Trovati 858962 documenti.
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Lo sfruttamento nel piatto. Quello che tutti dovremmo sapere per un consumo consapevole
Laterza, 23/01/2020
Abstract: "Il viaggio raccontato da Mangano lungo la complessa filiera agroalimentare permette di conoscere ciò che si nasconde nel piatto in cui mangiamo. La conoscenza come strumento per essere liberi e scegliere consapevolmente. Il cibo come elemento con una potenza straordinaria capace al contempo di indebolire o favorire giustizia sociale: nostra la scelta, nostra la responsabilità."Carlo Petrini, Slow FoodAl supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance 'sottocosto'. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne.C'è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d'acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all'uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la 'modernità' della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l'economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo.Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d'arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche.Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere 'complice' di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose.
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Dieci respiri verso la felicità. La pratica del respiro consapevole
Edizioni Il Punto d'incontro, 20/12/2019
Abstract: La felicità è un'abilità che possiamo sviluppare grazie alla consapevolezza e alla concentrazione. In Dieci respiri verso la felicità Glen Schneider presenta un approccio semplice ma efficace per creare l'abitudine a essere felici. Nel cervello ci sono percorsi neurali molto frequentati. Quando veniamo in contatto con qualcosa che normalmente stimola l'ira, percorrere pedissequamente quella via neurale diventa un'abitudine. Con la pratica del respiro consapevole, possiamo invece aprire nuovi percorsi neurali. E quando questa diventa un'abitudine, la chiamiamo abitudine alla felicità. Ogni momento può essere dunque un momento di felicità. Attraverso istruzioni chiare, esempi concreti e storie di vita personale, Dieci respiri verso la felicità illustra tecniche di respirazione e di mindfulness che porteranno un nuovo modo di vedere la vita a chiunque sia alla ricerca di pace e senso di appagamento. "Tutti possiamo beneficiare di più felicità. Quindi prendetevi il tempo per respirare. Può fare la differenza. Lasciate andare e diventate liberi. E in quanto persone libere vi accorgete che ci sono molti modi di reagire alla stessa situazione, non uno soltanto. Quando siamo in grado di generare l'energia dell'amore e della compassione, la felicità è lì. Questo è ciò di cui abbiamo più bisogno. Questo è ciò di cui il mondo ha più bisogno".– Thich Nhat Hanh
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La guerra della plastica. Un materiale straordinario o un nemico da combattere?
Hoepli, 15/01/2020
Abstract: Può assumere qualsiasi forma, è indistruttibile e costa pochissimo. Ed è finita dappertutto: nelle case, nelle auto, negli aerei, nei vestiti, perfino nelle creme solari e nei dentifrici. È la plastica: un materiale fantastico che ha alimentato il boom della società dei consumi.Ma ora è diventata un nemico. Ne produciamo troppa e gli oggetti monouso inquinano l'ambiente. I fiumi e i mari ne sono pieni. E abbiamo scoperto che anche l'acqua del rubinetto contiene microparticelle di plastica. Per questo città, governi nazionali e sovranazionali come l'Unione europea le hanno dichiarato guerra. Con interviste a esperti, ambientalisti, manager e imprenditori, questo libro conduce il lettore in un appassionante viaggio alla scoperta delle origini della plastica, spiega perché è diventata un problema per l'ambiente e infine presenta le possibili soluzioni: dalla bioplastica all'utilizzo della plastica riciclata fino al riciclo chimico.
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Fisica dei rapporti umani. Dieci lezioni di comportamento secondo natura
Hoepli, 15/01/2020
Abstract: La fisica spiega il funzionamento della Natura a ogni livello, dall'immensità dell'Universo alle particelle subatomiche, e le sue leggi si possono tradurre anche in formule di comportamento nelle relazioni interpersonali.L'autore conduce in un viaggio dell'intelletto fra concetti che raramente sono stati accostati: la metrica dei comportamenti umani, il principio di azione e reazione nelle relazioni interpersonali, la termodinamica degli esseri umani, le leggi della dinamica e le interazioni tra le persone.Il libro si rivolge a chiunque gestisca rapporti umani, ovvero tutti, negli ambiti familiari, lavorativi e sociali; e racconta come, a fronte del nostro sforzo di coltivare una dimensione "tecnica" e psicologica nei rapporti umani, la nostra natura – o meglio la Natura, di cui facciamo parte – ci mostra qualche scorciatoia per capire meglio noi stessi e gli altri.
