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La guerra dei trent'anni
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Facci, Filippo

La guerra dei trent'anni

Marsilio, 07/04/2022

Abstract: A distanza di tre decenni fatichiamo ancora a inquadrare la stagione di Tangentopoli e in che misura abbia creato l'incerto presente politico che viviamo. Se è vero che, come scrive Filippo Facci, "non aveva mai attecchito un vero senso dello Stato", da che cosa ebbe origine il clamore intorno a un'indagine che, in apparenza partita da un comune caso di corruzione, ha cambiato per sempre l'immaginario della nazione? All'epoca giovane cronista, l'autore ha seguito le tracce e le crepe prodotte da quel terremoto, scavando nelle versioni improbabili – la favola del magistrato onesto che smaschera i corrotti, l'epurazione delle mele marce – e in altre non meno improbabili e complottiste legate a scenari internazionali. Dal suo lavoro emergono oggi risvolti inaspettati che si ricollegano a eventi e fenomeni vicini e lontani.Tra narrazione storica e racconto privato, Facci fornisce una testimonianza d'eccezione, riannodando i fili della memoria e mettendo a fuoco il ruolo di protagonisti e comprimari. Rimuovendo ogni patina di ipocrisia, restituisce così un impietoso ritratto del paese che siamo stati e che forse siamo ancora.

Un mondo quasi perfetto
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Cook, Diane

Un mondo quasi perfetto

SEM Libri, 10/03/2022

Abstract: La figlia di cinque anni di Bea, Agnes, sta lentamente deperendo, consumata dallo smog e dall'inquinamento di una metropoli dallo sviluppo incontrollato. Se rimangono in città, Agnes morirà. C'è solo un'alternativa: lo Stato delle Terre Vergini, l'ultima fascia di terra incontaminata e protetta, da cui gli uomini sono sempre stati banditi. Fino a ora.Bea, Agnes e altre diciotto persone si offrono volontarie per andare a vivere nello Stato delle Terre Vergini, cavie di un esperimento volto a verificare se gli uomini possono convivere con la natura senza distruggerla. Come nei tempi antichi, la loro situazione è quella di nomadi, cacciatori-raccoglitori che imparano lentamente e dolorosamente a sopravvivere in una terra imprevedibile e pericolosa, combattendoper il potere e per il controllo, tradendosi e salvandosi a vicenda. Ma mentre Agnes abbraccia la libertà selvaggia di questa nuova esistenza, Bea si rende conto che aver salvato la vita di sua figlia significa ora perderla sul piano affettivo e personale. Più si allontanano dalla civiltà, più il loro legame viene messo alla prova in modi sorprendenti e dolorosi. Raffigurazione straziante del nostro disprezzo per la natura e ritratto profondamente umano della maternità, Un mondo quasi perfetto è un romanzo straordinario di una forza letteraria unica nel suo genere.

La mente prigioniera
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Milosz, Czeslaw

