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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: Migliorare il proprio stile di vita facendo più movimento e adottando una dieta più salutare sta fortunatamente diventando una priorità per un numero sempre crescente di persone, spesso motivate dal desiderio di raggiungere una buona forma fisica o, semplicemente, di liberarsi di qualche chilo di troppo. Molti non sanno, però, che oltre a rappresentare un'antiestetica zavorra, un girovita debordante potrebbe anche essere indice di una condizione che va sotto il nome di "sindrome metabolica", non una malattia nel significato classico della parola, ma un insieme di disturbi - quali ipertensione, iperglicemia, valori troppo bassi di colesterolo "buono", trigliceridi alti e, appunto, accumulo di grasso addominale - che aumentano il rischio di contrarre determinate patologie, soprattutto di tipo cardiovascolare e oncologico.È proprio a questa sindrome, tanto più insidiosa in quanto apparentemente asintomatica, che Antonio Moschetta, ordinario di Medicina interna, dedica la propria attenzione, e in particolare ai meccanismi biologici attraverso cui una cattiva alimentazione può contribuire a generare tessuto adiposo in eccesso e a "nutrire" le cellule tumorali. Studi clinici recenti hanno infatti dimostrato che le persone con una circonferenza addominale superiore al metro non solo hanno maggiori probabilità di sviluppare un tumore, ma sono anche più resistenti alle terapie standard.Il tuo metabolismo si propone quindi di spiegare, con rigore scientifico ma in modo chiaro ed efficace, come il cibo riesca a "dialogare" con il corpo attraverso il DNA, e dunque in un linguaggio specifico, diverso da individuo a individuo. Grazie alla conoscenza di questi processi, ciascuno potrà cambiare il proprio personale rapporto con il cibo. "Perché" sottolinea Moschetta "sebbene non esistano certezze, alla parola "rischio" è comunque legata la parola "speranza": c'è sempre un momento in cui si può tornare indietro, invertire la tendenza negativa e correggere le cattive abitudini, adottando stili di vita che, se da soli non possono certo rappresentare una cura per le patologie più gravi, sono ancora il miglior strumento di prevenzione di cui ciascuno può disporre ogni giorno."
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È tutto nella tua testa. Il misterioso mondo delle malattie psicosomatiche
Mondadori, 24/04/2018
Abstract: Isteria, nevrastenia, pazzia, persino stregoneria. Quante sono le etichette che nel corso dei secoli sono state apposte ai malati che soffrivano di disturbi fisici inspiegabili? Quali sono state le diagnosi, quali le cure? E rispetto al passato, rispetto cioè a definizioni e trattamenti terapeutici talvolta fantasiosi, quali passi avanti sono stati fatti? Suzanne O'Sullivan, primario di neurologia e responsabile di un centro per la cura dell'epilessia a Londra, a questa domanda risponde con assoluta certezza: nessuno. Intorno alle disabilità provocate da fattori psicologici permane un'aura di mistero e diffidenza che mina alla base qualunque tentativo di fornire aiuto concreto ai pazienti che ne soffrono.È tutto nella tua testa è il contributo della dottoressa O'Sullivan, che con critica lucidità ripercorre la propria esperienza professionale a contatto con i pazienti affetti da disturbi psicosomatici, raccontandone le storie, le vite, la disperata ricerca di una risposta che spieghi l'origine dei loro sintomi invalidanti. Incontriamo così Pauline, malata da quando aveva quindici anni e che, con le gambe paralizzate e crisi convulsive che la scuotono, a un decennio di distanza ancora non sa quale patologia l'abbia colpita. E poi c'è Matthew, convinto di soffrire di sclerosi multipla, ma le cui analisi cliniche sono impeccabili. E Yvonne, inspiegabilmente cieca. E Rachel, ex ballerina costretta sulla sedia a rotelle. Persone diverse, con vissuti e percorsi differenti. Proprio come i sintomi fisici che le affliggono. Eppure, al di là della loro eterogeneità, di queste patologie si può intravedere il tratto che le accomuna, e cioè il fatto di essere la manifestazione di un disagio psichico, di un malessere profondo generalmente rimosso a cui la somatizzazione "dà corpo" e visibilità rendendolo pertanto accettabile agli occhi dei pazienti e dei loro familiari. Perché in fondo di questo si tratta: della paura con cui ancora oggi si guarda ai disturbi psichiatrici, della diffidenza che circonda coloro che ne soffrono, della vergogna e dell'umiliazione che spesso li accompagna. Del silenzio che li avvolge.Con questo libro, che intreccia le storie dei pazienti con quella medica delle affezioni psicosomatiche, dai primi studi sull'isteria condotti da Jean-Martin Charcot alla fine dell'Ottocento ai tentativi freudiani di curarla attraverso l'ipnosi, Suzanne O'Sullivan cerca di scuotere le coscienze e modificare una mentalità assai diffusa. Per accettare la realtà dei disturbi psicosomatici, e riservare a chi ne soffre la dignità che merita, dobbiamo quindi riconoscere il potere straordinario che la mente ha sul corpo: se può farci piangere dal ridere, perché non dovrebbe essere capace di manifestazioni anche più estreme?
