Armanino, Ester

Storia naturale di una famiglia

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: "Erano le sue colleghe a farmi paura. Depositavano il rossetto sulle tazzine del caffè, guardando attentamente si potevano vedere le uova. Parlavano, prolificavano, e mio padre non si accorgeva di niente, pagava tutti i caffè. Una di loro, di solito la piú pericolosa, diceva: e come si chiama questa bella bambina?" "Da qualche parte ho letto che la muta è la fase più delicata della vita di un insetto, il momento in cui è maggiormente esposto ai predatori e alle cadute ". Bianca guarda accadere le cose, le osserva nei dettagli, come un'entomologa ragazzina. Solo che il mondo è troppo grande, mobile e complicato, scappa continuamente da tutte le parti. Soprattutto la sua famiglia. Un padre sempre circondato da donne-mantidi. Una madre operosa con gli occhi di Jane Birkin, posati ormai solo sui figli. Un fratello adolescente che la sua forza se l'è tatuata come monito sul braccio. Ma lo sguardo di Bianca è implacabile, perché la felicità della sua famiglia è solo una superficie luccicante. Per questo la rabbia che le si è infilata dentro, quella specie di scheggia tra le pieghe più morbide, Bianca vorrebbe spingerla su, arrotolarla sulla lingua e sprigionarla come un veleno. Se "crescere è abbandonare" - così dice sua madre -, allora forse occorre imparare a fidarsi di nuovo, con quel misto di adrenalina e timore che si prova quando ci si tuffa da uno strapiombo. Procedendo per fotogrammi pungenti, cronache intime e precise, Ester Armanino conquista da subito il lettore. Con una scrittura fresca e sicura, straordinariamente limpida, affronta in modo originale il tema classico dell'attraversamento della linea d'ombra.

La fine di quest'arte
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Bre, Silvia

La fine di quest'arte

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Ecco la notte, ciò che ti oltrepassa e ti lascia dove non sei dentro un altro dominio dentro un altro. Solo un gallo ancora muto che non vedi è piú che mai il suo canto nell'aperto di un'idea, in un'alba che viene e viene tanto che ti svegli.

Il fiume ti porta via
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Pasini, Giuliano

Il fiume ti porta via

Mondadori, 01/06/2015

Abstract: Per un uomo come Roberto Serra, che considera il lavoro in polizia come una missione, è impossibile accettare l'ingiusta sospensione che lo obbliga all'inattività. Perciò gli basta leggere un trafiletto di giornale, e capisce cosa deve fare. È stato assassinato Mario Gardini, l'anziano medico che gli aveva mostrato come ammansire la Danza, l'inspiegabile disturbo che lo porta a vivere brandelli di vite che non sono la sua, come in una lucida allucinazione. Così, anche per fuggire dalle macerie della sua unica storia d'amore, Roberto finisce nella Bassa emiliana, a Pontaccio, un pugno di case multicolori ricostruite nel '60 sul grande fiume dopo una devastante alluvione. Ad attenderlo, nell'afa inclemente di quella fettaccia di terra tra fiume e monte che sa di Guareschi e Sergio Leone, trova il maresciallo cattolico, l'appuntato comunista, la bella e solitaria Serenella che gestisce l'unico "Bartrattoria" del borgo assieme alla figlia Lucilla. E un mistero che sembra impossibile da dipanare, tra speculatori, pericolose dark lady, giovani perduti, anziani melomani e hippy fuori tempo massimo. Ma, soprattutto, trova le ombre dei pazienti del manicomio ospitato nella vicina reggia di Colorno, la grande e tetra Ca' di màt che, sino alla chiusura, era stata diretta proprio da Gardini. Chi ha massacrato il medico sulla porta di casa? Perché tutti lo chiamavano "Il re dei matti"? In che misura sono coinvolti gli ex pazienti di Colorno? Serra ha i giorni contati, e man mano che si addentra nel caso fatica sempre più a distinguere i matti dai cosiddetti normali, mentre le tanto invocate piogge d'agosto finalmente arrivano sotto forma di un diluvio che colma il Po al punto che l'onda di piena minaccia di spazzare via di nuovo Pontaccio. Giuliano Pasini riporta Serra nei luoghi che lo hanno presentato ai lettori nel fortunatissimo Venti corpi nella neve, grande successo di critica e pubblico. Il risultato è un noir emozionante e avvincente, ambientato in una torrida estate emiliana, tra manicomi abbandonati, osterie, vendette spietate, in un agosto segnato dalla presenza maestosa e incombente del Po in piena.

