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La grande catastrofe
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Roubini, Nouriel - Carlotti, Giancarlo

La grande catastrofe

Feltrinelli Editore, 30/01/2025

Abstract: Ci stiamo dirigendo verso la peggiore catastrofe economica della nostra vita. I decenni postbellici all'insegna della crescita economica e di una prosperità sempre più diffusa rischiano di lasciare campo libero a una crisi economica diversa da tutto ciò che abbiamo visto dai tempi della Grande depressione. Questa crisi potrebbe essere aggravata dal cambiamento climatico, dal collasso demografico, dalle politiche nazionaliste che limitano l'immigrazione, dalla competizione globale tra la Cina (e i suoi alleati "revisionisti" come Russia, Iran e Corea del Nord) e gli Stati Uniti assieme ai loro alleati, e infine da una rivoluzione tecnologica che eliminerà più posti di lavoro in minor tempo di quanto sia mai successo.Nei prossimi vent'anni dobbiamo aspettarci una collisione titanica di forze economiche, finanziarie, tecnologiche, ambientali, geopolitiche, sanitarie e sociali. Ognuna di esse è formidabile. Se dovessero convergere, le conseguenze sarebbero devastanti. La soluzione del problema imporrà un adattamento colossale di tutti gli abitanti della Terra.Prima del disastro finanziario del 2008, Nouriel Roubini era stato soprannominato Doctor Doom, profeta di catastrofi. Poi le sue previsioni sulla crisi immobiliare e sulla Grande recessione si sono avverate, ma ormai era troppo tardi.Ora è tornato con un monito molto più spaventoso: esistono dieci grandi problemi sovrapposti e interconnessi, che ci fanno pencolare sull'orlo del precipizio. Eppure quasi tutti ancora ci illudiamo che il futuro somiglierà al passato. Un errore colossale. Esistono alcune strategie per sopravvivere, ma dobbiamo agire ora: "Ho scritto questo libro perché sono convinto che dobbiamo aspettarci dieci grandi minacce, di portata tanto immensa e di tale urgenza che siamo costretti a guardare al futuro con la testa sgombra, e fare il possibile per impedire che ci distruggano."

Mi limitavo ad amare te
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Postorino, Rosella

Mi limitavo ad amare te

Feltrinelli Editore, 30/01/2025

Abstract: Si esiste interi solo prima di nascere. Ma quello strappo è la vita. Omar ha dieci anni e passa le giornate alla finestra sperando che sua madre torni. Suo fratello gli strofina il naso sulla guancia per fargli il solletico, ma non riesce a consolarlo. Solo Nada lo calma: con i suoi occhi celesti, è per Omar un desiderio. Ha undici anni, sulla fronte una vena che pulsa se qualcuno la fa arrabbiare, e un fratello, Ivo, grande abbastanza da essere arruolato. Nada e Omar sono bambini nella primavera del 1992, a Sarajevo. Per allontanarli dalla guerra, una mattina un pullman li porta via contro la loro volontà. In viaggio per l'Italia, lungo strade ridotte in macerie, Nada conosce Danilo, che ha mani calde e una famiglia, al contrario di lei, e che un giorno le fa una promessa.Ispirato a una storia vera, Mi limitavo ad amare te è un romanzo familiare, di formazione, di guerra e d'amore, che si colloca a pieno titolo nella tradizione del grande romanzo europeo. Una narrazione di ampio respiro, che copre vent'anni e che, raccontando un pezzo della Storia recente, illumina a giorno la nostra epoca. Una mappa di separazioni e legami indissolubili, di violenza e tenerezza. Con la sua scrittura precisa eppure incandescente, Rosella Postorino rivela che è impossibile essere figli, e genitori, senza tradire chi amiamo di più. E ancora una volta ci costringe a interrogarci sull'"inconveniente di essere nati"."Rosella Postorino ci conferma fin dove può spingersi la letteratura." Donatella Di Pietrantonio - La Repubblica

Le mie montagne. Ediz. integrale
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Bonatti, Walter

Le mie montagne. Ediz. integrale

Solferino, 07/02/2023

Abstract: Quando nel 1961 pubblica Le mie montagne, il suo primo libro, Walter Bonatti ha da rac- contare oltre un decennio di imprese impossibili, trionfi e sofferenze: dalla scalata sullo sperone Walker (a 19 anni) all'odissea sul Pilone Centrale, passando per il Grand Capucin, il Dru e la fatidica notte all'addiaccio sul K2. Se questo libro segnerà una svolta nella sua vita, sarà anche per il riaccendersi delle braci che covavano proprio sotto la memoria di quell'episodio. Bonatti narra il proprio alpinismo con sincerità, descrivendone le durezze senza nascondere emozioni e paure, e la forza dei suoi racconti coinvolge il lettore oggi come allora. Per questo Le mie montagne resterà per sempre il suo libro più celebre. Questa edizione riprende integralmente il testo originale, arricchendolo con alcune foto inedite del 1961, una raccolta di estratti dalle recensioni dei giornali dell'epoca e una postfazione a cura di Angelo Ponta. "La prima volta che mi balenò l'idea di portare di fronte al pubblico questi miei appunti di montagna, provai un senso di timidezza e di disagio. Esattamente come quel bambino che vorrebbe, ma non sa come, confessare ai suoi amici, assorti nel meccanismo di un gioco di fantascienza, che preferisce ancora correre a piedi nudi e far capriole sui prati."

