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Sto solo dormendo
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Scrima, Stefano

Sto solo dormendo

Arcana, 21/06/2024

Abstract: I'm Only Sleeping, "Sto solo dormendo", qual è il problema? John Lennon è sempre stato appassionato del dormire, di sogni, di letti e divani, dell'immaginazione e della letteratura fantastica, di tutto ciò che dà fastidio a chi pensa che oziare sia solo perdere tempo. Quello lennoniano – che va ad aggiungersi a una gloriosa tradizione di oziosi che vede in prima linea pensatori e scrittori britannici quali Stevenson, Keats, Wilde, Jerome, Russell – è un vero e proprio inno alla pigrizia, una forma di resistenza nei confronti di una società che ci vorrebbe proni ai suoi dogmi: fare, lavorare, produrre, guadagnare per guadagnare, ottimizzare e soprattutto obbedire e non farsi domande. La voce di John, attraverso tutto l'arco della sua breve parabola, ci racconta della possibilità di pensare e vivere diversamente, con la propria testa, facendosi così coscienza critica di un'epoca, gli "spensierati" anni Sessanta, culmine del boom economico, a scapito però di tutto ciò che non è occidentale o occidentalizzato e del benessere mentale di molti, ormai plasmati dal sistema. Si fa essa stessa filosofia, se con questo termine intendiamo il pensiero critico sul mondo. Da parte sua, Lennon si smarcherà sempre più dalla macchina discografica che lo vede solo come gallina dalle uova d'oro, iniziando, insieme ai Beatles, a sperimentare nuovi percorsi musicali e artistici, propulsori ed espressione di una nuova visione del mondo che mette al centro pace, amore e soprattutto libertà. La pigrizia di Lennon, infatti, non è altro che rivendicazione della libertà di essere quello che si vuole, ovvero quello che si è, e poterlo esprimere attraverso i mezzi a noi più congeniali

Il detective difettoso
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Barbolini, Roberto

Il detective difettoso

Bibliotheka, 19/07/2024

Abstract: Fin dalle sue origini il romanzo giallo ha potuto contare, oltre che su fedelissimi lettori, su ammiratori d'eccezione, critici e scrittori – da Eliot a Gadda, da Yates a Brecht – che ne hanno svelato la logica simulatoria ei legami con la letteratura alta o ne hanno utilizzato la formula.Campo privilegiato di analisi critica per semiologi e formalisti, il romanzo poliziesco sembrerebbe oggi non poter riservare più sorprese. Ripercorrendo tendenze e miti del giallo, dalle origini in Poe fino alle commistioni del thriller con la grande letteratura, questo saggio propone alcuni quesiti intriganti.Dopo l'era dei detectives olimpici alla Holmes e di quelli "avvelenati", gli eroi metropolitani alla Sam Spade, è forse giunta l'ora del detective difettoso?Recuperando – contro gli incanti e i trucchi logici del giallo classico – le trappole di una "linea gotica" del poliziesco (da Chesterton a Dickson Carr), e mescolandole con la magistrale lezione di Hammett, si può individuare una possibile nuova strada per un genere letterario da molti ancora molto amato e da troppi dato prematuramente per morto.

Antifasciste e antifascisti
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Fulvetti, Gianluca - Ventura, Andrea - Fulvetti, Gianluca

Antifasciste e antifascisti

Viella Libreria Editrice, 24/06/2024

Abstract: Da alcuni decenni l'antifascismo pare aver perso la sua rilevanza nel dibattito civile e storiografico. Anche il Centenario della marcia su Roma ha lasciato sullo sfondo le storie di coloro che si opposero al fascismo sin dagli anni dello squadrismo.Questo libro invece le recupera e le racconta, mettendo al centro il vissuto quotidiano, i percorsi coraggiosi e dolorosi, in nome della libertà, dentro e fuori l'Italia negli anni complicati della guerra civile europea. Si riflette anche sugli antifascismi come ideologie politiche, con saggi che prendono in esame i discorsi e le pratiche delle diverse culture antifasciste e talvolta il loro difficile dialogo. Infine, si aprono alcuni squarci su cosa accade all'antifascismo dopo il 1945, sulle dispute della memoria e sul suo utilizzo nelle battaglie politiche dei primi anni della Repubblica e della Guerra Fredda.

