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La realtà in gioco
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McGonigal, Jane

La realtà in gioco

Apogeo_University, 29/11/2011

Abstract: Dove si trova, nel mondo reale, quella sensazione di essere davvero vivi, concentrati e impegnati, che si prova invece quando si gioca? Dove stanno il senso di forza, di tensione eroica verso un obiettivo, di comunità?C'è qualcosa che non va nella realtà. Contrariamente agli ambienti virtuali progettati con cura, il mondo reale non ci motiva con altrettanta efficacia, non offre vere sfide, non è stato ideato per massimizzare il nostro potenziale o per renderci felici.Che cosa succederebbe se usassimo tutto quello che sappiamo sulla progettazione di giochi per sistemare quello che non va nella realtà? Se cominciassimo a vivere le nostre vite reali da giocatori, conducessimo le nostre attività economiche e le nostre comunità come progettisti di giochi e pensassimo alla risoluzione dei problemi reali come teorici dei videogame?Proposta sconcertante, forse, ma anche molto stimolante: l'autrice, tra i maggiori esperti mondiali di game design, argomenta e discute a fondo questa idea, fornendo al contempo una brillante introduzione allo studio teorico dei giochi: come funzionano, perché ci attirano così tanto e che cosa possono fare per noi nelle nostre vite reali.

Troppa scelta
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Lugli, Gianpiero

Troppa scelta

Apogeo_University, 25/07/2013

Abstract: Scaffali colmi di prodotti, innumerevoli modelli di automobili, un'offerta televisiva vastissima e, su Internet, musica, viaggi, film, giochi, servizi di ogni genere: tutto questo ci pone di fronte alla difficoltà di gestire l'eccesso di scelta (choice overload) quando dobbiamo decidere che cosa acquistare. La nostra mente cognitiva non riesce infatti a valutare le diverse alternative di acquisto, quando diventano troppo numerose. L'esperienza di acquisto diventa dunque sempre meno gratificante perché l'espansione della scelta provoca confusione, incertezza e ansia: al timore di sbagliare dovuto alla crescita della nostra responsabilità, si accompagna il rammarico che proviamo dopo l'acquisto, quando non siamo certi di aver fatto la scelta corretta.Il testo analizza le implicazioni economiche, psicologiche e relazionali dell'eccesso di varietà e presenta, inoltre, alcune soluzioni per facilitare il processo di acquisto. Respingendo l'orientamento dominante che intende risolvere il problema dell'eccesso di scelta con la razionalizzazione dell'assortimento e la riduzione delle alternative di acquisto, l'autore propone di attuare soluzioni tecnologiche e manageriali che intervengono sulla rappresentazione della scelta trasformando così il ruolo dei distributori in "architetti della scelta".

Tempo perso
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Arpaia, Bruno

Tempo perso

Guanda, 04/12/2014

Abstract: È lunga la storia che il vecchio Laureano Mahojo ha da raccontare, e a chi desidera da lui un semplice resoconto degli ultimi giorni di Walter Benjamin, l'ottantenne spagnolo che ne è stato testimone oppone il fiume impetuoso dei suoi ricordi: dagli scioperi dei minatori delle Asturie, al tentativo di rivolta operaia che animò Gijón e Oviedo due anni prima della Guerra civile spagnola, fino al fatidico incontro con il filosofo tedesco nel '40. Con la voce potente ed emozionante del vecchio rivoluzionario, Bruno Arpaia presenta l'antefatto necessario all'Angelo della storia e rievoca il destino di uomini e donne che hanno condiviso drammi e ideali di una pagina cruciale della storia europea novecentesca.

Meglio zitella che mal maritata. Le donne nei proverbi di tutto il mondo
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Schipper, Mineke - Berna, Laura

