Trovati 856058 documenti.
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Bompiani, 28/11/2016
Abstract: Due donne camminano per le strade di New York.Due donne come tante: una madre e una figlia che ricordano il passato e inevitabilmente si scontrano. Poche volte, però, ci è dato di ascoltare da vicino una conversazione tanto intima, ma qui è possibile perché la figlia è Vivian Gornick e Legami feroci è il suo primo memoir, un libro diventato di culto e annoverato tra i più significativi del suo genere. È lei che ripercorre una vita segnata dalle continue lotte per l'indipendenza dalla madre, quella che le cammina accanto, intelligente pur se non istruita, prigioniera della perdita prematura del marito ma determinata ad affermare ancora e ancora il suo ruolo di leader non solo in famiglia, ma anche nella piccola comunità dove per anni hanno vissuto. Arguta, feroce, stravagante, questa madre è una gigantessa domestica con cui il confronto è sempre estremo.Vivian Gornick racconta in rigoroso disordine la sua vita con e contro una donna ingombrante, difficile, certo indimenticabile, in un libro che, come scrive Jonathan Lethem nella sua introduzione, "chiama l'applauso che si deve all'opera di un tecnico sopraffino."
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Feltrinelli Editore, 25/08/2018
Abstract: La trama di "Lisistrata" si svolge su due piani: il primo è quello dello sciopero del sesso che le donne dell'intera Grecia decidono perché i mariti mettano fine alla guerra; il secondo è quello della presa dell'Acropoli di Atene da parte delle donne stesse e del tesoro in essa custodito con il quale la guerra stessa si alimenta all'infinito. L'azione prende avvio all'alba: Lisistrata convoca le ateniesi, ma anche le spartane, le corinzie e le beote, per comunicare il suo piano, quello di non concedersi più ai mariti fino alla cessazione delle ostilità. Le donne piangono e tremano al pensiero, ma infine cedono e giurano di astenersi dal sesso con i mariti. Nel frattempo le donne più anziane hanno preso l'Acropoli e si sono chiuse dentro. Mentre le donne provenienti da tutta la Grecia tornano alle loro case per mettere in atto il piano, Lisistrata e le ateniesi più giovani si uniscono alle anziane sull'Acropoli. Qui, dopo un primo tentativo fallimentare di reduci e veterani ateniesi di riprendere il cuore della vita politica, arriva un probulo, una sorta di commissario del popolo, rappresentante del potere oligarchico, circondato da scherani e guardie del corpo, che ingaggia un corpo a corpo prima simbolico e poi fisico con Lisistrata stessa e le sue compagne, che lo vedrà miseramente soccombere. Ma l'astinenza fa breccia negli uomini. C'è un patto fra tutte le donne greche sul fatto di mettere fine alla guerra e di chiamare da Sparta e da Atene i massimi rappresentanti con pieni poteri. Una volta convenuti ad Atene, questi ascolteranno le sagge parole della protagonista, che rivendicherà il primato della saggezza femminile nel condurre le cose del mondo e farà tornare la pace, che coinciderà con la riconciliazione tra uomini e donne con una grande festa finale.
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Classificazione decimale Dewey e WebDewey
Editrice Bibliografica, 29/11/2016
Abstract: La Classificazione Decimale Dewey è sicuramente il sistema di organizzazione bibliografico più diffuso nelle biblioteche italiane. Nel 2014, l'Associazione Italiana Biblioteche ha pubblicato la versione in rete dell'edizione integrale della CDD, denominata WebDewey Italiana. Questo volume, a cui hanno contribuito oltre l'autore anche alcune delle collaboratrici della Redazione della WebDewey Italiana, descrive le caratteristiche fondamentali della CDD e riprende i problemi più comuni per il suo impiego nell'indicizzazione, ma soprattutto introduce in modo esaustivo all'uso del nuovo strumento. La WebDewey presenta caratteristiche innovative, sia per la quantità di numeri e di voci dell'indice, sia per come sono presentati i dati e per le modalità di ricerca e di esplorazione di tavole, tavole ausiliarie, indice e manuale, tali da richiedere una presentazione sistematica. In particolare, un'importante novità della WebDewey è rappresentata dal sistema per la costruzione guidata dei numeri: questo strumento consente di creare nuovi numeri usufruendo di un costante controllo sulla correttezza sintattica. Il volume dedica largo spazio alla presentazione di questo strumento e ad esempi relativi a casi particolarmente significativi e complessi.
