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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: "Scritto nel 1952, Tutti i nostri ieri è il pendant romanzesco di Lessico famigliare... Chi scruta e registra è una ragazza un po' al margine, che si tiene come fuori dal gioco, che pare finga non saperne nulla ma che poi è l'anima, affettuosa e feroce, di tutto il nodo di sentimenti che intorno si svolge. Solo che qui la voce è fissata in una specie d'immaturità attonita e sorda, e in un'unica cadenza, quasi un canto monodico, percorre tutto il libro... Il piacere di Natalia è inventare storie familiari che portino in sé quello snodarsi di sentimenti e legami e caratteri e simpatie e antipatie e rancori e amori, che hanno le storie delle vere famiglie, e quel tanto di sempre prevedibile e quel tanto di sempre casuale, e quel tanto di comune aria di famiglia e quel tanto d'imprevedibilità individuale nel venir su dei figlioli, una generazione dopo l'altra". Italo Calvino
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Le "terre del finimondo" sono quelle zone della foresta amazzonica in cui, dal principio del secolo, l'uomo cominciò a penetrare, sostituendo ai tronchi secolari e agli animali selvaggi le ordinate piantagioni di cacao. In un romanzo che è un grande affresco corale, scritto nel 1942, nel pieno svolgimento della guerra, Amado racconta la lotta tra due famiglie di fazendeiros per il possesso della Foresta do Sequeiro Grande. Storia reale, di cui da bambino aveva visto l'epilogo, ma anche epos simbolico: perché l'albero dai frutti dorati, piantato dagli uomini bruciando la foresta, crescerà piú rigoglioso sul terreno concimato col sangue. Un romanzo in cui - come sottolinea Luciana Stegagno Picchio nella Nota introduttiva - "tutti gli ingredienti del futuro Amado, tropicale e cinematografico, sono già in atto in queste Terre del finimondo, in un dosaggio equilibratissimo di lirico e di epico, di storia e di leggenda".
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Paesaggi e passaggi: storie di solitudini che sembrano fuggire verso l'ampio orizzonte e che forse non si incontreranno mai; il continuo andirivieni di uomini e donne legati dalla comune necessità del contrabbando, una necessità vissuta come dedizione e sofferenza. Figure trasparenti nella loro nostalgia e nel loro disincanto, la cui tristezza viene gettata al vento largo del mare come le ceneri dei morti.
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Questo libro è una specie di miracolo: pensavamo di aver già letto la migliore letteratura sulla Resistenza, quella scritta dai diretti protagonisti, ma non avevamo ancora scoperto la voce viva, limpida, smaliziata e potente dei racconti di Giulio Questi. Ex partigiano poi regista di culto, oggi novantenne film-maker di cortometraggi che spopolano in rete, Giulio Questi ha partecipato giovanissimo alla guerra di liberazione tra Val Seriana e Val Brembana, e di quell'esperienza ha scritto nell'immediato dopoguerra dando vita a racconti portentosi, crudi e umanissimi, veramente folgoranti, amati tra gli altri da Elio Vittorini, che li pubblicò sul "Politecnico". Su quei temi l'autore è tornato cinquant'anni dopo, a completare una raccolta che vede ora per la prima volta la luce. In mezzo, tutta una vita piena di incontri e avventure, ma soprattutto di cinema: attore, sceneggiatore e regista, negli anni Sessanta ha girato Se sei vivo spara, uno spaghetti-western poi osannato da Enrico Ghezzi e Quentin Tarantino, in cui l'esperienza resistenziale trova un'originalissima trasfigurazione. Con uno sguardo "fenogliano" (proprio con Fenoglio, poco prima della sua morte, Giulio Questi stava ragionando su una trasposizione cinematografica di Una questione privata), questi racconti ci restituiscono tutta la complessità di una scelta morale, vitale e violenta insieme, riuscendo a mescolare magistralmente realismo e visionarietà. La Resistenza di Giulio Questi è lontana da ogni retorica: nelle sue storie a volte feroci, ma sempre accese dall'ironia e dall'intelligenza, la guerra e la giovinezza si sovrappongono in una grande avventura che comprende il terrore e la sconsideratezza, il coraggio, la dignità, la fame, il freddo, la casualità dei gesti e l'impellenza dei desideri. Ma ci sono anche racconti onirici, d'indagine psicologica, che trascinano il lettore nel tempo e nello spazio, fin nella Colombia di Gabriel García Márquez, continuando in fondo a raccontare i fantasmi dell'animo umano, le sue crepe e anche la sua inesauribile vitalità.
