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Storia del popolo americano. Dal 1492 ad oggi
Il Saggiatore, 31/01/2018
Abstract: Quando il racconto della storia esce dalle stanze del potere e si sposta nelle strade, nelle case e nei luoghi di lavoro delle persone non illustri, per dare voce ai "vinti" e agli sfruttati, può davvero scuotere le coscienze di intere generazioni. Howard Zinn è riuscito a farlo, mostrando l'altra faccia dell'America, quella che non si insegna a scuola o nelle università. A 35 anni dalla prima edizione, e dopo 2 milioni di copie vendute, Storia del popolo americano – che il Saggiatore ripropone in una traduzione aggiornata – continua a essere uno dei libri di storia più letti al mondo. La prosa di Zinn, limpida, appassionata e documentatissima, abbraccia oltre cinquecento anni: dalla colonizzazione genocida delle Americhe all'indipendenza degli Stati Uniti, dalla guerra civile all'imperialismo del xx secolo, fino all'11 settembre 2001. Il punto di vista non è però quello di Cristoforo Colombo, Washington, Lincoln, Roosevelt o Bush, bensì quello dei nativi americani, degli schiavi neri, delle donne, delle minoranze emarginate, di tutti gli sconfitti e i dissidenti che la "terra delle opportunità" ha rimosso dalla sua narrazione ufficiale. Sottraendo all'oblio le ribellioni contro la schiavitù e la segregazione, i conflitti sindacali, le manifestazioni per la pace, la lunga lotta per l'emancipazione femminile, emergono le atroci conseguenze dei conflitti armati, il costo umano delle decisioni di politici e uomini d'affari, tutte le forme di oppressione – e di resistenza – che la maggior parte degli storici relega fra le note a piè di pagina. Dietro le retoriche del potere e le leggende patriottiche, la storia americana si rivela una storia di razzismo e sfruttamento, le cui poche eccezioni positive, più che alle élite di governo, si devono alle infinite piccole azioni di persone sconosciute. L'intento di Zinn non è però mitizzare il popolo, piangere le vittime e denunciare i carnefici: spesso "il grido dei poveri non è giusto", si rivolge contro altri poveri, non sa riconoscere i veri responsabili. Ma, se non si è in grado di ascoltarlo, "non si saprà mai che cos'è la giustizia".
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Voland, 01/02/2018
Abstract: "...una capacità di scrittura straordinaria e una rara densità nel periodare." CORRIERE DELLA SERA Un percorso disseminato di incubi, allucinazioni, ossessioni, e uno stile denso e teso per un tema, l'ermafroditismo, che consente diversi piani di lettura: dal realismo alla psicanalisi, dalla mitologia alla poesia.
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minimum fax, 22/09/2023
Abstract: Talmadge e Micah abitano abusivamente in un appartamento di Manhattan, vivendo serenamente degli avanzi che trovano nei cassonetti, ma il loro equilibrio subisce una scossa quando devono ospitare un vecchio compagno universitario. Elwin, un linguista di mezza età lasciato dalla moglie, deve fare i conti con un padre malato che va perdendo la memoria. Sara, un'avvenente vedova dell'11 settembre, vede sgretolarsi il rapporto con la figlia adolescente e con il secondo marito, Dave, un uomo che ha costruito la sua fortuna riscuotendo debiti scaduti. E mentre i personaggi seguono i loro percorsi – tra epifanie e rese dei conti, vecchi debiti da pagare e tentativi di comunicare con le generazioni future – le storie si muovono verso una convergenza ineluttabile e un epilogo che per il lettore sarà difficile dimenticare.A partire dai detriti, reali e metaforici, delle loro esistenze, Jonathan Miles costruisce un romanzo corale dagli incastri perfetti, tenuto insieme da una prosa impeccabile (e a tratti esilarante) e da una profonda riflessione etica sul concetto di spreco e di consumo, per giungere alla conclusione che tutto, ma proprio tutto, può essere salvato.
