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Dormono sulla collina. 1969-2014
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Di Girolamo, Giacomo

Dormono sulla collina. 1969-2014

Il Saggiatore, 04/09/2014

Abstract: Questo libro si pone un obiettivo smisurato: il nostro paese raccontato da chi dorme, e sempre dormirà, sulla collina. Siamo di fronte alla Spoon River d'Italia. Il paese lo raccontano loro: gli uomini che sono passati di qui, quelli che hanno fatto la storia oppure che l'hanno subita. Gli uomini che tutto sapevano e nulla rivelarono. Gli uomini che nulla sapevano e tutto rivelarono. Uomini magniloquenti, uomini magnifici, uomini miserabili. Uomini piccoli e piccoli uomini. Volti imperiosi e notissimi, volti arcaici, che hanno fatto un qualche frammento di storia, anche se nessuno lo sa. Sono le loro voci a fare la storia. Dov'è Pino Pinelli, l'uomo che non voleva volare?Dov'è il poeta, Giuseppe Ungaretti? S'illumina ancora di immenso? Dove sono Anna Magnani, quelli di Piazza della Loggia, le vittime del terremoto dell'Aquila? Dove il piccolo Samuele di Cogne, dove Marco Pantani, dove Giulio Andreotti? Il generale Dalla Chiesa? Dormono, dormono sulla collina. E non solo loro. Programmi televisivi, bombe che esplodono, decreti legge. Anche gli oggetti. Gli oggetti sono così silenziosi, ma sanno tutto di noi, e fanno la storia. Anche loro: dormono sulla collina. Non è infatti un caso che la prima "voce" di questo coro non sia umana: a parlare è la Bomba di Piazza Fontana. È uno degli innumerevoli inizi italiani e a cantarlo è un ordigno capace di segnare l'immaginario di quell'Italia che possiamo in modo equivocodefinire "contemporanea": là dove accade sempre tutto in contemporanea. Anni plumbei, anni mirabili, anni di schermi televisivi accesi e di fari spenti nella notte, anni di pop e di partiti popolari, con le inevitabili afferenze di mafie, logge, piovre, rivoluzioni mancate, riforme promesse e promesse rimandate, cronache nere e cronache rosa, un partigiano come presidente e presidenti campioni di partigianeria. Si potrebbe andare avanti all'infinito, iniziando dal 1969 e arrivando a oggi. Leggere questo libro significa immergersi in un oceano di voci, di storie molto note e di storie dimenticatissime.Come Edgar Lee Masters, ma non in versi, Giacomo Di Girolamo scrive un'opera mastodontica, tragica e poetica, lirica e comica, ottimista e disperata, destinata a essere un classico.

Giacomo Puccini
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Adami, Giuseppe

Giacomo Puccini

Il Saggiatore, 04/09/2014

Abstract: Partito a ventidue anni dalla Toscana per frequentare il Conservatorio di Milano, arriva, in un quarantennio di inarrestabile ascesa al successo, a conquistare le platee dei più importanti teatri internazionali. È la storia di Giacomo Puccini, raccontata da Giuseppe Adami, collaboratore, confidente e in questa occasione anche narratore della vita certamente romanzesca di un musicista geniale, precursore delle nuove frontiere espressive che in quegli anni portavano verso la musica del Novecento. In un lungo viaggio da Lucca a Bruxelles, passando per Milano, Chiatri, Torre del Lago e gli altri luoghi che hanno segnato la biografi a del compositore, l'autore tesse storie e aneddoti in un racconto intimo e fervido, ricco di memorie e documenti che riportano alla luce i momenti più signifi cativi della vita privata di Puccini: l'attesa per l'esito dell'esame d'accesso al Con servatorio, la passione per la caccia e lo sport, le frequenti liti con i librettisti, le confidenze ad amici e collaboratori come Giulio Ricordi, Luigi Illica, Giuseppe Giacosa e lo stesso Adami, cui confessava di avere "più cuore che ingegno"… Dalla prima delle Villi al Teatro Dal Verme nel 1884 al trionfo di Madama Butterfly al Metropolitan Opera di New York l'11 febbraio 1907, dall'esordio al Teatro alla Scala con Edgar nel 1889 fino agli ultimi giorni di vita dedicati alla stesura di Turandot, rimasta incompiuta. Sullo sfondo, la memoria di un incontro che ha stravolto la vita del narratore, facendo nascere in lui la voglia di cimentarsi come li brettista, fi no alla collaborazione con il Maestro per tre opere: La rondine, Il tabarro e Turandot. E poi il rammarico per i fiaschi , la gioia per i successi. E la promessa di un ritorno dal Belgio che non sarà mai mantenuta, "non è tornato più". Da ogni storia emergono sfu mature e particolari preziosi, a comporre una testimonianza unica e irripetibile, proprio come la vita di Giacomo Puccini.