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Leggi un estratto *** Ha centosettant'anni, ma non perde un colpo. Pubblicato a puntate fra l'agosto 1844 e il gennaio 1846 sul "Journal des Débats", mentre Dumas lo stava ancora scrivendo (con l'aiuto di un ghost-writer, Auguste Maquet), senza sapere nemmeno lui come l'avrebbe concluso, e intanto metteva in cantiere altri due o tre romanzi, Il conte di Montecristo ha lasciato, e lascia tuttora, col fiato sospeso folle di lettori di ogni estrazione sociale e di ogni paese. Nessun romanzo, forse, ha avuto tante edizioni (settantasei solo in Italia, già dal 1846), tanti adattamenti cinematografici (il primo nel 1922) e televisivi; è diventato un musical, un fumetto con Paperino, è stato immortalato sulle figurine Liebig e condensato nelle strisce della Magnesia San Pellegrino; oggi ispira la serie americana Revenge. Tutti quindi possono dire di conoscerne almeno a grandi linee la trama e il protagonista, anche chi non lo ha mai letto. Ma non c'è trasposizione, necessariamente lacunosa, data la mole del romanzo, che valga il godimento di aprirlo e rimanere intrappolati senza scampo nel suo inesorabile ingranaggio narrativo, che funziona sempre anche se si sa già come andrà a finire la vicenda. I suoi stessi difetti, le ripetizioni, le digressioni, le zeppe, sono funzionali al piacere della lettura. Gramsci lo ha bollato come "il piú "oppiaceo" dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subíto un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla "punizione" da infliggere loro?" Nella sua scia, ma senza alcuna condanna ideologica, Umberto Eco lo ha fatto accedere, finalmente, al canone della tradizione letteraria, celebrando il suo protagonista come una delle piú riuscite incarnazioni del "superuomo di massa". Bello e tenebroso quanto basta, Montecristo non ricorre all'armamentario del romanzo gotico inglese, né è un autentico aristocratico come il suo predecessore piú immediato, il Rodolphe de Gerolstein dei Misteri di Parigi di Eugène Sue (1843), vendicatore di torti nei bassifondi di Parigi. Montecristo ammette con disinvoltura di essere un "conte improvvisato", ma con un patrimonio da far impallidire quello di Rothschild, un fascino magnetico e una cultura smisurata, grazie ai quali abbacina l'élite politica e finanziaria del regno borghese di Luigi Filippo. Dall'alto della sua onniscienza, tiene a bada depressione e malumori con pasticche di hashish, e intanto manipola la Borsa, usa l'amministrazione della giustizia come un suo personale braccio armato e pilota l'esistenza dei suoi nemici per punirli con sapiente contrappasso, imprigionandoli in una trama impeccabile di coincidenze che non sono mai tali, di accadimenti che non sono mai fortuiti. Proprio come farebbe un grande romanziere. *** "Ecco perché, con i tuoi personaggi vigorosi, allegri, brillanti, intrepidi, generosi, pronti a servire fino alla morte le cause piú nobili, i sentimenti piú elevati, appassioni sempre piú le masse da oltre mezzo secolo; ecco perché, nonostante tutte le scuole, tutte le estetiche, tutte le discussioni piú o meno sincere, tutte le parzialità e le calunnie fra cui si dibatte la letteratura attuale, sei diventato, resti e resterai lo scrittore piú appassionante, il romanziere piú popolare nel senso migliore del termine, non soltanto della Francia, ma del mondo intero". Da una lettera di Alexandre Dumas figlio al padre