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Il Saggiatore, 04/02/2018
Abstract: Ai margini di una città assediata, distrutta, che è ieri ed è domani, è qui ed è altrove, vive qualcuno di nome Giovanni. La sua casa è sulla terra incendiata dal gelo, in una periferia esangue, accasciata sul relitto di un acquedotto romano nei pressi di una ferrovia morta. È la casa in cui Giovanni vive e il padre e il fratello muoiono. È la casa da cui Giovanni viene cacciato e da dove comincia un vagabondaggio tra tunnel, ruderi infestati da cani, carcasse di automobili e uomini spaventati. Uomini dominati da un ferino istinto di sopravvivenza, da un'insensatezza che è costruzione e sfacelo. È destino. Una voce lo segue e lo spinge a testimoniare la fine di un mondo che non smette di finire, perché l'assedio della città c'è sempre stato. La voce atona di un profeta retroattivo, priva di pathos, che registra la violenza senza un sussulto ma rimane ipnotizzata dalla materia; che parla da un buio e da un vuoto, nomina, è interiore e rimbomba nell'ovunque. La voce che accompagna Giovanni fra le macerie mentre uomini ciechi si divorano l'un l'altro, lo scorta fra incubi di bambini in fuga e supermercati saccheggiati, in una regione più scura del sonno, senza fame e senza vita. Voragine è un paesaggio metafisico, un'apocalisse di rottami, l'endoscheletro di un romanzo di formazione. È l'esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, prossimo e remoto; e, con frasi che risuonano come colpi di martello sulla lamiera, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie, di un millennio in disfacimento, di un presente orfano.
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Il Saggiatore, 05/02/2018
Abstract: Il Regno d'Italia cinge Roma d'assedio. La attornia, la scruta dai campi al confine, entra di soppiatto con gli occhi delle spie, si sporge con cautela dalle feritoie, la reclama con furia dalle pagine dei giornali, la pretende in Parlamento. Corre l'anno 1862, l'unità nazionale è ormai compiuta, eppure Roma, il centro del mondo, continua a sfuggire e a resistere sotto il trono papale e la mal sopportata protezione dei francesi. Il neonato governo italiano cerca di scardinarne le difese con la politica, mentre Garibaldi raduna in Sicilia una schiera di volontari per muovere bellicosamente verso la predestinata capitale, prima di essere fermato dal regio esercito sull'Aspromonte. Cinque anni dopo, l'eroe dei due mondi viene sconfitto dalle truppe pontificie sostenute dai francesi nella battaglia di Mentana e a Roma fallisce l'insurrezione. Ogni tentativo di conquista si infrange contro la barriera invisibile che sembra avvolgere la città e imprigionarla in un'assenza dal mondo e dal tempo. Eppure la percezione è che l'urbe possa da un momento all'altro crollare.Vittorio Emanuele ii e Napoleone III, Pio IX e Francesco II, Mazzini e Garibaldi, il cardinale Antonelli e monsignor de Mérode, Ricasoli e Rattazzi. Governi sorti e caduti in pochi mesi, briganti, tradimenti, attentati, manovre segrete. Astuti triangoli politici e fini giochi di potere. Bombe e petardi. Molti carcerati, anche, e morti ammazzati.Nella Guerra di Roma Stefano Tomassini mette in scena una storia appassionante: la ricostruzione – compiuta attraverso una straordinaria messe di documenti – dei dieci anni che hanno portato alla breccia di Porta Pia e alla presa di Roma. Alla fine del Risorgimento e al principio della nostra storia contemporanea.
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Giuntina, 22/02/2018
Abstract: Mentre fuori infuria la battaglia, nella quiete del monastero adibito a ospedale i soldati feriti affrontano il proprio destino, a volte con sarcasmo altre con sconforto. Tra loro c'è Himmo, che era così bello da essere chiamato "re di Gerusalemme". Del suo magnifico corpo è rimasta intatta solo la bocca, una bocca sensuale, carnosa, perfetta. Basterà per far innamorare Hamotal, giovane infermiera appena entrata in servizio. Himmo implora di essere ucciso e nessuno comprende come possa essere ancora in vita nonostante le ferite mortali. Solo Hamotal continua a curarlo; poi si dedicherà soltanto a lui, ma la dedizione e il sentimento che prova per il giovane soldato le consentiranno di accettare l'unico desiderio di Himmo?Tra le parole di scherno degli altri soldati, quelle indifferenti dei medici e quelle consolatorie di Clara, ultima suora rimasta nel monastero, Hamotal cerca la soluzione a quel dramma affrontando una crisi interiore che tocca le radici del mistero dell'esistenza. E intanto suonano le campane del monastero come cupi avvertimenti e i tamburi della guerra continuano a battere incuranti delle vite che pulsano tra le mura dell'antico monastero.
