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Ultima estate a Roccamare
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Riva, Alberto

Ultima estate a Roccamare

Neri Pozza, 16/06/2023

Abstract: Ci sono momenti magici in cui scrittori, artisti, critici condividono un luogo. E in quel luogo creano. Alberto Riva ci racconta di una pineta in Maremma a cui dobbiamo tutto. Perché in quel luogo sono stati scritti capolavori che leggiamo e rileggiamo ancora. Avevano casa a Roccamare Italo Calvino e Pietro Citati, Carlo Fruttero e Furio Scarpelli: facevano il bagno, camminavano, si scambiavano visite, cene, libri, parlavano di cinema, stavano in silenzio, si ascoltavano, ridevano, scrivevano. Come fu l'estate del 1985 in cui, lungo quella linea tirrenica, c'erano ancora tutti? L'estate in cui Calvino muore mentre scrive le sue Lezioni americane? Tornare su quella lunga spiaggia, le dune vagamente sahariane a perdita d'occhio fino a Marina di Grosseto, dove il signor Palomar osservava le onde e i seni delle bagnanti, significa ritrovare le tracce di una stagione indimenticabile fatta di amicizie struggenti e segrete corrispondenze: Federico Fellini, Mario Tobino, Milan Kundera, Carlo Cassola, Georges Simenon, Nico Orengo, Cesare Garboli, Fruttero & Lucentini e tanti altri. Dialoghi a distanza tra letteratura, cinema, pittura, musica e le voci di chi ancora ricorda, di chi c'era, di chi ci è passato, di chi ha amato e non dimentica. Ultima estate a Roccamare è la storia di un risveglio al sole, un viaggio nella creazione letteraria; un omaggio a un luogo bellissimo, a chi l'ha dipinto, a chi vi è approdato e a chi di lí è salpato."Ecco che sorge la pianura. Il sole tramonta a ponente. C'è un momento in cui il borgo è una roccia nera. E il vento? Il vento c'è sempre stato, lo sa l'istrice e lo sanno i gabbiani"

Il segreto dei Mitford
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Fellowes, Jessica - Zabini, Alessandro

Il segreto dei Mitford

Neri Pozza, 13/06/2023

Abstract: Londra, 1941. Da mesi, la città è sotto una pioggia di bombe. Bombe cadono su Louisa Sullivan, rifugiata in un tunnel della metropolitana, cosí come sulle case eleganti di Rutland Gate, dove la piú giovane delle sorelle Mitford, Deborah, si sta preparando al matrimonio. Louisa, che è stata la loro bambinaia quando ancora si chiamava Louisa Cannon, sarà la damigella: vent'anni dopo il suo ingresso nella nursery Mitford, infatti, non è piú la ragazza che era, in fuga da uno zio abusante, ma una donna indipendente, sposata, con una bambina di cinque anni. Il fiuto da detective però, non l'ha mai abbandonata, proprio come l'affetto che la lega alla famiglia. È per questo che quando Nancy, la maggiore delle Mitford, la invita a trascorrere il Natale del 1941 a Chatsworth House, la maestosa dimora dei duchi di Devonshire con muri del colore del burro fuso, duecento stanze e pareti ricoperte da enormi affreschi, Louisa accetta. Un po' per allontanarsi dall'inferno di Londra rifugiandosi nelle idilliache campagne inglesi, un po' per risollevare l'animo dalle funeree prospettive della guerra grazie ai festeggiamenti che Deborah si è impegnata a organizzare, nonostante razionamenti e ristrettezze. A Chatsworth sarà facile dimenticare le cupezze dedicandosi all'esplorazione di giardini, prati immensi e capricci architettonici dispersi nel folto dei boschi. Eppure, gli spettri non smettono di agitarsi intorno alla famiglia. La seconda sera della loro permanenza, alle porte di Chatsworth si presenta un'anziana signora, Mrs Hoole, che, spacciandosi per una medium, li invita a cercare tracce di un mistero da tempo sepolto. Quella che comincia come una frivola caccia al tesoro si trasforma in qualcosa di molto piú serio, quando viene ritrovata una cuffia da cameriera macchiata di sangue che Louisa non tarda a collegare a una sparizione avvenuta molti anni prima. Riportare a galla la verità, tuttavia, spesso non è privo di rischi, e questo caso non fa eccezione. Perché alla sparizione, che forse è un omicidio o forse il tentativo maldestro di nascondere una relazione inappropriata, il futuro duca pare non essere completamente estraneo… Con Il segreto dei Mitford, Jessica Fellowes scrive l'ultimo capitolo della sua acclamata serie, adorata dai lettori e dalla critica, costruendo il ritratto di una famiglia fenomenale e allo stesso tempo quello di un'Inghilterra indomita e ostinata, che non si arrende di fronte a nulla pur di arrivare alla vittoria. "L'autrice mescola con sapienza ricostruzione storica – i componenti della vera famiglia Mitford – e una trama piena di indizi nel sesto e ultimo mistero della serie. I fan saranno deliziati da un'uscita di scena tanto spettacolare". Publishers Weekly "Un'eroina impavida e un'ambientazione ricca di dettagli in cui sprofondare come in un divano bene imbottito". Kirkus Reviews "False piste che aggiungono pepe alla narrazione e spettacolari rivelazioni coronano un delizioso mix di misteri e belle maniere". Historical Novel Society "Un giallo pimpante, ben scritto e di grande intrattenimento". The Times

