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Longanesi, 01/08/2014
Abstract: "Cussler è sempre il migliore."USA Today"I romanzi di Clive Cussler sono come quei Blockbuster cinematografici che vorresti snobbare ma no, devi ammettere che vincono loro."la Repubblica"È un magistrale protagonista dell'avventura, non solo scritta ma anche vissuta."Corriere della SeraPer Dirk Pitt, semplicemente, una vita senza avventura non è degna di essere vissuta. Questa volta l'avventura si chiama Qin Shang, un abietto cinese privo di scrupoli e avido di ricchezze che ha fondato il proprio impero sul contrabbando di droga, di armi e soprattutto di vite umane, la sua merce di scambio preferita, al centro di loschi traffici d'immigrazione illegale. E adesso Qin Shang è disposto a qualsiasi cosa pur d'impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell'antica arte cinese razziati da Chiang Kaishek durante la sua fuga dalla Cina e comprendente i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. La formidabile squadra della NUMA, comandata da Dirk Pitt, non ha però alcuna intenzione di stare a guardare. Seguendo le tracce delle criminose attività della sua preda, Pitt scopre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale in una zona lontana dalle comuni rotte commerciali. Perché ha scelto un luogo così improbabile? Che cosa si nasconde dietro quell'impresa? Mentre si prepara la drammatica resa dei conti finale, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il più pericoloso nemico che abbia mai incontrato... Ed è altrettanto certo che Clive Cussler, da narratore di razza qual è, ha fatto centro ancora una volta. Coinvolgente, trascinante, pieno di intrighi, ricco di suspense: Alta marea non è soltanto un concentrato di emozioni e colpi di scena, ma molto di più.
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Longanesi, 01/08/2014
Abstract: "È un magistrale protagonista dell'avventura, non solo scritta ma anche vissuta."Corriere della SeraSi dice che l'anima dei diamanti sia la luce. Ma quale luce può brillare nell'anima di Arthur Dorsett, un uomo che ha eletto i diamanti a sua unica ragione di vita? Un sole nero, accecante per chi osa guardarlo, implacabile con chi tenta di spegnerlo e alimentato dalla certezza di poter dominare il mondo intero. E infatti il mondo degli uomini si prostra davanti al suo immenso potere, ma non così la vera madre dei diamanti, la Terra, sebbene Dorsett creda di poterla ammansire e depredare servendosi di micidiali onde d'urto lanciate dalle sue miniere attraverso gli oceani, onde che per lui significano una nuova, ancor più folle ricchezza e che invece, per la natura, sono soltanto foriere di morte e distruzione. È una storia che si perde nella notte dei tempi, quella della lotta tra la ragione e la sconfinata avidità umana, e lo sa bene Dirk Pitt, che dovrà riviverla armato soltanto di una strenua forza di volontà, dell'aiuto dei suoi più cari amici e della disperata speranza di salvare dall'annientamento milioni di vite umane. Tuttavia, per lui, è anche qualcosa di più: è la possibilità di scrivere l'ultimo capitolo dell'avventura di quei naufraghi che, nel 1856, approdarono alla sperduta e negletta isola Gladiator per fare una sconcertante scoperta; è l'occasione per affrontare i ghiacci dell'Antartide e gli imprevedibili mari tropicali, e soprattutto è la strada che lo porterà a stringere tra le braccia una donna dal cuore più luminoso di qualsiasi diamante...