Meglio zitella che mal maritata. Le donne nei proverbi di tutto il mondo

Ponte alle Grazie, 04/12/2014

Abstract: Struggenti, maligni, teneri, cinici: i "proverbi sulle donne" raccolti in questo volume possono essere definiti in molti modi, anche opposti tra loro, ma in nessun caso se ne esaurirà il senso, cioè la capacità di parlarci. Perché è proprio questo che fanno, arrivano dal fondo dei secoli e ci parlano. A volte solo per constatare quanto i rapporti fra uomo e donna siano cambiati, a volte invece per farci capire quanto siano rimasti immutati. Mineke Schipper, autrice e studiosa di fama internazionale, li ha raccolti nel corso di una vita in giro per il mondo, ed è stata la prima a stupirsi davanti alle somiglianze di proverbi provenienti da luoghi lontanissimi e non comunicanti tra loro. La ripetizione di certe immagini e di certi concetti scalfisce l'abitudine consolidata a considerare le altre culture come differenti da noi, ma soprattutto, in un'epoca di politicamente corretto, ci mostra la vivacità, l'assoluta disinvoltura, la capacità di andare direttamente al cuore delle cose del sapere popolare di tutte le latitudini. In fondo, "tutto il mondo è paese", no?

Senza parole
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St. Aubyn, Edward - Briasco, Luca

Senza parole

Neri Pozza, 04/12/2014

Abstract: Sono i giorni dell'Elysian Prize a Londra, e l'intera società letteraria del Commonwealth è in fermento. Benché sia confinato al mucchio di ceneri imperiali di un'istituzione cara forse soltanto alla Regina, il Premio è uno dei riconoscimenti più ambiti negli illustri salotti letterari londinesi, in quelli altrettanto nobili di Edimburgo, e tra i notabili di Nuova Delhi.Sponsorizzato dalla Elysian, un'industria agricola che annovera tra i suoi prodotti alcuni degli erbicidi e dei pesticidi piú devastanti sulla faccia della terra, il Premio ha nel suo consiglio d'amministrazione Sir David Hampshire, ex segretario generale del Ministero degli esteri durante la Guerra Fredda, un vecchio mandarino che, da buon relitto di quell'epoca gloriosa, ha fatto man bassa delle cariche riservate alla gente del suo rango. Incaricato di selezionare la giuria, Hampshire ha chiamato a presiederla Malcolm Craig, parlamentare d'opposizione con una fugace esposizione al pallido sole caledoniano nelle vesti di sottosegretario di Stato per la Scozia, vesti di cui si è dovuto spogliare in gran fretta dopo un maldestro discorso sull'indipendenza della Scozia contrario alla linea del suo partito. Nell'ingrato compito di scegliere i romanzi in concorso, Craig deve vedersela con una giuria composta da Jo Cross, star del giornalismo la cui passione è stabilire la "rilevanza" delle opere presso i suoi lettori; da Vanessa Shaw, accademica di Oxbridge cui interessa soltanto la "qualità della scrittura"; da Penny Feathers, vecchia amichetta di Hampshire al ministero degli Esteri, "un'autrice di chiara fama" di cui si ignorano le pubblicazioni; e da Tobias Benedict, figlioccio di Hampshire, "lettore fanatico fin da quando era bambino", che, non palesandosi quasi mai alle riunioni, spedisce lunghi biglietti di scuse in cui afferma di essere presente "in spirito, anche se non in carne e ossa".Tra gli autori meritevoli dell'attenzione della giuria figurano Sam Black, giovane scrittore di un'opera carica di impeccabile dolore e di riconoscibile matrice autobiografica; Katherine Burns, avvenente autrice che ha infranto il cuore di Black e che, come una salonniere dei bei tempi andati, passa da una relazione all'altra con uomini di almeno vent'anni piú di lei; Hugh Macdonald, con il suo brutale resoconto della vita in un quartiere popolare di Glasgow dove batte il cuore oscuro del Welfare State; Sonny, seicentocinquantatreesimo maharajah di Badanpur, autore del magnum opus L'elefante di Mulberry, accompagnato dalla Zietta, autrice a sua volta di Ricette di Palazzo, pubblicato da una casa editrice indiana con un solo altro titolo in catalogo; e numerosi altri. L'Elysian Prize, però, riserva sempre, come ben sanno negli illustri salotti letterari londinesi, graziose e imprevedibili sorprese.Opera in cui l'autore dei Melrose conferma il suo straordinario talento, Senza parole è una delle più divertenti incursioni che sia dato leggere nel "deserto del Reale" che caratterizza la società letteraria odierna.Il nuovo romanzo dell'autore dei Melrose"Un'opera intelligente ed estremamente divertente".The Times"Un grande numero di personaggi descritti con forza... una trama brillante... e, alla fine, un tocco di ottimismo. Leggete questo libro se siete in un brutto momento: vi curerà". Sunday Express"Quando viviseziona la società Edward St. Aubyn è grandioso".Michael ChabonLa stampa italiana sui Melrose:"Una scrittura perfetta e impassibile, che entra come un oggetto esterno nell'animo umano, come una sonda o un sottomarino negli abissi".Caterina Bonvicini, il Fatto Quotidiano"Edward St Aubyn è l'autore di uno dei libri piú letterari e piú crudi destinati ad apparire nelle librerie italiane".Livia Manera, Corriere della Sera

