Trovati 855183 documenti.
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Orologi : breve storia del tempo / Augusto Veroni
Milano : TAM, [2017]
Abstract: Un orologio non è un semplice misuratore di tempo, uno strumento necessario per scandire la nostra vita secondo parametri universali. È soprattutto cultura, civiltà, tecnologia. Questo piccolo libro attraversa tutta la storia degli orologi, dall'antichità al futuro, raccontando curiosità, magie, filosofia e tecnica. Il romanzo comincia da un relitto risalente al III secolo avanti Cristo, ai tempi di Archimede, recuperato al largo di un'isola del Peloponneso: un blocco di pietra che, dopo un'attenta analisi di laboratorio, si rivela un vero e proprio orologio. Da qui comincia una formidabile avventura, letteralmente senza tempo.
Les italiens : sette artisti alla conquista di Parigi / Rachele Ferrario
[Milano] : UTET, 2017
Abstract: Ci sono periodi storici che, nella memoria collettiva, si legano indissolubilmente a una città. Se il simbolo del Rinascimento è Firenze, degli anni sessanta la swinging London, la Belle Époque per tutti si incarna in Parigi. All'inizio del Novecento è qui che si concentrano gli spiriti più inquieti e creativi del tempo. Tra i suoi boulevard, nei tavoli dei caffè celebri come La Rotonde o La Coupole, nelle gallerie e negli atelier, si possono incrociare Modigliani con l'amata Jeanne, Dalí con il suo formichiere al guinzaglio, Picasso e la sua bande, e ancora Marc Chagall, Max Jacob, Jean Cocteau... Sono anni febbrili, ogni giorno alla Gare de Lyon sbarcano decine di giovani artisti bohémien pieni di ambizioni. Tra questi c'è un gruppo di italiani destinato a lasciare un segno nella storia dell'arte. Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio arrivano a Parigi nel 1911, poco dopo saranno raggiunti da Mario Tozzi, René Paresce, Massimo Campigli e Filippo De Pisis. Gino Severini si è già trasferito da qualche anno. Sette artisti metechi, come li chiamano con disprezzo i francesi. Les Italiens nel 1928 si riuniscono intorno a Tozzi per la prima grande mostra collettiva del gruppo suscitando l'ammirazione dei colleghi e le critiche indispettite dei detrattori. Già da qualche tempo, l'accademia francese guarda con sospetto tutti questi artisti stranieri che stanno rubando la scena ai francesi. L'esplosione dei nazionalismi tra le due guerre destabilizza ulteriormente la posizione degli italiani a Parigi, e presto sono costretti a lasciare la città. La festa mobile, nella celebre definizione di Hemingway, è terminata, lo spirito del tempo sembra pronto ad abbandonare Parigi. Rachele Ferrario dipinge un vivace quadro di quegli anni folli e racconta, con rigore e leggerezza, l'affascinante parabola degli Italiens de Paris, protagonisti e testimoni di una delle stagioni più entusiasmanti dell'arte mondiale.
[Fino Mornasco] : a cura del Club finese fotoamatori ; [Asso] : a cura del Club Treni Brianza, [2014]
Gorizia : Leg, [2017]
Presente passato ; 2
Abstract: Le città possiedono una dinamica propria. La geografia, l’economia e la cultura le aiutano a sfidare le forze delle nazionalità e delle religioni. I legami della vita quotidiana possono risultare più potenti dei dettami delle sette e degli Stati. Gli abitanti hanno bisogno gli uni degli altri, altrimenti non vivrebbero nella stessa città. Per molti la città rappresenta la loro identità primaria. Aleppo, in particolare, era una città con un ritmo tutto suo, che sfidava le ca-tegorizzazioni e le generalizzazioni. A metà strada tra il deserto e il mare, le montagne dell’Anatolia e le rive dell’Eufrate, era a un tempo araba e turca, curda e armena; cristiana, musulmana ed ebrea. Città arabofona a maggioranza musulmana, sotto il dominio ottomano Aleppo divenne anche un centro di cultura francese e di missioni cattoliche. Al pari di molti altri luoghi della regione, mescolava Oriente e Occidente, islam e cristianesimo. Fino al 2012 Aleppo si distingueva per il suo carattere pacifico. Per 500 anni, indipendentemente dalla loro origine, i suoi abitanti avevano convissuto in un’armonia relativa. Le ragioni di questa antica armonia e dell’attuale cataclisma sono il soggetto di questo libro». Le pagine di Philip Mansel rendono palpabile il fascino di una città unica al mondo, fondendo in un insieme vivace storia politica e religioni, gastronomia e moda, letteratura ed economia. Dopo una prima parte dedicata alla storia della città, l’autore cede la parola ai viaggiatori degli ultimi secoli, in una panoramica narrativa che è un invito a non dimenticare Aleppo anche in questo tempo difficile e ingiusto, a tenersi pronti per ritrovare il senso della civiltà contro cui si accanisce la barbarie di oggi.
