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La rivolta della società
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Tuccari, Francesco

La rivolta della società

Laterza, 16/01/2019

Abstract: Negli ultimi trent'anni l'Italia e gli italiani sono profondamente cambiati. Assetti demografici, lavoro, welfare, produzione, consumi, stili di vita, forme della partecipazione e della comunicazione, partiti, sistema politico: quasi nulla è più come prima. Il libro prova a ricostruire i più importanti tra questi mutamenti – lo choc migratorio, il declino economico, la metamorfosi dei valori e delle appartenenze, gli effetti della rivoluzione digitale – per concentrarsi quindi sulle trasformazioni del sistema politico tra Prima e Terza Repubblica. Riprendendo e aggiornando le tesi di Karl Polanyi sulla 'grande trasformazione', l'autore colloca al centro del quadro l'urto strisciante e poi frontale tra le forze sempre più invincibili della globalizzazione, in particolare del mercato e dell'economia globali, e un paese messo progressivamente in ginocchio dai suoi effetti distruttivi. Ne è derivata una confusa e disordinata 'rivolta della società', che ha voltato le spalle alle vecchie forze politiche della Seconda Repubblica, sempre più incapaci di proteggerla, e che ha ceduto infine alle velleitarie promesse di riscatto dei populismi. Una trappola insidiosa, dalla quale – almeno per un po' di tempo – sarà assai difficile uscire. In Italia e in molte altre parti del mondo.

Ritorno a Utopia
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Mordacci, Roberto

Ritorno a Utopia

Laterza, 16/01/2020

Abstract: Il mondo contemporaneo ha assoluto bisogno di pensare il futuro come una possibilità buona. È nell'ottica di un'opportunità per il cambiamento che questo libro rilegge le utopie moderne da Thomas More a Francesco Bacone, da Henri de Saint-Simon a Zygmunt Bauman.Il ritorno a Utopia è un viaggio necessario, per quanto il suo percorso sia difficile da immaginare con precisione. Superata l'illusione che il progresso si produca automaticamente per un destino o per una necessità storica o tecnologica, abbiamo il compito di immaginare strutture e relazioni sociali che siano meno ingiuste, meno autodistruttive, più vivibili, anche se non perfette.Si tratta di provare a tracciare l'immagine credibile di un futuro in vista del quale agire con decisione. La navigazione è affidata all'ingegno di ognuno e di tutti, ma prima di salpare occorre rintracciare e ordinare le conoscenze intorno a che cosa sia la meta che intendiamo raggiungere. Conoscenze che si trovano precisamente in quell'immagine della giustizia e del bene che abbiamo imparato a chiamare 'utopia'. Riscopriremo così la profondissima ragionevolezza del pensiero utopico, il suo realismo, la sua concretezza – antidoto alle contorsioni folli dell'attuale assetto del mondo.

Gli eroi bevono vino
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Pepe, Laura

Gli eroi bevono vino

Laterza, 16/01/2020

Abstract: La cultura antica attraverso il vino. Un libro che diverte e che insegna molte cose!Eva CantarellaBevanda ristoratrice da offrire agli ospiti, gradita offerta agli dei e, nel contempo, dono di un dio. In Gli eroi bevono vino Laura Pepe descrive il ruolo e la funzione sociale che il nettare dionisiaco ebbe nel mondo greco e romano. Con leggerezza e con misura, come gli antichi prescrivono il bere.Alice Patrioli, "la Lettura – Corriere della Sera"Alla moderna società dell'informazione e della connessione in rete, in un solitario mondo virtuale, sarebbe opportuno ricordare il valore del simposio, del convito, quale momento di civiltà. E delle varie forme di simposio nel mondo antico – presso i romani convito – tratta Laura Pepe.Tullio Gregory, "Il Sole 24 Ore"Attorno al vino ruota una gran parte dell'identità di Greci e Romani: miti, regole di galateo, codici di comportamento, visioni etiche e filosofiche, religione e molto altro ancora. Con la lievità di un brindisi, una visione originale e vivida della straordinaria cultura di cui siamo figli.