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Bompiani, 30/11/2016
Abstract: Un diario di viaggio sui luoghi romani del cinema di Nanni Moretti, da Io sono un autarchico a Bianca, da Caro diario a Habemus papam fino a Mia madre, evocando le atmosfere, i personaggi, le battute proverbiali entrate nella memoria collettiva. Da queste pagine emerge non solo il rapporto del regista con Roma ma anche un suo ritratto a tutto tondo. Così, sulle tracce di Moretti, il lettore scopre una Roma diversa, fatta di case, di terrazze per niente mondane, di panchine, di piaceri anche minimi ma vitali come la musica, i dolci o semplicemente l'estate: una prospettiva sorprendente e "autarchica". Chiude il libro un dialogo con il regista.
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Bompiani, 30/11/2016
Abstract: Tre generazioni di una famiglia romana a confronto. Pietro Bellelli è un ragazzo nostalgico, separato dal padre da un ombroso pudore. Amore e morte cadono insieme sulla scena del sofferto conflitto e a distanza di anni è suo figlio Mario, ventenne, a confrontarsi polemicamente con lui. Mentre Pietro rivolge a sé le domande che un tempo rivolgeva al padre, di nuovo padre e figlio sono uniti e divisi. Nessuna dimora, nessuna casa del padre sembra poter placare l'ansia di Pietro e Mario Bellelli. Finché un'improvvisa leggerezza prepara un vero e proprio colpo di scena, dal quale dovremo apprendere che non esistono padri e figli. Poiché siamo tutti padri, tutti figli, ospiti della medesima casa.
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Bompiani, 30/11/2016
Abstract: Samarcanda, Bukhara, Khotan o Chang'an: sono alcune tappe dei famosi itinerari tra Oriente e Occidente lungo la via commerciale più famosa del mondo, molto evocata e spesso idealizzata dagli esploratori occidentali di fine Ottocento e inizio Novecento. Ma in che modo gli antichi romani scoprirono quei luoghi remotissimi? Cosa sapevano i cinesi del mondo europeo e come hanno fatto a conservare per secoli il segreto della produzione della seta? Marco Polo è davvero arrivato in Cina, oppure è stato solo una figura leggendaria? In questo libro, magnificamente scritto e che copre più di dieci secoli di storia, Luce Boulnois ha riversato lo studio prodigioso e appassionato di una vita. E, attraverso un'analisi rigorosa e documentata, risponde a ognuna di queste domande, raccontandoci i rapporti tra Oriente e Occidente e le reciproche influenze alla luce delle ultime scoperte archeologiche e dei recenti sconvolgimenti geopolitici.
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Bompiani, 30/11/2016
Abstract: Noi tre è la storia di Pier Vittorio Tondelli, di Filippo Betto e dell'autore di questo romanzo – tre ragazzi che volevano essere scrittori.Venivano dalla provincia, avevano pochi mezzi e "consideravano la letteratura il loro mondo segreto, oltre che la principale ragion d'essere". E poiché avevano quasi tutto in comune, "si amarono come ci si ama da ragazzi, senza remore morali né pietà". L'Italia è quella degli anni ottanta del secolo scorso. Un Paese opulento, di colpo incline a scrollarsi di dosso le molte ipocrisie della tradizione cattolica e di quella comunista. L'Italia che dissipò se stessa nell'ubriacatura del consumismo, ma anche una nazione che finalmente si affacciava alla modernità. Nella musica pop trionfavano le band neoromantiche. In letteratura si riscopriva il minimalismo. Nell'arte tornava l'uso dei pennelli e della tela. La pubblicità – Andy Warhol era ancora vivo – usciva dal dominio dell'economia per entrare in quello dell'estetica. Pier, Filippo e Mario inventarono un linguaggio quotidiano di amicizia, complicità, erotismo. E quella fu la loro "età del jazz" formato tascabile. Erano giovani, si sentivano liberi e persero tutto. Pier incontra subito la notorietà letteraria, pagandola a caro prezzo. Filippo è il più giovane: possiede il distacco dei fratelli minori, ma l'inquietudine lo divora. Mario, che dei tre si direbbe il più forte, è tuttavia il meno sicuro di sé. Pubblicando i loro libri, i ragazzi diventano uomini. Ma alla soglia dell'età matura Pier se ne va per colpa dell'aids. Poi anche Filippo va via, nella maniera contraddittoria e caotica che ha segnato la sua esistenza. Così Mario, rimasto solo, si chiede per anni se raccontare la storia della loro giovinezza meravigliosa e irrevocabile. Si chiede, e continua a farlo, che cosa ne penserebbero gli altri due. E per tentare di capirlo scrive Noi tre.
