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La guerra a un passo
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Barillari, Simone

La guerra a un passo

BUR, 24/07/2013

Abstract: Sei pezzi esemplari, inediti in Italia, di quella particolare forma di giornalismo che è il reportage di guerra, interpretato in queste pagine dai più grandi scrittori e inviati internazionali degli ultimi quarant'anni. Il resoconto di Yves Cuau sull'attacco lampo di Israele che ha segnato l'inizio della guerra dei Sei giorni; il clima di terrore nel Salvador all'inizio degli anni Ottanta, sotto la cruenta tirannia della giunta militare, rievocato da Joan Didion, la più celebre reporter americana vivente; la precipitosa fuga del presidente Marcos nell'insurrezione delle Filippine del 1987 descritta dalla penna di James Fenton; l'invasione di Panama del 1989 nell'accorato racconto di Martha Gellhorn, terza moglie di Hemingway; l'orrore dell'assedio di Sarajevo del 1993 nelle parole di Juan Goytisolo; la lunga lettera che Carolin Emcke scrive ai propri amici per provare a raccontare quello che non era riuscita a scrivere della guerra in Iraq nei suoi articoli per lo "Spiegel". Un documento prezioso e una straordinaria lezione di giornalismo. Quello di chi, al fronte, combatte in nome dell'informazione e della memoria.

Gli anni del Corriere dei ragazzi
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Bono, Gianni - Castelli, Alfredo - Bono, Gianni - Bono, Gianni - Castelli, Alfredo

Gli anni del Corriere dei ragazzi

BUR, 24/07/2013

Abstract: Chi non ricorda con affetto e divertimento quella testata a caratteri cubitali e tondeggianti, le storie con Lupo Alberto, l'Ombra o gli Aristocratici, la rubrica demenziale Tilt o le incredibili storie di Inviato nel tempo? C'è più stato, dopo, un "giornaletto" capace di tenere testa al "Corriere dei Ragazzi"? È il gennaio del '72 quando il "CdR" arriva in edicola. Nasce per sostituire il "Corriere dei Piccoli", testata storica ma irrimediabilmente retrò, e nei suoi quattro anni di vita farà di tutto per "cambiare le carte" sulla tavola dell'editoria per ragazzi. Pionieristico e sperimentale per passione, il "CdR" si guadagnerà sul campo il soprannome di "settimanale irripetibile", per la scelta di pubblicare i fumetti di alcuni tra i più grandi disegnatori italiani e stranieri, e l'alta qualità del taglio giornalistico di rubriche e reportage, polarizzati sull'attualità politica e sociale. È la prima volta che una rivista per ragazzi si occupa con competenza e professionalità di argomenti "seri" (che non vuol dire per forza "pesanti"). Le stesse storie a fumetti non sono mai infantili, ma contengono spesso un doppio livello di lettura. Un esempio su tutti: Hugo Pratt e il suo Corto Maltese. E l'elenco è lunghissimo: sarebbe difficile citare tutti gli autori che sfilano sul "CdR" e in alcuni casi vi debuttano, come Silver, Micheluzzi, Alessandrini, Carnevali, Sclavi… Intelligenza, fantasia e professionalità sono gli ingredienti di una formula vincente che ha fatto grande – e inimitabile – il "Corriere dei Ragazzi". Queste pagine ne offrono ai lettori uno spaccato folgorante.

La sfida
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Boyne, John

La sfida

BUR, 24/07/2013

Abstract: Estate. Tempo di vacanze, di corse in bicicletta, di partite di calcio con gli amici. Non per Danny. Niente è più lo stesso a casa sua dalla sera in cui la mamma rientra scortata da due poliziotti. C'è stato un grave incidente, però la mamma non ne ha colpa. Ma è proprio così? E chi è la ragazzina dai capelli rossi che si presenta a casa loro e dichiara di sapere come stanno davvero le cose? John Boyne ci regala una nuova storia lancinante, in cui ancora una volta sono i bambini a deviare il corso degli eventi. Una parabola moderna, scritta con la voce di un ragazzo di dodici anni, che si legge tutta d'un fi ato e non si cancella più.