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Marsilio, 30/01/2020
Abstract: Questo libro è una guida all'ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al primo '900. La selezione segue un criterio che dà senso al titolo: 70 brani di musica strumentale che descrivono qualcosa che sta al di fuori di sé, un qualche "mondo", sia esso materialmente tangibile o più legato all'universo della vita interiore. Da Beethoven a Mahler, da Vivaldi a Händel, da Debussy a Schönberg – e poi Čajkovskij, Dvořák, Ives, Mendelssohn, Chopin, Mozart, Šostakovič, Liszt, Verdi, Janáček, Rossini, Haydn, Berlioz, Schumann, Wagner, Strauss, Skrjabin, Musorgskij –, Roberto Favaro ci fa vivere e immaginare paesaggi e paesi, figure di eroi e personaggi letterari, architetture e sogni, dipinti e ambienti sonori.
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Sotto il radioso dominio di Dio
Marsilio, 30/01/2020
Abstract: Tra osservare il futuro e osservare il passato, alcuni scelgono il secondo. Così fa Matteo, giovane romano, appassionato di sport e, in fondo, di studi, anche se non sono quelli a cui la famiglia lo vorrebbe votato. Matteo è il rampollo, se ha senso usare questo termine, di un'importante famiglia romana, tra i cui avi importanti e di rilievo storico c'è padre Tacchi Venturi, il gesuita del Duce, lo "strumento normale per i messaggi tra il papa e Mussolini". Matteo vorrebbe essere certo che il prozio non sia stato antisemita. Vorrebbe esserne certo perché essere limpidi è sempre meglio di non esserlo. Perché essere parte della Storia – quella grande, quella di tutti – certe volte impone di tentare di capirla, visto che non si può riscrivere. E capendo, perdonare.Così il primo è un capitolo di patriottismo, vecchie tradizioni, amori. E anche di tradizioni inventate, condivise ipocrisie, menzogne. Che un altro uomo, tanti anni dopo, prova a smascherare. Il secondo è una caccia tesa a capire se la posizione di padre Tacchi Venturi sia stata antisemita, una ricerca del rapporto tra il vecchio gesuita e Mussolini. Il terzo è un epilogo: muore un padre e ne parla una figlia. Il quarto capitolo comincia in un cimitero e poi si corre per la città: a correre è un giovane disorientato, la città è Roma. Tutto vorrebbe essere connesso.Sotto il radioso dominio di Dio è l'appassionante esordio di Giorgio Zanchini, la voce quotidiana di Radio anch'io, giornalista e studioso. A cavallo tra realtà e finzione, tra ossessioni private e accurate ricostruzioni storiche, il romanzo racconta i rapporti tra padre Tacchi Venturi, la santa sede e Mussolini. Senza dimenticare di mettere in scena un se stesso di nome Matteo, la sua vita, i suoi dubbi e le sue ricerche alle prese con una storia sfuggente, dove non mancano i buchi neri e le false piste.
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Una certa età. Per una nuova idea della vecchiaia
Solferino, 16/01/2020
Abstract: In un mondo dove l'uomo crede di avere in mano il suo destino, corriamo un grande rischio: non ammettere che il filo rosso dell'esistenza si possa indebolire e spezzare e non comprendere gli aspetti positivi di ogni trasformazione a partire dalla bellezza di invecchiare.Vittorino Andreoli ci racconta la vecchiaia come capitolo originale dell'esistenza e non come un'età "malata". Chi ha "danzato a lungo col tempo" ha maggiore capacità di sperimentare la gioia e considerare il piacere. Talvolta è sufficiente un sorriso, un nipote che si mostra interessato ad ascoltare, l'affiorare di un sentimento puro.Il piacere si lega alla tenerezza, a una nuova intimità, alla lentezza di un gioco che impegna tutto il corpo e che si fa sempre più creativo, slegato com'è dai modelli prestazionali della cosiddetta "vita attiva". Siamo passati dalle generazioni biologiche a quelle psicologiche e, infine, a quelle digitali, che hanno ribaltato i rapporti tra giovani e vecchi, mettendo in crisi l'idea di saggezza e di autorevolezza.Ma è solo recuperando il ruolo cruciale dell'ultima età che possiamo iniziare a riparare la società in cui viviamo, sostituendo ai concetti meccanici di salute e malattia una nuova dimensione del "bendessere".