Saphari
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Martín, Miguel Ángel

Saphari

Edizioni NPE, 30/01/2023

Abstract: Uscito dal carcere, Sandoval comincia a lavorare temporaneamente come guardia di sicurezza in una zona industriale semi-abbandonata. Lì incontra Belasco, titolare di "Saphari", un ristorante specializzato in carni esotiche e altre prelibatezze stravaganti, come il nyotaimori riservato solo ai soli clienti fidati. Durante una cena in quel posto, Sandoval conosce Amanda – una cliente abituale da cui è attratto – e le sue due figlie; hanno smarrito un cucciolo e sperano di ritrovarlo. Insieme al proprietario del locale, il protagonista scopre un mondo che va oltre i valori e le norme della società. Finché un giorno, dopo aver ricevuto la notizia che stava aspettando, confesserà a Belasco il suo vero lavoro.Saphari: l'atteso graphic novel di Miguel Ángel Martín, per la prima volta edito in Italia. Autore controverso, Martín ha segnato la storia della censura nel nostro Paese. Nel 1995 la sua opera Psycho Pathia Sexualis (contenuta nel volume Total Overfuck, Edizioni NPE, 2016) fu sequestrata in tipografia con l'accusa di "pubblicazione di spettacoli osceni a contenuto impressionante o raccapricciante". Contro quella decisione, poi annullata dalla Cassazione dopo anni di processi poiché il fatto non sussisteva, si levò un coro di voci autorevoli, tra cui quelle di Milo Manara e Oliviero Toscani. La particolarità dell'artista spagnolo è quella di fissare sulle pagine vicende che attingono alla realtà, con una linea chiara che spesso rivela crude verità. In ciò risiede la forza etica del suo lavoro: ogni storia nata dalla sua mente creativa, sconvolge e genera dibattito."C'è un'ombra diversa nel nuovo libro di Miguel Ángel Martín, un'ambiguità meno evidente e più subdolamente caustica. Al plagio fisico, scopertamente manifesto nella sua raccapricciante normalità, mostrato con un tratto divenuto ancor più rapido e sicuro, si affianca il caos della ragione, l'assopimento del pensiero critico. I personaggi sono isole, ognuno riluttante a mostrare qualcosa di sé per aprirsi agli altri. Al freddo delle relazioni interpersonali si contrappone l'efferatezza della violenza fisica, la devastante atrocità ferina. Il male ha due volti, distinti e biecamente affiatati: Belasco e Sandoval. [...] Attorno a loro un mondo di contraddizioni e incertezze, conflitti sociali che si riverberano sulla sfera personale, ma soprattutto una parcellizzazione dell'identità collettiva che porta a una totale desensibilizzazione percettiva ed emozionale."Dalla prefazione di Michele Casella

Christopher Nolan. L'architetto del tempo
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Antoniazzi, Riccardo

Christopher Nolan. L'architetto del tempo

Edizioni NPE, 30/01/2023

Abstract: Labirinti narrativi, spettacoli su vasta scala e ardite riflessioni sui valori morali. Si potrebbe riassumere così il cinema di Christopher Nolan: un prestigiatore della macchina da presa, capace di coniugare personalità stilistica e mentalità industriale. Attraverso le sue architetture visionarie, ha stravolto il blockbuster americano introducendo strutture irregolari, sovrapposizioni e sperimentazioni temporali. Da Memento a Tenet, passando per Inception e Il cavaliere oscuro: un saggio critico su uno degli artisti più controversi e coraggiosi di Hollywood.L'abilità quasi ingegneristica di Nolan nel riscrivere il blockbuster hollywoodiano, è solo l'assaggio a una poetica più stratificata, incentrata sulla ricerca del sé e sulle sofferenze che il ruolo dell'eroe comporta. Numerosi i suoi marchi di fabbrica: dalla narrazione non lineare, spesso ricreata tramite l'uso del flashback e strumentalizzata per instillare tensione in attesa di scene rivelatorie, alla tecnica del montaggio di eventi simultanei. Questa precisa orchestrazione del racconto, si collega alla declinazione del tema del "tempo" quale contenitore della memoria (nel film Memento), ideale punto di riferimento morale (in Insomnia), o impalpabile nemico su cui è necessario avere la meglio al fine di preservare la civiltà (ne Il Cavaliere Oscuro). Di film in film, il regista londinese si è sempre battuto affinché la sua freschezza immaginifica garantisse al pubblico intuizioni innovative, che rigenerassero gli ambiti collaudati del noir e della fantascienza. Attraverso le sue astute matrioske narrative, Nolan è riuscito – come pochi altri – a congiungere le esigenze spettacolari del cinema da "pop-corn" con gli stimoli offerti dalle più profonde meditazioni, mettendo d'accordo critica e grande pubblico. Un cinema di intrattenimento dietro cui si celano rigorose ricerche su fisica quantistica, meccaniche belliche, sfaccettature letterarie, che entusiasmano e stuzzicano grandi interrogativi nello spettatore.La carriera e la produzione cinematografica di questo rivoluzionario regista campione di incassi, in un'analisi critica che ne ripercorre tutto il percorso artistico.

