Trovati 855473 documenti.
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Longanesi, 23/04/2024
Abstract: "Siamo dunque nel territorio per eccellenza del giallo classico, con lo schema del poliziotto, pubblico o privato, che decifra il mistero interrogando testimoni e sospetti. (…) una strada per rinnovare la via classica all'investigazione, rendendola contemporanea, c'è. Leggere, per credere, la serie di romanzi di Alex Ahndoril, pseudonimo dietro cui si celano i coniugi svedesi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Noti non solo in patria per un'altra saga, decisamente più dark, iniziata con L'ipnotista, che firmano con un diverso, più celebre nom de plume: Lars Kepler."Robinson La Repubblica - Claudia Morgoglione"Alex Ahndoril è il nuovo pseudonimo dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, coppia glam del thriller scandinavo arrivata al successo come Lars Kepler (L'ipnotista). Con gli occhi chiusi mette insieme psico-thriller e christianesimo, con tanto di seduta finale alla Poirot, ed è scandito dalle battute del Macbeth."Il Fatto quotidiano - Fabrizio d'EspositoAl Teatro Reale Drammatico di Stoccolma sta per andare di nuovo in scena la prima del Macbeth. O almeno dovrebbe. Tre anni prima, infatti, dopo il suicidio in circostanze poco chiare del fidanzato della prima attrice, Bianca Salo, la donna non ha retto allo shock, crollando sul palco dopo poche scene, e lo spettacolo è stato cancellato. Oggi, finalmente, il cast ha l'opportunità di tornare a interpretare la sfortunata tragedia. Per Bianca è l'occasione della vita e nulla deve andare storto. Prima ancora dell'inizio delle prove, però, la donna si rende conto che una presenza oscura e inquietante la sta seguendo. Uno stalker che sembra uscito dalle pieghe del suo passato e che ha le incredibili sembianze dell'uomo che aveva amato. In preda alla disperazione, decide di affidarsi a un'investigatrice privata di cui ha letto sui giornali, una donna tormentata ma famosa per le intuizioni infallibili: Julia Stark. Con l'aiuto di Sidney Mendelson, poliziotto nonché suo ex marito, Julia si accorge subito di molte, troppe incongruenze che avvolgono nella nebbia l'intera vicenda. Ma mentre lei indaga, collegando destini che parevano sconnessi, lo stalker continua a muoversi indisturbato come il fantasma che sembra essere, riuscendo a colpire chiunque tenti di intralciare la sua missione, Julia inclusa…
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Longanesi, 16/04/2024
Abstract: Questa è la storia di Flaps, della sua ferita e forse della sua cura. Flaps è solo un bambino, ma non come tutti gli altri. Perché un giorno è stato inspiegabilmente abbandonato da una madre intensa e strana, con la quale aveva un rapporto unico e viscerale, basato su codici segreti, indovinelli, nascondini e mappe che lei di continuo gli lasciava allo scopo di rintracciare oggetti o soluzioni a enigmi e rompicapo. Questa mamma così diversa e così adorata però, improvvisamente e senza spiegazioni, scompare. E di fronte all'inadeguatezza di un padre che non sembra capace o semplicemente intenzionato a ritrovarla, e all'attonito silenzio di una nonna in grado di prestare cure ma non di dare risposte, Flaps un giorno, trovata un'ultima mappa lasciatagli dalla madre, decide di fare da solo e di uscire nel mondo, fuori dalla bolla protettiva in cui è cresciuto fino a quel momento, per cercarla. E fuori c'è Napoli, con le sue tante durezze e i suoi squarci di umanità: sarà in particolare l'amicizia con Marlo, ragazzo più esperto della vita che ha come lui perso la mamma, a guidarlo nel corso della sua ricerca. Fino alla soglia dell'età adulta, dove alla fine, forse, esisterà una spiegazione all'estremo enigma della sparizione della madre. Una spiegazione del tutto diversa da qualsiasi cosa Flaps avrebbe mai potuto immaginare… Con mano ferma e cuore tremante Gerardo Innarella ci guida alla radice del sentimento più elementare e più indecifrabile della vita di ognuno di noi: l'amore di un figlio per sua madre.