Gloria agli eroi del mondo di sogno. Il gioco del calcio. Racconto fantastico di un universo mitico
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Liviano D'Arcangelo, Giancarlo

Gloria agli eroi del mondo di sogno. Il gioco del calcio. Racconto fantastico di un universo mitico

Il Saggiatore, 19/06/2014

Abstract: Lo sport più bello del mondo. Competizione, gloria, illusione, fallimento, speranza, ribaltamenti improvvisi del destino apparente. Proprio come tutti i mondi di sogno, anche il calcio ha i suoi prìncipi eroi, i depositari dell'epica. Campioni resi mitici da vittorie indimenticabili, come Pelé o Maradona. Come capitan Scirea, il Temistocle del calcio, a detta di tutti il giocatore più corretto e nobile che abbia mai fatto ingresso in uno stadio. O il portiere rumeno Ducadam, grande per spalle e per coraggio. In "Gloria agli eroi del mondo di sogno", aneddoti intimi e ricordi personali si intrecciano a immagini iconiche che hanno fatto la storia d'Italia, per sempre impresse nella memoria popolare. Dalle prove iniziatiche al Campetto della stazione alla corsa folle di lardelli al Mondiale '82, l'autore ci accompagna alla scoperta del calcio come universo mitico, fantasioso e carnevalesco, un vero mondo di sogno in cui tutto è possibile, e lo fa con ironia pungente e afflato lirico, fino all'interrogativo ultimo: il calcio resterà davvero sempre LO stesso, ovvero il regno del genio e dell'imprevisto? Il genio, il talento individuale, resteranno il fattore determinante anche in quello ubiquo e ipertecnologico di oggi? Oppure certe gesta appartengono ormai a un passato tanto mitico quanto remoto?

Il divano di Freud. Mahler, l'Uomo dei Lupi, Hilda Doolittle e altri. I pazienti raccontano il fondatore della psicoanalisi
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Albano, Lucilla

Il divano di Freud. Mahler, l'Uomo dei Lupi, Hilda Doolittle e altri. I pazienti raccontano il fondatore della psicoanalisi

Il Saggiatore, 12/06/2014

Abstract: Nei quarant'anni compresi tra il Progetto di una psicologia e Analisi terminabile e interminabile, Sigmund Freud si dedicò, con assidua regolarità, a quel "lavoro lungo e faticoso" che fu la terapia analitica. Ebbe in cura decine e decine di pazienti – molti dei quali rimasti sconosciuti – che guardarono a lui come a un demiurgo, a un genio benefico, a un "grande padre magico" e onnipotente.Questa è l'immagine di Freud che emerge, sia pure con diverso grado di idealizzazione, in tutti i testi qui raccolti: ricordi, memorie, diari, pagine autobiografi che dei pazienti, alcuni celebri e, per la maggior parte, allievi che dal maestro andarono in analisi didattica.L'interesse di queste testimonianze, più che psicoanalitico, è storico e biografico. Nel loro complesso, forniscono un ritratto inedito di Freud, ripreso in primo piano dalla distanza ravvicinata che caratterizza, formalmente ed emotivamente, la relazione analitica. Insieme, delineano il quadro di una scienza nascente e di un movimento: quello, allora in espansione, delle Società di Psicoanalisi.Gli scritti qui raccolti individuano anche, come suggerisce Lucilla Albano nell'introduzione, le possibili forme di una "quarta storia", la meno studiata: la storia che il paziente racconta a posteriori ad analisi conclusa, dopo aver ascoltato le interpretazioni dello psicoanalista e, nel caso, dopo la redazione del caso clinico. Quarte storie sono i "romanzi familiari e intimi" di Abram Kardiner, Theodor Reik, Hilda Doolittle; le memorie autobiografi che di Wilhelm Stekel, Bruno Walter, l'Uomo dei Lupi, Helene Deutsch; il ricordo en poète di Maryse Choisy; le relazioni scientifi che di Adolph Stern e Roy Grinker, le rifl essioni teoriche di Raymond de Saussure e Heinz Hartmann; i diari quotidiani di Anna Guggenbühl e di Ernst Blum.Il divano di Freud fornisce un tassello fondamentale per conoscere il padre della psicoanalisi, attraverso lo sguardo di chi lo ha conosciuto nel vivo del suo lavoro terapeutico, dall'altra parte di quel famoso divano.

