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minimum fax, 29/08/2019
Abstract: Remoria è la città che sarebbe sorta se al posto di Romolo, nella leggenda di fondazione fratricida, a vincere fosse stato Remo. È il negativo occulto di Roma, il rimosso che aleggia perenne e che preme per tornare in superficie. Remoria non dovrebbe esistere eppure è in continua espansione: erode i confini, ribalta le gerarchie e dissolve la logica della fu Città Eterna. Perché la logica non può rendere conto di quell'immensa parte di Roma che sta fuori dal centro: la razionalità non può spiegare il Grande Racconto Anulare, la "borgatasfera" che si addensa delirante per chilometri su entrambi i lati dell'anello autostradale, le tribù di giovani mutanti che nascono in mezzo a quel niente e cambiano tutto.Raccontare Roma oggi pare un'impresa disperata, non c'è narrazione che possa contenerla. Valerio Mattioli rovescia dunque la prospettiva: parte dal fantasma, dal doppio indicibile delle sue periferie per plasmare una mitologia parallela, che inizia nella Ostia di Amore tossico, passa per la nascita delle bande metropolitane, attraversa la stagione dei rave party, e atterra in un presente dominato da rovine piovute dal futuro, discariche e campi rom. Mescolando storia delle sottoculture, psicogeografia e romanzo di formazione, e annaffiando il tutto di scienza alchemica e fantahorror lovecraftiano, Remoria è una lunga lettera d'amore che dalla Centocelle del coatto sintetico Ranxerox viene indirizzata a tutte le periferie del pianeta, nel tentativo di far riemergere la città che potrebbe essere e che (ancora) non è.
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Un ragionevole uso dell'irragionevole. Saggi sulla scrittura e lettere sulla creatività
minimum fax, 19/09/2019
Abstract: "A parer mio quasi tutti sanno cos'è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una". Così afferma Flannery O'Connor in uno dei suoi saggi. E considerazioni analoghe, sulla scrittura, sui suoi dilemmi e sul mistero della creatività, si possono trovare in molte delle lettere nelle quali discute della sua opera e chiede consigli ad amici del calibro di Robert Lowell o Elizabeth Bishop.Un ragionevole uso dell'irragionevole (che raccoglie in un solo volume Nel territorio del diavolo e Sola a presidiare la fortezza) si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. E se nei saggi l'autrice, pur rifiutando ogni degenerazione moralista, mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino, nelle lettere ci guida in un mondo popolato da autori, lettori, critici e agenti, intrecciando alle riflessioni letterarie un florilegio di osservazioni amare, ma sempre ironiche, su ogni aspetto del reale, compresi fatti di cronaca dell'epoca. Il tutto impreziosito dai commenti caustici e divertiti di un'autrice di cui, a distanza di anni, continuiamo ad ammirare la lucidità rara e l'innato talento.
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minimum fax, 12/09/2019
Abstract: Il campo è quello di Gerlospass, sulle Alpi austriache. Tommaso, insieme a un gruppo di prigionieri polacchi, ucraini e italiani, lavora alla creazione di una linea elettrica tra il Tirolo e il Salisburghese. Tirano su i pali del telegrafo nella neve, sotto un cielo livido e inclemente. Le giornate hanno l'odore asprigno dei mantelli bagnati, le scarpe sono basse e rotte, le labbra dolenti come i muscoli. Alla sera, gli stanzoni si riempiono del fumo delle stufe. Fuori dai vetri corre l'urlo delle abetaie lungo i pendii lisciati dalle tormente e di notte si sente il tonfo delle imposte. Ogni tanto del pane raffermo e una tazza di caffè di ghiande danno un po' di sollievo alle gambe stroncate. Ma non si aspetta più nulla. Si guarda soltanto l'assurdo candore della neve e si pensa che l'inverno non sia più una stagione, ma uno stato dell'anima, una sorte chiusa, come se la prigionia durasse da sempre e la vita, ormai, fosse stata recisa.Oreste Del Buono è tra i primi in Italia a raccontarci l'esperienza del lager, con una lingua ruvida e urgente ma di grande espressività, e quasi in presa diretta: Racconto d'inverno, scritto sulla base di una breve novella, uscì alla fine del 1945. Ma la sua testimonianza trascende la Storia e finisce per illuminare una condizione umana universale, quel senso di smarrimento che allora fu avvertito da molti scrittori europei: l'assistere stranieri al muto dolore del mondo e alla sua insensatezza; l'impossibilità di tornare alle parole di prima, dopo l'esperienza della guerra e della deportazione; il tradimento di tutte le attese e di tutte le speranze.