La mia casa è dove sono
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Scego, Igiaba

La mia casa è dove sono

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n'è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l'anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a "studiare la democrazia" negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all'esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po' di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l'amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell'Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi. 'Igiaba non ha solo una storia fortissima da raccontare, ma il talento di una scrittrice vera." — Gad Lerner L'Olimpico le ha salvato la vita. L'elefante del Bernini le ricorda la sua Africa. È Roma ma da vicino sembra Mogadiscio. Il padre di Igiaba, al cospetto di Vittorio Emanuele III, non si inchinò. Era solo un bambino, non immaginava che un re potesse essere tanto basso.

Piccolo Capo Bianco
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Sgardoli, Guido

Piccolo Capo Bianco

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Affascinato dai racconti dei pionieri, a dodici anni Amos cerca di convincere il padre a partire per l'avventura, verso il West. Ma il padre è felice e appagato, non desidera altro, e al fi glio non rimane che disegnare sui banchi di scuola gli accampamenti e i guerrieri indiani che popolano i suoi sogni. Finché un giorno scoppia la guerra, che spacca in due gli Stati Uniti d'America e trascina tutti sulle polverose piste dell'Oregon Trail. Il destino spinge Amos dove aveva sempre desiderato andare, ma pretende un costo altissimo, mettendolo a faccia a faccia con la morte e la violenza. Eppure tra le cruente battaglie e la fatica del cammino Amos assapora anche l'incontro con una civiltà diversa: spinto a presidiare la frontiera, entra in contatto con i Sioux, ne impara la lingua e i costumi, e decide di percorrere insieme a loro una strada d'amicizia e rispetto, così profondi da meritargli un nome indiano tutto suo: Piccolo Capo Bianco. Così accadde a Caspar Collins, meglio noto come Balla coi Lupi, alla cui vita è ispirato questo romanzo che ripercorre gli anni della guerra civile americana in un'accurata ricostruzione storica e dando voce ai pensieri di Amos diventa incalzante racconto d'avventura.

Un romano per amico. Mangia, prega, ama a Roma
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Spaghetti, Luca

Un romano per amico. Mangia, prega, ama a Roma

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: "Un'amica americana si trasferisce a Roma per tre mesi. Ti contatterà. Fa la scrittrice. Si chiama Elizabeth Gilbert." È il settembre del 2003, e Luca Spaghetti - sì, si chiama proprio così - non sa che quelle poche righe di un amico lontano segneranno per lui l'inizio di un'avventura sorprendente. Elizabeth è una bionda dal sorriso aperto e gentile, ha un divorzio burrascoso alle spalle e l'Italia è la prima tappa del suo viaggio terapeutico alla ricerca di se stessa. Luca è un romano de Roma, che soffre di regolari ricadute di mal d'America, ha una fede calcistica incrollabile e un glorioso passato di autodidatta della chitarra. Una coppia bizzarra, la loro. Ma folgorata da un raro caso di amicizia a prima vista. Perché, tra una coda alla vaccinara in una trattoria di Trastevere, diversi bicchieri di vino bianco ai tavolini di una Roma autunnale e dorata, e altrettanti giri in scooter, incollati come Audrey e Gregory, Liz e Luca diventano inseparabili. E si imbarcano in una romantica esplorazione della città, alla scoperta dei suoi segreti, degli angoli più poetici, dei ristorantini più tipici. E se Luca insegna a Liz l'italianissima arte dell'esagerazione, la scrittrice troverà per lui un posto tra le pagine del suo libro, Mangia prega ama, destinato a diventare un fenomeno mondiale, e a trasformarsi in un film degno di Vacanze romane. Un romano per amico è la storia lieve e scanzonata di un'amicizia speciale che, inattesa come il più dolce dei regali, fiorisce nella città eterna. Una storia in cui può anche capitare che un ragazzo romano con la testa piena di sogni, e un cognome che è tutto un programma, finisca per incontrare l'attrice con il sorriso più bello di Hollywood...