Immortali per caso
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Della Subin, Anna - Pe', Francesca

Immortali per caso

Bollati Boringhieri, 03/03/2023

Abstract: ""Chi può creare un dio è una questione tanto affascinante quanto quella di chi ne può uccidere uno. Subin scrive magnificamente della vita spirituale delle persone emarginate, prendendo sul serio le loro devozioni e rivelando lo scopo sovversivo e il potere di credenze e pratiche che i loro oppressori hanno così spesso frainteso. Convincente... pieno di compassione... trascinante". ""The New Yorker"""Una Bibbia irriverente a tutti gli effetti, una sorta di celestiale esperimento intellettuale […]. La deificazione è stata usata per soggiogare, colonizzare, opprimere, ma Subin richiama l'attenzione anche sul suo potenziale emancipatorio [...]. Un libro ambizioso e appassionante". ""The New York Times Book Review"""Con una voce d'autore elegante, giocosa, a volte quasi biblica, e con un occhio acuto per i paradossi più significativi della storia e per i suoi vicoli ciechi più affascinanti, Subin restituisce alla vista […] un abbagliante pantheon di divinità involontarie". ""The New Republic"Trasformare un mortale in un dio è una pratica antica come l'uomo, eppure mai come nell'età moderna e contemporanea il pianeta è stato popolato da così tante divinità involontarie.Da quando Cristoforo Colombo sbarcò nel Nuovo Mondo e venne accolto come essere celeste, uomini resi immortali – non a caso uomini e mai donne – sono apparsi in ogni continente: da Hailé Selassié, il Ras Tafari etiope acclamato come dio vivente in Giamaica, al principe Filippo d'Inghilterra, oggetto di un'improbabile nuova religione su un'isola del Pacifico. Con un vertiginoso intreccio di testimonianze, fonti di archivio e diari, Anna Della Subin si muove con trascinante destrezza fra culti di possessione degli spiriti, rivolte nazionaliste, banchetti indigeni a base di esploratori divinizzati e stravaganti liturgie che non risparmiano la nostra autoproclamata epoca secolare, come la teogonia di Donald Trump.Ma come si diventa immortali? Attraverso una profezia, una guerra, una strategia familiare oppure, semplicemente, una traduzione sbagliata o il ritrovamento di un vecchio articolo di giornale. E proprio perché le apoteosi emergono soprattutto durante crisi, conquiste o rivoluzioni, sono in grado di insegnare molto sulle pieghe nascoste della storia. Attraverso le brillanti pagine di questo libro comprendiamo a fondo quanto religione e politica siano intrecciate e come divinità accidentali vengano strumentalizzate sia dal potere dominante che dai popoli oppressi, diventando fonte di ispirazione e ribellione in varie parti del mondo.Un'esplorazione nelle profondità della storia umana fra razza e colonie, supremazia e liberazione, mitopolitica e populismi, che giunge ai moti di emancipazione per una teogonia nera fino ai movimenti legati a Black Lives Matter o alla Cancel culture. Ricco di suggestioni originali e provocatorie, Immortali per caso è stato salutato come un capolavoro narrativo di ricerca storica, un insolito buco della serratura da cui osservare sbalorditi la creazione del mondo.

Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow
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Zevin, Gabrielle - Banfi, Elisa

Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow

Casa Editrice Nord, 28/03/2023

Abstract: "Un ragazzo e una ragazza si incontrano, si amano ma non diventeranno mai amanti. Un mondo complesso e ben strutturato, ma anche giocoso. Un po' come gli universi paralleli creati dai due protagonisti nei loro videogiochi. "The Guardian"Una storia coinvolgente e originale, dove il legame che unisce i due protagonisti è più profondo e intenso di una storia d'amore."Entertainment Weekly"I videogiochi ci hanno segnato come le altre forme d'arte, sono stati e saranno uno potente strumento per conoscerci. E questo Gabrielle Zevin lo sa e lo racconta magnificamente. "The New Yorker"Questo romanzo è la dimostrazione di come si possano mescolare nostalgia e realtà creando un'opera straordinariamente commovente."The Washington Post"Il ritorno di Gabrielle Zevin: un romanzo di amicizia, sentimenti, dolore e amore sullo sfondo di un mondo che ha segnato la nostra gioventù. Un mix davvero unico e di grande potenza. "Publishers Weekly"Incantevole e avvincente. "The New York Times"Una storia commovente, nostalgica, retrò. Non pensate sia una classica storia d'amore, è molto di più. Un rapporto intenso, fragile e tenero. Geniale, ma preparatevi che si piange."Panorama"Geniale. Un romanzo travolgente che racconta la bellezza, la tenacia e la fragilità dell'amore e della creatività umana... Uno dei migliori libri che abbia mai letto. "John Green, autore di Colpa delle stelleTRA I MIGLIORI 100 LIBRI DEL 21° SECOLO PER IL NEW YORK TIMESQuesta non è una storia d'amore, ma parla d'amore... Una fredda mattina del 1995, Sam Masur scende dalla metropolitana e, tra la folla che si accalca sulla banchina, la vede: Sadie Green. La chiama e, per un attimo, lei finge di non sentirlo, poi il rancore si stempera nella nostalgia. Sono passati otto anni dal litigio che aveva spezzato il loro legame, strettissimo eppure fragile, come solo le amicizie dell'infanzia sanno essere. Adesso sono all'università, ed entrambi hanno deciso di trasformare la comune passione per i videogiochi in materia di studio e, un giorno, in una professione. Basta uno sguardo e il legame si rinsalda, segnando anche l'inizio di una collaborazione creativa. Presi singolarmente, i loro progetti sono frammentari e incompleti; insieme, danno vita a interi mondi. Così, nel giro di due anni, nasce Ichigo, un videogioco rivoluzionario, che spalanca loro le porte del successo. Nel frattempo, il loro rapporto si fa più maturo, più intimo, più consapevole. Ma non per questo immune al peso della fama, della gelosia e delle ambizioni personali… Si perderanno ancora, Sam e Sadie. Però ogni volta ritroveranno la strada che li ricondurrà l'uno all'altra. E ogni volta ricominceranno. Perché, nonostante le liti e le incomprensioni, esistono spiriti affini uniti da un sentimento capace di superare ogni ostacolo: un amore che non è amore, ma è molto di più. Col suo stile delicato e profondo, che coniuga magistralmente leggerezza e nostalgia, Gabrielle Zevin ci regala un romanzo che è un inno al nostro bisogno di amare e di essere amati, nonché uno di quei rari casi capaci di mettere d'accordo pubblico e critica: eletto tra i migliori libri dell'anno per il New York Times, è rimasto per mesi ai vertici delle classifiche ed è in corso di traduzione in tutto il mondo.