Aelis
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Giunta, Chiara Aurora

Aelis

Neri Pozza, 09/06/2023

Abstract: È una mattina di primavera del 1911 ed Emilie Mazoyer ha appena varcato la monumentale porta di vetro smerigliato dell'Hôtel d'Iéna, a Parigi. Attraversata la hall, attirando lo sguardo distratto di alcuni ospiti dell'albergo adagiati nei divani di velluto rosso, ha raggiunto il quarto piano, dove ha atteso a lungo in una stanza quasi priva di luce. Ora, però, è finalmente al cospetto dell'uomo per cui è lí: il drammaturgo italiano autore del Martyre de Saint Sébastien, lo scrittore di cui tutti parlano ai tavoli del Casino de Paris e dei café chantant dove ogni sera si esibisce la conturbante Lina Cavalieri, il poeta cui nessuna donna, tra le piú belle e corteggiate di Parigi, può resistere… Gabriele d'Annunzio. Nata da una modesta famiglia di contadini della Borgogna, Emilie è arrivata nella capitale da poco. Non particolarmente bella, indossa un vestito in cotone rigato di un blu austero, chiuso fin sotto il mento da un col - letto bianco sciupato dai troppi lavaggi, e si sente del tutto inadeguata mentre d'Annunzio la studia con imbarazzante lentezza… Non sa, non può nemmeno lontanamente immaginare, che quell'uomo di bassa statura, dal volto affilato con un cenno di pizzetto, la fronte ampia, l'espressione caparbia e l'abbigliamento ricercato, diventerà un'insostituibile presenza nella sua vita, e che lei sarà per lui governante, amante, complice, felice di soddisfare ogni capriccio del suo maître: Aélis, un nome che è un soffio, un sussurro… A vent'anni dalla prima edizione, e a centosessanta dalla nascita del Vate, torna in libreria il romanzo d'esordio di Chiara Aurora Giunta, che, nell'avvincente narrazione di un rapporto e di una storia in cui ruoli e situazioni si mescolano e talvolta esplodono prima di ricomporsi, ci restituisce non soltanto l'Europa della Prima guerra mondiale, i giorni caotici dell'impresa fiumana, dell'avvento del fascismo e poi del volontario esilio e dell'oscura fine di un poeta, ma anche l'atmosfera di un'epoca e soprattutto l'esistenza di una donna fedele alla propria passione che è stata, come forse nessun'altra, testimone del "vivere inimitabile" di un protagonista del secolo scorso. "L'amore prevedibile ancorché impossibile tra la governante-serva e il divino padrone; o meglio, un amore a senso unico, disperato e letterariamente magnifico come solo le passioni senza speranza sanno essere". Corriere della Sera "Una donna dedita, appassionata e sofferente, e un uomo attore e fedifrago che la strumentalizza a proprio gusto e necessità". Corriere Fiorentino "Chiara Aurora Giunta scrive di fatti e personaggi storici in modo coinvolgente, anche perché li affonda in un cuore e un animo femminile tutto dedizione e ammirazione". Bresciaoggi

Mani nella terra
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Cole, Lee

Mani nella terra

MARSILIO, 27/06/2023

Abstract: Dopo aver perso un lavoro in Colorado, e aver dormito in macchina per due mesi, Owen Callahan ha bisogno di rimettersi in sesto. Tornato a vivere col nonno nel Kentucky, accetta un posto da giardiniere in un piccolo college che gli consente di frequentare il suo corso di scrittura creativa. È qui che conosce Alma Hadzic, impegnata in una residenza letteraria dopo aver pubblicato con successo una raccolta di racconti. Nata a Sarajevo e fuggita con i genitori durante la guerra, Alma sembra avere tutto quello che Owen non ha: una posizione prestigiosa, una formazione nelle migliori scuole del paese, un futuro promettente, ma soprattutto una famiglia progressista che le ha sempre garantito supporto e comprensione. Tra i due, accomunati solo dall'amore per i libri, inizia una relazione clandestina che, facendosi sempre più intensa, complicata e totalizzante, rivela quanto, dai ragazzi che siamo stati, discenda il tipo di adulti che possiamo diventare.Un acuto, tenero e ipercontemporaneo romanzo d'amore, che interroga il senso profondo della letteratura e racconta – con empatia e senza pregiudizi – la spaccatura tra l'America liberal, colta e agiata delle grandi città e l'America provinciale, conservatrice e impoverita, che va a messa la domenica con un fucile nel pick-up. Una spaccatura gravida di contraddizioni e, osservata da vicino, molto meno netta di quanto si immagini.