Caligola - impero e follia
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Forte, Franco

Caligola - impero e follia

Mondadori, 01/06/2015

Abstract: Ha appena cinque anni, Gaio Giulio Cesare, quando il padre decide di portarlo con sé per una campagna militare nelle terre da cui ha preso il suo nome: la Germania. Perché suo padre è Germanico, il più potente e acclamato generale di Roma. L'uomo che molti vorrebbero incoronare imperatore, al posto dell'odiato e temuto Tiberio. Il comandante che non ha paura di nulla, tranne che di un essere umano: la moglie, Agrippina, nipote di Augusto, la madre dei suoi figli. Tra loro c'è Gaio, che non ama il suo nome e preferisce il soprannome che gli hanno dato i suoi amici legionari, cui procura schiave e divertimenti, ottenendo in cambio di essere accolto nel loro gruppo e ricevere i loro duri insegnamenti. Quel soprannome che prende origine dalle calzature militari troppo larghe che ha sempre ai piedi, le caligae. Quel soprannome che porterà con sé per tutta la vita: Caligola. E quando suo padre Germanico viene avvelenato ad Antiochia, la terza città più grande del mondo, il piccolo Caligola giura che avrà la sua vendetta. È in quel momento che capisce che essere amato non basta, che essere un grande guerriero non è sufficiente, che il vero potere risiede nelle informazioni. Per questo impara ad attraversare non visto i corridoi dei palazzi imperiali, dove viene a conoscenza di trame, intrighi e congiure, ordite da uomini assetati di potere e da donne crudeli e disinibite. Sotto il sorriso maligno del vecchio Tiberio, che pare avere stretto un patto con gli dèi, tanto si mantiene lucido, energico e spietato anche in vecchiaia. Così il piccolo Caligola intraprende il percorso che lo porterà a sedere sul trono dell'Urbe. Un percorso lungo, pieno di ostacoli, in cui la tentazione della vendetta deve essere sempre temperata da prudenza e astuzia. Un percorso che farà sì che sarà lui, non suo padre, non i suoi fratelli, il nuovo imperatore di Roma. Restituendo gli intrighi, le alleanze sempre pronte a mutarsi in tradimento, la lussuria e l'avidità della Roma imperiale, che nelle pagine di Caligola - Impero e follia non ha nulla da invidiare alle capitali delle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" di George R.R. Martin, Franco Forte scrive un romanzo straordinario, che reinventa, con taglio originale e moderno, il mito dell'imperatore più odiato della storia. Dando voce, per una volta, alla sua versione.

Insuperabile
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Glines, Abbi

Insuperabile

Mondadori, 09/06/2015

Abstract: Rush è il classico bello e dannato. Vive in una villa sulla spiaggia, guida macchine di lusso, è la star di Rosemary beach. Tutti i ragazzi vorrebbero essere lui e tutte le ragazze vorrebbero stare con lui. Finché un giorno arriva Blaire, con il suo pick-up tutto ammaccato e una pistola sotto il sedile. È bellissima ma è la sua sorellastra, rimasta sola al mondo e costretta a chiedere aiuto al loro padre che l'ha abbandonata anni fa. Rush sa che deve starle lontano anche se è stupenda, anche se ha bisogno di lui, anche se non ha mai desiderato nessuna così tanto

Mare al mattino
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Mazzantini, Margaret

Mare al mattino

Mondadori, 19/05/2015

Abstract: "Questo libro è una novità nel percorso della Mazzantini. Il suo stile si è prosciugato mettendo in rilievo l'essenziale; le frasi, brevi o brevissime, spesso aforistiche, hanno un grande potenziale emotivo. Ognuna ci colpisce, e va ben meditata e assimilata. La narrazione, fotografando visioni di forte impatto simbolico, ci lascia immagini inconsuete e non dimenticabili." Cesare Segre, CORRIERE DELLA SERA"Un piccolo libro su un'immensa catastrofe, una testimonianza del nostro tempo, piena di poesia." BUCH MARKT"Come sempre Mazzantini trova le parole per esprimere il dolore e la sofferenza dei vinti, i dimenticati ai margini della Storia." LE MONDE"Margaret Mazzantini conferma, se mai ce ne fosse bisogno, le sue eccezionali doti narrative. Mare al mattino evita il facile sentimentalismo che spesso accompagna il dramma dell'emigrazione." EL PAIS

I monaci di Cluny
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Cantarella, Glauco Maria

I monaci di Cluny

Einaudi, 19/05/2015

Abstract: Come in un romanzo, Cantarella ripercorre, dalla fondazione al XII secolo, le vicende che videro questo luogo di riflessione e isolamento influenzare la politica e la società medievale, divenendo in breve tempo un centro di irradiazione spirituale, un laboratorio pedagogico, un modello di civiltà per l'intera Europa. Della grande stagione cluniacense, dei suoi monaci e dei suoi abati - fra tutti si staglia imponente la figura di Odone - I monaci di Cluny ci restituisce il clima di un mondo fatto di silenzio e preghiera, di solitudine e contemplazione, ma capace di adempiere egregiamente al ruolo "politico" di mediazione tra cielo e terra, tra potere spirituale e potere temporale. Edizione aggiornata.

