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Neri Pozza, 06/02/2020
Abstract: È la primavera del 1938 quando Elise Landau arriva a Tyneford House, sulla costa del Dorset. È in fuga dall'Austria, e dal nazismo ormai al potere. Tra le stanze in penombra dell'antica dimora inglese, dove prende servizio come cameriera, solo un filo di perle della madre, indossato sotto la divisa, le ricorda la vita scintillante di Vienna, e l'ambiente vivace e mondano della ricca borghesia ebraica cui appartiene. Aggrappata al ricordo, e a un'immagine di se stessa che non c'è più, Elise vaga come uno spettro in una casa dove non ha un posto: a disagio con il resto della servitù, subalterna al padrone, l'affascinante vedovo Christopher Rivers, la giovane donna impara presto a dimenticare il passato, o a nasconderlo. Finché un giorno a Tyneford House giunge Kit, il figlio di Mr Rivers. Tra lui ed Elise sboccia un amore limpido e intenso, e la vita sembra tornare piena di gioia. Ma la guerra sta per raggiungere l'Inghilterra, pronta a spazzare via le certezze di tutti, incurante dei destini dei singoli. Kit viene chiamato al fronte e i due giovani amanti sono costretti a separarsi, senza sapere cosa ne sarà del loro futuro. Perché il mondo come lo conoscevano è sul punto di cambiare irrimediabilmente: ed Elise sarà costretta, per sopravvivere, a cambiare anche lei. A diventare un'altra. Imparando che, nel corso di una vita, si può essere più di una persona. E, forse, si può amare più di una volta.
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Neri Pozza, 27/02/2020
Abstract: "Daniel Mason costruisce il suo romanzo Soldato d'inverno con ambienti e personaggi così avvincenti da rendere difficile interrompere la lettura. C'è nel romanzo qualcosa di più di un'indiscutibile abilità di narratore. Il racconto si snoda con tale precisa conoscenza dei tempi e dei luoghi, tale perizia nello sviluppo di situazioni (che l'autore sicuramente non ha vissuto di persona), da far ipotizzare una capacità immaginativa che in qualche modo s'avvicini a un transfert". Corrado Augias, il Venerdì di RepubblicaUngheria settentrionale, 1915. Per tre anni il ventiduenne Lucius Krzelewski ha consacrato con severità monastica la sua vita allo studio della medicina. Ma allo scoppio della Prima guerra mondiale, dinnanzi all'offerta di far parte di una squadra di dottori in un ospedale di guarnigione, non esita ad arruolarsi. Viene spedito in un villaggio annidato in una valle dalle pendici morbide, con due viuzze di case che scendono giù da una chiesa fatta di tronchi malamente sbozzati. La chiesa è diventata l'ospedale di campo, un avamposto gelido e devastato dal tifo, presieduto da suor Margarete, una giovane suora infermiera che, dopo che i medici si sono dati alla fuga, è la sola ad accogliere i camion carichi di feriti che si riversano a ritmo incessante nella valle colma di neve. Una sera di febbraio compare un contadino avvolto in un gigantesco mantello di pelle di pecora. Trascina una carriola in cui giace il corpo raggomitolato di un soldato con gli occhi sbarrati, in evidente stato di shock. Lucius e Margarete accolgono il soldato, lo spogliano e lo lavano e restano stupefatti dinnanzi ai numerosi fogli di carta celati nella fodera del suo pastrano: sono disegni di uomini, soldati, treni, montagne e animali fantastici, tutti eseguiti dalla stessa abile mano. Chi è quell'uomo? Da dove viene e cosa gli è successo? E, soprattutto, quale prezzo sarà disposto a pagare, Lucius, per rispondere a queste domande? Dalle dorate sale da ballo della Vienna imperiale alle foreste ghiacciate del fronte orientale; dalle improvvisate sale operatorie ai campi di battaglia battuti dalla cavalleria cosacca, Soldato d'inverno è un magistrale affresco dell'Europa in guerra e, al contempo, uno struggente romanzo d'amore, colpa e redenzione.