La principessa di Clèves
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Lafayette, Marie-Madeleine de - Mattazzi, Isabella - Zabini, Alessandro

La principessa di Clèves

Neri Pozza, 04/12/2014

Abstract: Un giorno, alla corte di Enrico II e Caterina de' Medici, fa la sua apparizione una giovane donna di stupefacente bellezza. La sua grazia abbaglia tutti i cortigiani, ma la misteriosa adolescente sembra del tutto impermeabile alle lusinghe della galanteria e della mondanità; la madre, infatti, le ha ispirato sentimenti virtuosi e l'ha messa in guardia contro le insidie amorose. Il principe di Clèves, tuttavia, riesce a conquistare la sua stima e a sposarla. L'amore-passione è ancora, per l'eroina di questo romanzo – che è a giusto titolo considerato il primo, sorprendente esempio di romanzo psicologico moderno – un territorio sconosciuto. Il destino le farà incontrare, intempestivamente, un uomo giovane e bello, fra i più desiderati della corte: il duca di Nemours. I due si innamorano a prima vista durante un ballo memorabile che è fra le pagine più note della letteratura francese, ma il duca preferisce non manifestare subito i segni della propria passione; e la principessa, dal canto suo, si oppone con tutte le forze a un sentimento che la turba per la sua natura indecifrabile e la violenza che lo caratterizza. La ferma volontà di restare fedele a un marito premuroso e buono, che nutre per lei un amore profondo, le impedisce peraltro di contemplare la possibilità di una relazione adulterina. Inizia così un romanzo di formazione singolare, che sovverte radicalmente il copione galante e anticipa temi e atmosfere della grande stagione del romanzo settecentesco.La madre della ragazza, che intuisce subito il pericolo, le presenta il suo innamorato come un disinvolto libertino, ma l'espediente, inutile dirlo, non sortisce l'effetto sperato; al contrario. Ecco dunquedipanarsi da questo momento una trama articolata secondo una drammaturgia al tempo stesso rigorosa e incalzante, che culmina nella scena della confessione al marito, da parte dell'eroina, della propria passione per un altro uomo; scena "scandalosa quant'altre mai, perché incrina un codice basato sulla strategia della dissimulazione che governa il sistema claustrofobico della corte. Poco più di un secolo dopo, un altro inedito personaggio femminile farà la sua comparsa sulla scena letteraria francese: quella presidentessa di Tourvel delle Relazioni pericolose che, discendente diretta della Princesse, capovolge a sua volta in maniera irrevocabile le regole del gioco erotico libertino spianando la strada all'avvento dell'eroina romantica moderna.

La parola contraria
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De Luca, Erri

La parola contraria

Feltrinelli Editore, 13/01/2017

Abstract: "Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell'aula e fuori, isolata è l'accusa."

Amore, cucina e curry
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Morais, Richard C. - Novajra, Francesca