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: "Ero di fronte a un evento non solo di dimensioni macroscopiche, ma di una particolare qualità: centinaia di cittadini non erano solo stati privati della libertà, non erano solo stati lesi nella loro incolumità fisica e psicologica. Erano stati vittime di comportamenti tesi a far sorgere sentimenti di paura, di angoscia, di inferiorità in grado di umiliarli cosí profondamente da ledere la dignità umana". Roberto Settembre, ex magistrato, conosce bene i fatti drammatici accaduti nella caserma di Bolzaneto di Genova nei giorni del G8 tra il 20 e il 23 luglio 2001. Giudice a latere della Corte d'Appello nel processo a 43 pubblici ufficiali, accusati di aver commesso piú di cento reati contro oltre duecento parti offese, Settembre ripercorre violenze, maltrattamenti, umiliazioni inflitte a centinaia di cittadini italiani e stranieri dai loro aguzzini. Senza enfasi, nell'ottica inconsueta del giudice, lascia che i fatti stessi procurino l'indignazione che meritano. Gran parte di quei reati efferati non sarebbero caduti in prescrizione se li avessimo chiamati con il loro nome: torture. Ventisei anni dopo la Convenzione dell'Onu, la Commissione di giustizia discute tra le polemiche un decreto legge - al ribasso - che introdurrà nel codice penale italiano il reato di tortura. Un ritardo inaudito a fronte di ciò che è accaduto a Genova.
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Fino alla nascita dell'euro, lo sfruttamento positivo delle diversità è stato alla base dell'idea di integrazione economica come motore dello sviluppo. Una moneta unica, al contrario, richiede che le diversità siano ridotte al minimo, possibilmente eliminate. La grande sfida dell'Europa sta nel riuscire a conciliare diversità e uguaglianza. È ciò che affermano, in questo saggio privo di tecnicismi, Michele Canonica e Pier Carlo Padoan, da sempre in prima linea sul fronte del dibattito europeo. Lo scopo di questo pamphlet non è quello di prendere di petto la demagogia dei cosiddetti "euroscettici", bensí di offrire argomenti a sostegno dell'Europa secondo una prospettiva nuova, piú concreta di quella spesso propagandistica che negli ultimi decenni ha appesantito la discussione tra gli europeisti, in particolare quelli italiani. Gli autori, infatti, sono convinti che la costruzione europea potrà avere un futuro soltanto a condizione di difenderla in modo razionale, spazzando via i luoghi comuni - che hanno finito per renderla poco credibile - e mostrandone con chiarezza tutti gli elementi di gracilità. Compresi quelli che risalgono a un passato storicoculturale piú o meno vicino.
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Al centro di questo libro vi è un cerchio di un metro di diametro. Meno di un metro quadrato di foresta del Tennessee, che grazie all'abilità di David Haskell diventa una piccola finestra spalancata sul vasto mondo della natura: il biologo americano è infatti "convinto che le storie ecologiche della foresta siano tutte rappresentate in un'area grande quanto un mandala, e addirittura che la verità della foresta possa essere rivelata in modo piú intenso e chiaro dalla contemplazione di una piccola superficie che non indossando gli stivali delle sette leghe per coprire lunghe distanze in un intero continente senza però scoprire quasi nulla". Per un anno Haskell è andato quasi ogni giorno nel luogo prescelto e il suo resoconto è un ritratto vivido della foresta e dei suoi abitanti colti nel mutare delle stagioni. Ogni breve capitolo inizia con una semplice osservazione: una salamandra che guizza da sotto le foglie, l'effimera fioritura dei fiori selvatici primaverili, il dinamico germogliare delle felci, due chiocciole fuse in un groviglio amoroso... A partire da minimi accadimenti e accurati dettagli l'autore intreccia biologia e processi ecologici, mettendo in relazione la flora e la fauna con i fenomeni naturali, descrivendo gli ecosistemi che si sono succeduti per migliaia, a volte milioni, di anni. Ogni sua visita alla foresta diventa cosí una storia naturale in miniatura, nella quale vengono sbrogliate con eleganza e poesia le intricate connessioni tra le creature e le piante che dimorano nei boschi. *** "Il manto nevoso alto fino alle caviglie ha livellato la superficie fessurata e irregolare della foresta in una morbida alternanza di protuberanze e avvallamenti. Questa copertura nasconde le profonde spaccature fra le rocce e rende insidiosa la camminata. Mi muovo lentamente, reggendomi ai tronchi d'albero, per non scivolare mentre mi