Noi, esseri ecologici
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Morton, Timothy - Carlotti, Giancarlo

Noi, esseri ecologici

Laterza, 16/01/2020

Abstract: Timothy Morton è il profeta filosofico dell'antropocene, l'era in cui è l'uomo e solo l'uomo a modificare il clima, il territorio e l'ambiente."The Guardian"Uno dei pensatori più originali e provocatori sui temi ambientali.Giuliano Aluffi, "la Repubblica"È giunto il momento che noi, esseri ecologici, decidiamo in favore della vita, presente e futura. Essere ecologici comporta un cambiamento imponente, ma di segno differente da quello seguito fin qui: se hai una vaga idea che ci sia un dentro di te e un fuori di te, sei sulla buona strada.Dobbiamo imparare a pensare a noi stessi come un tutt'uno con l'ambiente in cui viviamo: dobbiamo concepirci come esseri ecologici. Perché noi siamo l'ambiente e l'ambiente siamo noi.

Retrotopia
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Bauman, Zygmunt - Cupellaro, Marco

Retrotopia

Laterza, 16/01/2020

Abstract: Non siamo più capaci di immaginare il futuro e allora ci rivolgiamo al passato, alimentando nostalgie e rimpianti: sono gli anni della 'retrotopia', l'utopia dell'umanità in fuga dal presente. In queste pagine, dopo aver illustrato i rischi nefasti delle retrotopie, Bauman ci esorta con grande saggezza a mantenere vive speranze e utopie (e che queste valgano per tutti, non per pochi eletti).Maurizio Ferraris, "la Repubblica"Un denso resoconto della fine di ogni fiducia nel progresso e nella sua capacità di migliorare la condizione umana.Stefania Rossini, "L'Espresso"Ecco la 'retrotopia', altro geniale neologismo coniato da Bauman: la nostalgia di un passato che si sostituisce al futuro come luogo di sogni e speranze.Marco Ventura, "Il Messaggero"Un ricco testamento intellettuale.Benedetto Vecchi, "il manifesto"Abbiamo invertito la rotta e navighiamo a ritroso. Persa ogni fiducia nell'idea di costruire nel futuro una società alternativa e migliore di quella in cui viviamo, molti si rivolgono indietro, alle grandi idee del passato, seppellite ma non ancora morte. Sono gli anni della retrotopia.

L'età moderna
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Mascilli Migliorini, Luigi

L'età moderna

Laterza, 23/01/2020

Abstract: Spesso definiti come 'l'epoca della espansione dell'Europa nel mondo', i secoli della cosiddetta età moderna, dalla fine del Quattrocento alla fine dell'Ottocento, sono stati raccontati come un processo di progressiva, inarrestabile estensione del modello di civiltà europea alle altre parti del pianeta. Oggi, di fronte a rinnovati e non meno sconvolgenti processi di globalizzazione, la ricostruzione storica di quei secoli non può che farsi in maniera profondamente diversa. L'età moderna non è la marcia trionfale dell'Europa, dei suoi Stati, della sue economia, dei suoi valori, ma è il tempo di nascita dello spazio-mondo, attraverso la creazione di una serie di connessioni – politiche, economiche, culturali – che ora assumono una capillarità e una costanza di funzionamento mai possedute in precedenza. È in questi secoli che ciò che accade nei Caraibi o negli stretti delle Molucche rimbalza rapidamente a Londra o a Lisbona, ciò che a Istanbul decide il Sultano piega e spiega il Mediterraneo, così come quello che a Delhi progetta il grande imperatore Moghul si irraggia in uno spazio che va dalla Persia alle coste islamizzate dell'Africa orientale. Una storia che guarda alle connessioni non dimentica né gli spazi più tradizionali, né gli avvenimenti che vi si svolsero, comprendendo, ovviamente, in essi anche quelli dello spazio europeo. Ma le connessioni di una storia globale non seguono la geografia dei continenti e i confini delle nazioni. Li ridiscutono e li rimescolano, cercando di individuare attori e contesti che si fanno protagonisti delle differenti fasi storiche. E, sorprendentemente, questa ricerca, anche per secoli apparentemente lontani, mette allo scoperto geopolitiche che oggi ritroviamo attuali: la storia-mondo, dunque, come storia di lunga durata.