Amore, cucina e curry

Neri Pozza, 20/11/2014

Abstract: Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando sberle sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti.Naturale che quando l'intera famiglia Haji, i sei figli di età compresa tra i cinque e i diciannove anni, il grande Abbas, la nonna vedova, la zia e suo marito, lo zio Mayur, si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas.Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortunache zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte, dall'altra parte della strada, un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, il salice piangente, con un'insegna che si muove impercettibilmente con il vento, il giardino roccioso coperto di muschio, le vecchie stalle dalle finestre con i vetri a piombo.Peccato poi che la proprietaria del locale, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco, sostenendo che un albergo come Le Saule Pleureur, che vede ai fornelli lei, la vestale dell'arte culinaria francese, la chef degli chef apprezzata da gente come Valéry Giscard d'Estaing e il Barone de Rothschild, la gloria dell'establishment gastronomico francese proveniente da una delle più illustri e antiche famiglie di grandi hôteliers della Loira, premiata con ben due stelle dalla guida Michelin, non può avere dall'altro lato della via un bistrò indiano che spande la puzza di cibi unti per tutto il vicinato!Popolato di personaggi eccentrici, ricco di divertenti disavventure culturali, ambientazioni vivaci e squisite ricette, descritte con dovizia di particolari, Amore, cucina e curry svela le trame interne all'esclusivo mondo dell'haute cuisinefrancese e narra la storia toccante di un ragazzo indiano che si conquista il proprio posto nel mondo.Precedentemente apparso col titolo Madame Mallory e il piccolo chef indiano, il romanzo viene ora riproposto in una nuova edizione, in contemporanea con l'uscita del film omonimo diretto dal Premio Oscar di Chocolat."Un romanzo ricco di fascino, scritto in maniera brillante, sensuale ed evocativa".Joanne Harris, autrice di Chocolat"Una storia di rivalità tra ristoranti, e di lotta per accaparrarsi le stelle Michelin,raccontata divinamente".Simon Beaufoy, vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura di The MillionaireDa questo romanzo il film AMORE, CUCINA E CURRY

Una levatrice a New York
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Manning, Kate - Zabini, Alessandro

Una levatrice a New York

Beat, 04/12/2014

Abstract: È il 1860 e mentre le Grandi Pianure occidentali d'America sono dimora dei bisonti nomadi, il duro acciottolato della città di New York è il domicilio senza tetto di trentacinquemila bambini. Ragazzi di strada, fortunati se riescono a vivere fino a vent'anni, la maggior parte scaricata agli ospizi per trovatelli. Tra loro si aggirano Annie, Dutch e Joe. Dodici anni, indumenti laceri, stivaletti pieni di buchi, Annie è la più grande dei tre ed è lei che conduce a casa di sua madre il Reverendo Charles Brace, dell'Associazione per l'Assistenza all'Infanzia, un tipo alto, magro, con occhi pallidi e infossati, la fronte sporgente e il naso lungo come un vegetale, incontrato per caso davanti alla bottega di un fornaio. Rimasta sola dal giorno in cui suo marito è caduto ubriaco da un'impalcatura mentre portava sulla spalla un carico di mattoni, la madre di Annie non resiste un istante alla parlantina del Reverendo che, affliggendola con storie sul fato funesto dei figli, riesce a portare con sé i bambini, come gattini presi per la collottola e infilati in un sacco.Separata da Dutch e Joe, affidati a famiglie lontane, dopo diverse traversie e dopo essersi ricongiunta alla madre giusto in tempo per vederla spirare di parto, Annie si ritrova a casa del dottore e della dottoressa Evans, a dare una mano in cucina a Mrs Browder, cameriera e governante tuttofare. In quella casa, dove giovani donne accorrono in gran numero per alleviare le sofferenze del parto con il Siero Curativo della dottoressa Evans o per porre rimedio a gravidanze complicate, la ragazza riceve il suo apprendistato di levatrice. Assiste ai parti, accompagna Mrs Evans nelle camere da letto della città, dove le donne in travaglio "figliano più di coniglie" e, prima di compiere i diciassette anni, apprende tutti i rudimenti del mestiere di levatrice semplicemente osservando, ascoltando e posando le mani dove Mrs Evans le dice di metterle.Alla morte di Mrs Evans, Annie sa tutto dei sotterranei aspetti dell'esistenza femminile, di intrugli misteriosi con estratto di oppio, noce moscata, zafferano e ambra grigia. Fortuna vuole che riesca anche a mettere le mani sulla ricetta delle Pillole Lunari, il preparato per la Cura dei Disturbi delle Gentildonne che venderà sul marciapiede di Chambers Street e che le permetterà di diventare la famigerata Madame X, la beniamina delle donne più povere della città, ma anche la levatrice delle ladies intenzionate a cancellare la propria vergogna.Una fama che attirerà invidie, maldicenze e pregiudizi nella vasta schiera dei benpensanti e delle anime pie dell'epoca.Straordinario romanzo storico basato sulla storia vera di una nota levatrice della New York di fine Ottocento, l'opera ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Kate Manning."Una levatrice a New York non è soltanto la splendida e avvincente storia di un'orfana che cerca la propria strada nel mondo, ma mostra qual era un tempo la vita vera delle ostetriche: una vita fatta di glorie e di miserie, e di autentici dilemmi morali. Memorabile".Emma Donoghue"L'avvincente storia di una levatrice che sfida la legge in nome dei diritti delle donne".Publishers Weekly"Basato sulla vita vera di Ann Lohman, una levatrice di New York City … il romanzo di Kate Manning è storicamente accurato e stilisticamente impeccabile".The New York Times Book Review