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minimum fax, 12/09/2019
Abstract: Amici e complici di bravate, sesso e avventure, un giornalista e un fotografo americani si immergono e ci accompagnano in un lungo itinerario fra Oriente e Occidente. Nell'inferno della Cambogia, ancora segnata da un profondo retaggio di stragi e violenze, il giornalista si innamora perdutamente di Vanna, una prostituta proveniente dalla capitale. Ma anziché trovare un impossibile e forse ipocrita riscatto nell'amore, continua le sue peregrinazioni in un mondo nel quale degradazione e purezza formano un binomio inestricabile. Tra taxi-girl e turisti del sesso, tra cinismo e perdizione, Storie della farfalla è una fiaba crudele, che trasforma in incubo contemporaneo il sogno romantico dell'amore assoluto, dell'innocenza felice. Vollmann si spinge a individuare nella prostituzione e nello scambio economico "onesto" che la sottende la perfetta incarnazione dell'amore nell'era del capitalismo e del mercimonio; racconta il mercato del sesso e i suoi orrori senza alcun compiacimento o patetismo, e proprio per questo sa rappresentare l'Occidente e gli eccessi del postcolonialismo con una brutalità e un'autenticità che forse il solo Houellebecq di Piattaforma ha saputo eguagliare.
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Statale 106. Viaggio sulle strade segrete della 'ndrangheta
minimum fax, 07/11/2019
Abstract: Un viaggio di 104 chilometri su una strada a doppio senso, stretta tra le acque del mar Jonio e le pendici dell'Aspromonte: il percorso da Reggio a Siderno dura solo un'ora e mezza di auto, ma dalla Calabria si ramifica attraverso cinque continenti e oltre quarant'anni di crimini.Dall'omicidio del potentissimo amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lodovico Ligato fino a maxioperazioni di riciclaggio a Hong Kong; dai rapporti privilegiati coi narcos colombiani fino al brutale assassinio del giornalista Ján Kuciak e di Martina Kusnírová, in Slovacchia; dal più grande carico di ecstasy di tutti i tempi nascosto nel porto di Melbourne, fino alle guerre che stanno insanguinando i sobborghi di Montréal e Toronto: guidare sulla Statale 106 significa risalire fino alla sorgente del fenomeno globale 'ndrangheta, un'organizzazione capace di celebrare i riti ancestrali di una Madonna in lacrime mentre mette a segno spericolate operazioni finanziarie internazionali da milioni di euro.Statale 106 è un viaggio dentro la storia e la psicogeografia, e il suo punto d'arrivo non può che essere quello di decifrare la mente degli affiliati.Con l'istinto infallibile del giornalista d'inchiesta, la passione del romanziere e l'emozione di chi racconta la propria terra d'origine, Antonio Talia ha costruito un reportage lucido e pieno di rabbia, un'immersione nel male che ha il sapore aspro della verità.
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Gli dei notturni. Vite sognate del ventesimo secolo
minimum fax, 23/01/2020
Abstract: Cosa sognava la giovane Marilyn Monroe, operaia in una fabbrica di fusoliere? E quali erano le visioni che angustiavano Aldo Moro nei giorni della sua prigionia? Quali incubi colsero Janis Joplin durante la sua ultima notte?Danilo Soscia interroga il mistero e il mito del Novecento. Donne e uomini del cinema e dello spettacolo, capi di stato e politici, musicisti, pittori, scrittori e scrittrici, scienziati, sportivi, anime nere e irregolari, santi e abietti, tutti insieme in un variopinto corteo, in una variopinta sinfonia. Tommaso Landolfi corteggia il Caso a Sanremo, nelle pieghe ostili della roulette, Eva Braun consulta arcane sibille berlinesi, Sylvia Plath riscrive in trance la storia di Dedalo e Icaro, Giulio Andreotti sogna un'epidemia di peste, Amedeo Modigliani dialoga di notte con i suoi dipinti, Charles Bukowski brinda con la morte in un cimitero semiabbandonato di Hollywood.Fedele lettore del Libro dei sogni di Artemidoro, Soscia scrive quaranta esemplari "ipnografie", ovvero biografie colte nella loro completezza ermafrodita, del tutto vere e del tutto fasulle. Gli dei notturni riempie, con il racconto onirico, il vuoto lasciato dalla storia ufficiale, e fa del sogno un testo irriducibile, una matrice che attraverso percorsi imperscrutabili si incarna nelle esistenze e le divora.