Non prenderla sul personale. Come creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo nelle piccole e medie imprese
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Balducchi, Mariagrazia

Non prenderla sul personale. Come creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo nelle piccole e medie imprese

Edizioni Lavoro, 24/06/2024

Abstract: * Perché l'azienda non cresce come previsto?* Quali sono le sfide nella gestione dei collaboratori in una piccola media impresa?* Come si possono migliorare il rispetto e l'ascolto tra i dipendenti?* Quali strategie adottare per la formazione del personale?* Come circondarsi di persone capaci di supportare il percorso di crescita aziendale?* In che modo dedicare più tempo alle attività di crescita personale e aziendale, districandosi tra discussioni e impegni ordinari?Mariagrazia Balducchi offre risposte pratiche a questi e a molti altri interrogativi, proponendo strategie efficaci, basate su un'analisi approfondita e su soluzioni applicabili, mirando a favorire ambienti di lavoro produttivi e armoniosi anche nelle realtà in cui i rapporti umani e "personali" possono rappresentare un rischio per la produttività. Un metodo prezioso per chiunque desideri migliorare le dinamiche interne all'azienda e promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo.

Trovare il senso in un mondo senza senso
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Perlmutter, Saul - Campbell, John - MacCoun, Robert

Trovare il senso in un mondo senza senso

Feltrinelli Editore, 24/06/2024

Abstract: Nel frastuono di informazioni che ci assorda ogni giorno è sempre più difficile distinguere i fatti dalle notizie contraddittorie. Come prendere decisioni consapevoli su questioni di salute di fronte a consigli medici contrastanti? Come affrontare una discussione durante una cena con i suoceri che seguono esperti sul clima dalle posizioni diametralmente opposte?Basato su un corso molto popolare dell'Università di Berkeley, Trovare il senso in un mondo senza senso mostra come analizzare in modo critico la realtà, prendere decisioni valide e risolvere i problemi - individualmente e collettivamente - utilizzando i trucchi del mestiere degli scienziati.In un unico libro, un fisico premio Nobel, un filosofo e uno psicologo introducono i lettori agli strumenti e alle strutture che gli uomini di scienza hanno sviluppato per non ingannare se stessi, capire il mondo e prendere decisioni informate.Utilizzando un linguaggio non accademico, esercizi di riflessione e illustrazioni, Trovare il senso in un mondo senza senso offre un approccio nuovo per dare un senso al nonsenso, imparando a costruire la fiducia per affrontare problemi grandi e piccoli.

Elementi di diritto degli enti locali. Per concorsi pubblici e aggiornamento professionale
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La Peruta, Lilla

Elementi di diritto degli enti locali. Per concorsi pubblici e aggiornamento professionale

EdiSES Edizioni, 24/06/2024

Abstract: Rivolto a tutti i candidati di concorsi nelle pubbliche amministrazioni e in enti statali e locali, il compendio di Diritto degli Enti locali espone in sintesi, ma con estrema chiarezza ed esaustività, tutta la materia normalmente oggetto di prove concorsuali e aggiornamento professionale.

Guarda fin dove puoi. Meditazioni sul discernimento
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Zanchi, Giuliano

Guarda fin dove puoi. Meditazioni sul discernimento

Edizioni Messaggero Padova, 24/06/2024

Abstract: Piccolo manuale per il discernimento cristiano.

Impariamo a meditare. Invito alla pratica contemplativa
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Olianti, Simone

Impariamo a meditare. Invito alla pratica contemplativa

Edizioni Messaggero Padova, 24/06/2024

Abstract: 161 perle preziose di spiritualità. Viaggio attraverso vie mistiche, orientali e occidentali dalle sorprendenti affinità, per riscoprire il sapore della conoscenza di sé.