Per la verità
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Marconi, Diego

Per la verità

Einaudi, 19/05/2015

Abstract: In questi ultimi anni, il dibattito pubblico si è occupato di verità e relativismo: alcuni hanno sostenuto che solo un sano relativismo permette di evitare l'intolleranza e di mettere un freno alle pretese oppressive del fondamentalismo, altri hanno rivendicato i diritti della verità e messo in guardia contro la deriva nichilista del relativismo. Due fatti politici di grande portata hanno condotto a questo: da un lato l'esplosione di aggressività antioccidentale di frange del mondo islamico; dall'altro la forte influenza degli ambienti religiosi piú reazionari. Questi fatti hanno innescato una discussione non proprio serena, in cui i partigiani della verità venivano fatti passare per fondamentalisti se non per terroristi, e i sostenitori del relativismo venivano a loro volta accusati di essere complici del terrorismo. Diego Marconi prova a leggere questo dibattito alla luce della riflessione filosofica sul concetto di verità - di cui si è a lungo occupato - nel tentativo di fare ordine e di chiarire aspetti che le frettolose semplificazioni dei giornali tendono a dimenticare. Nella convinzione che, laddove i filosofi abbiano una effettiva competenza - ed è il caso dei problemi della verità e del relativismo - il loro intervento possa fare qualche differenza per la percezione pubblica di problemi di un certo rilievo.

I misteri della Jungla Nera (Einaudi)
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Salgari, Emilio - Lawson Lucas, Ann - Ferrero, Ernesto

I misteri della Jungla Nera (Einaudi)

Einaudi, 19/05/2015

Abstract: Per vivere questa avventura Salgari ci trasporta sul delta del Gange, in una jungla nera, dove il buio è popolato di giorno da un silenzio funebre e di notte da un frastuono di urla, ruggiti e sibili che gela il sangue. È sullo sfondo di un ambiente cosí ostile che si intrecciano le vicende di Tremal-Naik, cacciatore di serpenti ed eroe solitario, Kammamuri, suo fedele compagno, il diabolico Suyodhana, Ada Corisbant, figlia di un ufficiale inglese che è stata rapita dai Thug, i sanguinari fedeli della dea Kâli, le cui vittime vengono offerte in sacrificio alla dea della morte e della distruzione. Con un sapiente uso di esotismo e realismo storico, anche il lettore è trascinato in un vortice di inseguimenti, agguati mortali, amori impossibili. Con la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia scelta.

Atti unici
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Cechov, Anton - Strada, Vittorio

Atti unici

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Rispetto alle prime prove drammatiche la tetralogia non è semplicemente una fase più matura: essa ha il senso di un passaggio dalla naturalità all'astrazione. Come nel giovane Kandinskij dai lavori Jugendstil osserviamo emergere magicamente le forme astratte, così in Cechov dal dramma tradizionale si arriva, in tutta la tetralogia a quell'"opera astratta come una sinfonia di Cajkovskij" di cui parlava Mejerchol'd, dove anche gli oggetti sono presenti come quei "correlativi oggettivi" che Eliot definisce in un saggio sull '"Amleto": dati esterni, il cui sistema deve evocare un'emozione particolare. In questo teatro "astratto" c'è un fascino ipnotico che ancora ci incanta e c'è tutta la limpida umanità di uno scrittore, il cui principio etico-intellettuale fu, come egli scrisse, "la più assoluta libertà, la libertà dalla forza (cioè dalla pressione di qualsiasi forza. v.s.) e dalla menzogna", in qualunque forma esse si manifestino, e per il quale quindi il futuro non era un dogmatico feticcio ideologico, ma una critica costruzione ininterrotta, una razionale speranza fondata sui valori di un rinnovato umanesimo laico-cristiano." (Dall'Introduzione di Vittorio Strada)

Tre sorelle
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Cechov, Anton - Guerrieri, Gerardo

