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Carlo Magno
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Barbero, Alessandro

Carlo Magno

Laterza, 16/04/2011

Abstract: Ecco una biografia estremamente piacevole da leggere, dallo straordinario piglio narrativo. Chiara Frugoni I tempi lontani in cui lEuropa era priva di strade e piena di paludi, finalmente sottratti alle nebbie delle nostre memorie scolastiche, in un saggio che si fa leggere come un romanzo. Laura Lilli, la Repubblica Nel giorno di Natale dellanno 800 Carlo Magno viene incoronato imperatore. Un poeta rimasto anonimo saluta in lui il padre dellEuropa. Oggi che i popoli del nostro continente sono avviati allintegrazione in unEuropa sovranazionale, la figura di Carlo Magno risulta di sorprendente attualità. Una biografia che unisce al rigore degli studi unappassionante scrittura letteraria. Tradotto in varie lingue, Carlo Magno. Un padre dellEuropa ha vinto nel 2002 il Premio Cherasco Storia.

Michelangelo. Una vita inquieta
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Forcellino, Antonio

Michelangelo. Una vita inquieta

Laterza, 30/06/2011

Abstract: Questo libro è un'occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest'uomo ossessionato dall'arte, a volte selvatico, senz'altro fragile, comunque unico. Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l'artista e ci riporta sulle impalcature, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello. Armando Torno, "Corriere della Sera"Pochi sono i biografi italiani capaci di raccontare con passione di romanziere e precisione di studioso come Forcellino. Il suo Michelangelo racconta la vita di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re.Brunella Schisa, "il Venerdì di Repubblica"

Marco Polo
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Bianchi, Vito

Marco Polo

Laterza, 30/06/2011

Abstract: "Urgeva andare. Prima che magari lo facesse qualcun altro, prima di essere preceduti sulla via dei guadagni, sulla rotta delle ricchezze promesse dall'immenso mercato del Catai. Era il 1271. Stavolta, insieme ai fratelli Polo, al fianco di Niccolò e Matteo avrebbe viaggiato Marco, diciassette anni e l'entusiasmo di mille sogni da rendere vivi."Era ormai ventenne, Marco Polo, quando si ritrovò alle propaggini occidentali della Grande Muraglia. "Il ciclopico bastione non impressionava, non poteva sconcertare chi s'era sobbarcato migliaia di chilometri di marcia fra picchi selvaggi e deserti cocenti. Più che un muraglione semidecadente incuriosivano gli empori, i commerci, le mercanzie, le modalità per procurarsene e gli itinerari per rifornirsene. Interessavano i falconi, i cammelli, i boschi di pino, la meravigliosa lana bianca che si filava dal soffice sottopelo dello yak, i tessuti dorati, le stoffe pregiate, le miniere argentifere, e quegli individui dalla barba rada, dai capelli corvini e dal naso piccolo, e le belle donne dalle carni lucenti. Era il Levante, che si annunciava prepotente. Era il Catai. Avevano pazientato, i Polo, aspettando un cenno del gran khan che li chiamasse a coprire l'ultimo pezzo di strada. Una staffetta, incaricata da Kubilai, già galoppava per andarli a prendere". È un mondo che cambia, quello tra Duecento e Trecento. Oriente e Occidente si avvicinano, i commerci fanno esplodere gli orizzonti. Si viaggia, si osserva, si torna a casa con fantastici racconti. Di questa realtà in trasformazione Marco Polo seppe diventare l'eroe nuovo, il cronista, il pioniere.

Prima lezione di medicina
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Cosmacini, Giorgio

Prima lezione di medicina

Laterza, 30/06/2011

Abstract: La guarigione, la terapia, la cura dei malati, la prevenzione, la funzione della ricerca e della tecnica. Infine la voce dei doveri, dei principi morali, della coscienza: l'arte medica nelle pagine di uno scienziato filosofo.

Prima lezione di retorica
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Mortara Garavelli, Bice

Prima lezione di retorica

Laterza, 18/05/2012

Abstract: La storia, i metodi, le funzioni, gli esempi, le tante possibilità dell'arte del dire nel racconto esemplare di una linguista di fama.