Fiamme dal cielo. Colosseum
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Marcialis, Mauro - Manfredi, Valerio Massimo

Fiamme dal cielo. Colosseum

Solferino, 25/06/2024

Abstract: Pompei, città di commerci e di ozi, di piaceri e di intrighi: qui, tra pochi giorni, si svolgeranno giochi degni di quelli di Roma, anzi, ancora più straordinari. Entrambi gli eroi più attesi nell'arena vengono dalla Città Eterna: il valoroso legionario Pugnax e il misterioso combattente mascherato con i suoi feroci cani. Tra gli spettatori in attesa di accorrere per vederli lottare con la morte c'è anche Benedicta, la più bella e desiderata prostituta del lupanare di Ascanio Bebio. Dietro queste identità si celano i tre eroi della nostra storia: Arild, convinto che la sua amata Brynja sia morta e deciso a vendicarla; Derek, che vuole approfittare del favore del Generale Tito per tentare di riabbracciare la sorella e l'amico, e la stessa Brynja che brama solo di fuggire da Pompei e tornare a Roma, in cerca di Arild. Intanto, nella capitale dell'Impero, l'epica impresa della costruzione del più grande anfiteatro del mondo procede accendendo gli animi e c'è chi è disposto a tutto pur di accaparrarsi le commesse più lucrose e la gratitudine imperiale. Senza sapere che i giorni di Vespasiano stanno giungendo al termine.Equivoci e travestimenti, fughe rocambolesche e inattesi incontri si susseguono in questo terzo episodio della più appassionante serie sull'antica Roma. Mentre i tre protagonisti lottano e tramano per ritrovarsi, su di loro incombe la più grande delle catastrofi: l'eruzione del Vesuvio e la distruzione di Pompei. E i ragazzi che sognano la libertà dovranno innanzitutto salvarsi la vita.

Santi e bevitori
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Osborne, Lawrence

Santi e bevitori

Adelphi, 25/06/2024

Abstract: Per curare l'alcolismo c'è chi si fa ricovera­re in una struttura specializzata, chi si affida a una terapia farmacologica, chi anco­ra pratica una ferrea astinenza. Lawrence Osborne ha una ricetta più originale: in­traprendere un viaggio nel mondo islamico per studiare come vivono gli astemi e scoprire se da loro si può imparare qual­cosa. L'esperienza sarà illuminante, teme­raria e – per la gioia di noi lettori – sempre irresistibilmente spassosa. Accompagneremo Osborne a caccia di una birra a Sura­ karta, presidio indonesiano di al-­Qaida, dove, sotto un ritratto di Osama bin Laden, un gruppo di studenti biancovestiti cer­cherà di convincerlo che l'alcol è "una ma­lattia dell'anima". A Mascate lo seguire­mo nell'affannosa ricerca di una bottiglia di champagne per brindare al nuovo an­no, mentre la sua vita di coppia sperimen­ta impreviste dinamiche dettate dalla so­brietà forzata. E trepideremo per lui a Isla­mabad, quando si lancerà nella sconside­rata "avventura culturale" di ubriacarsi "in uno dei paesi più pericolosi e ostili al­l'alcol" della terra. Ma, davanti a un bic­chiere, tutto il mondo è incline al parados­so: prova ne sono le cosiddette "dry towns" del New Jersey o certi sobborghi inglesi, do­ve fino a pochi decenni fa la "cultura subur­bana dell'alcol" era l'antidoto alla "cultura urbana della droga". E al termine di questo rocambolesco tour ci apparirà lampante che lo scontro di civiltà tra Oriente e Occi­dente altro non è che il riflesso di due ap­procci diametralmente opposti alla vita – temperanza e sregolatezza, continenza e dissolutezza, con i loro paladini, astemi e bevitori, per sempre affiancati "in uno spi­rito di reciproca incomprensione".

Io?
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Flamm, Peter

Io?