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Longanesi, 01/08/2014
Abstract: Giugno 1035. Una flottiglia di navi vichinghe individua un approdo favorevole lungo la costa orientale del Nordamerica e vi insedia una colonia, intrattenendo rapporti pacifici coi nativi. Tuttavia, dopo che un manipolo di guerrieri è partito per esplorare le vaste terre a occidente, accade qualcosa di terribile e, al ritorno, gli esploratori trovano ad attenderli un incomprensibile massacro. Resta loro un'unica certezza: il tesoro vichingo non è stato toccato... Febbraio 1894. La nave da guerra Kearsarge, in navigazione da Haiti al Nicaragua, viene speronata da un "mostro d'acciaio" subacqueo che neppure i colpi di cannone riescono a scalfire. Tuttavia, prima che la nave affondi, il comandante Leigh Hunt riesce a vedere, dietro un oblò del misterioso sottomarino, un volto che lo osserva... Luglio 2003. Il viaggio inaugurale nel mar dei Caraibi della lussuosa nave da crociera Emerald Dolphin si muta in tragedia quando a bordo divampa un incendio che, in pochissimo tempo, divora ogni cosa. Per gli oltre duemila passeggeri sembra non esserci scampo, ma Dirk Pitt, al comando della nave oceanografica Deep Encounter della NUMA, lancia una colossale operazione di salvataggio. Perché i sofisticati sistemi di allarme e antincendio della nave non hanno funziona to? Il sospetto di un sabotaggio si rafforza dopo che una violenta esplosione fa affondare il relitto dell'EmeraId Dolphin. Forse qualcuno aveva interesse nel distruggere una nave i cui rivoluzionari motori – che sfruttavano l'acqua di mare come mezzo di propulsione – avrebbero aperto una nuova era nella tecnologia dei trasporti marittimi... Non sarà facile per Pitt svelare i misteri che si celano dietro questi avvenimenti così lontani nel tempo e nello spazio. Per riuscirci, dovrà fare i conti con un'incredibile serie di mostri, umani e meccanici, antichi e moderni, confrontarsi con nemici che non hanno posto limiti alle loro brame di possesso, avventurarsi nei territori al confine tra realtà e leggenda. E alla fine, dopo molte vite perse e molte salvate, sarà proprio quella di Pitt a uscirne cambiata per sempre...
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Feltrinelli Editore, 08/07/2016
Abstract: "La depressione non pregiudica lucidità di pensiero, di giudizio e di comportamento. E capacità di reazione"Il termine depressione è declinato perlopiù al femminile, come se fosse uno sbocco obbligato per la maggior parte delle donne, soprattutto per quelle che non sono più nel fiore degli anni, frustrate dagli insuccessi e dalle speranze deluse, non solamente in campo sentimentale. Eppure esistono prospettive diverse da cui guardare il problema. Una per tutte: la crisi, se affrontata nel modo giusto, prelude quasi sempre a una fase di cambiamento della nostra esistenza, nel senso che potrebbe accrescere una conoscenza più profonda della nostra vita interiore e dei meccanismi di funzionamento della nostra sfera affettiva, incoraggiando la nostra autonomia. Pertanto, a seguito di una crisi depressiva, non è insolito che si verifichi un sorprendente miglioramento della qualità della vita, anche in forme decisamente concrete. Il libro illustra molte storie di donne che, in maniera creativa, hanno saputo trasformare una dolorosa esperienza di crisi in un processo di cambiamento davvero significativo. Attraverso il racconto e l'analisi che ne fa l'autrice, si scopre che la depressione e l'ansia che quasi sempre l'accompagna non sono incontrollabili, perché si possono affrontare con opportune strategie personali vincenti: strategie di sopravvivenza che ci facciano sentire promotori del nostro benessere.