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Le tasse sono utili. Dal sistema fiscale dipendono democrazia e qualità della vita
Nutrimenti, 16/07/2021
Abstract: Dalla fine degli anni Settanta, quelli della Thatcher e di Reagan abbiamo assistito al dilagare di una falsa verità: che le tasse sono un'inutile vessazione dei cittadini. E i politici a caccia di facili consensi hanno immediatamente fatto proprio questo mantra. Ma a guadagnarci sono stati solo i più ricchi. Le multinazionali incassano denari a iosa e pagano un'inezia. Il peso maggiore delle tasse è sul ceto medio. La povertà cresce. Lo Stato sociale è arrivato ovunque a un punto di rottura. Molti cittadini hanno perso la fiducia nella democrazia e, per di più, mancano le risorse pubbliche per fronteggiare l'invecchiamento della popolazione, il cambiamento del clima, la transizione energetica, gli effetti delle tecnologie sull'occupazione.Che fare? Il primo passo è una battaglia culturale per svelare l'inganno, contestare chi racconta bugie e spingere i governi ad agire di conseguenza: solo se si batte l'evasione, le tasse si possono attenuare su chi le paga. Ma, soprattutto, bisogna ricordare che le tasse, per quanto fastidiose, sono il bene senza il quale perderemo la nostra qualità della vita e non avremo i mezzi per affrontare le sfide del futuro.
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Intelligenza artificiale e lavoro, una rivoluzione governabile
MARSILIO, 22/03/2024
Abstract: Questo breve libro contiene due capitoli su un tema molto discusso che suscita sia visioni distopiche che previsioni ottimistiche: che impatto avrà l'Intelligenza Artificiale sulla quantità e qualità del lavoro. Federico Butera, in linea con le recenti ricerche del MIT, vede e descrive due intelligenze artificiali alternative: una buona e una cattiva. Come e dove progettare insieme organizzazione, lavoro e tecnologia per far affermare quella buona? Attraverso a) cantieri partecipati nelle singole imprese e Pubbliche Amministrazioni e attraverso b) politiche pubbliche e patti centrati sul lavoro e dotati di investimenti e di programmi specifici. Giorgio De Michelis allarga il quadro e colloca il tema nel rapporto fra tecnologia e lavoro nel quadro della rivoluzione digitale, la terza tra le rivoluzioni antropologiche dopo scrittura e stampa. Il suo testo vede la questione digitale/lavoro come parte del cambiamento che la rivoluzione digitale sta provocando sulle relazioni degli esseri umani con la conoscenza e quindi fra loro. La sua proposta è centrata sulla libera partecipazione delle persone nello sviluppo dei sistemi tecnologici. I due capitoli propongono diversi livelli di interventi di cambiamento ma hanno un'ispirazione comune. Tra i due autori da tempo va avanti una discussione che ha aiutato non poco il loro sviluppo. Presentando insieme i due contributi, speriamo che la ricchezza di questa discussione coinvolga i lettori rendendo loro accessibili sia le proposte e che le tematiche ancora aperte che li accompagnano.
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Garzanti, 12/04/2024
Abstract: Nel 1943, appena sedicenne, Kazuo Ōdachi si arruola nell'aviazione della Marina militare imperiale giapponese con il sogno di diventare un pilota di caccia. Solo un anno dopo, tuttavia, viene inaspettatamente assegnato alla tokkōtai, l'unità d'attacco speciale suicida, un gruppo di aviatori la cui missione è schiantarsi con il proprio aereo munito di una grossa bomba contro le navi nemiche. Lo slogan è: "Dieci morti, zero vivi". Memorie di un kamikaze non è una cronaca di guerra, né il frutto di una ricerca d'archivio: è la testimonianza in viva voce di un uomo miracolosamente sopravvissuto alla missione cui era stato destinato. Dopo aver custodito per oltre settant'anni il segreto del proprio passato, infatti, Ōdachi ha scelto di fare luce su uno dei capitoli più oscuri della storia giapponese e di raccontare senza reticenze il dramma di ragazzi spesso minorenni e alle prime armi cui venivano impartiti ordini da parte di ufficiali che non erano mai chiamati a risponderne. Facendo affidamento sul ricordo vivido e puntuale di quel periodo, Ōdachi ripercorre le difficoltà dell'addestramento, l'attesa consapevole della morte, il trauma, infine lo sconcerto e il disorientamento nell'apprendere che la missione è stata annullata in seguito alla resa finale del Giappone. In un racconto liberatorio che impressiona e commuove, Kazuo Ōdachi alza il velo sull'orrore che i libri di storia, fino a oggi, non avevano mai potuto raccontare.