arrampico non senza difficoltà verso il mandala. Spazzo via la neve dal mio sasso e mi siedo stringendomi nel giaccone. Schiocchi fragorosi, come colpi di arma da fuoco, vibrano lungo la vallata piú o meno ogni dieci minuti. Il rumore proviene dalle fibre che si spezzano nei rami nudi e ingrigiti degli alberi ghiacciati. La temperatura è scesa a meno dieci; non una gelata eccezionale, ma il primo vero freddo dell'anno, sufficiente per mettere a dura prova il legno degli alberi. Il sole fa capolino, e il soffice manto di neve bianca si trasforma in migliaia di punti di luce fulgida. Prelevo una ditata di questo miscuglio scintillante dalla superficie del mandala. Vista da vicino, la neve è un groviglio di stelle a specchio. La luce del sole mette in evidenza la fine trama di ogni fiocco, rivelando bracci, aghi ed esagoni perfettamente simmetrici. Centinaia di questi meravigliosi cristalli ammassati sul mio polpastrello".
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Einaudi, 29/04/2014
Abstract: Dopo la pluriennale immersione nella poesia virgiliana che ha dato come esito la recente, apprezzatissima traduzione dell'Eneide, Alessandro Fo torna con questo libro a proporsi come poeta in proprio. La poesia di questa raccolta è estremamente contigua, per forma e ispirazione, ai meccanismi della preghiera. Dunque una sequenza di tentativi di accostarsi al divino, ma nello stesso tempo un acuto scrutare nell'esistenza di cose e persone; una inesausta ricerca delle particelle infinitesimali di quella sostanza angelica che abita nelle contingenze terrene e umane meno canoniche. Le poesie di questo libro sono trame, filamenti che in modi anche eccentrici collegano punti disposti chissà dove, oltre la nostra percezione, e giorni e luoghi scolpiti nelle nostre reali esistenze - senza trascurare le musiche: da Chopin alle comuni battute rubate ai dialoghi quotidiani. E se di questi fili possiamo osservare solo uno dei capi - il piú vicino - l'altro può forse essere intuito, riconosciuto in alcune tracce disseminate fra le pieghe dell'esperienza di ogni giorno.
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Einaudi, 22/04/2014
Abstract: Una favola contemporanea lieve e intelligente. La storia delle nostre cadute e della nostra ostinazione a rialzarci. Teo ha otto anni e, piú ancora dello Skifiltor, desidera una famiglia felice. Ma i suoi genitori litigano sempre, ogni battaglia quotidiana sembra persa. Cosí Teo decide di combatterla lui, questa battaglia, al posto loro. Per sapere come vincerla però deve chiedere a uno che di battaglie se ne intende. Uno come Napoleone, la cui storia sta leggendo su un libro. Ma Napoleone è morto: come si fa a incontrarlo? E sarà in paradiso o all'inferno? L'inferno, tra l'altro, pare sia molto caldo, quasi come Porto Ercole d'estate. Pare sia sotto terra, ma allora perché quando fanno gli scavi per la metro non lo trovano? In paradiso invece ci arrivi con l'aeroplano privato di Dio, e solo se non dici parolacce. Poi san Pietro controlla se sei in lista. Teo bombarda gli adulti di domande disarmanti e traccia su un quaderno schemi dall'irresistibile effetto comico, per tentare di capire come funzioni: con la morte, il bene e il male, il silenzio di Dio. Il suo sguardo buffo ci mette davanti alle paure che non sappiamo affrontare. Prima fra tutte, quella di sentirci sconfitti. *** - Come si fa a essere in lista? - ho chiesto a Giulia, un po' preoccupato. - Devi piacere a Dio, - ha risposto lei, - perché è lui che la compila, settimanalmente. - Ma va', - ha fatto la Bucci, cosí per dire qualcosa. - Certo, - ha urlato Giulia, - come nelle discoteche. Me l'ha detto mia sorella, che se non sei in lista non entri. - Ma guarda, Teo, - ha sussurrato Leonardo prendendomi per una spalla, - che devi essere morto per andarci. I miei amici non ne sapevano proprio niente delle cose da grandi. Mi è toccato spiegargli che non era vero. Conoscevo uno che ci era stato da vivo, si chiamava Orfeo e faceva il cantante.