Tropicario italiano
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Patriarca, Fabrizio

Tropicario italiano

66THAND2ND, 16/01/2020

Abstract: Esistono ancora i viaggi? Nell'epoca di Ryanair e del muoversi a tutti i costi un romanziere e intellettuale pentito ci racconta sostanze e accidenti del turismo contemporaneo, squadernato davanti ai suoi occhi come una specie di tragicommedia. I luoghi sono quelli, favolosi (stando ai cataloghi), di un'estate infinita che parla la lingua automatica di spiagge ovunque bianchissime e acque implacabilmente turchesi. A passeggio per un giardino botanico dell'Île Maurice o inseguito da una muta di feroci randagi a Bora Bora, avvolto nei riti dell'upper class italiana in trasferta alle Maldive o sprofondato nella calura isterica di Dubai, bagnato dalle acque mitologiche di Surfers Paradise o alla ricerca di un peluche smarrito in mezzo a un branco di gnu in Tanzania, Patriarca non perde mai il focus del suo sguardo: turismo come distopia, storia di grandi scenari e piccoli traumi. "Tropicario italiano" è l'esercizio di un'intelligenza che misura lo stacco tra mondo e catalogo, tra i luoghi e il loro marketing: turismo "egosostenibile", con un occhio al Novecento "viaggiato" da grandi scrittori italiani – Moravia, Pasolini, Soldati, Manganelli – e l'altro alla fotocamera dell'iPhone.

Codice civile e di procedura civile e leggi complementari. Aggiornato alla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 2020
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Bartolini, Francesco

Codice civile e di procedura civile e leggi complementari. Aggiornato alla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 2020

Casa Editrice La Tribuna, 13/01/2020

Abstract: L'Opera è aggiornata con:-la L. 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di bilancio 2020);-la L. 19 dicembre 2019, n. 157, di conversione, con modificazioni, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 (Decreto fiscale);-il D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 (Decreto milleproroghe); -il D.M. 12 dicembre 2019, di modifica del saggio di interesse legale.

L'ultimo Craxi
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Spiri, Andrea

L'ultimo Craxi

Baldini&Castoldi, 15/01/2020

Abstract: "Di sogni non ne ho, sono arido di sogni. Certo, mi può capitare di sognare, ma i sogni non riesco mai a ricostruirli.I sogni scompaiono, svaniscono all'alba".Bettino CraxiLa Medina, il canto di un muezzin che invita alla preghiera, il saluto dei pescatori, lo sguardo rivolto verso il mare, a scrutare l'orizzonte, forse nell'illusione di sentirsi più vicino all'Italia, meno solo. Le giornate di Bettino Craxi sono tutte uguali ad Hammamet, scivolano lentamente tra rabbia, speranza e rassegnazione che si rincorrono quasi fossero tessere impazzite di un mosaico da sistemare. L'icona di un vecchio sistema di potere sfugge al malessere che gli procura la mutata condizione esistenziale tenendosi occupato il più possibile. Nuovi lavori e singolari passatempi, ma soprattutto la stesura di un "diario" che serve a riannodare i fili della memoria. E a lasciare testimonianza scritta di un grande dolore. Questo libro scava nell'intimo dei pensieri, restituendone la spiritualità: gli ultimi giorni di Craxi vengono ricostruiti grazie alle riflessioni che egli matura mentre si aggravano le sue condizioni di salute. In Italia, frattanto, si discute e ci si divide sull'eventualità di un suo rientro. Fino al drammatico epilogo del 19 gennaio 2000.