Bisanzio : storia di una civiltà / Francesco Cognasso
Bologna : Odoya, [2017]
Odoya library ; 261
Abstract: Bisanzio. Crocevia del mondo per più di mille anni: tutti i popoli erano attratti dallo splendore dei suoi monumenti, dalle ricchezze dei commerci e delle industrie; su tutti i paesi si irradiava la luce della sua cultura e della sua ricchezza. Spiritualismo orientale e idealismo ellenico si erano uniti per creare attorno a una città una nuova civiltà romana e cristiana! La Nuova Roma di Costantino fu custode imbattibile, per ben undici secoli, dei princìpi del neonato cristianesimo, opponendosi alla violenza barbarica. Quando venne sconfitta dall'invasione turca, lasciò in eredità all'Occidente lo spirito della filosofia platonica, nel Rinascimento italiano ed europeo, e in Oriente la fede per il mondo slavo e russo.
La corona ferrea / Carlo Bertelli
[Milano] : Skira, [2017]
Skira mini saggi
Abstract: Quasi tutte le corone delle case regnanti, o non più regnanti, d'Europa sono esposte nei musei. La corona del regno longobardo, la Corona Ferrea, no. È chiusa in un'edicola di marmo posta sopra l'altare nella cappella del duomo di Monza. A lungo ignorata, la corona fu riesumata da Napoleone, che se la mise in testa con le parole: Dio me l'ha data, guai a chi la tocca!. Per chi fu realizzata la corona? Siamo sicuri che il destinatario fosse un uomo? Perché è stata resa volutamente così piccola? Perché è stata tramandata per secoli come quella dei re dei Longobardi, visto che i re longobardi non portavano corone? La Corona Ferrea appare come un oggetto di oreficeria tardo antica, restaurato e ridimensionato intorno al IX secolo. Perché si è voluto riparare un vecchio gioiello anziché sostituirlo?
Bologna : Odoya, [2017]
Odoya library ; 258
Abstract: Questo libro ricostruisce, non avendo la pretesa di affrontare l'aspetto tecnico e specialistico della materia, quando e come si è realizzata in Italia la Televisione negli anni seguenti l'ultima guerra mondiale: fatti, date e uomini. Poiché non è stato possibile sapere chi fossero tutti coloro che nelle Sedi e nei Centri televisivi lavorarono e si distinsero, l'autrice ricorda almeno alcuni di essi, in base alle informazioni degli archivi pubblici e privati, delle riviste scientifiche e dei giornali dell'epoca, e ai ricordi dei sopravvissuti.
Firenze ; Milano : Giunti, 2007
Abstract: La vera e complicata storia del più famoso album rock di tutti i tempi, concepito nei mesi più caldi della nuova musica giovane e pubblicato all'inizio di quella che sarebbe passata alla storia come la Summer of Love, 1 giugno 1967. Il manifesto di un'epoca più che un semplice disco, il culmine delle speranze e utopie degli anni '60.
Milano ; Udine : Mimesis, c2010
Volti
Abstract: Il testo La struttura del comportamento, completato da Merleau-Ponty nel 1938, ma dato alle stampe solo nel 1942, è il primo contributo originale e di rilievo del pensatore francese alla filosofia del suo tempo. La riflessione che vi inaugura, che troverà nuovi approfondimenti nella Fenomenologia della percezione, prende spunto dalla concezione che le principali scuole di psicologia sperimentale ? soprattutto la Gestaltpsychologie e il behaviorismo ? danno del comportamento umano, per operare poi un tentativo di critica e rielaborazione degli assunti impliciti di tali teorie. Tale indagine si pone dunque al livello dell?esperienza scientifica, e cerca di provare come questa stessa esperienza non sia comprensibile nelle prospettive ontologiche che la scienza adotta in modo spesso ingenuo. Secondo Merleau-Ponty la scienza pensa spontaneamente in funzione di un?ontologia: ma è proprio questa spontaneità non esplicitata che deve essere messa in questione, al fine di comprendere senza pregiudizi il tessuto stesso dell?esperienza umana.
Milano : SE, [2002]
Piccola enciclopedia ; 172
Abstract: In queste intense conversazioni radiofoniche del 1948,l'allora quarantenne Maurice Merleau-Ponty traccia, per un grande pubblico, le linee direttrici di gran parte del suo lavoro successivo: il mondo della percezione, l'arte, la politica, l'animalità, l'uomo, la follia. Con un linguaggio limpido e immediato viene qui tratteggiata l'esigenza indemandabile di un pensiero che ritorni alle cose stesse, a quel mondo accessibile ai sensi che in ogni istante incontriamo. Inizia così a delinearsi un modo di far filosofia che influenzerà profondamente il pensiero contemporaneo. Merleau-Ponty, con lucidità e forza, e al di là di ogni pensiero nostalgico, ci pone di fronte alla necessità di restituire al nostro tempo una verità adeguata e, per questo, ancora e per sempre da scoprire. Poiché, come egli scrive, la verità è che il nostro problema consiste nel fare nel nostro tempo, e attraverso la nostra esperienza, quel che i classici hanno fatto nel loro.
