Trovati 3107 documenti.
Trovati 3107 documenti.
De Bononiensi Scientiarum et Artium Instituto atque Academia commentarii. [1]
Bononiae : ex typographia Laelii a Vulpe, apud Metropolitanam, 1731
[Vol. 1]: Amphitruo ; Asinaria ; Aulularia ; Bacchides
1992
Fa parte di: Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>. Tutte le commedie / Tito Maccio Plauto ; a cura di Ettore Paratore
[Vol. 2]: Captivi ; Casina ; Cistellaria ; Curculio ; Epidicus
1992
Fa parte di: Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>. Tutte le commedie / Tito Maccio Plauto ; a cura di Ettore Paratore
Abstract: Casina è una trovatella allevata da Cleostrata, di cui il marito e il figlio si contendono i favori. I due vorrebbero che Casina sposasse uomini di loro fiducia per poter poi approfittare in santa pace delle sue grazie. Cleostrata pone la questione in sorteggio e il marito è il favorito dalla sorte. La donna però fa in modo che il marito e l'intendente, da lui proposto come sposo della ragazza, prendano un sacco di legnate. Casina finisce con lo sposare il giovane che lei amava, dopo essersi scoperta libera e non schiava.
[Vol. 3]: Menaechmi ; Mercator ; Miles gloriosus ; Mostellaria
1992
Fa parte di: Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>. Tutte le commedie / Tito Maccio Plauto ; a cura di Ettore Paratore
Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.
Romae : ex officina typographica Francisci Gonzagae in via lata, 1714
Poesie / Catullo ; traduzione di Salvatore Quasimodo ; introduzione di Gilberto Finzi
Oscar Mondadori, 2007
P. Virgilii Maronis Opera. Tomus I [-II]
Parmae : ex Regio Typographeo, 1795
P. Virgilii Maronis Opera. Tomus I [-II]. II
Milano : Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2024
Fa parte di: Horatius Flaccus, Quintus. Odi / Orazio
Abstract: Orazio è il più grande dei poeti lirici che la letteratura latina abbia prodotto, l'unico che si possa paragonare a Pindaro tra i greci, come egli stesso fa più d'una volta, naturalmente sminuendosi davanti al «cigno tebano». «Un lirico greco senza musica», è stato detto di lui: ma quella musica, interiorizzata, romanizzata e portata sui colli della Sabina, la senti risuonare sin dai primi versi della prima ode, Maecenas, atauis edite regibus, / o et praesidium et dulce decus meum, «Mecenate, che fosti generato da famiglia di re / e sei per me difesa e dolce titolo di gloria», e soprattutto negli ultimi, che proclamano: «Io, per l'edera che è premio alla fronte dei sapienti, / son vicino agli dèi; un fresco bosco, danze leggere / di Ninfe e Satiri mi tengono lontano dalla folla, / se Euterpe non impedisce al flauto di suonare, / se non rifugge Polimnia di trarre accordi dalla lira di Lesbo. / E se tra i lirici vati tu vorrai annoverarmi, / mi sembrerà di toccare il cielo con il capo». Aveva ragione Emilio Pianezzola, iniziatore di questa edizione e squisito traduttore delle Odi, a concludere la sua splendida Introduzione con le parole di Nietzsche nel Crepuscolo degli idoli: «Non ho mai provato [...] in nessun poeta, lo stesso rapimento artistico che mi dette, fin da principio, un'ode di Orazio. [...] Questo mosaico di parole in cui ogni parola come risonanza, come posizione, come concetto fa erompere la sua forza a destra, a sinistra e sulla totalità, questo minimum nell'estensione e nel numero dei segni, questo maximum, in tal modo realizzato, nell'energia dei segni - tutto ciò è romano e, se mi si vuol credere, nobile par excellence». Orazio, che fa poesia «autobiografica», che confessa le sue aspirazioni e le sue delusioni, dichiara di non esser stato colpito da Argo, Micene, Delfi o Atene, quanto «dalla dimora di Albùnea risonante, / dalle cascate dell'Aniene, dal bosco di Tiburno, / dai frutteti umidi per l'acqua viva dei ruscelli»: inventa un nuovo paesaggio della lirica, che vivrà per due millenni con la sua voce particolare, il suo tono apparentemente dimesso ma in realtà squisitamente delicato. I due volumi che la Fondazione Valla dedica alle Odi di Orazio sono il frutto del lavoro che una squadra padovana guidata prima da Emilio Pianezzola, poi da Gianluigi Baldo, ha compiuto nel corso degli anni: si avvale di un testo critico e di una Nota metrica approntati da Lorenzo Nosarti, e di un commento approfondito e capillare dovuto a Gianluigi Baldo stesso e Antonella Duso.