La cartoleria Tsubaki
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Ogawa, Ito - Coci, Gianluca

La cartoleria Tsubaki

Neri Pozza, 20/06/2023

Abstract: La venticinquenne Hatoko discende da una genía di illustri calligrafe che, a partire dall'epoca Edo, hanno svolto funzioni di scrivane pubbliche. Questo, almeno, è ciò che le ha sempre raccontato la nonna, con cui la ragazza è cresciuta. Alla morte della nonna, Hatoko si ritrova a prendere il suo posto, sebbene a differenza di un tempo ora il mestiere consista – nella migliore delle ipotesi – nel tracciare in bella grafia un nome sulla busta per un dono in denaro, un'epigrafe in memoria di un defunto o il nome di un nuovo nato oppure, ancora, l'insegna di un negozio, il motto di un'azienda o una semplice dedica. È dunque una calligrafa tuttofare, con il pennello e l'inchiostro sempre a portata di mano, nonostante all'apparenza figuri solo come la proprietaria di una piccola cartoleria di quartiere. La cartoleria Tsubaki è un negozietto di articoli di cancelleria e il servizio speciale di scrivano non è mai stato pubblicizzato in via ufficiale. Eppure, grazie al passaparola, sono in tanti a varcare la soglia della cartoleria con le richieste più sorprendenti: Hatoko si trova quindi a redigere eleganti biglietti d'auguri, a compilare telegrammi di condoglianze per la morte di una scimmia, a comunicare la fine di un amore, tutto rigorosamente scritto a mano e senza mai dimenticare che il suo lavoro è molto importante, perché contribuisce alla felicità altrui. La nonna, del resto, le ha sempre ripetuto che essere uno scrivano al servizio degli altri significa agire nell'ombra, come una controfigura, per aiutarli a comunicare emozioni anche molto profonde. Un giorno, alla cartoleria Tsubaki si presenta un giovane sconosciuto che parla un giapponese alquanto stentato. Con sé ha un sacchetto di carta pieno zeppo di lettere con un indirizzo italiano e vergate nell'elegante, inconfondibile grafia della nonna di Hatoko. Lettere capaci di sovvertire tutto quello che Hatoko ha sempre creduto di sapere non solo sul suo passato, ma anche su quello della cartoleria Tsubaki. Dall'autrice de Il ristorante dell'amore ritrovato, un'opera commovente sul potere della scrittura, sulla forza inesorabile che le parole portano con sé e sulla loro capacità di cambiare l'esistenza degli esseri umani. "Un incantevole romanzo sull'arte di scrivere lettere con il cuore e sulla riscoperta della parola scritta come veicolo di profonde emozioni". The Sankei News "La cartoleria Tsubaki fa della calligrafia, della scelta di carta e inchiostro il mezzo piú sicuro con cui riallacciare i legami nella nostra società liquida". Le Monde

Maledette
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Ghedini, Elena Francesca

Maledette

MARSILIO, 13/06/2023

Abstract: Una veste sontuosa, un gomitolo, una corona, una lettera esibita e abbandonata, l'assenza totale di un episodio dal repertorio iconografico o l'abbondante varietà di un altro... Sono queste le tracce che Francesca Ghedini segue per ricostruire, nel continuo confronto con i testi greci e latini, le vicende di cinque grandi figure della tradizione occidentale.Fronteggiando le mille contraddizioni che una civiltà pervasa e invasa dalle immagini conserva e riproduce nei secoli, l'autrice rilegge momenti poco noti o celeberrimi tramandati dal canone letterario e scava nell'iconografia che gareggia con le parole.Scopriamo così un'inedita Circe, figlia del Sole in esilio, diversa dalla dea-maga-seduttrice che domina parte dell'Odissea; riviviamo l'innominabile colpa di Pasifae; rileggiamo il percorso di Arianna, protagonista di un'infanzia dorata, abbandonata da Teseo, sposa di Dioniso, donna dalle molte morti. Una tavoletta diventa l'indizio per riconsiderare il desiderio che acceca Fedra e il raffronto con più voci permette di guardare con altri occhi la metamorfosi di Medea fanciulla innamorata, straniera in Tessaglia, infanticida assetata di vendetta. Amore e odio, tradimenti e malefici convivono con dati storici e artistici, ai quali si aggiunge quel pizzico di fantasia indispensabile per creare biografie coerenti e dare un'anima a queste donne nelle cui storie la parola si fa immagine e l'immagine ci tramanda una realtà diversa rispetto a quella codificata dai classici.

La scelta
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Sten, Viveca

La scelta

MARSILIO, 13/06/2023

Abstract: Andreis Kovač è un uomo potente e inafferrabile. Arrivato bambino dalla Bosnia, è diventato il grande boss della malavita a Stoccolma, ma per incastrarlo la giustizia deve prima tentare di condannarlo per evasione fiscale. Decisa a mettere insieme le prove della sua colpevolezza, il procuratore capo Nora Linde conta sulla testimonianza della giovane moglie del boss: la deposizione di Mina è in grado di cambiare le sorti di un processo molto difficile, perché Kovač può permettersi i migliori avvocati sulla piazza e ha, come sempre, la certezza di uscirne pulito. Mina entra così nel programma di protezione speciale e trova riparo con il suo bimbo in una casa-famiglia su un'isola dell'arcipelago. Nessuno sa dove si nascondono. Ma Kovač rivuole lei e rivuole suo figlio, ed è pronto a tutto per riaverli. Nora e l'ispettore Thomas Andreasson della polizia di Nacka devono difenderli a tutti i costi dalla sua smisurata violenza e riuscire ad assicurarlo alla giustizia.