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Cuochi si diventa. Le mille ricette di Allan Bay
Feltrinelli Editore, 09/07/2014
Abstract: La cucina di casa italiana è cambiata di più negli ultimi trent'anni che nei due secoli precedenti. Si pensi alle tecniche nuove (il teflon ha permesso praticamente di eliminare i grassi); si pensi a come sono cambiati i prodotti (la varietà è immensa, la qualità a volte è discutibile ma certamente più ‟controllata"); si pensi alla frollatura della carne e alla comparsa dei pesci, al sottovuoto e alla porzionatura fatta all'origine. I libri di cucina se ne sono accorti poco. Vittime della mistica della Tradizione e del Territorio, hanno continuato a proporre gli stessi piatti, basati sugli stessi ingredienti, la stessa (presunta) cucina regionale di una volta che non esiste più. E intanto i ‟quattro salti in padella" spopolano.Cuochi si diventa è un libro diverso. Per quattro motivi.1. Considera sempre la nuova offerta degli ingredienti, i prodotti veramente disponibili in un buon negozio o al supermercato.2. Affronta i passaggi reali legati oggi alla cottura, dall'utilizzo delle basi a tutti i trucchi per semplificare e velocizzare l'esecuzione, migliorando al contempo i risultati. Il metodo contro l'improvvisazione.3. Tutte le ricette sono ghiotte e interessanti, ma assolutamente semplici, alla portata di qualunque appassionato. Le lavorazioni complesse sono bandite.4. È scritto con levità e gusto del racconto. Ed è condito – ça va sans dire – con aneddoti, avvertimenti scherzosi, citazioni.
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Feltrinelli Editore, 08/07/2016
Abstract: Una coppia manda i figli in vacanza per ritrovare lo spirito da giovani innamorati anche se non sa più da che parte cominciare; un bambino non riesce a sentirsi accettato nemmeno da chi lo rapisce; una ragazzina grassa cerca di spogliarsi del suo corpo per non essere altro che puro sesso; un avvocato che ha scelto di vivere in una bella casetta fuori città scopre di ignorare totalmente la vita che vi conduce la moglie; un ragazzo corteggia una Barbie… I protagonisti dei racconti della Homes sono moderni disadattati, divenuti affettivamente analfabeti, che cercano tuttavia di aggrapparsi a quello che hanno per dare un senso alle proprie vite. Sono persone perbene, della classe media, con belle case, tanti oggetti, eppure sentono la mancanza di qualcosa di fondamentale. Manca per esempio la trasparenza dei sentimenti, che risultano opachi a sé e agli altri, come manca il possesso di affetti, anziché di cose, mentre ci sarebbe, e invece si spreca, il tempo di condividere esperienze con gli altri. Concentrandosi su alcuni episodi significativi delle loro esistenze, la Homes ci restituisce così brandelli di una vita alienata, descritta con uno stile minimalista, attento ai particolari minori, solo apparentemente insignificanti, e lo fa però con calore umano e autentica capacità di empatia. Perché l'insensatezza è di questo mondo, riguarda in fondo tutti noi.
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Feltrinelli Editore, 08/07/2016
Abstract: 1958: un giovane giornalista irrequieto parte per l'Africa dove, tra andate e ritorni, rimarrà per circa dieci anni. A quel tempo il mondo s'interessava veramente a quello strano continente, muto per secoli, che cominciava a parlare e a far parlare di sé. "L'Africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero drizzato la schiena e chiesto il diritto di parola. In Africa cominciavano a nascere degli stati, gli stati compravano armi e molti giornali stranieri si chiedevano se tutto il continente non stesse per muovere alla conquista dell'Europa." E così, nel caldo soffocante del continente, Kapuscinski arriva in Ghana, poi in Congo dove assiste allo smarrimento della popolazione quando Lumumba viene assassinato; poi in Tanganika, Sudafrica, Algeria, ogni volta nei momenti più caldi, all'esplodere di rivolte e rivoluzioni, tentando sempre di capire cosa sta succedendo e perché. Nel 1967 Kapuscinski rientra in Polonia ma non riesce a diventare un giornalista stanziale. Nell'autunno, parte per un viaggio di cinque anni in America Latina. Altro continente povero, dove si svolgono guerre povere, come quella scoppiata nel 1969 tra l'Honduras e il Salvador. La tensione creata da una partita di football tra le due squadre nazionali fa esplodere una tensione ben più profonda, causata dall'emigra- zione di centinaia di migliaia di salvadoregni, alla ricerca di terra e sopravvivenza in Honduras. La guerra termina con una tregua e con il sostanziale mantenimento dei confini preesistenti, ma i due stati si dichiarono soddisfatti: per qualche giorno, infatti, i giornali di tutto il mondo hanno parlato di loro. "I piccoli stati del Terzo, Quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Triste ma vero," conclude Kapuscinski.