La mente prigioniera

Adelphi, 24/03/2022

Abstract: "Questo libro fu scritto a Parigi nel 1951-1952, cioè in un periodo in cui gli intellettuali francesi, nella loro maggioranza, risentivano la dipendenza del loro Paese dall'aiuto americano e riponevano le loro speranze in un mondo nuovo all'Est, governato da un leader di incomparabile saggezza e virtù – Stalin". Così Miłosz, con delicato sarcasmo, ha descritto, nella premessa all'edizione italiana, la situazione in cui nacque e apparve per la prima volta "La mente prigioniera" (1953). Ma al lettore spetta di riconoscere che cosa è questo libro oggi: il libro che una volta per tutte, prima che il dissenso russo potesse manifestarsi, prima di Solženicyn, di Sinjavskij, di Zinov'ev, disse ciò che di essenziale vi è da dire sul sovietismo – e in particolare su quel colossale fenomeno di viltà dello spirito e cronico asservimento che ha contrassegnato il rapporto di milioni di intellettuali con il sovietismo stesso. A differenza di tanti dissidenti russi, Miłosz parla con una terribile pacatezza: troppo cupa è la vicenda che ha vissuto perché la sua voce possa alterarsi. Ed è la voce, lo si sente a ogni pagina, di un grande scrittore, di un abitante di quella vecchia, civilissima Europa dei popoli baltici, che furono "calpestati dall'elefante della Storia" senza che l'Occidente quasi se ne accorgesse. Questo libro non è un saggio, non è un racconto, non è un libro di memorie: è la dimostrazione inconfutabile, trasparente, di che cosa voglia dire nella vita di ogni giorno, per un numero sterminato di persone, l'obbedienza al Metodo, nome che qui designa il marxismo-leninismo, quella singolare dottrina che è "in grado di trasmettere per via organica una 'visione del mondo'", come le pillole di Murti-Bing immaginate dal genio visionario di Witkiewics. Se fosse una qualsiasi posizione filosofica, tale dottrina sarebbe di una pochezza difficilmente uguagliabile. Ma esso è ben di più: un grandioso artificio che riesce davvero a "cambiare la vita": il Metodo, una volta che stringe un mondo con le "tenaglie della dialettica", permette a chiunque di sorridere con superiore indulgenza di fronte a qualsiasi pensiero, invita dolcemente a sorvegliare e denunciare gli altri, insegna inebrianti misture di vero e di falso, concede la gioia di sentirsi al centro della corrente della storia e offre strumenti maneggevoli per far fuori i propri nemici. Alle devastazioni che il Metodo provoca nei singoli, alle prodigiose trasformazioni che esso produce nelle loro vite è dedicata la seconda parte del libro di Miłosz: qui egli traccia una sequenza di profili esemplari, carichi di intensità romanzesca – e costringe ogni lettore a percepire che cosa sia stata, in tutti i suoi passaggi, la sorte crudele di chi ha visto susseguirsi, sulla propria terra, il furioso orrore dei nazisti e la vischiosa oppressione dei sovietici. La rivolta di Varsavia, con i nazisti che uccidono e i sovietici che osservano compiaciuti dall'altra sponda della Vistola, è in certo modo l'esperienza simbolica di tutto il nostro secolo. Miłosz, che a essa è dolorosamente sopravvissuto, ha saputo trasmetterla in queste pagine a noi, eternamente sprovveduti occidentali, lasciando parlare i fatti e le fisionomie, come solo un poeta può fare.

Abbecedario
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Milosz, Czeslaw

Abbecedario

Adelphi, 24/03/2022

Abstract: Nella nona decade della sua vita, alle soglie del nuovo millennio, Czesław Miłosz decide di raccontare il suo Novecento. Comincia allora a rovistare nei cassetti della memoria e ne trae figure, luoghi, avvenimenti: un fulgido mosaico di vicende proprie e altrui che spaziano da un continente all'altro, da un'epoca all'altra, delineando una personalissima enciclopedia del secolo appena trascorso, un alfabeto di ricordi e riflessioni sulla civiltà occidentale. Ma, come sempre, la memorialistica di Miłosz scaturisce non già dall'impulso a eternare sé e il proprio vissuto, bensì dall'esigenza di testimoniare, anzi di perpetuare il mondo, meraviglioso e terribile.Così, rinunciando al ruolo di protagonista per assumere quello di regista, Miłosz chiama in scena grandi attori e piccole comparse, mosso dal duplice intento di salvare tutto ciò che in un modo o nell'altro ha avuto un ruolo nella sua vita, e di riflettere sul suo tempo. Non stupisce allora che accanto a medaglioni come quelli su Rimbaud, Schopenhauer, Whitman, Dostoevskij o Baudelaire compaiano riflessioni sulla pittura di Edward Hopper, sull'alchimia o sul buddhismo; che "la fine del capitalismo" o "la stupidità dell'Occidente" si specchino nei lemmi dedicati al mondo russo-sovietico; che i commenti sulla "spietatezza" o sulla "blasfemia", sul "pregiudizio" o sulle "lettere anonime" stemperino le loro note amare nel fascino di paesaggi nordici o mediterranei – Inverness, la Selva Rudnicka di Vilna, il Connecticut, le acque trasparenti di Bocca di Magra.