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Codice Edizioni, 15/02/2018
Abstract: Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano "la guerra": dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e assolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All'inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma lo straordinario ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi della sua famiglia, e racconta il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.
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Il Saggiatore, 07/02/2018
Abstract: Guardatevi attorno. Tutto quello che vedete esiste esclusivamente grazie a una tra i miliardi e miliardi di stelle che compongono l'Universo: il Sole. Senza il Sole non ci sarebbero la luce, il calore, la gravità e, in definitiva, la vita. Ma che cosa rende questo astro tanto speciale? Che cosa rende possibile quello che è stato impossibile in qualunque altro luogo – per quanto ne sappiamo – nelle infinite profondità del cosmo? In quale modo una potenza capace di originare venti che viaggiano a centinaia di chilometri al secondo riesce a mantenere in equilibrio la Terra e i pianeti e satelliti vicini senza disintegrarli o abbandonarli a un'eterna deriva interspaziale? Viaggio al centro del Sole ci consente di esplorare tutti i segreti della nostra stella madre: dai 170000 anni che un fotone impiega per arrivare all'esterno dal centro del Sole, agli 8 minuti e 20 secondi che gli sono necessari per raggiungere la crosta terrestre; dalle macchie solari, studiate già da Galileo, agli imprevedibili e fugaci "brillamenti", uno sprigionamento di energia pari a quello di 170 milioni di bombe atomiche cui dobbiamo alcune delle più spettacolari aurore dei nostri cieli; dalle teorie sull'origine del Sole fino alle ipotesi su ciò che avverrà alla sua morte, tra circa 5 miliardi di anni. Un racconto che ripercorre i millenni di osservazioni a occhio nudo, i secoli di osservazioni al telescopio e i decenni di osservazioni dallo spazio; le storie degli scopritori dei misteri dell'energia – tra i quali figura anche l'insospettabile medico di bordo di una nave – e dei pionieri dell'esplorazione del cosmo. Con Viaggio al centro del Sole la fisica Lucie Green, grazie a una prosa di rara chiarezza e alla sua profonda competenza scientifica, ci guida attraverso il tempo e la materia a vedere da vicino le tempeste geomagnetiche, le eruzioni sulla superficie del Sole, e ancora oltre – fino a sfiorare con la mente un nucleo che arde a più di 15 milioni di gradi.
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Il Saggiatore, 09/02/2018
Abstract: In Italia, quasi tutti i giorni muore un partito. In Italia, quasi tutti i giorni nasce un nuovo movimento. È difficile votare due volte di fila lo stesso simbolo, lo stesso schieramento, lo stesso leader. Essere di sinistra, in Italia, è un inferno. Cosa direbbe Freud, vedendo che oggi sono i padri, più o meno nobili, a ribellarsi a figli ingrati e rottamatori? E cosa direbbe Nietzsche di fronte all'eterno ritorno di una storia sempre diversa e sempre uguale a se stessa? Déjà vu ripercorre l'infinita notte dei lunghi coltelli della sinistra in un unico, abrasivo racconto. Sviscera i risentimenti personali, le vendette tardive, le inimicizie implacabili che hanno trasformato l'area progressista in un terreno radioattivo, una gioiosa macchina da guerra in un plotone d'esecuzione. Ricostruisce una storia che si ripete identica da venticinque anni, come un girotondo. Una storia fatta di vittorie effimere e sconfitte brucianti, di partiti che si riproducono per meiosi, di leadership deboli e congiure di palazzo. Una storia che sta accadendo di nuovo. Adesso.