Prima lezione di filosofia morale
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Lecaldano, Eugenio

Prima lezione di filosofia morale

Laterza, 16/04/2011

Abstract: Ogni giorno siamo chiamati a scelte morali nuove e difficili e di certo fondamentali per la nostra vita: dalla bioetica al trattamento degli animali, dalle trasformazioni dell'ambiente alla pluralità delle culture e alla distribuzione delle risorse tra gli esseri umani. Confrontandosi con la filosofia e la ricerca empirica dall'Illuminismo a oggi, Eugenio Lecaldano propone un'introduzione generale alla filosofia morale che, messe da parte impostazioni rigide e schematiche, mostra il ruolo risolutivo delle emozioni e dei sentimenti, vitali per le relazioni tra le persone.

Prima lezione di teologia
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Ruggieri, Giuseppe

Prima lezione di teologia

Laterza, 18/05/2012

Abstract: La teologia applica la metodologia scientifica al discorso su Dio e vuole quindi accordare il pensiero di questo mondo con il messaggio cristiano. Ma il discorso su Dio nel cristianesimo del Nuovo Testamento non è in ultima analisi una negazione del sapere di questo mondo? E, allora, la teologia è compatibile con il cristianesimo? Ed è possibile una teologia che resti fedele al messaggio di Gesù di Nazaret?

Prima lezione sul teatro
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Allegri, Luigi

Prima lezione sul teatro

Laterza, 01/03/2012

Abstract: Una guida per lo spettatore che vuole scoprire i significati e i linguaggi della scena teatrale. Unintroduzione alle principali componenti di uno spettacolo, dalla struttura dello spazio e del tempo alle scelte della scenografia e dei costumi, dalluso della luce e delle nuove tecnologie alle principali tecniche di recitazione. Una rassegna delle teorie e delle esperienze dei grandi protagonisti, dal teatro antico al teatro sacro medievale, da quello barocco fino al contemporaneo. Un invito a conoscere il teatro nellepoca della 'civiltà dello spettacolo.

La fiction italiana
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Buonanno, Milly

La fiction italiana

Laterza, 18/05/2012

Abstract: Dallo sceneggiato alle serie poliziesche, dalle storie di mafia alle biografie religiose e i drammi storici, dal fenomeno di popolarità de La Piovra, risposta italiana al serial statunitense Dallas, alla nascita di un'industria seriale con Un posto al sole, la prima soap opera nostrana: Milly Buonanno, da anni impegnata negli studi sul television drama, indaga la storia, l'evoluzione e i caratteri distintivi della narrazione televisiva italiana. Con una scoperta: la formazione del carattere 'tipicamente nazionale' della fiction è spesso il frutto di processi di commistione fra elementi culturali domestici e stranieri, nativi e di importazione, locali e globali, nella tensione costante fra identità nazionale e influssi internazionali.

L'arte di annacarsi
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Alajmo, Roberto

L'arte di annacarsi

Laterza, 05/04/2012

Abstract: "Enorme davvero: enorme, e unica, e inspiegabile è lossessione meteorologica dei siciliani. Se cè brutto tempo si sentono in colpa, si giustificano, come se avessero invitato qualcuno a casa propria facendogli trovare la tovaglia macchiata di sugo". Una stravaganza, ma non lunica. Se andate a Scicli troverete, per esempio, uninsolita raffigurazione della Grande Madre: in tutto il Mediterraneo è una figura archetipica soavemente benigna, mentre qui si trasforma nella Madonna delle Milizie, armata e a cavallo, parecchio minacciosa. Ma è tutta la Sicilia a essere, oltre che se stessa, anche il contrario di sé, capace di amori smisurati, che si esprimono nella fisicità degli incontri: è il tatto a prevalere fra i cinque sensi. I siciliani toccano. Ti toccano un braccio mentre cercano di capire di cosa hai bisogno e anche di cosa non sai ancora di avere bisogno. La sensazione di essere toccati può rivelarsi sgradevole, per il viaggiatore, ma anche lui a poco a poco si abitua, e alla fine qualcuno persino si dispiace quando poi nessuno lo tocca più. Apparenti contraddizioni e immobili mutamenti rendono lo spirito di una terra piena di angoli insospettabili. Marsala, Palermo, Ustica, Porto Palo, Favignana, Agrigento, Siracusa, Tindari, Catania, Gela, Taormina, Messina sono solo alcune delle tappe di Roberto Alajmo, un viaggiatore capace di raccontare riallacciando i fili di una trama antichissima e tormentata: in fondo lamore per la Sicilia è quello che si prova per una canaglia. Tu sai che è una canaglia, ma non puoi farci niente.Roberto Alajmo a Le Storie di Corrado Augias: guarda il videoRoberto Alajmo a Fahrenheit: ascolta l'audio