La rotta delle Ande
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Hill, Christian

La rotta delle Ande

Solferino, 09/05/2019

Abstract: Non importa quanto sono alte quelle montagne. E non importa quanto è vecchio questo aereo. C'è solo una cosa che conta, nel cuore di un pilota aeropostale: ogni missiva deve raggiungere in tempo chi la sta aspettando. E se poi c'è anche un pacco troppo pesante, che di nome fa Ricardo, non fa differenza. Se é partito con l'Aeropostale, con l'Aeropostale arriverà. Costi quel che costi.Età di lettura: da 8 anni.

Rico il coraggioso
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Mattia, Luisa

Rico il coraggioso

Solferino, 07/11/2019

Abstract: Quanto è grande questa città, solo io lo so. È in guerra, alla fame, rotola, stremata. E non è mai stata così viva. Se cerchi dèi, imperatori, vigliacchi ed eroi, a Roma li troverai. Io la conosco come nessuno. E corro molto più veloce di te.Età di lettura: da 8 anni.

I randagi del Klondike
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Rossi, Sarah - Percivale, Tommaso

I randagi del Klondike

Solferino, 19/11/2020

Abstract: Fa freddo quassù, Osso. Roba da farti gelare le dita dei piedi nelle scarpe. Se ce le avessimo, le scarpe.Siamo di nuovo affamati, sempre a caccia. Di conigli, di animali selvaggi. E di quegli animali ancora più pericolosi, gli uomini che setacciano i fiumi ghiacciati alla ricerca dell'oro.Va bene, Osso, la smetto, la smetto. Faccio come gli altri: e sto zitto. Ma solo per un po'.Età di lettura: da 8 anni.

Io, Monna Lisa
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Solomons, Natasha - Prandino, Laura

Io, Monna Lisa

Neri Pozza, 21/04/2022

Abstract: FINORA HAI AMMIRATO IL MIO SORRISO.ADESSO ASCOLTA LA MIA VOCE.Firenze, 1504. A cinquantun anni, con addosso una corta tunica di colore rosato e un mantello di velluto verde, Leonardo da Vinci incarna in tutto e per tutto il rinomato artista che da Milano è piombato fra i tradizionalisti repubblicani fiorentini, con le loro vesti lunghe e semplici e i capelli tagliati corti. Nel suo studio, tra disegni sparpagliati ovunque, garzoni che macinano pigmenti, mecenati e muse scontente, prende vita, pennellata dopo pennellata, il ritratto di Lisa del Giocondo, la graziosa moglie di un mercante di sete. Ma la figura che affiora dalla tavola di pioppo, il suo sorriso, soprattutto, non hanno molto a che fare con la modella in posa davanti al cavalletto. Come Prometeo, Leonardo ha infuso nella sua opera migliore il fuoco della vita, e ora Monna Lisa ha un'anima propria che le consente non solo di percepire tutto ciò che la circonda, ma anche di farsi sentire dal suo creatore, a cui la lega un amore assoluto. Per anni da Vinci e il suo dipinto peregrinano da una città all'altra, incapaci di vivere l'uno senza l'altro, fino a quando la morte dell'artista non giunge a separarli, lasciando l'opera in balia di un incerto destino. Cinquecento anni dopo, Monna Lisa osserva il mondo dalla sua prigione di vetro al Louvre, visitata ogni giorno da migliaia di turisti disposti a fare ore di coda solo per guardarla a bocca aperta. È considerata l'opera d'arte più celebre del mondo, ma nessuno conosce il segreto della sua esistenza. Eppure, le sue avventure meritano attenzione, poiché ha vissuto molte vite ed è stata amata da imperatori, re e ladri. È sopravvissuta a rapimenti e aggressioni, a una rivoluzione e due guerre mondiali. E ora vuole solo raccontare la sua storia, una storia di rivalità, intrighi e potere. Ma anche una grande storia d'amore, la storia di ciò che siamo disposti a fare per coloro che amiamo.Ispirandosi all'opera più iconica della pittura mondiale, Natasha Solomons, già acclamata autrice dei Goldbaum, conduce il lettore dall'abbagliante mondo degli studi fiorentini alle corti francesi di Fontainebleau e Versailles, fino al ventesimo secolo. Tra geniali invenzioni, pericoli di ogni genere e ambigui personaggi disposti a tutto pur di possederla, Monna Lisa passerà di mano in mano, diventando protagonista di un'incredibile avventura e insostituibile testimone della storia dell'umanità. "Nel suo nuovo, frizzante romanzo Natasha Solomons dona alla Monna Lisa il potere della parola, rendendola fantasiosa narratrice della sua stessa storia". The Times "Una meravigliosa storia che parla di arte, ma anche di ossessione, amicizia e amore. Ho amato questo romanzo". Jillian Cantor "Un tour-de-force letterario splendidamente scritto". John Ironmonger

