Trovati 3118 documenti.
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Correspondance. Tome 3. / / Cicéron ; texte établi et traduit par L.-A. Constans
4. éd. revue et corrigée
Paris : Les belles lettres, 1950
Collection des universités de France
1. ed
Venezia : Marsilio, 1994
2Letteratura universale Marsilio. Il convivio
Correspondance. Tome 4. / / Cicéron ; texte établi et traduit par L.-A. Constans et Jean Bayet
Paris : Les belles lettres, 1950
Collection des universités de France
Correspondance. Tome 5. / / Cicéron ; texte établi et traduit par Jean Bayet
Paris : Les belles lettres, 1967
Collection des universités de France
Aratea ; Fragments poétiques / / Cicéron ; texte établi et traduit par Jean Soubiran
Paris : Les belles lettres, 1972
Collection des universités de France
Carocci, 2015.
Abstract: Il "De anatome, morsu et effectibus tarantulae (L'anatomia, il morso e gli effetti della tarantola"; Roma 1696; Ginevra 1698) di Giorgio Baglivi ha avuto un'enorme fortuna editoriale ed è stato oggetto di numerosi studi. Baglivi si interroga sull'anatomia della tarantola, sul suo habitat, sulla natura del suo veleno e sugli effetti che esso produce sul corpo umano e animale. L'analisi di questi elementi diventa l'occasione per tessere le lodi della regione in cui più si registrano casi di morso della tarantola, la Puglia, e per elencare i benefici della più efficace delle terapie: la musica. Tra descrizioni di paesaggi e racconti di esperienze, che vanno dalla sperimentazione in laboratorio alla presentazione di casi clinici, si dimostra che l'unico antidoto contro il veleno del ragno è l'esecuzione di tarantelle, che permettono al paziente di danzare e quindi espellere la malattia attraverso il movimento e il sudore. Dopo aver compiuto gli studi di medicina a Napoli e Salerno, Giorgio Baglivi (Ragusa, Dalmazia 1668 - Roma 1707) si perfezionò, tra l'altro, a Bologna con Marcello Malpighi. Medico dei papi Innocenzo XII e Clemente XI, Baglivi divenne professore di chirurgia e anatomia alla Sapienza di Roma, poi, fino alla morte, professore di medicina teorica nella stessa università. Fu membro della Royal Society di Londra. Tra le sue opere, si ricordano il "De praxi medica" e il "De fibra motrice".
Edipo / / Lucio Anneo Seneca ; introduzione, traduzione e note di Guido Paduano
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1996)
I grandi classici latini e greci
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1995)
I grandi classici latini e greci
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1997)
I grandi classici latini e greci
La suocera / Publio Terenzio Afro ; introduzione, traduzione e note di Marina Cavalli
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1997)
I grandi classici latini e greci
Abstract: Publio Terenzio Afro, un liberto di origine africana, nacque a Cartagine intorno al 185 a.C. e fu portato a Roma come schiavo dal senatore Terenzio Lucano, che successivamente lo affrancò. Partecipò al clima di rinnovamento culturale promosso dal cosiddetto circolo degli Scipioni che diffondeva a Roma la cultura greca e favoriva un vivace dibattito che molto contribuì al processo di crescita della cultura e della società romana. Terenzio, pertanto, imprime ai personaggi delle sue fabulae (La donna di Andros, II punitore di se stesso, L'eunuco, La suocera, Formione, I fratelli) un carattere decisamente nuovo, in linea con gli ideali di humanitas auspicati per la società del futuro, e scava nelle loro emotività, mettendo in luce le risorse interiori e le debolezze, nel rispetto della persona e della dignità dell'individuo.