Bella e perduta
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Villari, Lucio

Bella e perduta

Laterza, 18/05/2012

Abstract: UnItalia dolente, notturna, divisa, risvegliata alla libertà. Le armi, le parole di un popolo che scopre se stesso dopo secoli di servitù. Giovani che hanno combattuto per lunità e lindipendenza della nazione. Questo è stato il Risorgimento. E questo resta lorizzonte storico insormontabile della nostra identità nazionale e del nostro Stato democratico.Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quale molti italiani non hanno avuto paura della libertà, lhanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. È stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dellItalia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà 'italiana è stata la rivendicazione dellunità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, laffermazione della sua indipendenza politica, la fine delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, lingresso nellEuropa moderna delle Costituzioni, dei diritti delluomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore delleguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese.Vincitore della V edizione del Premio nazionale di cultura "Benedetto Croce", sezione saggistica.

L'umiltà del male
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Cassano, Franco

L'umiltà del male

Laterza, 19/04/2012

Abstract: Il fascino del libro viene dal tema e dalla scrittura di Cassano che, pur affermando con forza il proprio punto di vista, mantiene aperta la soluzione responsabilizzando il lettore sui dilemmi tra l'essere e il dover essere, l'esistente e il futuribile, gli istinti individuali e la briglia che a essi pongono le istituzioni. Dall'iniziale polarità tra il bene e il male ne scaturiscono dunque molte altre che sono state il tessuto della modernità.Eugenio Scalfari, la RepubblicaI progressisti puntano le loro carte sulla necessità dell'emancipazione dell'uomo, i conservatori hanno sempre insistito sul fatto che l'uomo è debole, che matura tardi e che non esce mai definitivamente dall'infanzia. Tra i meriti del libro di Cassano c'è il riconoscere quanto questo principio abbia trovato attuazione nel mondo del populismo mediatico, e nell'invitare il pensiero progressista a fare i conti con questa circostanza.Maurizio Ferraris, "la Repubblica"Il bersaglio polemico di Cassano è l'orgoglio aristocratico di certi uomini retti che non vogliono sporcarsi le mani.Alessandro Piperno, "Corriere della Sera"Nella partita contro il bene, il male parte sempre in vantaggio grazie all'antica confidenza con la fragilità dell'uomo. Chi vuole annullare quel vantaggio deve riconoscersi in quella debolezza, invece di presidiare cattedre morali sempre più inascoltate.Senza un'élite competente e coraggiosa la politica muore. Ma questa spinta morale deve sapersi confrontare con la maggioranza degli uomini, misurarsi con la loro imperfezione, deve diventare politica. Come dimostra la figura del Grande Inquisitore, il male è un lucido conoscitore degli uomini e fonda il suo regno sulla capacità di coltivarne le debolezze. E sa adattarsi ai tempi, perché ha imparato a cambiare spalla alle sue armi: una volta esaltava la sottomissione, oggi offre con successo e su tutti i canali dosi crescenti di volgarità ed esibizionismo. Se vogliono far crollare questo potere, i migliori devono smettere di specchiarsi nella loro perfezione. Da sempre i Grandi Inquisitori usano questo sentimento di superiorità per isolarli da tutti gli altri, per ridicolizzarne l'esempio e renderli innocui. Chi spera negli uomini deve inoltrarsi nella zona grigia dove abita la grande maggioranza di essi, e combattere lì, in questo territorio incerto, le strategie del male.Vincitore del premio Capalbio 2011

Storia della filosofia raccontata da Fernando Savater
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Savater, Fernando