Trofei di viaggio
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Canestrini, Duccio

Trofei di viaggio

Bollati Boringhieri, 28/04/2022

Abstract: La statuina di Afrodite in polistirolo, "Made in Hong Kong", venduta sull'isola di Capri, penne biro sexy, portachiavi souvenir, palle di neve in una miriade di versioni, ventagli e bamboline regionali, "vera" aria di Napoli e tante altre bizzarre chincaglierie hanno portato Duccio Canestrini, viaggiatore ironico e curioso, oltre che antropologo, ad osservare l'Italia degli oggetti ricordo con occhi diversi.Ne risulta un percorso nel mondo dei souvenir, veri e propri trofei dei nostri viaggi in giro per il mondo, che si svolge lungo un cammino sorvegliato da insegne e da simboli estrosi e originali, in parte ancora da scoprire e da interpretare. La via dei souvenir è costellata di piccoli mostri, meravigliose e orrende stranezze, che hanno sempre affascinato i viaggiatori sin dall'antichità. Come nell'Italia del Grand Tour si mossero senza scrupoli i "predatori" di opere d'arte, così noi oggi arraffiamo irresistibili cianfrusaglie sui baracchini acchiappa-turisti.Dunque "a bomba sui souvenir" – come dice Canestrini – per un'antropologia "pop" di questi prodotti mnemonici da asporto, questi oggetti chiacchieroni, che non possiamo fare a meno di acquistare, collezionare, prendere in giro, ma che, in qualche modo, continuano a parlare di noi.Dopo vent'anni dalla prima edizione, Trofei di viaggio è riproposto in una nuova edizione completamente rivista e arricchita di due nuovi capitoli.

Zucchero bruciato
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Doshi, Avni - MARTUCCI, FRANCESCA

Zucchero bruciato

Casa Editrice Nord, 02/05/2022

Abstract: "Avni Doshi non è soltanto un'autrice piena di talento. È un'artista. Le sue frasi sono taglienti come bisturi e altrettanto precise e devastanti. Non c'è una parola di troppo, in questo romanzo. C'è una voce semplice, sincera e brutale, una voce così originale che non ci si stanca di ascoltarla."The New York Times"Un romanzo eccezionale... Un autentico trionfo letterario. "The Observer"Un romanzo di straordinaria profondità, coraggioso ed elegante."The Washington Post"Un esordio sincero, coinvolgente ed elettrizzante."The Guardian"Esplora il tormentato rapporto tra una madre che ha trascurato la figlia e che ora invece ha bisogno di lei. "Corriere della Sera - Paolo Lepri"Per Avni Doshi la verità è complessità: i sentimenti profondi non sono mai a tinta unita, e si nutrono di opposti."Sette - Corriere della Sera - Michele FarinaArriva in Italia un libro che ha conquistato il mondoMiglior romanzo dell'anno per le librerie WaterstonesFinalista al prestigioso Booker PrizeTara è sempre stata una ribelle, contro tutto e tutti. Costretta a un matrimonio di convenienza, è scappata di casa, si è presa diversi amanti, ha vissuto a lungo insieme con un guru e si è persino ridotta a fare la mendicante. In tutto ciò, sua figlia Antara, per lei, è sempre stata un peso, una valigia da portarsi appresso e poco più. Però il tempo della ribellione di Tara adesso è finito; ha quasi sessant'anni e l'Alzheimer la sta consumando, a poco a poco ma inesorabilmente: lascia il fornello acceso per tutta la notte, dimentica le incombenze quotidiane, si ostina a telefonare ad amici morti da tempo. E non ricorda più i piccoli e grandi gesti crudeli nei confronti della figlia, che sono invece marchiati a fuoco nella memoria di Antara. Eppure, nonostante tutto, Antara si sente in dovere di occuparsi di quella madre che non si è mai presa cura di lei. E così, mentre la convivenza forzata la induce a ripercorrere le pagine più dolorose del suo passato, cerca di sbrogliare la matassa di tradimenti, riconciliazioni e rotture, e di sciogliere una volta per tutte il nodo di quel legame che ha forgiato il suo cammino, ma che adesso rischia di soffocarla. Con una prosa lucida e affilata come la lama di un rasoio, Avni Doshi scava tra le pieghe di quel rapporto unico che lega una madre e una figlia, mettendone in luce la complessità e le contraddizioni, ma anche tutta la forza e l'amore che lo contraddistingue.   