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HarperCollins Italia, 01/12/2016
Abstract: Un racconto agghiacciante e diabolicamente intelligente scritto dalla regina del crime internazionale.Pam è stata una moglie devota e leale per vent'anni. Con John ha condiviso tutto – gli amici, la carriera, un figlio – e ha vissuto il matrimonio esattamente come previsto dai voti nuziali: in ricchezza e in povertà, nel bene e nel male... Fino al giorno in cui una tragedia ha cambiato tutto. Allora, dopo averla tradita pubblicamente nel modo peggiore, John se ne è andato. Nei tre anni successivi è diventato ricco sfondato mentre lei vive sulla soglia della povertà; la sua vita non fa che migliorare, mentre quella dell'ex moglie peggiora di giorno in giorno. br>Poi la fortuna gira di nuovo, e tutto a un tratto Pam ha l'opportunità di pareggiare i conti. E in un modo che nessuno avrebbe mai potuto prevedere.Questo ebook contiene un estratto di La ragazza dimenticata, il nuovo romanzo di Karin Slaughter.
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Tre amici in cerca di saggezza. Consigli per una vita felice
Beat, 30/11/2016
Abstract: Un filosofo, uno psichiatra e un monaco buddhista – tre voci diverse, tre uomini che di solito si avventurano su strade che all'apparenza non coincidono affatto – si sono riuniti per tentare di rispondere alle domande che ogni essere umano si pone sulla propria condotta di vita, sulla propria maniera di dare un senso all'esistenza. Quali sono le nostre aspirazioni più profonde? Come fare in modo che il nostro mal di vivere non si accresca oltre misura?Come vivere con gli altri? Come sviluppare la nostra attitudine al bene e all'altruismo? Come diventare più liberi?Su ognuno di questi argomenti, e su molti altri ancora, i tre hanno discusso delle loro esperienze, dei loro sforzi e delle lezioni apprese lungo la loro ricerca e il loro cammino.Il risultato è questo straordinario trattato di saggezza a tre voci, un libro limpido e luminoso, fatto di punti di vista differenti che convergono sul compito essenziale dell'esistenza.Un libro per apprendere il mestiere di vivere."La vita è troppo breve per essere sprecata".Christophe André"Pagine illuminanti che fanno davvero bene".Version fémina"Un'opera fondamentale per uomini e donne di oggi".Le Parisien
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Confessioni di un peccatore eletto
Beat, 30/11/2016
Abstract: Robert Wringhim nasce nella tenuta di Dalcastle, in Scozia, verso la fine del XVII secolo, quando il paese è lacerato da violente dispute politiche e religiose tra gli avversari, in larga parte seguaci della Riforma, e i sostenitori, in larga parte cattolici, di Giacomo II, il re costretto a riparare in Francia.Wringhim nasce ufficialmente dall'unione della virtuosa figlia di uno zelante calvinista di Glasgow, un tale Baillie Orde, e George Colwan, erede dei possedimenti di Dalcastle di Balgrennan, "un buontempone" per il quale il timore di Dio non è molto superiore a quello nutrito per gli uomini. Robert non fa neanche in tempo ad emettere il primo vagito che il laird, il possidente di Dalcastle, rende chiaro di non avere alcuna intenzione di concedergli il proprio nome, visto che non intrattiene da tempo rapporti di sorta con sua moglie, rivelatasi ai suoi occhi di gentiluomo di campagna, incline a una rustica allegria, come la più inflessibile e la più cupa tra tutti i lugubri seguaci della Riforma.Così, mentre suo fratello George cresce come un ragazzo generoso e di buon cuore in compagnia del padre nella dimora principale di Dalcastle, per un anno e mezzo Robert vive segregato con la madre in un'ala secondaria del castello, finché non è allevato da Mr Wringhim, l'eminente pastore calvinista, assiduo frequentatore della madre, impietosito a tal punto da acconsentire a dare al bambino il suo nome.Il ragazzo è in tal modo precocemente esposto ai rigori della fede rigida e arbitraria del suo pastore. Gli insegnano a pregare due volte al giorno, e sette volte alle feste comandate, ma solo per gli eletti, dato che agli altri, ai blasfemi, come Lord Colwan e il fratello George, non è riservato altro che la più pura avversione.L'incontro con un enigmatico personaggio, Gil-Martin, un essere con poteri demoniaci o, forse, soltanto il prodotto di una mente alterata, porta alle estreme conseguenze l'esaltazione religiosa di Robert, che arriva a compiere le più efferate nefandezze credendosi il flagello nella mano del Signore, lo spirito devastatore nelle dimore degli empi, immune alle leggi e allo stesso peccato. Così, quando una mattina il giovane George viene trovato assassinato, i sospetti non possono che ricadere sul fratellastro, misteriosamente svanito nel nulla.Scritto nel 1824, Confessioni di un peccatore eletto può essere letto come una magistrale satira dei paradossi della fede, e in modo particolare della dottrina della