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Pietro di Pietra e il piccolo popolo della montagna
Garzanti, 19/04/2024
Abstract: Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando, mentre era ancora in fasce, sua mamma ha esclamato: "Un barattato!". Secondo lei, infatti, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone, oppure degli occhietti che assomigliano ad acini di uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, a eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. A lei, Pietro è felice di raccontare storie sulla montagna. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste davvero, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com'è. Ci sono storie che ci riportano indietro nel tempo, a quando sfogliavamo un libro prima di addormentarci. Racconti che spaventano, indignano, fanno sorridere, perché hanno il sapore delle favole. È questa la magia che crea l'esordio per ragazzi di Rosella Guglielmetti. Una fiaba senza tempo con un protagonista che non si arrende e che ci insegna che tutti sono speciali, soprattutto chi non lo sembra agli occhi della gente.LE REGOLE DELPICCOLO POPOLODELLA MONTAGNA Qui ci sono cibo, lavoro,studio e amore per tutti. Ogni bambino deve prendersicura di un altro. Ogni giorno un bambino develeggere qualcosa agli altri. Noi siamo parte della natura,conoscerla e rispettarlasignifica conosceree rispettare noi stessi.
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Hoepli test. Design. Libro di teoria. Nuova ediz.
Hoepli, 18/03/2024
Abstract: La nuova edizione di questo manuale, aggiornato agli ultimi programmi d'esame e interamente a colori, fornisce gli strumenti essenziali per affrontare il test di ammissione, ovvero:• la trattazione teorica completa degli argomenti del test, corredata di immagini, tabelle e grafici;• un'ampia sezione dedicata alla progettazione;• la sintesi dei contenuti per un rapido ripasso e una facile memorizzazione;• i numerosi esempi svolti per conoscere la strategia di risoluzione dei quiz;• gli esercizi mirati e di diverse tipologie sui singoli argomenti trattati, risolti e commentati.Il manuale è valido per i test TOLD del Politecnico di Milano e TIL-D del Politecnico di Torino.
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Hoepli, 18/03/2024
Abstract: Quali sono gli strumenti di cui occorre dotarsi per poter operare sui mercati finanziari? Quali sono gli aspetti che si devono considerare prima di aprire un conto con un broker online? Che tipo di strategie operative si possono utilizzare? Quali sono gli ordini che si possono inserire all'interno delle piattaforme di trading? Quali sono gli errori che non si devono commettere? Dove si possono reperire delle informazioni utili? Se volete una risposta a queste domande questo è il libro che fa per voi.Per ottenere dei guadagni interessanti con il trading online è necessario acquisire le giuste competenze. Una guida pratica che descrive quali sono i fattori che vanno considerati per poter operare sui diversi mercati finanziari, individuando opportunità e valutando i rischi.
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Adelphi, 19/03/2024
Abstract: A tre anni Simon Norton costruiva piramidi di moltiplicazioni; a cinque giocava con la tabellina del 91 e scriveva lettere in cui si firmava "5". Poi vennero risultati sbalorditivi in tutti gli ordini di scuole fino al Trinity College di Cambridge, e infine l'ingresso nell'équipe del professor Conway, impegnata a tracciare i confini dell'"Atlante dei gruppi finiti" – una delle più grandi pubblicazioni matematiche della seconda metà del secolo scorso. Nel 1985 il trentatreenne Norton ebbe quello che fu definito un "catastrofico tracollo intellettuale", imputabile al primo errore di calcolo della sua vita, e da allora è scomparso dall'accademia. Vent'anni dopo, lo scrittore e illustratore Alexander Masters vive a Cambridge: il suo padrone di casa abita nel seminterrato ed è un tizio grosso, buffo e trasandato che si chiama Simon. Simon vive fra cataste di orari degli autobus e "stalagmiti di sacchetti di plastica", si abbuffa di filetti di sgombro, compila un bollettino sui trasporti pubblici e ogni tanto ripensa al "Mostro", una branca della teoria dei gruppi che potrebbe assomigliare a una griglia di sudoku – solo che invece di nove colonne ne ha 808.017.424.794.512.875.886.459.904.961.710.757.005.754.368.000.000.000. Ma "Un genio nello scantinato" non è affatto la storia del fallimento di un ragazzo prodigio: Norton è l'unico a non piangere sul suo talento perduto. Giocoso e ribelle come il suo protagonista, il libro fa pensare piuttosto a una serie di cartoline spedite da un paese lontano senza la pretesa di giudicare e comprendere tutto. Del resto, come diceva Wittgenstein, "se un leone potesse parlare, noi non riusciremmo a capirlo" – e la stessa cosa vale in fondo anche per i geni.