Apologia mulierum = In difesa delle donne / Pompeo Colonna ; a cura di Franco Minonzio
[S.l.] : Polysthor ; [Como] : New Press, c2015
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1996)
I grandi classici latini e greci
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1996)
I grandi classici latini e greci
[Milano] : Fabbri, c1994 (stampa 1997)
I grandi classici latini e greci
Abstract: Composto probabilmente tra il 98 e il 100 d.C, il Dialogo sull'oratoria, discussione in forma dialogica sul problema del declino dell'eloquenza e delle sue cause, è un'opera assai originale nel complesso della produzione di Tacito, sia per il contenuto non storiografico sia per lo stile, che preferisce una ciceroniana eleganza alla concisione tesa e asimmetrica, che è la cifra caratteristica della scrittura tacitiana. Per questo, in passato, sono stati avanzati dubbi sulla sua paternità, oggi in gran parte fugati dalla filologia. Tacito raccoglie qui le fila di un dibattito durato un secolo, quello sulla crisi dell'oratoria pubblica, strettamente legato a quello della libertà politica, portando una nota di riflessione profondamente personale. E proprio in questa istanza autobiografica sembra risiedere il significato di quest'opera, così problematica e enigmatica, ma proprio per questo a tutt'oggi ricca di fascino.
Monarchia / Dante Alighieri ; edizione commentata a cura di Diego Quaglioni
Mondadori, 2015
Milano : Garzanti, 1991
I grandi libri Garzanti ; 449
Il poema della natura / Lucrezio ; a cura di Mario Villa
Roma : Sormani, stampa 1981
Collana Avia Pervia di testi latini ; 75
Aratea e Prognostica / / Cicerone ; introduzione, traduzione e note di Daniele Pellacani
Pisa : ETS, 2015
Il mito ; 7
Abstract: Nell'antichità, e fino all'età rinascimentale, i Fenomeni di Arato di Soli hanno conosciuto un successo davvero sorprendente; una fama a cui hanno certamente contribuito anche le sue numerose versioni latine, a partire dalla più antica, quella di Cicerone, la cui traduzione italiana viene proposta in queste pagine. Il più grande oratore di Roma, poco più che ragazzo, tradusse la sezione astronomica del poema di Arato con una certa originalità, trasformando la descrizione delle singole costellazioni in una serie di vividi quadri in movimento. A distanza di quasi un trentennio, quando era all'apice della propria carriera politica e forense, Cicerone tornò ad Arato, e tradusse anche la seconda parte del poema greco, dedicata ai segni che consentono di prevedere il tempo atmosferico. Nonostante la loro natura frammentaria, questi due poemi costituiscono una preziosa testimonianza per la storia della poesia didascalica latina, e assieme offrono un concreto 'saggio di traduzione' per un autore che alla traduzione ha dedicato fondamentali riflessioni teoriche.
L'Ora d'oro, 2013
Abstract: L'umanista glaronese Egidio o Aegidius Tschudi (1505-1572) è considerato il "padre della storia svizzera". La sua opera sulla Rezia - un territorio più vasto rispetto all'odierno Cantone dei Grigioni - è il frutto di approfonditi studi sugli autori classici e dell'osservazione diretta di luoghi e popoli durante numerosi viaggi nell'intero arco alpino. Tschudi non si limita a narrare le vicende storiche della Rezia, dal VI secolo a.C. al XVI secolo, dalla mitica migrazione etrusca alla Raetia provincia romana, e poi dalla Rezia Curiense al Libero Stato delle Tre Leghe: raccoglie con ammirevole caparbietà tutte le nozioni che ritiene importanti per descriverla, a cominciare da una dettagliata esposizione geografica e linguistica. L'Urallt warhafftig Alpisch Rhetia (1538) venne immediatamente tradotta dal tedesco al latino da Sebastian Münster, con il titolo De prisca ac vera Alpina Rhaetia. Solo ora, quasi 500 anni dopo, vede la luce anche in lingua italiana. Il volume - nato all'interno di un progetto biennale dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Piazzi-Lena Perpenti" di Sondrio e realizzato con "L'ora d'oro" di Poschiavo - presenta il testo latino in riproduzione anastatica e la traduzione italiana in edizione critica a cura di Maria Rosa Zizzi e Andrea Paganini. Comprende inoltre una riproduzione della carta della Svizzera disegnata dallo stesso Tschudi, la Nova Rhaetiae atque totius Helvetiae descriptio.
De l' invention / Cicéron ; texte établi et traduit par G. Achard
Paris : Les belles lettres, 1994
2Collection des universités de France ; ISSN 0184-7155