Le regole del caos
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Arfaras, Giorgio

Le regole del caos

Paesi edizioni, 01/02/2023

Abstract: In Occidente si assiste al ritorno dello Stato in campo economico e a un'impennata dei lavori ad alta e bassa qualificazione, che però hanno messo in crisi il ceto medio, spingendolo verso populismo e crisi della democrazia. Intanto a Oriente, Russia e Cina hanno consolidato modelli autocratici e spinto lo Stato a controllare l'economia. Lo scontro economico tra Ovest e Est si gioca così sulle loro peculiarità: con l'Ovest che domina nella tecnologia e nei mercati finanziari, e l'Est che possiede le materie prime. A livello politico, intanto, l'idea che il libero scambio avrebbe portato sviluppo e democrazia, non si è ancora manifestata a Oriente. Questo saggio mette in risalto questa sfida politico-economica tra due modelli opposti di futuro.

Contro i borghi
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Barbera, Filippo - Cersosimo, Domenico - De Rossi, Antonio

Contro i borghi

Donzelli Editore, 01/07/2022

Abstract: Un paese di poeti, santi e navigatori. Ma anche di "borghi". Da qualche anno, la riscoperta del policentrismo territoriale italiano viene veicolata nello spazio pubblico e mediatico dal concetto di "borgo" e dai suoi correlati semantici. Le migliaia di comuni italiani, la varietà e complessità territoriale di un paese costituito da poche grandi città, pochissime "metropoli", molte città medie, una miriade di piccoli comuni, frazioni, reti di città, campagne, coste, colline e montagne, vengono così ridotte all'immagine del "borgo". Facile rappresentazione ammalata di "metrofilia", che trae piacere dall'eccitazione per un oggetto percepito come atipico, privo di una propria volizione, da soggiogare e umiliare in un riconoscimento del tutto asimmetrico, dove il borghese illuminato e riflessivo "adotta" il borgo bello ma bisognoso. Un rapporto, questo, che misconosce l'autonomia dei territori, la loro libertà di "dire no", il loro carattere morale e paritario nella produzione di strategia di sviluppo condivisa. Fino a negarne l'identità specifica. Le conseguenze sono molteplici e nefaste. Come già per la cultura, la narrazione del "borgo" fa sì che anche la valorizzazione del territorio sia tale solo se inglobata nella goffa egemonia del "turismo petrolio d'Italia", oggi condita con una spruzzata di ecologismo che assomiglia più al giardinaggio che alla presa in carico della questione ecologica. Le stesse politiche pubbliche (si pensi al "Bando borghi" del Pnrr o alle iniziative delle case a 1 euro) soffrono di questa distorsione sistematica. Visto dai centri delle grandi città e con gli occhi di una classe dirigente (politica, economica, intellettuale) sempre più urbana per categorie e riferimenti culturali, se non per nascita e capitale sociale, il borgo diventa così il comodo e informe contenitore dove riporre, deformandola, l'alterità dei territori. Come se i territori del margine non avessero un loro carattere autonomo e differenziato, non fossero da riabitare anzitutto fin dalla vita quotidiana delle persone.

Regina di fiori e di perle
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Ghermandi, Gabriella

Regina di fiori e di perle

Donzelli Editore, 16/07/2021

Abstract: Debre Zeit, cinquanta chilometri da Addis Abeba, 1987: una grande famiglia patriarcale; un legame speciale tra il vecchio Yacob e Mahlet, la più piccola di casa. Lui la conosce meglio di chiunque altro: la guarda negli occhi, mentre lei divora le storie che lui le narra. Così, un giorno si mette a raccontarle del tempo degli italiani, venuti a occupare quella terra, e degli arbegnà, i fieri guerrieri che li hanno combattuti. Quel giorno, Mahlet fa una promessa: da grande andrà nella terra degli italiani e si metterà a raccontare… Un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, in cui scorrono la vita e le vicende di una famiglia etiope nel periodo della dittatura di Mengistu Hailè Mariam, e nel decennio successivo dell'emigrazione. Un romanzo che percorre oltre cento anni di storia, dal tempo di Menelik ai giorni nostri. Una narrazione che non riguarda solo la dimensione del passato etiopico, ma è anche un modo di interrogarsi sull'identità della memoria coloniale italiana. A cavallo tra lingue ed etnie, tra nazioni e continenti, tra occupazioni militari e guerre fratricide, si dipanano le mille storie di questa Shahrazade dei nostri tempi, fiera delle sue origini etiopi ed eritree, e insieme capace di usare la lingua italiana con l'intensità e la precisione di un bisturi.