Ucraina 24.02.2022. L'invasione Russa e le conseguenze della guerra in Europa
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Alfieri, Marco - Barbieri, Francesca

Ucraina 24.02.2022. L'invasione Russa e le conseguenze della guerra in Europa

IlSole24Ore, 22/03/2022

Abstract: La guerra in Europa è un evento che non avremmo più pensato potesse succedere, trent'anni dopo la tragedia nella ex Jugoslavia. Invece l'invasione russa dell'Ucraina ha riportato il conflitto nel nostro cortile di casa. Distruzione, morte, intere popolazioni in fuga dalle proprie case e affetti. E poi l'impatto sull'economia e i mercati, le sanzioni, i prezzi delle materie prime che esplodono, il rischio di restare senza forniture di gas dalla Russia. Il Sole 24 Ore ha messo in campo le sue firme per raccontare questo conflitto e spiegare l'impatto che una tragedia di tale portata produce sulla vita di tutti noi.

Rosa Luxemburg
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Arendt, Hannah

Rosa Luxemburg

Mimesis Edizioni, 22/03/2022

Abstract: Nata in una famiglia di socialisti ed ebrei assimilati, Hannah Arendt crebbe nel culto di Rosa Luxemburg. La stesura del suo capolavoro, Le origini del totalitarismo (1951), e del saggio Sulla rivoluzione (1963) fu l'occasione per avviare un confronto inedito con l'opera di Rosa Luxemburg, che le rivelò tasselli sconosciuti della sua poliedrica personalità. Lo scritto arendtiano, qui riproposto in una nuova traduzione, evidenzia la relazione tra le idee di queste due "donne in tempi bui": la diffidenza nei confronti dei movimenti di emancipazione femminile, i limiti dell'internazionalismo di fronte all'emergere della questione nazionale, il maniacale bisogno di protezione della sfera intima, l'esigenza di stabilire metri di equità nel mondo, la necessità di confrontarsi con Marx, l'ansia di preservare l'autentico spirito rivoluzionario insieme al dovere storico e politico di indicare limiti e criticità della prassi rivoluzionaria del XX secolo.

Svoboda
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Colombo, Yurii

Svoboda

Castelvecchi, 22/03/2022

Abstract: L'invasione russa del 24 febbraio 2022 ha posto la questione ucraina in cima alle preoccupazioni internazionali. La crisi però non è scoppiata all'improvviso: nonostante le speranze suscitate dall'indipendenza del 1991, l'Ucraina non ha mai conosciuto né pace né benessere, e mantiene tuttora un tenore e una qualità della vita tra i più bassi del mondo malgrado il grande potenziale industriale e agricolo. Yurii Colombo ricostruisce la vicenda del Paese negli ultimi trent'anni: dalla Rivoluzione Arancione alla rivolta di Piazza Maidan, dall'annessione russa della Crimea alla guerra civile nel Donbass, fino all'invasione ordinata da Putin. Fra Russia, Usa ed Unione Europea, l'Ucraina è al centro di uno scontro globale di cui si analizzano qui i retroscena economici e diplomatici, dimostrando che il "secolo breve" sovietico non è ancora consegnato agli archivi della Storia.