La figlia del boia
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Pötzsch, Oliver - Petrelli, Alessandra

La figlia del boia

Neri Pozza, 18/07/2012

Abstract: Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola – un cerchio sbiadito dalla cui estremità inferiore parte una croce – che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, davanti alla porta di casa, nella macabra scoperta del loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere che simboleggia la donna come controparte dell'uomo, la vita, ma anche la continuazione della vita dopo la morte… il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Sicché quando la piccola Maria, la mattina dopo che la madre adottiva scorge, lavandola nella tinozza, il fatidico cerchio sbiadito sulla sua spalla destra, scompare al seguito di una diabolica figura con una mano di ossa, gli abitanti di Schongau non hanno dubbi: la strega assassina è la levatrice, Martha Stechlin. È lei che ha tagliato la gola ai due bambini, è lei che, con un incantesimo, ha chiamato il demonio che ha rapito Maria.Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo.Jakob Kuisl, il boia di Schongau, un gigante alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena, un'attraente ragazza dalle labbra carnose, le fossette sulle guance e gli occhi ridenti, e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino, un giovane con la chioma fino alle spalle e il pizzetto spuntato sul mento così ben visto tra il gentil sesso di Schongau.I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile. Una verità che, per Jakob, Simon e Magdalena, può emergere solo nel giro di una settimana, il tempo che resta prima che il rogo venga approntato.Attraverso un'impeccabile e suggestiva ricostruzione storica della società tedesca del Seicento, La figlia del boia conduce il lettore in un'epoca di superstizioni e follie collettive e delinea una stupefacente figura propria di quel mondo: il boia, un uomo temuto, emarginato e, ad un tempo, un esperto erborista e un illuminato.

Leggere è un'avventura
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Birattari, Massimo

Leggere è un'avventura

Feltrinelli Editore, 21/10/2016

Abstract: Benvenuti all'Isola dei personaggi famosi. Quello che hai letto diventa realtà. E il protagonista sei tu.Un libro pieno di libri per scoprire che la lettura è un mondo in cui puoi perderti, ritrovarti e conoscere la parte più vera di te.

Le avventure di Huckleberry Finn
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Twain, Mark - Culicchia, Giuseppe

Le avventure di Huckleberry Finn

Feltrinelli Editore, 05/06/2015

Abstract: ‟La storia di Huck e della sua fuga in zattera lungo il Mississippi con il negro Jim, fino al ricongiungimento col compagno di scorrerie Tom Sawyer negli ultimi capitoli di un libro che nacque come proseguimento del precedente Le avventure di Tom Sawyer era tra le preferite di Ernest Hemingway, che citava sempre Mark Twain tra i suoi autori fondamentali: e non a caso, naturalmente, visto che fin dai suoi esordi anche l'autore di Fiesta lavorò molto duramente per riuscire a ricreare sulla pagina la lingua della strada, cosa per cui venne assai criticato. Molti, tra cui Joyce Carol Oates, considerano Le avventure di Huckleberry Finn ‟Il Grande Romanzo Americano". Altri, come Thomas Stearns Eliot, lo considerano l'unico vero capolavoro di Mark Twain. Di sicuro Le avventure di Huckleberry Finn è un romanzo-mondo, scritto superbamente, e divertentissimo. Huck Finn, in quanto ribelle adolescente refrattario a qualsiasi forma di autorità e di imposizione, sta all'origine di Holden Caulfield e di tutti i ribelli adolescenti della letteratura nordamericana. E il fiume Mississippi, che Twain conobbe a fondo in gioventù per averci lavorato come pilota su un battello, è al tempo stesso uno dei protagonisti principali del libro e una metafora. Ma la storia di Huck Finn e del suo lungo viaggio, al termine del quale l'ormai ex ragazzino verrà a sapere della morte del padre e però subito progetterà di ripartire con i suoi compagni d'avventura (questa volta per i Territori Indiani) è anche una grande satira sulla democrazia americana e sugli americani, in genere timorati di Dio ma sempre felici di impiccare un negro (e quando si parla di leggi razziali bisognerebbe ricordarsi ogni volta di aggiungere che gli Stati Uniti d'America hanno mantenuto le loro fino alla seconda metà del Novecento)."(dall'Introduzione di Giuseppe Culicchia)