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Feltrinelli Editore, 24/01/2009
Abstract: Tre storie di Pepe Carvalho: una riflessione davanti al cadavere di una vecchia fiamma, un'amara considerazione sugli amori che uccidono, un confronto quasi arreso con il cinismo femminile. Tre racconti senza tempi morti, tre misteri che sembrano nascere dai nodi irrisolti del cuore di Pepe Carvalho: si deve sentire responsabile del prezzo troppo alto pagato alla libertà dalla donna che, grazie a lui, ha aperto la gabbia di una vita borghese? Qual è il limite estremo del desiderio? Fino a dove può arrivare la leggerezza del vivere? Tre affondi nel labirinto dei sentimenti, tre magistrali esercitazioni sul tema della passione. Tre casi che forse solo il cuore di un vecchio cinico sentimentale come Carvalho può risolvere.
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Feltrinelli Editore, 28/09/2012
Abstract: Il primo racconto vede Pepe Carvalho impegnato a ritrovare uno strano personaggio scomparso: si tratta di un vecchietto squinternato che si crede l'ultimo erede della casata reale di Castilla e León, Federico III. Le indagini lo portano a investigare all'interno di un gruppo di giovani neofascisti, decisi a utilizzare il vecchio pazzo per attuare un piano criminale. Il secondo racconto è ambientato in un ricovero per vecchi bisognosi nel quale viene trovato morto soffocato un anziano ospite. Il prete del paese, amico e compagno politico di vecchia data di Carvalho, lo chiama per far luce su questa morte a partire da un libriccino rosso, il diario della vittima, che ha fatto parte di un gruppo segreto della guerriglia repubblicana. Nell'ultimo racconto la giovane e affascinante Teresa si reca da Carvalho per chiedergli di indagare sulla morte del nonno. Apparentemente tutto fa pensare a un normale attacco di cuore, ma la giovane ha trovato in un orologio che ha ereditato un bigliettino in cui il nonno dice di essere in pericolo e che questa volta l'avranno vinta loro.
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Guanda, 21/08/2014
Abstract: Il benessere del corpo nella nostra società è al centro di continui dibattiti e per alcuni è diventato una vera e propria ossessione. Ma per prenderci davvero cura di noi stessi dobbiamo puntare a ottenere anche un altro tipo di benessere, certo non meno importante: il benessere della mente. La psicoterapeuta Philippa Perry ci offre un semplice e chiaro manuale che descrive i principali meccanismi alla base del funzionamento della mente e ci guida in una serie di esercizi mirati ad aumentare la nostra consapevolezza, cambiare punto di vista e stimolare la creatività. Rimanere in equilibrio sul sottile filo che separa una vita dominata dal caos da una routine costretta da vincoli eccessivi richiede infatti uno sforzo costante. E non esistono ricette infallibili: se ci sentiamo prigionieri delle abitudini dobbiamo cercare di essere meno rigidi e più predisposti a stringere nuovi legami; se invece viviamo un periodo di smarrimento e confusione, ci servirà una bussola che ci indichi dei punti fermi, come un marinaio che ha perso la rotta deve ritrovare e seguire la Stella Polare. Questo piccolo ma prezioso libro è una guida pratica per affrontare qualsiasi sfida e trarre maggiore soddisfazione dalla vita quotidiana. E per provare a essere felici.