Il libro che Babbo Natale non vi farebbe mai leggere
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Waldfogel, Joel

Il libro che Babbo Natale non vi farebbe mai leggere

BUR, 24/07/2013

Abstract: Natale è una stagione di buoni propositi: famiglie che si riuniscono, feste e scambio di doni. Molti, moltissimi doni... ma quanti di noi ricevono cose davvero gradite? L'autore illustra come le nostre spese consumistiche generino grandi sprechi economici e fornisce solide spiegazioni per mostrarci perché è tempo di mettere fine alla follia e pensare due volte prima di comprare regali.

Poesie
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Neruda, Pablo - Toffolo, Davide - Toffolo, Davide

Poesie

BUR, 24/07/2013

Abstract: Le poesie di Neruda sono modulazioni liriche della vita, in cui amore, erotismo, sogno, paesaggio, storia, politica creano variazioni inaspettate e restituiscono una realtà caleidoscopica e conturbante.Con testo a fronte

La stella danzante
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Nietzsche, Friedrich

La stella danzante

BUR, 24/07/2013

Abstract: I filosofi, come gli artisti, sono attori – talvolta inconsapevoli – del proprio tempo: e proprio quando la loro critica è più feroce, la loro esistenza ne diventa indispensabile espressione. Così fu per Nietzsche, che volendo combattere la crisi del suo mondo ne divenne il principale rappresentante. Incarnazione del "tramonto dell'Occidente", espresse nella battaglia contro la décadence tutto il proprio genio: le aspirazioni di un'anima poetica assetata di verità, votata alla virtù, innamorata della vita e degli uomini. In un'antologia delle più belle pagine del pensatore tedesco, Sossio Giametta ci presenta l'essenza di un pensiero ricco, radicalmente innovativo e incredibilmente fertile.

Dioblù
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Colagrande, Paolo

Dioblù

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Un paese di pianura, il ventennio nero. Il matto Dioblù se li ricorda quei mesi, ma per lui eran fatti solo di poche cose: sua nonna Giacoma che fuma le sigarette Burley alla finestra, la maestra Gorini che lo boccia perché scrive con la mano sinistra (quella del diavolo) e poi quel giorno di aprile, quando vede scritta sul muro una filastrocca che ha un ritmo bellissimo. Dioblù non sa cosa vuol dire ma comincia a gridarla per le strade, poi a scuola, e perfino in faccia a un gerarca in divisa: CREPIN DUCI E PRINCIPATI DEI GOVERNI SCIAGURATI, MUOIA TOSTO E COSÌ SIA RE D'ITALIA E D'ALBANIA. Verrà spedito, come ribelle all'autorità patria, all'istituto di correzione San Pancrazio. Quando torna in paese la guerra è quasi finita e tutto è diverso, ma Dioblù non si preoccupa della distruzione che lo circonda perché ha trovato tra le rovine del San Pancrazio la macchina che secondo lui dovrà salvare il mondo: l'autopompa Titania… Paolo Colagrande conferma l'estro linguistico dei suoi primi libri in questo romanzo che accoglie il lettore nella sua musica visionaria. La fantasia dolce e delirante dell'universo di Dioblù è uno sguardo nuovo e necessario sulla crudeltà e sul nostro passato. Perché l'assurdità alla fine produce senso, in questa favola senza tempo che diventa un inno alla libertà.

La mia resistenza
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Denti, Roberto

La mia resistenza

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Roberto è solo un ragazzo quando compie la prima di tante scelte importanti: a Cremona, in un'Italia divisa in due, nel cuore della guerra si aggrega a una singolare compagnia di finti teatranti, che di notte fanno saltare i ponti sul Po per impedire il passaggio delle truppe tedesche. Il gruppo viene scoperto, molti componenti sono arrestati. Roberto riesce a fuggire. È solo il primo episodio di una lunga, dolorosa, faticosa avventura: la separazione dalla famiglia, la fuga in montagna, l'arresto e la cella d'isolamento, infine la lotta con una brigata partigiana fino all'arrivo degli alleati. Una storia di resistenza, di coraggio inevitabile, raccontata con semplicità a chi vuole sapere oggi com'è stato fare la Storia senza saperlo.