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Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati
Il Saggiatore, 09/02/2018
Abstract: Villaggio di montagna che vive di estrazione di calcare. Arriva uno straniero. In silenzio, lo straniero volta le pietre che stanno in cima al muro della piazza. In silenzio, lo straniero innesca la rivolta. È stato incaricato dal proprietario della cava di verificarne la produttività. Ma la cava è esaurita, il villaggio è condannato. L'orologio della stazione ticchetta. Un incidente, poi scompare una ragazza. La ritrovano nel bosco, cadavere stuprato. Sguardi sospettosi, sguardi minacciosi, lo straniero diventa il capro che deve espiare tutte le colpe di tutte le generazioni: quella dei padri padroni violenti; quella delle nonne e delle madri che l'hanno sempre accettato; quella delle figlie che madri ancora non sono ma inesorabilmente lo diventeranno. A meno che il treno non scenda finalmente verso valle, verso le città del mondo, verso un altro destino. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è la fiaba nera di una storia eterna, la storia della ferinità umana che si dà un ordine e poi è ferinità lo stesso, mascherata da società civile, col suo teatrino delle apparenze da salvare e le regole che fanno bene solo a chi comanda. È la storia dell'asfissiante brutalità fisica e psicologica del villaggio in cui tutti viviamo, resa da una polifonia di voci di ragazze, uomini e animali che si intrecciano e creano un rarefatto e doloroso canto universale. È la storia di uno spaziotempo indivisibile, infrangibile, monolitico, contro cui l'essere può solo schiantarsi – o da cui, al più, fuggire per esplorare l'alterità, assecondare la voglia di conoscenza, la speranza che non cessa. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è il romanzo d'esordio di Andreas Moster, tra Kafka e Hofmannsthal. Moster riesce a raccontare l'indicibile con il familiare, il metafisico con il domestico, l'estraneo con il consueto. Riesce a rendere chiaro e cristallino il postremo esorcismo praticato dalla letteratura contro il male.
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minimum fax, 08/02/2018
Abstract: Théodore e Dorothée sono, a modo loro, una coppia perfetta, a cominciare dai nomi di battesimo, uno l'anagramma dell'altro. Lui programmatore informatico, lei insegnante impegnata da anni in un'ambiziosa tesi di laurea su un politico francese, sono giovani, belli, progressisti, e soprattutto si amano profondamente, al punto di compiere il grande passo e prendere una casa insieme, a Parigi. Eppure, la loro vita è un continuo interrogarsi: qual è il modo migliore di divertirsi? Che cosa si deve mangiare, e che cosa no? Che cosa fare del proprio corpo, e quanto prendersene cura? A cosa consacrarsi? È più giusto fondare una famiglia, lavorare, oppure arricchire la schiera degli "indignati"?In Théodore e Dorothée Alexandre Postel ci svela, con partecipe ironia, l'anatomia di una coppia e delle sue dinamiche, raccontando attraverso i suoi due protagonisti un'intera generazione in perenne attesa di una primavera che sembra sempre dietro l'angolo ma che non arriva mai.
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La felicità è egoista. Aforismi mai scritti
Stampa Alternativa, 12/02/2018
Abstract: "L'uomo più saggio che ho conosciuto in tutta la mia vita non sapeva né leggere né scrivere"."La voce che ha letto queste pagine vorrebbe essere l'eco delle voci congiunte dei miei personaggi. Non ho, a ben vedere, più voce di quella che loro hanno avuto. Perdonatemi se vi è sembrato poco questo che per me è tutto".Incipit e conclusione del discorso per la consegna del Premio Nobel per la Letteratura (1998)
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DidatticaDuePuntoZero. Scenari di didattica digitale condivisa
Ledizioni, 14/02/2018
Abstract: Il testo nasce dalla collaborazione tra una rete di scuole e un gruppo di esperti che, a vario titolo, hanno collaborato con esse in questi anni.Il rapido cambiamento della società e del mondo del lavoro costringono infatti la scuola a ripensarsi per mantenere la sua efficacia. In questo testo sono proposti interessanti contributi sull'innovazione didattica, sulle opportunità offerte dalle tecnologie, sulle opportunità di crescita legate alle reti di scuole e sulle potenzialità di sviluppo che si possono innescare attraverso processi di collaborazione e di condivisione.Gli autori, professionisti attivi da molti anni in questo campo, offrono una visione delle tematiche emergenti e delle criticità non solo da un punto vista teorico ma da quello più strettamente pratico e operativo.