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Com'è difficile essere un leone
Salani Editore, 21/08/2014
Abstract: Non ti senti abbastanza forte e in gamba per difenderti dai compagni prepotenti? Vorresti ruggire come un leone per spaventare bulli e bambine smorfiose? Anzi, vorresti poter 'diventare un leone'? Non esprimere mai questo desiderio davanti al tuo cane. Potrebbe essere un ex mago capace di esaudirlo. Così, il protagonista di questo libro, trasformato in leone, vive male nel deserto, male come fenomeno da baraccone, male in America come star televisiva, malissimo anche nel suo ambiente naturale africano. È troppo uomo per essere una belva, troppo animale per comunicare con gli uomini, anche se sa scrivere. Poi le cose si risolveranno, e avrà un figlio... Leone. "I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti". Uri Orlev
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Più ore passiamo a seguire in tv i presunti virtuosismi di aspiranti cuochi, meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente. Michael Pollan, si sa, ama i paradossi, e nel tentativo di sciogliere quello alla base del suo nuovo libro è partito per un viaggio sulle piste dei quattro elementi con cui da tempo immemorabile cuciniamo (acqua, aria, ferro, fuoco), e a caccia dei piccoli ma affascinanti misteri che i cuochi veri rivelano a chi sa ascoltarli. Un'avventura che lo ha portato molto lontano – nelle immense fornaci dove si prepara un barbecue leggendario in tutti gli Stati Uniti, ad esempio – e molto vicino, sui tavoli delle nostre cucine: che dopo aver letto questo libro non riusciremo più a guardare (né a usare) nello stesso modo.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Quando, nel dicembre 1747, ritorna in Italia, Lady Montagu è una cinquantottenne insieme appagata e disillusa. Alle spalle si lascia le sequenze di una parabola romanzesca: la precoce vocazione letteraria; la fuga e il matrimonio contro la volontà paterna; l'ascesa nella società politico-intellettuale inglese; il soggiorno, accanto al marito ambasciatore, a Costantinopoli, da dove importerà un metodo di immunizzazione dal vaiolo (la malattia che ha oltraggiato la sua bellezza); l'epilogo deludente della relazione con il letterato Francesco Algarotti. All'orizzonte sembra dunque profilarsi una vecchiaia solitaria, "non dissimile da quella di Robinson Crusoe".L'autunno della vita le riserverà invece la grazia di un insperato equilibrio e di una saggezza dolorosa, rischiarata dalla luce dei luoghi dove per lo più risiede: quello "straordinario punto della Terra" tra il lago d'Iseo, le terme di Lovere e gli "invalicabili" monti circostanti. Ne sono testimonianza queste vibranti lettere a Lady Bute, moglie del Primo ministro d'Inghilterra, diagramma di un rapporto tra madre e $glia di toccante intensità, nelle quali Lady Montagu si dedica a un vero e proprio scavo della natura umana e nel contempo indica a Lady Bute le vie di una pedagogia libertaria e antiretorica, e di un'emancipazione realistica ma inflessibile.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Per Anna Maria Ortese, qualsiasi cosa tocchi con la parola, la materia si trasforma in quella "materia indivisibile di cui parla la fisica nei suoi momenti di sogno". Come ogni vero scrittore fantastico la Ortese, probabilmente, non vorrebbe essere tale. Vorrebbe soltanto nominare la realtà che conosce. Ma la sua realtà è subito allagata da una piena di immagini, che la rendono multipla, variegata, senza fondo. "Tutto era infinitamente più grande, più mutevole, più bizzarro di quanto io potessi capire": questa sembra essere stata, sembra essere ancora, per lei, la sensazione primaria. In questo nuovo libro di racconti, il primo dopo lunghi anni di silenzio, ci troviamo da un capo all'altro immersi in questa realtà seconda, spesso angosciosa, o minacciosa, ma anche talvolta attraversata da un trillo di incantevole comicità o da un'aerea ebbrezza. Oltre a quello narrativo, vi è poi un altro versante nella sua opera, che si mostra nelle ultime due, mirabili prose di questo libro. Come definirle? Meditazioni? Comunque, proprio in questa zona, nella conversazione immaginaria intitolata "Piccolo drago", incontriamo una autoconfessione che accende la lingua italiana di un pathos visionario quale raramente ha avuto l'occasione di ospitare. Qui stillano come gocce infuocate le parole di qualcuno che può dire di sé: "l'inferno di questo secolo non mi fu ignoto né estraneo". E qui la voce della Ortese, che altrimenti sussurra "in sonno e in veglia", improvvisamente vibra di offesa eloquenza per difendere l'esistenza animale, che è anche la nostra esistenza animale, di quella parte di noi che appartiene ai "popoli muti di questa terra, i popoli detti Senza Anima – dal Dittatore fornito di anima – e per di più mortale! – che è il loro carnefice da sempre".