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Marsilio, 06/02/2020
Abstract: Una metaforica peste sembra aver colpito il rock, che non è più il linguaggio della ribellione in musica né quello stile di vita che si nutriva di estremi: solitudine e aggregazione, diavolo e acqua santa, profonda malinconia e gioia sfrenata, folle eccitazione e mistica lentezza. Per riportarci alle atmosfere, ai volti e alle vicende che hanno reso il rock il genere più popolare al mondo, Massimo Cotto ci guida attraverso una grande avventura narrativa sulle tracce di vite maledette e affascinanti, mostrandone il dietro le quinte. Dal suo inesauribile repertorio l'autore estrae centouno storie di fortune e sconfitte, tragedie e amori, rivolte e omicidi, rovinose cadute e incredibili resurrezioni, passioni sregolate e altri eccessi, per comporre un romanzo che ne contiene infiniti altri. Da Nico a Amy Winehouse, da Jeff Buckley a Kurt Cobain, passando per Dylan Thomas e William Burroughs, tra incontri maledetti, groupies, hotel e viaggi on the road, manager senza scrupoli e soldi facili, a storie mai raccontate si affiancano letture inedite di episodi più celebri, nell'affascinante interpretazione di un narratore dallo stile inconfondibile, frutto di incontri e conversazioni, perché "il rock racconta e si racconta non solo nelle canzoni, nelle trame e nei personaggi, ma anche attraverso le parole delle rockstar quando sono lontane dal palco".
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Neri Pozza, 13/02/2020
Abstract: Ottomila anni fa, una grande isola si trovava nel mezzo del Mare del Nord, la Doggerland. Margaret è una rinomata archeologa preistorica che ne ha fatto oggetto di studio e per essa ha sacrificato ogni cosa, anche l'amore per Marc Berthelot. Marc, sismologo, avrebbe potuto seguirla su questa strada, ma ha scelto il petrolio e ha lasciato il dipartimento di geologia di St Andrews per vivere una vita avventurosa sulle piattaforme offshore. A vent'anni dalla fine della loro relazione, Marc e Margaret vengono invitati a una conferenza a Esbjerg, in Danimarca. È un'occasione per incontrarsi di nuovo. Ma la sera prima, il 5 dicembre 2013, la Gran Bretagna è messa in allarme rosso. L'uragano Xaver sta per abbattersi sul Nord Europa, acquistando sempre più potenza, risvegliando i fantasmi di Doggerland e riportando a galla ricordi sepolti da vent'anni… Si dice che la storia non si ripeta. Ma i geologi sanno che, per periodi molto lunghi, alcune forze continuano ad agire a distanza e sono in grado di risvegliare antichi vulcani, riaprire vecchie fratture e richiuderle.
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Garzanti, 07/03/2019
Abstract: "Straordinariamente ben scritto."la Repubblica - Anna Lombardi "Una vicenda incredibile, raccontata splendidamente."The Observer""I sogni di mio padre" è un'autobiografia con lo sguardo in avanti. Scritta quando la partenza è più vicina del traguardo."Walter Veltroni"Un'autobiografia preziosa… capace di svelare il passato di un uomo costantemente alla ricerca della propria identità."Libération"Indimenticabile."Philip Roth"La più evocativa, lirica e onesta autobiografia mai scritta da un presidente."The New York Times - Michiko Kakutani"Un libro straordinario."Toni MorrisonQuesta storia ha inizio a New York quando, appena ventenne, Barack Obama riceve la notizia della morte di suo padre in un incidente stradale. È una scomparsa improvvisa che scatena un inarrestabile flusso di ricordi: la partenza della famiglia materna da un piccolo villaggio del Kansas verso le Hawaii; l'amore, nutrito dall'innocenza della gioventù e dallo spirito libertario dei primi anni Sessanta, tra sua madre e un giovane e promettente studente keniota; la separazione dal padre quando il piccolo Barack ha solo due anni; i dubbi e le paure che ben presto maturano in lui per l'incapacità di dare un senso al suo tormentoso passato. Questa emozionante odissea, alimentata dal profondo desiderio di comprendere le forze diversissime che hanno contribuito a plasmare la sua personalità, può terminare solamente dove tutto è iniziato: in Kenya. Qui Barack incontra la parte africana della sua famiglia, si confronta con le amare verità sulla vita di suo padre, e nella scelta di condividere le lotte delle sue sorelle e dei suoi fratelli africani si riconcilia finalmente con il proprio passato. Ispirata e toccante riflessione sul significato di identità scritta sotto forma di sincero e coinvolgente memoir ben nove anni prima della candidatura di Obama al Senato, I sogni di mio padre ha trasceso i confini della politica diventando un imprescindibile punto di riferimento letterario, e una lettura indispensabile per conoscere in profondità una delle personalità più carismatiche e affascinanti dei nostri giorni.