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minimum fax, 24/10/2019
Abstract: Tra autobiografia e racconto, saggio e meditazione filosofica, quindici scrittori di grande talento sono stati chiamati dalla Bbc a parlare di una specifica parte del corpo umano. Il risultato è sorprendente e felice: un viaggio buffo e spesso commovente attraverso il misterioso paesaggio dei nostri corpi. Una lezione di anatomia affidata alla fantasia e alla creatività.In Lezioni di anatomia, ogni scrittore ha ispezionato una parte del corpo diversa, attingendo a ogni possibile fonte: la saggistica esistente in materia, la filosofia, l'esperienza personale. E così, Naomi Alderman si immerge nelle spire degli intestini e della nostra ossessione per il cibo; Thomas Lynch celebra il ventre come fonte costante del miracolo della vita; A.L. Kennedy esplora la stupefacente capacità del naso di rievocare i ricordi, e Philip Kerr ricostruisce la grande storia del cervello e dei chirurghi che hanno insegnato a dissezionarlo.Racconti di:Naomi Alderman / Christina Patterson / A.L. Kennedy / Ned Beauman / Abi Curtis / Kayo Chingonyi / Mark Ravenhill / William Fiennes / Annie Freud / Philip Kerr / Daljit Nagra / Patrick McGuinness / Chibundu Onuzo / Imtiaz Dharker / Thomas Lynch
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Fedele a me stesso. Interviste 1971-2011
minimum fax, 07/11/2019
Abstract: Clint Eastwood è l'unica star del cinema americano che abbia modellato la propria carriera attraverso film da lui prodotti e spesso diretti e/o recitati. Ed è anche uno dei registi in attività più prolifici, avendo all'attivo quasi quaranta lungometraggi, dall'esordio dietro la macchina da presa di Brivido nella notte al recente The Mule, passando per autentici capolavori come Million Dollar Baby, Gli spietati, Mystic River, Gran Torino.Se come attore la sua fama rimane legata soprattutto ai ruoli del pistolero senza nome nei film di Sergio Leone e al personaggio dell'ispettore Harry "la carogna" Callaghan, come regista ha saputo muoversi all'interno del sistema hollywoodiano rispettandone le tradizioni ma rifiutandosi di aderire alle mode culturali ed estetiche, esplorando in chiave personale e spesso problematica una grande varietà di temi, dalla vita d'artista alla natura dell'eroismo, dal culto della violenza virile alla fragilità dei sentimenti, dal razzismo insito nella società americana all'etica dell'individualismo.Le interviste qui raccolte coprono i quattro decenni della carriera di Eastwood come regista, concentrandosi tanto sulle sue prassi concrete quanto sulla sua poetica e filosofia. E forniscono il ritratto completo e sfaccettato di un vero artista, popolare e raffinato al tempo stesso.
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minimum fax, 31/10/2019
Abstract: Dal Barile magico, pubblicato nel 1958, un anno dopo Il commesso, e insignito del National Book Award, la produzione di racconti e la loro pubblicazione in raccolte ha accompagnato l'intera carriera di Bernard Malamud. E se il successo di pubblico e la fama di questo autentico faro della narrativa ebraico- americana restano profondamente legati a romanzi potenti e originali come L'uomo di Kiev e Le vite di Dubin, la critica e la storiografia letteraria non hanno mai avuto dubbi nel considerare Malamud un maestro del racconto, vicino per sensibilità, raffinatezza e penetrazione psicologica a Cechov, e al tempo stesso caposaldo di una grande tradizione americana che, da Poe a Hemingway, da Cheever a Carver, ha portato la narrazione breve a vertici insuperati. In questo volume sono raccolti tutti i 55 racconti che Malamud ha scritto tra il 1940 e il 1982, precedentemente assemblati, oltre che nel Barile magico, in raccolte magnifiche come Ritratti di Fiedelman e Il cappello di Rembrandt o pubblicati postumi nel Popolo. Un opus impressionante, un susseguirsi di piccoli gioielli che, letti assieme o gustati uno a uno, offrono il ritratto a tutto tondo di una delle più grandi voci del Novecento americano.