Tre sorelle

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: "Racconta Stanislavskij che alla fine della prima lettura delle Tre sorelle gli attori piangevano, ed esclamavano "che dramma!" o "che tragedia!" A tali parole Cechov si rabbuiò, si alzò e usci dal teatro. Stanislavskij, che lo rincorse fino a casa, lo trovò non solo afflitto e depresso, ma fuori di sé. Aveva scritto un vaudeville, e gli attori lo prendevano per un dramma! (Questa reazione mi ricorda quella, opposta, dei "conoscitori" romani di Cechov, che alle recite delle Tre sorelle lanciavano sguardi terribili e scandalizzati ai malcapitati in mezzo al pubblico che osavano ridere a situazioni e a battute scritte per far ridere)". Dalla Prefazione di Gerardo Guerrieri

Il puro e l'impuro
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Jankélévitch, Vladimir - Lisciani-Petrini, Enrica - Zini, Valeria

Il puro e l'impuro

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: Contro tutte le metafisiche, antiche e moderne, che hanno cercato di immunizzare l'esperienza umana, purificandola dalla sua stessa costitutiva molteplicità, Jankélévitch riconosce nell'infinita alterazione della vita l'unica fonte di senso per l'azione umana. In tal modo, in un paradossale elogio dell'equivoco, l'impurità diventa la sede indepassabile di una purezza non metafisicamente presupposta, ma calibrata sull'attitudine intransigente a discernere in ogni singola occasione il bene dal male.

Un viaggio in Italia
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Ceronetti, Guido

Un viaggio in Italia

Einaudi, 01/06/2015

Abstract: A volte a piedi, a volte in treno, a volte in corriera, sempre con gli scrittori amati nella valigia: così Ceronetti viaggiò per l'Italia in un periodo di circa due anni, fra il 1981 e il 1983, ispirato da Giulio Einaudi che aveva intuito sposarsi molto bene la sua indignazione satirica con il resoconto di viaggio. Ceronetti attraversa grandi città e piccole località di provincia, visita piazze, monumenti, musei, ma anche carceri, cimiteri, distretti di polizia, manicomi. Annota i manifesti affissi sui muri, le insegne dei negozi, e denuncia le volgarità che lo feriscono. Ma il libro non è solo un reportage splendidamente fazioso. È anche un taccuino affollato di pensieri, di citazioni, di idiosincrasie. Un'enciclopedia caotica da cui attingere il pensiero di Ceronetti: sempre spiazzante, apocalittico, divertente. *** "Ceronetti ha il dono di sapere tutto prima di saperlo, la conoscenza delle cose e delle parole avviene nel suo minuscolo ventre vuoto di asceta vampiro, di flâneur diurno, di pellegrino italico. La sua prosa è in perenne ebollizione, manda lampi, rombi, sciabolate di fuoco, risate luciferine commiste a lievi sorrisi dolci e funebri, spesso si tace ma se si aguzza l'orecchio ecco il lieve, lievissimo fruscìo della silenziosa aquila delle grandi altezze che tutto vede e tutto sorvola". Goffredo Parise (1985)

L'eleganza del riordino
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Scott, Jennifer L.

L'eleganza del riordino

Piemme, 13/05/2015

Abstract: Volete sapere qual è la ricetta miracolosa per essere più belle, affascinanti e felici? Imparare a riordinare. La nostra casa è un microcosmo, una rappresentazione in piccolo del mondo reale. Più si riesce a vivere in modo piacevole lì, più verrà naturale continuare a farlo fuori. Quando in casa tutto scorre liscio, si appare più disinvolte ed eleganti. Si accumulano meno negatività, perché meno ci si affanna a cercare qualcosa perso nel marasma, meno ci si preoccupa di avere ospiti improvvisi o di cosa cucinare per cena, più la nostra aura di eleganza si farà luminosa. Come per incanto, ogni aspetto della vita migliorerà, l'eleganza diventerà una seconda natura, e si scoprirà che apparecchiare con cura la tavola anche solo per se stesse o mettere dei fiori è come farsi un'iniezione di autostima. Mai sottovalutare l'effetto cascata di una routine domestica ben orchestrata, in cui bastano pochi minuti al giorno per avere tutto a posto. Ci si sente meglio, si appare meglio all'esterno, più curate, sicure e lo charme ne guadagna. Grazie ai consigli di Jennifer Scott, liberarsi del superfluo, circondarsi di armonia e bellezza, apparire eleganti e disinvolte e godersi ogni angolo della propria casa e ogni istante della giornata diventeranno una seconda natura. E tutti penseranno che per essere così chic, dovete vivere in un castello. Soprattutto voi.