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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: È il 1898, un freddo mese di novembre. Sulle arcigne montagne tra l'altopiano di Asiago e la val Brenta, a Nevada, gli abitanti sono ormai quasi del tutto scomparsi: la maggior parte di loro, oppressa da una spaventosa povertà, ha abbandonato i luoghi d'origine per emigrare in America in cerca di fortuna. Jole ha compiuto vent'anni e cresce sempre più bella mentre la sua giovane sorella Antonia ha seguito la vocazione religiosa e ha deciso di farsi monaca; il fratellino Sergio è preda di strani tremori dovuti a una causa misteriosa e viene affidato alle cure della "Santa", la guaritrice di un paese vicino. La momentanea apparente quiete della zona viene sconvolta quando entrano in azione due banditi che hanno intercettato il tesoro di lingotti guadagnati dal capofamiglia Augusto nel vecchio contrabbando con l'Austria-Ungheria. Jole si troverà da sola a fronteggiare il disastro: mossa da una sete di vendetta e armata soltanto del fucile paterno, si lancerà con l'inseparabile destriero Sansone sulle tracce degli assassini per fare giustizia.Ad accompagnarla saranno ancora una volta il vento e le stelle, che la circondano in uno scenario mozzafiato. Durante l'inseguimento, Jole attraverserà all'ultimo respiro boschi e paesi innevati e supererà continue difficoltà, senza mai perdere la determinazione che la contraddistingue, in accordo con la magia della natura e la fedeltà ai propri valori, lungo un viaggio che la costringerà ad andare molto più lontano di quanto avesse mai immaginato. "Perché, a differenza del confine tra due Stati, la frontiera tra il bene e il male quasi mai si riesce a scorgerla con gli occhi." L'ultima patria è il secondo romanzo della "Trilogia della Patria". Dopo L'anima della frontiera, Matteo Righetto riprende a narrare con inalterato vigore l'epopea dei De Boer in un western letterario di mirabile spessore e atmosfera, mettendo in scena l'incessante anelito del genere umano verso il riscatto.
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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: Girton è un apprendista assassino, è giovane e ha ancora molto da imparare dal suo maestro, il migliore del regno. L'arte di togliere la vita è complessa e richiede anni di studio e dedizione, ma la missione che questa volta è stato chiamato a svolgere sembra ancora più complicata. Girton e il suo maestro, infatti, sono stati assoldati dalla regina del regno per salvare una vita, quella del giovane principe ereditario che qualcuno vuole assolutamente vedere morto.E chi meglio di un assassino può fermare un altro assassino?Con il primo capitolo di questa saga, R.J. Barker reinventa il fantasy, scardinando i cliché del genere e plasmando un universo nuovo e originale in cui la magia è vista da una prospettiva diversa e il protagonista è un ragazzo acerbo, la cui fisicità non è quella dell'eroe classico, dal momento che è zoppo. Nonostante questo, e nonostante le insicurezze che a tratti lo assalgono, Girton è capace di mettere a frutto abilità e intelligenza con un'astuzia e una creatività davvero sorprendenti. Attraverso il suo racconto in prima persona, noi lettori veniamo catapultati dentro il cuore della storia, i suoi occhi diventano i nostri, viviamo azioni e combattimenti sulla nostra pelle, il livello di coinvolgimento è altissimo, proprio come in un videogioco.L'età degli assassini è già stato accolto con grande entusiasmo dai lettori del genere negli Stati Uniti ed è destinato a far parlare di sé anche in Italia, conquistando tutti gli amanti di Assassin's creed ma non solo.