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: "A tutti i lettori che desiderano qualcosa di inaudito, che li porti di colpo oltre i confini della realtà; a tutti i lettori appassionati, annoiati, sazi, entusiasti, drammatici, frivoli, passeggeri, costanti – consiglio questo bellissimo libro, uno dei pochi destinati a onorare la letteratura italiana del dopoguerra. È stato pubblicato venti anni fa; ma sembra che nessuno l'abbia mai comprato, nessuno l'abbia mai letto. È come la principessa della fiaba, la cui bellezza si nasconde dietro gli stracci e la cenere. Soltanto alcuni happy few hanno alzato il velo grigio, hanno scosso con la mano la cenere, e sostengono che è un capolavoro" (Pietro Citati).Quando il giovane milanese Aleardo, di famiglia ricca, nobile e illuminata, decide di approdare con il suo yacht nella sperduta isola di Ocaña, al largo del Portogallo, non sa quale inusitata avventura, e quale incontro fatale, lo attendano. Fino a quel momento, egli è "il compratore di isole", sempre incerto su quale comprare, perché Aleardo è sì facoltoso, ma anche rispettoso della generale dignità del creato e non vorrebbe turbarlo con indiscrete iniziative. Come giocando, un suo amico editore lo aveva sfidato a fornirgli un manoscritto capace di risvegliare i lettori intorpiditi per eccesso di offerte: e precisamente "le confessioni di un qualche pazzo, magari innamorato di una iguana". Appunto l'iguana attende Aleardo nell'isola di Ocaña, sotto forma di una "bestiola verdissima e alta quanto un bambino, dall'apparente aspetto di una lucertola gigante, ma vestita da donna, con una sottanina scura, un corsetto bianco, palesemente lacero e antico, e un grembialetto fatto di vari colori". Quell'iguana, come la prima materia dei testi alchemici, è ciò che di più vecchio e insieme ciò che di più giovane si possa trovare nella sostanza del mondo, è la natura stessa nel suo perenne invito alla "fraternità con l'orrore". Intorno a questa principessa-servetta e al suo principe illuministico e bisognoso di iniziazione la Ortese ha intessuto una perfetta favola romantica, genere fra i più ardui, che già aveva tentato vari grandi scrittori di lingua tedesca, da Novalis a Hofmannsthal, mentre in Italia non sembra aver attirato nessuno, forse anche per la profonda estraneità della nostra letteratura alla vena fosforeggiante del romantico. "L'Iguana" fu pubblicato per la prima volta nel 1965, incontrando una generale incomprensione. Oggi sappiamo che questo romanzo, nella sua impeccabile commistione di incanto e ironia, è destinato a rimanere un approdo felice per chiunque ami la letteratura.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Si può dire che Pirandello sia fra gli scrittori più celebrati, ma meno compresi. Ammiratori e detrattori, quando parlano di lui, tendono irresistibilmente a lanciarsi in disquisizioni generiche e astratte. Leonardo Sciascia, che conosce Pirandello nelle vene, ha scelto la via opposta: ha cercato i particolari rivelatori, nella vita, nell'opera, nella fortuna letteraria, nel gioco delle influenze. E con la somma di tanti di questi particolari – come se ciascuno fosse una lettera dell'alfabeto – ha composto questo "Alfabeto pirandelliano", che illumina Pirandello con tanti fasci di luce obliqua, in modo da rendere la sua presenza molto più viva e immediata di quella che ci potrebbe offrire un ritratto frontale. E questo è un procedimento che ci aiuta a capire anche lo scrittore Sciascia, assertore di una verità che non si stanca di seguire per le vie più tortuose, dove tanto spesso ci aspetta al varco.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Per Candido Munafò, giovane mite, testardo e riflessivo, "le cose sono sempre semplici". E sarà appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli le varie disavventure della sua vita, il cui racconto si articola in una serie di capitoletti che rimandano al "Candide" di Voltaire.La forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a Sciascia, gli permette di assumere la giusta distanza – e dà un passo leggero, aereo a questo libro, che è forse anche il più intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi.