predestinazione, come un potente affresco dell'identità nazionale scozzese così come si è storicamente data, oppure come quel magnifico romanzo sulla duplicità dell'animo umano che influenzò Robert L. Stevenson nella stesura del suo capolavoro Il dottor Jekyll e mr. Hyde."Un capolavoro inclassificabile: thriller, horror gotico, crime novel, fantasy, trattato di follia, satira della dottrina calvinista della predestinazione".The Independent"Un classico scozzese, un classico della letteratura mondiale".Ian Rankin, Observer "Un'opera così toccante, così divertente, così appassionata, così precisa e così misteriosa, che la sua riscoperta, dopo un lungo oblio, è stata una sorpresa che non ha ancora esaurito la sua risonanza".Karl Miller, The Times Literary Supplement
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Beat, 30/11/2016
Abstract: Venerato un tempo da tutta Napoli, bandito poi dalla città in seguito alle trame ordite da uno spietato nemico, dopo varie peregrinazioni segnate dall'onta dell'onore perduto, all'alba del Settecento Abellino giunge a Venezia. Nelle cenciose vesti dell'ultimo dei vagabondi e dei reietti, si aggira per le calli, incutendo spavento e timore coi tratti alterati del suo viso, degni del più orribile degli angeli caduti.Una triste condizione, che lo spinge verso un destino ineluttabile: diventare il bravo di Venezia, il più temuto e inafferrabile bandito della città dei Dogi.Di lì a poco compare al cospetto del supremo magistrato della Serenissima un giovane di straordinaria bellezza, capace di confondere la mente e l'anima di ogni fanciulla. Dice di essere un aristocratico fiorentino, di chiamarsi Flodoardo e di essere in grado di liberare la città dai bravi, innanzi tutto dal più ripugnante ed efferato di tutti: Abellino.La risolutezza del giovane convince il Doge, che scaccia ogni sospetto di trovarsi davanti a un avventuriero. La sua avvenenza, inoltre, non tarda a fare breccia nel cuore di Rosabella, l'incantevole nipote del supremo magistrato.Opera dello stesso autore de Il monaco, primo romanzo gotico inglese della storia, Il bravo di Venezia è un avvincente racconto ambientato in una Venezia in cui nulla è ciò che sembra.Da grande conoscitore della letteratura tedesca, Lewis lo ricavò riadattando una storia di Heinrich Zschokke. Viene oggi riproposto in una traduzione italiana capace di restituire il duello epico e carico di mistero che l'alimenta, e di catturare l'attenzione del più smaliziato dei lettori odierni."Un'opera che si distingue per varietà e imponenza degli episodi. E per l'immaginario ricco, potente e fervido dell'autore".Samuel Taylor Coleridge "Un romanzo di inizio Ottocento ricco di suspense e mistero".Marzia Fontana, il Venerdì
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Beat, 30/11/2016
Abstract: All'inizio dell'Ottocento, Mary Yellan, giovane orfana di belle speranze e di avvenente aspetto, giunge al Jamaica Inn, una locanda tra i picchi e le scogliere della Cornovaglia, terra, all'alba del nuovo secolo, di pietre e ginestre rachitiche, di pirati e predoni.Dopo la morte della madre, l'unica parente rimasta alla ragazza è la zia Patience, proprietaria della locanda insieme col marito Joss Merlyn. Nel viaggio attraverso la brughiera selvaggia della Cornovaglia, Mary ha immaginato il Jamaica Inn come un accogliente rifugio, una dimora degna di quella zia che, da bambina, le appariva leggiadra come una fata con le sue cuffie ornate di nastri e le sue gonne di seta.Il suo sgomento è grande, dunque, quando scopre che la taverna è un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri della peggior specie, e che della zia Patience, giovane donna vanitosa e piena di vita, non è rimasto nulla. Al suo posto c'è una povera creatura sfiorita, terrorizzata da un uomo gigantesco e brutale: suo marito, Joss Merlyn.Mary Yellan scapperebbe subito da quell'edificio buio e malmesso, dove nessun avventore oserebbe mai mettere piede, se non fosse per lei un punto d'onore difendere la zia dalle angherie di Joss, e se la sfida con quell'uomo violento, sorta forse dalla segreta, inconfessabile affinità sempre esistente tra caratteri forti, non la solleticasse.Quella taverna, dove si danno appuntamento i peggiori sgherri della Cornovaglia, è soltanto il porto di traffici illegali tra la costa e il Devon o è qualcosa di peggio, qualcosa che oltrepassa la stessa enigmatica figura di Joss? E che cosa ha a che fare la stanza chiusa in fondo al corridoio con i carri che si fermano ogni notte nel cortile della locanda? Romanzo in cui personaggi violenti e, insieme, fragili si muovono sullo sfondo di un paesaggio selvaggio, Jamaica Inn è un vero thriller di alta scuola, pieno di suspense e di inaspettati colpi di scena, una delle opere più riuscite dell'autrice di Rebecca, la prima moglie."Jamaica Inn si divora dalla prima all'ultima pagina".The Times "Jamaica Inn è forse il romanzo storico più perfetto che sia stato mai scritto".Good Guide Book