Il treno dell'assedio
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Bocchiola, Massimo

Il treno dell'assedio

Il Saggiatore, 05/05/2014

Abstract: Prima di tutto c'è la casa. Un cascinale bianco sulle colline pavesi che custodisce fotografie ingiallite di un passato stagnante, il cui odore avviluppa il presente. I miasmi dei frutti maturi in giardino stordiscono. Il caldo è estenuante. Le grida dei bambini in cortile risuonano cavernose e ossessive mentre giocano a demolire con un piccone una base di calcestruzzo e a costruire bombe. Tra visioni, sogni, ricordi e allucinazioni erompe il flusso di coscienza di un uomo, che è figlio e padre, e con il proprio padre deve ancora fare i conti, quel padre che era medico stimato, rigido, inflessibile, razionale e regolato nel cibo, negli affetti, nella vita, e oggi è il fantasma che lo perseguita. Con un accavallarsi delle memorie di quell'oltretomba che è la Storia, in questo poema in forma di romanzo prende vita un carnevale con miliardi di figuranti che combattono battaglie epiche, bruciano di amori eterni e repentini, soffrono per un corpo torturato e mutilato brano a brano. Dalla crepa aperta da Massimo Bocchiola emergono uomini che fanno i conti con la morte. Naufraghi del presente, sfiancati dalle fratture di un Occidente ormai stanco. Sopravvissuti soffocati dal passato. Per difendersi dall'assedio Bocchiola si appiglia alla lucidità vertiginosa di Auster, agli spiragli umani di Chateaubriand, alla bellezza delle praterie di Parkman, alla lirica del Canto notturno di un pastore errante dall'Asia e alle Storie di Ammiano Marcellino, alla descrizione viva dei momenti più sanguinosi della Rivoluzione francese, alla presa della torre Malakov nella guerra di Crimea, alle stragi del conte di Tilly a Magdeburgo. Compone una grande narrazione, un'opera altissima che dipinge per noi l'immenso teatro in cui l'individuo si perde nell'universale, che dall'alto vede il folle brulicare del formicaio umano.

La regina dei mari
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Lapierre, Alexandra

La regina dei mari

Il Saggiatore, 12/06/2014

Abstract: Lima, 1595. All'alba le campane della cattedrale suonano a distesa mentre la statua della Vergine è portata in processione fino al mare. Al porto tutto è pronto. Il governatore spagnolo Don Álvaro de Mendaña sta per salire a bordo del suo galeone, il San Jerónimo. Al suo fi anco, l'adorata moglie Isabel Barreto, discendente di una grande famiglia di navigatori. È trascorso un secolo da quando Cristoforo Colombo ha oltrepassato i confini del mondo conosciuto, segnando l'inizio dell'epoca dei conquistadores. Don Álvaro ha un piano altrettanto ambizioso: raggiungere le sponde del quinto continente, l'Australia Incognita. Oltre alla sua dote, Isabel mette al servizio dell'impresa intelligenza e temerarietà, ma non sa ancora che con quel viaggio diventerà la prima donna nella storia a capo di un'intera flotta navale. Nonostante i buoni auspici, la traversata in mare si rivela subito difficoltosa, tra conflitti nell'equipaggio e scontri sanguinosi con gli indigeni nelle terre colonizzate. La spedizione assomiglia sempre più a un'infernale corsa verso l'oblio, quando, all'isola di Santa Cruz, Isabel si ritrova sola al comando: in punto di morte, l'anziano Don Álvaro le conferisce pieni poteri e il titolo di capitano generale dell'armada. Così, con un'eredità tanto fortuita e gravosa, comincia la seconda vita di Isabel. Attraverso il Pacifico, dalle Filippine al Messico, si trova a percorrere rotte inesplorate; a parare i colpi del suo avversario, il capo pilota portoghese Queirós; a cadere in preda alle passioni più laceranti, dal rimorso alla gelosia, dallo sconforto all'esaltazione. Per sopravvivere, Doña Isabel dovrà essere pronta a tutto, anche a compiere atti che lei stessa faticherà a perdonarsi. Alexandra Lapierre unisce un avvincente intrigo narrativo al rigore della ricerca storica per restituirci il profi lo di una fi gura femminile tanto singolare quanto moderna. La regina dei mari è una storia vera, è un romanzo d'amore e d'avventura, è il ritratto potente e barocco di un'epoca memorabile.

