Trovati 855334 documenti.
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E tu non sei tornato / Marceline Loridan-Ivens ; con Judith Perrignon ; traduzione di Monica Capuani
Bollati Boringhieri, 2015
Abstract: 1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau. Lei si salva, lui no. Oggi ottantasettenne, in queste memorie in forma di lettera al padre, Marceline ricorda con straordinaria chiarezza gli orrori subiti, ma soprattutto rivela l'amore incondizionato che la lega al genitore, le cui parole al momento della deportazione - "Tu tornerai, Marceline, perché sei giovane" - l'accompagnano, spronandola a sopravvivere, per tutto il percorso che la attende, da un campo all'altro, da Birkenau a Bergen-Belsen, da Lipsia a Theresienstadt, fino alla liberazione e al ricongiungimento con la madre e i fratelli. Le sue frasi brevi, concise, ci presentano i fatti accaduti man mano che le ritornano alla memoria, e ci raccontano anche il "dopo": il ritorno a casa, la difficoltà di tornare a una vita normale, le incomprensioni con chi vuole solo dimenticare, il matrimonio con l'intellettuale francese Joris Ivens. Un flusso di ricordi breve ma torrenziale, pieno di pathos, animato da un'incrollabile voglia di sopravvivere, rende impossibile staccare gli occhi dalle pagine di una delle testimonianze più forti consegnateci dalle vittime della Shoah.
Lingeri : : architetture in Tremezzina / / [traduzione in inglese di Antonella Bergamin]
Busalla : Plug in ; [Como] : Provincia di Como, 2014
Bollati Boringhieri, 2015
Abstract: Gli studi sull'invecchiamento degli organismi viventi si fondano sulla caratteristica più immediata e ineludibile del tempo: tutto ciò che vive prima o poi è destinato a morire. È una delle poche certezze che abbiamo, probabilmente l'unica. Sappiamo anche che la durata della vita non è identica per tutti gli esseri viventi. Negli esseri umani la sua variabilità è altissima, nemmeno lontanamente comparabile con quanto accade negli altri animali, la cui aspettativa di vita pare avere maggiore uniformità. Possiamo imparare molte cose dalla scienza dell'invecchiamento, ed è questo che si propone di fare Jonathan Silvertown in "Mille anni o un giorno appena", spiegando in modo accessibile e coinvolgente i complessi meccanismi biologici che determinano la durata della vita di tutti gli esseri viventi. C'è ad esempio un fungo gigante, nel Michigan, che vive in quel luogo almeno dall'ultima Era glaciale, mentre l'effimera, un insetto dall'aspetto esile ed elegante, deve il suo nome al fatto che vive in tutto mezz'ora. Perché, dunque, alcuni esseri viventi sono tanto più longevi di altri? Studiandoli, possiamo imparare qualcosa riguardo al nostro invecchiamento? Possiamo senz'altro, e molta strada è stata fatta di recente dalla scienza. Nella specie umana la lunghezza della vita si è allungata sensibilmente nell'ultimo secolo: addirittura di quindici minuti per ogni ora che scorre. L'evidenza ci dice che la durata della vita è un fattore mutevole e può essere alterato da diversi fattori. La dieta, i geni che ci sono toccati in sorte, il tipo di vita che conduciamo, sono tutti fattori che vengono analizzati minuziosamente in questo libro.