Sociopatici in cerca d'affetto
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Mellara, Michele

Sociopatici in cerca d'affetto

Bollati Boringhieri, 10/03/2023

Abstract: ""Mellara ci accompagna con grande padronanza di racconto tra una selva di personaggi e situazioni dal sapore beckettiano, rappresentazioni di tutto un mondo che ci turbina attorno e dal quale vorremmo sentirci esenti. Come lettori ne usciamo rinfrescati, con un senso di sollievo". "Massimo Zamboni""Comincio con il rilevare che non si tratta di una raccolta di racconti, ma di un romanzo. Infatti i racconti seguono un filo logico che presenta un'umanità tenuta assieme dall'esaltazione di vite sballate. Storie piene, intense, veloci, scritte come dio comanda. E se lo comanda dio, nulla da eccepire". "Loriano Macchiavelli""Michele Mellara, con i suoi racconti intimamente legati, ci restituisce la bellezza di essere sbagliati, strambi, scompaginati. Attraverso una scrittura precisa, comica e poetica insieme, ci insegna a non avere paura dei nostri difetti, bensì a voler loro bene". "Silvia AvalloneRitrovarsi innamorati, sprofondati dentro un amore totalizzante, è spesso una condizione difficile: ogni passione, quando estrema, può trasformarsi in ossessione, solitudine, finire persino per sfociare in ansia sociale. In queste storie originalissime, sempre divertenti, ciascuna con la sua unità ma piene di rimandi l'una all'altra che presto coinvolgono il lettore in un lieve gioco di specchi, ci riconosciamo tutti. Perché tutti conosciamo l'amore, e a volte, chissà perché, qualcuno si innamora perdutamente di una scatola di latta, o anche, insospettabilmente della propria ansia.Sociopatici in cerca d'affetto raccoglie brevi, sempre ironici racconti interconnessi e ripartiti in quattro sezioni: Coloro che amano, in cui i protagonisti sono consumati da una passione bruciante per qualcuno o qualcosa, spesso portata alle estreme conseguenze; Ritratti in bilico, galleria di personaggi decisamente fuori dal comune; Tra le orecchie, monologo interiore di un ossessivo compulsivo; Paesaggi sghembi, dove a parlare sono oggetti inanimati o animali.Straordinario punto di forza è il gioco sottile che collega i racconti tra loro, e spinge il lettore a rintracciare i rimandi nascosti tra le righe, permettendogli di osservare una stessa situazione da punti di vista diversi, ma sempre divertenti e insieme malinconici.Michele Mellara, qui al suo esordio narrativo, ci consegna una galleria di personaggi insoliti, sospesi tra le pieghe di un'esistenza a volte amara e indigesta, ma soprattutto, a ben guardare, comica. Perché in fondo è così, siamo tutti sulla stessa barca, soprattutto quando in gioco ci sono le relazioni.

Nel silenzio dei boschi
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Grant, Kimi Cunningham - Togliani, Maddalena

Nel silenzio dei boschi

Neri Pozza, 14/02/2023

Abstract: Senza elettricità, senza famiglia, senza legami con il mondo esterno. È cosí che Cooper e sua figlia Finch vivono ormai da anni, in una casetta immersa nel silenzio dei boschi sugli Appalachi settentrionali. I loro unici mezzi di sussistenza sono un piccolo pollaio sul retro e, soprattutto, Jake, un ex commilitone di Cooper che ogni inverno li raggiunge con il suo prezioso carico di provviste. Cresciuta in quella casa, la piccola Finch, otto anni, ha pochi libri a disposizione, anche se è capace di recitare a memoria poesie di Emily Dickinson e Walt Whitman. La vita di padre e figlia è solitaria e selvaggia, a tratti anche brutale, ma, per Cooper, appartata e lontana com'è dagli occhi del mondo, è in grado di tenerli al sicuro. Al sicuro da una famiglia d'origine che non cessa di rivendicare a sé la bambina; al sicuro dalle intenzioni poco limpide del mondo circostante; al sicuro anche dai ricordi dolorosi che si affollano nella sua mente: innanzi tutto il ricordo della prematura scomparsa di Cindy, la giovane moglie perduta per sempre, e poi degli orrori della guerra in Afghanistan. L'inverno, tuttavia, in cui Jake manca il suo appuntamento annuale, la quiete propria di quel luogo selvaggio viene infranta di colpo. I confini di quell'isola felice diventano labili quando, di lí a poco, una ragazza dai capelli rossi compare nei pressi della loro casa per poi svanire nel nulla. In quei boschi improvvisamente affollati, Cooper è allora costretto a decidere: continuare a nascondersi o affrontare il mondo per liberarsi dei fantasmi del passato che gravano sulla sua anima? Con il rischio di perdere la piccola Finch? Vivido e intenso, pieno di suspense, Nel silenzio dei boschi è uno dei mystery di maggior successo negli Stati Uniti, un'opera in cui Kimi Cunningham Grant pone al centro di una serrata narrazione, in cui ne va della risoluzione di un caso, il sacrificio e la paura di perdere la persona amata. "Un mystery evocativo… Grant è un'autrice da tenere d'occhio". Ron Rash "Una preziosa lezione di sopravvivenza. Quelle di Grant sono pagine profonde e attuali". Kirkus Reviews "La scrittura evocativa di Grant, i suoi personaggi pieni di sfumature e la quieta tensione che attraversa le sue pagine incanteranno i lettori". Library Journal

Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista
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Rollo, Alberto

Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista

Ponte alle Grazie, 14/02/2023

Abstract: Questa è la storia di un uomo di pianura e di metropoli che ha sempre guardato alla montagna per amor di valico, di salita, di cielo. È la storia di come quell'uomo ha sempre sentito il camminare "in salita" come un'avventura che, senza trasformarsi in "specialità sportiva", ha nutrito l'immaginazione e il sentimento. È un'avventura: quella del "guardare in su", della conquista del cielo a cui siamo appoggiati più di quanto non siamo appoggiati sulla terra; di come le forme ci accompagnano in quel moto ascensionale, di prato in roccia, di bosco in pietraia, di malga in solitudine. È la storia di una educazione sentimentale, ma insieme la storia di come quell'uomo ha imparato a leggere la montagna, non solo attraverso l'apprendimento del cammino ma anche attraverso il filtro della pittura, della musica, della memoria locale, dei racconti orali. Che cosa sia un sentiero, lo si sa quando se ne perdono le tracce. Quell'uomo di pianura e di metropoli lo conosco bene, perché mi somiglia, e somiglia a quanti mi sono stati compagni in quella avventura. Alberto Rollo

Fare urbanistica oggi
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Montedoro, Laura - Russo, Michelangelo

Fare urbanistica oggi

Donzelli Editore, 22/12/2022

Abstract: Il volume restituisce un confronto sull'urbanistica in Italia oggi e sull'idea del progetto che cambia, sensibile ai temi che attraversano la condizione contemporanea, con specifico riferimento alle culture, alle pratiche, all'insegnamento e alla ricerca. Si tratta di una prima ricognizione sui molti modi di declinare la disciplina. Dai ventuno saggi qui raccolti emerge un'idea ampia e multidimensionale di progetto come attitudine a prefigurare visioni di futuro, come sguardo esplorativo e interpretativo che produce conoscenza, come sistema di azioni tecnicamente pertinenti, come campo di interazione sociale e di conflitto, come capacità di elaborazione di strumenti multiscalari e integrati di pianificazione del territorio e della città. Un'idea costantemente riferita allo spazio fisico e sociale della città, alle esplorazioni possibili del campo del visibile, alle sensibilità per la morfologia urbana e territoriale, per i paesaggi, per i territori palinsesto. Un'idea di progetto, dunque, in grado di recuperare una tradizione culturale italiana ricca di senso, per mettere sistematicamente in tensione spazio e società, con specifica attenzione ai contesti culturali e materiali intesi come riflesso della società, delle economie e delle istituzioni. Il governo del territorio e delle città ha crescente necessità di sperimentare forme di progetto più flessibili, duttili, contestuali e adattive, per far fronte a questioni sociali emergenti – come il calo demografico e l'andamento recessivo dell'economia, la crisi di welfare nelle grandi aree urbane, l'incipiente condizione di peri-urbanizzazione della campagna, l'emergenza dei temi ambientali e della transizione ecologica – ma anche per presidiare in modo nuovo temi consolidati, come le grandi trasformazioni urbane e l'elaborazione di nuove forme di masterplan, fortemente condizionati dalla finanziarizzazione del settore immobiliare: questioni rilevanti da cui l'urbanistica è sospinta e sfidata a revisionare paradigmi e a formulare prospettive metodologiche innovative.

Nelle braccia del duce
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Falsini, Luca

Nelle braccia del duce

Donzelli Editore, 27/07/2022

Abstract: Come fu possibile che uno Stato liberale si consegnasse nelle mani di un dittatore? Di chi furono le responsabilità? Quali i disagi, quali le aspirazioni e le tensioni di cui il fascismo seppe approfittare? L'analisi di Luca Falsini rintraccia le radici di questo capovolgimento nelle inquietudini di inizio secolo, in una congerie di fattori – politici, economici e culturali – alimentati da una cultura nazionalista e imperialista esasperata poi dallo scoppio del conflitto. Furono anni gravati da fragilità economiche, da incertezze su come governare il passaggio da una società agricola a una moderna, con un ruolo di primo piano svolto dai partiti e dalle loro ideologie; con aggregazioni politiche che nascono e altre che muoiono, con diversi modelli di eversione, con pezzi dell'esercito che disertano e altri che flirtano con i sovversivi. Nuove pulsioni di cui il fascismo seppe farsi interprete meglio degli altri contendenti politici. I partiti di massa, accecati dalla conflittualità interna, persero la visione complessiva di quanto stava accadendo ed ebbero responsabilità importanti sulla mancata creazione di un fronte antifascista, ma le leve del comando erano altrove: furono i governi liberali a tollerare le violenze fasciste, nell'ottica di contenere le proteste sociali, finendo presto col perderne il controllo; furono sempre i liberali a inglobare nei listoni elettorali il Pnf e a portare 35 fascisti nelle aule parlamentari; furono loro a sostenere il primo governo Mussolini. Ma più in generale fu la cultura liberale a lasciarsi attrarre dalla soluzione "forte". Da Amendola ad Albertini, da Gobetti a Salvemini, molti uomini di profonda e sincera fede democratica ritennero così marcia la democrazia parlamentare giolittiana da preferirle l'azzardo della soluzione fascista, che alla fine il re avallò, consegnando inesorabilmente l'Italia nelle braccia del duce.