L'immaginazione e il potere
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Rossi, Sergio

L'immaginazione e il potere

BUR, 24/07/2013

Abstract: Il 13 giugno 1984 si svolgono a Roma i funerali di Enrico Berlinguer: si chiude definitivamente un'epoca, gli anni Settanta, tra le più travagliate della storia d'Italia. Il fumetto è la forma d'arte che meglio ha saputo raccontare in presa diretta quegli anni drammatici, trasfigurandoli a volte in storie o personaggi surreali che ne mettono alla berlina i vizi e le contraddizioni. È quello che fa ad esempio Renato Calligaro quando inventa Donna Celeste, la bigotta affittacamere metafora della DC che racconta a un impassibile ritratto di Giovanni XXIII i cambiamenti di una società che non riesce più a capire. O Guido Crepax, che per descrivere gli orrori del Vietnam ricrea un'invasione devastatrice quanto pretestuosa, ambientata nel Cinquecento. O ancora Enzo Lunari che in una fittizia Chronica medioevale smaschera i biechi interessi commerciali dietro l'esportazione della democrazia. Undici storie introvabili, realizzate tra il 1969 e il 1984 da autori come Staino, Altan, Tamburini e molti altri, accomunate dal filo rosso della satira e della politica. Undici punti di vista affilati, undici stili inconfondibili che ripercorrono i momenti salienti di quel periodo, dal movimento studentesco al golpe cileno del generale Pinochet, dallo scandalo dell'Italcasse alla nascita della televisione commerciale. Autori che guardano al potere e lo smembrano, lo commentano, talvolta lo deridono. Perché l'immaginazione spesso è l'unica arma nella guerra contro la realtà.

100 luoghi incantati da vedere nella vita
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Borromeo, Dina L.

100 luoghi incantati da vedere nella vita

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Borghi, piazze, dimore storiche, capolavori d'arte, giardini, parchi, opere contemporanee: un itinerario attraverso 100 luoghi incantati del nostro Paese, noti o meno noti, da scoprire con la guida d'eccezione di curatori e storici dell'arte selezionati dal FAI - Fondo Ambiente Italiano. Dalle Alpi alla Sicilia, da villa Necchi Campiglio di Milano allo Sferisterio di Macerata, dai giardini di Valsanzibio di Padova alle Valli Cupe di Sersale, questo volume suggerisce piccole perle ancora da scoprire, itinerari più classici o testimonianze che tutto il mondo ci invidia, fra le quali alcuni beni già valorizzati dal Fondo Ambiente Italiano. Ognuna di queste meraviglie vale un viaggio e ogni italiano dovrebbe visitarle "almeno una volta nella vita".

La prima volta
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Gray, K. - Gray, Keith - Manzolelli, Claudia

La prima volta

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Melvin Burgess, Anne Fine, Keith Gray, Mary Hooper, Sophie McKenzie, Patrick Ness, Bali Rai, Jenny Valentine: otto autori per giovani adulti tra i più raffinati e affermati raccontano a modo loro, senza falsi moralismi e con un filo di ironia, la perdita della verginità. La verginità può essere un dono, ma anche un fardello. E prima o dopo il momento giusto arriva per tutti. Che sia splendida, goffa, buffa o semplicemente da dimenticare, la prima volta resta sempre e comunque uno dei momenti che hanno segnato (o segneranno) la vita di tutti noi.

Ho incontrato Dio in una baracca. La mia avventura fra i disperati di Fratel Ettore
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Longoni, Rosaria

Ho incontrato Dio in una baracca. La mia avventura fra i disperati di Fratel Ettore