L'incantatore
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Murdoch, Iris

L'incantatore

Il Saggiatore, 19/06/2014

Abstract: Annette, vivace e incostante, ha deciso di lasciare il college per studiare alla "Scuola della Vita". La sua amica Rosa, abbandonata ogni ambizione, lavora in fabbrica, dove intreccia una relazione inquietante con i due gemelli polacchi, Jan e Stefan. Il fratello di Rosa, Hunter, lotta per tenere in vita la rivista Artemis, sull'orlo della bancarotta. Peter Saward dedica la sua vita al compito di decifrare l'alfabeto di una civiltà morta e sepolta (e a un amore non corrisposto per Rosa). John Rainborough, dirigente senza qualità in un oscuro ministero, vede la sua vita e il suo lavoro perdere scopo e direzione. La sarta Nina, terrorizzata dal suo stato di profuga, sogna una fuga impossibile. Tutti questi personaggi si muovono nella Londra del dopoguerra come sul palco di un immenso teatro, intrecciando e disfacendo tra loro relazioni in cui l'amore e l'amicizia si mescolano con il desiderio di potere e di controllo. Al centro delle loro vite, il magnate della stampa Mischa Fox, l'incantatore. Enigmatico e all'apparenza mite, Mischa Fox impone la sua volontà sugli altri attraverso l'inquietante Calvin Blick, quasi un suo doppio, colui che trasforma in azione i suoi pensieri. Preda dell'incantatore, i personaggi di Iris Murdoch sono parte di vere e proprie "scene" in cui l'autrice affronta i temi del sesso, dell'attrazione, del potere, ma anche la questione politica e umana degli esuli e del rapporto tra Occidente e Oriente. Postfazione di Peter Cameron.

Marnie
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Graham, Winston - Brinis, Hilia

Marnie

Il Saggiatore, 03/07/2014

Abstract: La signorina Mollie Jeffrey è una ragazza tranquilla, capelli biondi, occhiali con la montatura di corno e abiti che non danno nell'occhio. Si è trasferita da poco a Manchester, dove lavora alla biglietteria del cinema Roxy. Un anno fa era Marion Holland, impiegata modello per la Crombie & Strutt, prima di sottrarre mille sterline e sparire. Tra un anno il suo nome sarà Mary Taylor, quando risponderà all'offerta di lavoro della ditta di arti grafiche John Rutland & Co. La vera donna dietro questi nomi-maschera è Marnie: bella ma distaccata, ossessionata dal controllo, spaventata dagli uomini e dal sesso, bugiarda e ladra compulsiva. Cambia senza tregua città e lavoro. Ogni città un furto. Dopo ogni furto una nuova identità. Tutte le volte Marnie deve ricostruire se stessa, sempre segnata da ferite ed esperienze con cui non riesce a riconciliarsi. Con la pubblicazione di Marnie il Saggiatore continua il percorso di riscoperta delle fonti letterarie che hanno ispirato Alfred Hitchcock, consegnando ai lettori opere di grandi qualità autoriali e di scrittura. Il romanzo di Winston Graham, attraverso una magistrale narrazione in prima persona, precipita il lettore nella mente di una donna in perenne lotta con il suo passato: sepolto, temuto e reinventato ogni volta che Marnie cambia abiti e nome.

Progetto democrazia
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Graeber, David

Progetto democrazia

Il Saggiatore, 05/05/2014

Abstract: Si può definire democratico un sistema politico che tutela i più ricchi e abbandona il 99% della popolazione? Gli strumenti di questa democrazia, la democrazia liberale, non sono in grado di affrontare e risolvere la crisi in atto. È necessario un cambiamento sociale per realizzare una democrazia reale e riportare al centro del dibattito la disuguaglianza economica. David Graeber osserva come non siano più l'industria e il commercio a determinare la ricchezza, bensì la pura speculazione con la creazione di complicati strumenti finanziari. Lontana dall'economia reale, la finanziarizzazione del capitalismo è una vera e propria collusione tra governo e istituzioni finanziarie mirata a indebitare una percentuale sempre più alta di cittadini e ad arricchirne una sempre più esigua. I governi non riflettono più il volere del popolo né il consenso popolare. È quindi impossibile parlare ancora di democrazia. Le lobby influenzano qualunque decisione, i rappresentanti dei cittadini finiscono per rappresentare più i finanziatori che gli elettori: questa è la convinzione di David Graeber e del movimento Occupy Wall Street che, nel settembre 2011, catturò l'attenzione del mondo a Zuccotti Park, a metà strada fra Wall Street e il World Trade Center. Per circa due mesi, senza usare violenza ma con determinazione, senza partiti e senza leader, le proteste degli attivisti raccolsero il consenso della maggioranza degli americani, infuriati contro banchieri e alta finanza. Partendo da Zuccotti Park, Graeber accompagna i lettori in un'esplorazione della democrazia, rileggendone provocatoriamente la storia per capirne l'attualità – dalla nascita ad Atene alla fondazione degli Stati Uniti d'America, alle rivoluzioni del xx secolo, ai movimenti del xxi – e presenta un modello nuovo di democrazia reale, partecipata e orizzontale conquistata attraverso un consenso diffuso nelle decisioni e l'azione diretta. Dopo aver denunciato i meccanismi perversi all'origine della crisi economica di Europa e Stati Uniti in Debito. I primi 5000 anni, con Progetto democrazia Graeber vuole recuperare lo spirito ugualitario della vera democrazia contro l'arroganza del privilegio finanziario e politico.