L'oratore / Marco Tullio Cicerone ; a cura di Giannicola Barone
Milano : A. Mondadori, 1998
L'asino d'oro / Apuleio ; traduzione di Massimo Bontempelli ; con uno scritto di Vincenzo Ciaffi
2. ed
Torino : Einaudi, copyr. 1973
C. Plinius Secundus / curante Francisco Semi
Pisa : in aedibus Giardini, 1977-1979
Venezia : per G. Battaggia tip. ed., 1825-1827
Einaudi, 2023
Abstract: La consolazione di Filosofia è il principale testo di giuntura fra il mondo antico e la cultura medievale. Boezio fa un'originale sintesi di Platone, Aristotele, dello stoicismo, di Cicerone, della grande letteratura greco-romana, ma anche della Bibbia, di Agostino, della teologia cristiana. Scrive agli arresti, in attesa che Teodorico dia l'ordine di giustiziarlo e per questa sorta di testamento, personale e di un'intera cultura, inventa una forma letteraria nuova, parte in prosa parte in poesia, che suggestionerà anche Dante qualche secolo dopo. Nella sua apparizione, Filosofia si presenta a Boezio come una donna a metà fra l'umano e il divino. Afferma che i malvagi sono in realtà più deboli dei virtuosi, e che chi sta dalla parte della virtù, della misura e della cultura non ha niente da temere. Non smettere di pensare, non lasciarsi andare alla disperazione, sentire la forza interiore del pensiero: questa la formula per continuare a vivere di fronte alla sofferenza e alla morte. Una formula che veniva da lontano e che è andata lontano costituendo una delle armature morali dell'uomo medievale e moderno.
Martiri di Roma / a cura di Michael Lapidge ; traduzioni di Paolo Chiesa e Adele Simonetti
Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2024-
Abstract: I martiri di cui si parla in questo volume, da San Sebastiano a Santa Cecilia, da San Felicita fino a San Clemente, oltre a rappresentare un memorandum per i nomi delle sontuose rovine a cui rinviano – dai cimitero di Priscilla alle catacombe di Callisto, sulla Via Appia, passando per Santa Cecilia a Trastevere fino a quello che è, forse, il colle più struggente di Roma, il Palatino – sono tra i più celebri della tradizione cristiana. Le passioni raccontano, di norma, prima le vite, e poi, in modo particolareggiato, le sofferenze a cui i martiri furono costretti, sempre accompagnate da sbalorditivi avvenimenti. Nella passione di Clemente, ad esempio, il santo viene lasciato annegare con un’ancora legata al collo, e il mare, «prodigiosamente si ritirò di tre miglia, il che permise ai cristiani di trovare il suo corpo e di collocarlo in un sarcofago; il mare continuò a ritirarsi ogni anno nel giorno della festa del santo, e così la comunità cristiana poté continuare a praticare il suo culto». Cecilia, invece, viene rinchiusa in un bagno pieno di vapore, non suda e non è affaticata, e riesce anche a sfuggire alla decapitazione e a sopravvivere per tre giorni, mentre il popolo asciuga il suo sangue con pezze di tela. Perché in fin dei conti, che le passioni dei martiri siano opere di fantasia, non è così importante. Sono più importanti quelle fulgide, scintillanti immagini della sconfitta della morte, che grazie ai martiri si trasforma in vita: come «i prati divini che si colorano del colore delle rose per il mistero del fiammeggiante sangue di Cristo».
Martiri di Roma / a cura di Michael Lapidge ; traduzioni di Paolo Chiesa e Adele Simonetti. Vol. 1
2024
Fa parte di: Martiri di Roma / a cura di Michael Lapidge ; traduzioni di Paolo Chiesa e Adele Simonetti
Perspective / Jan Vredeman de Vries ; with a new introduction by Adolf K. Placzek
New York : Dover, 1968
Romae : sumptibus Fausti Amidei bibliopolae typis Joannis Generosi Salomoni, 1751