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Amore e inganni ovvero Lady Susan Vernon di Jane Austen finalmente vendicata
Beat, 30/11/2016
Abstract: Deliziosi capelli biondi, delicati occhi grigi e ciglia nerissime, Lady Susan Vernon dimostra non più di venticinque anni, sebbene in effetti ne abbia dieci di più. Il suo contegno è del tutto adorabile e la sua voce e le sue maniere garbate e seducenti. E poi possiede l'incantevole qualità di apparire quasi sempre di ottimo umore, quali che siano le circostanze. Tuttavia c'è chi la giudica impertinente e presuntuosa e sostiene che la condotta da lei tenuta nel cercare marito per la figlia Frederica non si limiti affatto al fare civettuolo in uso nella buona società. Si sussurra che abbia addirittura trascurato il defunto consorte e incoraggiato altri uomini in passato, e stia ora cercando un marito, preferibilmente molto ricco, perfino per se stessa. Per questo, mentre il mondo grida allo scandalo, Lady Susan decide di cambiare strategia e senza preavviso alcuno si presenta a Parklands, dimora di suo cognato, capostipite dell'illustre famiglia DeCourcy. Una residenza rinomata per la straordinaria bellezza della sua facciata palladiana e per il contegno non certo esemplare del suo casato. Qui, nella quiete e nel lusso di un'antica dimora, lontana dalle voci maligne che circolano sul suo conto, Lady Susan intende cercare una nuova via che conduca lei e la giovane Frederica all'agognato altare.Giunto a noi per la prima volta nel 1784, grazie alla penna di una giovane Jane Austen, questa storia ci viene ora raccontata dal nipote di James Martin e della stessa Lady Vernon, Rufus Martin. Inorridito dal modo in cui quell'"autrice zitella, famigerata per le sue narrazioni vergate con penna intinta nel veleno e celate sotto la veste d'agnello dell'Anonimato" ha trattato la figura di sua zia, Rufus si assume quale sacro obbligo il compito di convincere il mondo intero della probità delle intenzioni di Lady Susan. Dal suo puntiglioso resoconto emerge il quadro di una gentildonna moralmente retta, benché scandalosamente attraente e civettuola, che si adopera per il bene della figlia e dell'intera comunità, in netto contrasto con l'epistolario austeniano, posto in calce a questo romanzo.Riuscitissima e divertente riscrittura dell'opera di Jane Austen, Amore e inganni è una commedia di costume diabolicamente spassosa, e imperdibile per tutti i lettori della grande scrittrice inglese, notoriamente inclini ad apprezzare l'ironia più di ogni altra cosa."Se amate la Austen sovversiva, crudele, divertente e scandalosa, allora amerete Amore e Inganni di Whit Stillman".The Times"Un adattamento incisivo e tremendamente spiritoso".Independent"Divertente... Lady Susan rimane deliziosamente malvagia".Vogue
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Adelphi, 15/12/2016
Abstract: Lolly Willowes è una donna amabile e solitaria, "benestante e con tutta probabilità destinata a non sposarsi". Va a Londra dal fratello maggiore. Ma rimane sempre un essere a parte rispetto alla famiglia, dove a poco a poco diventa una "zia Lolly" che tutti pensano di conoscere come un soprammobile. Intanto la mente di Lolly vaga, si allontana, si estrania in modo irrevocabile dal perbenismo bonariamente coercitivo dei suoi parenti.Lolly, in verità, cova da sempre in sé qualcosa, che è una vocazione: la vocazione della strega. Nella sua vita, osservata dall'esterno, sembra che non accada mai nulla. E invece in lei si tesse "un complotto di tenebra". Così, un giorno, Lolly si scrolla di dosso ogni vincolo e va a vivere da sola, in campagna. Ancora non sa che lì è andata per offrirsi come preda al Principe delle Tenebre. Che sarà puntuale ad aspettarla. Con impavida naturalezza, con ironica euforia, Lolly scopre una notte di trovarsi in mezzo a un Sabba e riconosce negli altri accoliti molti fra i suoi paciosi compaesani. Ma più che al Sabba, che finisce sempre per somigliare un po' a un ballo di beneficenza, Lolly è incline al colloquio con il Demonio, si presenti egli come un gatto irsuto o come un guardacaccia o come un paesaggio (e rare volte il paesaggio ha parlato come in questo romanzo). Allora si accende una superba esaltazione amorosa. Lolly, la "vergine negletta", ormai irraggiungibile dalla tediosità del mondo ("No! Non mi avrete. Non tornerò indietro"), ha scoperto quanto vi è di esplosivo in lei ("Ma le donne lo sanno di essere dinamite, e non vedono l'ora che si verifichi l'esplosione che renderà loro giustizia"). Di quella deflagrazione farà dono al suo "amoroso cacciatore", dallo sguardo "che non desidera e che non giudica", con il quale Lolly intreccia il suo dialogo, capriccioso e sottile, fra l'amante e l'amata: "Tu sei oltre, i miei pensieri sprizzano da te come nella teoria della forza centrifuga"."Lolly Willowes" apparve nel 1926.