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Mare Fuori. Le forme dell'amore
Solferino, 19/03/2024
Abstract: Il romanzo tratto dalla serie Tv Mare FuoriL'IPM (Istituto di Pena Minorile) di Napoli ospita ragazzi che sbagliano. C'è chi sbaglia senza volerlo, chi sbaglia con premeditazione e chi pensa che lo sbaglio sia farsi beccare e non quello di commettere il crimine. Quando si è adolescenti il confine tra bene e male è spesso labile, un sottile filo su cui si vuole camminare per mettersi alla prova e soddisfare i propri sogni, senza paura o senza mostrare di averla.L'Istituto si affaccia sul mare: il rumore delle onde, le vele delle barche, i gabbiani sospesi nel vento sono spesso l'unico appiglio per le ragazze e i ragazzi detenuti a cui aggrapparsi e sognare una vita migliore, in cerca di quell'amore che non hanno ricevuto o che non sanno ancora donare, al quale ancora faticano a dare nome e forma. Perché le forme dell'amore sono infinite, ma non bisogna mai smettere di cercare quella che ci rende più felici.Questo romanzo racconta le loro storie.Storie che si consumano dentro le mura del carcere ma che sono cominciate fuori, a volte in famiglie crepate più di certe case dei vicoli di Napoli, altre in famiglie eleganti di città lontane dove chi sbaglia è escluso per sempre.Storie uniche e intrecciate, raccontate da voci molto diverse che urlano per disperazione e nella speranza di avere un'altra possibilità dalla vita.Storie che uniscono e dividono, storie di giovani e adulti legati da un destino in cerca di riscatto, perché quando un minorenne finisce in carcere c'è spesso un adulto che non ha saputo ascoltare, che non ha saputo capire, che non ha saputo abbracciare l'anima fragile che gli chiedeva aiuto.
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Feltrinelli Editore, 19/03/2024
Abstract: "Ci ha lasciato odi che saranno cantate finché la lingua inglese sarà compresa." George Gordon ByronGenio e sregolatezza, immortalato per sempre dalla sua poesia e dalla giovane morte, Percy Bysshe Shelley fu poeta romantico il cui linguaggio, ricco e vivido, rivelò anche una profonda sensibilità per le ingiustizie sociali. I temi principali del Romanticismo – l'inquietudine, la ribellione contro l'autorità, il rapporto con la natura, il potere dell'immaginazione visionaria, la ricerca dell'amore ideale – furono tutti incarnati da Shelley, nel modo in cui visse la sua vita così come nel corpus di opere che lasciò al mondo dopo la sua leggendaria morte in mare. E questa selezione, curata da Roberto Mussapi, è dedicata proprio alla natura e all'umano rapporto con essa. Al desiderio di essere vento, quintessenza del volo, realtà mobile, al dialogo con l'allodola di shakespeariana memoria. Una raccolta di componimenti in cui "un poeta partecipa all'eterno, all'infinito e all'uno", in cui le creazioni poetiche non sono asservite alle vicissitudini della storia, ma appartengono al regno platonico delle forme e delle idee permanenti. "I poeti," prosegue Shelley, "non sono solo gli autori della parola, e della musica, della danza e dell'architettura, della scultura e della pittura; essi sono anche coloro che istituiscono le leggi e fondano la società civile, gli inventori delle arti di vita."