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Fa' che questa strada non finisca mai
Bompiani, 27/08/2014
Abstract: "Qualcuno dice però che, tra le sofferenze di quella notte e del giorno successivo, la più grande per il Nazareno fu quella di non vedere me, e io penso che quel qualcuno abbia ragione, perché non solo io e quell'uomo eravamo veramente amici, ma lui è stato il più grande tra tutti i miei amici, e forse io il suo."Lo si capisce leggendo attentamente il Vangelo: quella tra Gesù e Giuda Iscariota fu una grande amicizia, che crebbe a dispetto della radicale differenza di vedute tra i due, e che nemmeno il tradimento riuscì a cancellare.Giuda amava la legalità, l'armonia, Gesù amava le eccezioni, e portava la guerra. Giuda è un ebreo devoto, un uomo razionale, che tradisce Gesù nella speranza di salvarlo dall'ira della gente e soprattutto dalla sua "presunta" follia, affidando il suo destino alla Legge di Mosé mediante un regolare processo.Solo dopo avere compiuto il suo gesto Giuda comincia a rendersi conto dell'enormità del proprio sbaglio, e dell'orrore che, attraverso quella porta aperta, fa il suo ingresso nel mondo. Tuttavia l'ultima parola non è ancora stata pronunciata: nemmeno tutte le tenebre del mondo possono cancellare la realtà dell'affetto che li ha uniti.
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Feltrinelli Editore, 26/08/2016
Abstract: "Vieni fuori con me." "No. Neanche per sogno." "Seguiamo qualcuno. Ti faccio vedere. Copiare può essere molto divertente.""Un romanzo eccezionale, incredibilmente spassoso e ricco di colpi di scena." The Times"Danny Wallace è uno dei più brillanti talenti inglesi." GQ
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Molto si parlò di questo libro, quando apparve nel 1979. Ma allora notando soprattutto ciò che Sciascia vi dice della realtà pubblica che lo circondava: l'Italia come paese "senza verità", dal caso del bandito Giuliano all'affare Moro, la cui ombra si stende sulle ultime pagine di "Nero su nero". Leggendolo oggi, affiora però con altrettanta evidenza la sua altra faccia, più segreta: quella del libro dove Sciascia ha consegnato, con scrupolosa precisione, pagine essenziali sul suo modo di intendere lo scrivere e la letteratura, che proprio qui viene mirabilmente definita quale "sistema di "oggetti eterni" ... che variamente, alternativamente, imprevedibilmente splendono, si eclissano, tornano a splendere e ad eclissarsi – e così via – alla luce della verità". (Parole che vanno lette accostandole ad altre, significativamente fra parentesi, dove si dice che la letteratura "è la più assoluta forma che la verità possa assumere"). Si direbbe dunque che, in questo momento, ciò che per Sciascia era più personale e nascosto venisse naturalmente a mescolarsi con i fatti della cronaca. Così nacque "Nero su nero", accumulandosi per dieci anni torbidi, fra il 1969 e 1979, ma obbedendo sempre a un imperativo di chiarezza e nettezza – libro indispensabile per capire Sciascia in genere e soprattutto il suo ultimo periodo. E, di fatto, già il titolo risponde parodisticamente alla banale accusa di pessimismo che tanto spesso gli fu rivolta in quel decennio e anche dopo, offrendoci "la nera scrittura sulla nera pagina della realtà".