Storia della filosofia raccontata da Fernando Savater

Laterza, 19/04/2012

Abstract: Molte persone, quando sentono parlare di filosofia, hanno un sussulto. Filosofia? Che roba è? Sicuro non mi riguarda. E sbagliano, perché le domande fondamentali della filosofia prima o poi ce le siamo poste tutti: riguardano la morte, la verità, la giustizia, la natura, il tempo. Fare filosofia non è altro che riflettere sulla nostra umanità. Se non vi spaventa il fatto di essere umani, non vi può spaventare la filosofia.Ma chi sono i grandi filosofi? Persone come noi, che nel corso dei secoli hanno manifestato inquietudini per le stesse cose che ci rendono inquieti oggi. La loro storia è la storia delle avventure della ragione, la storia del loro genio e del loro ingegno, una storia in cui non mancano persecuzioni, prigioni e martiri, ma neppure scoperte sorprendenti.Questo libro vuole raccontarla con semplicità, senza pedanterie accademiche, perché chi la legge goda, senza complessi e compromessi, della sua emozione intellettuale.

Legnano 1176
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Grillo, Paolo

Legnano 1176

Laterza, 05/04/2012

Abstract: Ha ispirato una delle opere giovanili di Giuseppe Verdi e riecheggia nell'inno di Mameli, a ricordare la vittoria degli italici sugli stranieri; è stata messa in scena nei kolossal cinematografici ed è uno dei simboli del partito della Lega Nord, che ha come eroe Alberto da Giussano. Miti, leggende e fantasie letterarie hanno costruito l'immaginario della battaglia di Legnano che ha segnato la storia d'Italia e dell'intera Europa. I fatti però andarono diversamente. 29 maggio 1176: nelle campagne a nord-ovest di Milano, l'imperatore Federico Barbarossa affronta l'esercito delle città italiane raccolte nella Lega Lombarda con un esito che all'epoca pochi si sarebbero aspettati. Perché avvenne lo scontro, come si svolse la battaglia, quali furono le ragioni dei contendenti, quali eventi precedettero il conflitto? Quale disegno politico aveva Federico Barbarossa e cosa rivendicavano i Comuni? Con gli strumenti della storia militare, Paolo Grillo segue passo passo le fasi della battaglia, scende fra le linee dei combattenti e svela cosa c'è dietro quell'amara sconfitta: a Legnano si affrontarono in realtà due forme contrapposte di organizzazione militare. L'Impero, da una parte, con la sua struttura aristocratica, era ben rappresentato dalla celebre e quasi imbattibile cavalleria pesante teutonica. I Comuni, dall'altra, si incarnavano nella collettività in armi dei fanti, che combattevano fianco a fianco ai cavalieri, da uomini liberi, decisi a battersi per la difesa della patria comune. Due mondi diversi, uno prossimo alla fine, l'altro – quello dei cittadini d'Italia – solo all'inizio.

Prima lezione di filologia
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Varvaro, Alberto

Prima lezione di filologia

Laterza, 18/05/2012

Abstract: "I problemi posti dal testo, da qualsiasi testo, sono numerosissimi e spesso di difficile soluzione. Ma affrontarli è fra le sfide più appassionanti che ci si presentano ogni giorno e le risposte che i testi danno alle nostre domande sono inesauribili": l'introduzione alla filologia di uno dei maggiori specialisti italiani.

L'arte della vita
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Bauman, Zygmunt - Cupellaro, Marco

L'arte della vita

Laterza, 05/04/2012

Abstract: La nostra vita è un'opera d'arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no.Nel nostro mondo liquido-moderno, siamo felici finché non perdiamo la speranza di essere felici in futuro. Ma la speranza può rimanere viva solo a condizione di avere davanti a sé una serie di nuove occasioni e nuovi inizi in rapida successione, la prospettiva di una catena infinita di partenze. Dobbiamo porci sfide difficili; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata. Dobbiamo tentare l'impossibile. È una vita emozionante e logorante: emozionante per chi ama le avventure, logorante per chi è debole di cuore. "Lascio ai lettori di decidere se la coercizione a cercare la felicità nella forma praticata nella nostra società dei consumatori, renda felice chi vi è costretto."