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Rizzoli, 23/04/2014
Abstract: Da oggi Bernadette ha il volto di Cate Blanchett, protagonista del film ispirato a questo romanzo."L'ho divorato in preda a un piacere assoluto" (Jonathan Franzen)Bernadette Fox non è un tipo facile. Sarà forse a causa degli occhialoni da diva, dei modi scostanti o dell'abrasiva ironia con cui considera le cose del mondo. Sarà perché esce di rado, trascura la casa e non fa nulla per nascondere l'indifferenza nei confronti dei comitati scolastici e della piaga dei rovi infestanti. Quando la figlia Bee chiede un viaggio in Antartide come premio per la pagella perfetta, Bernadette si getta eroicamente nei preparativi. Consumata dallo sforzo di adattarsi a una vita che non le assomiglia affatto, è una donna sull'orlo di una crisi di nervi. Mentre gli intoppi e i disastri si susseguono uno dopo l'altro, all'improvviso Bernadette scompare, lasciando alla sua famiglia il compito di raccogliere i cocci. Il che è esattamente ciò che Bee decide di fare, ricostruendo con acume e pazienza la scia di mail, fatture, articoli di giornale e circolari scolastiche che la madre si è lasciata alle spalle, fino a svelare il clamoroso segreto che Bernadette nasconde da vent'anni. Sorprendente ritratto femminile, Che fine ha fatto Bernadette? celebra l'istinto di fuga che cova dentro ognuno di noi. Perché nell'ingorgo assordante delle nostre vite è l'imperfezione l'unica ancora di salvezza.
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Rizzoli, 23/04/2014
Abstract: Chi ha detto che una donna, per essere perfetta, deve avere un viso da copertina e un fisico da passerella? È sufficiente che sappia esaltare i propri punti di forza, evitando di sottolineare quelli più deboli. Questa è una delle regole fondamentali del "gioco della moda" che Cristina Parodi - grande esperta e appassionata di fashion - ci insegna nelle pagine del suo libro: valorizzare i capi senza età indispensabili nel guardaroba di ogni donna, scegliere cosa acquistare in base alla propria fisicità, ispirarsi alle icone di stile, adattare l'outfit alle occasioni e abbinare sempre gli accessori giusti. Anche in un'epoca in cui la moda cambia in continuazione e inseguire le tendenze - a volte decisamente estreme - diventa complicato e persino rischioso, essere perfette con stile non è impossibile. E nemmeno difficile.
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Rizzoli, 23/04/2014
Abstract: Benoît Mandelbrot è stato uno dei più grandi matematici del Novecento: il suo approccio visionario e assolutamente originale alla geometria ha aperto la strada a un intero nuovo filone di ricerca noto come teoria dei frattali. Incurante delle iniziali diffidenze della comunità scientifica, ha dato forma a qualcosa in bilico tra il bidimensionale e il tridimensionale, colpendo l'immaginazione anche dei non matematici. Sempre fedele alla sua natura di spirito libero e anticonformista, ha inseguito per tutta la vita il "sogno kepleriano" di unire conoscenze in campi diversi per arrivare a una svolta epocale nelle scienze, realizzando quello che per secoli è stato un sogno vano: misurare l'irregolarità della natura. Questo suo ultimo libro è la riflessione finale, sincera e definitiva su un percorso intellettuale per molte ragioni straordinario, ed è però soprattutto il messaggio di indipendenza e di libertà intellettuale di un "ribelle" che ha proceduto caparbiamente in una direzione diversa da quella degli altri per tutta la vita.