La macchia mongolica
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Zamboni, Massimo - Zamboni Russia, Caterina

La macchia mongolica

Baldini&Castoldi, 29/01/2020

Abstract: È il 1996, Massimo Zamboni parte per la Mongolia in un viaggio al seguito di una troupe televisiva loca- le. È lì assieme alla moglie e ai componenti dei CSI.La Mongolia che si trova davanti corrisponde e supera l'immaginario costruito in anni di fantasticazioni, letture, ricerche: quella terra mitica – resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica – stordisce e risuona in Zamboni come una radice scoperta, un'appartenenza ancestrale pari solo a quella dei boschi emiliani. Da quel viaggio in Mongolia non solo prenderà vita Tabula rasa elettrificata, uno dei dischi simbolo dei CSI, ma si manifesterà per la prima volta in Massimo e sua moglie il desiderio di avere un figlio. Caterina nascerà due anni dopo, con una macchia inequivocabile: una sorta di voglia, un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta "macchia mongolica". Questo segno detterà per sempre anche in lei la partecipazione a due mondi spirituali e fisici, l'Emilia dei padri e la Mongolia del desiderio.Al compimento dei diciotto anni è qui che Caterina vuole andare in ciò che sembra quasi un ritorno a casa. Nei paesaggi immutati e nella storia che veloce fagocita il tempo e i costumi, dentro a un mondo che ha annientato le distanze ma non le differenze, questo nuovo viaggio – prima tutti insieme, e poi Caterina da sola – è scoperta ulteriore, immersione spirituale, indagine sull'altrove che ci abita, un'esplorazione necessaria tra le stanze della memoria più intima.La macchia mongolica è anche un film-documentario diretto da Piergiorgio Casotti e una colonna sonora composta da Massimo Zamboni e pubblicata da Universal Music su CD/LP.Tutte le info su www.lamacchiamongolica.com

Il verro ruffiano
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Milani, Maurizio

Il verro ruffiano

Baldini&Castoldi, 29/01/2020

Abstract: Il lavoro in porcilaia è il più pericoloso che ci sia. I verri di razza Duroc, neri, enormi e importati solo di recente, scatenano il panico in tutta la Pianura Padana: sono capaci di spaccare tutto – la Stazione Spaziale Internazionale, il bosone di Higgs, la porcilaia e persino se stessi – puzzano da non dormire la notte, tanto da rendere impos- sibile il fidanzamento completo ai poveri alleva- tori, come le Sirene di Ulisse fanno dei versi così forti da fare impazzire chi li sente.Milani ci racconta la sua esperienza diretta di anni di lavoro in un simile inferno, tra la visita inattesa di un finto mitico Thor e una gita al lago, l'elenco dei cibi adatti ai maiali e la frustrante vita del verro ruffiano, addetto a fiutare le scrofe in calore ma che non "salta" mai, fino a diventare scemo.Ecco quindi "il primo vero libro comple- to sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole".

Nella pietra e nel sangue
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Dadati, Gabriele

Nella pietra e nel sangue

Baldini&Castoldi, 29/01/2020

Abstract: Pisa, primavera 1249. Un uomo cammina per le strade della città condotto per mano da un ragazzi- no. È cieco. Quando capisce di essere di fronte alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, inizia a correre a testa bassa. Se la fracassa contro la facciata, sotto lo sguardo atterrito del suo accompagnatore. Muore così, in maniera atroce, Pier delle Vigne, che fino a poche settimane prima era l'uomo più potente della corte di Federico II. Ma l'imperatore ha scoperto il suo tradimento, l'ha spogliato di ogni ricchezza e l'ha condannato.Roma, oggi. Dario Arata, giovane dantista, si mette sulle tracce di quella vicenda. Perché Pier delle Vigne tradì il suo signore? E soprattutto: se una volta accecato fu lasciato libero, perché si uccise? Forse vo- leva scappare da qualcosa di ancora peggiore. Anche se è difficile immaginare cosa. Dario ci prova a parti- re dagli antichi commenti al XIII Canto dell'Inferno, dove Pier delle Vigne sconta la sua pena tra i suicidi. Inizia così un viaggio attraverso i secoli, con la sensazione che ci sia un segreto spaventoso da svelare.Nella pietra e nel sangue è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi. Quella tra Dario e Lucia, che sanno starsi accanto di fronte agli orrori della storia.