Ricordi dal sottosuolo
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Dostoevskij, Fëdor - Pacini, Gianlorenzo

Ricordi dal sottosuolo

Feltrinelli Editore, 05/06/2015

Abstract: Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista 'Epocha' (Epoca), 'Rcordi dal sottosuolo', scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all'interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società, scrutandola (e scrutandosi) con odio e sospetto. E' il romanzo della svolta artistica e filosofica dello scrittore russo. Come scrive Pacini nella sua 'Introduzione', in questo romanzo 'Dostoevskij ha individuato e descritto il nemico da combattere: quel sottosuolo che è la quintessenza di ciò che chiude l'uomo nel cerchio dell'odio e della lotta, che lo fa arroccare su stesso, condannandolo a macerarsi nella solitudine e nella disperazione. Da questo momento la sua vita come romanziere è definitivamente segnata, ed egli la perseguirà convinto che sia l'unica via praticabile, quella che conduce verso l'amore e verso Cristo'.

Ester
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De Luca, Erri - De Luca, Erri

Ester

Feltrinelli Editore, 19/11/2014

Abstract: "Si butterà allo sbaraglio per salvare il suo popolo dal primo decreto di totale sterminio della sua storia""'Mi sembra una curiosa sopravvalutazione di se stessi, quella di ritenersi troppo preziosi per condividere con gli altri un destino di massa.' Etty Hillesum, ebrea olandese del 1900, scrive così nel suo diario prima di essere deportata in campo di sterminio. Ha avuto occasione di mettersi in salvo e ha rifiutato, scrivendo questa sovrana sentenza: 'Curiosa sopravvalutazione di se stessi'. Non separerà il suo destino da quello del suo popolo. Ester ha già detto la stessa cosa, al tempo di un altro annientamento programmato: 'E come potrò? E vedrò nella cancellazione della mia nascita?'. Lei, moglie del re, è intoccabile anche se ebrea come il suo popolo che è stato condannato allo sterminio totale dal decreto di Hamàn, vice del re. Ester non vuole salvarsi da sola. Esclama davanti al re la sua appartenenza all'insieme dei condannati. Senza il suo popolo è cancellata anche la sua nascita. Due donne ebree a distanza di millenni affermano la stessa volontà di condivisione. Ma Ester, regina, riesce a contrastare lo sterminio e a sventarlo." (Erri De Luca)Questo libro sta nelle Scritture Sacre ebraiche e cristiane. Ester, dalla radice del verbo nascondere, è l'ebrea segreta che salva il suo popolo da uno sterminio pianificato. Erri De Luca afferma che sia proprio lei la scrittrice del libro.

L'uomo è un grande fagiano nel mondo
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Müller, Herta - Carbonaro, Margherita

L'uomo è un grande fagiano nel mondo

Feltrinelli Editore, 04/11/2016

Abstract: Una famiglia rumena aspetta i passaporti per poter emigrare in Germania. Un breve e potentissimo romanzo del premio Nobel Herta Müller.