Chieti : Solfanelli, [2013]
Arethusa ; 5
Abstract: L'Elogio della filosofia è il testo della lezione inaugurale che Merleau-Ponty pronunciò il 15 gennaio del 1953 al Collège de France, di fronte a un pubblico di colleghi e uditori non appartenenti al mondo accademico. Esso si configura come uno scritto d'occasione ma è anche una rievocazione dei tratti essenziali della filosofia oltre che una resa dei conti con il pensiero di Bergson. Lo scritto, che rappresenta un classico della fenomenologia, s'inserisce nella linea delle tradizionali esortazioni alla filosofia che, specialmente nell'Antichità, avevano il compito di avvicinare i giovani a questa peculiare forma di conoscenza. Il sapere filosofico trae origine dal non-sapere, sul modello di quell'esperienza socratica che da sempre accompagna e motiva la filosofia. Il filosofo neo-eletto intende collocare nel solco della buona ambiguità socratica la propria attività di insegnamento al Collège, istituzione riconosciuta per aver sempre promosso il libero pensiero e la ricerca multidisciplinare.
Milano : Jaca book, 1998
Jaca book reprintFilosofia
Abstract: Tra noi, ovvero l'esplorazione dei percorsi del senso. Emmanuel Lévinas ritorna su ciò che costituisce il nucleo del suo pensiero: attraverso una serie di testi di rilievo che percorrono gli assi della sua riflessione, il filosofo definisce la natura della relazione etica che unisce ogni uomo al suo prossimo. Morale dell'amore, della sincerità, ma anche meditazione sulla saggezza e la responsabilità, considerazione sul ruolo della filosofia, riesame dei diritti dell'uomo: il lettore è invitato a un'immersione in profondità nella relazione intersoggettiva. C'è però del mistero, dice press'a poco Lévinas, in questo legame del tra-noi, ma ciò non significa che siamo presi in una realtà indecifrabile, né che il tra-noi sia uno spazio che resta per noi ostinatamente opaco. Nel corso delle pagine, il velo si alza. Il rapporto dell'uno all'altro si rivela nella trascendenza del per-l'altro e porta, così, a scoprire il soggetto etico, dunque il tra-noi.
2. Internazionale d'arte contemporanea : : Milano, 22-31 maggio 1987
Firenze : Centro Tornabuoni, [1987?]
Cataloghi del Centro Tornabuoni
[Milano] : [Association internationale pour l'histoire du verre], stampa 2017 (Cremona : Fantigrafica)
I socialisti e il sindacato, 1943-1984 / / a cura di Enzo Bartocci e Claudio Torneo
Roma : Viella, 2017
Quaderni della Fondazione Giacomo BrodoliniLe culture del Socialismo italiano ; 6
Abstract: Questo volume affronta, tra storia e memoria, un tema poco trattato: i rapporti tra i socialisti e il sindacato nel secondo dopoguerra, identificandoli secondo due linee teoriche, «culture sindacali di famiglia» e «culture contigue». Le prime, di cui furono interpreti i socialisti del PSI, furono rappresentate dal revisionismo sindacale di Fernando Santi e Riccardo Lombardi, dalla sinistra unitaria che ebbe in Morandi la sua massima espressione e dalla sinistra operaista di Raniero Panzieri. Parte della famiglia socialista è anche la corrente socialdemocratica della UIL, i cui esponenti confluiscono nel 1966 nel Partito socialista unificato (PSU): è questa la corrente alla quale Giorgio Benvenuto seppe dare identità sindacale e dignità culturale. Le culture contigue alla famiglia socialista, qui identificate e studiate nelle loro diverse declinazioni, vanno dalla FIM-CISL di Pierre Carniti alle ACLI di Livio Labor.
Città di Castello : S. Lapi, 1898
Bologna : Zanichelli, 1981
Lavorare su... ; 2
I cento edifici della Banca d'Italia. Volume primo / / [Arnaldo Venditti]
Ed. f.c.
[Roma] : Banca d'Italia, stampa 1970
I cento edifici della Banca d'Italia. Volume secondo / / [Massimo Nunziata]
Ed. f.c.
[Roma] : Banca d'Italia, stampa 1970
I cento edifici della Banca d'Italia. Volume terzo / / [Massimo Nunziata e Gerardo Mazziotti]
Ed. f.c.
[Roma] : Banca d'Italia, stampa 1970