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Solferino, 16/01/2020
Abstract: Una collega affidabile. Un'amica affettuosa. Una madre e una moglie piena di premure. Neve Connolly è tutte queste cose.Un giorno, in un elegante appartamento a Covent Garden, Neve trova un uomo, il suo amante, morto. E non chiama la polizia.Come tutti, Neve commette degli errori. Alcuni sono impercettibili, fatti senza pensarci troppo. Altri sono enormi. Altri ancora sono deliberati. Neve è un essere umano, dopo tutto. Non così perfetto come tutti dicono. Ma gli errori hanno conseguenze. E quando uno di questi si rivela davvero grave, la catena degli sbagli si trasforma in una spirale inarrestabile, fuori controllo, che inchioda Neve alle sue bugie.E mette in pericolo non solo lei, ma le persone che le sono più care. Suo marito. I suoi amici. Sua figlia Mabel, già così fragile, così provata dalla vita. Anche se volesse, Neve non può più tornare indietro. La verità è adesso più pericolosa di una menzogna.Una bugiarda. Un'adultera. Una minaccia. Neve Connolly è tutte queste cose. Ma potrebbe essere anche un'assassina? Un giallo ad alta tensione da una firma internazionale del thriller psicologico, con milioni di copie vendute, che ancora una volta conquista i suoi lettori con un perfetto gioco di prestigio di duplicità e suspense.
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Il regno di Auschwitz 1940-1945
Solferino, 16/01/2020
Abstract: C'è un evento chiave nella storia di Auschwitz. Il 12 maggio del 1942, un convoglio da Sosnowiec scarica 1500 ebrei che, per la prima volta, non vengono né internati, né selezionati per le squadre di lavoro, né picchiati o freddati con un colpo di pistola. Vengono inviati direttamente alle camere a gas.Così si compie il destino di Auschwitz: non più un campo di concentramento né di lavoro coatto, ma una colossale macchina progettata per l'annientamento sistematico di esseri umani. Attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e dei carnefici, Il regno di Auschwitz descrive questa tragica parabola, fino all'evacuazione del gennaio 1945.Nessuno sa quanti abbiano perso la vita dietro quel filo spinato. E nessuno lo saprà mai, visto che i nazisti bruciarono tutti i documenti abbandonando Auschwitz, rendendo incalcolabile il numero effettivo delle vittime. Il comandante del campo Rudolf Höss, processato dopo la guerra, si dichiarò responsabile dell'eliminazione di due milioni e mezzo di persone, più "un altro mezzo milione di morti per fame e malattie". Poi però aggiunse: "Non ho mai saputo il numero complessivo e non ho modo nemmeno di stimarlo".Ma, per quanto suoni terribile dirlo, il punto non è quanti ebrei siano stati uccisi. Il punto è che l'obiettivo era ucciderli tutti. È questo che definisce il genocidio. Vernichtung, annientamento. E Auschwitz ne è il simbolo, il più eloquente di tutti, perché più di tutti gli altri campi dette il suo spaventoso contributo alla Soluzione Finale. È per questo che la storia umana può solo dividersi in un prima e un dopo Auschwitz.
