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L'imperialismo europeo
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Ricciardi, Toni - Ricciardi, Toni

L'imperialismo europeo

Pelago, 29/11/2022

Abstract: L'imperialismo della seconda metà dell'Ottocento è un fenomeno complesso e sfaccettato, che ebbe diverse motivazioni e modi di azione e si presta a molteplici letture: conquiste territoriali, rivalità militaristiche tre le nazioni europee, necessità di espansione economica e commerciale, "civilizzazione" forzata dei nativi. Non dette gli sperati ritorni economici, ma sconvolse il mondo trasformandone completamente la geopolitica. Fu anche emanazione delle grandi innovazioni tecnologiche e produttive del XIX secolo, l'epoca della "lunga pace" in Europa, nella quale il progresso umano sembrava inarrestabile e prometteva benessere materiale per tutti. Queste circostanze si sarebbero poi interrotte bruscamente con l'avvento della Prima guerra mondiale.

Tomasi di Lampedusa
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Pierangeli, Fabio - Pierangeli, Fabio

Tomasi di Lampedusa

Pelago, 28/07/2022

Abstract: Con Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha narrato sé stesso al cospetto della fine di un mondo – quello dell'aristocrazia – non solo ai tempi dell'Unità d'Italia ma anche dell'ultimo dopoguerra, quali esempi di ambienti ed epoche storiche che invecchiano, crollano, spariscono e rinascono in forma diversa ma pur sempre perdente. Da qui, in un libro in cui "non c'è nulla di esplicito", l'apparente, ostentata indifferenza di pensiero dei protagonisti, gli atteggiamenti indecifrabili di chi è consapevole che la storia si mantiene immobile nei suoi sconvolgimenti perché a soccombere restano sempre gli uomini con la loro illusione che tutto possa cambiare. Ferocemente attaccato dalla critica militante al suo apparire, poi con rapida inversione di rotta divenuto un bestseller, Il Gattopardo è un libro intriso di morte, di distacco dai sensi di colpa, dalle passioni, dalla società degli uomini, perché, scrive Tomasi, "noi fummo i gattopardi, i leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti i gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra".

Gadda
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Lucchini, Guido - Lucchini, Guido

Gadda

Pelago, 28/07/2022

Abstract: Carlo Emilio Gadda è stato tra i massimi innovatori della letteratura del Novecento; ha narrato il caos frammentario dell'esistenza, dove pezzi di realtà si aggrovigliano, si pasticciano l'uno nell'altro, e nel quale ogni elemento è a sua volta l'origine di una rete di connessioni che si interseca con le altregià esistenti. Ne La cognizione del dolore ha sondato in questo modo i meandri della sofferenza del singolo (cioè di sé stesso) come un'oppressione crescente che alla fine riguarda tutti; in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana la trama del romanzo giallo nasconde l'impossibilità di connettere fra loro le cause degli eventi, immersi in un vortice che finisce per negare anche la realtà umana. A tutto ciò fa fronte un linguaggio che raggiunge la massima espressione descrittiva diventando a sua volta frammentario, che mescola italiano colto, anche aulico, dialetti reali e modificati, espressioni maccheroniche, perché, diceva, "ciò che interessa è la potenza, la tensione espressiva, il voltaggio espressivo… e indipendentemente dal perbenismo accademizzante a cui si possa essere più o meno vicini".

Ariosto
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Matarrese, Tina - Matarrese, Tina

Ariosto

Pelago, 28/07/2022

Abstract: Ludovico Ariosto ha scritto la sua opera – e condotto la sua vita – con un preciso senso di indipendenza e con la consapevolezza della propria identità di autore. Ha inserito nell'ambiente letterario cortese-rinascimentale i valori della coscienza umana, della morale civile, così come dell'imprevedibilità del destino cancellando gli stereotipi dell'epica classica. Le sue Satire sono intrise di una viva rappresentazione critica della vita politico-sociale contemporanea e di un preciso codice di valori etici improntati all'amore di verità e di libertà, in polemica con gli ambienti corrotti delle corti. L' Orlando furioso è una meravigliosa metafora della vita umana intesa come eterna ricerca di qualcosa di irraggiungibile, simbolo della illusorietà e vanità dell'agitarsi degli uomini dietro i non meno vani miraggi delle passioni e dei desideri. È un poema che nasce dalla corte, ma aperto anche alle novità che si stavano imponendo nella letteratura volgare, per allargare il suo pubblico oltre la cerchia dei potenti e i confini regionali, verso la borghesia colta.