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Critica della Ragion demoniaca
Feltrinelli Editore, 19/03/2024
Abstract: Fin dall'antichità il famoso motto "Conosci te stesso" corrispondeva alla ricerca del proprio daimon, ovvero di quella forza (o serie di forze) che agita la nostra esistenza, impossessandosene. Secondo Eraclito, questi "demoni" sono nostri alleati; Cartesio, invece, li considera temibili avversari.La storia della filosofia e della letteratura è costellata di filosofi "indemoniati". Socrate è posseduto dal demone della maieutica e della curiosità; il demone di Spinoza è la libertà d'espressione; Kafka è ossessionato dal demone del dubbio e dell'incapacità.Poi ci siamo noi, ormai non più felici né infelici, ma disfelici: da quali demoni siamo stati invasi? Come possiamo riconoscerli e, mettendoli a nudo, sconfiggerli?Oggi i demoni formano una moltitudine: quello dell'attenzione, per esempio, cerca di catturare la nostra vita in un gorgo di contenuti che ammutolisce la nostra vera essenza; o il demone della dopamina da popolarità ci spinge alla soddisfazione di bisogni sempre più effimeri; moderni odradek infestano i social network, spingendoci verso una condizione anestetizzante di illusoria amortalità.Ma se è vero che ogni demone porta con sé caratteristiche e punti di forza peculiari, è altrettanto vero che tutti hanno in comune un tallone d'Achille e questo ci permette di riconoscerli per evitare di caderne vittima.Con il tono diretto e il gusto per la provocazione che lo contraddistinguono, Rick DuFer cerca di scandagliare le molte entità che oggi prendono possesso della nostra vita, e segnala anche precise vie di fuga dalle nevrosi cui non siamo affatto condannati.
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Feltrinelli Editore, 19/03/2024
Abstract: Esistono aziende piccole che si pongono domande grandi, e aziende grandi che si pongono domande piccole.Esistono anche aziende grandi che sono state pensate in grande fin da quando erano piccole, e altre che lo sono diventate loro malgrado.O aziende piccole dove si respira l'aria fresca di montagna e altre dove non si respira perché non ci sono le finestre.Come giudichiamo le dimensioni di un'azienda? Calcoliamo il numero di dipendenti, ci basiamo sul suo fatturato? Oppure esistono anche fattori meno definibili e sfumati che ne condizionano la vita e l'evoluzione? E qual è la differenza fondamentale tra grandi e piccole aziende? Crescere per un'azienda non è una questione puramente economica, ma di postura, di sguardo sul mondo. Quel che conta è la mentalità, la cultura, il modo di stare al mondo e soprattutto il modo di gestire la conversazione interna, tra le persone che vi lavorano. Una "grande" azienda non cessa mai di ripensarsi, immagina il proprio futuro prima che questo accada, ma in esso include il suo passato, senza mai dimenticare di gestire con cura anche il presente.Per questo quel che conta di più è l'equilibrio, l'atteggiamento dell'imprenditore e dei manager: più delle risposte sono importanti le domande, quelle domande che rendono un'azienda longeva e matura, e che consentono di bilanciare davvero identità e crescita.Con la sua esperienza di manager e con il suo racconto personale ricco di aneddoti, Giuseppe Morici continua le sue riflessioni sul mondo delle imprese e ci guida con equilibrio alla scoperta e alla comprensione del complesso universo aziendale.Che differenza c'è tra una grande azienda e una piccola?Crescere per un'azienda non è questione solo di numeri. Crescere ha a che fare con la cultura, con le parole, con le esperienze, con gli incontri.E soprattutto con la possibilità che concediamo a tutti questi fattori di influenzarci e di cambiarci.
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Feltrinelli Editore, 19/03/2024
Abstract: Eros, passione, misteri e segreti di famiglia fiammeggiano nella personalità di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa, che nel maggio del 1943 attraversa una Palermo deserta, tra le rovine provocate dai bombardamenti alleati.Beatrice riprende possesso del palazzo di famiglia: tra soffitti sfondati e librerie crollate, si riaccende il ricordo dei giorni in cui la città era meta di viaggiatori stranieri, un passato di grazia e splendore, sogni, fantasie e amori forse ancora possibili. Fuori dalle mura del palazzo, il presente si sgretola, l'Italia e l'Europa sono teatro di una guerra spaventosa, gli Alleati stanno per sbarcare in Sicilia. Il mondo sembra alla fine, ma Beatrice non si tira indietro: protegge, esorta, si espone.E il futuro? Il futuro ha gli occhi malinconici di suo figlio Giuseppe e la splendida vitalità di Eugenia, giovane appassionata di stelle e pianeti che osserva Beatrice dalla finestra di fronte. La ragazza è affascinata dalla libertà naturale e ostinata con cui la principessa si comporta; libertà che la sua famiglia invece le nega, avendola prima costretta a interrompere gli studi di Fisica e ora cercando di imporle un matrimonio combinato.Per la ragazza e per il figlio, la principessa ha in serbo progetti ambiziosi che sfidano il tempo. E mentre tesse le sue trame d'amore, con l'aiuto della gente del quartiere organizza un ricevimento al quale saranno invitati i più grandi nomi del bel mondo palermitano, dai Lanza di Trabia ai Florio, dai Valguarnera ai Moncada. Un invito spregiudicato per un ultimo ballo sotto le bombe.Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, madre dell'autore del Gattopardo, e autrice a sua volta di un'opera di cui non si sono salvate che poche pagine, diventa protagonista di questo romanzo grazie a Ruggero Cappuccio, il solo scrittore che poteva – per cultura, sensibilità, storia personale – ridarle vita."Quando capì di aver vinto il duello con se stessa?""Non ho mai capito di averlo vinto. Ho capito soltanto che i duelli tra l'amore e il dolore finiscono sempre in parità."Prima del principe di Lampedusa, c'è una principessa.Al centro del mondo che ha ispirato le magnifiche pagine del Gattopardo, c'è una donna: sua madre.Ruggero Cappuccio ci restituisce la sua modernità, il suo carisma, il suo coraggio.