Rizzoli, 24/07/2013

Abstract: Un'infanzia privilegiata in un piccolo centro della Brianza, il collegio dalle suore, l'Accademia di Brera e la scoperta della trasgressione, lavori da modella fatti per gioco. E poi l'incontro con un famoso cantante, un fi glio, i viaggi, la fine del grande amore. Dopo anni vissuti con il motore su di giri, con tanto spirito di avventura e un po' di incoscienza, Rosaria si trova a trent'anni per la prima volta senza direzione. Sola, con un figlio da crescere, è diventata estranea al suo paesino natale, e forse anche a se stessa. Alla ricerca di qualcosa che ancora non ha nome, entra come volontaria nella comunità di fratel Ettore Boschini, che da più di dieci anni ha creato una rete di soccorso per alleviare le sofferenze degli ultimi: tossicodipendenti, malati di Aids, persone con disturbi mentali, disperati senza un tetto né un'identità. Arrivata con l'intenzione di restare qualche giorno, Rosaria diventa il braccio destro del fondatore: le notti passate per le strade di Milano, le raccolte di fondi, le battaglie contro l'indifferenza della gente, le trasferte a Roma o in una Sarajevo dilaniata dalle bombe cementano tra lei e il burbero frate un rapporto complicato e vitale. E anni dopo, quando tutto sembra fi nito, Rosaria apre una busta e ci trova dentro il diario spirituale di Ettore, uno scrigno di rifl essioni, preghiere, gioie e umanissime paure. Oggi, a distanza di diciassette anni da quel dono "troppo grande", Rosaria racconta con stile fresco e coinvolgente l'avventura della sua vita e il percorso di fede e di testimonianza a fi anco di fratel Ettore, il cui processo di beatifi cazione è stato avviato dalla Chiesa nel 2009, a soli cinque anni dalla morte. E intreccia alla sua storia le parole del diario, l'insegnamento attualissimo di un uomo che ha fatto della carità una ragione di vita.

Madre, madri
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Dionigi, Ivano

Madre, madri

BUR, 11/06/2013

Abstract: Madre: parola meravigliosa e terribile, consolatoria e incombente, familiare ed estranea. Figura invocata e maledetta, generosa e possessiva, necessaria e rischiosa. Nome di tutti il più bello; e assoluto. Come la vita. Difficile da comprendere, perché le sue manifestazioni affondano le radici nel mito e nella storia, nella realtà e nei simboli, nella comunità e negli individui.Intorno alla Madre e alle Madri – nelle molteplici incarnazioni e memorabili raffigurazioni giunte sino a noi dalla cultura greca, latina e giudaico-cristiana – si interrogano sei interpreti del nostro tempo, in dialogo con i testi antichi, qui riuniti in un'antologia che va dall'Antico Testamento all'innografia bizantina, da Esiodo a Virgilio, da Sofocle e Euripide fino a Seneca e Apuleio.A colei-che-dà-la-vita non si cessa mai di chiedere, senza avvedersi che un cono d'ombra minaccia costantemente la luminosità dell'evento generativo. Forse è tempo di una nuova pietas: proteggere le madri.

Romanzi picareschi
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AA.VV.

Romanzi picareschi

BUR, 13/06/2013

Abstract: Una storia degli scrittori picareschi non può stare dentro i confini della Spagna, certo là è nata e cresciuta, ma poi si è moltiplicata all'infinito come atteggiamento e come visione del mondo reale e dell'uomo. Carlo Bo Nel 1554, opera di un anonimo e straordinario autore, apparve Vita di Lazarillo de Tormes, un breve libro destinato non solo a rivoluzionare la narrativa europea, ma a mettere le basi per il romanzo moderno. Il protagonista narra della sua ascendenza, la sua formazione, i primi passi, l'evoluzione di quelle "virtù" che sono indispensabili per la sopravvivenza in un ambiente ostile. Il picaro è un antieroe disincantato, astuto, ironico e divertente, che riesce a svelare la materia reale celata sotto lo smalto delle apparenze. Con il Lazarillo nacque un genere letterario nel quale si cimentarono scrittori eccezionali: Mateo Alemán autore del Guzmán de Alfarache, Miguel de Cervantes, che con un sorriso indulgente costruì indimenticabili figure di picari nel Rinconete e Cortadillo, e infine Francisco de Quevedo, che non risparmia nessuno con la sua ironia corrosiva nel Trafficone. Interpreti diversi, uniti dalla capacità di dare forma a un personaggio sempre destabilizzante. Oltre al prestigioso saggio in cui Carlo Bo analizza il romanzo picaresco evidenziandone l'evoluzione nella letteratura mondiale, questa edizione propone una nuova introduzione di Maria Grazia Profeti, indispensabile per cogliere tutti gli aspetti delle opere qui raccolte, alla luce degli studi e delle scoperte più recenti.