Adelphi, 2015
Abstract: «A me non piacciono, i film. Mi piace farli». Una delle battute più celebri di Orson Welles sembrerebbe un paradosso, se si considera che di film propriamente intesi questo puro genio ne ha girato uno solo, a 24 anni, nel 1939, e che da quel momento fino alla sua morte i film li ha più che altro raccontati, immaginati, cominciati, interrotti, perduti, ritrovati – o se li è fatti massacrare. Ma per chi conosce bene la sua storia il paradosso è un altro, e cioè che proprio quella specie di fantasticheria permanente in 35 millimetri, che Welles sottoponeva a chiunque avesse voglia di ascoltarlo, ha finito nell'immaginario di tutti per diventare il cinema – una sostanza quasi alchemica che i film in sala contengono spesso solo in tracce. Per tutti gli altri, che magari di Welles conoscono solo l'immagine, o il frammento di una delle innumerevoli leggende da lui stesso messe in circolo, queste conversazioni settimanali con Harry Jaglom a un tavolo del Ma Maison di Los Angeles costituiscono la migliore introduzione possibile a una biografia per definizione più grande del vero, raccontata quasi dalla stessa voce che aveva tanti anni prima reso celebre, alla radio, il suo protagonista. Dove gli episodi verosimilmente fittizi, come l'affair con Norma Jean Baker prima che diventasse Marilyn, le battute probabilmente ritoccate («Io e lei siamo i due più grandi attori d'America» Welles sostiene gli dicesse Roosevelt a ogni incontro) e i giudizi che invece suonano piuttosto sentiti (Marlon Brando? «un salsiccione») sono altrettanti trucchi dell'illusionista Welles per condurre il lettore al centro della più fascinosa macchina da intrattenimento di sempre, e fargliela vedere da vicino, come fosse la prima volta.
Teatro / Elias Canetti ; traduzione di Bianca Zagari
Torino : Einaudi, copyr. 1982
10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi / Ellen Notbohm
Erickson, 2015
Abstract: Se fino a non molto tempo fa si riteneva che l'autismo fosse una "malattia incurabile", oggi, grazie ai progressi della ricerca, la credenza che chi ne è affetto debba rinunciare a una vita significativa e produttiva non ha più ragion d'essere. Ogni giorno, gli individui con autismo ci mostrano che sono in grado di superare, compensare e gestire in modi alternativi molti degli aspetti più difficoltosi della loro condizione e avere una vita realizzata e dinamica. Scrittrice e madre di un bambino con autismo, l'autrice si mette nei panni e nella testa di coloro che soffrono di questo disturbo, immaginando che siano loro stessi a dire agli adulti le "10 cose" essenziali da tenere a mente: 1. lo sono un bambino; 2. I miei sensi non si sincronizzano; 3. Distingui fra ciò che non voglio fare e non posso fare; 4. Interpreto il linguaggio letteralmente; 5. Fai attenzione a tutti i modi in cui cerco di comunicare; 6. Fammi vedere! lo ho un pensiero visivo; 7. Concentrati su ciò che posso fare e non su ciò che non posso fare; 8. Aiutami nelle interazioni sociali; 9. Identifica che cos'è che innesca le mie crisi 10. Amami incondizionatamente. Il libro guiderà genitori, familiari, insegnanti e educatori lungo un viaggio di conoscenza e di scoperta, alla fine del quale l'autismo farà meno paura e grazie a cui si disporrà di informazioni e strumenti maggiori e più efficaci per poter rendere un bambino con autismo un adulto indipendente.
Nuovi poeti tedeschi / a cura di Anna Chiarloni
Torino : Einaudi, copyr. 1994
Composita solvantur / Franco Fortini
Torino : Einaudi, copyr. 1994
Abstract: Lontano lontano si fanno la guerra./ Il sangue degli altri si sparge per terra./ Io questa mattina mi sono ferito/ a un gambo di rosa, pungendomi un dito./ Succhiando quel dito, pensavo alla guerra./ Oh povera gente, che triste è la terra!/ Non posso giovare, non posso parlare,/ non posso partire per cielo e per mare./ E se anche potessi, o genti indifese,/ ho l'arabo nullo! Ho scarso l'inglese!/ Potrei sotto il capo dei corpi riversi/ posare un mio fitto volume di versi?/ Non credo. Cessiamo la mesta ironia./ Mettiamo una maglia, che il sole va via. Ironico e commosso testamento di un poeta: il colloquio con amici e con la letteratura; gli inganni e la fatica, la fierezza e la voglia di giocare.