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L'anarchia spiegata dagli anarchici
Stampa Alternativa, 14/02/2018
Abstract: "La mia libertà è la libertà di tutti, poiché io non sono realmente libero, libero non solo nell'idea ma nel fatto, se non quando la mia libertà e il mio diritto trovano la loro conferma e la loro sanzione nella libertà e nel diritto di tutti gli uomini miei uguali".Michail Bakunin
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Giusto terrore. Storie dal nostro tempo conteso
Il Saggiatore, 15/02/2018
Abstract: Giusto terrore: il verbo si fa carne, la carne si fa corpi. Alcuni corpi si fanno proiettile, altri si fanno polvere. Un sentiero di morte, comparso dal nulla e nel nulla diretto, che tuttavia da lungo tempo incrocia le nostre strade. Ma come raccontarlo? Come separare i nomi delle vittime da quelli dei carnefici e farne simboli efficaci, farne storie, renderli fruibili, commestibili, assimilabili? E dove tracciare la linea tra presente e passato, tra storia personale e collettiva, per non finire schiacciati dall'ossessione? È quanto si chiede il narratore, diretto a Roma per "un'ipotesi di consulenza a un progetto di documentari sul terrorismo di matrice jihadista". Il suo viaggio attraversa i luoghi dell'anima e della storia, il lessico pubblico e famigliare, le immagini finte ma veritiere dei film sulla lotta armata e quelle troppo vere dei video delle esecuzioni diffusi dal web. Un cammino in cui ogni fatto porta con sé l'eco di un altro fatto, ogni incontro la memoria di un altro incontro, ogni volto la traccia di un altro volto: sull'Intercity da Sanremo a Roma, il narratore segue il corso dei pensieri fino all'Italicus, alla strage di Bologna, ai militari che oggi presidiano le stazioni; girovagando di notte per Roma si ritrova in via Caetani, che come una madeleine lo riporta all'amico Stefano, ai discorsi sui retroscena brigatisti mentre giocavano con il Commodore 64, alle chiacchierate sulle più belle donne degli anni di piombo, Adriana Faranda e Nadia Cassini; una visita in ospedale alla cugina lo conduce a Nizza, all'attentato della Promenade des Anglais, a quella volta che suo padre rischiò grosso trasportando oltreconfine "l'amico di un amico".In Giusto terrore Alessandro Gazoia sfida l'oscurità a rivelare il suo volto: piega le barriere tra fiction e realtà per restituire ogni sfumatura all'abisso e compiere una vertiginosa discesa verso il fondo, guidata dal solo timone della scrittura. Il suo è l'assalto al cuore della più grande paura dell'Occidente.
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Lettere di un viaggiatore russo
Voland, 19/02/2018
Abstract: Le Lettere di un viaggiatore russo raccontano il lungo viaggio "di conoscenza e istruzione" che nel 1789 Nikolaj Michajlovič Karamzin intraprende ‒ grazie ai Fratelli Massoni di Mosca ‒ in Germania, Francia, Svizzera e Inghilterra. Pubblicate a puntate sulla rivista "Moskovskij Žurnal" e ispirate al Viaggio sentimentale di Laurence Sterne riescono a portare il lettore nell'Europa di fine '700 dove, tra realtà e finzione, la voce dell'autore s'intreccia a quella di personaggi fondamentali della cultura occidentale tra i quali Immanuel Kant, Jean-Jacques Rousseau, Goethe, Johann Gottfried Herder, Edward Young. Quella qui presentata è la prima traduzione assoluta in lingua italiana delle Lettere di un viaggiatore russo, egregiamente realizzata da Marija Olsuf'eva, pubblicata per gentile e amichevole concessione e autorizzazione della figlia Elisabetta Michahelles, riveduta e annotata da Stefania Pavan.
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O barra O, 12/06/2015
Abstract: Colette è un essere assolutamente attuale. La sua modernità deriva dal fatto che ha saputo trovare un linguaggio per esprimere l'osmosi tra le sue sensazioni, i suoi desideri, le angosce e l'infinito del mondo. (Kristeva)Lontano dalla retorica di "regina della leggerezza", Julia Kristeva ci restituisce l'immagine di Colette quale autentico genio femminile, portatrice di un messaggio innovativo per i suoi tempi: la ricerca del piacere, di un "godimento altro" che conduca l'uomo a scoprire la gioia di "vivere senza nuocere". La figura di Colette emerge attraverso la sua scrittura, luogo privilegiato in cui è possibile comprendere appieno l'autrice francese e il suo "a-pensiero". Julia Kristeva individua nelle sue opere un processo di "sublimazione" dell'eros e del legame amoroso e rintraccia in tale concezione dell'amore il vero messaggio etico di Colette.