Essere Marta nel Medioevo
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Oldoni, Massimo

Essere Marta nel Medioevo

Donzelli Editore, 28/10/2022

Abstract: Questo libro segue la traccia lasciata da Marta di Betania che, nella tradizione evangelica, accoglie nella sua casa un ospite inatteso e straordinario. Marta non è solo colei che rassetta in cucina; Marta è il simbolo della vita attiva e a Marta quell'ospite rivela cose mai dette a nessuno. Come Teresa Batista, che accompagna i capitoli del libro, Marta è donna di amori e di guerre, di fedi e di scelte dove la donna del Medioevo celebra Dio e la propria personalità. Essere Marta vuol dire essere dentro le cose, esserne vittima oppure ordinatrice, caritatevole o vendicativa, ma significa anche essere colei che accoglie: l'impegno personale, le aspirazioni, il misurarsi con i molti disagi e con il rischio dei sentimenti. Il Medioevo non lascia molte alternative al grafico sociale della donna chiusa in ruoli subalterni o soltanto familiari. Invece esistono comportamenti femminili che eludono questa geografia e prendono la scena. Si tratta di vere protagoniste, donne famose, anonime o dimenticate, personaggi che letteratura, storiografia e poesia raccontano tra colori, voci e silenzi. Nell'immagine di copertina Vermeer dipinge Marta che offre il pane: è una donna che rappresenta, oltre il tempo, la vita attiva; è una donna che agisce, nutre, prega e s'impegna. Tutte le donne della storia sono modi di essere Marta e reggono il mondo. Nell'universo sociale così mutevole e difettivo la vita attiva si esprime nell'amore, ma anche nelle guerre, nelle rivalità per il potere, nella gestione della carità e delle accoglienze, nelle devozioni e nei tradimenti. La vita febbrile e la facile morte: sono le due estremità di un segmento di esistenze dove regine, devote e assassine, affiancano le solitudini drammatiche di principesse emarginate, e le donne virtuose e sapienti, monache o laiche, non si meravigliano ai licenziosi abbandoni di chi segue l'illusione di sentirsi diversa per non essere inquieta. Marta opera in un teatro di scene incessanti dove si muovono indimenticabili fisionomie di un modo d'essere donna nel Medioevo.

Net-war
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Mezza, Michele

Net-war

Donzelli Editore, 27/10/2022

Abstract: Nella Net-war il giornalismo diventa logistica militare e il combattimento digitale trasforma la figura del giornalista.Un soldato ucraino, da solo, in una trincea piena di commilitoni morti, circondato da miliziani filorussi, in una località imprecisata del Donbass. L'immagine, ripresa da un drone, diventa il simbolo della trasformazione in corso dei linguaggi dell'informazione: se questo soldato ha avuto una chance di sopravvivenza, probabilmente la deve a queste foto che hanno fatto il giro del mondo. Il conflitto che sta infiammando l'Ucraina, scrive Michele Mezza in questo libro denso e attualissimo, è il primo caso di guerra ibrida, in cui il combattimento sul terreno si svolge nel contesto di una strategia di comunicazione che travalica la semplice propaganda, diventando una forma immateriale di organizzazione diretta del conflitto armato, vera e propria logistica militare. In questa trasformazione gruppi privati, come quello di Elon Musk, Microsoft e Google, diventano potenze geopolitiche, offuscando ruolo e trasparenza degli Stati. Per la prima volta, le armi con cui viene condotta la guerra coincidono con le infrastrutture digitali dell'informazione: siti web, smartphone, droni, sistemi di geolocalizzazione, piattaforme social hanno costituito il principale arsenale del confronto fra invasori e invasi, permettendo ai secondi di localizzare e colpire con estrema precisione le forze nemiche, anche grazie al supporto diretto della popolazione che rimaneva connessa, persino sotto i bombardamenti. Le azioni militari vengono strategicamente studiate e messe in atto proprio pensando al loro effetto comunicativo, perché il modo in cui verranno raccontate determinerà la percezione del conflitto e, in ultima analisi, il suo esito. Se non è una novità che la comunicazione della guerra sia un terreno cruciale e delicato, oggi essa è diventata l'oggetto del contendere. La censura applicata ai media russi, dove la stessa parola "guerra" è bandita e va sostituita con l'edulcorata definizione di "operazione militare speciale", è l'esempio più lampante di un giornalismo che ha perso il suo carattere di autonomia. Ma ciò che accade in Russia, in forme diverse e meno radicali, sta avvenendo anche da noi: come nota l'autore, con la guerra in Ucraina il giornalismo diventa tutto embedded, non solo per un'integrazione di ogni mediatore con una delle due parti, quanto perché l'informazione, per i suoi strumenti e le sue tecnicalità, si confonde e si combina con la cyber security, lo scontro sulla sovranità di memorie e contenuti digitali. La manomissione dell'evidenza di immagini e news ci dice che siamo oltre il contrasto rispetto a un supposto mainstream ideologico, siamo nel pieno della guerra ibrida teorizzata proprio dalla Russia. In questo scenario, l'informazione che scorre in rete è il prolungamento del perenne conflitto che i due schieramenti animano, attaccando e inibendo le risorse del nemico. Tutto questo porta a un cambiamento epocale nel giornalismo, dove a mutare radicalmente è il rapporto tra la redazione e le fonti: le notizie sono alluvionali testimonianze civili, che affiorano in abbondanza dalla rete e devono essere validate e contestualizzate più che rintracciate. In questo gorgo il giornalista si misura innanzitutto con la sua autonomia da saperi e competenze tecnologiche che tendono a soverchiarlo, trasformandolo in un funzionario del sistema di calcolo che si afferma mediante "interferenza nelle psicologie altrui". La Net-war è dunque "mediamorfosi" che trasforma guerra e giornalismo in una contesa matematica.

Da un secolo all'altro
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Salvadori, Massimo L.