Profezia e potere
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Adonis - Abdelouahed, Houria - Levi, Sergio

Profezia e potere

Guanda, 30/01/2020

Abstract: L'esegesi coranica e il corpo agiografico musulmano hanno reso la figura del profeta Maometto un riferimento assoluto per l'islam. Sulle bandiere dell'Isis si legge la frase "Dio è Messaggero di Maometto". Ma come può Dio diventare Messaggero del proprio profeta? È questa la domanda da cui riparte il dibattito tra Adonis e la psicoanalista Houria Abdelouahed, un confronto che mira a dimostrare come in questa religione la nozione stessa di profezia, con i suoi aspetti simbolici e i dogmi religiosi, sia utilizzata al fine di camuffare e sorreggere le strutture del potere. Per farlo Adonis svela come mistificazioni, omissioni e imposizioni abbiano permesso alle leggende di mescolarsi alla Storia fino a diventare realtà. Ed è quando Storia e leggenda divengono indistinguibili, sostiene, che si genera una violenza ai danni del pensiero, che fa da sfondo a quella fisica. Dopo Violenza e islam – che ha messo a fuoco il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici e la nascita dell'Isis – Adonis prosegue il tentativo di elaborare una comprensione oggettiva dell'islam, che permetta di distinguere tra "chi legge il Corano per interesse personale e chi per avvicinarsi a Dio".

Kabbalah
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Freedman, Harry

Kabbalah

Bollati Boringhieri, 30/01/2020

Abstract: "Freedman naviga nella storia con grande abilità."The Daily TelegraphOggi la parola Cabbalà evoca mistero, segreti millenari, verità cosmiche sussurrate nel buio di una stanza, angeli potenti, magie inspiegabili e tremende, e mondi ultraterreni. Questa visione esoterica ha una storia precisa e documentabile, che ha inizio nell'Italia del Rinascimento, dove vari personaggi erano stati attirati da certe antiche tradizioni ebraiche, che tuttavia reinterpretavano a modo loro. La Cabbalà (con la C) è la stessa che sta anche all'origine di una moda contemporanea, intrisa di New Age, talvolta al centro di scandali e di oscuri giri di denaro. La Kabbalah (con la K), invece, è una cosa ben più complessa, più antica e senza dubbio più affascinante. La storia che Harry Freedman racconta magistralmente in questo libro lascia intravedere la complessità della ricerca mistica del divino e del suo rapporto col mondo operata da generazioni e generazioni di pensatori ebrei e tramandata con sacralità e timore reverenziale nel corso di due millenni.È forse il più complesso tentativo intellettuale mai concepito per avvicinarsi il più possibile all'inconoscibile fonte di ogni cosa, allo scopo di sanare l'universo, curarne le imperfezioni e ricondurre il cosmo alla sua perfezione originale.La storia comincia con l'inizio stesso della Bibbia: "Che sia la luce. E la luce fu". In questi versi antichi si dice infatti che il mondo scaturì direttamente dalla voce di Dio; ma la voce è fatta di parole e le parole di lettere, e le lettere sono i mattoni del mondo. Per capire la creazione bisogna allora studiare a fondo le lettere e il loro significato più nascosto, soprattutto quello numerico, che ogni lettera ebraica racchiude in sé. Da questo studio deriveranno poteri immensi, come quello – reso famoso dalla letteratura yiddish – di creare un golem dall'argilla, che, sempre con l'uso sapiente delle lettere, può essere fermato.Dal Libro della Creazione, composto tra I e IV secolo, allo splendore dello Zohar, dalle comunità ebraiche del XII secolo tra Spagna e Provenza alla scuola di Safed, in Galilea, dai movimenti messianici del XVIII secolo ai saggi eruditi otto e novecenteschi: la storia della Kabbalah diventa in queste pagine avvolgenti una narrazione alternativa della storia dell'ebraismo, condotta con grande maestria da Harry Freedman in un libro al tempo stesso avvincente e documentato.