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Fazi Editore, 30/01/2020
Abstract: Il libro da cui è tratto il film omonimo con Michael B. Jordan, Jamie Foxx e Brie Larson.Bryan Stevenson era un giovane avvocato da poco laureatosi a Harvard quando decise di trasferirsi a Montgomery, in Alabama, e fondare la Equal Justice Initiative, un'organizzazione senza scopo di lucro impegnata a porre fine all'incarcerazione di massa e alle pene estreme, a sfidare l'ingiustizia razziale ed economica e a proteggere i diritti umani fondamentali delle persone più deboli e vulnerabili. Al resoconto della sua formazione Stevenson intreccia le storie delle persone che ha difeso e che lo hanno condotto in un groviglio di cospirazioni, macchinazioni politiche, inganni legali e razzismo diffuso, modificando profondamente la sua concezione della giustizia. Tra i vari casi spicca quello di Walter McMillian, un afroamericano condannato a morte per l'omicidio di una ragazza bianca, nonostante innumerevoli prove dimostrassero la sua innocenza.Il diritto di opporsi è un'indimenticabile testimonianza del coraggio, della perseveranza e dell'umanità necessarie a perseguire una giustizia più equa, ma anche una struggente denuncia contro la pena di morte.Da questo libro, un bestseller da un milione e mezzo di copie vendute che da duecento settimane è ai vertici delle classifiche americane, è stato tratto il film con Michael B. Jordan, Jamie Foxx e Brie Larson."Nessun avvocato, dopo Atticus Finch, ha fatto una tale differenza nel Sud degli Stati Uniti… Il diritto di opporsi è la sua potente storia".John Grisham"Bryan Stevenson è il Nelson Mandela americano, un brillante avvocato che combatte con coraggio per garantire giustizia per tutti. Il diritto di opporsi dovrebbe essere letto in ogni paese civile del mondo per scoprire cosa succede quando vendetta e punizione sostituiscono giustizia e misericordia".Desmond Tutu, premio Nobel per la pace"Il libro più toccante e potente mai scritto sulla pena di morte"."Financial Times""Commovente come Il buio oltre la siepe"."The New York Review of Books"
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Fazi Editore, 06/02/2020
Abstract: Michael Kohlhaas, uomo rispettoso e onesto mercante di cavalli brandeburghese, è quasi una rappresentazione del bene divino: questa è la storia della sua trasformazione in un demonio.Un giorno, mentre si reca a una fiera di cavalli, a un certo punto trova la strada sbarrata; sprovvisto del lasciapassare richiestogli, si vede costretto a cedere una parte della sua merce a un nobile per poter attraversare i suoi possedimenti. Si rende presto conto di essere stato raggirato e, al suo ritorno, ritrova i cavalli spossati e denutriti. In seguito a questo grave sopruso, scioccato dalla miseria umana, Kohlhaas si anima di una fortissima sete di giustizia e pretende perciò di ristabilire l'ordine in un mondo caratterizzato dalla prepotenza e dalla depravazione. Rinunciando alla sua ineccepibile virtù e al suo rigore morale, il mercante mette in piedi un esercito di sbandati e scatena una ribellione violenta, che si alimenta del sostegno popolare e che, tuttavia, dopo aver sovvertito e messo in crisi l'intero ordinamento dello Stato, gli sarà fatale.Ispirato da un fatto di cronaca del sedicesimo secolo, von Kleist costruisce un racconto sorprendentemente moderno per tema e stile, che ha influenzato e suscitato l'ammirazione di scrittori come Thomas Mann, Franz Kafka e Hermann Hesse. Franz Kafka dedicò una delle uniche due apparizioni pubbliche della sua vita alla lettura di alcuni passaggi da Michael Kohlhaas."Il racconto più forte della letteratura tedesca".Thomas Mann"Non riesco a pensare a quest'opera senza essere travolto dalla commozione e dall'entusiasmo".Franz Kafka"Non siamo nulla, in confronto a Kleist".Rainer Maria Rilke
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Marsilio, 30/01/2020
Abstract: La gita a El Paraje, il paesino della Patagonia ai piedi del vulcano Tunik, sembra proprio un viaggio premio a Pipa Pelari e alle sue compagne di classe, la prima occasione di lasciare il prestigioso collegio di Buenos Aires in cui passano le giornate per sperimentare la libertà dei loro quindici anni. Non possono immaginare che una fuga per andare a ballare, all'insaputa della professoressa Roviralta, non vedrà tornare una ragazza del gruppo, Cornelia Villalba, segnando l'esistenza delle altre per sempre. Dieci anni dopo, una messa in memoria di Cornelia scaraventa Pipa in quel passato che ha tentato in tutti i modi di dimenticare. Ormai donna e agente della squadra Omicidi, viene convinta dalla madre della sua compagna scomparsa – sicura che la figlia sia ancora viva e insospettita dai necrologi che un individuo misterioso ha fatto pubblicare per lei – a riaprire l'indagine e a lasciarsi inghiottire, proprio come Cornelia, dalle nevi del Sud, dove l'incubo è cominciato.Un thriller ad alta tensione, popolato di personaggi inquietanti e crudeli, che indaga sul dramma della tratta delle bianche e svela il marcio che accomuna i bassifondi e i salotti lussuosi della società argentina, dove comprare e vendere le donne rende più del traffico di droga, e la violenza è una chiave che apre tutte le porte.