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66THAND2ND, 23/01/2020
Abstract: In Texas il football è una religione. E in nessun altro luogo è vissuto con l'intensità che si respira a Odessa – "paradossale combinazione tra il vecchio Sud e il selvaggio West" –, dove ogni venerdì sera d'autunno, illuminata dai riflettori dello stadio, una squadra di diciassettenni va in campo davanti a ventimila spettatori. Non ci sono atleti straordinari, forse nessuno giocherà nei pro, ma intorno alle inebrianti vittorie e alle inopinate sconfitte dei Panthers si è cementato negli anni l'orgoglio di un'intera comunità. Nel 1988 H.G. Bissinger decise di trascorrere un anno proprio lì, a Odessa, "la città peggiore sulla faccia della Terra", quella con il più alto tasso di omicidi della nazione, tra file di motel semivuoti e impianti di estrazione in disuso, dove gli abitanti pensavano che "l'unico governo buono fosse l'assenza di governo". Osservatore curioso e implacabile, Bissinger passò quell'anno a studiare e intervistare i giocatori, lo staff tecnico, la gente del posto, per ricomporre poi i tasselli di una cittadina tormentata dai fantasmi della segregazione e logorata dalla schizofrenia del mercato petrolifero, in cui l'euforia del boom cede ogni volta il passo alla depressione più nera. Con due milioni di copie vendute negli Stati Uniti dalla sua uscita nel 1990, "Friday Night Lights" è considerato uno dei migliori libri mai scritti sullo sport, in grado di raccontare con stupefacente precisione – pur concentrandosi su un microcosmo isolato e fuori dal tempo – i valori fondanti e le storture dell'America di oggi.
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Marsilio, 13/02/2020
Abstract: Che cosa sono le potenze dell'anima? A questa domanda, nell'atmosfera tumultuosa degli anni intorno al 1968, Elémire Zolla si cimentò a rispondere per un'esigenza anzitutto personale: esplorare le falde del mondo interiore, lo si chiami anima, psiche, coscienza, sé, intelletto o spirito, e lì dentro, nel groviglio di un sentire comunemente tormentato e diviso, cogliere la radice dell'infelicità, del disincanto, dell'indifferenza dell'uomo contemporaneo.Anche però scorgere una via all'emancipazione, al risveglio di energie salutari indagate nelle tradizioni del pensiero profondo in Oriente e Occidente. In Potenze dell'anima Zolla scruta la "prigione" di un'esistenza del tutto esteriorizzata e appiattita, con enorme anticipo sulle avvenute dipendenze dalle tecnologie digitali. Ricostruisce le antiche e dimenticate terapie della malattia psichica. Scandaglia la topografia dell'interiorità nella raggiera di metafore che a essa alludono: il vento, l'ombra, il custode, il soffio, il nagual. Ricostruisce la tassonomia delle facoltà dell'uomo interiore nei repertori delle antiche civiltà, dall'Egitto a Israele, al Tibet, all'India, alla Cina taoista, ai mondi greco, romano e cristiano.