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minimum fax, 22/02/2018
Abstract: Ruth Anne Boatwright, per tutti Bone, dal padre ha ereditato solamente un certificato di nascita che la dichiara bastarda. In una famiglia nella quale amore, rabbia e prevaricazione fanno parte di un unico coacervo di sentimenti spesso incontrollati, a sorreggerla è il disperato e dolcissimo rapporto che la lega alla madre, e che neanche le violenze subite dal patrigno riusciranno a spezzare. Ambientato in una cittadina del South Carolina negli anni Cinquanta, ricco di riferimenti autobiografici, il romanzo di Dorothy Allison racconta con un'intensità senza precedenti un mondo crudele e amorevole al contempo, nel quale la brutalità maschile e la resilienza delle donne, il desiderio di rivolta e la forza dei legami familiari coesistono in un intrico indissolubile.La scrittura cristallina e di inarrivabile durezza, la profondità dello sguardo gettato sull'adolescenza, il ritratto dall'interno dei white trash e di un Sud quasi senza riscatto hanno fatto gridare la critica al capolavoro e hanno indotto a paragoni con classici quali Il buio oltre la siepe e Il giovane Holden.A pochi anni dalla sua pubblicazione, il romanzo fu al centro di una controversia legale quando una scuola decise di proibirne la lettura agli studenti; in sua difesa si schierarono anche Stephen King e la moglie Tabitha, che distribuirono copie del volume nelle biblioteche del Maine perché potesse essere letto gratuitamente.
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Prontuario per genitori di nativi digitali. 100 domande e risposte su tecnologia e genitorialità
Ledizioni, 20/02/2018
Abstract: Nel corso dell'ultimo decennio, il rapido sviluppo informatico e i progressi tecnologici hanno aggiunto una nuova dimensione ai rapporti interpersonali.Anche in famiglia, dove genitori e figli compiono un percorso parallelo alla scoperta del mondo digitale e delle esperienze di socialità virtuale, con tutte le opportunità correlate ma anche con tutti i rischi che possono derivare dalla mancanza di competenze. È innegabile che le nuove generazioni vivano un rapporto con il mondo digitale differente rispetto a quello delle generazioni precedenti, basato su confidenza e immediatezza, e per molti genitori operare su un piano d'azione e di conoscenza differenti rispetto ai propri figli è fonte di preoccupazioni, dubbi, incertezze. Genera sempre nuove domande. Prontuario per genitori di nativi digitali fornisce una risposta a queste 100 domande, con un linguaggio accessibile e immediato. Dai social network alla privacy, dai giochi online ai rischi dell'anonimato, il testo analizza cento scenari reali, fornendo, attraverso un percorso tematico, un valido strumento per supportare il dialogo tra genitori e figli e la conoscenza del mondo digitale come oggi disegnato nelle relazioni tra i ragazzi.
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Morellini Editore, 22/02/2018
Abstract: Calabria bella e dannata: un cliché, forse; uno stato d'animo, sicuramente. Realtà geografica e metafisica, questa regione in fondo allo stivale sembra un ossimoro vivente: indolente e indomita, apatica e passionale, docile e faticosa, abbandonata e rimpianta, amata e maledetta. Tra apici di poesia e abissi di illegalità, viene bagnata e divisa da due mari: il Tirreno su cui scendono le montagne e lo Ionio invaso da distese di sabbia. Metafora perfetta di una tensione autodistruttiva, è terra di passaggio, dominata e mai posseduta, stretta tra la Magna Grecia e i Borboni. Frammentata in cinque province e deturpata dalla 'ndrangheta, appare condannata al sottosviluppo e costretta a esportare le sue migliori intelligenze. Nonostante questo, rimane capace di slanci e fremiti vitalissimi.Di tutto ciò, e di altro, parlano i dieci racconti di questa antologia curata dalla scrittrice e pittrice Gabriella Kuruvilla e nata da un'idea del calabrese doc Massimo Laganà. Ai loro testi si affiancano quelli di altri otto scrittori, che di questa regione sono originari. Le loro storie ci conducono alla scoperta geografica ed emotiva di una complessa e contraddittoria terra: tra l'illusione della Fata Morgana e l'affiliazione alle logge massoniche; i fantasmi del borgo di Pentedattilo e la scoperta dell'amore in un paesino della Sila; una città distrutta dal sisma e una costa erosa dal mare; il mondo delle gelsominaie calabresi e un particolare sequestro in Aspromonte; il Lungomare di Reggio e una morte tra gli ulivi della piana.Ne esce così un affresco a più voci, e più stili, che di questo territorio restituisce ombre e luci, malinconie e speranze, incubi e sogni: la sua realtà ma, anche, tutta la sua magia.