Storia della filosofia - Volume 9
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Reale, Giovanni - Antiseri, Dario

Storia della filosofia - Volume 9

Bompiani, 08/12/2014

Abstract: L'affascinante cammino della conoscenza dalle sue origini all'epoca contemporanea. Una nuova edizione della "Storia della filosofia" di due dei più importanti studiosi del nostro tempo, Giovanni Reale e Dario Antiseri, arricchita con le biografie dei filosofi, brani antologici significativi, dettagliate appendici critiche e un denso apparato iconografico. Alla scoperta di autori e correnti che hanno determinato lo sviluppo del pensiero e la storia dell'umanità, con una particolare attenzione al pensiero contemporaneo.Storia della filosofia da Nietzsche al neoidealismo, in questo volume:NietzscheCassirerDiltheyWeberPeiceVailatiDeweyDuhemEnriqesOrtega y GassetCroceGentile

Brooklyn senza madre. Motherless Brooklyn
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Lethem, Jonathan - Grimaldi, Laura

Brooklyn senza madre. Motherless Brooklyn

Bompiani, 02/04/2014

Abstract: Lionel Essrog, per tutti Testadipazzo, ha la tendenza a cacciarsi nei guai: la sindrome di Tourette lo rende un ribelle dalle frasi sconnesse, violento e pieno di imprevedibili tic. Senza genitori e senza pace, la sua esistenza è colorata da urla e pugni sferrati all'improvviso. La sua salvezza si chiama Frank Minna, un mafioso di poco conto a Brooklyn, che lo tira fuori dall'orfanotrofio e lo trasforma nel suo tirapiedi. Quando però Minna viene pugnalato e il suo corpo senza vita gettato in un cassonetto, Testadipazzo si mette sulle tracce dell'assassino per difendere il suo fragile mondo, ingabbiato dalla malattia ma assetato di giustizia. Un noir appassionante e commovente che consegna alla letteratura contemporanea un personaggio indimenticabile, esploratore dei bassifondi di New York con la stessa caotica determinazione con cui affronta il labirinto della propria mente.

La città del cielo. Ossidea
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Bruno, Tim

La città del cielo. Ossidea

Salani Editore, 09/12/2014

Abstract: Alla vigilia del suo dodicesimo compleanno, David Dream riceve la lettera che cambierà per sempre la sua vita. Seguendo le indicazioni contenute nel messaggio, il ragazzo trova la porta nel "tempo che si è fermato" e apre il libro incompiuto. D'un tratto una creatura fantastica, ferita e sofferente, irrompe nella sua camera attraverso un varco di luce. Pronunciando parole incomprensibili di una lingua sconosciuta, passa al giovane il testimone di una missione disperata. Il ragazzo suona il taharàn, il corno magico che la creatura aveva al collo, e viene proiettato in un luogo misterioso e selvaggio: la Terra di Arcon. David dovrà intraprendere un lungo viaggio per raggiungere la Città del Cielo e salvare il regno degli elfi dal sanguinario esercito di Kahòs; ma un segreto terribile accompagna il giovane della razza degli uomini.

L'occhio del barbagianni
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Ceronetti, Guido

L'occhio del barbagianni

Adelphi, 10/12/2014

Abstract: Il tempo, la storia, il sesso, il cosmo, l'abisso: centotrentaquattro nuovissimi pensieri del Filosofo Ignoto.

Storia dell'eternità
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Borges, Jorge Luis

Storia dell'eternità

Adelphi, 10/12/2014

Abstract: Nel 1936, quando scrisse la "Storia dell'eternità", Borges lavorava in una biblioteca rionale dimenticata in un quartiere periferico di Buenos Aires, dove la topografia ortogonale della capitale argentina si frastagliava in terreni incolti e officine e ortaglie, e dove il tempo sembrava non passare mai. Fu in quel periodo che si delinearono nella sua opera i tratti che oggi chiunque definirebbe, a colpo sicuro, borgesiani, e in primo luogo l'inclinazione a considerare tutto come materiale letterario. Così, per esempio, teologia e metafisica potevano diventare ai suoi occhi cronache della vita di un personaggio chiamato eternità, del quale egli si proponeva di restituire, attraverso episodi ben vagliati, alcune delle fasi che punteggiavano una vita infinita. Senza impedirsi, comunque, di accostare queste storie a divagazioni sulla metafora, sui traduttori delle "Mille e una notte" e sull'arte dell'insulto. Tale procedimento, usato da Borges con discrezione e ironia, ha una straordinaria forza dissestante, nel senso che scalza ogni affermazione dal suo piedistallo di pretesa realtà, come se la realtà stessa non fosse che un genere letterario. E nel contempo ci introduce a un nuovo genere, di cui Borges seppe essere, per un paradosso a lui congeniale, insieme il fondatore e l'epigono.