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Marsilio, 13/02/2020
Abstract: Morgan è un pianista, per lo più disoccupato, che non ricorda granché della sua infanzia perché è nato in Congo ed era molto piccolo quando è arrivato a Bruxelles con un aereo. Si guadagna da vivere suonando nei locali che popolano la ricca scena jazz della città belga dai grandi viali e dalle enormi ville, costruiti con i fiumi di denaro provenienti dall'ex colonia. Nella notte di Capodanno del 1988, rientrando dopo un concerto, trova vicino casa una donna che dorme profondamente, al freddo. È giovane, indossa un elegante vestito nero, e Morgan decide di portarla con sé prima che si congeli. Quando la adagia sul letto, dalla sua borsa scivola una busta piena di contanti: sono moltissimi soldi. Dopo qualche giorno, così com'era apparsa, Simona, la ragazza misteriosa, scompare all'improvviso, ma la magia e l'intensità di quell'incontro non se ne vanno con lei. Morgan vuole ritrovarla. Qualcosa in quello che lei gli ha raccontato ha risvegliato in lui memorie assopite. Davvero è successo tutto per caso? E quali sono gli affari che Simona porta avanti in Congo insieme al fratello che, sfuggente come lei, gira al volante di una Maserati rossa? Mentre cerca di scoprire chi sia veramente la donna che ha salvato dal gelo, Morgan non si accorge che la sua indagine sull'identità altrui lo sta portando molto vicino alle proprie radici, alla sua stessa storia, così indissolubilmente legata al dramma del colonialismo.
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Hoepli, 20/01/2020
Abstract: Alla scoperta di una delle più antiche civiltà, i Sumeri, di cui fino alla metà del XIX secolo la cultura occidentale aveva perso ogni conoscenza o ricordo. Prima ancora di Babilonesi e Assiri, sono proprio i Sumeri a fondare le città e a inventare la scrittura cuneiforme, attestata sin dalla fine del IV millennio a.C. Gli scavi nelle città della Mesopotamia meridionale, dove la tradizione sumerica è nata e si è sviluppata, hanno permesso di ricostruire la loro straordinaria fioritura storica, artistica, religiosa e letteraria, durata oltre tre millenni. L'autore presenta la struttura sofisticata e affascinante di questa civiltà, in un viaggio nella Mesopotamia antica attraverso testimonianze archeologiche e testuali, dai tesori delle tombe reali di Ur ai poemi epici ispirati a Gilgamesh.
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Neri Pozza, 27/02/2020
Abstract: Banine nasce a Baku, sulle rive del mar Caspio, nel 1905, un anno turbolento in tutto l'Impero russo. La sua famiglia è molto ricca poiché il suo bisnonno, un umile contadino, ha scoperto un giacimento petrolifero nella sua terra. Banine ricorda la sua prima infanzia come un momento molto felice. Lei e le sue tre sorelle maggiori vengono cresciute ed educate da una governante baltica tedesca, Fräulein Anna. Questo stile di vita europeo è molto diverso dai tradizionali modi islamici della corpulenta nonna di Banine, che parla solo azero, prega cinque volte al giorno e bestemmia come un soldato. La famiglia di Banine trascorre le lunghe e torride estati nella casa di campagna vicino al mare, con il suo rigoglioso giardino e i vigneti nel bel mezzo del deserto. La casa è piena di zie che giocano a poker avvolte da nuvole di fumo, zii e cugini impegnati in infinite recriminazioni per la divisione della fortuna della famiglia e ballerini dai costumi sgargianti che presiedono alle suntuose feste che si tengono ogni sera. Ma la Rivoluzione di ottobre porterà il caos nel Caucaso. Una dittatura militare, dominata dagli armeni, prenderà il potere a Baku e darà la caccia ai ricchi azeri. Nel cuore della notte Banine e la sua famiglia saranno costretti a fuggire dalla loro casa per rifugiarsi prima a Instabul e, successivamente, a Parigi. I miei giorni nel Caucaso è il brillante memoriale di una donna che non abbandona mai il senso dell'umorismo e, al contempo, il ritratto di un mondo scomparso che mostra cosa significhi lasciarsi alle spalle il passato per ricominciare da capo.