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Adelphi, 23/01/2020
Abstract: Jamaica Kincaid appartiene alla schiera degli autori che, nati alla "periferia dell'impero" (nel suo caso ad Antigua, nei Caraibi), hanno immesso nuova linfa nella letteratura di lingua inglese. Fin dall'inizio la sua voce si è rivelata penetrante, precisa, inconfondibile. Ma con l'"Autobiografia di mia madre" si è d'improvviso arricchita di tonalità cupe e vaste risonanze, quasi giungesse a noi portata dal "vento nero e desolato" che incessantemente soffia alle spalle della protagonista. È una storia di solitudine e insanabile risentimento, di insofferenza per la "stanza nera del mondo", che assume qui il profilo di paesaggi lussureggianti. Le vicende di Xuela, di madre cariba e padre per metà scozzese e per metà africano, abbandonata insieme a un fagotto di panni sporchi dopo che la madre è morta di parto, dispiegano un variegato itinerario nell'infelicità, dove le durezze del mondo si scontrano con un carattere roccioso, torvo e visionario. E a ogni passo la vita di Xuela si intreccia con quella di un fantasma, la madre non conosciuta, colei che non ha potuto raccontare la sua vita e l'ha attraversata come "fossile vivente" del popolo caribo.
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Adelphi, 23/01/2020
Abstract: Da un'isola caraibica di smaltata bellezza si può anche fuggire – e in un'isola simile si può anche morire. L'agonia di un fratello malato di AIDS è di per sé un'esperienza atroce, ma per chi questo fratello non lo vede da vent'anni, per chi questo fratello non l'ha mai amato, la disgrazia può diventare un gorgo di estraneità, di colpe, di ricordi pieni di rancore. È quel che accade a Jamaica Kincaid: l'enigma di un uomo che muore scatena in lei, più che dolore, l'implacabile rovello di chi si è lasciato alle spalle una vita di miseria, abbandono e ostilità, marchiata per sempre da un inesorabile senso di sconfitta; una vita intessuta di rapporti familiari aspri e crudeli, dominati da una madre che col suo amore minaccioso ha legato a sé i figli in una relazione di torva dipendenza: "Avrei voluto dirgli, Non sa quello che fa, ma non sono mai stata capace di dirlo a me stessa, non sono mai stata capace di perdonarla per nessuna delle cose che non sapeva di fare quando le ha fatte a me. Lo guardai in faccia. I ricordi non le piacciono, avrei voluto dirgli". Algida e rabbiosa, ipnotica e ossessiva, la prosa di Jamaica Kincaid scava e ferisce, trascinando il lettore in una ricerca di sé che ha la stessa forza irradiante dell'"Autobiografia di mia madre"."Mio fratello" è apparso per la prima volta nel 1997.