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Rizzoli, 23/04/2014
Abstract: Dal 2007 a oggi la crisi dell'euro ha fatto cadere governi, fallire banche, capitolare intere economie. Milioni di cittadini europei stanno pagando il conto di scelte che non hanno compreso n. condiviso. Le previsioni catastrofiste sulla tenuta dell'euro sono (per ora) andate a vuoto, ma in Italia il prezzo è stato altissimo: molto rigore, troppe tasse, un aumento vertiginoso della disoccupazione e del debito pubblico. Cos. all'improvviso la politica è stata costretta a discutere, difendere, proporre: bisogna uscire dall'euro; solo la lira può salvare le imprese; la Germania di Angela Merkel sta combattendo una guerra senza carri armati. Oppure no: dobbiamo rimanere nella moneta unica ma "battere i pugni sul tavolo", rompere i vincoli del rigore, accettare il fallimento delle istituzioni comunitarie e tornare a una "Europa dei popoli", qualunque cosa questo voglia dire. Ma al di là degli slogan, quasi nessuno sa cosa sia successo davvero: come si è passati dalla crisi delle banche a quella degli Stati e poi di nuovo delle banche? Di questo circolo vizioso senza precedenti tra debito privato e debito pubblico, la Bce è la maggiore responsabile o l'unica soluzione possibile? Consegnare il destino dell'Europa alla Banca centrale è l'inevitabile conseguenza del vuoto della politica o una preoccupante sconfitta della democrazia? Il problema dell'Italia è l'Europa o semmai è vero il contrario? La notte dell'euro è stata lunga ma non è ancora finita. Queste pagine sono una guida per orientarsi nel buio.
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BUR, 23/04/2014
Abstract: Il "prete buono, umile, con una grande santità" Giovanni XXIII e il "grande missionario" Giovanni Paolo II, proclamati santi il 27 aprile 2014, di cui sono stati riconosciuti il "servizio alla pace tra le nazioni" e la "mite fermezza" nel promuovere un'"autentica dignità dell'uomo", sono tra le figure che hanno orientato in maniera decisiva l'impegno per la pace di papa Francesco.Attraverso discorsi, documenti, testimonianze e un'intervista esclusiva al cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, i vaticanisti Nina Fabrizio e Fausto Gasparroni ripercorrono i più importanti momenti storici in cui i tre pontefici si sono battuti contro i conflitti esplosi nel mondo dal dopoguerra a oggi: dall'enciclica Pacem in Terris di Roncalli nel pieno della Guerra fredda agli interventi di Wojtyla per la pace nei Balcani, fino all'appello di Bergoglio contro l'intervento armato in Siria, gli autori ci permettono di osservare da una prospettiva inedita l'impegno dei tre papi per costruire rapporti tra le nazioni basati sul dialogo e l'amore reciproco e portano alla luce le radici di quella "Chiesa di pace" che ha trovato ulteriore compimento nel pontificato di Francesco.
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Purgatorio. Canti delle terre divise
Fabbri Editori, 23/04/2014
Abstract: Alec e Maj sono riusciti nell'impresa impossibile. Sono scappati dall'Inferno, la prigione che nel prossimo futuro serve a rinchiudere e spesso eliminare chi si oppone al potere dell'Oligarchia, costringendolo a interminabili prove di sopravvivenza ispirate dall'Inferno di Dante. Scappando, però, Alec e Maj hanno creato una frattura nel mondo strettamente controllato da eserciti e tecnologia. Hanno dimostrato che opporsi è possibile e hanno dato il via a tanti piccoli focolai di rivolta. Per questo l'Oligarchia deve trovarli ed eliminarli al più presto. Intanto i due ragazzi, nati agli estremi opposti delle Terre Divise - lei cresciuta a Paradiso tra i ricchi, lui a Europa, la città stato dei miserabili - hanno raggiunto un'isola che l'Oligarchia non sa nemmeno esistere. È Purgatorio, dove ribelli e profughi da tutto il mondo trovano rifugio e progettano di rovesciare l'Oligarchia. Per essere accettati a Purgatorio, però, occorre compiere un difficile cammino scalando la montagna che sorge al centro dell'Isola, una prova da cui non è detto si riesca a tornare vivi. Ma la sorpresa più grande per Alec è la scoperta che a capo di Purgatorio vi è uno dei primi architetti di Inferno, un uomo che credeva morto da anni: suo padre. Dopo Inferno, Francesco Gungui ritorna all'opera che sta cambiando il panorama del fantasy italiano.