Smith
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Fiori, Stefano - Fiori, Stefano - Torno, Armando

Smith

Pelago, 28/07/2022

Abstract: Adam Smith non fu solo il "fondatore dell'economia classica", ma fu anche il grande interprete della trasformazione epocale che portò all'economia di mercato. Filosofo morale di formazione, fornì con la sua opera un'acuta analisi sui princìpi che regolano il comportamento umano tanto nella sfera dell'agire economico quanto nella sfera delle relazioni sociali ed etiche. La condotta umana è spesso intenzionale, ma gli effetti globali delle azioni individuali sono non intenzionali, cioè non sono frutto di un progetto. È questo il principio espresso dalla mano invisibile. Lo stesso principio enuncia che azioni compiute perseguendo gli interessi personali possono generare un incremento di benessere pubblico, e che ciò consente che il mercato si autoregoli. Ma è bene che l'interesse personale non degeneri in egoismo, poiché – come mostra l'esperienza storica – ciò introduce distorsioni e inefficienze nel sistema.

La Rivoluzione russa
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Salomoni, Antonella - Salomoni, Antonella

La Rivoluzione russa

Pelago, 29/11/2022

Abstract: I "dieci giorni che cambiarono il mondo" nell'ottobre-novembre 1917 avrebbero segnato profondamente il XX secolo, ma dimostrarono in seguito anche l'impossibilità di portare a termine la rivoluzione teorizzata da Karl Marx che avrebbe dovuto introdurre la dittatura del proletariato e l'istituzione di uno Stato governato dalle classi lavoratrici. Gli storici discutono ancora se l'abolizione dell'Assemblea Costituente, l'instaurazione di una dittatura del vertice del partito bolscevico sul partito stesso e la centralizzazione economica e militare volute da Lenin fossero o no l'unica soluzione percorribile per evitare il collasso di una nazione già piagata dallo zarismo e dalla guerra. Anche Lenin considerò incompiuta la rivoluzione, ma l'avvento dello stalinismo la allontanò ulteriormente dalle sue premesse ideologiche, trasformandola in un regime totalitario.

L'Italia dopo l'Unità
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Noce, Tiziana - Noce, Tiziana

L'Italia dopo l'Unità

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Il cinquantennio che va dall'Unità d'Italia alla Prima guerra mondiale fu un periodo tormentato e complesso, segnato dal divario tra Stato e popolazione, da conflittualità politiche e ostilità incrociate. I governi della Destra e della Sinistra storiche agirono anche in modo opportunistico e camaleontico, ma ebbero il merito di mantenere in piedi una giovanissima e fragilissima nazione che altrimenti rischiava il disfacimento economico e sociale, così come di avviare la trasformazione dell'Italia da nazione agricola a Stato industriale. Rimasero irrisolti problemi come quello del Mezzogiorno; il suffragio universale (maschile) arrivò a Novecento inoltrato e solo con i governi Giolitti si cercò di rispondere all'esigenza di instaurare una democrazia economica e un riformismo sociale, dopo che il socialismo era entrato a fatica nella compagine parlamentare.

La Grande guerra
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Canale Cama, Francesca - Canale Cama, Francesca

La Grande guerra

Pelago, 29/11/2022

Abstract: La Prima guerra mondiale fu una tragedia della civiltà occidentale che mise allo scoperto la fragilità delle potenze europee dopo una pace apparente di quasi un secolo; un'avventura le cui dimensioni non erano state affatto previste dalla maggior parte dei protagonisti. Fu la prima guerra di massa, la prima guerra celebrata entusiasticamente dalle popolazioni, la prima guerra non più affidata ai soli eserciti, operando anche una radicale frattura storica che segnò simultaneamente l'agonia di un vecchio mondo e l'irrompere del nuovo in campo politico, economico, sociale, culturale. Sconvolse gli equilibri fra gli Stati e non riuscì a crearne di nuovi, lasciando un quadro geopolitico destabilizzato, che avrebbe posto le premesse per la comparsa dei regimi totalitari del Novecento e di un nuovo conflitto globale.