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minimum fax, 16/01/2020
Abstract: Sono trascorsi sedici anni da quando "Ray Boy" Calabrese è stato condannato per l'omicidio di un ragazzo, e adesso è arrivato il momento di uscire di prigione e tornare a Gravesend, il quartiere di Brooklyn nel quale è cresciuto e di cui era il re indiscusso. Ad aspettarlo c'è il fratello della vittima, Conway D'Innocenzio, che non si è mai ripreso dalla tragedia e sa di doversi vendicare se vuole salvare la propria reputazione e, forse, ricominciare a vivere. Ma, per quanto abbia un piano perfetto per punire Ray Boy, Conway non riesce a compiere il passo definitivo, e precipita in una spirale di autocommiserazione, disprezzo di sé e scoperta di ciò che si agita nel profondo della sua anima. Nel frattempo anche Alessandra, un'attrice fallita, è tornata a Gravesend dopo la morte della madre, e trascorre le sue giornate combattuta tra il desiderio disperato di tornare a Los Angeles il prima possibile e la facilità con la quale potrebbe tornare a immergersi nella vita del suo quartiere.Due vite simili, tormentate e combattute, e un'unica ricerca di salvezza e riscatto, che porterà le strade di Conway e di Alessandra a incontrarsi.Gravesend è un romanzo duro e insieme profondamente passionale, nel quale le atmosfere di Brooklyn acquistano una concretezza e una forza senza pari: una storia di vendetta, disperazione e fuga che ha imposto William Boyle come una delle voci più originali e interessanti del noir americano.
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Scrivere di musica. Una guida pratica e intima
minimum fax, 13/02/2020
Abstract: Nel suo piccolo, anche il critico musicale soffre un castigo di Sisifo. Di fronte al suo reportage, alla sua recensione, al suo profilo ci sarà sempre qualcuno pronto a ricordare quella battuta famosissima, quel motto molto arguto e feroce, forse di Frank Zappa, forse di Elvis Costello, forse di Thelonious Monk. Ma in fondo conta poco chi lo disse per primo, perché quel motto – "scrivere di musica è come ballare di architettura" – funziona sempre. Il critico musicale, soprattutto quello di musica rock e pop al quale Lo Mele si rivolge, deve dunque lasciare rotolare a valle il macigno di Sisifo, e in cima alla collina preoccuparsi solo di ballare bene di architettura.Questa guida pratica e intima vuole appunto fornire un aiuto concreto per danzare con le parole, per scrivere bene di musica. Nasce dall'esperienza profonda e varia del suo autore, direttore di uno storico mensile di musica e cultura, docente di Linguaggi della musica contemporanea, e membro fondatore di un gruppo rock, i Perturbazione, che ha segnato almeno due generazioni di ascoltatori. Senza semplificazioni dannose né fumisterie ancora più dannose, Lo Mele discute e illustra con esempi significativi i vari fronti su cui il giornalista musicale si trova oggi impegnato, mantenendo un occhio attento al contesto tecnologico ed economico profondamente mutato negli ultimi venticinque anni, ma non dimentica mai che chi scrive di musica, anche professionalmente, lo fa prima di tutto per passione.
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minimum fax, 15/11/2019
Abstract: La solitudine del maratoneta, che minimum fax ripubblica a sessant'anni dalla sua prima uscita, deve la sua fama a una suggestiva trasposizione cinematografica di Tony Richardson, ma soprattutto allo stile innovativo, e ancor oggi modernissimo, della scrittura di Sillitoe. La novella che dà il titolo alla raccolta è un lungo e inarrestabile fiume in piena di sessanta pagine che ripercorre, durante una maratona, i pensieri agitati di Colin Smith, un giovane scapestrato rinchiuso in un riformatorio che continuerà a chiedersi a ogni passo della sua gara per chi o per cosa stia correndo, trovando l'unica risposta possibile ormai quasi giunto al traguardo.Di racconto in racconto, Sillitoe ritrae un'Inghilterra proletaria, frustrata o ribelle, attraverso una serie di personaggi colti nella loro quotidianità e proprio per questo emblematici di uno dei periodi più fecondi della cultura britannica del Novecento. Difficile perciò pensare a un'opera che, più della Solitudine del maratoneta, possa ambire allo status di capolavoro del realismo inglese contemporaneo.