La Casa del Gallo. Un segreto di famiglia in Ucraina
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Belim, Victoria

La Casa del Gallo. Un segreto di famiglia in Ucraina

La nave di Teseo, 13/06/2023

Abstract: Victoria ha lasciato l'Ucraina quando aveva quindici anni, l'Unione Sovietica era crollata tre anni prima e lei aveva seguito i genitori negli Stati Uniti. Per lungo tempo le sue relazioni con la madrepatria si sono limitate alle telefonate e alle brevi e occasionali visite ai parenti. Quando però, a seguito delle proteste e della rivoluzione del 2014, nel marzo di quell'anno, la Russia annette la Crimea, Victoria inizia a pensare che sia il momento di tornare dai suoi cari e, in special modo, dall'adorata nonna Valentina. La spinta decisiva gliela danno un litigio via Skype con lo zio Vladimir, sostenitore di Putin e nostalgico dell'Unione Sovietica, che dopo la discussione sparisce nel nulla; e la scoperta, in un vecchio diario del nonno, dell'esistenza di uno zio di cui non aveva mai sentito parlare, Nikodim. Decisa a ritrovare le tracce di entrambi, Victoria parte per Kiev e poi per l'est del paese, dove vive Valentina. Ma perché nessuno della famiglia sapeva o voleva parlare di questo zio scomparso negli anni trenta "combattendo per un'Ucraina libera"? E perché la nonna le suggerisce bruscamente di lasciare perdere il passato? Per rispondere a queste domande Victoria inizia una lunga ricerca affrontando la burocrazia post-sovietica, viaggi in minuscoli paesi alla ricerca di testimoni di quell'epoca, fino ad arrivare alla famigerata Casa del Gallo, ovvero il quartier generale del KGB nella zona, che ancora ispira terrore agli abitanti.Victoria Belim racconta la scoperta delle sue radici e di quelle dell'Ucraina, le tragedie, le sofferenze ma anche le tradizioni e la forza di un popolo che ha dovuto sopportare drammi immani ma che è sempre riuscito a resistere. Una storia di famiglia che diventa una lettera d'amore e di speranza per il suo paese e una riflessione sul peso che ha la Storia sulle nostre vite.

L'attenzione rubata. Perché facciamo fatica a concentrarci
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Hari, Johann

L'attenzione rubata. Perché facciamo fatica a concentrarci

La nave di Teseo, 13/06/2023

Abstract: Secondo recenti ricerche gli studenti universitari riescono a concentrarsi su un'attività per appena venti secondi alla volta e gli impiegati, in media, per soli tre minuti. Come molti di noi, Johann Hari è rimasto disorientato dalla facilità con cui perdiamo l'attenzione. Ha provato di tutto per recuperare la sua capacità di concentrarsi, anche a eliminare il cellulare e internet dalla sua vita per più di tre mesi, ma nulla ha funzionato. Per cercare di risolvere il problema, ma soprattutto per comprenderne le origini, Hari intraprende un viaggio per intervistare i maggiori esperti mondiali di scienze cognitive specializzati sul tema, scoprendo che tutto quello che pensiamo di sapere sull'argomento è clamorosamente sbagliato. Dagli ingegneri della Silicon Valley in grado di catturare e non lasciar andare il focus degli utenti, fino ai cali di attenzione che si sono registrati in quantità apparentemente inspiegabili nelle favelas di Rio de Janeiro, Hari indaga e cerca di capire non solo le cause che mettono a repentaglio la nostra concentrazione ma anche le possibili soluzioni che possiamo adottare.L'attenzione rubata è una guida necessaria per tornare a guardare con attenzione alla nostra vita, ai nostri amici, ai nostri interessi e, soprattutto, a noi stessi, prima che sia troppo tardi.

Se solo sapeste
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Garrett, David

Se solo sapeste

Baldini+Castoldi, 13/06/2023

Abstract: David Garrett è stato un bambino prodigio, un virtuoso di straordinario talento. Ma la strada che lo ha portato al successo non è stata facile: a cominciare dall'infanzia, segnata dalla presenza del padre e da una disciplina ferrea. Solo adesso, a distanza di anni, David è in grado di guardarsi alle spalle e osservare con orgoglio la strada percorsa. In queste pagine racconta per la prima volta la sua storia: fatta di successi abbaglianti, ma anche venata da malinconie e insicurezze. Dai concerti classici con le più prestigiose orchestre del mondo all'incontro con i suoi maestri: Ida Haendel, Itzhak Perlman, Yehudi Menuhin, fino ad arrivare alla Juilliard e a New York, dove getta le basi per un nuovo genere – il crossover – che combina la musica virtuosa del violino con il pop e il rock.David Garrett è un artista che sfida il pregiudizio per comporre e sperimentare in modo autentico. Oggi i suoi concerti crossover e classici, due anime che porta avanti con pari serietà e talento, registrano il tutto esaurito in ogni parte del mondo, e il suo nome è leggenda da quando ha dimostrato che la musica è davvero capace di rendere possibile l'impossibile.