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Among Us. L'assalto degli zombie
Gallucci, 19/03/2024
Abstract: VITA EXTRATERRESTRE A BORDO, ATTENZIONE!Durante la missione di esplorazione scientifica tu e i tuoi compagni avete finalmente trovato le tracce di vita aliena che stavate cercando. Ben presto, però, ecco il primo corpo… Aiuto… Si rialza, trasformato in un essere bavoso! È l'inizio di un'epidemia: l'astronave piomba nel caos, gli zombi sono sempre più minacciosi e tu non sai di chi fidarti… devi solo sopravvivere!
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Nelle tante Italie. Gattopardi e "uomini militanti" nei conflitti della modernità
Liguori Editore, 01/01/2022
Abstract: In un'umida sera dell'ottobre 1860 anche a Donnafugata era arrivata l'Italia. "Dietro la scrivania di don Calogero fiammeggiava una oleografia di Garibaldi e (di già) una di Vittorio Emanuele, fortunatamente collocata a destra". Don Fabrizio Salina ebbe il buon gusto di non brindare con il pretesto che "le grandi gioie sono mute". Da quel momento gattopardi, "uomini militanti", voltagabbana di mestiere, capitani di ventura saranno protagonisti della non bucolica storia dell'identità italiana. Francesco De Sanctis fin dagli anni della Scuola di Vico Bisi, conclusa sulle barricate del '48, aveva esortato le nuove generazioni a credere nella concretezza dell'Idea e nell'intimo rapporto tra la Scienza e la Vita. Le vicende post-unitarie, oltre la cortina dei travestimenti patriottici, esaltarono la supremazia di quell'Uomo del Guicciardini che tradiva le utopie concrete per rinnovare antichi vizi e seducenti corruzioni. Eppure l'"uomo militante" non ha smesso di postulare, pur nella complessità delle tante Italie, il senso vivente della conoscenza e della non defilata militanza. Il meridionalista Leopoldo Franchetti (livornese come il rivoluzionario Carlo Bini), costituì un audace esempio di questa esplorazione tra i perenni conflitti della modernità.
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Sognava i leoni. L'eroismo fragile di Ernest Hemingway
HarperCollins Italia, 03/04/2024
Abstract: Hemingway ha capito infine il ruolo decisivo della pietà umana. La pietà che ci unisce a tutti gli esseri che nella natura vivono e muoiono, la pietà che gli esseri umani possono dirsi fino a non dirsi più. La più grande altezza che ci è concessa durante la nostra breve vita.Pescatore, cacciatore, bevitore, sempre in viaggio fra guerre, corride e matrimoni, Ernest Hemingway è ricordato per aspetti che ne hanno fatto un personaggio da copertina. Eppure, egli fu innanzitutto scrittore. Anzi, il più influente scrittore del Novecento, per larghi tratti il più amato, sicuramente il più imitato.Matteo Nucci decide di liberare il campo dai falsi miti e partendo dalle opere, prima ancora che dalla vita, ce ne offre un ritratto nuovo e decisivo. Quello di un uomo tormentato, sempre in lotta con la morte sfiorata in Italia durante la Grande Guerra, e soprattutto scrittore straordinario, ossessionato dallo stile e ancor più dalla ricerca della verità profonda, che non coincide mai col mero resoconto dei fatti realmente accaduti.Nucci rilegge Hemingway con i suoi occhi di autore, oltre che di amante della letteratura più antica. Omero e Platone entrano in scena per aiutarci a gettare nuova luce su alcune delle teorie più celebri e fraintese dello scrittore, come quella secondo cui la vera letteratura è un iceberg, una montagna di cui si vede solo la punta, e che resta quasi interamente nascosta dalle profondità marine, o come l'espressione, meravigliosa, "grace under pressure", "grazia sotto pressione". Perché, nella sfida costante al mondo, alla pagina e soprattutto a sé stesso, Hemingway cercò di non perdere mai la grazia. Quella stessa grazia che pervade i suoi libri, raccontando la semplicità, la fragilità e la pietà di eroi indimenticabili. L'immagine con cui chiudiamo il libro finirà per sorprenderci. Ci troveremo davanti a uno scrittore che si è avviato verso le vette mistiche dell'amore assoluto. Uno scrittore che ci chiede infine di fare i conti con noi stessi.Sognava i leoni è un libro importante e rivelatore su Hemingway e sulla scrittura in generale. Un libro indispensabile per chi crede che letteratura e vita siano inesorabilmente e inestricabilmente intrecciate.