Rivoluzioni violate
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Sgrena, Giuliana

Rivoluzioni violate

Il Saggiatore, 05/05/2014

Abstract: Le donne sono state le protagoniste indiscusse della Primavera araba. Con il loro attivismo e le loro rivendicazioni di diritti, dignità e parità di genere hanno segnato la modernità di quelle rivoluzioni. Ora, però, rischiano di diventare le prime vittime della controffensiva islamista. Dopo la caduta delle dittature - laiche - e con l'avvio del processo democratico in Medio Oriente, i partiti di stampo religioso sono stati "legalizzati". Questa apertura ha permesso loro di fare proseliti, di instaurare un clima oscurantista e misogino, e infine di vincere le elezioni, anche grazie ai petrodollari del Golfo, all'appoggio di Al Jazeera, allo spazio nelle moschee, al richiamo all'identità collettiva, fatta coincidere con l'appartenenza all'islam. Tuttavia, i Fratelli musulmani e gli altri gruppi religiosi non hanno retto alla prova del potere: sull'onda della protesta popolare sono stati estromessi con un golpe in Egitto e costretti a dimettersi in Tunisia. Mentre in Siria e in Iraq si consuma uno scontro epocale tra sciiti e sunniti, con conseguenze potenzialmente disastrose. "Rivoluzioni violate" è un'analisi accurata e un racconto appassionato della complessa fase di controrivoluzione nei paesi arabi. Giuliana Sgrena indaga le ragioni alla base dell'ascesa islamista e raccoglie le voci delle donne che intendono opporsi a una deriva teocratica che limiterebbe drasticamente le loro libertà.

Roma divisa
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Majanlahti, Anthony - Osti Guerrazzi, Amedeo

Roma divisa

Il Saggiatore, 03/07/2014

Abstract: Camminare per Roma e non vedere i luoghicome sono oggi, come ce li hanno consegnati il cinema prima e poi la televisione; vederli invececom'erano negli anni venti, feriti e sanguinanti, scovarne le tracce nascoste: è questo l'obiettivodegli itinerari ricostruiti in questa guida da Anthony Majanlahti e Amedeo Osti Guerrazzi, la cui ricercanon ha lasciato inesplorato alcun palazzo, vicolo, quartiere.La Prima guerra mondiale non fu gentile con l'Italia.E con Roma in particolare. Esaurita la disponibilità di case popolari, gli immigrati e i poveri che affluivano ogni giorno nella capitale, già sovraffollata e irrequieta, costruirono baracche accanto agli acquedotti e alle vecchie torri fuori le mura. Eranoagglomerati miseri, squallidi, pericolosi ai quali il governo e la nuova classe media guardavano consospetto. L'indolente e soleggiata città dei cesari edei papi si scrollò di dosso secoli di immobilismo con un sussulto violento, e ne risultarono spaccatureprofonde. La disillusione generata dallapace di Parigi, incarnata dal mito dannunziano della "vittoria mutilata", non fece che esacerbarele divisioni e i contrasti – fra ricca borghesia e indigenti, fra studenti e forze dell'ordine –, finchénel 1919 una nuova, dolorosa lacerazione si aprìnel tessuto sociale urbano: quella del fascismo.Eppure la Storia sembra aver dimenticato le feriteche lo squadrismo inferse a Roma: non c'è tracciadegli scontri che insanguinarono i rioni popolari diSan Lorenzo e del Trionfale, nessun monumento ricorda i massacri perpetrati dalle Camicie nere, nessuna targa commemora i nomi delle vittime.A recuperare questa memoria dolorosa ma essenzialeinterviene Roma divisa. I suoi dettagliatipercorsi ci conducono nei luoghi da cui il tempoe la negligenza hanno lavato via i segni di queglianni tumultuosi e contraddittori, come la sede delsindacato dei fornaciai su via Tolemaide, dove siconcentrarono – subito dopo la Marcia su Roma –gli attacchi dei fascisti che volevano "dare una lezione" ai lavoratori; o come il caffè Aragno, animatocentro culturale frequentato fra gli altri daVincenzo Cardarelli, Filippo Tommaso Marinettie Leonardo Sinisgalli, dove nel 1921 l'onorevolesocialista Alceste Della Seta fu bastonato duramente da alcuni irriducibili mussoliniani. O ancoracome largo Chigi, a pochi metri da dove fu orchestratoil delitto di Giacomo Matteotti.Una guida per non dimenticare, ancora una volta,che il fascismo non avrebbe mai potuto stroncarel'opposizione popolare senza un alleato quantomai fedele, lo Stato italiano, e per vedere Roma conocchi diversi.