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Einaudi, 27/03/2018
Abstract: Dina ha solo tre anni quando viene investita da una macchina. Poco dopo, sua madre muore in maniera sospetta e il padre di Dina, Jonas, viene condannato per il suo omicidio. Quindici anni dopo, nel 2016, il detective Henrik Holme deve occuparsi di quello che è ormai un cold case. Sembra un fascicolo come tanti tra quelli finiti nel tempo sulla sua scrivania, ma fin da subito qualcosa non quadra, nell'arresto e nel processo di Jonas. Cosí, Holme prova a convincere la donna che gli ha insegnato il mestiere, Hanne Wilhelmsen, che Jonas potrebbe essere stato vittima di un errore giudiziario. Insieme, i due investigatori non ci metteranno molto a scoprire che le cose sono molto piú complesse di quanto non appaiano a prima vista e che quello di Jonas è legato a un recente, supposto caso di suicidio. Si è davvero trattato di un errore giudiziario? Un innocente è stato davvero condannato? È quanto Hanne e Henrik devono scoprire. "Hanne diceva sempre che un caso andava indagato senza teorie preconcette. Bisognava scoprire i fatti, i fatti incontrovertibili, e utilizzarli per costruire la verità. Pietra su pietra. In quel caso specifico, i fatti su cui edificare erano piú che sufficienti. La cosa noiosa era che qualcuno li aveva già messi a posto. Tutte le realtà che riguardavano la morte di Anna Abrahamsen erano state inserite in un sistema che faceva di Jonas l'assassino. Ora tutto doveva essere ridotto in frantumi. Ogni minimo dettaglio".
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Einaudi, 27/03/2018
Abstract: Ci si incontra sotto la luna, sul ponte di una nave, e ci si innamora. Venticinque anni dopo ci si lascia chissà dove e perché, senza bisogno della luna. "C'è sempre un momento, che sia un anno speciale o dopo un avvenimento irrilevante, in cui realizzi che hai cominciato a nasconderti". È successo cosí anche ad Andrea e Marta e a Laura e Piero che ora, increduli, fanno i conti con la solitudine. Nelle loro storie si rispecchiano e si rincorrono tutti i modi che abbiamo di affrontare i nostri sentimenti. La furia di chi scappa, la calma di chi resta, il silenzio irreale delle stanze vuote, le serie Tv sul divano la sera, la strana complicità dei figli grandi, la riscoperta del corpo, il tempo lungo dei pensieri. Cristina Comencini racconta tutto quello che avviene quando un matrimonio entra in crisi: la collezione dei perché (o la febbre di cancellarli), lo slancio verso il futuro (o il culto del passato), la disillusione che spunta da tutte le parti, la certezza che niente cancellerà quella storia d'amore. Attraverso le parole dei suoi personaggi, costruisce una storia valorosamente sentimentale: la vita di chi, pur avendone già vissuta una, ha l'audacia di cambiare.
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Shinrin-yoku. Immergersi nei boschi
Rizzoli, 10/04/2018
Abstract: Qual è stata l'ultima volta in cui avete camminato in un bosco fermandovi ad ammirarlo sorpresi dai boccioli in primavera o incantati dai motivi disegnati dalla brina invernale su una foglia? E quante ore, invece, passate ogni giorno a guardare uno schermo? Per millenni gli esseri umani hanno vissuto a stretto contatto con la natura, ma l'urbanizzazione forzata degli ultimi secoli ha finito per alterare un equilibrio consolidato generando in tutti noi una condizione di stress. Shinrin-yoku (letteralmente "bagno nel bosco", in inglese Forest Bathing) è la parola giapponese che definisce una profonda immersione nella natura. Non è una forma di esercizio fisico e non è una semplice passeggiata. È un'esperienza codificata di sollecitazione dei cinque sensi per educarsi all'ascolto dei suoni di un bosco, alla capacità di respirarne i profumi, di osservare la luce e le sfumature dei colori, alla sensibilità nello stabilire un contatto con le piante e con la terra. Perché, come dimostrano tanti recenti studi, quando siamo in armonia con la natura il sistema nervoso si riequilibra, le difese immunitarie si rafforzano, la frequenza cardiaca si abbassa, le capacità di concentrazione e di memorizzazione aumentano sensibilmente. In questo manuale pratico e poetico - un caso internazionale venduto in 15 Paesi - il professor Qing Li, immunologo e fondatore della Società Giapponese di Medicina Forestale, ci guida alla scoperta e alla pratica dello shinrin-yoku illustrando con grande chiarezza e semplicità un'esperienza destinata a cambiare in meglio le nostre vite.