Quello che le scarpe raccontano
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McCall Smith, Alexander - Iannelli, Flavio

Quello che le scarpe raccontano

Tea, 16/06/2023

Abstract: "Un autore di culto ovunque sia stato tradotto. "La Stampa"I libri di Alexander McCall Smith regalano un tocco di colore in un mondo grigio e offrono un geniale cuscinetto contro le delusioni della vita."The Telegraph"Irresistibile. "The Times"I romanzi di Alexander McCall Smith non mancano mai di deliziare. "The GuardianNegli uffici della Ladies' Detective Agency N. 1 – la prima, e unica, agenzia investigativa del Botswana – durante una delle consuete pause per il tè, l'articolo di una rivista spinge Precious Ramotswe e Grace Makutsi a interrogarsi sullo scopo della vita, e nella signora Ramotswe s'insinua il dubbio che in effetti la sua vita uno scopo non ce l'abbia. Quale rimedio migliore che parlarne con la fidata amica Mma Potokwani? E lei, prontamente, le propone una nuova sfida: candidarsi per il posto vacante nel consiglio comunale di Gaborone al fine di opporsi alla costruzione del Big Fun Hotel, un albergo inopportuno in un luogo destinato alla quiete. Nonostante le proprie riserve, Mma Ramotswe non riesce a sottrarsi, tanto più che l'altra candidata è la rivale storica della signora Makutsi, l'inestinguibile Violet Sephotho. E così, l'impegno per la campagna elettorale si aggiunge al lavoro investigativo dell'agenzia, che vede Charlie impegnato nel caso più spinoso, in cui vorrebbe eccellere anche per brillare agli occhi della sua nuova ragazza, Queenie-Queenie, di cui non si ritiene all'altezza. Toccherà come sempre al buon cuore e al buon senso della signora Ramotswe riportare tutto nel giusto ordine, e rendere il mondo un luogo più confortevole e caloroso, ancora una volta.  

Trafficante di sogni
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Webb, Wendy

Trafficante di sogni

Libreria Pienogiorno, 07/06/2023

Abstract: Brynn Wilder è una donna in fuga quando arriva a Wharton per trascorrervi l'estate. Sulle sponde dell'immenso lago Superiore, spera di trovare ristoro dal dolore per una relazione finita e una devastante perdita. Ancora non sa che non sono solo le onde a increspare le acque del lago, che gli abitanti del luogo rispettano come una divinità, ma anche segreti e presenze portate dal vento e che sembrano seguire proprio lei. Appena arrivata alla locanda dove alloggerà, Brynn comincia a fare sogni strani e vividi, che la attraggono invincibilmente verso la misteriosa stanza numero 5, chiusa al pubblico. Soprattutto conosce Dominic, un uomo affascinante e misterioso da cui tutti sembrano metterla in guardia. "Non è chi pensi che sia. È più pericoloso di quanto tu creda. Ma è il tuo destino", le dirà Alice, una delle ospiti dell'hotel, che sembra sapere molte cose di quell'uomo e di quel luogo. Mentre il legame con Dominic cresce, Brynn si rende conto che i sogni che la ossessionano e gli eventi inspiegabili in cui si trova sempre più coinvolta hanno a che fare in realtà con il suo passato, e che solo rispondendo al loro richiamo potrà trovare tutte le risposte che cerca da sempre. Una storia di misteri e relazioni profonde, di perdita e abbagliante speranza. E di un amore così assoluto da sfidare perfino le leggi del tempo.

Il genio dei semi
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Pringle, Peter - Petrini, Carlo

Il genio dei semi

Donzelli Editore, 06/06/2023

Abstract: In un dramma degno del Dottor Živago, nel quale si intrecciano scienza, amori, rivoluzioni e guerre, Peter Pringle ricostruisce la storia di Nikolaj Vavilov, lo scienziato che, agli albori della genetica, sognava di sconfiggere la fame nel mondo coltivando piante in grado di sopravvivere in ogni condizione climatica e ad ogni latitudine, nei deserti di sabbia e tra i ghiacci della tundra, e gettando così le basi per un grandioso progetto di raccolta e conservazione della biodiversità alimentare. Il progetto pionieristico di Vavilov si inscriveva nella grande utopia dei primi rivoluzionari bolscevichi, che non esitarono a finanziare le sue spedizioni nei cinque continenti alla ricerca di quelle centinaia di migliaia di semi che avrebbero dato vita a un meraviglioso museo vivente della varietà delle specie botaniche. Alla morte di Lenin, però, il sogno di Vavilov si trasformò in un incubo. La sua indipendenza di pensiero, la fedeltà alla scienza e i rapporti con studiosi di tutto il mondo ne decretarono l'emarginazione da parte degli scienziati fedeli a Stalin, che con l'aiuto della polizia segreta montarono contro di lui un corposo dossier di accuse di sabotaggio e spionaggio, impedendogli di fatto di portare avanti le sue ricerche. E così, l'uomo che sognava di sfamare il pianeta fu una delle vittime più illustri delle purghe staliniane, condannato – per una sorte tragicamente ironica – a morire di fame nelle prigioni sovietiche. Attraverso documenti inediti degli archivi dell'Urss, tra cui il dossier della polizia segreta contro Vavilov, Peter Pringle ricostruisce la trama che portò all'assassinio di questo studioso brillante e profondamente umano, vittima della demagogia anti-scientifica e della cieca ideologia. Un visionario che, come sottolinea Carlo Petrini nella prefazione al volume, già un secolo fa aveva capito che "la biodiversità agricola è la chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare a livello mondiale".