Guerra in Europa
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Battaglia, Adolfo - Silvestri, Stefano - Prodi, Romano

Guerra in Europa

Castelvecchi, 22/03/2022

Abstract: Dopo la Guerra Fredda e la stagione del predominio americano, si è ormai delineato il nuovo grande confronto tra un sistema cinese in formazione e un sistema occidentale in mutamento. Mentre si affaccia la tracotanza nazionalista di alcune potenze "regionali", la Russia, con l'improvvisa invasione militare dell'Ucraina, ha dato ulteriore segno di voler assumere un ruolo più assertivo sulle democrazie del Vecchio Continente. In questo quadro l'Europa continua a giocare un ruolo politico molto inferiore alla sua forza economica. E nella crescente asperità della vita mondiale, il suo futuro dipenderà anzitutto dalla sua capacità di condurre un'efficace politica estera e una consistente politica di difesa. Sono dunque indispensabili e urgenti le istituzioni capaci di realizzarle: in primo luogo, un nuovo Consiglio per la Sicurezza e la Difesa, composto inizialmente da poche potenze e non bloccato dal principio dell'unanimità nel voto.

Un ritornello non fa primavera
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Georget, Philippe - Manfredo, Silvia

Un ritornello non fa primavera

Edizioni e/o, 11/05/2022

Abstract: Il nuovo episodio delle indagini del tenente Gilles Sebag, protagonista di D'estate i gatti si annoiano.Vincitore di numerosi premi tra cui il Prix de L'Embouchure 2013, il Prix Méditerranée Roussillon 2016, il Prix Virtuel du Polar 2015, il Prix EuroPolar 2017, il Prix SNCF du Polar 2011, il Prix du Premier Roman Policier de la ville de Lens 2011, il Prix des Vendanges Littéraires 2011; tradotto in Italia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, in pochi romanzi Philippe Georget ha saputo convincere all'unanimità lettori, critici e giurie di premi letterari.Un Venerdì Santo a Perpignan. Come ogni anno da cinque secoli in qua, la processione del Sanch si mette in marcia. Settecento penitenti sfilano nascosti sotto le loro caparutxes, la tradizionale tenuta composta da una lunga tonaca e un cappuccio. All'improvviso alcuni petardi rompono il silenzio e il panico investe la processione. Quando finalmente torna la calma uno dei penitenti giace a terra, immerso nel suo sangue, pugnalato a morte. Nello stesso momento, a poca distanza, si verifica una violenta rapina in una gioielleria... Le indagini conducono molto presto il tenente Sebag dalle agitate viuzze del quartiere gitano di Saint-Jacques agli ovattati appartamenti della buona società cattolica catalana. E forse i due casi sono collegati, mentre sulla città plana il fantasma, tanto poetico quanto ambiguo, di Charles Trenet, il Cantante folle che sin da giovanissimo percorreva le stesse viuzze...

QUCHI. Quello che ho ingoiato
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Venturini, Caterina