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Rizzoli, 17/04/2018
Abstract: Il 9 febbraio 1944 il "Corriere della Sera" diede la notizia dell'arresto di Indro Montanelli, accusato di avere scritto articoli diffamanti sul regime fascista, che in quel momento si trovava sul punto di raggiungere il gruppo partigiano guidato da Filippo Beltrami. Incarcerato insieme alla moglie Maggie a San Vittore, a Milano, il 14 agosto riuscì a fuggire in Svizzera. In realtà, Montanelli aveva preso le distanze dal regime fascista sin dal 1938, quando aveva rinunciato alla tessera del partito e ne aveva pagato le conseguenze con l'impossibilità di fare il giornalista in Italia, e quella che inizialmente era una divergenza politica e personale si era sempre più approfondita, sino a trasformarsi nella decisione di combattere attivamente contro il regime e gli occupanti tedeschi. Nel dopoguerra e fino alla sua morte Montanelli è ritornato spesso sulla figura del Duce e sulla storia del ventennio, contribuendo a disegnare nell'immaginario degli italiani l'immagine di un Mussolini perfetto "italiano medio", con tutti i vizi e le poche virtù che il giornalista attribuiva ai suoi connazionali, e che spesso "più che a dominare gli avvenimenti, badava a restarne a galla, lasciandosene portare". Raccontando il Duce, quindi, Montanelli elabora una storia del fascismo che, oltre a essere fedelmente documentata grazie alla sua partecipazione diretta e alla professione di giornalista, dà conto anche di altri elementi che sfuggono all'osservazione storica: il rapporto tra Mussolini e gli italiani − soprattutto quelli della sua generazione −; l'infatuazione del Paese per il suo dittatore e, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la delusione e i dubbi mai sopiti di coloro che sopravvissero e si posero il problema di spiegare ai giovani le ragioni di quanto accaduto.
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Rizzoli, 10/04/2018
Abstract: Quali strumenti possiamo lasciare ai nostri figli per interpretare il mondo in perenne mutamento in cui viviamo? Come possiamo far fronte alla valanga quotidiana di notizie deprimenti che ci arriva dai media, dai social e dalla politica? Perché prestiamo più attenzione alle notizie negative, quelle che ci danno l'impressione che tutto stia lentamente, ma inesorabilmente, andando a rotoli? Di quali irragionevoli pregiudizi è vittima il nostro pensiero? Attraverso un attento studio dei dati, Hans Rosling, il "maestro Jedi dei dati", dimostra che le cose non stanno andando così male e che, anzi, siamo di fronte a un radicale miglioramento. Per capirlo dobbiamo però imparare a guardare ai fatti con curiosità, a metterli in prospettiva e a saperci stupire: basta pensare alla vita dei nostri nonni per accorgerci degli enormi passi avanti che stiamo facendo, in ogni campo. Per esempio, non ha più senso parlare di "mondo occidentale" e "mondo in via di sviluppo", aumentando il baratro tra noi e il resto del pianeta, quando ormai quasi tutti i Paesi stanno raggiungendo lo stesso livello in termini di istruzione, di opportunità e di crescita. Abbiamo tutti la possibilità di usare la forza dei fatti a nostro vantaggio, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall'ignoranza, dalle semplificazioni. Grazie anche a storie ed esempi di una chiarezza disarmante, Rosling ci sprona a essere curiosi, ma non si limita a fare domande, ci risponde avvalendosi della verità dei fatti.