Jung
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Garzonio, Marco - Garzonio, Marco - Torno, Armando

Jung

Pelago, 28/07/2022

Abstract: Carl Gustav Jung fu il fondatore della Psicologia Analitica, dottrina originale che si distacca profondamente dalla psicoanalisi di Freud – di cui Jung fu collega, mai "allievo" – presupponendo, accanto all'esistenza di un inconscio individuale, anche quella di un inconscio collettivo presente sin dalla nascita e composto da immagini primordiali, comuni a tutta l'umanità. Assegnò alla libido un ruolo non limitato alla sfera sessuale, ma di autentica "forza vitale" dell'individuo, il quale può arrivare all'"individuazione di se stesso" attraverso l'autoregolazione dialettica e dinamica di due forze opposte, gli aspetti coscienti e gli elementi oscuri della personalità: l'Ombra. Nella sua dottrina confluiscono molte attenzioni alle religioni orientali, come pure agli archetipi antropologici, alla dimensione spirituale e alla responsabilità sociale dell'uomo.

Mussolini e il fascismo
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Albeltaro, Marco - Albeltaro, Marco - Serva, Anna - Rivieccio, Giorgio

Mussolini e il fascismo

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Il fascismo rappresentò, nei suoi connotati ideologico-istituzionali, uno Stato che volle generare una nazione e non viceversa; e addirittura uno Stato che inglobò e superò perfino il partito che lo aveva prodotto e con esso la sua ideologia. Portò alla statalizzazione dell'intera società, alla negazione dell'individualità dei cittadini, legittimati nella loro essenza solo dall'aderenza allo Stato, e perfino alla "fascistizzazione" della patria (che giustificava l'uso della violenza contro i suoi critici), concetto che implicitamente cancellava ogni passato storico della nazione. Il dibattito storiografico, che ha risentito in numerosi casi di impostazioni ideologiche aprioristiche da ogni fronte, oggi si concentra meno sulla mistica/demistificazione del ventennio mussoliniano e più sugli aspetti socioeconomici e istituzionali. Si preferisce infatti un'analisi di più ampio respiro di un periodo complesso, che ha visto un cambiamento di rotta, anche della coscienza civile di tanti italiani, e che rappresenta un problema ancora aperto.

Hitler e il nazismo
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Goisis, Giuseppe - Goisis, Giuseppe

Hitler e il nazismo

Pelago, 29/11/2022

Abstract: La dittatura nazionalsocialista ha rappresentato la pagina più buia della storia dell'Occidente; ha indicato che non esistono limiti all'efferatezza cui può giungere l'essere umano. Gli studiosi oggi delineano con sempre maggiore chiarezza il percorso storico-ideologico del nazionalsocialismo, portano nuova documentazione per comprendere se il genocidio degli ebrei e dei non ariani fosse insito fin dall'inizio nel pensiero hitleriano oppure se avesse rappresentato una "soluzione" funzionale nel corso della guerra; ma ogni analisi storiografica non può alleviare le responsabilità singole o collettive di queste atrocità, così come non può far rimarginare le ferite che il regime hitleriano ha inferto alla dignità dell'uomo, al diritto alla vita e alla sua integrità fisica e spirituale, che rimarranno per sempre aperte.

La Seconda guerra mondiale
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Mantelli, Brunello - Mantelli, Brunello

La Seconda guerra mondiale

Pelago, 29/11/2022

Abstract: La Seconda guerra mondiale, con i suoi cinquanta milioni di morti – più civili che militari – gli stermini etnici e religiosi, milioni di profughi, ha segnato una profonda trasformazione nella storia: la fine di un'era di guerre "militari" e l'inizio di un'epoca di conflitti globali nei quali nessuno può più dirsi al sicuro. Ha anche segnato la sconfitta di un Occidente che nonostante i suoi millenni di civiltà non ha saputo impedire gli abissi di abiezione e crudeltà umana e l'uso di strumenti di annientamento indiscriminato come le bombe atomiche. Ha visto il drastico ridimensionamento delle antiche potenze egemoni europee, Inghilterra, Francia e Germania e in generale di tutto il Vecchio Continente, divenuto soltanto una parte della divisione nei due blocchi in cui fu ripartito il mondo; una pesante ipoteca sulle vicende del successivo mezzo secolo.