Sellerio, 2015
Abstract: "La memoria" è il titolo di questa collana che arriva al numero mille nel nome di Elvira Giorgianni Sellerio (1936-2010). I suoi fiori blu parlano di lei, per lei. Questo libro ne onora il ricordo e ne festeggia il traguardo, nel racconto di ventitré tra autori e collaboratori della casa editrice. Nata nel 1979, "La memoria" deve la sua lunga fortuna ai lumi di Leonardo Sciascia, al prodigio grafico di Enzo Sellerio e alla lungimiranza di certi librai avveduti. Ma soprattutto e sopra tutti, la deve a Elvira Sellerio e alle migliaia di lettori che nel corso di tanti anni ne hanno premiato e condiviso le scelte. "Uno dei più evidenti e gravi difetti della società italiana, e quindi di tutto ciò che - dalla cultura al costume - ne è parte, sta nella mancanza di memoria. Forse per la quantità eccessiva delle cose che dovrebbe contenere, la memoria si smarrisce, si annebbia, svanisce. Intitolare una collana letteraria "La memoria" presuppone questa considerazione d'ordine generale, anche se con intenti più limitati: una esortazione a non dimenticare certi scrittori, certi testi, certi fatti. Una collana che riserva scoperte, riscoperte, rivelazioni, sorprese". Così Leonardo Sciascia scriveva de "La memoria". Per più di trent'anni Elvira Sellerio ne ha perfezionato gli intenti iniziali, moltiplicato la varietà di titoli, così componendo una biblioteca ideale intesa come mosaico di tante biblioteche ideali.
L'arte di coltivare l'orto e se stessi / Adriana Bonavia Giorgetti
Ponte alle Grazie, 2015
Abstract: L'orto sembra essere un luogo in cui lavorare per produrre ortaggi, niente di più. Eppure non pochi artisti, mistici, scrittori, hanno cercato il modo di coltivarne uno, a imitazione forse del Creatore, che è per Dante "l'ortolano eterno" che si prende cura di noi, sue fronde. L'orto, microcosmo fecondo e perciò necessario, ha sempre parlato all'uomo che ha avuto l'umiltà di ascoltarlo. L'uomo moderno, che non produce più quello di cui si nutre, sembra aver perduto la capacità di comprenderlo. L'autrice di questo libro ricostruisce le proprie esperienze di orticultore inesperto e cerca di tradurre per noi la ricchezza che il rapporto diretto con la Terra e la Natura produce in chi le coltiva e se ne prende cura. La scoperta è che considerando l'orto come una terra di significati e non come una terra di fatti, si può godere non solo dei suoi frutti materiali ma anche di quelli, altrettanto ricchi, spirituali: la cura, la generosità, la fatica, l'attesa, l'ascolto, la protezione. L'orto cura chi si prende cura di lui.
Einaudi, 2015
Abstract: Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni "idea giudaica", molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica... Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l'autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un'ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
Adolescenti navigati : come sostenere la crescita dei nativi digitali / Matteo Lancini
Erickson, 2015
Io non posso tacere / Piero Tony ; a cura di Claudio Cerasa
Einaudi, 2015
Abstract: Piero Tony, già sostituto procuratore generale di Firenze, presidente del tribunale per i minorenni della Toscana e da ultimo procuratore capo di Prato, ha scelto di andare in pensione con due anni di anticipo per essere libero di protestare contro un fenomeno tutto italiano, quello dei magistrati che spesso hanno trasformato gli strumenti di indagine in armi puntate contro i cittadini, usandole poi per combattere battaglie politiche. Il suo è un racconto sconcertante, ancor piú venendo da un giudice «certificato e autocertificato di sinistra», poiché rivela l'esistenza di un virus capace di minare la giustizia del nostro Paese. Un virus che però può - e deve - essere combattuto
Grandi e inutili : le grandi opere in Italia / Antonio Fraschilla
Einaudi, 2015
Abstract: Governi, Regioni e Comuni hanno sprecato miliardi per realizzare infrastrutture e opere troppo grandi, troppo costose da gestire, di nessuna utilità per le comunità. Se gli stessi soldi fossero stati risparmiati, oggi non ci sarebbe alcun problema a garantire la cassa integrazione a un milione di operai a rischio povertà. E invece almeno 10 miliardi di euro sono stati gettati al vento per costruire ospedali diventati pascoli per le capre, ponti avveniristici che nessuno attraversa, impianti sportivi in piena campagna. In questo viaggio attraverso lo spreco s'incontrano anche grandi opere commissionate a star mondiali dell'architettura costate decine di milioni di euro delle quali però i cittadini non sanno che farsene. Nell'elenco delle spese inutili sono immancabili le incompiute, piccole e grandi, vere e proprie colate di cemento che hanno sfregiato spazi verdi senza alcun vantaggio per il territorio. Solo una grande bruttezza. Ma chi ha guadagnato dallo spreco? Quante e quali sono le cattedrali nel deserto? E quanto ci sono costate?