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Mondadori, 30/04/2018
Abstract: Pompei è un unicum nella storia dell'archeologia, una miniera di informazioni non ancora del tutto esplorata. Soprattutto, è una continua riserva di sorprese per gli studiosi, una realtà più complicata e intrigante di ciò che riteniamo di conoscere. Distrutta e messa sottosopra, evacuata e depredata, Pompei serba i segni (e le cicatrici) di storie d'ogni genere, ben oltre lo stereotipo di "città congelata dalla colata lavica" diffuso dai dépliant e dalle guide turistiche. Indagando nel "paradosso di Pompei" in compagnia di Mary Beard scopriamo così che della vita antica che si svolgeva nel centro campano sappiamo contemporaneamente molto più e molto meno di ciò che crediamo. Facendo parlare in modo rigoroso le fonti archeologiche e le rare testimonianze documentarie, infatti, la studiosa inglese ricostruisce la vita quotidiana della città romana nel I secolo in ogni aspetto, dal sesso alla politica, dal cibo alla religione, dalla schiavitù alla cultura.
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Mondadori, 30/04/2018
Abstract: La supremazia dell'Occidente è ormai da secoli un fatto indiscutibile. Ma a cosa è dovuta? Nel tempo sono stati evocati diversi fattori: razziali, tecnologici, di organizzazione economica, politica, morale... Hanson mette insieme tutto questo ma offre anche una sua provocatoria spiegazione: gli occidentali hanno vinto perché sono più bravi a uccidere. Focalizzandosi sull'aspetto militare della civiltà occidentale, Hanson vede nella guerra un momento privilegiato per studiare il carattere di una società. E se un ruolo importante nel costruire la supremazia bellica dell'Occidente lo hanno certo giocato le tecnologie più avanzate e le tattiche più efficaci, il fattore cruciale è stato di natura culturale: gli eserciti delle "democrazie in armi", basati su disciplina e organizzazione, ma anche sulla libertà individuale del cittadino, sulla discussione e sull'inventiva, si sono rivelati più efficaci anche contro armate imponenti di semplici "sudditi" come è accaduto per gli antichi Greci contro gli Imperi orientali.Per indagare le ragioni e i modi di questa millenaria vicenda, Hanson racconta con verve nove celebri battaglie, ciascuna esemplificativa di un particolare aspetto della "guerra occidentale", da quella di Salamina nel 480 a.C. all'offensiva del Tet nel 1968, passando per la conquista del Messico da parte di Cortés e le Midway, fino a giungere ai giorni nostri e a gettare uno sguardo sul nostro futuro.
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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: Durante una rapina in un supermercato, due tizi prendono in ostaggio tre persone: una giovane donna, il direttore del negozio e un tale che tiene sottobraccio una cartella. Quando la brutta avventura sembra finita, la ragazza sparisce assieme alla cartella piena di preziosi documenti. E inizia a mettere a segno un colpo dopo l'altro. Di lei si conosce soltanto il nome, Juliette. È forse Juliette Weiss, la professoressa di italiano? Oppure Juliette Lenoir, la grafica? O invece Juliette Grey, la disoccupata dagli amori fugaci? Chiunque sia, va fermata al più presto. Ma battere a tappeto un quartiere come Belleville non è roba per poliziotti in divisa: l'unico che può farcela è Emile Krachevski...
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Piemme, 27/03/2018
Abstract: Lily Tregenza è una ragazzina di quasi dodici anni la cui principale occupazione è recuperare quella vagabonda della sua gatta, Tips. Finché la sua fattoria, come quella di molti altri abitanti delle coste del Devon, viene requisita per consentire le prove generali dello sbarco in Normandia. Da quel giorno, Lily annota nel suo diario tutto quello che vede: gli sfollati da Londra, gli orfani, i profughi, i soldati alleati e la simulazione della più celebrata operazione militare della storia contemporanea: il D-Day.
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BUR, 27/03/2018
Abstract: Milano, un martedì di febbraio. Come ogni martedì da quando è morta sua moglie, Amilcare De Norri è al cinema da solo. Peccato per quello sgradevole individuo di fianco a lui che lo ha disturbato facendogli persino cadere a terra il cappotto. Come ogni martedì, l'avvocato Castelli ha invitato a casa alcuni amici per un poker, mentre sua moglie, la bionda Cecilia, è in montagna a rilassarsi. E se il vicecommissario Zottìa passa il tempo sorseggiando in cucina un bicchiere di vino e parlando con il gatto, il pregiudicato Sarnuti si appresta a fare una telefonata dalla quale dipende la sua vita Poi le pedine iniziano a cadere una dopo l'altra, ed è allora che il filo della matassa si stringe lentamente attorno a chi, inconsapevole ma soprattutto invisibile, è stato testimone di un delitto. L'esordio letterario di Polillo, un romanzo ricco di spunti e di svolte inaspettate.