Consumo, dunque sono
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Bauman, Zygmunt - Cupellaro, Marco

Consumo, dunque sono

Laterza, 05/04/2011

Abstract: Viviamo nella 'società dei consumatori', il cui valore supremo è il diritto/obbligo alla 'ricerca della felicità' – una felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, dice Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici: più alienati semmai, isolati, spesso vessati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status, in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Ciononostante stiamo al gioco e non ci ribelliamo, né sentiamo alcun impulso a farlo. Acuto, lucido, profetico, Zygmunt Bauman chiama ognuno di noi a ripensare al senso di impotenza che ci attanaglia.

Il grande saccheggio
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Bevilacqua, Piero

Il grande saccheggio

Laterza, 18/05/2012

Abstract: Piero Bevilacqua mette insieme storia politica, storia economica e storia della cultura per descrivere l'attuale condizione del Pianeta, le ragioni per le quali stiamo come stiamo e i possibili (anche se difficili) rimedi. Ricominciare, a crisi finita, come se niente fosse stato, sarebbe il più grave degli errori. Sarà necessario invece cambiare stili di vita, abitudini, soprattutto consumi.Corrado Augias, "il venerdì di Repubblica"L'economia neoliberista o neoliberale che domina da trent'anni è del tutto irrazionale; eppure continua a dettare l'agenda politica. Lo storico Piero Bevilacqua indica vie alternative contro-movimenti sociali e beni comuni da riscoprire e re-imparare a condividere senza però nascondersi come tutto questo sia difficile da realizzare.Lelio Demichelis, "Tuttolibri"Abbiamo assistito soltanto alla solita crisi ciclica e tutto riprenderà come prima? La fine della tempesta finanziaria e il ritorno alla normalità metteranno tutto a posto?Il capitalismo è entrato in un'epoca di distruttività radicale. Dissolve le strutture della società, cannibalizza gli strumenti della democrazia, desertifica il senso della vita.Viviamo in una delle più paradossali società che la storia umana abbia mai edificato nel suo lungo cammino. Una ricchezza straripante che dilaga dappertutto e la condanna alla marginalità degli uomini e delle donne che la producono. Oceani di beni intorno a noi, che non servono però a dare tempo di vita, non ci liberano dalla precarietà, ci gettano nell'insicurezza, obbligano a un lavoro crescente, a rapporti umani definitivamente mercificati e privi di senso. Il culto dell'individualismo esorta al consumismo solitario di prodotti effimeri, degrada l'ambiente che abbiamo intorno, danneggia l'habitat sociale comune, è in conflitto con l'interesse generale. Paradossalmente, mentre spinge alla solitaria soddisfazione di ognuno, compromette alla radice la possibile felicità di tutti. È altra invece la direzione di marcia richiesta da un approdo più avanzato di civiltà. L'utilizzo dei beni comuni richiede non il possesso, ma la condivisione d'uso, non la predazione individuale, ma il godimento collettivo. Tale nuova dimensione pubblica della ricchezza deve oggi trovare il linguaggio che l'esprime, le parole capaci di raccontarla.

La felicità della democrazia
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Zagrebelsky, Gustavo - Mauro, Ezio