Adelphi, 25/06/2024

Abstract: Berlino, 1918. La guerra è appena finita, un uomo torna a casa e non è più lui. È convinto di aver rubato l'identità a un morto. Crede di vivere nel corpo di un altro; tutti lo riconoscono e pensano di sapere con chi parlano. Solo il vecchio cane gli abbaia contro e lo morde. Il cane sa che quello non è il suo padrone. Poi comincia a ricordare: Grete, la giovane donna dalla chioma tizianesca che ora vede alla finestra, è sua moglie; nella culla c'è il loro bambino; si rivolge a un'anziana signora chiamandola "mamma". Ma quei ricordi non hanno radici, sono "cose che sa": "come un attore me ne sto su un palcoscenico, imparerò la mia parte, è già scritta fino in fondo, di certo già da prima, e io mi limito a recitarla". Solo l'amore incondizionato e la gelosia per Grete – quando riceve la visita di un uomo, Borges, un "amico" che l'ha corteggiata mentre lui era al fronte – risveglia un sentimento che potrebbe essere "suo". Questo è quanto ci è dato sapere del protagonista prima che la storia inizi. Lo ritroveremo nell'aula di un tribunale, accusato di omicidio, mentre cerca di scagionarsi. Ma chi parla in queste pagine? Chi ha commesso il crimine? Il rispettabile chirurgo berlinese Hans Stern, o piuttosto Wilhelm Bettuch, l'umile fornaio che sembra averne assunto le sembianze? La risposta rimane racchiusa nel punto interrogativo del titolo e le ultime parole che l'imputato rivolge ai giudici non fanno che rendere ancora più impenetrabile l'enigma: "Ora chinatevi, spazzate via quel po' di terra. Ed ecco, troverete – me. Sì, ossa e teschio e polvere e il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio".Mimetizzato per quasi un secolo come un piccolo vortice scuro fra le correnti della prosa espressionista, questo romanzo di Peter Flamm torna ad agire su di noi come un sortilegio, la stenografia di un sisma psichico ancora lontano dall'essere decifrato.

Giulio Cesare
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Shakespeare, William - Wilcock, J. Rodolfo - Auden, W.H.

Giulio Cesare

Adelphi, 25/06/2024

Abstract: La storia è nota: Bruto amava Cesare, ma amava di più Roma. Dall'ombra di Plutarco ecco venire ancora una volta alla ribalta Giulio Cesare l'epilettico, leone cacciatore prima, cervo cacciato poi, "stella polare" in un corpo che da dittatore perpetuo si muterà presto in vittima sacrificale, nella congiura più celebre della storia antica. "C'è la guerra civile nel cielo" leggiamo nelle pagine iniziali di questa tragedia, uno dei testi più luminosi e meno frequentati del canone shakespeariano. Sulla terra sarà guerra fratricida: Bruto lo stoico, sdegnoso, inclemente, dalla parte della ragione ma in perenne "guerra con se stesso"; Cassio l'epicureo, magro, famelico, che "legge troppo"; Antonio, "bellimbusto dissoluto e nottambulo", espressione della Realpolitik – a cui si aggiungono frange schiumanti del popolo, con i suoi conati di democrazia selvaggia. Il lavoro in mano ai congiurati è "bruciante, sanguinoso, terribilissimo": si credono guaritori, non sanno di essere macellai; per comune denominatore hanno la morte. Sorretto da "una lingua più forte di ogni musica", il "Giulio Cesare" mette a nudo l'essenza violenta del teatro. E il defunto sovrano, futuro dio, continuerà a ricevere la sua razione di ventitré pugnalate, nel suo eterno ritorno sulla scena.