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Adelphi, 30/01/2020
Abstract: Mr. Potter è analfabeta e fa l'autista ad Antigua. È l'ultimo degli undici figli che un pescatore ha avuto da otto donne diverse; sua madre è andata incontro "al mare che l'avrebbe inghiottita" quando lui aveva cinque anni. Mr. Potter è crudele, indifferente, ripiegato su se stesso. Non ha mai amato nessuno, neppure "le molte bambine con il naso uguale" che gli hanno generato troppe donne diverse.È una di quelle figlie ignorate e appena intraviste – ora che Mr. Potter è morto e di lui non resta alcuna traccia, foss'anche una lapide su cui piangere – a dar corpo alla sua immagine, a strapparlo al "grande ed eterno silenzio". La sua storia nasce così da un furente lavoro di scavo, da un'affannosa investigazione – perché la figlia ha incontrato Mr. Potter una sola volta, scambiando con lui poche frasi, ed è "necessario" sciogliere l'enigma, riscattare l'oltraggio, restituire senso all'assenza, impedire che svanisca "ogni speranza, ogni prova del suo amore". Una storia che la prosa ipnotica e ossessiva di Jamaica Kincaid trasforma in una fosca ode, dove astio immedicabile e imperioso anelito alla tenerezza, lancinante estraneità e intimità biologica (si può amare qualcuno "perché il suo naso ha esattamente la stessa forma del tuo"?) vibrano e si fondono, coinvolgendo il lettore in quella ricerca di sé che ha reso indimenticabili "Autobiografia di mia madre" e "Mio fratello".
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Adelphi, 30/01/2020
Abstract: "Questo libro canterà sul vostro scaffale. È troppo soffocato d'amore per suscitare invidia, troppo umile per gli encomi, e tuttavia è così impressionante da non poter eludere lo stupore". Così Derek Walcott salutò "In fondo al fiume" – primo libro di Jamaica Kincaid –, che radunava i racconti poetici già accolti dai lettori del "New Yorker" come rari gioielli letterari: a scorci di una natura lussureggiante che suscita inquietudini profonde si alternano i ricordi di un'infanzia caribica fatta di scoperte minute e preziose, di dolenti rapporti familiari dominati da una madre che tutto dona e poi tutto nega – "Mi cinse con le braccia, stringendomi sempre più la testa al petto, finché non soffocai" –, e che verrà magistralmente celebrata nella torrida e furente "Autobiografia di mia madre". Nulla è come sembra, in questo libro breve ma inesauribile: e quando i paesaggi si accendono di colori violenti è per meglio accogliere nell'ombra i sentimenti più riposti di una creatura ancora "primitiva e senza ali". La voce della giovane Kincaid ("il mio nome mi riempie la bocca") è schietta, capricciosa e ingannevolmente semplice, e vi risuonano i ritmi laceranti di quella prosa visionaria e incantatoria che sarà soltanto sua.
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Storia universale dell'infamia
Adelphi, 23/01/2020
Abstract: Simile a un enciclopedista cinese, Borges volle accostare una sequenza di destini tenebrosi come altrettanti "esercizi di prosa narrativa". Il tono è quello, impassibile, di chi intende "raccontare con lo stesso scrupolo le esistenze degli uomini, siano stati divini, mediocri o criminali", e ritrovarle tutte in una pura "superficie di immagini". Ma chi cercasse in questi ritratti dati certi e attendibili si ingannerebbe. Ispiratore occulto è qui Marcel Schwob, che nelle sue "Vite immaginarie" inventava le biografie di uomini "che erano realmente esistiti ma di cui non si sapeva pressoché nulla". Procedimento che in Borges si inverte: "leggevo la vita di un personaggio conosciuto e la deformavo e falsificavo deliberatamente secondo la mia fantasia". Con la sua usuale sprezzatura, Borges definì una volta queste storie "l'irresponsabile gioco di un timido". Di fatto erano il primo gioiello di una nuova specie di letteratura.