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Dimagrire con il FastReset® - Sperling Tips
Sperling & Kupfer, 22/04/2014
Abstract: Le diete spesso non funzionano perché il vero problema è la fame emotiva. Capita anche a te di usare il cibo come consolazione, calmante, conforto, sfogo? E quando lo fai non riesci a fermarti neanche esercitando la tua più ferrea forza di volontà? È normale: le emozioni sono più forti anche della tua parte razionale. L'esclusivo metodo FastReset® permette di interrompere il circolo vizioso che associa l'emozione - rabbia, ansia, tristezza, noia, frustrazione - al gesto di mangiare, e di neutralizzare questo schema dannoso. Testata in centinaia di casi con successo, questa tecnica ottiene il risultato in pochi minuti e risolve le emozioni negative, senza alcun effetto collaterale, e per sempre. Pochi, semplici passi ti restituiscono un rapporto sereno con il cibo e ti liberano dei chili di troppo.
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Mondadori, 22/04/2014
Abstract: Mr Darcy era perfetto. (Quasi perfetto, se si esclude che aveva moglie e figli.) Stesse origini, stesse montagne intorno alla loro infanzia, il primo bagno nello stesso mare, stessi anni all'università nella stessa città. Ma lui e lei si conosceranno solo da adulti, per un miracolo di coincidenze. E allora innamorarsi sarà un attimo, a dispetto dello stato civile di lui. Lei, una giornalista di un importante quotidiano nazionale, è sentimentalmente libera. Lui è un manager, sempre in viaggio per lavoro. Abitano in città lontane, ma la distanza sembra svanire. Si incontrano ogni volta che è possibile, a casa di lei, come due fidanzati. E gli ostacoli paiono superabili. Lo spazzolino nel bicchiere, le cialde di caffè ristretto comprate apposta per lui, l'accappatoio blu accanto a quello rosso sulla porta del bagno diventano le tracce di una convivenza imperfetta. Perché lei è l'Altra, anche se non si sente mai tale, almeno all'inizio. E perché lei e Darcy vivono dentro una bolla di felicità, i cui confini diventano, giorno dopo giorno, più stretti e fragili. Lui, ogni sera, torna dalla famiglia vera, nella sua casa vera, di cui quella milanese è la copia contraffatta. L'Altra è la storia di un'amante, etimologicamente colei che ama, in questo caso un uomo che non è libero. Comincia con l'innamoramento, la prospettiva che cambia nella vita dei protagonisti, i progetti fatti insieme la notte e disfatti il mattino successivo. Poi il racconto prende coraggio e va in profondità, descrivendo le rinunce dell'Altra, che non solo non può sognare a occhi aperti matrimonio o figli, ma non può nemmeno condividere con l'innamorato le feste comandate o programmare le vacanze. E deve accontentarsi di briciole di tempo, di briciole di felicità, in una vita parallela che non è mai quella ufficiale. Eppure anche quando diventano sempre di più le occasioni mancate, e gli amici più intimi smettono di credere che la loro storia possa durare, lei continua a concedere ultimatum regolarmente disattesi. E si interroga: com'era la relazione tra quel marito e quella moglie prima che arrivasse lei? L'Altra è il resoconto di un anno pieno di amore, ma anche di dolore, di riflessioni scomode, anzitutto quelle che la protagonista fa con se stessa, come quando la sua parte più femminista si ribella perché ha smesso di progettare una qualunque cosa che fosse svincolata dalle indecisioni di lui. O come quando realizza che la moglie di Darcy non è un mostro, ma lei pure una donna, e non necessariamente distratta o poco innamorata. Per scoprire se trionferà l'amore e per chi, il lettore dovrà arrivare all'ultima pagina di questo racconto serrato, romanticissimo, ma anche autoironico, che non fa sconti a nessuno. Perché l'happy end, se ci sarà, avrà un prezzo. Per tutti.