Schönberg e Stravinsky
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Restagno, Enzo

Schönberg e Stravinsky

Il Saggiatore, 12/06/2014

Abstract: Nella loro vita non breve Schönberg e Stravinsky si incontrarono una sola volta, nel 1912, alla Krolloper di Berlino: fu uno scambio cordiale e pieno di stima, perch. da una parte c'era Petruška e dall'altra il Pierrot lunaire, che qualche giorno dopo Igor avrebbe ascoltato alla Choralion Saal.Passarono gli anni e i due divennero, sia pure con caratteristiche diverse, celebrità, ma non si incontrarono mai più. Si sfiorarono spesso, si intravidero da lontano, ma i contatti si ridussero a qualche dichiarazione un po' maliziosa, amplificata dai giornali e trasformata in opposizione radicale da seguaci ed esegeti. Oggi la storia di questi due geniali musicisti, che in fondo si sono sempre apprezzati, merita di essere raccontata in maniera più oggettiva.Le loro vicende si svolsero prima a Vienna, San Pietroburgo, Berlino, Parigi, poi a New York, Los Angeles, nel mondo intero. Su questi scenari antichi e moderni risuonano, come voci di un coro, le testimonianze di Richard Strauss, Busoni, Hofmannsthal, Kandinskij, Zweig, Rilke, Werfel, Thomas Mann, Rimskij-Korsakov, Diaghilev, Debussy, Picasso, Gide, Valery, Auden... Musica, pittura, architettura, poesia e meditazioni religiose si propagano fra queste pagine come echi profondi degli scenari dell'esilio, dell'impatto con nuove realtà sociali, delle persecuzioni razziali, della guerra.Enzo Restagno, restituendo come di consueto ai suoi lettori la preziosa atmosfera dei mondi descritti, racconta il Novecento, secolo tormentato che ha visto nascere l'età contemporanea.

Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen
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Rampello, Liliana

Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen

Il Saggiatore, 28/08/2014

Abstract: Con Jane Austen non esistono mezze misure.La sua opera divide la critica e i lettori da più di due secoli: autrice di romanzi "per donne", conformistie privi di spessore letterario, tutti trine e sposalizi, o il "genio meraviglioso" intravisto da Vladimir Nabokov, la scrittrice che Virginia Woolf definisce "la più perfetta artista fra le donne"?Liliana Rampello identifica un nuovo tassello del percorso di conoscenza intrapreso dalla grande autrice inglese attraverso la lettura analitica deisuoi "sei romanzi perfetti": Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio, Mansfield Park, Emma, L'abbazia di Northanger e Persuasione. Personaggio,trama e spazio: tre snodi centrali nell'architettura del romanzo classico sono messi a fuoco a partiredalla più originale invenzione di Jane Austen, il romanzo di formazione femminile, in cui l'eroina tradizionale lascia il posto a una giovane donnaprotagonista del proprio destino. Disegnate con spietato rigore verbale, preciso realismo e ironia travolgente, le sue ragazze, pur dovendo imparare a scegliere un buon marito, non dimenticano mai qualcosa di altrettanto essenziale: il proprio desideriodi felicità. E in questa ricerca è da un'altra donna che si fanno accompagnare.Nel solco della tradizione shakespeariana, in Jane Austen il dialogo è un vero e proprio motore narrativo, la conversazione diventa l'unica azione in grado di cambiare il corso della storia personale e collettiva. In tutti e sei i romanzi, Elizabeth, Emma e le altre si muovono in uno spazio narrativo circoscritto, dal salotto al giardino, dalla casapaterna a quella maritale, perimetro di una limitata geografia fisica che si fa ampia geografia morale: qui la loro formazione non rappresenta più, come nella tradizione maschile, un'"avventuradell'io", ma una "trasformazione di sé" in relazione con l'altra e l'altro.In Sei romanzi perfetti, Liliana Rampello fa riecheggiare la voce impietosa e incontenibile di una maestra di libertà femminile, capace di una messa in commedia talvolta crudele ma veritiera, che spolpa il sentimentalismo e mette a nudo la logica raffinata e violenta di una società patriarcale e divisa in classi. La caratteristica leggerezza dei suoi scritti nasconde una verità recondita, che si annida nel dettaglio minimo, in un'emozione trattenuta, in un veloce scambio di battute, in un gesto solo apparentemente casuale. È questo il segreto del successo di Jane Austen, quello per cui ancora oggi la sua opera continua a entusiasmare intere generazioni di lettrici e lettori.