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Sperling & Kupfer, 03/04/2018
Abstract: Che lo sport faccia bene è un dato di fatto, eppure pochissimi italiani lo praticano, nonostante i problemi di sovrappeso sempre più diffusi. Spesso ci frenano la pigrizia, l'imbarazzo, le difficoltà tecniche (e talvolta economiche) di iniziare. La soluzione però è facile e a portata di mano: camminare. Gli studi scientifici hanno dimostrato che questa semplice attività, condotta con costanza, fa dimagrire, aiuta a mantenersi in forma, contrasta l'insorgenza delle principali malattie (cancro, disturbi cardiocircolatori, diabete, osteoporosi) e, qualora si fossero già manifestate, le tiene sotto controllo, talvolta diventa addirittura una forma di terapia. Inoltre non richiede attrezzature o costi particolari, si può praticare ovunque, non è impegnativa e va bene per tutti. Maurizio Damilano, campione di marcia alle Olimpiadi del 1980, ha messo a punto il fitwalking, una tecnica ormai consolidata e diffusa in tutta Italia, che insegna come camminare nel modo più efficace per stimolare a pieno muscoli, scheletro, apparato cardiaco e sistema respiratorio, trasformando il movimento in un gesto atletico che coinvolge tutto il corpo. Questo libro, scritto con il supporto scientifico del medico dello sport Giuseppe G. Parodi, spiega nel dettaglio il metodo, indica quando e come praticare, approfondisce i numerosi benefici per la salute e fornisce tabelle di allenamento per ritrovare rapidamente il benessere e combattere i chili di troppo.
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La luce sull'altra riva del fiume
Sperling & Kupfer, 27/03/2018
Abstract: Ci sono momenti della vita nei quali dimentichiamo i nostri sogni, quando la felicità sembra allontanarsi a distanze siderali lasciandoci come paralizzati, senza forze e incapaci di andare avanti. Sono i momenti in cui, per non perdere la nostra essenza, dobbiamo metterci in ascolto della voce del cuore, che ci parla ogni singolo giorno. E ci dice che la vita è sempre un dono prezioso. Ci sussurra di viverla, di non mollare e riprendere il sentiero del nostro destino, dovunque ci porti. Quello del nostro Sognatore ricomincia da un fiume nel mezzo della foresta amazzonica. È lì che una notte vede brillare una luce sull'altra riva, insieme al profilo di una figura umana. È lì che segue quella luce e incontra Amatami, lo sciamano di antica saggezza. È lì che scopre di dover conoscere una bambina molto speciale, dagli occhi di cielo e dall'anima indaco. Il Sognatore dovrà attraversare l'oceano, viaggiare nel Mediterraneo e approdare nell'isola di smeraldo, la Sardegna, ripartire per altri mari e altre foreste, fino ai boschi selvaggi dell'Europa orientale, dove gli orsi incontrano misteriose leggende. E finalmente rivedrà Amatami, insieme alla sua bimba speciale. Con un messaggio pieno di speranza.
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Sperling & Kupfer, 27/03/2018
Abstract: Nella corsa conta più il fisico o la mente? Per diventare veloci, competitivi e resistenti quali abitudini occorre acquisire? Sono sufficienti i famosi 21 giorni? Massimo De Donno, esperto in apprendimento strategico, ha accettato la sfida di un amico: correre la maratona di New York, la gara più emozionante e prestigiosa al mondo. Parte quasi da zero, ma è deciso a mettersi in gioco, impegnarsi per un obiettivo importante, misurarsi non solo con le potenzialità del suo corpo, ma anche con le sue risorse di autodisciplina e resilienza. E tutto in tempi proibitivi. Comincia un programma che è anche un vero percorso di scoperta, sperimentando sulla sua pelle che tendini, muscoli, cuore e articolazioni hanno tempi di apprendimento diversi dai meravigliosi meccanismi della mente umana. E fra test, ripetute, nuove regole alimentari, gel, tecniche per prevenire gli infortuni, recuperi, scopre che anche per un maestro della motivazione come lui ci sono passaggi mentali sfidanti e inattesi. Fino a un traguardo che non è solo la finish line ma un nuovo sogno da inseguire. www.runnerin21giorni.it
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Mondadori, 11/06/2013
Abstract: Uscito nel 1968 e quindi, in un'edizione rivista dall'autore che qui si presenta, nel 1990, L'arte della fuga evoca fin dal titolo "una partitura musicale, fatta di variazioni intorno a un tema, e l'immagine della fuga in senso letterale", come scrisse lo stesso Pontiggia. In queste pagine il lettore incontra "fughe, inseguimenti, delitti, insomma il meccanismo e i fatti di un giallo: però ignora non solo chi è l'assassino, ma chi è la vittima". Opera sperimentale, ma di uno sperimentalismo mai gratuito, che non sacrifica il gusto del narrare, libro prismatico e polifonico, L'arte della fuga è un canovaccio dei romanzi possibili, nel quale i topoi del genere poliziesco si caricano di significati allusivi. Un prontuario di trame, da godersi tutto d'un fiato, come per il più classico "giallo", o da assaggiare qua e là, scoprendo nei frammenti di prosa e poesia che lo compongono, nell'alternanza e nella variazione dei toni, un'investigazione che si fa interrogativo sulla sostanza stessa dell'essere umani.