Io
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Nannini, Gianna

Io

BUR, 24/07/2013

Abstract: "L'ho scritto al volo come una canzone, il mio primo libro, la mia unica autobiografia, e mi è venuto così di getto perché avevo l'ispirazione giusta e mi sembrava il momento opportuno per raccontare e chiarire un po' di cose mie." Io è un autoscatto senza rimpianti, spietato e tremendamente sin¬cero. È un antidiario fatto di pennellate rapide ed essenziali in cui si intrecciano confessioni intime e impegno pubblico, incontri magici e scontri furibondi, collaborazioni con musicisti come Annie Lennox, Sting, Jack Bruce, e con registi come Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, Gabriele Salvatores, Enzo d'Alò. Io è un vinile di carta dove Gianna Nannini incide i suoi umori in un continuo contrasto dei sensi, battito dopo battito alla ricerca della pulsazione giusta, quella che fa nascere una canzone. Io è Gianna Nannini, quel vulcano che non conosce il lusso della quiete, che quando meno te l'aspetti ti regala perle di dolcezza e ti graffia con la sua verità.

Il libro nero della Rai
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Mazzetti, Loris

Il libro nero della Rai

BUR, 24/07/2013

Abstract: Fatti e misfatti della tv di Stato raccontati da un protagonista. Tra censura e autocensura, ricerca della qualità e rincorsa dello share, giochi di potere e servizio pubblico.di tutto, di più. Prefazione di Enzo Biagi. Loris Mazzetti ha dato voce a tanti che hanno resistito e resistono a un potere che così occulto poi non è. Enzo Biagi Che fine ha fatto la Rai di cinquant'anni fa? Quella dei grandi sceneggiati, delle commedie musicali di Garinei e Giovannini, di Canzonissima, quella delle grandi inchieste e della Tv dei ragazzi, quella di Carosello e poi i bimbi tutti a letto? Che fine ha fatto quella Rai che, prima di tutto, era e si sentiva servizio pubblico? Per capire che cosa è diventata oggi la televisione di Stato, Loris Mazzetti si interroga su chi comanda davvero, chi prende le decisioni e chi preferisce non prenderle. Si chiede che rapporto ci sia tra il potere e l'informazione. E perché in questi ultimi anni la politica si sia fatta così invadente, occupando tutti gli angoli i uno spazio non suo. Un viaggio appassionante per i corridoi della grande mamma, tra editti bulgari, valzer di poltrone, oscuramenti ed epurazioni, al cuore di un mondo sempre più immobile e opaco. Per i contribuenti, e per porre un freno alla cattiva qualità dei programmi, bisogna lasciar fare la televisione a chi la sa fare, con rispetto e senza demagogia, con la consapevolezza che ci si rivolge a milioni di persone. E che, come dice Enzo Biagi, l'unico vero padrone è quello che paga il anone.

Svestite da uomo
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Palumbo, Valeria

Svestite da uomo

BUR, 24/07/2013

Abstract: Da Giovanna d'Arco a Calamity Jane, da Greta Garbo a Cristina di Svezia, da Marlene Dietrich a Bradamante a Caterina la Grande, tutte le donne che si sono fatte passare per uomo per essere se stesse. Fa scandalo una donna vestita da uomo? Oggi forse no, almeno in Occidente, ma fino a quarant'anni fa era impensabile accettarlo. Valeria Palumbo ripercorre la storia delle donne – e sono moltissime – che in tutti i secoli, in tutte le culture e a qualsiasi livello sociale, si sono sottratte alle regole e hanno assunto abiti maschili per conquistare un'indipendenza altrimenti irraggiungibile. Donne che si sono vestite da marinaio, da frate, da soldato, da moschettiere, che si sono fatte passare per accademico, dottore, faraone, esploratore, bandito, e addirittura finto castrato, semplicemente per navigare, viaggiare, combattere, studiare, comandare, cantare, scoprire. Ancora oggi molte ragazze in Arabia Saudita, Iran e Afghanistan si travestono da uomo per poter andare a lavorare, per uscire di sera o per assistere a una partita di calcio. Svestite da uomo è un saggio sulla libertà. O sull'aspirazione alla libertà. Delle donne, certo. Ma non solo.