Tristezza per favore vai via
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Riva, Alberto

Tristezza per favore vai via

Il Saggiatore, 03/07/2014

Abstract: A partire dalla follia collettiva del Carnevale, Alberto Riva giunge in Brasile alla scoperta di un universo mitico e malinconico, lasciando la parola a una sfi lata di musicisti e cantanti, artisti e architetti, poeti e scrittori, calciatori e gente di strada. Con disincanto e passione ci restituisce le infinite sfumature di una nazione straordinaria. Storie, ricordi, segreti e aneddoti: tutto concorre a costruire una memoria che, tra schiavitù, guerre e colpi di stato, si perde in un passato coloniale quasi mitico. E che ritorna con i gol di Garrincha, le suggestioni di Oscar Niemeyer, i versi di Vinícius de Moraes e Tom Jobim, le voci di Elis Regina, Caetano Veloso e Maria Bethânia e arriva fino a oggi, un presente in bilico, fatto di miseria e violenza ma anche di seduzione, esuberanza e riscatto. È un viaggio a ritmo di samba e bossa nova attraverso l'incontenibile e incantevole natura che ancora oggi deborda nel cuore di Rio de Janeiro, la gastronomia vissuta come un irrinunciabile rito sociale, la mitologia del calcio celebrato come una vera religione nazionale nel tempio del Maracanã, il più grande stadio del mondo. Un viaggio nella cidade maravilhosa dove tutto riesce a convivere in maniera incredibilmente armonica: le colline delle favelas – tra criminalità, droga e disperazione –, i futuristici grattacieli sul mare, le favolose spiagge di Ipanema e Copacabana, i locali alla moda e i botequins poco raccomandabili, il divertimento sfrenato e la saudade. E dove essere carioca non è una questione di nascita, ma di stile di vita: allegro, libero e aperto al mondo. Quello di Tristezza per favore vai via – ampliamento della prima edizione del 2008 che uscì con il titolo Seguire i pappagalli fino alla fine – è un viaggio affascinante e rivelatore nel cuore di Rio e del Brasile stesso, nella sua vitalità disperata, nel fascino conturbante, nelle irriducibili contraddizioni, nel crogiolo di razze e culture.

Una sola stella nel firmamento
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Moretti, Patrizia - Avon, Francesca

Una sola stella nel firmamento

Il Saggiatore, 12/06/2014

Abstract: Quella mattina Patrizia Moretti si sveglia nel cuore della notte. È preoccupata: suo figlio non è ancora rincasato. Poi sente un rumore nella sua stanza. Torna a dormire. È tranquilla ora.No: Federico non era nel suo letto. Il suo corpo giaceva esanime sull'asfalto di via Ippodromo a Ferrara.Adesso Patrizia su quel letto vuoto va a sedersi spesso. Per riprendere fiato e riordinare le idee. Per recuperare le forze.In questi anni ha dovuto superare molte prove. Il primo referto di morte per overdose. La lotta per rompere il silenzio e l'indifferenza della gente. La battaglia per smascherare il tentativo di occultare le prove da parte delle istituzioni. Quando nessuno sembrava interessarsi alla morte di Federico. Diciotto anni, ucciso di botte in una sera qualunque da quattro poliziotti. E poi l'apertura del blog, i primi sostenitori, le dimostrazioni di solidarietà, l'Italia che finalmente vede. Le prime indagini, i processi, lo sguardo dei carnefici, le menzogne, le false testimonianze, gli insulti, le querele. E poi la manifestazione del Coisp, il sindacato di polizia, proprio sotto l'ufficio di Patrizia: solidarietà ai quattro agenti.Fino alla fine Patrizia ha rivendicato giustizia. Fino alla condanna degli imputati, al pubblico riconoscimento della loro colpa. L'unica cosa che potesse riscattare il ricordo di Federico e restituire verità. L'unica cosa che potesse fi nalmente renderle il respiro.Percorrendo i sentieri della sua storia pubblica e privata, Patrizia Moretti, con Francesca Avon, regala ai lettori un diario intimo e coraggioso, un'opera di testimonianza e di amore, di respiri affannati e di cieli bui; ma sempre scintilla, nel cielo, quella stella, la stella di Federico, una sola stella nel firmamento.

Whole. Vegetale e integrale. Ripensare la scienza della nutrizione
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Campbell, T. Colin