Bébi, il primo amore
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Márai, Sándor

Bébi, il primo amore

Adelphi, 25/06/2024

Abstract: "A ben vedere, nella mia vita non è suc­cesso nulla" annota nel suo diario il prota­gonista, e narratore, di questo romanzo: un professore di latino poco più che cin­quantenne, celibe, alieno da qualunque sentimento nei confronti dei propri simi­li, maniacalmente attaccato a una routine fatta di lezioni, passeggiate, serate al circo­lo, rare visite a una casa di tolleranza. Ma durante un soggiorno alle pendici dei monti Tátra qualcosa si incrina, nel suo corpo e nella sua mente: si accorge di esse­re triste, "costantemente in attesa di qual­cosa", al punto da confidarsi, quasi con­tro la propria volontà, con uno sconosciu­to per il quale sembrava provare solo ripu­gnanza. La crepa non farà che allargar­si quando gli verrà assegnata una classe dell'ultimo anno – e per di più una classe in cui sono presenti sei ragazze. Con raffinatissima, pressoché diabolica abilità Má­rai ci fa percepire, attraverso le parole stes­se del professore, i cambiamenti che av­vengono in lui allorché scopre che due dei suoi allievi stanno vivendo il primo amore – un primo amore che, sebbene sia incapa­ce di ammetterlo, forse sta sperimentan­do anche lui. E quando lo vedremo comprarsi un abito nuovo, tagliarsi la barba, accettare perfino che il barbiere gli fac­cia dei massaggi per cancellare le rughe, sapremo che, come accade a von Aschen­bach nella "Morte a Venezia", il baratro che gli si è spalancato davanti non potrà che in­ghiottirlo. Appena ventottenne e al suo primo romanzo, Márai si rivela un acutis­simo indagatore d'anime, e un magistrale narratore.

Il desiderio
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Lenoir, Frédéric

Il desiderio

Baldini+Castoldi, 21/06/2024

Abstract: Desiderare di vivere non significa semplicemente essere vivi. Significa lasciarsi trasportare dall'impulso vitale che ci spinge a creare, ad amare, a superare noi stessi. Si tratta di coltivare la forza del desiderio che guida la nostra vita. Tuttavia, nella vita di tutti i giorni, sono molti i limiti che ci poniamo: "Non posso farlo", "È troppo rischioso", "Non fa per me". Allo stesso modo, finiamo spesso con l'essere prigionieri degli impulsi del nostro cervello primario e della spinta consumistica della nostra società. Come possiamo allora coltivare la forza del desiderio senza cadere nella trappola dell'insoddisfazione permanente o del mimetismo sociale? Come sviluppare il nostro potere vitale senza censurarci? Come possiamo imparare a dirigere i nostri desideri verso cose, attività o persone che ci aiutino a crescere e ci procurino gioia? Da Platone a René Girard, passando per Buddha, Aristotele, Epicuro, Spinoza, Nietzsche, Jung e Bergson, Frédéric Lenoir rivisita i grandi pensatori del desiderio per presentarci un libro lucido e vibrante, capace di affrontare una delle questioni più attuali del nostro tempo. Un libro accessibile a tutti, che ci aiuta non solo a vivere, ma anche a vivere meglio.

L'eccezione alla regola
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Uva, Christian - Zagarrio, Vito

L'eccezione alla regola

Marsilio, 28/06/2024

Abstract: I saggi contenuti in questo volume indagano i molteplici modi di produzione "fuori dal sistema" del cinema italiano con riferimento a un periodo storico ricco di trasformazioni e quindi a sua volta complesso. Si va dal cooperativismo, che nasce già all'inizio degli anni cinquanta ma che permea anche l'ideologia del futuro articolo 28 della legge 1213, al caso dei Programmi Sperimentali della RAI degli anni settanta, fino all'impiego del videotape per scopi politici e sociali. In mezzo ci sono tanti altri esempi di modi di produzione fuori dagli schemi, come l'esperienza televisiva di Roberto Rossellini, i cinegiornali liberi di Cesare Zavattini, i video di propaganda prodotti da associazioni e partiti, il cinema amatoriale, i film didattici e le produzioni animate. Un mondo, insomma, in cui cambia l'idea stessa di "settima arte" e nel quale avviene una mutazione costruttiva di cui solo in parte il cinema italiano è riuscito a fare tesoro negli anni a venire.