Il fallimento della moneta
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Grazzini, Enrico

Il fallimento della moneta

Fazi Editore, 23/06/2023

Abstract: Da dove nasce la moneta? Pochi lo sanno ma oltre il 90 per cento della moneta viene creata dal nulla dalle banche commerciali per il loro profitto. Lo Stato ha ceduto la sua sovranità monetaria a enti privati che, grazie al privilegio di creare moneta, ottengono utili immensi e un potere enorme. Il problema è che la moneta delle banche è sempre emessa come credito e dunque entra nell'economia sempre e solo come debito. Ma un'economia fondata sul debito è destinata al fallimento. Inoltre la privatizzazione della moneta fa crescere le diseguaglianze ed è all'origine delle frequenti e violente crisi finanziarie che sconvolgono la società provocando povertà e disoccupazione. Per superare questo sistema ingiusto e insostenibile l'autore propone che la nuova moneta digitale venga trattata come un bene pubblico gestito dalla società civile, e che sia emessa libera dal debito. In democrazia le banche centrali dovrebbero aprirsi al pubblico ed essere governate dalle organizzazioni del lavoro, delle imprese e dei consumatori. Così finalmente il sistema monetario potrebbe soddisfare l'interesse collettivo."L'analisi molto accurata di Enrico Grazzini", scrive Sergio Rossi nella prefazione, "chiarisce in modo incontrovertibile la necessità di un cambiamento radicale nell'emissione della moneta allo scopo di rendere il sistema monetario democratico". "Le soluzioni proposte dall'autore", sottolinea Mauro Gallegati nell'introduzione, "possono sembrare utopistiche: tuttavia esse rappresentano un orizzonte e un traguardo su cui vale certamente la pena di riflettere per orientare i programmi di riforma di un sistema, come quello monetario, che oggi mostra tutti i segni di una crisi profonda e forse irreversibile"."Questo libro sottolinea giustamente che la moneta è un bene comune che dovrebbe essere governato dai cittadini".Dominique Plihon"Grazzini auspica che la moneta venga trattata per quella che è: un bene pubblico, mentre oggi serve prevalentemente gli interessi del sistema bancario e finanziario privato".Joseph Huber"Grazzini dimostra che l'attuale sistema monetario è non solo anarchico ma anche caotico, e genera sistematicamente crisi ricorrenti".Guglielmo Forges Davanzati"Questo libro illumina la dimensione politica delle banche centrali nascosta dietro al velo tecnico e sottratta al controllo democratico".Stefano Fassina"Questo saggio apre un dibattito indispensabile su come trasformare il sistema monetario affinché possa servire l'economia e la gente, il lavoro e il risparmio su cui si basa".Ellen Brown

Beato lui
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Buttafuoco, Pietrangelo

Beato lui

Longanesi, 19/06/2023

Abstract: È impossibile scrivere la parola fine al romanzo di Berlusconi. Non è scandito da capitoli o da vicende che seguano una logica temporale, i personaggi appaiono elusivi, i periodi sono pieni di incisi e subordinate, le note a margine in continua evoluzione. Il lavoro di un editor ne uscirebbe sconfitto. La storia di Arcisilvio è piuttosto un affastellarsi di scene, di performance, di brevi novelle dove è possibile affermare una verità e il suo contrario. Pietrangelo Buttafuoco, uomo di teatro, sa disvelare tutti i ruoli di Silvio: drammaturgo, scenografo, suggeritore, datore luci, interprete e regista. Il sipario non scende mai, il protagonista continua e continuerà per sempre a calcare il palcoscenico perché ogni sua asse l'ha immaginata, costruita e levigata lui. Buttafuoco si trova quindi, da grande capocomico qual è, a raccontare la commedia del Cavaliere, la cui unicità coincide con l'Italia stessa. Ogni giorno è il giorno giusto per far uscire questo libro ma ogni giorno il testo è da rimettere a posto, e dunque non esiste altro criterio che quello dell'arte, dell'improvvisazione teatrale, e giammai del giornalismo, per poter ricostruire la macchina scenica e raccontare la straordinaria epopea del Cavaliere. Tutti i generi gli si addicono, tutti i generi sono limitanti. Da Totò contro Maciste all'Armata Brancaleone, dall'Elisir d'amore al Riccardo III di Shakespeare, da Molière a Goldoni. Pietrangelo Buttafuoco, grande acrobata della parola e cultore della mistica, e quindi dell'invisibile, identifica e ricuce le pezze d'appoggio, individua e unisce nuovi puntini che ritraggono il personaggio più contemporaneo della contemporaneità, colui che come Mary Quant inventò la minigonna e cambiò per sempre i tempi. Facciamocene una ragione.

Perché tu possa ascoltarmi
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Neruda, Pablo

Perché tu possa ascoltarmi

Guanda, 14/07/2023

Abstract: Cinquant'anni fa, il 23 settembre del 1973, poco dopo il golpe di Pinochet, Pablo Neruda moriva a Santiago del Cile. Con questa raccolta di poesie tratte dai suoi libri più amati, come Venti poesie d'amore e una canzone disperata o Cento sonetti d'amore, si celebra il grande poeta cileno premiato con il Nobel per la Letteratura nel 1971. Come scrive Maurizio Cucchi nella sua ­Introduzione: "il grande successo della poesia di Pablo Neruda si deve essenzialmente all'ampio respiro e all'aperta nobiltà del canto nei suoi versi, che oltrepassano decisamente i limiti di tanta poesia moderna. Neruda ha il dono rarissimo della comunicazione insieme alta e immediata, complessa nella sua visione a strati delle cose e dell'esserci, eppure semplice nella forza della dizione". Proprio questo permette al poeta di spaziare con la stessa credibilità dalle rovine di una remota civiltà perduta o dalle immensità oceaniche a ciò che superficialmente potrebbe apparire meno degno, come una cipolla. Ma anche di passare dal­l'enigmatico gatto, impossibile da decifrare fino in fondo, ai misteri più insondabili dell'amore. Per arrivare alle riflessioni sulla poesia stessa e concludere con un invito al lettore: "quando non vivrò / cercate qui, cercatemi / tra pietra e oceano, / alla ­luce burrascosa / della schiuma".