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Quartieri alti. Fortune's children: the brides
HarperCollins Italia, 03/02/2020
Abstract: Fortune's Children: The Brides 2Garrett Fortune è testimone di nozze del fratello Mac, nonostante sia ancora turbato dalla fine del proprio matrimonio, dopo aver scoperto che la moglie lo aveva sposato solo per il cospicuo conto in banca. Assorto in quei foschi pensieri sulla terrazza della villa, nota che una ragazza si trova a pochi passi da lui.Mentre si trova al ricevimento di nozze di Mac e Kelly, Renee Riley rimane sconvolta dalla proposta del padre: sposare un uomo per salvare la società di famiglia. Travolta da mille dubbi, esce in terrazza e incontra...
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Neri Pozza, 05/03/2020
Abstract: L'uomo moderno vuole dominare la natura e sbarazzarsi di carne, morte e sessualità. Grazie al potere scientifico e tecnico, alcuni sognano di cambiare il proprio corpo, altri di produrre i propri discendenti in laboratorio. L'uomo è entrato nell'era della sua riproducibilità tecnica, ma a quale prezzo si persegue l'obiettivo di prescindere dal corpo e dalla differenza sessuale? Se il concepimento può essere attribuito alle macchine, allora il ventre femminile non è che una incubatrice, e può diventare uno "strumento di produzione". Donne e uomini non fanno più i conti con i limiti naturali, così "la sterilità e l'infertilità non sono più accettate". La biotecnologia, per rispondere alle richieste, deve "disporre di forniture biologiche, gameti o ventri femminili". Ed ecco che si alimenta nel mondo il mercato del corpo umano. La Francia e l'Europa, è la conclusione di Agacinski, devono scegliere tra la prospettiva ultraliberista in cui la libertà contrattuale di un individuo avviene a spese dei più poveri e vulnerabili, come sono le donne che affittano il proprio utero, e un'altra prospettiva, quella in cui la libertà è delimitata dalle leggi, le quali "garantiscono ai più deboli il rispetto della loro integrità morale e fisica".
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Camminando fra i boschi e l'acqua
Neri Pozza, 12/03/2020
Abstract: Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l'Inghilterra con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo "come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante", dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. A diciotto anni, Nick Hunt legge i libri di Patrick Leigh Fermor e sogna di seguirne le orme. Nel 2011 inizia il suo grande viaggio: a piedi fino a Istanbul. Attraverso l'Europa, seguendo due grandi fiumi e attraversando tre catene montuose, Nick Hunt usa i libri di Fermor come unica guida e percorre 2.500 miglia attraverso Olanda, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia. Il suo obiettivo? Avere un'avventura all'antica. Rallentare e indugiare in un mondo in cui tutto passa così velocemente. Scoprire ciò che è rimasto dell'ospitalità, della gentilezza verso gli estranei, della libertà, della natura selvaggia, dell'avventura, del mistero, dell'ignoto, delle correnti più profonde del mito e della storia che scorrono ancora sotto la superficie dell'Europa.
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Neri Pozza, 12/03/2020
Abstract: È l'estate del 1922 e la diciannovenne Paulien Mertens si ritrova a Parigi completamente sola e al verde. La sua famiglia, in Belgio, è finita sul lastrico a causa delle manovre finanziarie poco pulite di George Everard, il suo fidanzato, che ha successivamente scaricato tutta la colpa su Paulien. Per proteggersi dalla legge e dall'ira di coloro che la accusano di furto, la giovane crea una nuova identità, Vivienne Gregsby, e si prepara a recuperare la collezione d'arte di suo padre, per dimostrare la sua innocenza e vendicarsi di George. Quando l'eccentrico e ricco collezionista d'arte americana Edwin Bradley offre a Vivienne il lavoro perfetto nella sua galleria d'arte, la giovane non esita a calarsi nell'effervescente mondo parigino dei post-impressionisti e degli espatriati, tra cui Gertrude Stein e Henri Matisse, con il quale Vivienne vivrà una conturbante storia d'amore. Tutto sembra procedere a gonfie vele, fino a quando l'improvvisa morte di Bradley non metterà di nuovo in pericolo la vita di Vivienne, arrestata con l'accusa di omicidio… Barbara Shapiro torna con un nuovo, sorprendente thriller ambientato nel mondo dell'arte e lo fa con una storia che parla di ossessione, denaro, amore e vendetta.