L'ultimo omicidio alla fine del mondo
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Turton, Stuart - Pastore, Christian

L'ultimo omicidio alla fine del mondo

Neri Pozza, 22/10/2024

Abstract: Chi risolve l'omicidio, salva il mondo!Fuori dall'isola non c'è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando ogni cosa e annientando ogni forma di vita. Sull'isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l'aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliati da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne. Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi ad Abi, un'entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L'importante è che rispettino sempre il coprifuoco e le regole imposte dagli scienziati. Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa. Oltre ad aver lasciato l'intera isola sotto shock, l'omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all'isola, l'unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l'isola e tutti i suoi abitanti. Ad aggravare la situazione c'è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull'isola è un assassino e non sa di esserlo. Nel frattempo, il tempo stringe."Un folgorante thriller postapocalittico che si trasforma in una corsa contro il tempo. Questa detective story distopica ha un incastro perfetto". Publishers Weekly "Un libro avvincente, incentrato su cosa significhi essere umani e se valga la pena preservare queste qualità". Library Journal

Autobiografia bugiarda
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Villaggio, Paolo - Sommi, Luca - Villaggio, Elisabetta

Autobiografia bugiarda

Compagnia editoriale Aliberti, 26/06/2024

Abstract: Paolo Villaggio era un uomo elegantissimo, forse il più elegante del cinema italiano. Vestiva quasi sempre, sia d'estate sia d'inverno, con raffinatissimi caffetani colorati, sopra i quali indossava con grande disinvoltura giacche occidentali. Ormai è tempo di riconoscere che Villaggio è un classico, uno dei maestri del cinema italiano, l'inventore dell'ultima grande maschera della commedia nazionale: Ugo Fantozzi. Un giorno, i ragazzi delle future generazioni potranno rivedere in lui molti dei vizi della società italiana di fine millennio. Nella vita professionale di Villaggio ci sono poi stati Mario Monicelli, Federico Fellini, Ermanno Olmi, Marco Ferreri, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e tanti altri. In questa conversazione con lo scrittore, giornalista e amico Luca Sommi – impreziosita da una Prefazione della figlia Elisabetta Villaggio ricca di note inedite sul padre – Paolo Villaggio rievoca, con la consueta forza dissacrante, una vita intera, passata a inventare e a sognare. Parole agrodolci che diventano gli slanci di un cuore insolente e attento. Sì, Paolo Villaggio è stato un uomo davvero elegante, troppo ben vestito. Il resto è storia del cinema.

Racconti siciliani
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Dolci, Danilo - Lorenzoni, Franco - Barone, Giuseppe - Levi, Carlo

Racconti siciliani

Sellerio Editore, 26/06/2024

Abstract: In occasione del centenario della nascita di Danilo Dolci, uomo di svolta epocale nelle questioni sociali, considerato il Gandhi italiano, che negli anni Cinquanta spinse intellettuali e giornalisti a guardare finalmente al mondo degli ultimi, la rilettura dei suoi racconti, arricchiti con una Introduzione inedita di Franco Lorenzoni, rivela l'attualità e la necessità di un messaggio da affidare alle nuove generazioni.

Pastrone '10
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Copreni, Riccardo - Sbarbaro, Andrea - Moscati, Massimo