La filosofia non è una barba
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Saudino, Matteo

La filosofia non è una barba

Vallardi, 06/02/2020

Abstract: Un libro che rende indimenticabile la vita e il pensiero dei filosofi che hanno fatto la storiaPerché Eraclito morì sepolto vivo sotto il letame?Cosa ci raccontano il dolce morire di Democrito in una vasca piena di miele e il tuffarsi nell'Etna di Empedocle?Perché Thomas More fu decapitato e Giordano Bruno arso vivo?Cosa nascondono la cicuta di Socrate, la polmonite di Descartes e la pleurite di Schopenhauer?Per Matteo Saudino, il Prof più seguito d'Italia, morire è l'atto più filosofico del nostro vivere. La morte è un caleidoscopio attraverso cui osservare frammenti di puzzle esistenziali e ricostruire trame del pensiero. Partendo dal racconto delle memorabili morti di quindici grandi filosofi, Saudino ci svela lo stretto legame che intreccia vita e pensiero: ecco quindi che nella loro fine ritroviamo l'essenza del loro sistema filosofico che, così raccontato, ci appare inaspettatamente chiaro, logico, lineare e, soprattutto, indimenticabile.Una prospettiva originale e intrigante per comprendere a fondo il pensiero dei grandi filosofi e arricchire la nostra conoscenza.

ZeroZeroZero
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Saviano, Roberto

ZeroZeroZero

Feltrinelli Editore, 22/01/2022

Abstract: Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra – incredibile, ma vera – prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?R.S.

In miniatura. Perché le piccole cose illuminano il mondo
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Garfield, Simon

In miniatura. Perché le piccole cose illuminano il mondo

Johan & Levi, 23/01/2020

Abstract: È più probabile farsi un'idea dell'universo creando oggetti infinitesimali che nel rifare il cielo intero.A metterla su questo piano è lo scultore Alberto Giacometti che, per afferrare la verità e darle forma tangibile, finiva spesso per ridurre in scala l'esistente. D'altronde gli oggetti rimpiccioliti hanno qualità profondamente rivelatrici: fin da bambini maneggiamo macchinine, omini, mattoncini, dando vita a imperi in miniatura da poter dominare, mettendoci alla pari di un adulto, forse perfino di un gigante. Un'aspirazione che non sempre si estingue una volta cresciuti, e che talvolta si trasforma in dedizione totale alle imprese più eccentriche. Come è accaduto negli anni venti a Edwin Lutyens, che progettò con minuziosa maniacalità la casa delle bambole per la regina Maria, dotandola di oggetti piccoli, piccolissimi, tutti perfettamente funzionanti e realizzati dai più famosi artisti e artigiani dell'epoca.Simon Garfield si muove nel tempo e nello spazio alla scoperta di un microcosmo popolato di collezionisti, modellisti e appassionati irriducibili. Ne celebra il puntiglio e l'ossessione, indaga l'origine di questa scintilla e riesce a scovare universi insospettati nelle crune degli aghi: incontreremo allora abilissime pulci circensi, microscopici abitanti di città lillipuziane, una signora di Chicago che ricostruisce scene del crimine delle dimensioni di un guscio di noce, l'esercito di migliaia di minuscoli Hitler dei fratelli Chapman. Perché la miniatura ha molto a che fare con l'arte: amplia la percezione di ciò che la nostra mente crede già di conoscere, donandoci spunti profondi e illuminanti sul mondo, in scala reale, che ci circonda.Edizione con immagini.