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Contro-passato prossimo. Un'ipotesi retrospettiva
Adelphi, 15/12/2016
Abstract: Questo romanzo, forse il più sottilmente paradossale e ragionato di Guido Morselli, invece che a un possibile futuro ci guida a un "contro-passato prossimo" pieno di sorprese. Come avvenne che la Prima guerra mondiale fu vinta, non già dalle potenze dell'Intesa, e con esse dall'Italia, ma da quelle degli Imperi Centrali? E come si svolse la sconcertante "Edelweiss Expedition", fulminea, ingegnosissima operazione militare con cui gli austriaci conquistarono nel giro di poche ore l'Italia settentrionale, dando così una svolta decisiva a tutta la guerra? E attraverso quali travagliate vicende sorse, negli anni immediatamente successivi, e sotto la guida di Rathenau, la UNOD (in italiano, Comunità Europea Democratica)? Prendendo le mosse dalle private elucubrazioni strategiche di un oscuro ufficiale nella Vienna del 1910, facendoci passare attraverso "una galleria di feluche, galloni, spalline, decorazioni", attraverso aule di Parlamenti e corridoi di Ministeri, colpi di mano militari, equivoci, sviste, inganni, manovre, astuzie, attentati, Morselli risponde a questi interrogativi, che certo faranno fremere i devoti del "Fatto, questo sacro mostro", ricostruendo davanti ai nostri occhi un passato ipotetico che ha un'allucinante concretezza, una tranquilla plausibilità, tale da indurci a concordare con lui che "il paradosso sta dalla parte dell'accaduto: dall'altra parte se ne sta, sconfitta, quella che chiamiamo (sebbene con ottimismo) 'logica delle cose'".Il puntiglioso accanimento nell'inseguire il dettaglio – di cui si ha una prova sbalorditiva nella prima parte, dedicata alla descrizione della "Edelweiss Expedition" –, la trascinante vena ironica e polemica, la lucidità nel percepire i rapporti fra le forze politiche ed economiche e nell'inserirvi l'azione dei singoli, da Rathenau a Hindenburg, da Giolitti a Lenin, rendono continuamente provocante la lettura di questo romanzo, che è insieme una macchina fantastica nutrita da un sottile estro teatrale e un rovente pamphlet contro la superstiziosa ossequienza alla Storia, che tanto spesso ha impedito e impedisce di vedere come la storia di fatto avviene.
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Neri Pozza, 30/11/2016
Abstract: Nel 1842, come ogni giovane di belle speranze proveniente da Eton, John Maltravers frequenta l'Università di Oxford, iscritto a uno dei più antichi college inglesi, il Magdalen Hall. Nelle ore libere dagli studi coltiva la sua grande passione: la musica. Valente violinista, si esercita spesso nel suo appartamento, accompagnato al pianoforte da William Gaskell, studente al New College ed eccellente pianista. In una notte insolitamente calda, quando Gaskell ha appena lasciato il Magdalen Hall, sfogliando gli spartiti lasciati sul tavolo dall'amico, John è attratto da una copia manoscritta di alcune suite, redatta a Napoli nel 1744. Seguendo uno di quei misteriosi impulsi che sfuggono al controllo della ragione, posa lo spartito sul leggio, toglie il violino dalla custodia e comincia a suonare l'Areopagita, l'unica suite del libro che ha il pregio di un titolo. Alle battute iniziali di un'aria piena di brio, sente dietro di sé un cigolio proveniente da una vecchia poltrona di vimini. Un po' divertito, un po' seccato, senza volgere lo sguardo, conclude l'aria, chiude lo spartito e va a dormire. Qualche tempo dopo, alle prime luci dell'alba di una notte insonne – sotto l'effetto esaltante dell'incontro serale con la bella Constance Temple – dopo aver suonato con incomparabile slancio l'inizio della suite, attaccando di nuovo quell'aria, John riavverte quel rumore sinistro, seguito stavolta da una sensazione inconsueta e sconvolgente. Volge lo sguardo e, nella luce argentea del mattino, scorge, seduta sulla poltrona di vimini, la sagoma di un uomo… Scritto dalla mano sapiente di John Meade Falkner, ispirato a grandi classici gotici come Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, pari per eleganza a capolavori come Giro di vite di Henry James, Lo Stradivari perduto è la storia di una possessione che, nella compita Inghilterra vittoriana, travolge un giovane uomo sino al punto da trascinarlo lontano dagli affetti, dalla fede, dai retti principi morali, tra città gotiche e corrotte, atmosfere pagane e un'Arte così perfetta da sembrare maledetta. La storia della possessione di un rispettabile gentleman vittoriano "Scrivere una ghost-story lunga non è affatto semplice. Molti classici che narrano il soprannaturale tendono per questo a essere racconti. Lo Stradivari perduto rappresenta un'eccezione rara e importante. Un'opera estesa che trascende le limitazioni del genere".The Independent