Pastrone '10

Bibliotheka, 14/06/2024

Abstract: Universalmente riconosciuta come pilastro della storia del cinema tutta, la figura di Giovanni Pastrone è stata a più riprese tratteggiata in più di un'opera critica. Il maestro italiano, più di un secolo fa, aveva già intuito molti meccanismi della macchina cinematografica e ha creduto nel potere emotivo del racconto per immagini in movimento.Gli anni in cui Pastrone inizia la sua attività sono quelli in cui il nostro cinema, dopo aver mosso i primi passi, si trasforma in una vera e propria industria, quelli in cui nascono e proliferano lungo tutto lo Stivale nuove case di produzione (la Ambrosio, la Cines, l'Itala), quelli in cui registi e produttori dimostrano quanto l'Italia possa dire la sua e competere non solo con i cugini d'Oltralpe, ma anche con i kolossal della lontana Hollywood.E il film simbolo della settima arte italiana viene diretto proprio da Pastrone: il suo Cabiria diventa una sorta di turning point del nostro cinema. Non solo per le innovative scelte registiche, la magniloquenza delle scenografie e la "grandeur" che traspare da ogni fotogramma, ma per la sua complessità che - come ricorda Vito Zagarrio nella sua Storia del cinema italiano - riesce a coniugare film storico e catastrofico, romance e melodramma, peplum e epica mitologica, in un mélange che rivela una conoscenza dei generi cinematografici sbalorditiva. Ed oggi è tempo di riguardare le pellicole di Pastrone e riscoprire il seme di quel linguaggio cinematografico che ancora fa brillare i nostri occhi davanti all'imponenza del grande schermo.

Vagabondi nel Mani
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Borsani, Ambrogio

Vagabondi nel Mani

Neri Pozza, 12/07/2024

Abstract: Un viaggio appassionato nella terra dove fioriscono visioni. Qui si rifugiarono gli invincibili spartani quando non furono più invincibili. Elena e Paride si accoppiarono su un'isoletta del Mani scatenando la guerra più famosa del mondo. Ma crearono lavoro per generazioni di poeti, pittori, musicisti. Cosa avrebbe cantato Omero senza la sventurata Elena? Nei secoli il Mani ha continuato a generare miti, ad attirare anime erranti, figure inquiete. Dopo aver camminato il mondo, Bruce Chatwin volle essere sepolto dietro una sperduta chiesetta bizantina sul Taigeto, ignota persino agli abitanti del luogo. Sulla spiaggia di Kalogria, dopo il dottorato su Nietzsche, un giovane Kazantzakis prendeva lezioni di zoticoneria dal selvatico Georgios Zorba. Patrick Leigh Fermor raccontò la storia dei manioti e si fermò a Kardamyli per costruire con la sua Joan una casa incantata. Nella narrazione si intrecciano vicende di poeti maledetti, come Nikitas Nifakis e Nikiforos Vrettakos. Il viaggio scorre poi fra torri cadute, torri cadenti, torri restaurate. Dall'alto, i manioti continuarono a spararsi per secoli con pistole, fucili e cannoni. Una faida infinita. Un popolo di pirati e assassini, ma anche di valorosi guerrieri capaci di cacciare gli ottomani, come l'indomito comandante Petrobey, ostinato ribelle, altero dominatore del Mani. In questo viaggio Ambrogio Borsani scava negli angoli segreti di una terra magica inseguendo storie abbandonate e figure alla deriva. Una narrazione serrata, visionaria, che arriva alle porte dell'Ade, dove lasciavano ogni speranza gli antichi spartani sconfitti e gli sfortunati marinai della battaglia di Capo Matapan.Qui Leigh Fermor e Chatwin salivano a contemplare i profili di terre e di acque che avevano generato dèi, eroi, poeti. Si raccontavano storie di terre lontane, di popoli invisibili, di geografie parallele. Si perdevano tra i misteri del nomadismo, tra i segreti di gente alla ricerca di un punto che rimanda a un altro punto che rimanda sempre a un altro punto dentro infinite reti di punti che indicano altri punti ai confini del mondo, dove i secoli precipitano sui popoli in movimento senza arrestare il loro cammino. "Ambrogio Borsani sa muoversi sulle orme dei grandi viaggiatori, scrittori, artisti, sempre con rispetto, sensibilità, intelligenza e affettuosa partecipazione". Libero "Collezionista di libri e autore di deliziosi volumi sulla perversione bibliofila, amico e curatore della Merini, di Testori, di Volponi e altri miti del '900 letterario, Borsani è anche un viaggiatore incantato". il Fatto Quotidiano