La pietra nera del ricordo. Giornata della Memoria. I primi vent'anni
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Busi, Giulio

La pietra nera del ricordo. Giornata della Memoria. I primi vent'anni

IlSole24Ore, 27/02/2020

Abstract: Per la Giornata della Memoria la Domenica de Il Sole 24 ORE propone ai suoi lettori la raccolta di articoli della rubrica Giudaica scritti da Giulio Busi, un itinerario critico costruito attraverso episodi del presente e del passato che raccontano in retrospettiva un momento della storia da non dimenticare, oggi più attuale che mai, attraverso la narrazione intensa e puntuale del massimo ebraista italiano."...Giulio Busi, il massimo ebraista italiano e uno dei più accreditati studiosi nel mondo (non a caso, infatti, invece di insegnare in una università di Pisa o di Venezia o di Roma, insegna a Berlino) ...", Giorgio Montefoschi, "Il Corriere della Sera", 7 September 2007 Giulio Busi si è formato all'Università Ca' Foscari Venezia, dove, dal 1992, ha insegnato Lingua e letteratura ebraica. Nel 1999 è stato chiamato all'Università libera di Berlino per dirigere l'Istituto di Giudaistica. Oltre a collaborare con molte riviste specialistiche, dal 2000 scrive regolarmente, per il supplemento Domenicale del "Il Sole 24 ORE", articoli dedicati alla letteratura e alla storia ebraica. Giulio Busi vive tra Berlino, Milano e Castiglione delle Stiviere.

Le crociate viste dagli arabi
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Maalouf, Amin

Le crociate viste dagli arabi

La nave di Teseo, 30/01/2020

Abstract: Luglio 1096: fa molto caldo sotto le mura di Nicea. All'ombra dei fichi, nei giardini fioriti, circolano notizie inquietanti: una truppa formata da cavalieri, fanti, ma anche donne e bambini, marcia su Costantinopoli. Si dice che portino, cucite sulla spalla, delle croci in tessuto e che vengano a sterminare i musulmani fin dentro Gerusalemme. Resteranno due secoli in Terra Santa, saccheggiando e massacrando in nome del loro dio. Un'incursione barbara compiuta dall'Occidente contro il cuore del mondo musulmano segna l'inizio di un lungo periodo di decadenza e oscurantismo, e l'eco della violenza di quell'attacco si fa sentire ancora oggi. Nell'intento di raccontare le crociate da un punto di vista inedito e completo, Maalouf ha fatto ricorso agli scritti degli storici arabi, molti dei quali sconosciuti in Europa, gettando al di là della barricata uno sguardo che ci riserva non poche sorprese: un affresco a colori violenti, ma anche un monito inquietante per i nostri tempi. Torna in libreria, arricchito da una nuova introduzione dell'autore, il primo saggio scritto da Amin Maalouf, pubblicato nel 1983 e da allora divenuto riferimento critico essenziale per la comprensione del rapporto e delle tensioni più profonde fra il mondo arabo e quello occidentale."Il riflesso di eventi che in Occidente ci sembrano solo favole: avvincente e brillante." The New Yorker "Un'opera originale e meravigliosa." L'Express "Un libro splendidamente scritto." Le Point "Illuminante." Le Figaro littéraire

Tutte le opere
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Buzzi, Aldo

Tutte le opere

La nave di Teseo, 30/01/2020

Abstract: Dal Taccuino dell'aiuto-regista impaginato da Bruno Munari a Parliamo d'altro, passando per L'uovo alla kok, straordinario capolavoro di letteratura gastronomica, per la prima volta sono qui raccolte in un unico volume tutte le opere di Aldo Buzzi (1910-2009), "maestro nascosto" della nostra letteratura. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, in oltre sessant'anni di scrittura Buzzi conduce il lettore dalla Roma del cinema di Fellini e Lattuada alla New York dell'amico Saul Steinberg, alla Russia di Cˇechov, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d'animo. Condotta sulle carte dell'archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un'ampia scelta di scritti rari e inediti e una cronologia della vita e delle opere."Aldo Buzzi fu un uomo che amava perdersi nei frammenti. Per questo adottò i generi più diversi: taccuini, viaggi, lettere, ricette, memoria. Fece della originalità il punto fondamentale dove il desiderio di svanire urtava con quello di esserci. Quel modo di raccontare che Buzzi amò somiglia a certi giardini pubblici: incolti e per questo liberi e incantevoli. Luoghi proibiti dove nessuno poteva avere accesso. Al massimo era permesso spiare il loro rigoglio disordinato attaccati alle sbarre di un cancello arrugginito." Dall'introduzione di Antonio Gnoli