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Neri Pozza, 19/03/2020
Abstract: Se è vero che "una determinazione invincibile può ottenere qualsiasi cosa", come disse Thomas Fuller, è vero anche che nessuno, più di Matilda Simpkin, detta Mattie, incarna alla perfezione queste parole: ex indomita suffragetta, ha sempre lottato per il diritto delle donne a essere trattate da cittadine alla pari degli altri, non esitando mai a gettarsi nella mischia, quando necessario. Ora, però, le cose sono cambiate. È il 1928 e Mattie sente di assomigliare ogni giorno di più al veterano di una guerra che nessuno più ricorda. Certo, è membro della Lega per la Libertà delle Donne, l'ultima coda delle suffragette, e presta le sue capacità oratorie in una serie di conferenze che dovrebbero chiamare a raccolta le donne. Tuttavia, anziché essere uno squillo di tromba, i suoi discorsi si risolvono in un'occasione di divertimento per il pubblico accorso. Un giorno, però, a una di queste conferenze, si presenta Jacqueline Fletcher. Anni prima Jacko si era battuta al suo fianco nella lotta per l'emancipazione femminile, ma ora, i capelli ingegnosamente ondulati e una stola drappeggiata con cura sull'abito, rivela all'amica che, assieme al marito, sta provvedendo a reclutare giovani donne da unire all'organizzazione dei Fascisti dell'Impero. Mattie si rende conto che è tempo di ritornare alla guerra. Disgustata dalle parole di Jacko, ridiventa un'indomita suffragetta. Forma le "Amazzoni", un gruppo in cui cerca di trasmettere alle giovani donne qualcosa della storia e dei metodi del movimento delle suffragette militanti. Attraverso una prosa arguta ed elegante, La guerra di Mattie offre il ritratto comico, affascinante e sorprendentemente attuale di un'attempata ribelle nella Londra del primo dopoguerra.
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Neri Pozza, 19/03/2020
Abstract: Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l'oscurità e l'umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell'occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città. Ma poi, fallita la tipografia, l'esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, "per le sue cortesie, e per il disturbo". Che misericordia e castigo siano cosí intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell'estate del 1981, l'estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa "come la nascita di un Cristo Redentore". Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi piú importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città – la Napoli post-terremoto – e il paese intero si misurarono con la perdita dell'innocenza.
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Neri Pozza, 27/02/2020
Abstract: Dopo trent'anni trascorsi in una casa editrice del Nord, Ernesto Aloja è tornato nella sua città d'origine: Napoli. Qui, nel luogo dei suoi traumi giovanili e nel vuoto di giornate senza più lavoro, combatte i propri fantasmi con gli antidepressivi e il sesso, praticato con donne che gli consentono ampi margini di sicurezza psicologica. Poi però riceve un dattiloscritto: un romanzo chiaramente autobiografico, opera di una donna giovane con una spiccata vocazione alla promiscuità. Il testo è tecnicamente immaturo, ma sa far rivivere l'eros. Aloja è turbato dal racconto di un triangolo erotico che gli riporta alla mente Patrizia Ferraro, la ragazzina, a suo tempo amante del padre, di cui ha seguito negli anni la rovinosa parabola esistenziale da lui stesso, in certa misura, provocata. Ernesto vorrebbe liberarsi del dattiloscritto, ma Lena Di Nardo, l'autrice, va a trovarlo a casa. È una trentenne dal magnetismo disturbante, che condivide i destini nomadi e i mille lavoretti precari dei suoi coetanei oltre che l'ambizione, altrettanto generazionale, di riscattare l'assenza di prospettive attraverso la scrittura. La vita di Lena è agli antipodi di quella di Aloja: lui abita in una casa panoramica al Corso Vittorio Emanuele, lei è una outisder della periferia e una predestinata a non farcela. Aloja, che da editor ha sempre fatto nascere romanzi, ora ha la tentazione di creare, da tutor, una romanziera. Hanno così inizio gli incontri settimanali, che scandiranno un apprendistato reciproco: di Lena alla scrittura, di Aloja alla vita.
