Trovati 1361 documenti.
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Lirici greci / tradotti da Salvatore Quasimodo ; introduzione di Giuseppe Conte
Mondadori, 2018
Abstract: Un vertice di limpida bellezza atemporale: in estrema sintesi è questo il prodigio poetico di un'opera che va oltre il mutare degli orientamenti estetici e che è stata capace di stupire ed emozionare generazioni di lettori come raramente accade, o come accade solo ai veri classici. La celebre versione dei "Lirici greci" di Salvatore Quasimodo è un duplice capolavoro, per la mirabile essenzialità poetica dei testi originali e per le virtù di chi ha saputo trasformare quei versi antichi in insuperabili esempi di purezza lirica, insieme trasparente e profondissima, nella nostra lingua. Lo stesso Quasimodo, nella piena consapevolezza di un'operazione tanto ardua quanto affascinante, ci dice: «Le parole dei cantori che abitarono le isole di fronte alla mia terra ritornarono lentamente nella mia voce, come contenuti eterni». Ma un esito insieme così pieno e sapientemente leggero nella sua alta efficacia poteva solo scaturire dal talento naturale di un autore sensibilissimo, come Quasimodo, alla più chiara musica della parola e del verso, passando dal «desiderio d'amore» o dai «celesti patimenti» di Saffo al raffinato edonismo bacchico di Anacreonte, nel quadro elegantissimo di una varietà lirica impareggiabile.
La donazione di Costantino / a cura di Roberto Cessi ; traduzione di Roberta Sevieri
Milano : La Vita felice, 2010
Abstract: Il volume riporta integralmente il documento che pretende di riprodurre un editto emesso dall'imperatore romano Costantino I e risalente al 324. Con esso, l'imperatore concederebbe al papa Silvestro I e ai suoi successori il primato sui cinque patriarcati (Roma, Costantinopoli, Alessandria d'Egitto, Antiochia e Gerusalemme) e attribuirebbe ai pontefici le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma, l'Italia e l'intero Impero Romano d'Occidente. Dopo l'edizione Valla, la Donazione di Costantino, il falso storico più famoso al mondo, viene integralmente tradotta e nuovamente interpretata. In appendice il testo greco.
Teeteto / Platone ; a cura di Franco Trabattoni ; traduzione di Andrea Capra
Einaudi, 2018
Libri 1-4 / Erodoto ; a cura di Luigi Annibaletto ; con un saggio introduttivo di Kenneth H. Waters
Milano : A. Mondadori, 2007
I grandi classici collezione greci e latini
Libri 5-9 / Erodoto ; a cura di Luigi Annibaletto
Milano : A. Mondadori, 2007
I grandi classici collezione greci e latini
Milano : A. Mondadori, 2007
I classici collezione greci e latini
Milano : A. Mondadori, 2007
I classici collezione greci e latini
2017
Fa parte di: Strabo. Géographie / Strabon ; introduction par Germaine Aujac et François Lasserre
Il Simposio / Platone ; a cura di Danilo Bacceni
Messina ; Firenze : G. D'Anna, stampa 1989
Classici latini e greci commentati per le scuole
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Il Corpus dionisiano, sintesi del neoplatonismo greco e del pensiero cristiano, è costituito da una serie di scritti: la Gerarchia celeste, la Gerarchia ecclesiastica, i Nomi divini, la Teologia mistica e Lettere. Questi scritti per certi aspetti stanno alla base della teologia medioevale di lingua latina nelle sue più svariate forme (dalla dottrina degli angeli all'ecclesiologia), in quanto furono attribuiti anacronisticamente a quel Dionigi, personaggio ateniese, convertito da San Paolo dopo il discorso all'Areopago narrato negli Atti degli Apostoli. In realtà in questi scritti è chiaramente presente un linguaggio neoplatonico molto vicino a quello di Proclo e di Damascio, il che lascia pensare a una datazione intorno alla metà del VI secolo. Furono commentati da Massimo il Confessore e da Giovanni Scoto Eriugena, e si possono considerare il punto di partenza di tutta la teologia negativa e fonte di ispirazione del misticismo cristiano medievale e moderno, da Meister Eckhart fino a Edith Stein. Dopo la scoperta in età moderna della loro inautenticità, ci si è resi conto della preminenza del pensiero neoplatonico su quello cristiano. Cristo, pur spesso citato, non trova spazio adeguato nell'impianto metafisico-teologico, in modo sorprendente. Resta un mistero se l'Autore fosse un credente che cercasse di assorbire nel pensiero cristiano il pensiero tardo-antico pagano, o se fosse un dotto filosofo che cercasse invece di assorbire nel pensiero pagano il pensiero cristiano.
[Milano] : Bompiani, 2008
Abstract: Le opere dei più significativi autori riconducibili allo Stoicismo romano minore sono qui raccolti in un unico volume complessivo, arricchito da un indispensabile apparato di saggi, traduzioni e commentari, comprensivi di bibliografia, concetti chiave, testimoniante. Autori e poeti che spesso sono stati oggetto di attenzione soltanto letteraria, nelle cui opere è però possibile rintracciare - come la curatrice Ilaria Ramelli dimostra negli approfonditi testi introduttivi - elementi filosofici di chiara derivazione stoica. La lettura critica dei loro testi alla luce del pensiero neostoico ne arricchisce così in maniera sostanziale il quadro interpretativo, e contribuisce a riguadagnare alla storia della filosofia antica un settore spesso trascurato ma di fondamentale importanza. Il pensiero di questi autori, di età per lo più neroniana e domizianea, si concentra soprattutto sull'etica, dove è cruciale il problema del saggio di fronte alle avversità della sorte, e sulla teologia, con la riflessione sul culto spirituale e il corretto rapporto con il divino. Disposti in ordine cronologico, gli autori analizzati e presentati sono: Manilio, Musonio, Anneo Cornuto, Cheremone, Persio, Trasea, Lucano e Giovenale. In appendice è studiata, pure con un ampio saggio, la lettera di Mara Bar Serapion al figlio. Pervenuta in siriaco, è pressoché sconosciuta, ma, come Ramelli dimostra nel relativo saggio, dove ne sostiene anche una datazione alta, è di estremo interesse filosofico.