Il benicomunismo e i suoi nemici / Ugo Mattei
Einaudi, 2015
Abstract: I beni comuni emergono nelle lotte contro la privatizzazione, ossia la sottrazione di spazi e il diniego dell'accesso a luoghi comuni (fisici o simbolici) che alcuni detentori di potere concentrato perpetrano nei confronti di tutti gli altri. A partire da essi si è sviluppata un insieme di idee che si sono tradotte e si traducono in azione politica. L'espressione "benicomunismo" inaugurata dispregiativamente da qualcuno, è stata invece adottata con orgoglio ed è evocativa di una teoria che in nome dei beni comuni sta articolando una critica radicale al modello neoliberale. A questo proposito Mattei ha dichiarato in un'intervista che "i beni comuni sono la nuova frontiera della rappresentanza e della democrazia". La critica teorica benicomunista si articola tanto contro il settore privato quanto contro il settore pubblico e vuole ridurre ad unità teorica le varie e articolate prassi di lotta che hanno come comune obiettivo la difesa dei beni comuni. Questo agile volume fa il punto sullo stato della teoria e replica alle obiezioni e critiche sollevate in questi anni.
Einaudi, 2015
Abstract: La vita moderna è in costante accelerazione. Gli strumenti che ci permettono di risparmiare tempo hanno ormai raggiunto un enorme livello di sviluppo grazie alle tecnologie di produzione e comunicazione, eppure l'impressione di non avere abbastanza tempo non è mai stata cosi diffusa. In tutte le società occidentali, le persone soffrono della mancanza di tempo e si sentono in dovere di correre ancora più in fretta, non tanto per raggiungere un obiettivo, ma per non perdere posizioni. Questo libro esamina le cause e gli effetti dei processi di accelerazione della nostra epoca individuandone tre aspetti, tecnico, sociale e individuale. Secondo Rosa l'insieme di tali processi porta a gravi forme di patologia sociale legate al rapporto con il tempo e lo spazio, le cose e le azioni, la percezione di sé e degli altri. Subendo la pressione di un ritmo inesorabile, ognuno di noi affronta il mondo senza essere in grado di contenere quella coazione impersonale alla velocità e alla competizione che non è separabile da disagio e insoddisfazione. L'accelerazione è diventata insomma una "potenza" che domina in modo totalitario la società moderna. Essa divora i nostri "sogni, obiettivi, desideri e progetti di vita" stritolandoli entro gli ingranaggi del suo inarrestabile movimento. Cosa possiamo fare per riappropriarci di momenti di esperienza umana non alienata, di "buona vita" conforme alle nostre aspirazioni e desideri più veri?
Roma : Lucky Red Home Video, 2015
Abstract: Aydin è un attore che, dopo essersi ritirato dalle scene, gestisce un piccolo albergo nel cuore dell'Anatolia insieme alla giovane moglie Nihal, con la quale ha un rapporto difficile e distante, e alla sorella Necla, che ancora soffre per il recente divorzio. D'inverno, mentre la neve inizia a ricoprire la steppa, l'abergo diventa il loro rifugio, ma anche teatro delle loro lacerazioni...