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Il canto della fortuna. La saga dei Rizzoli
Salani Editore, 09/04/2024
Abstract: La saga dei Rizzoli"Un romanzo strepitoso. "Vanity Fair"Il canto della fortuna narra, fra libri e cinema, la nascita di un impero. "Il Giornale"Un racconto quasi secolare di vicende private e insieme pubbliche che narra una vita di successo nell'Italia del secolo scorso. "Corriere della SeraMilano, fine Ottocento. Quando varca per la prima volta la soglia dell'orfanotrofio, Angelo Rizzoli ha otto anni, indossa un maglione più grande di un paio di misure e delle scarpe da adulto che lo fanno camminare come unapapera. Il funzionario che lo registra all'ingresso scrive sulla scheda d'ammissione: 'Una vita di stenti'. In quel piccolo mondo pieno di regole – e di punizioni – Angelo è felice: povero tra i poveri, impara che per fare strada bisogna compiere sacrifici, correre dei rischi e, soprattutto, credere in se stessi. Prende la licenza elementare e viene impiegato nella bottega di un orafo, ma quel lavoro non fa per lui, come non fa per lui stare sotto un padrone. Poi, quasi per caso, si propone a una tipografia. Inebriato dall'odore di inchiostro, stregato da tutti quei caratteri ordinati nei cassetti dei compositori, trova il suo mestiere. E diventa ogni giorno più bravo, ogni giorno più determinato.Qualche decennio dopo, Angelo è su un volo diretto a Los Angeles. Stringe tra le labbra una sigaretta finta. È il re delle riviste, dei libri, del cinema. Parla alla pari con il Presidente del Consiglio. È circondato da attrici e scrittori, da arrivisti e da nemici. Ha fatto di Ischia un piccolo paradiso. È il patriarca di una famiglia turbolenta, di cuitiene le fila grazie a sua moglie Anna. Il figlio Andrea è diventato il primo presidente di una squadra di calcio ad alzare la Coppa dei Campioni. I suoi nipoti sono gli eredi di un impero che sembra indistruttibile. Intrecciando la parabola dirompente dei Rizzoli con le loro passioni private, sullo sfondo di un'Italia che attraversa due guerree profondi cambiamenti sociali, Chiara Bianchi ricostruisce il complesso mosaico di una dinastia che ha incarnato le laceranti contraddizioni di un secolo e tutto il suo fascino.