In cerca di guai
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Cowles, Virginia - Magrì, Marinella

In cerca di guai

Neri Pozza, 23/06/2023

Abstract: Nel 1938 Virginia Cowles, inesperta ventiseienne di Boston, sbarca in Spagna in piena guerra civile con cappello, abito su misura, giacca di pelliccia e tacchi alti, portando con sé una macchina per scrivere e una valigia con tre abiti di lana. Non ha alcuna esperienza come corrispondente di guerra, avendo scritto prevalentemente di cronaca mondana. Ha dalla sua, però, una curiosità e una determinazione tali da trasformarla in breve tempo in uno dei pochissimi reporter in grado di coprire la guerra civile da entrambi i fronti. Dimostrando una grande abilità nello scucire informazioni a chiunque, e una buona dose di quel tipico dono del giornalista di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, Virginia Cowles incontra tutti i personaggi chiave dell'epoca: a Norimberga partecipa a un tè in onore di Hitler, dove assiste alla bizzarra amicizia di lui con l'ereditiera Unity Mitford; a Roma intervista Mussolini a pochi giorni dall'invasione dell'Abissinia, sorbendosi la predica del duce sul diritto dell'Italia a possedere un impero; a Madrid pranza con Hemingway e diventa amica intima di Martha Gellhorn; con Churchill va a caccia di pesci rossi, viene invitata a vedere i suoi dipinti e accoglie le sue lamentele su Chamberlain. Cowles girerà in lungo e in largo in un'Europa sull'orlo della guerra, vedendo le luci oscurarsi in un paese dopo l'altro: dalla Polonia alla Romania, dalla Finlandia alla Francia, fino all'Inghilterra. Coraggiosa con leggerezza, pur correndo rischi pesantissimi, lascia dietro di sé una considerevole eredità: se oggi a corrispondere dalle zone di guerra ci sono tante donne quanti uomini, lo si deve proprio a figure come Virginia Cowles, che hanno aperto la strada. Pubblicato nel 1941, In cerca di guai divenne immediatamente un bestseller, ispirando intere generazioni. Con una stupefacente capacità di dipingere uno scenario e trascinarvi dentro il lettore, questo memoir restituisce l'indimenticabile ritratto di una donna disposta a correre qualsiasi tipo di rischio per raccontare la verità. "Cowles andò in cerca di guai e senz'altro li trovò. La sua bellezza, astuzia e sfrontatezza la portarono regolarmente in luoghi che nessun'altra reporter avrebbe potuto raggiungere". Daily Mail "Un memoir incalzante come un thriller". The Wall Street Journal "Un sensazionale resoconto della vita in prima linea nell'Europa in guerra, scritto da una reporter all'avanguardia. Un libro indimenticabile". The Times

Mahmoud o l'innalzamento delle acque
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Wauters, Antoine - Ricciardi, Stefania

Mahmoud o l'innalzamento delle acque

Neri Pozza, 20/06/2023

Abstract: Siria, oggi. Un uomo anziano, un poeta, rema sulla superficie di un lago. Poi, indossati maschera e boccaglio, prende un lungo respiro e si immerge in profondità. Laggiú tutto è buio, verde e giallo e torbido nel fascio della sua torcia. Ed è allora che nella testa del poeta fioriscono i ricordi. Perché quel lago è il lago al-Assad che, creato dall'uomo quando è stata eretta la diga di Taqba sull'Eufrate, ha inghiottito la casa della sua infanzia e la sua città, distrutta dal tempo e dalla guerra come il suo cuore. Mahmoud Elmachi osserva i pesci fluttuare attorno al minareto della vecchia moschea e pensa a Sarah, il suo amore perduto. Scosta le alghe, tumide come i capelli dei morti, e pensa agli anni di prigione, segnati da torture e umiliazioni. Nuota lentamente e pensa alla guerra, ai figli che hanno imbracciato le armi senza piú tornare, alla famiglia al-Assad che ha seminato morte nel paese delle luci e dei melograni e dei cieli immensi. Ogni giorno Mahmoud esce dal suo capanno – isolato, ben nascosto alla vista – e si immerge per parlare con tutti loro, risalendo poi a pelo d'acqua dove il tempo non passa e le ore non esistono piú. La gente lo crede pazzo: Affoghi, Elmachi! Ma a Mahmoud non importa: perché è sul fondo, all'origine delle cose, che può ritrovare il mondo com'era, com'era prima della tirannia, prima degli spari per le strade, prima delle idee dagli esiti inimmaginabili. Com'era, prima della fine. Soltanto sul fondo, il minuscolo seme di gioia rimasto nel suo cuore può ancora germogliare. Poi, di nuovo sulla sua barca di legno di pino, il poeta torna remando al suo capanno: uomo solo fra le rovine, solo della stessa solitudine delle acque."Un libro bellissimo, un libro grande, che ti scuote nel profondo con la sua poesia e il suo lirismo". Madame Figaro "Una lingua splendida, un racconto epico dal fascino travolgente". Diacritik "Una storia amara raccontata con uno stile morbido, in cui parole semplici e naturali, quelle che si utilizzano per raccontare le piccole cose, si fanno portatrici di atrocità, di grandi sofferenze ma anche grandi gioie". Télérama