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Neri Pozza, 30/11/2016
Abstract: Nella prima metà degli anni Settanta, Stella, detta a scuola stelladamore, col nome attaccato al cognome, ha un palazzo intero per madre. A Napoli, tutti lo chiamano Palazzokimbo per via dell'enorme insegna pubblicitaria che campeggia sul tetto. Chili e chili di ringhiere, porte blindate, chiavistelli… un clangore di ferro risuona per i suoi otto piani, fino alla cima, una distesa asfaltata e ricoperta di antenne, da cui si scorge tutta la città, compresa la striscia di mare dove si erge la Saint-Gobain, la vetreria proprietaria degli appartamenti in cui vive il personale della fabbrica. Settanta famiglie di operai, come il papà di Stella, e impiegati ed elettricisti che hanno a che fare con silice, ossidi, nitrati e amianto, e rientrano a casa coi vestiti che sopra i baveri sembra vi sia uno spolvero di talco. All'ottavo piano abita la famiglia D'Amore. Ci sono i genitori, zia Marina, la sorella signorina di papà, i nonni paterni, Stella e sua sorella Angela. C'è pure un gatto, battezzato Otto, per un semplice calcolo d'aggiunta. Tanti D'Amore, e ciascuno con un passo e una voce, un modo di sbattere le porte, di strascicare i piedi, di richiudere sportelli, di calibrare il volume della televisione. Quattro piani sotto vive la signora Zazzà, che calza sempre le pantofole, indossa una quantità di stracci variopinti e cela un segreto che nessuno conosce. Quando non si aggira per Palazzokimbo, Stella trascorre il tempo incantato della sua infanzia con Consiglia, l'amica del cuore coi capelli rossi che le sfiammano lampi sulle spalle, le guance accese e la lingua velenosa. Nel ventre di Palazzokimbo penetrano, però, anche i fatti di fuori, gli eventi terribili della fine degli anni Settanta: la deindustrializzazione, il rapimento Moro, la strage di Bologna… L'esistenza dignitosa della brulicante umanità di Palazzokimbo appare allora soltanto come una fugace parentesi, e l'infanzia incantata di Stella come un breve preludio alla consapevolezza dei guasti della vita che l'età adulta dona. Finalista al Premio Neri Pozza 2015, Palazzokimbo svela il talento di una scrittrice capace di dare nuova linfa al romanzo di formazione e di restituirci con brio e impeccabile scrittura l'atmosfera dell'Italia degli anni Settanta. Romanzo finalista al Premio Neri Pozza 2015."Un romanzo ben costruito. Una forma curata e sicura. La protagonista resta il centro dell'universo narrativo ed esistenziale rappresentato con perizia dentro Palazzokimbo".Mirella Armiero, Corriere del Mezzogiorno - Campania"Domina nel romanzo di formazione della Ventre la fisicità strabordante di ogni elemento, che però ha una scintilla incantatoria agli occhi della bambina, che tutto tramutano in occasione per affrontare e conoscere il mondo".Pier Luigi Razzano, la Repubblica Napoli "Lo sguardo di una bambina su una metropoli tra voci e sortilegi".Fabrizio Coscia, il Mattino"Napoli insegna la cultura della condivisione che oggi in Italia non esiste più".Vittorio Zincone, Sette "Un romanzo dalla forte potenza narrativa...Un libro che coinvolge, perché chi scrive ha il vero dono di raccontare una storia".Romana Petri"Una scrittura molto bella, sapiente, affascinante, sicura".Sandra Petrignani
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Feltrinelli Editore, 01/12/2018
Abstract: "La donna, di quelle che chiamano galanti, era celebre per la sua precoce floridezza, che le era valsa il nome di Boule de suif, palla di sego. Bassa, rotondetta, un vero fior di lardo, dalle dita paffute, strozzate alle falangi, simili a rosari di salsicciotti, dalla pelle lustra e tesa, un seno enorme e prorompente sotto gli abiti, era nondimeno seducente e molto corteggiata, tanta la sua freschezza era gradevole alla vista." Cercando di sfuggire all'invasione dei prussiani, un eterogeneo gruppo di fuggiaschi francesi dovrà cercare di convincere la giovane cortigiana che hanno tutti trattato con disprezzo a salvarli.In una nuova, fresca traduzione, il racconto nato da una sfida lanciata da Émile Zola che consacrò il genio di Maupassant.Numero di caratteri: 85.575