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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: Nei suoi perfetti racconti Edgar Allan Poe ci ha rivelato il volto oscuro della modernità. Come scrisse di lui H.P. Lovecraft, altro grande maestro del terrore, Poe "ha visto con chiarezza che tutte le fasi della vita e del pensiero sono materia altrettanto fertile per l'artista, ma essendo un temperamento incline al macabro e al bizzarro, ha deciso di farsi interprete di quei formidabili sentimenti". Poe ha sentito che il motivo dominante del nostro tempo è l'angoscia, e di questa consapevolezza ha fatto il cuore dei suoi racconti del terrore: un dramma profondo che va oltre la pena della quotidianità, ma riguarda gli strati più antichi dell'anima. Le visioni più agghiaccianti, gli incubi più orrorifici si trasformano sotto la sua penna in un tripudio di immagini, in una febbre creativa, in un arabesco linguistico continuo. Un'opera, la sua, attraversata dal senso dello stupore e da un'intelligenza logica e glaciale, da una lucidità paradossale costantemente spinta all'estremo.
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Mondadori, 17/04/2018
Abstract: Dawla in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui gli affiliati dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. Gabriele Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito nel Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia. Questo libro è il racconto delle loro storie intrecciate alla storia più grande dell'ascesa e della caduta dello Stato islamico.Un racconto che parte nel 2005 nei sotterranei del carcere di massima sicurezza di Saydnaya, in Siria, e che passa per la rivoluzione fallita del 2011, la guerra per procura contro al-Asad, il ritorno del Califfato e gli attentati che hanno sconvolto l'Europa.Senza mai cedere ai toni della saggistica, Del Grande mette in scena una galleria di personaggi le cui vicende si snodano in un intreccio di storytelling e geopolitica. Un manifestante siriano spinto da un'autentica sete di giustizia a prendere le armi e che, davanti alla corruzione dell'Esercito Libero, sceglie di arruolarsi nel Dawla, dove farà carriera come agente dei servizi segreti interni ed emiro della polizia morale, hisba. Un hacker giordano in fissa con l'esoterismo giunto in Siria seguendo le profezie sulla fine del mondo e finito nel braccio dei condannati a morte in una prigione segreta del Dawla. E un avventuriero iracheno ingaggiato da un ex colonnello dell'Anbar che grazie alla propria intraprendenza si addentrerà nel livello più oscuro dei servizi segreti del Dawla, quello responsabile della pianificazione degli attentati in Europa.Asciutto e spietato come una tragedia classica, avvincente come un action movie, questo libro straordinario ci racconta storie forti, piene di colpi di scena, avventure, sentimenti, rabbia, amore, vita, morte, punti di vista opposti sulla guerra e sul mondo.Dawla nasce da un progetto di crowdfunding che ha avuto un appoggio appassionato e generoso da parte dei sostenitori di Del Grande, qui impegnato ad affrontare con la massima competenza e un piglio narrativo eccezionale lo scomodo punto di vista dei carnefici. "Non per giustificare, non per umanizzare. Ma unicamente per raccontare e, attraverso una storia, cercare una risposta, ammesso che ve ne sia una, a quell'antica domanda sulla banalità del male che da sempre riecheggia nelle nostre teste dopo ogni guerra."