La felicità della democrazia

Laterza, 18/05/2012

Abstract: Il raffinato dialogo Zagrebelsky-Mauro come ogni vero dialogo mette a confronto due sistemi di pensiero, non pretende di approdare alla vittoria dell'uno sull'altro. Ha invece un grande merito: aiuta a pensare al riparo, una volta tanto, dalla retorica.Luciano Canfora, "Corriere della Sera"Un dialogo che ingenera molti dubbi ma definisce anche molte certezze: per esempio quella secondo cui è alla democrazia, a questa forma di governo e di Stato che va affidato nel bene e nel male, nell'adesione sincera come nella critica spietata, il destino delle presenti e delle future generazioni, almeno fin quando il nostro sguardo è in grado di spingersi.Alberto Asor Rosa, "il manifesto"Una riflessione sul nesso fra democrazia e felicità rinvia, è inevitabile, alla formula dei padri costituenti americani. A quel tempo la ricerca della felicità era l'obiettivo degli oppressi; mentre al contrario, negli anni in cui viviamo, un certo grado di giustizia sociale sarebbe il modo migliore per accedere alla felicità possibile. In realtà tutto si tiene e proprio questo libro ne è la migliore conferma. Libertà e giustizia sono i due termini di un binomio che nessuno ha saputo finora sostituire.Stefano Folli, "Il Sole 24 Ore" C'è vita nella democrazia, dunque è giusto e possibile cercarvi anche la felicità. Che viene dalla nostra normale condizione di cittadini fedeli e infedeli, uomini e donne, persone liberamente associate. Proprio qui sta la possibilità vera della felicità: nella condizione di libertà personale e civile che nasce dalla democrazia, nella consapevolezza che tutti non io soltanto esercitano quella libertà e ne riconoscono il limite.La democrazia non mantiene le sue promesse, la democrazia può deludere quando non produce buona politica e buon governo, quando non risponde alle mie esigenze biografiche. E tuttavia, come si fa il saldo della partita democratica? Scrivi pure quelle poste al passivo, e concludi che viviamo in una fase di bassa qualità della democrazia. Ma tra gli attivi io scrivo la mia (e la tua) libertà, intatta, i miei diritti, i principi d'uguaglianza alla base del nostro ordinamento, la possibilità di informarmi e d'informare, di pregare o di non credere, di studiare e di lavorare, di intraprendere, di governare e di dissentire, in un sistema in cui questo vale per tutti. È difficile, molto difficile, ma l'avvenire contiene molte cose, molte. Queste cose sono atti e fatti. La democrazia chiede che dipendano da noi coscientemente, responsabilmente, attivamente, perfino felicemente quanto è possibile.

Capitalismo parassitario
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Bauman, Zygmunt - Galimberti, Fabio - Vecchi, Benedetto

Capitalismo parassitario

Laterza, 18/05/2012

Abstract: "Quando gli elefanti litigano, povera lerba…". In altre parole, quando lo Stato e il mercato litigano, poveri voi..."Nella modernità liquida raramente una cosa mantiene la sua forma abbastanza a lungo da ispirare fiducia e da solidificarsi in affidabilità. Camminare è meglio che rimanere seduti, correre è meglio di camminare e fare surf è ancor meglio di correre". La tempesta perfetta provocata dallattuale tsunami finanziario si è abbattuta sulla società liquida di consumatori che aspettava soltanto una nuova onda su cui 'surfare. Ad andare in pezzi è lutopia dominante di questi anni, quella che vedeva il dominio di un mercato capace di autoregolarsi, in cui esisteva soltanto un contatto armonioso tra chi vende merci e chi le acquista. Una fede che assegnava al credito al consumo un ruolo 'magico, finanziando tutti senza alcuna precauzione, declassando lo Stato semplicemente a garante della fluidità di questo scambio. Lo stesso è avvenuto per la cultura il cui slogan è diventato "massimo impatto e obsolescenza immediata": le idee si sono trasformate in merci da accatastare sugli scaffali di un supermercato globale dove devono attrarre lattenzione dei consumatori immediatamente ed essere sostituite in pochissimo tempo. Nella fase 'solida della modernità un sistema culturale doveva offrire norme rigide e narrazioni coerenti alle quali conformarsi, nei nostri tempi liquidi, allopposto, suggestioni ed emozioni che seducono e non implicano obblighi e responsabilità. Una massa di informazioni e di sapere colorata e affascinante, pronta a soddisfare bisogni sempre più parcellizzati ed individuali, in cui non esiste una gerarchia centrata sullimportanza e la qualità.Zygmunt Bauman, con la consueta chiarezza e grazie alluso di metafore potenti, mostra come la crisi attuale non riguardi soltanto leconomia, ma la capacità stessa della nostra società di trasmettere conoscenza e valori attraverso leducazione. Una sfida incomparabile con quelle del passato e destinata a segnare il nostro futuro: "larte del vivere in un mondo più che saturo di informazioni deve essere ancora acquisita. E ancor di più lo deve la ben più difficile arte di educare gli esseri umani a questa vita".