I bambini del maestrale
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Ossorio, Antonella

I bambini del maestrale

Neri Pozza, 20/06/2023

Abstract: 1913, porto di Napoli. Attraccata all'imbarcadero, come se a trattenerla non fossero cavi o ancore, ma profonde radici abbarbicate al fondale, la Caracciolo, con i suoi tre alberi a vele quadre, simili a vestigia di un bosco sacro, incute timore e rispetto. Non tutte le navi possono vantare, come quel veliero, memorabili imprese e avventurose circumnavigazioni del globo. Il tempo delle battaglie cruente è, però, finito. La nave è in disarmo, destinata a una ultima, nobile battaglia: diventare una nave asilo per quei bambini, orfani o abbandonati dagli adulti, che vivono di furti ed elemosine per le strade di Napoli, dormendo sui marciapiedi, negli androni dei palazzi, nei sagrati delle chiese; ovunque vi sia un angolo buono per rincantucciarsi. Tredici di loro sono già a bordo, li chiamano i caracciolini e godono di un benessere superiore a ogni loro piú rosea aspettativa, con un letto e il mangiare garantiti ogni santo giorno. Sono affiorati da sottocoperta per venire a studiare l'intrusa, la donna nominata dal rappresentante del Ministero della Marina direttrice della nave asilo. Si chiama Giulia Civita Franceschi ed è pronta a raccogliere la sfida rappresentata da quel veliero, e a capovolgere una volta per tutte il destino di quel popolo infantile piegato dalla povertà e dall'abbandono. Destino che sembra, invece, inemendabile per Felice, il bambino che cerca ogni sera un angolo il piú possibile riparato dove dormire con gli occhi spalancati sul buio e il nome della madre sulla bocca. Storia di un esperimento educativo unico al mondo, durato quindici entusiasmanti anni e bruscamente interrotto dal regime fascista nel 1928, questo romanzo costituisce una splendida conferma del talento di Antonella Ossorio nel narrare di miseria e riscatto, crudeltà e amore nel paesaggio dell'infanzia abbandonata. "C'era una volta, c'è e ci sarà, un legame profondo, un senso di appartenenza, un patto del cuore. C'era un popolo bambino e disperso. C'è e ci sarà, oltre gli anni e le distanze, una sola grande famiglia". Hanno detto de La cura dell'acqua salata: "Con pennellate di ironia dispensate qua e là, Antonella Ossorio recupera credenze magiche e tradizioni popolari, che abilmente intreccia ai fatti storici, e ci restituisce un curioso affresco familiare". la Repubblica "Un gioiellino. Per qualità e vivacità della scrittura; per eleganza del racconto e della struttura; per la capacità, che ha, di tenere avvinto il lettore dall'inizio alla fine". Francesco Durante

il canto delle rane
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Nanetti, Angela

il canto delle rane

Neri Pozza, 16/06/2023

Abstract: "Il paradiso è esigente, talvolta crudele con quelli che lo hanno conosciuto, li rende eterni pellegrini e naufraghi". Inquieti, incompresi, reietti di una società talvolta disumana, spesso cieca: sono i protagonisti di questi racconti sottili, raminghi, antichi alle volte, eppure modernissimi. Racconti che si svolgono in luoghi desueti, in campagne o per sentieri impervi lontani eppure nitidi e narrano di piccoli drammi senza alcuna indulgenza, trattando la ferocia come un dizionario accurato fa con le parole di una lingua. Ci sono i ragazzi randagi che scalano la montagna e imparano la paura; c'è la marinaia della vita che è costretta a fermarsi ma sente ancora le onde di un'esistenza di sogni modesti e senza clamori; c'è un viaggio di nozze a Berlino con una sparizione che assomiglia quasi a un sollievo; c'è un padre in lutto che investe ogni energia nel folle progetto di ripopolare lo stagno dove andava a pescare con la figlia, nel vano tentativo di alleviare il proprio strazio; c'è la crudeltà umana che irrompe inaspettata in un paesaggio idilliaco, in una limpida giornata di sole. E ancora, solitudini che si sfiorano uscendone tramutate; piccole, meschine vendette che non rendono giustizia, ma sanno lenire un'anima ferita; l'incontro di due vite che paiono non avere punti in comune, ma corrono parallele verso un'unica direzione. Autrice di libri per bambini e di romanzi, è forse però nel racconto che Angela Nanetti riesce a muoversi tra i registri piú vari, arrivando a disegnare un universo dove la tenacia e l'ingenuità vanno assieme e dove è possibile trovare un riscatto, seppur effimero, all'iniquità del vivere."Quando lo stagno si seccò nessuno in paese se ne accorse. Un posto di erbacce e di canne, dove si aggirava come un'anima in pena quel matto di Barolo col suo cane Mordacchio, a cercare la figlia che ci si era annegata molti anni prima. Aveva cinque anni ed era agosto, attorno era tutto granoturco e la sera, la sera le rane, quelle maledette, ti raspavano la testa e la pelle col loro cracra che non ti dava tregua".