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HarperCollins Italia, 29/03/2024
Abstract: In occasione dell'uscita del film diretto e interpretato da Neri Marcorè, lo splendido romanzo del compianto Roberto Perrone torna a commuoverci e a farci sorridere con un'insolita e meravigliosa amicizia, capace di rimescolare le carte e cambiare per sempre la vita di due strani, indimenticabili eroi.Walter Vismara ha trentasei anni e fa il ragioniere in una piccola fabbrica tessile di Milano. La sua è un'esistenza tranquilla, fatta di piccoli gesti ripetuti: ogni giorno dietro a una scrivania per far quadrare i conti e la domenica un cinema o un teatro con la sorella Elvira. Quando viene licenziato, però, quell'intimo universo di abitudini consolidate inizia a scricchiolare. La nuova azienda di guarnizioni presso cui trova lavoro è dinamica e moderna, ma il capo, il cavalier Tosetto, ha una vera e propria ossessione per il football, o meglio, per il fòlber, come dice lui. Ogni giovedì, sottopone i dipendenti a estenuanti allenamenti in vista dell'incontro dell'anno, la partita "scapoli-ammogliati" allo stadio Breda di Sesto.Vismara odia il calcio, non sa niente di questo sport, e finisce sempre per fare il portiere. Così, i colleghi iniziano a canzonarlo chiamandolo "Zamora", come il leggendario giocatore del Real Madrid, che lui, naturalmente, non ha mai sentito nominare. Tutte le settimane, il ragioniere neoassunto scende in campo per sottoporsi a quella pubblica umiliazione, ma è presto stanco delle battutine dei compagni e decide di seguire il consiglio della sorella: prendere "ripetizioni" da Giorgio Cavazzoni, ex portiere del Milan che ha dilapidato i guadagni di una brillante carriera in donne e alcol, ma che è forse l'unico in grado di aiutarlo. "Nella sua vita fatta di abitudini consolidate, di piccoli gesti ripetuti in continuazione, Walter non si sentiva affatto solo. Viveva bene, con sua sorella Elvira nella grande casa lasciata in eredità dai genitori, pace all'anima loro, mancati da qualche anno. Non era un uomo brutto, anche se non si considerava interessante, non era ignorante, anche se non particolarmente colto. Era un ragioniere milanese di trentasei anni, abbastanza giovane da pensare di poter ancora mettere su una famiglia, ma non certo di immaginare una, seppur breve, carriera calcistica."
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Guanda, 16/04/2024
Abstract: "Helena Janeczek scrive a voce asciutta il suo italiano caparbio e preciso che sa schioccare e bisbigliare."Erri De Luca"Una scrittrice vera, attenta alla fabula ma ossessionata dalla realtà storica."Roberto Saviano"Quattro storie disposte in successione cronologica interna, nel rispetto delle biografie dei personaggi, costruite con mirabile orchestrazione tonale, da sinfonia in quattro tempi."La Lettura"Che cosa sono gli imprevisti se non delle possibilità che invitano a essere percorse a prescindere da come la Storia sia andata? "Vanity Fair"[…] Con la sua capacità di graffiare e sussurrare risposte illuminanti sulle dinamiche del passato, che oggi sono un'eredità irrisolta. "Tuttolibri"Helena Janeczek, nel suo nuovo lavoro, esplora i recessi di un Novecento così colmo di rabbia e segreti che non si sa mai da che parte catturarlo. "RobinsonCosa rimane del Novecento? Ci siamo davvero lasciati per sempre alle spalle i suoi sogni, le lotte, le ombre? È sul filo di queste domande che si muove la scrittura di Helena Janeczek, il suo talento nell'indagare le vite di personaggi normali che, incrociando i grandi rovesciamenti della Storia, diventano destini eccezionali capaci di consegnarci, nel racconto immaginato, il senso di un'eredità collettiva.Ripercorrendo gli inizi del secolo scorso alla ricerca di storie marginali, solo in parte note, conosciamo le sorelle Zanetta, maestre arrivate nella Milano dei fermenti per l'Expo del 1906, che aderiscono ai sogni socialisti per poi vedersi, la più giovane, arrestata per disfattismo negli anni subito successivi a Caporetto. Nella Merano del 1920, dove si respira una salubre aria di cura per i cagionevoli di salute, troviamo il dottor K., che crede di essere al centro di un intrigo spionistico nato dalla corrispondenza con la sua traduttrice, Milena Jesenská. In quest'Italia di inizio secolo, dove le voci straniere si intrecciano con l'orgoglio nazionale, incontriamo poi la figlia del grande poeta americano Ezra Pound, che vaga per Venezia spiata da un ragazzino che con lei ha condiviso l'infanzia nelle malghe del Tirolo. E il giovane Albert O. Hirschmann, che ha raggiunto la sorella e il cognato a Trieste, una città animata dallo spirito edonista e mercantile della sua borghesia fieramente italiana, quella stessa borghesia che di lì a poco avrebbe visto abbattersi sul proprio mondo le leggi razziali, come il più impensabile e terribile degli imprevisti.Ma i tempi di imprevisti, avrebbe teorizzato più avanti Hirschmann, sono anche tempi di possibilità che invitano a essere pensate, e percorse, a prescindere da come la Storia sia andata. Serve anche a questo la letteratura, ci dicono queste pagine, a rivivere dall'interno di ogni personaggio quel passato che non si è ancora chiuso, per provare a raccoglierne l'eredità irrisolta.