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Longanesi, 13/02/2020
Abstract: L'esordio in libreria del collettivo satirico più amato del web"Posto a confronto con la frase 'chiudiamo i porti', un buonista si riconosce subito perché inizia a sudare, mostra segni di disagio e tenta di articolare ragionamenti complessi (eccedenti le tre parole). Nel frattempo il sovranista convince almeno tre persone (se è al bar; trecentomila, se è sui social) a raffiche di slogan. Pulito, veloce, efficace, e capita che ci vinci pure le elezioni."Siete stanchi di argomentare con gli urlatori, ragionare con gli odiatori, mantenere la calma con folle di sovranisti isterici? Avvertite un senso di nausea ogni qualvolta aprite un social network, sfogliate un giornale, ascoltate la radio o uscite per strada? Attenzione, siete chiaramente dei buonisti sull'orlo di una crisi di nervi e questo manuale è stato scritto APPOSTA PER VOI. Per voi che, nell'era dell'odio e degli slogan urlati, con i vostri toni pacati il più delle volte finite per essere zittiti e tacciati di "buonismo radical chic". A voi vogliamo trasmettere un messaggio importante: inutile opporsi, ridimensionate le ambizioni e pensate, piuttosto, a sfangarla! Dal lavoro all'amore al tempo libero, in questo manuale troverete storie esemplari da cui prendere ispirazione (oppure no), strategie pratiche da mandare a memoria, editoriali controversi, giochi di dubbio gusto e test di autovalutazione per mettere alla prova le vostre effettive probabilità di sopravvivenza al ventennio che ci si prospetta: razzista, misogino, populista, autoritario. In una parola, sovranista. Vi sembra che stiamo esagerando? Immaginate se mai si arrivasse a una situazione tale da costringere, per dire, una novantenne, scampata alla guerra, alla persecuzione nazista e ai campi di concentramento, a fronteggiare le minacce di un manipolo di leoni da tastiera sovranisti. Immaginate se quella novantenne dovesse essere messa sotto scorta, per questo. Una roba da pazzi, no?
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Happy Happy - Edizione italiana
Longanesi, 06/02/2020
Abstract: "Molti credono che la competizione, e quindi la vittoria, siano alla base del successo. La verità è che il successo, il più delle volte, consiste nel riuscire a collaborare con gli altri e trovare un accordo che lasci tutti felici. Anche quando gli altri vogliono qualcosa di totalmente diverso da noi." Secondo Lars-Johan Åge, esperto negoziatore svedese che collabora con l'unità ostaggi dell'FBI e con la polizia del Regno di Svezia, una trattativa può ritenersi vinta solo quando entrambe le parti coinvolte ne escono soddisfatte e, quindi, felici. Il suo metodo, battezzato Happy Happy, si fonda sull'idea-chiave che l'esito di una negoziazione sia influenzato tanto dal risultato quanto dal modo in cui lo si raggiunge. Quando si stringe un accordo è meglio avere una controparte felice e disposta a collaborare, piuttosto che destreggiarsi in un clima di ostilità e tensioni: trovare un compromesso soddisfacente per tutti innesca un circolo virtuoso che consente di ottenere risultati spesso migliori di quelli attesi. Grazie alla sua esperienza sul campo, Åge ha elaborato un modello strategico facile ed efficace che è davvero alla portata di ognuno di noi perché, come scrive nell'introduzione, "il bisogno di collaborare e andare d'accordo con gli altri è parte del nostro dna". Servono solo un po' di pratica e soprattutto un buon allenatore.
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Lindau, 23/01/2020
Abstract: In questi racconti sulla guerra e il campo di concentramento, lo sguardo di Borowski si fissa sui sofferenti, sui vinti, e con oggettiva spietatezza mette a nudo la crudeltà e il cinico egoismo che prevalgono nell'animo dell'uomo in lotta per la sopravvivenza. Quel che ci si rivela è un inferno in cui la violenza è esercitata dall'aguzzino sul prigioniero, ma anche da quest'ultimo sul compagno di detenzione, per disperazione e per sottrarsi al diretto peso dell'oppressione. Ne emerge un quadro disilluso e terribile che illumina in una nuova prospettiva la tragedia dei lager. Che il peggior delitto dei massacratori sia stato quello di corrompere la coscienza delle loro vittime?