Da un secolo all'altro

Donzelli Editore, 27/10/2022

Abstract: Sulla scia dei numerosi storici che nel corso dei secoli, con esiti naturalmente assai diversi, si sono posti lo scopo di scrivere la storia del proprio tempo, Massimo L. Salvadori in questo saggio ricostruisce le vicende che dall'avvento del governo di Margaret Thatcher in Gran Bretagna e della presidenza di Ronald Reagan negli Stati Uniti e dal profilarsi della crisi strutturale culminata nel crollo dell'impero guidato dall'Unione Sovietica giungono ai giorni nostri. Un quarantennio che, in un quadro segnato dalle accelerate trasformazioni provocate sia dagli straordinari progressi scientifici e tecnologici sia dalla globalizzazione dell'economia, ha dato un nuovo volto alla storia del mondo. Caratteristica precipua del secolo XX è stata infatti la rapidità dei mutamenti in ogni settore dell'attività umana: senza precedenti per quantità e qualità. Si è assistito a radicali sconvolgimenti, poi a guerre e rivoluzioni che hanno ridisegnato in maniera profonda la mappa geopolitica, la dislocazione della potenza politica, economica, militare degli Stati e delle alleanze tra di essi. La fine della guerra fredda aveva suscitato negli Stati Uniti l'illusione che al grande scontro epocale potesse seguire una globalizzazione politica posta sotto il segno della democrazia liberale e da una globalizzazione economica ispirata ai principî del capitalismo, entrambe sotto la tutela di quella che nell'ultimo decennio del secolo si presentava come l'unica superpotenza. Ma la "globalizzazione democratica" ha fallito, e anche quella economica, dopo un primo periodo di successo, è entrata in una fase involutiva. Un grande libro di scenario, necessario più che mai in un momento come quello attuale, per comprendere come le vicende geopolitiche degli ultimi quarant'anni abbiano condotto a una nuova recrudescenza dello scontro tra due blocchi, e come l'Europa abbia in larga parte mancato la sua funzione storica di unione e di pace.

Il demone di Dostoevskij
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Kristeva, Julia

Il demone di Dostoevskij

Donzelli Editore, 19/12/2022

Abstract: La coscienza europea è posseduta dalla presenza di Fëdor Dostoevskij, genio tormentato e profetico: le sue parole hanno avuto un rilievo cruciale per filosofi e scrittori come Nietzsche, Proust e Kafka, ma anche per registi come Visconti, Bresson e Kurosawa, per citarne solo alcuni. Il "contorto scrittore russo", come lo definiva Freud in una lettera, è intrinsecamente legato al mondo da cui proviene, ma è anche il più europeo degli scrittori, se è vero, come diceva Joyce, che a Dostoevskij dobbiamo la creazione della prosa contemporanea, da lui portata a un'intensità impareggiabile. "Ovunque e in ogni cosa ho vissuto fino al limite estremo, e ho passato la mia vita a superarlo", scriveva Dostoevskij all'amico poeta Anton Majkov nel 1867. E il limite l'ha davvero oltrepassato, rinnovando ogni volta la scommessa sulla potenza della parola e sfidando il nichilismo e il suo doppio, l'integralismo, attraverso la gioiosa esplosione polifonica del linguaggio. "Se priviamo gli uomini dell'infinitamente grande", scriveva Dostoevskij, "non vorranno più vivere, moriranno di disperazione. L'illimitato e l'infinito sono così indispensabili all'uomo come il piccolo pianeta su cui abita". Lettrice d'eccezione di Dostoevskij, Julia Kristeva ne svela in questo densissimo libro la sorprendente attualità. I personaggi parossistici e autodistruttori che popolano le sue opere, fra mostri patetici e insetti insignificanti, presentano già la matrice carceraria dell'universo totalitario, che si rivelerà nella Shoah, o nel Gulag, e che oggi viviamo nel controllo operato dall'onnipresenza della tecnica. Dostoevskij, dunque, "profeta della nostra modernità": attraverso la lettura di Kristeva l'uomo entra con la sua opera nel terzo millennio dove, infine, "tutto è permesso". E le angosce degli internauti si fondono, nel sottosuolo, ai demoni di Dostoevskij.

Etica in laboratorio
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Rufo, Fabrizio

Etica in laboratorio

Donzelli Editore, 10/11/2022

Abstract: Gli avanzamenti nel campo della biologia e della medicina di questi ultimi anni si propongono come laboratorio culturale per la lettura dei processi di riorganizzazione in chiave democratica del rapporto tra scienza e società. In particolare, se la vita è la dimensione che l'essere umano percepisce come più inerente a sé, riteniamo legittimo il giudizio personale rispetto a essa. Ne consegue la difficoltà ad accettare che sia qualcun altro a decidere rispetto a dimensioni tanto umane e personali come la procreazione, la fine della vita, la cura. Si tratta di un cambiamento pervasivo che incide sulla vita di ognuno e sul funzionamento della sanità, ridefinendo uno dei terreni principali su cui si strutturano i processi di socializzazione. Quello che muta in profondità è l'insieme dei riferimenti pratici e simbolici che accompagna l'intero arco della vita degli individui, dalla generazione alla morte. E questo soprattutto alla luce delle implicazioni e degli stravolgimenti determinati dalla pandemia causata dal virus Sars-CoV-2 che, come si rileva in questa nuova edizione, ci ha messo di fronte alla necessità di dare vita a forme condivise e regolate di responsabilità individuale e collettiva. In particolare, il libro si sofferma sui nodi propri della riflessione etica e bioetica, come la responsabilità, la giustizia e i diritti, per collocare questi temi anche al di fuori di una dimensione esclusivamente legata all'autonomia delle scelte individuali e porli all'interno di una più ampia, e imprescindibile, dimensione collettiva e politica; una visione nella quale il rapporto tra scienza e società sia fondato sulla centralità della democrazia e sulla responsabilità.