Whole. Vegetale e integrale. Ripensare la scienza della nutrizione

Gruppo Editoriale Macro, 12/09/2014

Abstract: Colin Campbell, grazie a "The China Study", ha rivoluzionato il nostro modo di considerare il cibo, dimostrando come una dieta senza proteine animali e basata su alimenti vegetali e integrali sia la più sana e naturale.In questa straordinaria opera Campbell ci svela i retroscena di questa scoperta scientifica, ci dimostra come il nostro attuale modello medico sia errato perché ignora l'affascinante complessità dell'organismo umano. Ci fornisce inoltre i motivi per cui, nonostante le prove schiaccianti di quanto siano sbagliate le conoscenze che crediamo di possedere su ciò che mangiamo, le nostre abitudini alimentari non sono ancora cambiate."Raccontare questa storia non è stata un'impresa da poco. So bene che una dieta a base di soli alimenti vegetali appare un po' stravagante a molti lettori. Ma ora, le cose stanno cominciando a cambiare. Con il passare del tempo, questa idea sta diventando sempre più grande. Il sistema attuale non è sostenibile. L'unica domanda aperta è se riusciremo a liberarci prima di essere travolti dal suo crollo o se continueremo a inquinare i nostri corpi, le nostre menti e il nostro pianeta con le scorie del sistema finché esso collasserà sotto il suo stesso peso economico e la sua logica biologica.Per noi generazioni precedenti, il nostro modo di mangiare sembrava una questione personale e privata: le scelte alimentari non sembravano contribuire molto in un senso o nell'altro al benessere o alla sofferenza degli altri, per non parlare della vita animale e vegetale e della capacità biologica dell'intero pianeta. Ma, se mai questo è stato vero in passato, le cose non stanno più così.Ciò che mangiamo, a livello individuale e collettivo ha ripercussioni che vanno ben oltre il nostro girovita e i valori della nostra pressione sanguigna. È in gioco niente meno che il futuro della specie. La scelta sta a noi.La mia speranza è che questo libro vi incoraggi a scegliere con saggezza: per la vostra salute, per le prossime generazioni e per l'intero pianeta". - T. Colin Campbellino.

La musica è la mia signora. L'autobiografia
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Duke Ellington

La musica è la mia signora. L'autobiografia

minimum fax, 18/09/2014

Abstract: "Si abbassano le luci... squillo di fanfara... una voce dall'altoparlante... "Signore e signori, ho l'onore di presentarvi il più illustre musicista della nostra epoca: Duke Ellington!"" Si apre così, con un'immagine che sa di locali da ballo e big band in smoking, la rievocazione nostalgica e divertita della propria vita ad opera di uno dei maggiori jazzisti di tutti i tempi, Edward Kennedy "Duke" Ellington. Uscita originariamente nel 1973, e qui pubblicata nella sua traduzione integrale a cura del critico jazz Franco Fayenz, La musica è la mia signora è un'autobiografia personalissima e insieme uno spaccato collettivo di storia del jazz, in cui il "Duca" ci trascina dall'epoca del Rinascimento di Harlem alla seconda guerra mondiale, dal difficile dopoguerra agli anni Sessanta, seguendo il filo di grandi melodie come "Creole Love Call", "Take the A Train", "Mood Indigo" e "Sophisticated Lady". Un volume ricchissimo di riflessioni, dettagli e curiosità: la genesi delle sue celeberrime suite, i ritratti affettuosi dei musicisti che l'hanno accompagnato in più di mezzo secolo di attività, i diari di viaggio delle tournée in Europa e in Oriente. Sempre nel nome dell'unico, intramontabile amore che l'ha sempre guidato: la musica.

L'incendio e altri racconti
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Némirovsky, Irène

L'incendio e altri racconti

Stampa Alternativa, 16/09/2014

Abstract: Grazie alla straordinaria capacità di dipingere ritratti e ambienti, è raro imbattersi in un'autrice che riesce ad avvincere i propri lettori più di Irène Némirovsky.Famosa come romanziera, scrisse anche parecchi racconti che – per quanto calati nella precaria atmosfera della generazione che visse tra le due guerre mondiali – sono dotati di una singolare impronta lirica.L'ampia gamma di emozioni offerte da questi 15 racconti ci svela una delle più seducenti narratricidel Novecento.

Pratiche d'amore nell'emisfero australe
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Loro, Filippo

Pratiche d'amore nell'emisfero australe

WePub, 26/09/2014

Abstract: Nunoe, moglie adolescente di un diplomatico giapponese, sta precipitando. Fino a poche ore fa non sapeva che stasera si sarebbe buttata dal decimo piano del nuovissimo municipio di Melbourne. D'altronde, fino a poche ore fa non sapeva nemmeno che si sarebbe innamorata di un surfista e playboy australiano. Nunoe precipita e con lei i frammenti del passato e di un futuro in cui il marketing simultaneo trasforma istantaneamente gli eventi in oggetti del desiderio. Bambole dagli occhi sgranati, spille, gusci per smartphone, t-shirt: migliaia di gadget si mescolano a ricordi e visioni e accompagnano la sua caduta. Tra pochi secondi si schianteranno con lei sull'asfalto, dove tutto avrà fine. O, forse, avrà inzio.

Non Mi Piace
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Bonanomi, Gianluigi

Non Mi Piace

Ledizioni, 23/09/2014

Abstract: Le librerie, virtuali e non, sono piene di manuali che spiegano come usare Facebook. Questo libro fa esattamente il contrario: elenca 101 cose da NON fare assolutamente sul social network di Zuckerberg. Dalla falsa modestia ai post furbetti per catturare i like, dal propagare le catene di Sant'Antonio al pubblicare foto imbarazzanti dei figli, dallo spam ai continui lamenti. Si parla di tutto, anche di netiquette 2.0, privacy e sicurezza.