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Nessuno può toglierti il sorriso
Mondadori, 23/04/2014
Abstract: "Valentina Pitzalis è morta il 17 aprile 2011. Quel giorno mio marito mi ha cosparsa di cherosene e mi ha dato fuoco. Quel giorno la Valentina che ero sempre stata, la ragazza carina, piena di vita, prospettive e sogni per il futuro, è bruciata tra le fiamme di un inferno senza senso. Non so perché tutto questo sia successo proprio a me. Me lo sono chiesta tante, troppe volte in questi anni, così come mi sono ripetuta, ogni giorno, che lui non era un mostro, ma aveva fatto, questo sì, una cosa mostruosa. So per certo però che la persona che sono oggi è stata più forte di tutto e di tutti. Ho compreso che di fronte alle avversità, di fronte a tragedie come la mia la cosa che conta è trovare la forza di reagire. Ho scelto di reagire, ho scelto di vivere, ho scelto di cercare di essere un esempio per chi crede di non avere quella forza dentro di sé, perché io... la depressione non me la posso permettere, non più. Quello che, più di tutto, mi ha dato la forza di arrivare fin qui è stata la speranza di poter aiutare tutte le donne che vivono, magari ancora senza essersene rese veramente conto, situazioni di coppia come la mia. Sono felice di poter alzare una mano sola, sono felice di avere i miei occhi senza ciglia e sopracciglia, sono felice di avere le mie gambe coperte di cicatrici. Semplicemente, sinceramente, incredibilmente... ho trovato la forza per non smettere di sorridere e sono felice di vivere!"
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Mondadori, 29/04/2014
Abstract: Cosa pensano gli uomini delle donne, quando fanno sesso? Cosa li sconvolge, li affascina, li conquista? Che cosa immaginano? E cosa invece li spaventa, o anche soltanto li preoccupa? Questo libro è un originalissimo viaggio in un mondo - quello della sessualità maschile - che per le donne (nonostante se ne parli in abbondanza) resta in gran parte misterioso. Anche perché, spesso, si omette di interpellare proprio loro, i diretti interessati. Un viaggio in cui gli intervistati, uomini di tutte le età e professioni, mettono a nudo - in modo diretto, esplicito, talvolta anche crudo (ma mai privo di irresistibili lampi di ironia) - le loro esperienze sessuali più entusiasmanti o deludenti, le loro fantasie erotiche, le ossessioni, le perversioni, le fissazioni, le tenerezze, le debolezze, le défaillaces. Un incalzare di domande frontali e provocatorie - meglio la donna rifatta o quella nature? la ventenne o la matura? scegli tu o sceglie lei? a due o a tre? e i trans? le chat bollenti? il bondage? - e di risposte spiazzanti che sfatano molti dei luoghi comuni sul "maschio", cacciatore, istintivo, dominante. Ma anche, e soprattutto, che tracciano in controluce un inatteso affresco dell'universo femminile visto da un osservatorio davvero particolare: il letto e i suoi dintorni. Senza giri di parole. Proprio come ne parlano gli uomini fra loro, al bar o nello spogliatoio del calcetto. Lontano anni luce dal bon ton e dal politically correct. Non un saggio sociologico, piuttosto un'istantanea del profilo femminile così come emerge dallo sfondo delle abitudini sessuali maschili. Nella convinzione che l'idea che gli uomini hanno delle donne passi sì attraverso ciò che dicono di loro, ma anche - e forse più genuinamente - attraverso il modo in cui le pensano, le vogliono, le immaginano nell'intimità. Grazie al ricco campionario di testimonianze raccolte nel corso di questa spiazzante inchiesta, Luisella Costamagna narra senza censure la sessualità degli uomini per capire, alla fine, cosa davvero pensino delle donne. Il risultato è un salutare bagno di sincerità, un vertiginoso gioco di specchi in cui una donna racconta gli uomini, e gli uomini - con esiti sorprendenti - raccontano le donne. "Quando un uomo vi dice quel che pensa delle donne, così, in generale, in astratto o nel concreto di questa o quella donna, vi dice una cosa; quando la domanda passa attraverso il filtro del sesso e dell'erotismo, tutto cambia. E - udite udite - non necessariamente in peggio."