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Afghanistan Picture Show ovvero, come ho salvato il mondo
minimum fax, 13/02/2020
Abstract: Nel 1979, ventenne, William Vollmann si appassiona alle sorti dell'Afghanistan invaso dalle truppe sovietiche e comincia a passare da un lavoro all'altro, cercando di accumulare il denaro sufficiente per partire e affiancare i mujaheddin nella loro lotta di liberazione contro i russi. Nel 1982 parte alla volta del Pakistan, dove trascorrerà buona parte del suo soggiorno in casa di un generale afgano in esilio, parlando con i capi della resistenza, con funzionari pakistani e internazionali che gestiscono gli aiuti per i profughi, e con i profughi stessi, sia quelli più fortunati che si possono pagare la permanenza in città sia i moltissimi costretti a vivere in condizioni pietose nei campi.Un'esperienza in larga parte fallimentare, che Afghanistan Picture Show racconta a posteriori attraverso lo sguardo di un Vollmann più adulto e consapevole, capace di guardare con ironia e affetto il proprio io più giovane e ingenuo, che riesce sempre a porre le domande più sbagliate alle persone sbagliate, mentre si contorce tra i dolori della dissenteria. Tra conversazioni piene di equivoci ed estenuanti camminate nell'impervio territorio afgano, trascinato e talvolta trasportato pietosamente dai mujaheddin, Vollmann mette in scena l'idealismo ingenuo e il colonialismo dello sguardo americano sul mondo, in un'opera ibrida che si muove tra romanzo e diario, saggio storico e reportage.
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minimum fax, 27/02/2020
Abstract: Michael Davenport è un poeta ambizioso, convinto che il proprio talento lo porterà alla fama, e insegue un'idea di arte lontana da ogni compromesso. Nonostante abbia scoperto, appena dopo le nozze, di aver sposato una ricchissima ereditiera, accetta un modesto impiego in una visita di second'ordine in attesa di una svolta nella sua carriera di scrittore.La giovane moglie Lucy non capisce perché Michael si rifiuti con tanta ostinazione di sfruttare un benessere economico che è a portata di mano, ma si adatta al nuovo tenore di vita e anzi resta ammaliata dall'ambiente bohémien fatto di giovani artisti di successo e ragazze affascinanti. Però di una cosa Lucy è certa: tutte le persone che frequenta e che ha intorno sembrano più felici di lei.Penultimo romanzo di Richard Yates, pubblicato negli Stati Uniti nel 1984 e rimasto inedito in Italia fino a oggi, Il vento selvaggio che passa torna, a distanza di più di vent'anni, a esplorare i grandi temi che erano stati al centro di Revolutionary Road: la vita coniugale come trappola in cui si accumulano tensioni, il contrasto tra gli slanci dell'ambizione e la realtà crudele della vita, le aspirazioni e i compromessi. Concentrandosi sul conflitto tra talento e mercato rende omaggio con rara intensità a Francis Scott Fitzgerald: per Yates, l'unico maestro e modello.
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Il nostro desiderio è senza nome. Scritti politici. K-punk
minimum fax, 23/01/2020
Abstract: l nostro desiderio è senza nome è il primo dei volumi che minimum fax dedica agli scritti di Mark Fisher apparsi sul suo leggendario blog k-punk e su diversi giornali e riviste. In questo volume sono raccolti gli scritti politici, tra cui anche "Comunismo acido", la fulminante e incompiuta introduzione a quello che avrebbe dovuto essere il suo nuovo progetto. Senza lacrimosa nostalgia Fisher guarda agli anni Settanta del secolo scorso per parlare agli anni Dieci: il disappunto nei confronti della "nuova" sinistra che, sempre più impantanata nelle logiche neoliberiste, ha ormai tragicamente interiorizzato il principio tatcheriano per cui "non c'è alternativa" al capitalismo; il nuovo assetto del mondo del lavoro, sempre più atomizzato, pervasivo e precario, che ha privato i lavoratori del tempo e delle prospettive; la piaga dilagante della malattia mentale; il progressivo smantellamento del welfare; la Brexit; la minaccia del terrorismo.In un fosco panorama cybergotico e postapocalittico, Fisher non concede nulla alla rassegnazione, e anzi cerca instancabilmente una via d'uscita da quel "realismo capitalista" che rende impossibile anche solo sognare una condizione migliore: una rivolta contro la mancanza di alternative economiche, sociali ed esistenziali che sembra il segno più forte del nostro presente. Si tratta di rifiutare l'atteggiamento depressivo a cui le logiche di mercato ci hanno educati, e "valutare in modo responsabile e pragmatico le risorse a nostra disposizione qui e ora, e riflettere su come utilizzarle al meglio e incrementarle. Di muovere – magari lentamente, ma con assoluta determinazione – da dove ci troviamo oggi a un luogo molto diverso".