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Neri Pozza, 26/03/2020
Abstract: Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l'arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all'origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all'età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di "uno dei critici d'arte più letti dell'era postmoderna" (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall'astrazione all'appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell'estetica che hanno orientato, e continuano a orientare, la discussione sul senso e sul destino dell'arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell'arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell'arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.
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Neri Pozza, 28/05/2020
Abstract: VINCITORE DELLA LXXV EDIZIONE DEL PREMIO STREGA"L'unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell'unicità". Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all'apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia.Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, così propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l'aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l'ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell'unicità di questo libro non stanno nell'impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l'amicizia.Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all'ultimo trasparente e felice,quel legame che accade quando "Eros, quell'ozioso infame, non ci mette lo zampino"."In Due vite si avverte la forza di un racconto che probabilmente da anni premeva nelle intenzioni e sul cuore, e che cuore e intelletto abbiano trovato la strada di pagine talmente essenziali e vere da lasciare i lettori a lungo senza fiato, commossi, coinvolti, perturbati". Sandra Petrignani, Il Foglio "Uno dei libri che ho amato di più in questi ultimi anni". Marco Missiroli "Un libro che in queste settimane ho desiderato imparare a memoria, incorporare le parole come fossero mie". Concita De Gregorio, D, La Repubblica "Questo Due vite è un gioiello di disvelamenti psicologici... E unico è ormai lo stile di Trevi, di prosa d'arte umanissima, quasi prosa d'anima". Luca Mastrantonio, Sette "Questo di Trevi è un libro pervaso dalla luce dell'amicizia, dalla forza quieta e granitica del suo sentimento". Lisa Ginzburg, Avvenire "La capacità di stenografare in pochi segni un destino e di tracciare d'acchito una parabola esistenziale si confermano tratti elettivi della scrittura di Trevi". Massimo Raffaeli, Il Manifesto "Questo libro l'ho letto, sono arrivata alla fine e l'ho ricominciato da capo. Difficile che mi succeda. Avessi tempo lo rileggerei di nuovo. Ora, subito". Luciana Littizzetto
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Neri Pozza, 25/02/2021
Abstract: Nel 1944 Verona è allo stremo delle forze: sfigurata dai bombardamenti e occupata dai tedeschi, dopo la liberazione di Mussolini per mano dei nazisti è diventata una delle capitali della Repubblica Sociale Italiana.Vi è però un'altra Verona, nascosta agli occhi dei più, in cui si muovono, con cautela, coloro che, animati da spirito di libertà e patriottismo, tentano di opporsi al violento potere dei suoi occupanti. È in questo clima che avviene uno degli episodi più noti e celebrati della storia della Resistenza veronese: l'evasione dal carcere degli Scalzi di Giovanni Roveda, figura centrale del sindacalismo italiano e bandiera dell'antifascismo. Testimone diretto della rocambolesca fuga di Giovanni Roveda, Gianfranco De Bosio rievoca, in questo libro lucido e appassionato, non solo l'azione di salvataggio condotta dai sei intrepidi gappisti che il 17 luglio 1944 entrarono nel carcere scaligero, prelevarono Roveda ed ebbero un duro e sanguinoso scontro armato con le guardie carcerarie. Ma anche i mesi precedenti all'evasione, quando, appena ventenne, venne inviato a Verona dal Partito d'Azione veneto con l'incarico di ricostituire il Comitato di liberazione veronese, i cui membri erano stati arrestati e inviati nei campi di concentramento. Mostrando cosa significa servire il proprio Paese e lottare fino all'estremo sacrificio, se necessario, per l'affermazione dei principi di democrazia e libertà, Gianfranco de Bosio ha scritto un libro imprescindibile nella difesa della memoria della Resistenza e di chi, in un'Italia piegata dal fascismo, combatté per la libertà."Verona, per l'azione del Cln e l'impresa eroica degli Scalzi, meritò la medaglia d'oro della Resistenza. Questo esempio di eroismo e coraggio è motivo di orgoglio e va trasmesso ai giovani". L'Arena