[Milano] : Bompiani, 2003
Abstract: Palamas (1296-1369) è l'esponente più significativo della dottrina e della mistica ortodossa. Ha tematizzato in maniera paradigmatica il cosiddetto Esicasmo, ossia la preghiera del silenzio e l'amore della quiete. Questo silenzio metafisico rende l'uomo capace di comprendere le cose - anche le più umili - nel loro significato e nella loro grandezza. In questo silenzio metafisico risplende sull'uomo quella luce divina che lo libera dalla bassezza della vita terrena e lo innalza verso l'assoluto.
Etica Eudemia / Aristotele ; introduzione, traduzione e note di Marcello Zanatta
[Milano] : BUR, 2012
Abstract: Nell'Etica endemia il pensiero morale di Aristotele raggiunge la tensione speculativa più alta e la piena maturità. Posteriore all'Etica nicomachea, questo trattato ne riformula le dottrine in una esposizione sintetica e al tempo stesso concettualmente e formalmente più rigorosa. Vi si trova, in particolare, una più solida analisi del rapporto fra la virtù etica e la contemplazione di dio, che porta Aristotele a delineare un profilo dell'uomo di straordinaria ricchezza. La paternità aristotelica dell'opera, a lungo dibattuta, è oggi riconosciuta dalla grande maggioranza degli studiosi e può considerarsi assodata. La presente edizione, condotta sul testo critico di Susemihl, è arricchita da una monografia introduttiva e da un ampio apparato di note filologiche e storiche.
Anabasi / Senofonte ; introduzione e note di Pierluciano Guardigli ; traduzione di Lela Mazzone
Milano : Pierrel, c1969
Scriptorum classicorum. Bibliotheca Oxoniensis
Anabasi / Senofonte ; introduzione e note di Pierluciano Guardigli ; traduzione di Lela Mazzone
Milano : Pierrel, c1969
Scriptorum classicorum. Bibliotheca Oxoniensis
Anabasi / Senofonte ; introduzione e note di Pierluciano Guardigli ; traduzione di Lela Mazzone
Milano : Pierrel, c1969
Scriptorum classicorum. Bibliotheca Oxoniensis
Milano : Bompiani, 2011
Abstract: Prima traduzione italiana di tutte le opere in cui Porfirio, filosofo neoplatonico allievo di Plotino, si cimentò nell'edificazione di una filosofia religiosa pagana alternativa al Cristianesimo, con l'esplicito intento di conferire una valenza mistica agli antichi responsi oracolari e alle pratiche magico-astrologiche, e di dare una valenza simbolica alle statue degli dèi; nella Filosofia degli oracoli troviamo la prima interpretazione allegorica degli Oracoli caldaici presentati come una rivelazione divina tipica dello zoroastrismo ellenizzato; nel trattato Sul ritorno dell'anima troviamo la spiegazione di come la teurgia, una versione pagana della grazia, possa agire sulla parte irrazionale dell'anima per purificarla e prepararla all'unione con il divino; nel trattato Sulle immagini degli dèi troviamo una simbologia filosofica applicata alle statue delle divinità greche, che in tal modo da idoli possono diventare autentiche icone; nella Lettera ad Anebo troviamo l'esposizione della precisa valenza della magia e della teurgia, in contrapposizione al suo allievo Giamblico. Se la teurgia serve solo per la parte inferiore dell'anima, e la teologia per la parte intellettuale, il punto di arrivo finale per Porfirio è la teosofia, la piena e compiuta sapienza divina che riempie di sé l'anima ormai purificata e pronta alla henosis con il Principio.
1: Scholia ad libros [alfa-beta]
2007
Fa parte di: Scholia Graeca in Odysseam / edidit Filippomaria Pontani
[Milano : Bompiani], 2011
Abstract: La Fisica di Aristotele è un'opera cosiddetta acroamatica vale a dire è una raccolta di appunti preparatori alle lezioni dello Stagirita che originariamente non costituivano uno scritto unitario ma una serie di saggi su argomenti specitici. Questi furono raccolti in un unico trattato secondo l'ordine tematico da Andronico di Rodi nel I sec. a.C. nella forma in cui oggi l'abbiamo. Da ciò dipende lo stile e il lessico asciutti spesso molto sintetici ed ellittici. La Fisica vuol essere lo studio della natura vista nel suo aspetto peculiare che è il movimento: per la precisione Aristotele intende come enti naturali (e quindi fisici) quelli che hanno in sé la causa del loro mutamento, distinguendoli dai prodotti dell'arte che non hanno tale carattere. In ogni modo lo studio di questi aspetti è condotto a livello filosofico e cioè in un senso universale e ontologico. Per tale motivo Aristotele non può esimersi dall'affrontare molti temi correlati al movimento di grande importanza, come l'infinito, il luogo, il tempo, il continuo e, da ultimo il rapporto, motore-mosso. Sarà proprio questo aspetto a proiettare gli esiti della Fisica nella Metafisica, attraverso la nozione di Motore immobile. La fortuna di quest'opera fu immensa perché determinò la percezione dell'universo per secoli (per tutto il Medioevo).