QUCHI. Quello che ho ingoiato

Edizioni e/o, 11/05/2022

Abstract: QUCHI. Quello che ho ingoiato è la storia di Carla Longhi e di quello che ha ingoiato nel corso della sua vita e le è rimasto dentro come un boccone mal digerito. QUCHI è la storia di quanto ci accade ogni volta che le cose non vanno come vogliamo. La storia di quello che continua a circolare nel nostro corpo e nella mente nel tentativo di raddrizzare tutto ciò che è andato storto.Arrivata in America a quarant'anni per dare un nuovo futuro alla sua famiglia, Carla a un certo punto s'inceppa: non riesce a parlare, a guidare, a vivere come "loro", gli autoctoni, quelli che ogni volta abitano un luogo da prima degli altri.Dopo una serata in cui si ritrova a ingoiare il boccone di un'altra donna, Carla capisce che quello è solo l'ultimo dei suoi gesti insensati: decide così di parlarne alla sua psicoanalista online in Italia – l'unica con cui può esprimersi nella sua lingua – per cercare di capire perché ha preso una decisione così rischiosa cambiando vita alla sua età, ma soprattutto perché non riesce più a tornare a casa. Cosa è successo di così grave nel suo Paese da farle decidere di andare via? Carla ripercorre le proprie ossessioni, le paure, il senso di colpa per buttarsi in sempre nuove avventure senza essere abbastanza equipaggiata.QUCHI è un romanzo polifonico in cui tutte le voci presenti – la madre, il padre, il marito, gli ex fidanzati, le amiche e gli amici, il mondo dell'editoria, dell'università e del femminismo – sono altrettante interferenze che l'inetta Carla non può fare a meno di trattenere e che coincidono con altrettanti aspetti della sua vita: le promesse dell'infanzia, i fallimenti e i lutti dell'età adulta, la nuova ricerca di sé e la perpetua domanda su quanto siamo disposti a ingoiare per essere amati dagli altri e per piacere finalmente a noi stessi.

Oggi il cretino è pieno di idee. Cronache e ritratti
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Vaime, Enrico - Costanzo, Maurizio - Marini, Umberto

Oggi il cretino è pieno di idee. Cronache e ritratti

Compagnia editoriale Aliberti, 23/03/2022

Abstract: L'Italia è una Repubblica fondata sulla tv.L'aveva capito benissimo Enrico Vaime negli anni Novanta, quando teneva una rubrica fissa su "l'Unità" di critica televisiva.In realtà, era molto più di questo. Era un diario nitido e preciso della società italiana di quel decennio di grandi cambiamenti, fra l'ascesa irresistibile di Berlusconi, Tangentopoli, la fine della Prima Repubblica e una "nuova" Italia incerta e confusa, fondata appunto sui dati dell'Auditel più che sulle scelte democratiche dei cittadini. Solo uno come Vaime, critico spietato e pessimista geniale, poteva cogliere questi segni dentro il teleschermo, e descrivere con profetica precisione quello che ci avviava­mo a diventare come Paese.

Piume bianche
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Winspear, Jacqueline

Piume bianche

Neri Pozza, 14/04/2022

Abstract: A volte il destino si presenta sotto spoglie inaspettate: così è stato per Maisie Dobbs, quando a tredici anni è entrata a servizio in casa Compton e la padrona, Lady Rowan, ha notato in lei un'intelligenza fuori dal comune. Maisie è stata sottratta alla vita grama riservata alle ragazze della sua condizione sociale, ha potuto studiare, è cresciuta sotto l'ala protettrice del grande investigatore Maurice Blanche, ha servito come infermiera in Francia per i soldati sul fronte occidentale ed è, infine, diventata lei stessa un'investigatrice. Con l'ausilio dell'insostituibile assistente Billy Beale, risolve i suoi casi, spesso battendo sul tempo l'ispettore Stratton di Scotland Yard, un po' rivale, un po' spasimante. Nella primavera del 1930, la crisi economica sta mettendo il mondo in ginocchio, anche se non tutti piangono miseria: Joseph Waite ha costruito dal niente un impero, ma ha un problema, la sua fortunatissima erede, la trentaduenne Charlotte, ha fatto sparire ogni traccia di sé, volando via dalla gabbia dorata del privilegio in cui il rude e anaffettivo magnate l'ha rinchiusa. Waite vuole che Maisie la ritrovi, in fretta e senza troppo clamore. Pur non apprezzando i modi spicci e imperativi dell'arrogante "nuovo ricco", Maisie di questi tempi non può certo rifiutare un incarico, sebbene non particolarmente stimolante. L'indagine però prende presto una piega inaspettata: dal passato di Charlotte emerge più di una ragione per la sua fuga, se di fuga si tratta. Inoltre – ultimo fatto ma non per importanza – tre delle sue migliori amiche di un tempo hanno subito una morte violenta, con un unico, piccolo dettaglio che accomuna le diverse scene del crimine. Seconda indagine per l'investigatrice-psicologa Maisie Dobbs, Piume bianche è un mistery intrigante che ci riporta in una Londra di inizio anni Trenta magnificamente descritta, con i suoi abitanti ancora alle prese con le ferite della Grande Guerra, e che pagina dopo pagina ci trascina verso un finale sorprendente. "Un'eroina da amare". The New York Times Book Review "La vivacità d'animo, il buon senso e la natura gentile di Maisie rendono un piacere trascorrere del tempo con lei". The Boston Globe "Se vi appassionano i misteri, adorerete questo romanzo". The Denver Post