Il dopoguerra in Europa
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Petrini, Francesco - Petrini, Francesco

Il dopoguerra in Europa

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Alla fine della Seconda guerra mondiale l'Europa, e con essa la civiltà occidentale, apparivano distrutte; ogni continuità con il passato era svanita. Eppure in poco tempo fu possibile attuare un'opera di ricostruzione con la quale la crescita economica e sociale si sarebbe protratta per circa trent'anni. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'intervento statunitense con il Piano Marshall, che – come un analogo intervento dell'Urss nella parte orientale – al di là dei suoi grandi meriti ebbe anche l'effetto di consolidare la divisione dell'Europa in due blocchi, cui sarebbe seguito l'avvento della Guerra Fredda, mentre la "questione tedesca" rimase un elemento critico di instabilità. Solo la dissoluzione dell'Urss avrebbe posto fine a questo periodo, che oggi alcuni storici definiscono più un lungo epilogo della Guerra mondiale che una nuova era per il Vecchio Continente.

La Guerra fredda
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La Nave, Gaetano - La Nave, Gaetano

La Guerra fredda

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Dal dopoguerra fino al crollo dell'Urss, la Guerra Fredda è stata la minaccia più drammatica all'integrità del mondo. Per quarant'anni l'ipoteca dell'"olocausto nucleare" ha gravato sulle due superpotenze e sull'Europa, "terra di mezzo" con scarso peso decisionale ma territorialmente al centro della contesa. Sorta per contrastare, dall'una e dall'altra parte, l'espansionismo dell'avversario in Europa e nei Paesi Terzi, la Guerra Fredda ha via via stemperato i suoi connotati ideologici (comunismo contro liberaldemocrazie) per diventare uno scontro tra due blocchi militari ed economici. A posteriori, è stato chiaro che nessuno dei due avversari aveva realmente intenzione di premere il bottone rosso; ma tirarsi indietro dal confronto era ugualmente impossibile. Solo l'improvvisa dissoluzione dell'Urss vi ha posto concretamente fine; ma presto altri problemi relativi alla sicurezza mondiale sarebbero insorti.

Foucault
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Palombi, Fabrizio - Palombi, Fabrizio - Torno, Armando

Foucault

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Michel Foucault (1926-1984) è stato uno dei principali protagonisti della scena intellettuale negli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Filosofo, storico, studioso della sessualità e dell'arte, militante politico, inviato speciale del Corriere della Sera: un vero maître à penser che ha influenzato profondamente la cultura europea. A trent'anni dalla morte, l'interesse per la sua riflessione non manifesta una passione nostalgica per una stagione irripetibile ma l'esigenza di trovare strumenti per effettuare una diagnosi del nostro presente. Lo dimostrano le pagine di Foucault, scritte quando personal computer e telefono cellulare erano privilegi di pochi, dedicate al tema della sorveglianza, che si rivelano di sorprendente utilità per comprendere la nostra condizione di cittadini e consumatori del Ventunesimo secolo, soggetti della rete.

Weil
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Tommasi, Wanda - Tommasi, Wanda - Torno, Armando

Weil

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Simone Weil fece suo il profondo travaglio della prima metà del Novecento, prendendo su di sé tutte le sofferenze materiali e spirituali degli oppressi, dei deboli, dei perseguitati. Fu vicina al marxismo, poi rivoluzionaria, poi pacifista; insegnante, manifestante, operaia per immedesimarsi nella classe lavoratrice; e insieme una pensatrice tesa con ogni mezzo alla ricerca della verità, quella terrena e quella che avvicina a Dio, viste come la medesima cosa. Mistica e pragmatica, intransigente e coraggiosa all'estremo, Simone Weil rappresenta ancora oggi – è stato detto – "il più grande pensatore misconosciuto del Ventesimo secolo".

Husserl
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Porceddu Cilione, Pier Alberto - Porceddu Cilione, Pier Alberto

Husserl

Pelago, 29/11/2022

Abstract: Edmund Husserl è stato il caposcuola della fenomenologia. La fenomenologia è lo studio del fenomeno: il senso delle nostre prassi e degli oggetti che popolano il mondo. La fenomenologia non è anzitutto una "teoria filosofica", ma uno stile di vita che nasce dalla preoccupazione e dal dolore di una civiltà ormai allo stremo delle forze (la nostra): se la vita sta perdendo la sua forma, in che modo è possibile rifondare la vita dalle sue più nascoste radici, esigenze, speranze? Trovare una risposta a questa domanda è il compito di un'intera esistenza: l'esistenza del fenomenologo e della cultura europea di cui la fenomenologia significa la cuspide razionale.