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Bergoglionomics. La rivoluzione sobria di papa Francesco
minimum fax, 12/03/2020
Abstract: Primo papa gesuita della storia, Jorge Maria Bergoglio è asceso al soglio pontificio a conclusione di una delle crisi più drammatiche nella storia della Chiesa cattolica, e ha segnato fin dai primi gesti e dalle prime dichiarazioni pubbliche una discontinuità radicale con chi lo ha preceduto, rilanciando l'idea di una Chiesa che sappia essere "ospedale di campo", proiettarsi nel mondo esterno e affrontare con decisione e realismo i grandi problemi che lacerano la contemporaneità: la carenza e precarietà del lavoro, l'emergenza ambientale, il moltiplicarsi dei fenomeni migratori e la crescita esponenziale di poveri e scartati, ad ogni latitudine.Profondo conoscitore tanto del gesuitismo quanto dei principi dell'economia e delle loro evoluzioni più recenti, Leonardo Becchetti interroga il pensiero di Bergoglio, spaziando da un'enciclica rivoluzionaria come la Laudato si' al memorabile discorso pronunciato davanti agli operai dell'Ilva di Genova; ne spiega l'impatto rivoluzionario su una scena politica radicata nelle piccolezze del presente; ne esalta la generatività, intesa come "percorso verso il futuro" e verso una sempre maggiore realizzazione e pienezza della comunità umana. E formula, partendo dalla propria esperienza nei settori dell'economia civile e della finanza etica, un ventaglio di soluzioni e idee che potrebbero trasformare in realtà i principi, nobilissimi e progressisti, della Bergoglionomics.
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Il cinema è mito. Vita e film di Sergio Leone
minimum fax, 21/02/2020
Abstract: Primo regista postmoderno secondo Quentin Tarantino, innovativo nella tecnica di ripresa, nel montaggio, nell'uso della colonna sonora – leggendario il sodalizio con Ennio Morricone – nella scelta e nella direzione degli attori, gigantesco e contraddittorio come i suoi film, Sergio Leone è stato per molti versi un vero spartiacque nella storia del cinema, per la capacità di unire citazionismo e invenzione narrativa, ironia e melodramma, disillusione e mito. Per arrivare a tanto sono bastati sette film in venticinque anni di carriera: una scorribanda nei generi cinematografici sui quali Hollywood ha costruito la propria leggenda, dall'esordio con il peplum Il colosso di Rodi alla "trilogia del dollaro", alle grandi saghe di Giù la testa, C'era una volta il West e C'era una volta in America, il gangster movie definitivo. Una vita stroncata troppo presto, prima di poter realizzare l'ultima, fantasmagorica scommessa: un kolossal a produzione russo-americana sull'assedio di Leningrado.Basandosi su un intenso rapporto personale con Leone, maturato negli anni in cui il regista lavorava al suo ultimo sogno, su un ampio ventaglio di testimonianze e su un'analisi rigorosa della produzione filmica, Marcello Garofalo costruisce il ritratto intimo e convincente di un uomo geniale e complesso, e ne ricostruisce il ruolo decisivo – tra l'Italia e Hollywood – all'interno di quella che è stata forse l'ultima, grande stagione del cinema.