Gli Asburgo
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Ranise, Raffaella

Gli Asburgo

Marsilio, 07/04/2022

Abstract: L'ultimo secolo dell'Impero austro-ungarico raccontato seguendo il filo delle vicende delle straordinarie figure femminili. Scavando nell'intimo delle persone al di là dei loro ruoli, l'autrice indaga con passione e accuratezza storica vite e sentimenti di numerose donne al centro della dinastia degli Asburgo, prime fra tutte Elisabetta, la mitica Sissi, imperatrice d'Austria e regina d'Ungheria fino alla sua morte nel 1898, e Zita di Borbone-Parma, la moglie dell'ultimo imperatore, Carlo, che regnò per appena due anni e la cui figura è stata a lungo trascurata. Per la prima volta riunite in un unico testo, Elisabetta e Zita appaiono due donne molto diverse tra loro, ma ciascuna con una grande personalità: difficile rimanere indifferenti di fronte a queste due sovrane belle e carismatiche, entrambe consapevoli del loro ruolo.

Sparando al cielo
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Franco, Jorge - Cacucci, Pino

Sparando al cielo

Edizioni e/o, 11/05/2022

Abstract: Sparando al cielo narra il dramma della generazione figlia dei narcos opulenti e un tempo "stimabili cittadini" sulle cui agiatezze tutti chiudevano entrambi gli occhi, offrendoci l'affresco dolente e rabbioso di un luogo che fu ricco sotto tanti punti di vista – terra di commerci e iniziative imprenditoriali, baciata dal clima favorevole e dalla fertilità – ma trasformatosi in un inferno per le devastazioni sociali del narcotraffico."Ancora una volta Jorge Franco ci immerge nella Colombia profonda. Sa cogliere come pochi i momenti della storia del proprio paese e con talento li lega a storie personali. Jorge dimostra di essere un grande narratore ed è, senza dubbio, uno dei miei autori preferiti". Guillermo ArriagaLarry torna a Medellín dodici anni dopo la scomparsa di suo padre, di cui hanno ritrovato i resti in una discarica: ormai vive a Londra, illudendosi di aver chiuso per sempre i legami con un passato doloroso e umiliante, ma seppellire le ossa del padre è un richiamo che lo costringe a tornare e a fare i conti con un passato che non passa... Perché Larry è figlio di un mafioso. Suo padre era non solo in "affari" con Pablo Escobar, ma addirittura amico personale. Larry vorrebbe soltanto rivedere sua madre, ex reginetta di bellezza che fu "la donna del boss", e che ora vive in squallida solitudine con i rimpianti di un tempo perduto e di fasti effimeri quanto sporchi. Ma l'amico d'infanzia Pedro lo trascina in un vortice di eventi assurdi e allucinanti, mentre Larry si guarda intorno attonito, smarrito, in una realtà che non vuole riconoscere, e sullo sfondo c'è Medellín, "metà grandiosa, metà miserabile. Il panorama suscita comunque una certa emozione. Per tutto ciò che è cambiato, per tutto ciò che è andato perduto, e perché questo buco tra le montagne, questo mattatoio dove tanti sono morti, che tanti ha bandito e tutti ha segnato, resta ancora in piedi, addirittura più solida di prima, come se non fosse mai stata la città da cui sono dovuto fuggire e dove hanno ucciso mio padre...".