La dissoluzione dell'Urss
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Paoli, Simone - Paoli, Simone

La dissoluzione dell'Urss

Pelago, 29/11/2022

Abstract: A far dissolvere l'Unione Sovietica dopo 74 anni dalla Rivoluzione d'Ottobre fu solo in parte la catena di eventi libertari che partirono dalla Polonia di Solidarność e contagiarono altre nazioni del Patto di Varsavia con l'epilogo del crollo del Muro di Berlino: fu soprattutto il fallimento delle iniziative di perestrojka e glasnost' avviate da Michail Gorbačëv, consapevole che la sua nazione, rimasta inalterata dai tempi di Stalin, non avrebbe più retto il passo con i tempi. Ma il connubio delle sue riforme, che non volevano tradire l'antico leninismo, con una nuova economia in bilico tra statalismo e mercato, portò invece alla disgregazione dello Stato. La fine dell'Urss recò con sé quella del comunismo, anche nel resto d'Europa, senza che il dettato marxiano riuscisse a sopravvivere al di fuori del guscio monolitico in cui era stato murato nelle revisioni totalitariste sovietiche.

L'incidente in bicicletta
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Oates, Joyce Carol

L'incidente in bicicletta

Il Saggiatore, 23/10/2024

Abstract: "Come hai potuto sgattaiolare via in quel modo, senza dirmi niente? Era stato quello a ferirla. Senza dirmi niente."A volte il silenzio nasconde dolori impossibili da esprimere a parole, come quello che in un pomeriggio di fine giugno squarcia la serenità della famiglia Hansen. Nel mezzo di una festa in giardino, Arlette scopre che sua figlia tredicenne ha rischiato di morire a tre chilometri da casa, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. "L'incidente in bicicletta" di Evie diventa un punto di svolta che porta alla luce i nervi scoperti dell'ansia materna, del senso di colpa e dell'inattesa fragilità di ciò che reputiamo più stabile e sicuro. Ma qual è il vero "incidente" di cui Evie proprio non riesce a parlare?Con questo racconto inedito pubblicato originariamente sul New Yorker, Joyce Carol Oates esplora ancora una volta le complessità dei rapporti familiari, confermandosi una delle più lucide osservatrici dell'orrore nascosto sotto lo smalto sorridente dei nostri miti.

Schönberg. Perché ne abbiamo bisogno
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Sachs, Harvey

Schönberg. Perché ne abbiamo bisogno

Il Saggiatore, 20/09/2024

Abstract: "Schönberg. Perché ne abbiamo bisogno" è un invito rivolto a chiunque voglia avvicinarsi – con curiosità e senza timore – a una delle figure più complesse e misconosciute della musica colta occidentale.Protagonista assoluto della prima metà del Novecento, Arnold Schönberg rivoluzionò la stessa concezione di musica. La sua figura è stata tanto amata quanto detestata, suoi epigoni si sono affollati per decenni sui palchi di tutto il mondo, ma se la sua posizione nella storia della musica rimane indiscutibile, oggi la sua opera è meno eseguita che in passato. Personaggio sfaccettato, in costante conflitto con il pubblico conservatore e con l'antisemitismo, strenuamente convinto delle sue idee, si sentiva parte della tradizione della grande musica europea, ma doveva lottare con chi lo riteneva un sovversivo. Un profeta solitario (o almeno così considerava se stesso) che grida al mondo: "Un giorno vi pentirete di non avermi capito".Tra queste pagine vita e musica s'intrecciano: con lo stesso entusiasmo e gli stessi dubbi di un vicino di poltrona che condivide le sue impressioni al termine di un'esecuzione, Harvey Sachs restituisce le orchestrazioni magniloquenti, i continui climax delle produzioni giovanili e le anarchiche dissonanze del periodo atonale, per approdare alla creazione del sistema dodecafonico. Libero da tecnicismi, Sachs affronta le opere in una sorta di corpo a corpo con la musica, per arrivare a un'unica conclusione: tra forma ed essenza, tra musica e mito, tra persecuzioni ed esaltazioni, oggi abbiamo ancora bisogno di Arnold Schönberg per comprendere meglio il passato, il presente e il futuro della musica.