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minimum fax, 05/03/2020
Abstract: Siamo in Sicilia, all'inizio degli anni Settanta, è settembre. Su una grande spianata sotto un terrapieno coltivato a ulivi sorge una baraccopoli costruita dopo il terremoto. È un luogo apparentemente secco e arido, nelle abitazioni manca l'acqua, i diritti elementari sono negati. Un gruppo di attivisti vi fonda una specie di comune – sono anarchici, comunisti, hippie italiani e stranieri – e cerca di spingere gli altri baraccati a ribellarsi.Un giorno, i bambini della comunità trovano un giovane alla foce del fiume: è magro, ha i boccoli biondi, sembra morto. Gli danno il nome di Italo Orlando, per una leggenda di qualche anno prima. Non sanno che la nuova apparizione di questo dio del cambiamento travolgerà le loro vite. Più di tutti, di lui si innamorerà perdutamente uno studente di umili origini, Saverio. A raccontarci questa favola nera di promesse e di rovina, di illusioni, di cambiamenti reali e di tragedia, è un ragazzo, Ciccio, all'epoca dodicenne, che abita in una delle baracche con la madre e la sorella.Con il suo stile visionario e attento, in questa seconda parte della trilogia su Italo Orlando, Carola Susani ci racconta un altro passaggio decisivo nella storia del nostro paese, quando per un momento sembrò che la giustizia fosse prossima e che anche l'amore rilucesse nuovo.
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minimum fax, 11/06/2020
Abstract: In un'America sconvolta da rivolte politiche, scontri tra culture e degrado ambientale, non c'è quasi essere vivente che non cerchi pace, salvezza, o forse semplicemente qualcosa su cui poter fare affidamento. Ed è qui che entra in scena Hark Morner, la cui tecnica di "tiro con l'arco mentale" – una combinazione di meditazione, mitologia, invenzione storica, yoga e, appunto, tiro con l'arco – attrae masse di cultori trasformandolo in una sorta di messia. È un ruolo che Hark non ha mai cercato, e che è totalmente impreparato a coprire. Ma la sua cerchia di seguaci ha altri programmi sul suo conto, e ben presto attorno al nuovo guru entrano in azione personaggi di dubbia provenienza: veterani e sequestratori, miliardari e pesci gatto. Tutti vogliono qualcosa da Hark, e nessuno è disposto a lasciarselo scappare.Muovendosi tra una satira scatenata, il grottesco, la poesia della lingua quotidiana, Sam Lipsyte offre un ritratto collettivo buffo e partecipe di una società alla deriva, nella quale uomini, donne e bambini si dibattono in cerca di un senso e di una dignità all'interno di un mondo caotico, ridicolo e spesso pericoloso.
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Mi piace guardare. Critiche e riflessioni sulla TV americana
minimum fax, 04/06/2020
Abstract: La televisione è, innanzitutto, una passione. E da anni Emily Nussbaum lo dimostra con la sua scrittura appassionata sulle pagine del New Yorker, cercando modi nuovi di guardare al piccolo schermo proprio mentre intorno tutto sta cambiando. In questo libro sono raccolti i suoi più importanti articoli di critica televisiva, compresi alcuni inediti: profili, recensioni, dibattiti, riflessioni. Tutto comincia da Buffy l'ammazzavampiri, la serie da cui l'autrice ha intrapreso il suo personale percorso di approfondita analisi del mezzo. E poi si prosegue con le protagoniste femminili, l'ossessione amorevole dei fan, gli showrunner che hanno cambiato la scrittura e l'industria, l'eredità della tv classica. Fino ad arrivare alla connessione profonda tra i reality e la presidenza Trump e alle conseguenze del #metoo sui programmi che amiamo.Tra queste pagine si trova la migliore dimostrazione della rilevanza della televisione, in tutte le sue forme: la storia e il contemporaneo, la serialità e l'intrattenimento, la qualità e il trash. Ritenerla "deficiente" è fin troppo facile: più complicato è provare a capirla nelle sue profonde trasformazioni e nel legame con la società, la politica, la cultura. La Nussbaum ha cercato di costruire un nuovo modo di rapportarsi alla tv con spirito critico, andando contro le etichette facili per aprirsi a nuove voci, a crescenti complessità, a vari tipi di bellezza e di piacere. Mi piace guardare è un libro che abbraccia e festeggia la televisione in quanto tale. Senza tanti complessi, con gioia e sollievo.Questo volume è stato realizzato grazie alla collaborazione con Tivù S.r.l., società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo, nell'ambito delle attività di Tivùthink – progetto di analisi e studio del settore audiovisivo.