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Neri Pozza, 01/12/2016
Abstract: Romanzo dall'atmosfera hitchcockiana, nella quale i contorni noti e i volti amici si trasfigurano alla luce macabra del sospetto, Ingrossare le schiere celesti è un noir d'autore magistrale, paragonato per lo stile, crudo e poetico assieme, alle migliori opere di Georges Simenon.Gus ha più di cinquant'anni e del mondo conosce soltanto i campi della sua isolata fattoria tra i monti, il bosco limitrofo e il paese di Pont-de-Montvert, nel sud della Francia, in cui saltuariamente è costretto a scendere per fare compere e commerciare. È un uomo schivo, diffidente, di poche parole: tutto ciò che gli interessa è continuare la propria vita senza essere disturbato, tra i suoi animali e la natura circostante, fino alla fine dei suoi giorni. Come unica compagnia, oltre all'amato cane Mars, ha Abel, il vicino, di vent'anni più vecchio, con il quale condivide le serate tra bicchieri di vino e reciproci racconti. Un giorno, mentre sta cacciando con Mars, sente dei colpi d'arma da fuoco e delle grida provenire dalla tenuta di Abel. Si precipita dal vicino e si trova davanti un luogo apparentemente abbandonato e tranquillo. Di Abel nessuna traccia. Sulla neve vicino al recinto brillano però inquietanti macchie rossastre. L'indomani, quando si imbatte finalmente nell'amico, Gus è sorpreso dal suo atteggiamento ostile. Le spiegazioni di Abel trasudano l'odore acre della menzogna. Ha sparato al proprio cane, dice, scambiandolo per una volpe, e non ha altro da aggiungere. Parole ambigue, che sono soltanto il preludio di una serie di avvenimenti oscuri. Di lì a poco, infatti, Mars viene ritrovato al margine del bosco, in apparenza ferito orrendamente da un animale più grosso, ma con accanto al corpo delle tracce confuse e il portachiavi di una Volkswagen. Poi, nelle ore in cui l'intero paese è in lutto e in preda alla costernazione per la morte dell'Abbé Pierre, una delle figure più carismatiche del Novecento francese, un gruppo di singolari predicatori si presenta alla porta di Gus alla ricerca di una collega scomparsa. Il turbamento di Gus si muta allora nella fredda certezza che qualcosa di inquietante sta accadendo lì, tra i suoi monti. Il miglior thriller francese dell'anno...per originalità e potenza delle sue parole, e una trama di prim'ordine.Christophe Laurent, Nice Matin"Un romanzo abbagliante, che mi ha lasciato sbalordito. Che talento! Che lingua! Fa pensare ai romanzi più duri di Simenon".Bernard Poirette"Un romanzo bellissimo, misterioso e struggente".La Cause Littéraire
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Neri Pozza, 01/12/2016
Abstract: Questa ampia antologia degli scritti in prosa di Ezra Pound è la sola che l'autore abbia fatto in tempo ad autorizzare tre mesi prima della morte. Che tratti di poesia, di religione o di economia, la sua voce parla "dal naufragio di Europa", dalla "terra devastata" della cultura occidentale, che forse nessuno come lui ha attraversato con assoluta lucidità e altrettanto assoluta visionarietà. Solo Pound – ha detto una volta Eliot – è capace di vedere tutte le figure del passato come contemporanee: Omero e Cavalcanti, Dante e Mussolini, Mani e Browning, Persefone e Woodrow Wilson, Confucio e Arnaut Daniel sono per lui ugualmente vivi e ugualmente significanti. Per questo l'ABC dell'economia non è meno importante dei principi dell'arte della poesia e la critica, tuttora attuale, del sistema bancario, "che strozza i popoli attraverso la moneta", va di pari passo in queste pagine con una limpida introduzione agli assiomi della religione e della filosofia. Che il poeta che aveva percepito con più acutezza la crisi della cultura moderna abbia dedicato un numero impressionante di opuscoli alla critica della "denarolatria" e dell'usura è, in questo senso, perfettamente coerente. "Gli artisti sono le antenne della specie. Gli effetti del male sociale si manifestano innanzitutto nelle arti. La maggior parte dei mali sociali sono alla loro radice economici". "Pound è il poeta che si è posto con più rigore e quasi con "assoluta sfacciataggine" di fronte alla catastrofe della cultura occidentale".Giorgio Agamben